DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2006, n.5 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2006, n.5

DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2006, n.5 - Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'articolo 1, comma 5, della legge 14 maggio 2005, n. 80. (GU n. 12 del 16-1-2006- Suppl. Ordinario n.13)

DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2006, n.5

Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma
dell’articolo 1, comma 5, della legge 14 maggio 2005, n. 80.

Capo I
Modifiche al titolo Idel regio decreto 16 marzo 1942, n. 267
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 1, commi 5 e 6, della legge 14 maggio 2005, n. 80,
di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge
14 marzo 2005, n. 35, recante delega al Governo per la riforma
organica della disciplina delle procedure concorsuali;
Visto il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, recante la disciplina
del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione
controllata e della liquidazione coatta amministrativa;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 23 settembre 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati, espressi in data 16 novembre 2005, e del Senato della
Repubblica, espressi in data 22 novembre 2005;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 22 dicembre 2005;
Sulla proposta del Ministro della giustizia e del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle
attivita’ produttive;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Sostituzione dell’articolo 1
del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267
1. L’articolo 1 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e’
sostituito dal seguente:
«Art. 1 (Imprese soggette al fallimento e al concordato
preventivo). – Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul
concordato preventivo gli imprenditori che esercitano un’attivita’
commerciale, esclusi gli enti pubblici ed i piccoli imprenditori.
Ai fini del primo comma, non sono piccoli imprenditori gli
esercenti un’attivita’ commerciale in forma individuale o collettiva
che, anche alternativamente:
a) hanno effettuato investimenti nell’azienda per un capitale
di valore superiore a euro trecentomila;
b) hanno realizzato, in qualunque modo risulti, ricavi lordi
calcolati sulla media degli ultimi tre anni o dall’inizio
dell’attivita’ se di durata inferiore, per un ammontare complessivo
annuo superiore a euro duecentomila.
I limiti di cui alle lettere a) e b) del secondo comma possono
essere aggiornati ogni tre anni, con decreto del Ministro della
giustizia, sulla base della media delle variazioni degli indici ISTAT
dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati
intervenute nel periodo di riferimento.».

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i
regolamenti.
– Il testo dei commi 5 e 6 dell’art. 1 della legge
14 maggio 2005, n. 80 (Conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35,
recante disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di
azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale.
Deleghe al Governo per la modifica del codice di procedura
civile in materia di processo di cassazione e di arbitrato
nonche’ per la riforma organica della disciplina delle
procedure concorsuali.) pubblicate nella Gazzetta Ufficiale
14 maggio 2005, n. 111, e’ il seguente:
«5. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, con l’osservanza dei principi e dei criteri
direttivi di cui al comma 6, uno o piu’ decreti legislativi
recanti la riforma organica della disciplina delle
procedure concorsuali di cui al regio decreto 16 marzo
1942, n. 267. La riforma, nel rispetto ed in coerenza con
la normativa comunitaria e in conformita’ ai principi e ai
criteri direttivi di cui al comma 6, realizza il necessario
coordinamento con le altre disposizioni vigenti, nonche’ la
riconduzione della disciplina della transazione in sede
fiscale per insolvenza o assoggettamento a procedure
concorsuali al concordato preventivo come disciplinato in
attuazione della presente legge. I decreti legislativi
previsti dal presente comma sono adottati su proposta del
Ministro della giustizia e del Ministro dell’economia e
delle finanze, di concerto con il Ministro delle attivita’
produttive, e successivamente trasmessi al Parlamento, ai
fini dell’espressione dei pareri da parte delle commissioni
competenti per materia e per le conseguenze di carattere
finanziario che sono resi entro il termine di trenta giorni
dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti sono
emanati anche in mancanza dei pareri. Qualora detto termine
venga a scadere nei trenta giorni antecedenti allo spirare
del termine previsto dal primo periodo del presente comma o
successivamente, la scadenza di quest’ultimo e’ prorogata
di sessanta giorni.
6. Nell’esercizio della delega di cui al comma 5, il
Governo si attiene ai seguenti principi e criteri
direttivi:
a) modificare la disciplina del fallimento, secondo i
seguenti principi:
1) semplificare la disciplina attraverso
l’estensione dei soggetti esonerati dall’applicabilita’
dell’istituto e l’accelerazione delle procedure applicabili
alle controversie in materia;
2) ampliare le competenze del comitato dei
creditori, consentendo una maggiore partecipazione
dell’organo alla gestione della crisi dell’impresa;
coordinare i poteri degli altri organi della procedura;
3) modificare la disciplina dei requisiti per la
nomina a curatore, annoverando tra i soggetti legittimati a
ricoprire la carica gli studi professionali associati, le
societa’ tra professionisti, nonche’ coloro che abbiano
comprovate capacita’ di gestione imprenditoriale;
4) modificare la disciplina delle conseguenze
personali del fallimento, eliminando le sanzioni personali
e prevedendo che le limitazioni alla liberta’ di residenza
e di corrispondenza del fallito siano connesse alle sole
esigenze della procedura;
5) modificare la disciplina degli effetti della
revocazione, prevedendo che essi si rivolgano nei confronti
dell’effettivo destinatario della prestazione;
6) ridurre il termine di decadenza per l’esercizio
dell’azione revocatoria;
7) modificare la disciplina degli effetti del
fallimento sui rapporti giuridici pendenti, ampliando i
termini entro i quali il curatore deve manifestare la
propria scelta in ordine allo scioglimento dei relativi
contratti e prevedendo una disciplina per i patrimoni
destinati ad uno specifico affare e per i contratti di
locazione finanziaria;
8) modificare la disciplina della continuazione
temporanea dell’esercizio dell’impresa, ampliando i poteri
del comitato dei creditori e del curatore ed introducendo
l’obbligo di informativa periodica da parte del curatore al
comitato dei creditori sulla gestione provvisoria;
9) modificare la disciplina dell’accertamento del
passivo, abbreviando i tempi della procedura, semplificando
le modalita’ di presentazione delle relative domande di
ammissione e prevedendo che in sede di adunanza per l’esame
dello stato passivo i creditori possano, a maggioranza dei
crediti insinuati, confermare o effettuare nuove
designazioni in ordine ai componenti del comitato dei
creditori, nonche’ confermare il curatore ovvero
richiederne la sostituzione indicando al g…

[Continua nel file zip allegato]

DECRETO LEGISLATIVO 9 gennaio 2006, n.5

Edilone.it