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Decreto Ministeriale 14/12/1993

Decreto Ministeriale 14/12/1993 - Norme tecniche e procedurali per la classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di porte ed altri elementi di chiusura. Gazzetta Ufficiale 28/12/1993 n. 303

Decreto Ministeriale 14/12/1993
Norme tecniche e procedurali per la
classificazione di resistenza al fuoco ed omologazione di porte ed
altri elementi di chiusura.
Gazzetta Ufficiale 28/12/1993 n.
303

IL MINISTRO DELL’INTERNO
Vista la legge 27 dicembre 1941, n.
1570, recante nuove norme per l’organizzazione dei servizi antincendi;

Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469, concernente l’ordinamento dei
servizi antincendi e del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco;
Vista
la legge 26 luglio 1965, n. 966, concernente la disciplina delle
tariffe, delle modalità di pagamento e dei compensi al personale del
Corpo nazionale dei Vigili del fuoco per i servizi a pagamento;
Visto
il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;

Vista la legge 7 dicembre 1984, n. 818, concernente, tra l’altro, il
nulla osta provvisorio per le attività soggette ai controlli di
prevenzione incendi;
Visto il decreto ministeriale 26 marzo 1985,
recante procedure e requisiti per l’autorizzazione e l’iscrizione di
Enti e laboratori negli elenchi del Ministero dell’interno;
Visto il
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547;
Visto
il decreto ministeriale 28 aprile 1982, recante modifiche alla
struttura organizzativa del Servizio tecnico centrale della D.G.P.C. e
S.A. nonchè delle Scuole centrali antincendi e del Centro studi ed
esperienze;
Vista la norma UNI-VVF 9723, concernente la resistenza al
fuoco di porte ed altri elementi di chiusura – prove e criteri di
classificazione;
Ritenuta la necessità di provvedere all’emanazione
di norme, criteri e procedure per la classificazione di resistenza al
fuoco di porte ed altri elementi di chiusura ai fini della prevenzione
incendi;
Espletata la procedura di informazione prevista dalla legge
21 giugno 1986, n. 317;
Decreta:
Art. 1
(Classificazione)
La
classificazione di resistenza al fuoco di porte ed altri elementi di
chiusura, si effettua secondo quanto specificato nella norma UNI-CNVVF
9723.
Il laboratorio di scienza delle costruzioni del Centro studi ed
esperienze del Ministero dell’interno cura gli adempimenti di cui agli
articoli 1, comma 2, e 5, del decreto ministeriale 26 marzo 1985
stabilendo, in particolare, i criteri per l’approntamento della
campionatura di prova e predisponendo la modulistica occorrente per il
rilascio del certificato di prova per quanto non espressamente
previsto dalla norma UNI-CNVVF 9723.
Art. 2
(Utilizzazione)
Le
porte ed altri elementi di chiusura da impiegarsi nelle attività
soggette alle norme di prevenzione incendi devono essere omologati.

La dichiarazione di conformità di cui al successivo art. 3, 5° comma,
sarà tenuta, a cura del responsabile dell’attività, a disposizione dei
competenti organi di controllo.
Art. 3
(Definizioni)
a) Per
“omologazione” si intende la procedura tecnico-amministrativa con la
quale sono effettuate le prove sul prototipo del prodotto, è
certificata la classe di resistenza al fuoco del medesimo ed è emesso,
da parte del Ministero dell’interno, il provvedimento di
autorizzazione alla riproduzione del prototipo stesso, prima della
immissione del prodotto sul mercato, per la utilizzazione nelle
attività soggette alle norme di prevenzione incendi.
b) Per
“laboratorio” si intende il laboratorio di scienza delle costruzioni
del Centro studi ed esperienze del Ministero dell’interno o altro
laboratorio autorizzato dal Ministero dell’interno ai sensi del
decreto ministeriale 26 marzo 1985, che provvede alla esecuzione delle
prove e all’emissione del certificato di prova ai fini
dell’omologazione del prodotto.
c) Per “certificato di prova” si
intende il rapporto rilasciato dal laboratorio nel quale si certifica
la classe di resistenza al fuoco del campione sottoposto ad esame.
d)
Per “produrre” si intende il fabbricante del prodotto nonchè ogni
persona che, apponendo il proprio nome, marchio o segno distintivo sul
prodotto, si presenti come fabbricante dello stesso. Si considera
altresì produttore chi importa o commercializza un prodotto di
importazione.
e) Per “dichiarazione” di conformità si intende la
dichiarazione rilasciata dal produttore attestante la conformità del
prodotto al prototipo omologato e contenente, tra l’altro, i dati del
Marchio di conformità di cui all’art. 3.6.
f) Per “marchio di
conformità” si intende l’indicazione permanente ed indelebile apposta
dal produttore sul prodotto conforme a quanto stabilito al punto 16
della norma UNI 9723 e riportante altresì gli estremi dell’atto di
omologazione.
g) Per “prototipo omologato” si intende il campione,
parte del campione medesimo e/o documentazione idonea alla completa
identificazione e caratterizzazione del prodotto, conservato dal
laboratorio che rilascia il certificato di prova.
Art. 4
(Procedure
per il rilascio dei certificati di prova e dell’omologazione)
1. Per
l’ottenimento del certificato di prova ai fini dell’omologazione del
prototipo si adotta la seguente procedura:
– il produttore inoltra al
Laboratorio la domanda corredata della documentazione tecnica
occorrente;
– verificata la correttezza della documentazione di cui
sopra, il Laboratorio richiede entro trenta giorni l’invio della
campionatura di prova nonchè il pagamento degli importi previsti dalle
vigenti disposizioni per l’esecuzione delle prove medesime;

