DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 124 - Attuazione della direttiva 2008/72/CE del Consiglio del 15 luglio 2008 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 124 – Attuazione della direttiva 2008/72/CE del Consiglio del 15 luglio 2008

DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 124 - Attuazione della direttiva 2008/72/CE del Consiglio del 15 luglio 2008 relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi. (11G0172) - (GU n. 179 del 3-8-2011 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/08/2011

DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011 , n. 124

Attuazione della direttiva 2008/72/CE del Consiglio del 15 luglio
2008 relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e
dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle
sementi. (11G0172)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009 ed in particolare
l’articolo 1 e l’allegato A;
Vista la direttiva 2008/72/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008,
relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei
materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi;
Vista la legge 20 aprile 1976, n. 195, recante modifiche e
integrazioni alla legge 25 novembre 1971, n. 1096, sulla disciplina
dell’attivita’ sementiera;
Vista il decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2005, n. 5, recante
disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra le forme di
agricoltura transgenica, convenzionale e biologica;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, recante
attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di
protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunita’ di
organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996,
n. 698, recante regolamento di attuazione della direttiva 92/33/CEE
relativa alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei
materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi;
Visto il decreto del Ministro delle risorse agricole alimentari e
forestali in data 14 aprile 1997, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 2 giugno 1997, recante
recepimento delle direttive della Commissione n. 93/61/CEE del 2
luglio 1993 e n. 93/62/CEE del 5 luglio, relative alle norme tecniche
sulla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei materiali
di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi;
Visto il decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 414, recante
disciplina sanzionatoria per le violazioni di disposizioni
comunitarie in materia ortofrutticola, a norma dell’articolo 8 della
legge 24 aprile 1998, n. 128;
Visto il decreto legislativo 13 dicembre 2004, n. 331, recante
attuazione della direttiva 2003/61/CE in materia di sementi e
materiali di moltiplicazione, ed in particolare l’articolo 4;
Visto il decreto del Ministro delle risorse agricole alimentari e
forestali in data 18 giugno 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 146 del 26 giugno 2007, recante modifica dell’allegato III alla
legge 20 aprile 1976, n. 195, degli allegati II e V al decreto del
Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973, n. 1065, e dell’allegato
al decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 698,
recante recepimento della direttiva 2006/124/CE;
Visto il regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi
geneticamente modificati;
Visto il regolamento (CE) n. 1830/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 22 settembre 2003, concernente la tracciabilita’ e
l’etichettatura di organismi geneticamente modificati e la
tracciabilita’ di alimenti e mangimi ottenuti da organismi
geneticamente modificati, nonche’ recante modifica della direttiva
2001/18/CE;
Vista la direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente
di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva
90/220/CEE del Consiglio, recepita dal decreto legislativo 8 luglio
2003, n. 224;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali in data 12 novembre 2009, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 68 del 23 marzo 2010, recante
determinazione dei requisiti di professionalita’ e della dotazione
minima delle attrezzature occorrenti per l’esercizio dell’attivita’
di commercio e importazione di vegetali e prodotti vegetali;
Visto il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, con il quale
l’Ente nazionale delle sementi elette (ENSE) e’ stato soppresso e i
compiti e le attribuzioni esercitati sono stati trasferiti
all’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione
(INRAN);
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 giugno 2011;
Tenuto conto che la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, non
ha espresso il parere nei termini previsti;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 7 luglio 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto
con i Ministri della giustizia, degli affari esteri e dell’economia e
delle finanze;

