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Decreto Ministeriale 04/02/1999

Decreto Ministeriale 04/02/1999 - Ministero dell'ambiente - Attuazione dei programmi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico, di cui gli articoli 1, comma 2, e 8, comma 2, del decreto-legge n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267. Gazzetta Ufficiale 04/10/1999 n. 233

Decreto Ministeriale 04/02/1999
Ministero dell’ambiente – Attuazione
dei programmi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico, di
cui gli articoli 1, comma 2, e 8, comma 2, del decreto-legge n. 180,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267.

Gazzetta Ufficiale 04/10/1999 n. 233

MINISTRO DELL’AMBIENTE
Vista
la legge 8 luglio 1986, n. 349;
Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 19 giugno 1987, n.
306;
Visto il decreto legislativo 3
febbraio 1993, n. 29, e successive
modificazioni ed
integrazioni;
Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183;
Vista la legge 7
agosto 1990, n 253;
Visti l’art. 1, comma 2 e comma 2-bis, e l’art. 8,
comma 2, del
decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con
modificazioni,
dalla legge 3 agosto 1998, n. 267;
Visto il decreto
ministeriale GAB/DEC/783/98 del 19 giugno 1998,
con il quale e’ stata
istituita la segreteria tecnica, composta da
venti esperti di elevata
qualificazione;
Visto l’atto di indirizzo e coordinamento di cui al
decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 settembre
1998,
registrato alla Corte dei conti il 17 dicembre 1998;
Visti i
programmi di intervento urgenti definiti dal Comitato dei
Ministri di
cui all’art. 4 della legge 18 maggio 1989, n. 183,
d’intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, che ha deliberato
in data 29
dicembre 1998;
Decreta:

Art. 1.
All’attuazione dei programmi di
interventi urgenti per l’anno 1998,
definiti dal Comitato dei Ministri
di cui all’art. 4 della legge 18
maggio 1989, n. 183, d’intesa con la
Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e
Bolzano provvede, con propri decreti, il
dirigente generale
dell’ufficio del consigliere ministeriale per la
difesa del suolo.

Art. 2.
Ognuna delle regioni interessate
all’attuazione del programma
trasmettera’ al Ministero dell’ambiente –
Ufficio del consigliere
ministeriale per la difesa del suolo, entro
trenta giorni dalla data
di pubblicazione del presente decreto, una
relazione tecnicoeconomica
corredata da una scheda illustrativa che
tenga conto anche della
qualita’ ambientale dell’intervento, redatta
secondo l’allegato
schema, che forma parte integrante del presente
provvedimento.
Le regioni comunicheranno inoltre il trasferimento,
agli enti
titolari dell’intervento, delle risorse loro assegnate, ai
sensi del
precedente art. 1, ed i relativi estremi.
La regione
destinataria delle risorse e l’ente titolare
dell’intervento
trasmetteranno per conoscenza e documentazione al
Ministero
dell’ambiente – Ufficio del consigliere ministeriale per la
difesa del
suolo, copia degli atti di aggiudicazione, corredati da
copia dei
progetti, entro trenta giorni dall’aggiudicazione stessa.
In caso di
inadempienza delle regioni o degli enti titolari degli
interventi ed
in particolare in caso di mancata realizzazione degli
interventi nei
tempi indicati nelle relazioni di cui al presente
articolo, ovvero di
realizzazione degli interventi non conforme agli
obiettivi previsti
dalla normativa del decreto-legge n. 180 del 1998,
ovvero in variante
rispetto ai progetti comunicati a norma del comma
che precede, il
Ministero dell’ambiente potra’ provvedere – sentita
la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province
autonome di Trento e Bolzano – alla revoca totale o parziale
del
finanziamento ed all’assunzione di tutti i provvedimenti
ritenuti
necessari ed opportuni.

Art. 3.
Al finanziamento di
interventi ulteriori si provvedera’, anche ad
iniziativa del Ministero
dell’ambiente, con trasferimenti commisurati
alla disponibilita’
finanziaria derivante dai ribassi d’asta ottenuti
in sede di
aggiudicazione degli altri interventi di cui all’art. 1,
che dovranno
immediatamente essere trasferiti al Ministero
dell’ambiente.
Qualora
gli interventi di cui all’art. 1 siano aggiudicati con
trattativa
privata, anche in relazione ai motivi di urgenza che ne
hanno
determinato la proposta, i soggetti proponenti sono tenuti
ad
informare il Ministero dell’ambiente – Ufficio del
consigliere
ministeriale per la difesa del suolo, ed a verificare e
certificare
con apposita dichiarazione la congruita’ dei costi di
realizzazione.
Il presente decreto sara’ inviato agli organi di
controllo per il
prescritto controllo.

Roma, 4 febbraio 1999

Il
Ministro: Ronchi

Registrato alla Corte dei conti il 14 marzo
1999
Registro n. 1 Ambiente, foglio n. 14

ALLEGATO

RELAZIONE
TECNICA DI ACCOMPAGNAMENTO ALLA RICHIESTA DI
EROGAZIONE DEL
FINANZIAMENTO Dl CUI ALL’ART. 1, COMMA 2, DEL
DECRETO-LEGGE 11 GIUGNO
1998, N. 180, CONVERTITO, CON MODIFICAZIONI,
DALLA LEGGE N. 267 DEL 3
AGOSTO 1998.

