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Decreto Ministeriale 15/04/1994

Decreto Ministeriale 15/04/1994 - Norme tecniche in materia di livelli e di stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici nelle aree urbane, ai sensi degli articoli 3 e 4 del Dpr 24 maggio 1988, n. 203, dell'art. 9 del D.M. 20 maggio 1991.

D.M. Ambiente del 15/04/1994 – Norme tecniche in materia di livelli e
di stati di attenzione e di allarme per gli inquinanti atmosferici
nelle aree urbane, ai sensi degli artt. 3 e 4 del DPR 24/05/88 n.203 e
dell’art.9 del DM 20/05/91

pubblicata su : Gazzetta Ufficiale
Italiana n° 107 del 10/05/1994

SOMMARIO

NOTE

TESTO

Art. 1. Finalità. –

Art. 2. Definizioni. –

Art. 3. Livelli di
attenzione e di allarme. –

Art. 4. Stati di attenzione e di allarme.

Art. 5. Misura delle concentrazioni di altri inquinanti. –

Art. 6.
Aggiornamenti. –

ALLEGATO 1 – Livelli e stati di attenzione e di
allarme.

Tabella I

Tabella II

Tabella III – OPZIONI TEMPORALI

ALLEGATO 2 – Inquinanti di interesse prioritario.

– § –

NOTE

Questo D.M. sostituisce il precedente D.M. 12/11/1992
«Criteri generali per la prevenzione dell’inquinamento atmosferico
nelle grandi zone urbane e disposizioni per il miglioramento della
qualità dell’aria», che è stato annullato dalla Corte Costituzionale
con sentenza n. 113 del 31/03/1994.

Allegato I, Tabella I: la
tabella è stata così modificata dall’art. 1 del D.M. 25 novembre 1994.

Art. 4, comma 3, 2° periodo: è stato così modificato dall’art. 14
del D.M. 25 novembre 1994.

– § –

TESTO

IL MINISTRO
DELL’AMBIENTE di concerto con IL MINISTRO DELLA SANITÀ

Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1992 (pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 10 gennaio 1992, n. 7), recante “atto di
indirizzo e coordinamento in materia di sistemi di rilevazione
dell’inquinamento urbano”;

Visto il decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 28 marzo 1983 (pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale 28 maggio 1983, n. 145),
successivamente modificato con il decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, con cui sono stati fissati i limiti
massimi inderogabili di accettabilità delle concentrazioni e di
esposizione relativi ad inquinanti dell’aria nell’ambito
esterno;

Visto l’art. 3, comma 4, lettera c), del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203;

Visto il decreto
ministeriale 20 maggio 1991 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31
maggio 1991, n. 126) che fissa i criteri per la raccolta dei dati
inerenti la qualità dell’aria ed in particolare l’art. 9 relativo ai
livelli di attenzione di allarme;

Visto il parere espresso
dall’Istituto superiore di sanità sui livelli di attenzione e di
allarme;

Decreta:

Art. 1. Finalità. –

1. Il presente
decreto:

definisce i livelli di attenzione e di allarme per gli
inquinanti atmosferici nelle aree urbane e nelle zone individuate
dalle regioni ai sensi dell’art. 9 del decreto ministeriale 20 maggio
1991 “criteri per la raccolta dei dati inerenti la qualità
dell’aria”;

stabilisce i criteri di individuazione degli stati di
attenzione e di allarme in base ai quali adottare provvedimenti per
prevenire episodi acuti di inquinamento atmosferico e per rientrare
nei limiti della norma nel caso in cui i livelli di attenzione o di
allarme siano stati superati, anche al fine di prevenire il
superamento dei limiti massimi di accettabilità della concentrazione e
di esposizione fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 28 marzo 1983 e dal decreto del Presidente della Repubblica
24 maggio 1988, n. 203.

Art. 2. Definizioni. –

1. Ai fini del
presente decreto si intende per:

STATO DI ATTENZIONE: una situazione
di inquinamento atmosferico che, se persistente, determina il rischio
che si raggiunga lo stato di allarme.

STATO DI ALLARME: una
situazione di inquinamento atmosferico suscettibile di determinare un
condizione di rischio ambientale e sanitario.

LIVELLI DI ATTENZIONE
E DI ALLARME: le concentrazioni di inquinanti atmosferici che
determinano lo stato di attenzione e lo stato di allarme.

AUTORITA’ COMPETENTE: quella competente alla adozione dei
provvedimenti conseguenti alla insorgenza dello stato di attenzione o
di allarme, di cui all’art. 9 del decreto ministeriale 20 maggio 1991.

Art. 3. Livelli di attenzione e di allarme. –

1. I livelli di
attenzione e di allarme sono fissati nella tabella 1 dell’allegato 1.

Art. 4. Stati di attenzione e di allarme. –

1. Al fine di valutare
la probabile evoluzione dell’inquinamento e stabilire i provvedimenti
da adottare, l’autorità competente si avvale dei dati rilevati dalla
rete di monitoraggio conforme ai criteri di cui al decreto
ministeriale 20 maggio 1991 “criteri per la raccolta dei dati inerenti
la qualità dell’aria” nonché delle previsioni meteorologiche a scala
nazionale e locale.

