DECRETO LEGISLATIVO 30 settembre 2005, n.225 - Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CE) n. 1019/2002 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 30 settembre 2005, n.225 – Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CE) n. 1019/2002

DECRETO LEGISLATIVO 30 settembre 2005, n.225 - Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CE) n. 1019/2002 relativo alla commercializzazione dell'olio d'oliva. (GU n. 256 del 3-11-2005)

DECRETO LEGISLATIVO 30 settembre 2005, n.225

Disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CE) n.
1019/2002 relativo alla commercializzazione dell’olio d’oliva.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto il regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione, del
13 giugno 2002, relativo alle norme di commercializzazione dell’olio
di oliva, e successive modificazioni;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee, legge comunitaria per il 2003, ed in
particolare l’articolo 3;
Vista la legge 24 novembre 1981, n. 689, recante modifica al
sistema penale;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, recante
depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio
ai sensi dell’articolo 1 della legge 25 giugno 1999, n. 205;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
in data 29 aprile 2004 concernente disposizioni applicative di
controllo delle norme di commercializzazione dell’olio di oliva di
cui al regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione, del 13 giugno
2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 126 del 31 maggio 2004,
che attribuisce all’Ispettorato centrale repressione frodi del
Ministero delle politiche agricole e forestali la competenza nei
controlli di cui al regolamento (CE) n. 1019/2002;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
in data 4 giugno 2004 di attuazione del citato decreto ministeriale
in data 29 aprile 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143
del 21 giugno 2004;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 novembre 2004;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 23 settembre 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri delle politiche
agricole e forestali, delle attivita’ produttive e per gli affari
regionali;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Imballaggi per le vendite al dettaglio

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque detenga per
vendere o venda gli oli di cui all’articolo 1, paragrafo 1, del
regolamento (CE) n. 1019/2002 in imballaggi preconfezionati non
conformi all’articolo 2, paragrafo 1, del medesimo regolamento (CE)
n. 1019/2002, e’ sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria
del pagamento di una somma:
a) da cento euro a seicento euro, nel caso di imballaggi non
conformi in quanto di capacita’ superiore a quelle massime
consentite;
b) da ottocento euro a quattromilaottocento euro, nel caso di
imballaggi non conformi in quanto non provvisti di un sistema di
chiusura che perde la propria integrita’ dopo la prima utilizzazione.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Il regolamento (CE) n. 1019/2002 e’ pubblicato in
GUCE n. L 155 del 14 giugno 2002.
– Si riporta il testo dell’art. 3, della legge
31 ottobre 2003, n. 306, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 15 novembre 2003, n. 266, supplemento ordinario:
«Art. 3 (Delega al Governo per la disciplina
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie). –
1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle norme
comunitarie nell’ordinamento nazionale, il Governo, fatte
salve le norme penali vigenti, e’ delegato ad adottare,
entro due anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali o
amministrative per le violazioni di direttive comunitarie
attuate in via regolamentare o amministrativa ai sensi
della legge 22 febbraio 1994, n. 146, della legge 24 aprile
1998, n. 128, e della presente legge, e di regolamenti
comunitari vigenti alla data di entrata in vigore della
presente legge, per i quali non siano gia’ previste
sanzioni penali o amministrative.
2. La delega di cui al comma 1, e’ esercitata con
decreti legislativi adottati ai sensi dell’art. 14 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri o del Ministro per le politiche
comunitarie e del Ministro della giustizia, di concerto con
i Ministri competenti per materia. I decreti legislativi si
informeranno ai principi e criteri direttivi di cui
all’art. 2, comma 1, lettera c).
3. Sugli schemi di decreto legislativo di cui al
presente articolo il Governo acquisisce i pareri dei
competenti organi parlamentari che devono essere espressi
entro sessanta giorni dalla ricezione degli schemi. Decorso
inutilmente il termine predetto, i decreti legislativi
possono essere comunque emanati.».
– La legge 24 novembre 1981, n. 689, e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 30 novembre 1981, n. 329,
Supplemento Ordinario.
– Il decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1999, n.
306, supplemento ordinario.
– Si riporta il testo dell’art. 1, della legge
25 giugno 1999, n. 205, recante: «Delega al Governo per la
depenalizzazione dei reati minori e modifiche al sistema
penale e tributario».
«Art. 1 (Delega). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, un decreto legislativo per la
trasformazione da illecito penale in illecito
amministrativo e per la riforma della disciplina
sanzionatoria nelle materie indicate negli articoli 3, 4,
5, 6, 7 e 8, e per attribuire al giudice di pace, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi previsti
dall’art. 2, la competenza in materia di opposizione
all’ordinanza-ingiunzione, di cui agli articoli 22, 23 e 24
della legge 24 novembre 1981, n. 689».
Nota all’art. 1:
– Il regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione,
del 13 giugno 2002, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 126 del 31 maggio 2004.
(Omissis).

Art. 2.
Informazioni sulla categoria di olio

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque utilizzi
etichette non conformi per quanto concerne le informazioni previste
per ogni categoria di olio di cui all’articolo 3 del regolamento (CE)
n. 1019/2002, e’ sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria
del pagamento di una somma da trecento euro a milleottocento euro.

Nota all’art. 2:
– Per i riferimenti del regolamento (CE) n. 1019/2002
si veda nelle note all’art. 1.

Art. 3.
Designazione dell’origine

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque utilizzi la
designazione di origine prevista dall’articolo 4 del regolamento (CE)
n. 1019/2002 senza aver ottenuto il necessario riconoscimento, e’
sottoposto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di
una somma da cinquecento euro a tremila euro. La medesima sanzione si
applica a chiunque utilizzi l’indicazione dell’origine prevalente
senza riportare in etichetta o direttamente sull’imballaggio la
menzione di cui all’articolo 4, paragrafo 6, del regolamento (CE) n.
1019/2002.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, le imprese di
condizionamento…

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