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Decreto legislativo n. 626/1994

Decreto legislativo n. 626/1994 e successive modifiche e integrazioni - D.M. n. 382/1998: Sicurezza nei luoghi di lavoro - Indicazioni attuative
Circolare Ministeriale

Con il regolamento concernente l’applicazione delle norme sulla
sicurezza nei luoghi di lavoro nelle istituzioni scolastiche ed
educative, adottato con D.M. 29 settembre 1998, n. 382 (G.U. 4
novembre 1998), è stata completata la normativa di settore ed opera,
quindi, a tutti gli effetti, l’obbligo di adeguare le scuole alle
relative prescrizioni europee. Dell’intervenuta pubblicazione del
provvedimento è stata data opportuna diffusione con le note prot. n.
D7/4988 e D7/4989 del 6 novembre 1998 indirizzate, rispettivamente,
agli uffici periferici e centrali di questa amministrazione.
E’ appena il caso di sottolineare che le norme sulla sicurezza sui
luoghi di lavoro rappresentano, prima ancora che un obbligo di legge
con la serie di adempimenti che ne conseguono, un’opportunità per
promuovere all’interno delle istituzioni scolastiche una cultura della
sicurezza sul lavoro, per valorizzarne i contenuti e per sollecitare
il coinvolgimento e la convinta partecipazione di tutte le componenti
scolastiche in un processo organico di crescita collettiva, con
l’obiettivo della sicurezza sostanziale della scuola, nel presente, e
della sensibilizzazione, per il futuro, ad un problema sociale di
fondamentale rilevanza. E’ in quest’ottica che vanno anzitutto
interpretati i ruoli istituzionali del Capo di istituto, in quanto
datore di lavoro, del responsabile del Servizio di prevenzione e
protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e degli
addetti ai diversi servizi. E’ nella stessa ottica che vanno impostate
l’informazione e la formazione rivolte ai lavoratori della scuola e,
per quanto richiesto, agli stessi studenti. Infine, e al di là delle
prescrizioni normative, è indispensabile realizzare un generale
coinvolgimento ed una comune presa di coscienza di operatori
scolastici ed alunni sulla sostanziale valenza educativa delle
tematiche sulla sicurezza e sui comportamenti che, coerentemente,
vanno adottati.
In definitiva e pur nella consapevolezza delle problematiche operative
connesse all’attuazione della citata normativa, va doverosamente
richiamata l’attenzione sul particolare rilievo della materia
nell’ambiente scolastico con l’obiettivo di una “scuola sicura” da
conseguire in unione di intenti, di risorse e di sinergie con gli enti
locali, anche con il coinvolgimento dei lavoratori mediante le OO.SS.,
nonché nella prospettiva dell’affermazione e diffusione di una
“cultura della sicurezza”, che non può essere trascurata o sminuita
proprio nell’istituzione scolastica che deve, invece, costituirne un
momento propulsivo determinante.
A fronte, peraltro, della rilevanza della questione – di natura non
soltanto sociale, ma implicante una serie di attività e di
coinvolgimenti operativi di più soggetti – questo Ministero, non
ignorando o sottovalutando notizie e segnali provenienti sia dai
dirigenti degli uffici periferici che dai dirigenti scolastici
direttamente responsabili del servizio nelle rispettive istituzioni,
si è determinato a seguire da presso gli sviluppi della prima fase di
avvio a regime, per fornire ogni possibile assistenza al superamento
degli eventuali punti di crisi e favorire un coordinato e razionale
impiego delle risorse; cosa, questa, tanto più necessaria attese le
limitate disponibilità finanziarie all’uopo utilizzabili.
In tale ottica, anche al fine di individuare un punto di riferimento
unitario, è stato costituito un apposito Osservatorio – costituito da
rappresentanti dei diversi uffici, centrali e periferici, interessati
nonchè da alcuni dirigenti scolastici – operante con l’appoggio di una
struttura più leggera e flessibile incardinata presso la Direzione
generale del personale, che ha già seguito l’iter di emanazione del
regolamento. Osservatorio, questo, nel quale potranno essere
coinvolti, quando se ne ravvisi l’opportunità, enti ed organismi
interessati alle tematiche della sicurezza.
Tanto premesso, si richiamano gli aspetti che sono parsi di più
evidente rilievo, prospettando alcune indicazioni di massima e fermo
restando che altre potranno esserne fornite in relazione alle
effettive necessità rilevate sul campo.