Emana
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano, ai fini della
commercializzazione nell’Unione europea delle piantine di ortaggi e
dei materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle
sementi, ai generi e alle specie elencati nell’Allegato A ed ai loro
ibridi, nonche’ ai portainnesto e ad altre parti di piante di altri
generi o specie e ai loro ibridi se i materiali dei generi o specie
elencati nell’allegato o i loro ibridi sono innestati o destinati ad
essere innestati su di essi.
2. Ai fini del presente decreto la direttiva 2008/72/CE del
Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa alla commercializzazione
delle piantine di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di
ortaggi, ad eccezione delle sementi, e’ di seguito denominata:
‘direttiva’.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’articolo 10, comma 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Il testo dell’articolo 1 e dell’allegato A della
legge 4 giugno 2010, n. 96, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, S.O., cosi’ recita:
Art. 1. Delega al Governo per l’attuazione di direttive
comunitarie
1. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il termine
di recepimento indicato in ciascuna delle direttive
elencate negli allegati A e B, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
medesime direttive. Per le direttive elencate negli
allegati A e B, il cui termine di recepimento sia gia’
scaduto ovvero scada nei tre mesi successivi alla data di
entrata in vigore della presente legge, il Governo e’
delegato ad adottare i decreti legislativi di attuazione
entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
medesima legge. Per le direttive elencate negli allegati A
e B, che non prevedono un termine di recepimento, il
Governo e’ delegato ad adottare i decreti legislativi entro
dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri o del
Ministro per le politiche europee e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate nell’ allegato B,
nonche’, qualora sia previsto il ricorso a sanzioni penali,
quelli relativi all’attuazione delle direttive elencate
nell’ allegato A, sono trasmessi, dopo l’acquisizione degli
altri pareri previsti dalla legge, alla Camera dei deputati
e al Senato della Repubblica affinche’ su di essi sia
espresso il parere dei competenti organi parlamentari.
Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i
decreti sono emanati anche in mancanza del parere. Qualora
il termine per l’espressione del parere parlamentare di cui
al presente comma ovvero i diversi termini previsti dai
commi 4 e 8 scadano nei trenta giorni che precedono la
scadenza dei termini previsti dai commi 1 o 5 o
successivamente, questi ultimi sono prorogati di novanta
giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive che comportino conseguenze
finanziarie sono corredati della relazione tecnica di cui
all’ articolo 17, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n.
196. Su di essi e’ richiesto anche il parere delle
Commissioni parlamentari competenti per i profili
finanziari. Il Governo, ove non intenda conformarsi alle
condizioni formulate con riferimento all’esigenza di
garantire il rispetto dell’ articolo 81, quarto comma,
della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi,
corredati dei necessari elementi integrativi di
informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari, che
devono essere espressi entro venti giorni.
5. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in
vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma
1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati
dalla presente legge, il Governo puo’ adottare, con la
procedura indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal
comma 6.
6. I decreti legislativi, relativi alle direttive
elencate negli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’
articolo 117, quinto comma, della Costituzione, nelle
materie di competenza legislativa delle regioni e delle
province autonome, si applicano alle condizioni e secondo
le procedure di cui all’ articolo 11, comma 8, della legge
4 febbraio 2005, n. 11.
7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in
cui una o piu’ deleghe di cui al comma 1 non risultino
esercitate alla scadenza del termine previsto, trasmette
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione che da’ conto dei motivi addotti a
giustificazione del ritardo dai Ministri con competenza
istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le
politiche europee, ogni sei mesi, informa altresi’ la
Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sullo
stato di attuazione delle direttive da parte delle regioni
e delle province autonome nelle materie di loro competenza,
secondo modalita’ di individuazione delle stesse da
definire con accordo in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano.
8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive elencate negli allegati A e B,
ritrasmette con le sue osservazioni e con eventuali
modificazioni i testi alla Camera dei deputati e al Senato
della Repubblica. Decorsi venti giorni dalla data di
ritrasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza di
nuovo parere.”
“Allegato A (Articolo 1, commi 1 e 3)
2007/33/CE del Consiglio, dell’11 giugno 2007, relativa
alla lotta ai nematodi a cisti della patata e che abroga la
direttiva 69/465/CE (9);
2008/72/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa
alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei
materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle
sementi (Versione codificata);
2008/106/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, concernente i requisiti minimi di
formazione per la gente di mare (rifusione);
2008/119/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che
stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli
(Versione codificata);
2008/120/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che
stabilisce le norme minime per la protezione dei suini
(Versione codificata);
2008/124/CE della Commissione, del 18 dicembre 2008,
che limita la commercializzazione delle sementi di talune
specie di piante foraggere, oleaginose e da fibra alle
sementi ufficialmente certificate “sementi di base” o
“sementi certificate” (Versione codificata);
2009/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa alle disposizioni ed alle norme
comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le
visite di controllo delle navi e per le pertinenti
attivita’ delle amministrazioni marittime (rifusione);
2009/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 maggio 2009, sull’impiego confinato di microrganismi
geneticamente modificati (rifusione);
2009/143/CE del Consiglio, del 26 novembre 2009, che
modifica la direttiva 2000/29/CE per quanto riguarda la
delega dei compiti di analisi di laboratorio;
2009/145/CE della Commissione, del 26 novembre 2009,
che prevede talune deroghe per l’ammissione di ecotipi e
varieta’ vegetali tradizionalmente coltivati in particolari
localita’ e regioni e minacciati dall’erosione genetica,
nonche’ di varieta’ vegetali prive di valore intrinseco per
la produzione vegetale a fini commerciali ma sviluppate per
la coltivazione in condizioni particolari e per la
commercializzazione di sementi di tali ecotipi e varieta’
.”:
– La direttiva 2008/72/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
1° agosto 2008, n. L 205.
– La legge 20 aprile 1976, n. 195, e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 12 maggio 1976, n. 124.
– La legge 25 novembre 1971, n. 1096, e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 22 dicembre 1971, n. 322.
– Il decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 novembre 2004, n.
280.
– La legge 28 gennaio 2005, n. 5, e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 2005, n. 22.
– Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 ottobre 2005, n.
248, S.O.
– La direttiva 2002/89/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
30 dicembre 2002, n. L 355.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1996, n. 698, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 11 febbraio 1997, n. 34.
– La direttiva 92/33/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
10 giugno 1992, n. L 157.
– La direttive 93/61/CEE e 93/62/CEE sono pubblicata
nella G.U.C.E. 7 ottobre 1993, n. 250.
– Il decreto legislativo 3 novembre 1998, n.414, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1998, n. 283
– Il testo dell’articolo 8 della legge 24 aprile 1998,
n. 128 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi
derivanti dalla appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee-Legge comunitaria 1995-1997), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 7 maggio 1998, n. 104, S.O.., cosi’
recita:
“Art. 8. Delega al Governo per la disciplina
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie.
1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle
norme comunitarie nell’ordinamento nazionale, il Governo,
fatte salve le norme penali vigenti, e’ delegato ad
emanare, entro due anni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali
o amministrative per le violazioni di direttive delle
Comunita’ europee attuate in via regolamentare o
amministrativa ai sensi della legge 22 febbraio 1994, n.
146 , della legge 6 febbraio 1996, n. 52, nonche’ della
presente legge e per le violazioni di regolamenti
comunitari vigenti alla data di entrata in vigore della
presente legge.
2. La delega e’ esercitata con decreti legislativi
adottati a norma dell’articolo 14 della legge 23 agosto
1988, n. 400 , su proposta del Presidente del Consiglio dei
ministri, o del Ministro competente per il coordinamento
delle politiche comunitarie, e del Ministro di grazia e
giustizia, di concerto con i Ministri competenti per
materia; i decreti legislativi si informeranno ai principi
e criteri direttivi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera
c).”.
– L’art. 4 del decreto legislativo 13 dicembre 2004,
n.331, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 febbraio 2005,
n. 27, cosi’ recita:
“Art. 4. Prove ed analisi sulle piantine di ortaggi e
sui materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione
delle sementi, sui materiali di moltiplicazione delle
piante da frutto e sulle piante da frutto destinate alla
produzione di frutti e sui materiali di moltiplicazione
delle piante ornamentali.
1. Nell’ambito dei controlli previsti dalle
disposizioni di attuazione delle direttive comunitarie
concernenti le piantine di ortaggi ed i materiali di
moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi, i
materiali di moltiplicazione delle piante da frutto, le
piante da frutto destinate alla produzione di frutti,
nonche’ i materiali di moltiplicazione delle piante
ornamentali sono effettuate prove ed analisi su campioni
per verificare la conformita’ delle piante e dei materiali
di moltiplicazione alle disposizioni nazionali e
comunitarie vigenti anche nel settore fitosanitario.
2. Nell’ambito dei controlli previsti dalle
disposizioni di attuazione delle direttive comunitarie
concernenti le piantine di ortaggi e i materiali di
moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi, i
materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e le
piante da frutto destinate alla produzione di frutti,
nonche’ i materiali di moltiplicazione delle piante
ornamentali sono effettuate le prove e le analisi
comparative, stabilite a livello comunitario, volte ad
armonizzare i metodi tecnici di controllo delle piante e
dei materiali di moltiplicazione ed a verificare che le
piante e i materiali di moltiplicazione soddisfano le
condizioni previste.
3. Le prove e le analisi comparative di cui al comma 2
riguardano il controllo a posteriori di campioni, inclusi
quelli riguardanti lo stato fitosanitario, di piantine di
ortaggi e di materiali di moltiplicazione di ortaggi, di
materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e di
piante da frutto destinate alla produzione di frutti,
nonche’ di materiali di moltiplicazione delle piante
ornamentali, immessi sul mercato a norma delle relative
disposizioni nazionali e comunitarie, sia di carattere
obbligatorio che facoltativo, e possono includere:
a) materiali di moltiplicazione di ortaggi, di piante
da frutto e di piante ornamentali, nonche’ piantine di
ortaggi e piante da frutto destinate alla produzione di
frutti prodotti in Paesi terzi;
b) materiali di moltiplicazione di ortaggi, di piante
da frutto e di piante ornamentali, nonche’ piantine di
ortaggi e piante da frutto destinate alla produzione di
frutti adatti all’agricoltura biologica;
c) materiali di moltiplicazione di ortaggi, di piante
da frutto e di piante ornamentali, nonche’ piantine di
ortaggi e piante da frutto destinate alla produzione di
frutti commercializzati nel contesto di misure volte alla
conservazione della diversita’ genetica.”.
– La direttiva 2003/61/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
3 luglio 2003, n. L 165.
L’allegato III alla legge 20 aprile 1976, n.195
(Modifiche e integrazioni alla legge 25 novembre 1971, n.
1096, sulla disciplina della attivita’ sementiera),
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 maggio 1976, n.
124., cosi’ recita:
“Elenco delle specie di piante orticole per le quali
l’istituzione dei «Registri di varieta’» e’ obbligatoria ai
sensi dell’articolo 5 della legge 20 aprile 1976, n. 195