1. Scopo della relazione.
Al
fine di ricostruire un quadro d’insieme omogeneo e completo
degli
interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico
nelle
zone per le quali la maggiore vulnerabilita’ si lega a
maggiori
pericoli per le persone, le cose ed il patrimonio
ambientale
finanziati con le risorse disponibili per l’anno 1998 ai
sensi
dell’art. 1, comma 2, del decreto-legge n. 180/1998, si
rende
necessario acquisire le informazioni previste dall’atto di
indirizzo
e coordinamento approvato con decreto del Presidente del
Consiglio
dei Ministri del 29 settembre 1998, pubblicato nella
Gazzetta
Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 1999.
Le regioni destinatarie
dei finanziamenti devono fornire inoltre le
informazioni necessarie ad
identificare in modo puntuale l’efficacia
degli interventi, ad
assicurare la corretta utilizzazione dei fondi
ed a realizzare una
banca dati sullo stato di utilizzazione delle
risorse finanziarie del
decreto-legge n. 180/1998.
2. Schema della relazione.
La struttura
della relazione sara’ tale da comprendere in modo
puntuale i contenuti
previsti per gli allegati alle schede
informative dal richiamato
decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 29 settembre
1998.
In particolare la relazione sara’ articolata in
sezioni
corrispondenti ciascuna ad un allegato e dovra’ avere i
contenuti
piu’ avanti specificati.
Sezione 0 – Informazioni
generali.
Ente proponente:
titolo dell’intervento;
importo del
finanziamento richiesto;
importo del finanziamento
ottenuto.
localizzazione:
bacino d’appartenenza (nazionale,
interregionale,
regionale);
regione;
provincia(e);
comune(i);
localita’.
Tempi di
realizzazione dell’intervento.
Sezione 1 -Evento temuto
(corrispondente all’allegato 1).
Descrizione del fenomeno
previsto.
Frequenza con la quale si prevede che l’evento possa
accadere.
Indicare il periodo di ritorno o dato equivalente. Indicare
se eventi
come quello temuto si sono gia’ verificati, quando e con
quali
conseguenze (vittime, danni al patrimonio immobiliare,
alle
infrastrutture, ai beni ambientali, storici o artistici).
Sezione
2 – Stato della conoscenza (corrispondente all’allegato
2).
Riferimenti bibliografici.
Livello di progettazione. Si deve
indicare l’elaborato progettuale
(preliminare, definitivo, esecutivo)
gia’ disponibile, la data di
redazione del medesimo, l’eventuale
ulteriore elaborato progettuale
che si prevede di realizzare, il tempo
previsto per la sua redazione.
Si deve anche indicare se sono
disponibili, o si prevede di
realizzare preliminarmente: indagini,
studi, modelli matematici,
modelli fisici, indicandone, nel caso,
natura e costi.
Sezione 3 – Cartografia (corrispondente all’allegato
3).
Carta delle aree a rischio. La carta deve contenere
la
delimitazione delle aree vulnerabili in una scala adeguata
alla
dimensione dell’area stessa. In linea di massima la scala deve
essere
non inferiore al 10000 per le aree extraurbane e non inferiore
al
5000 per le aree urbane. La carta deve riportare l’indicazione
delle
strutture e delle infrastrutture a rischio.
Carta degli
interventi. La carta in scala analoga alla precedente
deve contenere
la localizzazione degli interventi previsti.
Altre carte. Ove
disponibili devono essere prodotte anche alcune
carte tecniche che
descrivano la tipologia dell’intervento.
Sezione 4 – Danno atteso
(corrispondente all’allegato 4).
Danno atteso per la popolazione. Si
deve precisare se si temono
vittime; se le persone a rischio si
trovano in edifici pubblici o
privati o se al contrario possono
trovarsi occasionalmente nell’area
vulnerabile, ad esempio lungo una
strada o in un impianto sportivo.
Danno atteso per il patrimonio
immobiliare. Si devono precisare sia
la tipologia sia l’entita’ dei
danni previsti.
Danno atteso per le infrastrutture. Si devono
precisare sia la
tipologia sia l’entita’ dei danni previsti.
Danno
atteso per i beni ambientali, storici e artistici. Si devono
precisare
sia la natura di tali beni sia l’entita’ dei danni
previsti.
Sezione 5
– Intervento proposto (corrispondente all’allegato 5).
Descrizione
dell’intervento. Si deve indicare la tipologia degli
interventi
previsti, l’estensione (lunghezza degli argini, superficie
del
versante da sistemare, volume dell’invaso e dimensione
dello
sbarramento, ecc.), i materiali utilizzati; l’eventuale ricorso
a
tecniche d’ingegneria naturalistica.
Interventi precedenti. Si deve
indicare se sull’area vulnerabile si
e’ gia’ intervenuti nel passato,
indicando nel caso: data, tipologia,
costo, fonte di finanziamento,
ente attuatore.
Tempi di attuazione. Devono essere indicati i tempi
previsti per
l’eventuale completamento della progettazione, per
l’affidamento dei
lavori, per il completamento
dell’intervento.
Procedura prevista per l’affidamento dei
lavori.
Stima dei costi. Si devono indicare i costi
previsti
complessivamente e con riferimento alle principali tipologie
di
opere, indicando se tali stime sono di massima o derivano da
computo
metrico e analisi dei prezzi.
Efficacia e completezza
dell’intervento. Si deve descrivere
l’effetto che si prevede di
ottenere con l’intervento prop…

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