2. Gli stati di attenzione e di allarme vengono
attivati sulla base di cicli di monitoraggio di 24 ore consecutive.
L’ora di inizio del periodo di riferimento viene fissata dall’autorità
competente e non può essere modificata nel corso dello stato di
attenzione e di allarme.

3. Lo stato di attenzione e lo stato di
allarme vengono di norma raggiunti quando, al termine del ciclo di
monitoraggio, si rileva il superamento per uno o più inquinanti dei
rispettivi livelli di attenzione e di allarme in numero di stazioni di
rilevamento pari o superiore a quello indicato nella tabella II
dell’allegato 1, anche se non contemporaneamente. Nel caso di
indisponibilità contemporanea di dati per ciascun inquinante da più di
un terzo del totale delle stazioni istallate componenti la rete,
l’organo tecnico competente valuta la possibilità della dichiarazione
dello stato di attenzione o di allarme in base alla rappresentatività
delle stazioni in funzione, ai particolari livelli di inquinamento
registrati e alle generali condizioni meteorologiche.

4. Ove, al
termine del ciclo di monitoraggio, si verifichi lo stato di attenzione
o di allarme, l’autorità competente adotta tempestivamente i
provvedimenti che ritiene necessari.

5. La tabella III dell’allegato
1 esemplifica una scansione temporale per l’applicazione delle
disposizioni di cui ai commi 3 e 4.

6. L’adozione di provvedimenti
relativi allo stato di allarme deve essere comunque attuata quando lo
stato di attenzione perduri per almeno tre giorni consecutivi e le
condizioni meteorologiche possano far prevedere il raggiungimento
dello stato di allarme.

7. Quando si verifichi lo stato di attenzione
o di allarme, l’autorità competente informa la popolazione sui livelli
di inquinamento raggiunti, sui provvedimenti adottati, sulle relative
motivazioni, sulla loro prevedibile durata ed indica gli eventuali
comportamenti da adottare per limitare l’esposizione dei gruppi di
popolazione più sensibili.

8. Lo stato di attenzione e lo stato di
allarme sono disattivati ed i provvedimenti relativi sono revocati con
effetto immediato qualora le concentrazioni di inquinanti, rilevate al
termine del ciclo giornaliero, risultino inferiori ai livelli che
hanno determinato lo stato di attenzione o di allarme.

Art. 5.
Misura delle concentrazioni di altri inquinanti. –

1. Le autorità
competenti, secondo quanto previsto dall’allegato al citato decreto
ministeriale 20 maggio 1991, attivano campagne sperimentali di misura
delle concentrazioni degli inquinanti individuati nell’allegato 2 al
presente decreto.

2. I metodi di misura per gli inquinanti di cui
all’allegato 2 saranno stabiliti con decreto del Ministro
dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità, entro 90
giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, su
indicazione della commissione tecnico-scientifica prevista dall’art. 6
del decreto ministeriale 20 maggio 1991 “criteri per la raccolta dei
dati inerenti la qualità dell’aria”.

Art. 6. Aggiornamenti. –

Il
Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro della sanità,
aggiorna entro il 30 settembre di ogni anno i livelli di attenzione e
di allarme.

ALLEGATO 1 – Livelli e stati di attenzione e di
allarme.

I livelli di attenzione e di allarme per i singoli
inquinanti sono indicati nella tabella I. La media oraria è la media
delle misure effettuate nell’arco di un’ora. La media giornaliera è la
media delle medie orarie rilevate nell’arco di ventiquattro ore.

Tabella I

Inquinante livello di allarme livello di attenzione

Biossido di zolfo (media giorn.). (microg/m3) 125 250 (1)

Particelle sospese totali (media giorn.) (microg/m3) 150 (2) (3)
300 (2) (3)

Biossido di azoto (media oraria). (microg/m3) 200 400

Monossido di carbonio (media oraria). (mg/m3) 15 30

0zono.
(media oraria). (microg/m3) 180 (4) 360 (4)

(1) Ai sensi del
D.P.R. 203/88 il limite di 250 microg/m3 non può essere superato per
più del 2% delle misure valide su base annua e si devono prendere
tutte le misure atte ad evitare il superamento di questo valore per
più di 3 giorni consecutivi.

(2) I valori delle concentrazioni di
particelle sospese totali, misurate in modo non automatico con metodo
gravimetrico, concorrono alla determinazione degli stati di attenzione
e di allarme e ai conseguenti provvedimenti da adottare,
compatibilmente con i tempi necessari per il completamento delle
operazioni di prelievo e di misurazione.

(3) Questi valori
corrispondono ai valori fissati come standards di qualità nel D.P.C.M.
28.3.1983.

(4) Questi valori corrispondono rispettivamente alla
soglia per l’informazione alla popolazione e alla soglia di allarme
previste dalla direttiva 92/72/CEE sull’inquinamento dell’aria
provocato dall’ozono.

Tabella II

Inquinante
Stazioni

Biossido di zolfo 50% del totale delle stazioni di tipo A,
B, C installate.

Particelle sospese totali 50% del totale delle
stazioni di tipo A, B, C installate.

Biossido di azoto 50% del totale
delle stazioni di tipo A, B installate.

Monossido di carbonio 50% del
totale delle stazioni di tipo A, C installate.

Ozono Una qualsiasi
stazione del tipo A o D.

I metodi di misura sono quelli indicati
nel decreto …

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