Allium cepa L.

– var. cepa . cipolla,
anche di tipo lungo
(echalion)
– var. aggregatum . scalogno
Allium fistulosum L . cipolletta
Allium porrum L . porro
Allium sativum L . aglio
Allium schoenoprasum L . erba cipollina
Anthriscus cerefolium (L.) Hoffm cerfoglio
Apium graveolens L . sedano
sedano rapa
Asparagus officinalis L . asparago
Beta vulgaris L . barbabietola rossa
(compresa la Cheltenham
beet) bietola
da coste
Brassica oleracea L . cavolo laciniato
cavolfiore
broccoli asparagi
o a getto
cavolo di Bruxelles
cavolo verza
cavolo cappuccio
bianco
cavolo cappuccio
rosso
cavolo rapa
Brassica rapa L . cavolo cinese
rapa
Capsicum annuum L . peperoncino rosso
o peperone
Cichorium endivia L . indivia riccia
indivia scarola
Cichorium intybus L . cicoria tipo Witloof
cicoria di tipo
italiano
o cicoria a
foglia larga
cicoria industriale
Citrullus lanatus (Thunb.) Matsum. E Nakai cocomero
Cucumis melo L . melone
Cucumis sativus L . cetriolo cetriolino
Cucurbita maxima Duchesne . zucca
Cucurbita pepo L . zucchino
Cynara cardunculus L . carciofo cardo
Daucus carota L . carota carota da foraggio
Foeniculum vulgare Mill . finocchio
Lactuca sativa L . lattuga
Lycopersicon esculentum Mill . pomodoro
Petroselinum crispum (Mill.) Nyman ex prezzemolo
A.W.Hill
Phaseolus coccineus L . fagiolo di Spagna
Phaseolus vulgaris L fagiolo nano fagiolo
rampicante
Pisum sativum L. (partim) pisello a grano
rugoso pisello
rotondo pisello dolce
Raphanus sativus L . ravanello
Rheum rhabarbarum L rabarbaro
Scorzonera hispanica L . scorzonera
Solarium melongena L . melanzana
Spinacia oleracea L . spinaci
Valerianella locusta (L.) Laterr valerianella o
lattughella
Viciafaba L. (partim) . fava
Zea mays L. (partim) . mais dolce popcorn