l’interessato deve inviare la campionatura richiesta e la ricevuta del
versamento di cui sopra entro sessanta giorni dalla data della
comunicazione del Laboratorio che, ricevuto quanto specificato,
iscriverà la pratica, entro i successivi quindici giorni, nello
specifico elenco cronologico, dandone comunicazione al richiedente;

decorsi sessanta giorni senza che l’interessato abbia provveduto in
merito, la pratica viene archiviata per decorrenza dei termini;

entro centoventi giorni dall’iscrizione della pratica, il Laboratorio
provvede al rilascio del certificato di prova.
2. Per ottenere
l’omologazione, il produttore deve inoltrare al Ministero dell’interno
apposita domanda corredata del certificato di prova.
Valutata la
documentazione presentata, il Ministero dell’interno provvederà, entro
trenta giorni dalla data di ricevimento dell’istanza, a rilasciare
all’interessato l’atto di omologazione del prodotto.
Semestralmente,
il Ministero dell’interno renderà noto l’elenco aggiornato dei
prodotti omologati.
Indipendentemente da ciò, al fine di permettere
anche l’effettuazione dei controlli di cui all’art. 7 del presente
decreto, il Ministero dell’interno comunicherà tempestivamente ai
competenti Organi del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco le nuove
omologazioni, gli aggiornamenti, nonchè i provvedimenti di
annullamento delle omologazioni stesse.
3. Invio della
documentazione.
Le domande con i relativi allegati e le ricevute dei
versamenti di cui ai commi 1 e 2 debbono essere inoltrate tramite
raccomandata con avviso di ricevimento.
Art. 5
(Commercializzazione
CEE)
Le porte e altri elementi di chiusura legalmente riconosciuti in
uno dei paesi della Comunità economica europea, sulla base di norme
armonizzate o di norme o regole tecniche straniere riconosciute
equivalenti, possono essere commercializzati in Italia per essere
impiegati nel campo di applicazione disciplinato dal presente decreto.

A tal fine, per ciascun prototipo il produttore dovrà presentare
apposita istanza diretta al Ministero dell’interno – Direzione
generale della protezione civile e dei servizi antincendi, che
provvederà al rilascio dell’atto di omologazione di cui all’art. 3,
nel rispetto delle procedure di cui all’art. 4, comma 2, motivando
l’eventuale diniego.
L’istanza di cui al precedente comma dovrà
essere corredata della documentazione necessaria alla identificazione
del prodotto e dei relativi certificati di prova rilasciati o
riconosciuti dalle competenti autorità dello Stato membro.
Art. 6

(Obblighi e responsabilità per il produttore)
Il produttore è
tenuto, ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, alla osservanza
dei seguenti adempimenti, sotto la personale responsabilità civile e
penale:
– garantire la conformità della produzione al prototipo
omologato mediante un sistema di controllo di produzione;
– emettere
per ogni prodotto la dichiarazione di conformità;
– apporre sul
prodotto il marchio di conformità.
Art. 7
(Controlli)
Il Ministero
dell’interno ha facoltà di sottoporre a controllo, anche con metodi a
campione, i prodotti.
Gli accertamenti di cui al comma precedente
possono essere effettuati presso il produttore, i depositi sussidiari
del produttore, i grossisti, gli importatori, i commercianti e gli
utilizzatori.
A tal fine, con l’ottenimento di atti di omologazione
del prodotto, il produttore si impegna a consentire l’accesso ai
locali di produzione e deposito, a fornire tutte le informazioni
necessarie alla verifica della qualità dei prodotti stessi, ed a
consentire il prelievo di quanto necessario alle operazioni di
controllo.
Con successivo provvedimento saranno stabiliti criteri,
modalità e tariffe per i servizi resi dall’amministrazione.
Art. 8

(Validità, rinnovo, decadenza e annullamento dell’omologazione)

L’omologazione ha validità cinque anni ed è rinnovabile, su istanza
del produttore ad ogni scadenza, per un ulteriore periodo di cinque
anni. Tale rinnovo non comporta la ripetizione delle prove tecniche di
cui al precedente art. 1 qualora la vigente normativa di prova non sia
variata e il produttore dichiari che il prodotto non ha subito
modifiche, salvo che gli esemplari prodotti non siano incorsi in
provvedimenti di annullamento di omologazione. Negli altri casi, il
rinnovo comporterà l’effettuazione, in tutto o in parte, delle prove
di cui all’art. 1 secondo quanto stabilito dal Centro studi ed
esperienze, in relazione a variazioni di normativa o a modifiche
apportate sul prodotto.
L’omologazione decade se …

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