DECRETO LEGISLATIVO 6 febbraio 2007, n.28 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 6 febbraio 2007, n.28

DECRETO LEGISLATIVO 6 febbraio 2007, n.28 - Attuazione della direttiva 2003/41/CE in tema di attivita' e di supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali. (GU n. 70 del 24-3-2007)

DECRETO LEGISLATIVO 6 febbraio 2007, n.28

Attuazione della direttiva 2003/41/CE in tema di attivita’ e di
supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva n. 2003/41/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 3 giugno 2003, relativa alle attivita’ e alla
supervisione degli enti pensionistici aziendali o professionali;
Visto l’articolo 18 della legge 25 gennaio 2006, n. 29, che ha
introdotto l’articolo 29-bis nella legge 18 aprile 2005, n. 62,
recante disposizioni per l’adempimento di obblighi comunitari
derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee;
Visto il decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive
modificazioni, recante disciplina delle forme pensionistiche
complementari, a norma dell’articolo 3, comma 1, lettera v), della
legge 23 ottobre 1992, n. 421;
Visto il decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, recante
disciplina delle forme pensionistiche complementari;
Vista la legge 28 dicembre 2005, n. 262, recante disposizioni per
la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 ottobre 2006;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 2 febbraio 2007;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri del lavoro
e della previdenza sociale, degli affari esteri, della giustizia e
per gli affari regionali e le autonomie locali;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Investimenti delle risorse dei fondi pensione
1. Dopo il comma 5 dell’articolo 6 del decreto legislativo
5 dicembre 2005, n. 252, sono inseriti i seguenti:
«5-bis. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
sentita la COVIP, sono individuati:
a) le attivita’ nelle quali i fondi pensione possono investire le
proprie disponibilita’, avendo presente il perseguimento
dell’interesse degli iscritti, eventualmente fissando limiti massimi
di investimento qualora siano giustificati da un punto di vista
prudenziale;
b) i criteri di investimento nelle varie categorie di valori
mobiliari;
c) le regole da osservare in materia di conflitti di interesse
tenendo conto delle specificita’ dei fondi pensione e dei principi di
cui alla direttiva 2004/39/CE, alla normativa comunitaria di
esecuzione e a quella nazionale di recepimento.
5-ter. I fondi pensione definiscono gli obiettivi e i criteri della
propria politica di investimento, anche in riferimento ai singoli
comparti eventualmente previsti, e provvedono periodicamente, almeno
con cadenza triennale, alla verifica della rispondenza degli stessi
agli interessi degli iscritti.
5-quater. Secondo modalita’ definite dalla COVIP, i fondi pensione
danno informativa agli iscritti delle scelte di investimento e
predispongono apposito documento sugli obiettivi e sui criteri della
propria politica di investimento, illustrando anche i metodi di
misurazione e le tecniche di gestione del rischio di investimento
utilizzate e la ripartizione strategica delle attivita’ in relazione
alla natura e alla durata delle prestazioni pensionistiche dovute. Il
documento e’ riesaminato almeno ogni tre anni ed e’ messo a
disposizione degli aderenti e dei beneficiari del fondo pensione o
dei loro rappresentanti che lo richiedano.».
2. Al comma 13 dell’articolo 6 del decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252, dopo la lettera c) e’ inserita la seguente:
«c-bis) il patrimonio del fondo pensione deve essere investito in
misura predominante su mercati regolamentati. Gli investimenti in
attivita’ che non sono ammesse allo scambio in un mercato
regolamentato devono in ogni caso essere mantenute a livelli
prudenziali.».
3. Al comma 2 dell’articolo 7 del decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252, le parole: «comma 11» sono sostituite dalle seguenti:
«comma 5-bis».
4. Al comma 3 dell’articolo 13 del decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252, le parole: «comma 11, lettera c)» sono sostituite dalle
seguenti: «comma 5-bis, lettera c).».
5. Al comma 13 dell’articolo 6 del decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252, dopo le parole: «assumere o concedere prestiti,» sono
inserite le seguenti: «prestare garanzie in favore di terzi,».
6. Al comma 1 dell’articolo 12 del decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252, le parole: «I soggetti con i quali e’ consentita la
stipulazione delle convenzioni ai sensi dell’articolo 6, comma 1»
sono sostituite dalle seguenti: «I soggetti di cui all’articolo 1,
comma 1, lettere e) e o), del decreto legislativo 24 febbraio 1998,
n. 58, all’articolo 1, comma 2, lettera d), del decreto legislativo
1° settembre 1993, n. 385, e all’articolo 1, comma 1, lettera u), del
decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209».

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La direttiva 2003/41/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
23 settembre 2003, n. L 235.
– La legge 25 gennaio 2006, n. 29, e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 8 febbraio 2006, n. 32, supplemento
ordinario.
– L’art. 29-bis della legge 18 aprile 2005, n. 62,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 27 aprile 2005, n. 96,
supplemento ordinario, cosi’ recita:
«Art. 29-bis (Attuazione della direttiva 2003/41/CE del
3 giugno 2003 del Parlamento europeo e del Consiglio,
relativa alle attivita’ e alla supervisione degli enti
pensionistici aziendali o professionali). – 1. Il Governo,
su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze di
concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche
sociali, acquisito il parere della Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, e’ delegato ad adottare,
entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, un decreto legislativo recante le
norme per il recepimento della direttiva 2003/41/CE del
3 giugno 2003 del Parlamento europeo e del Consiglio,
relativa alle attivita’ e alla supervisione degli enti
pensionistici aziendali o professionali.
2. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del
decreto legislativo di cui al comma 1, il Governo, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi previsti dal
comma 3, e con la procedura stabilita per il decreto
legislativo di cui al comma 1, puo’ emanare disposizioni
integrative e correttive del medesimo decreto legislativo.
3. L’attuazione della direttiva 2003/41/CE e’ informata
ai principi in essa contenuti in merito all’ambito di
applicazione della disciplina, alle condizioni per
l’esercizio dell’attivita’ e ai compiti di vigilanza,
nonche’ ai seguenti principi e criteri direttivi specifici:
a) disciplinare, anche mediante l’attribuzione dei
relativi poteri e competenze regolamentari e organizzative
alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione, di cui
all’art. 16, comma 2, del decreto legislativo 21 aprile
1993, n. 124, i seguenti aspetti:
1) l’integrazione delle attribuzioni di vigilanza,
in particolare quelle che prevedono l’adozione delle misure
dirette a conseguire la …

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