.”.
– Il testo degli allegati II e V al decreto del
Presidente della Repubblica 8 ottobre 1973,
n.1065,(Regolamento di esecuzione della legge 25 novembre
1971, n. 1096, concernente la disciplina della produzione e
del commercio delle sementi.), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 10 aprile 1974, n. 95, S.O., cosi’ recita:
“Gli allegati sono stati sostituiti con D.P.R. 18
gennaio 1984, n. 27 (Gazz. Uff. 20 marzo 1984, n. 79, S.O.)
e con D.P.R. 10 giugno 1987, n. 308 (Gazz. Uff. 31 luglio
1987, n. 177). Successivamente sono stati modificati
dall’allegato IV al D.M. 14 dicembre 1987, n. 600,
dall’allegato IV al D.M. 27 aprile 1989 (Gazz. Uff. 15
marzo 1990, n. 62), dal D.M. 29 agosto 1990 (Gazz. Uff. 15
ottobre 1990, n. 241), dal D.M. 7 giugno 1991, n. 206
(Gazz. Uff. 15 luglio 1991, n. 164), dal D.M. 12 ottobre
1992 (Gazz. Uff. 10 novembre 1992, n. 265, S.O.), dal D.M.
12 ottobre 1992 (Gazz. Uff. 10 novembre 1992, n. 265,
S.O.), dal D.M. 9 luglio 1993 (Gazz. Uff. 30 luglio 1993,
n. 177), dal D.M. 27 aprile 1994 (Gazz. Uff. 24 maggio
1994, n. 119), dal D.P.R. 8 agosto 1994, n. 576 (Gazz. Uff.
15 ottobre 1994, n. 242), dal D.M. 11 ottobre 1995 (Gazz.
Uff. 30 ottobre 1995, n. 254), dal D.M. 23 agosto 1996
(Gazz. Uff. 4 settembre 1996, n. 207), dal D.M. 6 novembre
1996 (Gazz. Uff. 14 novembre 1996, n. 267), dagli articoli
da 3 a 7, D.M. 7 febbraio 2000 (Gazz. Uff. 8 marzo 2000, n.
56), dall’art. 2, D.M. 7 febbraio 2000 (Gazz. Uff. 8 marzo
2000, n. 56), dagli articoli da 20 a 23, D.P.R. 9 maggio
2001, n. 322 (Gazz. Uff. 9 agosto 2001, n. 184), dagli
articoli 2, 3 e 4, D.M. 12 marzo 2004 (Gazz. Uff. 24 marzo
2004, n. 70), dagli articoli 1, 2 e 3, D.M. 4 giugno 2004
(Gazz. Uff. 14 giugno 2004, n. 137) – modificato dal D.M. 6
dicembre 2004 (Gazz. Uff. 7 gennaio 2005, n. 4) – dall’art.
1, D.M. 6 luglio 2006 (Gazz. Uff. 19 luglio 2006, n. 166),
entrato in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione, dagli articoli 2 e 3, D.M. 18 giugno 2007,
dagli articoli 2, 4, 5 e 6, D.M. 3 novembre 2008 e, a
decorrere dal 27 giugno 2010, dagli articoli 3, 4 e 5, D.M.
15 aprile 2010.”.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1996, n.698, (Regolamento recante norme di
attuazione della direttiva 92/33/CEE relativa alla
commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei
relativi materiali di moltiplicazione ad eccezione delle
sementi), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11
febbraio 1997, n. 34.
– La direttiva 2006/124/CE, (Direttiva della
Commissione che modifica la direttiva 92/33/CEE del
Consiglio relativa alla commercializzazione delle piantine
di ortaggi e dei materiali di moltiplicazione di ortaggi,
ad eccezione delle sementi, e la direttiva 2002/55/CE del
Consiglio relativa alla commercializzazione delle sementi
di ortaggi), e’ pubblicata nella G.U.U.E. 6 dicembre 2006,
n. L 339.
– I regolamenti (CE) n.1829/2003 e (CE) n.1830/2003
sono pubblicati nella G.U.U.E. 18 ottobre 2003, n. L 268.
– La direttiva 2001/18/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
17 aprile 2001, n. L 106.
– La direttiva 90/220/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
8 maggio 1990, n. L 117.
– Il decreto legislativo 8 luglio 2003, n.224, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 agosto 2003, n. 194,
S.O.
– Il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, (Misure
urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di
competitivita’ economica), e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 31 maggio 2010, n. 125, S.O.
– La legge 30 luglio 2010, n. 122, (Conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione
finanziaria e di competitivita’ economica), e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 30 luglio 2010, n. 176, S.O.
Note all’art. 1:
– Per la direttiva 2008/72/CE, si vedano le note alle
premesse.

Art. 2

Deroghe al campo di applicazione

1. Fatte salve le norme in materia fitosanitaria di cui al decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214, il presente decreto non si
applica alle piantine, ne’ ai materiali di moltiplicazione di cui sia
comprovata la destinazione all’esportazione in Paesi terzi, se
correttamente identificati come tali e sufficientemente isolati,
secondo standard stabiliti ai sensi dell’articolo 4, comma 2.

Note all’art. 2:
– Per il decreto legislativo 19 agosto 2005, n.214, si
vedano le note alle premesse.

Art. 3

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) materiali di moltiplicazione: le parti di piante e tutti i
materiali di piante destinati alla moltiplicazione e alla produzione
di ortaggi, compresi i portainnesto;
b) piantine: le parti di piante e le piante intere, comprese, per
le piante innestate, le marze, destinate ad essere piantate per la
produzione di ortaggi;
c) fornitore: qualsiasi persona fisica o giuridica che esercita
professionalmente almeno una delle seguenti attivita’ riguardanti i
materiali di moltiplicazione o le piantine di ortaggi: riproduzione,
produzione, protezione, trattamento e commercializzazione;
d) commercializzazione: la vendita, la conservazione a fini di
vendita, l’offerta in vendita e qualsiasi collocamento, fornitura o
trasferimento di materiali di moltiplicazione o di piantine, mirante
allo sfruttamento commerciale con o senza compenso;
e) organismo ufficiale responsabile: il Servizio fitosanitario
nazionale di cui all’articolo 48 del decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 214;
f) misure ufficiali: le misure adottate dall’organismo ufficiale
responsabile;
g) ispezione ufficiale: l’ispezione effettuata dall’organismo
ufficiale responsabile o sotto la sua responsabilita’;
h) dichiarazione ufficiale: la dichiarazione rilasciata
dall’organismo ufficiale responsabile o sotto la sua responsabilita’;
i) partita: un certo numero di elementi di un prodotto unico, che
puo’ essere identificato grazie all’omogeneita’ della sua
composizione e della sua origine;
l) laboratorio: un ente di diritto pubblico o privato che
effettua analisi e stabilisce una diagnosi esatta che consente al
produttore di controllare la qualita’ della produzione.