A) Datore di lavoro
Con D.M. 21 giugno 1996, n. 292, sono stati identificati come “datori
di lavoro”, ai sensi e per gli effetti del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, di seguito denominato D.Lgs. n. 626, e
successive integrazioni e modifiche, i dirigenti scolastici (per le
istituzioni scolastiche ed educative) ed i Presidenti dei Consigli di
amministrazione (per i conservatori e le accademie), ai quali,
pertanto, fanno capo i compiti e le responsabilità previsti dalla
normativa di riferimento.
In proposito, va preliminarmente ricordato come le attività relative
agli interventi strutturali e di manutenzione, necessarie per
garantire la sicurezza dei locali e degli edifici adibiti ad
istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado ed educative, siano a
carico dell’ente locale tenuto, ai sensi della vigente normativa in
materia – ed in particolare dell’articolo 3 della legge 11 gennaio
1996, n. 23 – alla loro fornitura e manutenzione. In tal caso gli
obblighi previsti dal D.Lgs. n. 626, relativamente ai predetti
interventi, si intendono assolti da parte dei dirigenti scolastici con
la richiesta del loro adempimento all’ente locale rispettivamente
competente e cioè, al Comune, per le scuole materne, elementari e
secondarie di primo grado ed alla provincia, per l’intera fascia
secondaria superiore ed artistica nonché per le istituzioni educative.

Ciò premesso – e ribadita la normale, tradizionale, competenza
prevista da norme previgenti, come, in particolare, gli obblighi
gravanti sul Capo d’istituto come “titolare dell’attività”, di cui ai
DD.MM. 27 agosto 1992 e 10 marzo 1998 e successive integrazioni e
modificazioni, relativi alle misure di prevenzione incendi, nonché di
ogni altra doverosa cautela che dovesse rendersi necessaria a fronte
di particolari situazioni contingenti, secondo la normale diligenza
relativa alla specifica funzione esercitata – al datore di lavoro,
come sopra individuato dal citato D.M. 21 giugno 1996, n. 292, è
attribuito il compito di porre in essere i vari adempimenti di
carattere generale concernenti essenzialmente le attività di
formazione ed informazione del personale interessato nonché la
valutazione dei rischi, la conseguente elaborazione del documento e la
predisposizione del servizio di prevenzione e protezione, comprensivo
delle cosiddette figure sensibili, di cui al successivo punto 6.
Più nel dettaglio egli, ai sensi dell’articolo 4 del D.Lgs. n.
626/1994, deve:
1) valutare gli specifici rischi dell’attività svolta nell’istituzione
scolastica di riferimento;
2) elaborare un documento conseguente alla valutazione dei rischi, che
indichi i criteri adottati ai fini della valutazione nonché le misure
di prevenzione e protezione individuali adottate o da adottare ed il
programma delle misure ritenute opportune per rimuovere o ridurre i
rischi collettivi ed individuali, custodendolo agli atti;
3) designare il responsabile del Servizio di prevenzione e protezione;

4) designare gli addetti al Servizio di prevenzione e protezione;
5) designare il medico competente, qualora ne ricorra la necessità
secondo quanto indicato alla successiva lettera E;
6) designare i lavoratori addetti alle misure di prevenzione incendi,
evacuazione e di pronto soccorso (“figure sensibili”), nonchè la
figura del preposto, ove necessaria (es.: laboratori, officine, ecc.);

7) fornire ai lavoratori, ed agli allievi equiparati ai sensi
dell’articolo 2, comma a, del D.Lgs. n. 626, ove necessario,
dispositivi di protezione individuale e collettiva;
8) adottare, con comportamenti e provvedimenti adeguati, ogni altra
forma di protezione eventualmente necessaria, prevista dal citato
articolo 4 della normativa di riferimento;
9) assicurare un’idonea attività di formazione ed informazione degli
interessati – personale ed alunni – in ragione delle attività svolte
da ciascuno e delle relative responsabilità;
10) consultare il R.L.S. (responsabile dei lavoratori per la
sicurezza) ovvero, in sua assenza, la R.S.A. (rappresentanza sindacale
aziendale) d’istituto.

B) Valutazione dei rischi: stesura del documento
Il primo adempimento, anche di ordine logico, del dirigente scolastico
consiste nella valutazione del rischio e nella conseguente stesura di
un apposito documento. Ciò richiederebbe, di norma, competenze
tecniche rinvenibili solo in alcune tipologie di istituzioni
scolastiche. Tale adempimento potrebbe, dunque, comportare difficoltà,
soprattutto in quelle scuole nelle quali presti servizio personale
privo di tali caratteristiche.
Premesso quanto sopra, ai fini della valutazione dei rischi, laddove
esista personale fornito di idonea competenza tecnica, il Capo di
istituto – avvalendosi sia della collaborazione del responsabile della
sicurezza che di coloro che sono stati individuati e nominati come
addetti al Servizio di prevenzione e protezione – effettuerà una
ricognizione dei rischi, ambiente per ambiente, utilizzando, ove lo
ritenga, il modello-guida che si fornisce in allegato, appositamente
predisposto come ausilio minimo e che potrà, ove ritenuto necessario,
essere integrato in relazione alle eventuali ulteriori esigenze che
ciascun estensore dovesse ritenere presenti.
La stesura del documento sui fattori di rischio rappresenta un preciso
obbligo del datore di lavoro, che, comunque, ne assume la piena
responsabilità anche nel caso in cui si avvalga dell’opera del
responsabile del Servizio di prevenzione e protezione. A tal fine,
egli può ricorrere anche alla collaborazione del personale tecnico
degli enti locali (comuni o province) tenuti alla fornitura delle
relative strutture immobiliari ed agli obblighi relativi agli
interventi strutturali di manutenzione sec…

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