Note all’art. 3:
– Il testo dell’articolo 48 del ciatato decreto
legislativo n. 214 del 2005, cosi’ recita:
“Art. 48. Servizio fitosanitario nazionale.
1. Ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui al
presente decreto opera, senza oneri aggiuntivi per la
finanza pubblica, il Servizio fitosanitario nazionale, gia’
istituito a norma dell’articolo 2 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 536, costituito dal Servizio
fitosanitario centrale e dai Servizi fitosanitari regionali
per le regioni a statuto ordinario o speciale e dai Servizi
fitosanitari delle province autonome per le province di
Trento e Bolzano, di seguito denominati «Servizi
fitosanitari regionali.”.

Art. 4

Competenze del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali

1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
rappresenta l’autorita’ unica a livello nazionale responsabile per le
questioni concernenti la qualita’ ed effettua il coordinamento delle
attivita’ scientifiche, tecniche ed amministrative relative
all’attuazione della direttiva.
2. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
provvede ad adottare le norme necessarie a:
a) recepire le direttive di natura esclusivamente tecnica
relative alla commercializzazione delle piantine di ortaggi e dei
materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi;
b) recepire le schede tecniche di cui all’articolo 4 della
direttiva;
c) determinare gli standard tecnici per il riconoscimento dei
fornitori e dei laboratori, nonche’ per l’esercizio dell’attivita’ di
vigilanza e di controllo;
d) stabilire le modalita’ ed i criteri relativi ad eventuali
esoneri e deroghe di applicazione delle norme contenute nel presente
decreto.
3. I provvedimenti di cui al comma 2 sono adottati, acquisito il
parere del Comitato fitosanitario di cui all’articolo 52 del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214.

Note all’art. 4:
– Il testo dell’articolo 52 del citato decreto
legislativo n.214 del 2005, cosi’ recita:
“Art. 52. Comitato fitosanitario nazionale.
1. Presso il Servizio fitosanitario centrale e’
istituito, senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica,
il Comitato fitosanitario nazionale, di seguito denominato
Comitato, composto:
a) dal Responsabile del Servizio fitosanitario centrale
o suo delegato, con funzioni di Presidente;
b) dai Responsabili dei Servizi fitosanitari regionali
o loro delegati;
c) da un funzionario del Servizio fitosanitario
centrale, con funzioni di segretario.
2. Il Comitato ha compiti tecnici consultivi e
propositivi per tutto quello che concerne l’applicazione
del presente decreto, compresa l’elaborazione delle
procedure necessarie al Servizio fitosanitario nazionale e
delle linee guida per i programmi di aggiornamento degli
Ispettori fitosanitari.
3. Ai componenti del Comitato non spetta alcun gettone
di presenza o altro emolumento a qualsiasi titolo derivante
dalla loro partecipazione al Comitato ed ai relativi
lavori.”.

Art. 5

Disposizioni per l’organismo ufficiale

1. L’organismo ufficiale responsabile accorda ai fornitori il
riconoscimento di cui all’articolo 7, comma 1, dopo avere constatato
che i metodi di produzione ed i loro stabilimenti corrispondono agli
standard tecnici di cui all’articolo 4, comma 2, lettere a), b), c) e
d), per quanto riguarda la natura delle attivita’ per le quali e’
richiesto il riconoscimento.
2. L’organismo ufficiale responsabile accorda il riconoscimento ai
laboratori, dopo avere constatato che questi, i loro metodi ed i loro
stabilimenti corrispondono agli standard tecnici di cui all’articolo
4, comma 2, lettera c), per quanto riguarda la natura delle attivita’
per le quali e’ richiesto il riconoscimento.
3. L’organismo ufficiale responsabile effettua, almeno per
sondaggio, ispezioni ufficiali negli stabilimenti dei fornitori, nei
laboratori, sulle piantine di ortaggi e sui materiali di
moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi, secondo le
procedure e le modalita’ stabilite ai sensi dell’articolo 4, comma 2,
lettera c).

Art. 6

Competenze dell’Istituto nazionale di ricerca
per gli alimenti e la nutrizione

1. I servizi fitosanitari regionali per l’effettuazione dei
controlli qualitativi presso le aziende dei fornitori, possono
avvalersi dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la
nutrizione in applicazione della legge 25 novembre 1971, n. 1096.
2. Nel caso di cui al comma 1, l’Istituto nazionale di ricerca per
gli alimenti e la nutrizione svolge le operazioni di controllo con il
personale di cui all’articolo 21 della legge 25 novembre 1971, n.
1096, utilizzando i propri laboratori, ai quali non si applicano le
disposizioni previste dall’articolo 4, comma 2, lettera c), relative
al riconoscimento dei laboratori.

Note all’art. 6:
– Il testo dell’articolo 21 della citata legge n.1096
del 1971, cosi’ recita:
“Art. 21. Il controllo dei prodotti sementieri, ai fini
dell’accertamento delle caratteristiche e condizioni
richieste per l’immissione in commercio, e’ demandato al
Ministero dell’agricoltura e delle foreste.
Il Ministero dell’agricoltura delle foreste puo’
delegare l’esercizio delle funzioni di controllo ad enti
che, per statuto o regolamento, si propongono di promuovere
il progresso della produzione sementiera e non perseguono
fini commerciali.
Il controllo si esercita sulle colture in campo,
durante la manipolazione e conservazione dei prodotti da
immettere in commercio, nonche’ mediante prove colturali
che si eseguono a mezzo di allevamento di campioni.
Le operazioni di controllo devono essere affidate a
personale preventivamente autorizzato, con decreto del
Ministro per l’agricoltura e le foreste, all’esercizio di
tali compiti.
Il personale di cui al precedente comma, durante
l’espletamento delle funzioni affidategli, riveste la
qualifica di pubblico ufficiale.”.

Art. 7

Requisiti ed obblighi dei fornitori

1. I soggetti che producono o commercializzano piantine di ortaggi
e materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle
sementi, cosi’ come definiti all’articolo 3, comma 1, devono
soddisfare le condizioni previste dal decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali in data 12 novembre 2009 ed
essere riconosciuti ufficialmente in relazione alla propria attivita’
dal servizio fitosanitario regionale competente per territorio,
secondo le procedure previste dai titoli IV e V del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti a:
a) informare immediatamente il servizio fitosanitario regionale
competente per territorio della presenza di eventuali organismi
nocivi elencati negli allegati della direttiva 2000/29/CE del
Consiglio, dell’8 maggio 2000, e successive modificazioni;
b) informare tempestivamente il servizio fitosanitario regionale
competente per territorio della presenza di un organismo nocivo
menzionato nei requisiti specifici adottati ai sensi dell’articolo 4,
comma 2, lettera b), ad un livello superiore a quello consentito in
tali requisiti specifici;
c) individuare e tenere sotto controllo i punti critici dei
propri processi di produzione che influenzano la qualita’ delle
piantine di ortaggi e dei relativi materiali di moltiplicazione;
d) tenere a disposizione le informazioni sul controllo di cui
alla lettera c), in modo che possano essere esaminate, quando cio’
sia richiesto, dall’organismo ufficiale responsabile;
e) prelevare campioni per eventuali analisi da far effettuare
presso un laboratorio riconosciuto dal Servizio fitosanitario
nazionale;
f) garantire che, durante la produzione, i lotti di materiali di
moltiplicazione rimangano identificabili separatamente;
g) dare attuazione a tutte le misure prescritte dall’organismo
ufficiale responsabile;
h) registrare e conservare per almeno un anno tutte le
informazioni di cui alle lettere a), b), c) ed e), nonche’ quelle
relative alle vendite ed agli acquisti, quando vengono
commercializzati piantine di ortaggi e materiali di moltiplicazione
di ortaggi, ad eccezione delle sementi;
i) concedere il libero accesso a tutti i locali dell’azienda e
degli stabilimenti ai soggetti incaricati delle verifiche.
3. Le modalita’ di applicazione del comma 2, nonche’ eventuali
deroghe per i fornitori che vendono soltanto a consumatori finali non
professionisti o che operano nel mercato locale, sono adottate ai
sensi dell’articolo 4, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano.

Note all’art. 7:
– Il decreto del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali del 12 novembre 2009 (Modifica del
decreto 14 gennaio 2004, relativo ai caratteri e alle
condizioni da osservarsi ai fini della iscrizione delle
varieta’ di specie di piante agrarie e di ortaggi nel
registro nazionale: recepimento della direttiva n.
2009/97/CE della Commissione del 3 agosto 2009), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 dicembre 2009, n.
285.
– Il testo dei titoli IV e V del citato decreto
legislativo n. 214 del 2005, e’ il seguente:
“TITOLO IV – Autorizzazione e registrazione dei
produttori.
TITOLO V – Passaporto delle piante”
– La direttiva 2000/29/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
10 luglio 2000, n. L 169.

Art. 8

Condizioni generali per la commercializzazione

1. Fatte salve le norme in materia fitosanitaria di cui decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214, le piantine di ortaggi ed i
materiali di moltiplicazione di ortaggi, ad eccezione delle sementi,
possono essere commercializzati soltanto da fornitori riconosciuti e
se:
a) soddisfano i requisiti fissati ai sensi dell’articolo 4, comma
2;
b) sono accompagnati da un documento rilasciato dal fornitore
conformemente alle condizioni fissate ai sensi dell’articolo 4, comma
2;
c) fanno riferimento ad una varieta’ ufficialmente iscritta
appartenente ai generi ed alle specie di cui all’allegato III della
legge 20 aprile 1976, n. 195, oppure ad una varieta’ ufficialmente
iscritta in almeno uno Stato membro, se appartenente a generi o
specie diversi da quelli di cui all’allegato III della legge 20
aprile 1976, n. 195.
2. Le piantine di ortaggi ed i materiali di moltiplicazione di
ortaggi costituiti da un organismo geneticamente modificato ai sensi
dell’articolo 2, numeri 1) e 2) della direttiva 2001/18/CE, possono
essere immessi sul mercato solo se l’organismo geneticamente
modificato e’ stato autorizzato in conformita’ a tale direttiva o al
regolamento (CE) n. 1829/2003.
3. Le piantine di ortaggi ed i materiali di moltiplicazione di
ortaggi costituiti da un organismo geneticamente modificato devono
essere detenuti, prodotti e coltivati nel rispetto delle vigenti
norme di coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e
biologiche.
4. Qualora i prodotti ottenuti dalle piantine di ortaggi o dai
materiali di moltiplicazione di ortaggi siano destinati ad essere
utilizzati in qualita’ di alimenti o in alimenti rientranti
nell’ambito di applicazione dell’articolo 3 o in qualita’ di mangime
o in un mangime rientrante nell’ambito di applicazione dell’articolo
15 del regolamento (CE) n. 1829/2003, il materiale di moltiplicazione
e le piante da frutto interessati sono immessi sul mercato solo se
l’alimento o il mangime derivati da tale materiale sono stati
autorizzati a norma del suddetto regolamento.
5. Fatte salve le norme in materia fitosanitaria di cui decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214, il comma 1 non si applica alle
piantine di ortaggi ed ai materiali di moltiplicazione destinati a:
a) prove o a scopi scientifici; o a
b) a lavori di selezione; o a
c) contribuire alla conservazione della diversita’ genetica.
6. Le modalita’ di applicazione di cui alle lettere a), b) e c) del
comma 5, sono adottate ai sensi dell’articolo 4 del presente decreto,
sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Note all’art. 8:
– Per il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, si
vedano le note alle premesse.
– Per l’allegato III della legge 20 aprile 1976, n.
195, si vedano le note alle premesse.
– Per la direttiva 2001/18/CE, si vedano le note alle
premesse.
– Per il regolamento (CE) n. 1829/2003, si vedano le
note alle premesse.

Art. 9

Identificazione dei lotti e delle partite

1. Durante la vegetazione, la raccolta o il prelievo delle marze
sul materiale parentale, i materiali di moltiplicazione e le piantine
di ortaggi sono tenuti in partite separate.
2. Qualora materiali di moltiplicazione o piantine di ortaggi di
origine diversa siano riuniti o mescolati in occasione
dell’imballaggio, dell’immagazzinamento, del trasporto o alla
consegna, il fornitore segna in un registro i dati seguenti:
composizione della partita e origine delle sue varie componenti.
3. Le modalita’ di cui ai commi 1 e 2 saranno stabiliti ai sensi
dell’articolo 4, comma 2.

Art. 10

Etichettatura ed identificazione dei materiali
e delle piante GM

1. Nel caso di materiali di moltiplicazione o di piantine di
ortaggi di una varieta’ che e’ stata geneticamente modificata,
qualunque etichetta e documento ufficiale o di altro tipo, apposto
sui materiali o che accompagna gli stessi a norma del presente
decreto, deve indicare chiaramente che la varieta’ e’ stata
geneticamente modificata e deve specificare la modifica geneticamente
introdotta.

Art. 11

Importazioni da Paesi terzi

1. Fatte salve le disposizioni in materia fitosanitaria stabilite
dalla direttiva 2000/29/CE ,e successive modificazioni,
l’importazione di piantine di ortaggi e dei materiali di
moltiplicazione di ortaggi da Paesi terzi puo’ essere ammessa qualora
questi siano stati prodotti secondo criteri equivalenti a quelli
previsti dal presente decreto e soddisfino detti requisiti al momento
dell’importazione.
2. Le disposizioni riguardanti il riconoscimento delle condizioni
di equivalenza alle prescrizioni del presente decreto per le piantine
di ortaggi ed i materiali di moltiplicazione di ortaggi, prodotti nei
Paesi terzi, con particolare riguardo agli obblighi del fornitore,
all’identita’, ai caratteri, agli aspetti fitosanitari, al substrato
colturale, all’imballaggio, alle modalita’ di ispezione, al
contrassegno ed alla chiusura, sono adottate ai sensi dell’articolo
4.
3. In attesa dell’adozione delle disposizioni di cui al comma 2, il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali puo’
riconoscere l’equivalenza per determinate specie prodotte nei singoli
Paesi terzi.

Note all’art. 11:
– Per la direttiva 2000/29/CE, si vedano le note
all’articolo 7.

Art. 12

Sanzioni amministrative

1. Salvo che il fatto costituisca reato, per le violazioni delle
disposizioni di cui al presente decreto, si applicano le sanzioni
amministrative di cui al presente articolo.
2. A chiunque produce o commercializza piantine di ortaggi o
materiali di moltiplicazione di ortaggi senza essere riconosciuto
conformemente a quanto previsto dall’articolo 7, comma 1, e’
applicata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
2.500 euro a 15.000 euro.
3. A chiunque produce o commercializza piantine di ortaggi o
materiali di moltiplicazione di ortaggi senza rispettare gli obblighi
previsti dall’articolo 7, comma 2, e’ applicata la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da 500 euro a 3.000 euro.
4. A chiunque commercializza piantine di ortaggi o materiali di
moltiplicazione di ortaggi non conformi alle condizioni stabilite
dall’articolo 8, comma 1, e’ applicata la sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da 1.500 euro a 9.000 euro.
5. A chiunque commercializza piantine di ortaggi o materiali di
moltiplicazione di ortaggi non conformi alle condizioni stabilite
dall’articolo 8, commi 4 e 5, e’ applicata la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da 1.000 euro a 6.000 euro.
6. A chiunque commercializza piantine di ortaggi o materiali di
moltiplicazione di ortaggi senza riferimento alla varieta’, come
previsto dall’articolo 8, comma 2, e’ applicata la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da 2.000 euro a 12.000
euro.
7. A chiunque produce o commercializza piantine di ortaggi o
materiali di moltiplicazione di ortaggi utilizzando denominazioni di
varieta’ non conformi a quanto previsto dall’articolo 8 e’ applicata
la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 2.500 euro a
15.000 euro.
8. Le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, e le
relative norme di attuazione, si applicano al presente articolo.

Note all’art. 12:
– La legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al
sistema penale), e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30
novembre 1981, n. 329, S.O.

Art. 13

Misure transitorie

1. Fino alla loro sostituzione, restano in vigore le disposizioni
dei decreti applicativi adottati in attuazione del decreto del
Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 697.

Note all’art. 13:
– Il decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1996, n. 697 (Regolamento recante norme di
attuazione della direttiva 92/34/CEE relativa alla
commercializzazione delle piantine da frutto destinate alla
produzione e dei relativi materiali di moltiplicazione), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 febbraio 1997, n.
33.

Art. 14

Clausola di cedevolezza

1. In relazione a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma,
della Costituzione e dall’articolo 16, comma 3, della legge 4
febbraio 2005, n. 11, le disposizioni del presente decreto
legislativo riguardanti ambiti di competenza legislativa delle
regioni e delle province autonome si applicano, nell’esercizio del
potere sostitutivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, a
decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l’attuazione della
direttiva oggetto del presente decreto legislativo, nelle regioni e
nelle province autonome nelle quali non sia ancora stata adottata la
normativa di attuazione regionale o provinciale e perdono comunque
efficacia dalla data di entrata in vigore di quest’ultima, fermi
restando i principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117, terzo
comma, della Costituzione.

Note all’art. 14:
– Il testo dell’articolo 117 della Costituzione cosi’
recita:
“Art. 117. La potesta’ legislativa e’ esercitata dallo
Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione,
nonche’ dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario
e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello
Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto
di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni
religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; perequazione delle
risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;
referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello
Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della
polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento
civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta’
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e
profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell’ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni
culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea
delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e promozione e organizzazione di attivita’
culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e
agrario a carattere regionale. Nelle materie di
legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta’
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta’ legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita’ di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta’ regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potesta’ regolamentare spetta alle Regioni in
ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citta’
metropolitane hanno potesta’ regolamentare in ordine alla
disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che
impedisce la piena parita’ degli uomini e delle donne nella
vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
parita’ di accesso tra donne e uomini alle cariche
elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con
altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo’
concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato.”.
– Il testo dell’articolo 16 della legge 4 febbraio
2005, n.11 (Norme generali sulla partecipazione dell’Italia
al processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure
di esecuzione degli obblighi comunitari), pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 2005, n. 37, cosi’ recita:
“Art. 16. Attuazione delle direttive comunitarie da
parte delle regioni e delle province autonome.
1. Le regioni e le province autonome, nelle materie di
propria competenza, possono dare immediata attuazione alle
direttive comunitarie. Nelle materie di competenza
concorrente la legge comunitaria indica i principi
fondamentali non derogabili dalla legge regionale o
provinciale sopravvenuta e prevalenti sulle contrarie
disposizioni eventualmente gia’ emanate dalle regioni e
dalle province autonome.
2. I provvedimenti adottati dalle regioni e dalle
province autonome per dare attuazione alle direttive
comunitarie, nelle materie di propria competenza
legislativa, devono recare nel titolo il numero
identificativo della direttiva attuata e devono essere
immediatamente trasmessi in copia conforme alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche
comunitarie.
3. Ai fini di cui all’articolo 117, quinto comma, della
Costituzione, le disposizioni legislative adottate dallo
Stato per l’adempimento degli obblighi comunitari, nelle
materie di competenza legislativa delle regioni e delle
province autonome, si applicano, per le regioni e le
province autonome, alle condizioni e secondo la procedura
di cui all’articolo 11, comma 8, secondo periodo.
4. Nelle materie di cui all’articolo 117, secondo
comma, della Costituzione, cui hanno riguardo le direttive,
il Governo indica i criteri e formula le direttive ai quali
si devono attenere le regioni e le province autonome ai
fini del soddisfacimento di esigenze di carattere unitario,
del perseguimento degli obiettivi della programmazione
economica e del rispetto degli impegni derivanti dagli
obblighi internazionali. Detta funzione, fuori dai casi in
cui sia esercitata con legge o con atto avente forza di
legge o, sulla base della legge comunitaria, con i
regolamenti previsti dall’articolo 11, e’ esercitata
mediante deliberazione del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche comunitarie, d’intesa con i
Ministri competenti secondo le modalita’ di cui
all’articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59.”.

Art. 15

Tariffe

1. Agli oneri derivanti dallo svolgimento delle attivita’ di cui
all’articolo 5, commi 1, 2 e 3, e all’articolo 6, comma 2, si
provvede con gli introiti derivanti dal pagamento delle tariffe di
cui al comma 2, che sono versate all’entrata del bilancio dello Stato
per essere riassegnate ad apposito capitolo dello stato di previsione
del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
da adottarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, sono stabilite, sulla base del costo effettivo del
servizio, le tariffe per le attivita’ previste dal comma 1 e le
relative modalita’ di versamento. Le tariffe sono aggiornate, con lo
stesso criterio, almeno ogni tre anni.
3. Con disposizioni regionali sono determinate, in base al criterio
previsto al comma 2, le tariffe per le attivita’ di cui all’articolo
6, comma 1, e le relative modalita’ di versamento.
4. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al comma 2, si
applicano le disposizioni tariffarie vigenti, in quanto compatibili.

Art. 16

Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione delle
disposizioni di cui al presente decreto con le risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 17

Abrogazioni

1. Il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n.
698, e’ abrogato.
2. Il decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 414, e’ abrogato.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.

Dato a Roma, addi’ 7 luglio 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri

Romano, Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali

Alfano, Ministro della giustizia

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Palma

Note all’art. 17:
– Per il decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1996, n. 698, si vedano le note alle premesse.
– Per il decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 414,
si vedano le note alle premesse.

Allegato A
(previsto dall’articolo 1)

Allium cepa L.
– Cepa (gruppo) cipolla, anche di tipo
lungo (echalion)
– Aggregatum (gruppo) scalogno
Allium fistulosum L. cipolletta
Allium porrum L. porro
Allium sativum L. aglio
Allium schoenoprasum L. erba cipollina
Anthriscus cerefolium (L.) Hoffm. cerfoglio
Apium graveolens L. sedano, sedano rapa
Asparagus officinalis L. asparago
Beta vulgaris L. bietola da orto o
barbabietola rossa
(compresa la Cheltenham beet),
bietola da coste
Brassica oleracea L. cavolo broccolo, cavolfiore,
broccoli asparagi o a getto,
cavolo di Bruxelles,
cavolo verza,
cavolo cappuccio bianco,
cavolo cappuccio rosso,
cavolo rapa
Brassica rapa L. cavolo cinese, rapa
Capsicum annuum L. peperoncino o peperone
Chicorium endivia L. indivia riccia, indivia scarola
Chicorium intybus L. cicoria Witloof, cicoria italiana
o cicoria a foglia larga,
cicoria industriale
Citrullus lanatus (Thunb.) Matsum. anguria o cocomero
et Nakai
Cucumis melo L. melone
Cucumis sativus L. cetriolo cetriolino
Cucurbita maxima Duchesne zucca
Cucurbita pepo L. zucchino
Cynara cardunculus L. carciofo, cardo
Daucus carota L. carota, carota da foraggio
Foeniculum vulgare Mill. finocchio
Lactuca sativa L. lattuga
Lycopersicon esculentum Mill. pomodoro
Petroselinum crispum (Mill.) Nyman prezzemolo
ex A. W. Hill
Phaseolus coccineus L. fagiolo di Spagna
Phaseolus vulgaris L. fagiolo nano, fagiolo rampicante
Pisum sativum L. (partim) pisello a grano rugoso,
pisello rotondo pisello dolce
Raphanus sativus L. ravanello, ramolaccio
Rheum rhabarbarum L. rabarbaro
Scorzonera hispanica L. scorzonera
Solanum melongena L. melanzana
Spinacia oleracea L. spinaci
Valerianelle locusta (L.) Laterr. valerianella o lattughella
Vicia faba L. (partim) fava
Zea mays L. (partim) mais dolce, popcorn

DECRETO LEGISLATIVO 7 luglio 2011, n. 124 – Attuazione della direttiva 2008/72/CE del Consiglio del 15 luglio 2008

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