DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 239 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 239

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 239 - Attuazione della direttiva 2009/111/CE che modifica le direttive 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi dei fondi propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza e la gestione delle crisi. (11G0003) - (GU n. 9 del 13-1-2011) note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/01/2011

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010 , n. 239

Attuazione della direttiva 2009/111/CE che modifica le direttive
2006/48/CE, 2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti
creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi dei fondi
propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza e la gestione delle
crisi. (11G0003)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2009/111/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 16 settembre 2009, che modifica le direttive
2006/48/CE, 2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti
creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi dei fondi
propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza e la gestione delle
crisi;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2009, ed in particolare
l’allegato B;
Visto il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia,
di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
Visto il testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58, e successive modificazioni;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 22 ottobre 2010;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 22 dicembre 2010;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri
degli affari esteri, della giustizia e dello sviluppo economico;

Emana
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Modifiche al testo unico bancario

1. Al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di
cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 4, comma 1, primo periodo, le parole «e
nell’articolo 107» sono soppresse;
b) all’articolo 53, comma 3, la lettera d) e’ sostituita dalla
seguente: «d) adottare per le materie indicate al comma 1, ove la
situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei confronti di
singole banche, riguardanti anche la restrizione delle attivita’ o
della struttura territoriale, il divieto di effettuare determinate
operazioni, anche di natura societaria, e di distribuire utili o
altri elementi del patrimonio, nonche’, con riferimento a strumenti
finanziari computabili nel patrimonio a fini di vigilanza, il divieto
di pagare interessi.»;
c) all’articolo 67, il comma 2-ter e’ sostituito dal seguente:
«2-ter. I provvedimenti particolari adottati ai sensi del comma 1
possono riguardare anche la restrizione delle attivita’ o della
struttura territoriale del gruppo, il divieto di effettuare
determinate operazioni e di distribuire utili o altri elementi del
patrimonio nonche’, con riferimento a strumenti finanziari
computabili nel patrimonio a fini di vigilanza, il divieto di pagare
interessi.»;
d) l’articolo 69 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 69 (Collaborazione tra autorita’ e obblighi informativi). –
1. Al fine di agevolare l’esercizio della vigilanza su base
consolidata nei confronti di gruppi operanti in piu’ Stati comunitari
la Banca d’Italia, sulla base di accordi con le autorita’ competenti,
definisce forme di collaborazione e coordinamento, istituisce collegi
di supervisori e partecipa ai collegi istituiti da altre autorita’.
In tale ambito, la Banca d’Italia puo’ concordare specifiche
ripartizioni di compiti e deleghe di funzioni.
1-bis. Per effetto degli accordi di cui al comma 1, la Banca
d’Italia puo’ esercitare la vigilanza consolidata anche:
a) sulle societa’ finanziarie, aventi sede legale in un altro
Stato comunitario, che controllano una capogruppo o una singola banca
italiana;
b) sulle societa’ bancarie, finanziarie e strumentali
controllate dai soggetti di cui alla lettera a);
c) sulle societa’ bancarie, finanziarie e strumentali
partecipate almeno per il venti per cento, anche congiuntamente, dai
soggetti indicati nelle lettere a) e b).
1-ter. La Banca d’Italia, qualora nell’esercizio della vigilanza
consolidata verifichi una situazione di emergenza potenzialmente
lesiva della liquidita’ e della stabilita’ del sistema finanziario
italiano o di un altro Stato comunitario in cui opera il gruppo
bancario, informa tempestivamente il Ministero dell’economia e delle
finanze, nonche’, in caso di gruppi operanti anche in altri Stati
comunitari, le competenti autorita’ monetarie.
1-quater. I commi 1 e 1-ter si applicano anche nell’esercizio della
vigilanza su singole banche che operano con succursali aventi
rilevanza sistemica negli Stati comunitari ospitanti.
1-quinquies. Le autorita’ creditizie, nei casi di crisi o di
tensioni sui mercati finanziari, tengono conto degli effetti dei
propri atti sulla stabilita’ del sistema finanziario degli altri
Stati comunitari interessati.».

Avvertenza
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La direttiva 2009/111/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
17 novembre 2009, n. L 302.
– Il testo dell’allegato B della legge 4 giugno 2010,
n. 96 «Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee.
(Legge comunitaria 2009)» pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 25 giugno 2010, n. 146, cosi’ recita:
«Allegato B (Articolo 1, commi 1 e 3)
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2008/6/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 febbraio 2008, che modifica la direttiva 97/67/CE per
quanto riguarda il pieno completamento del mercato interno
dei servizi postali comunitari;
2008/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, concernente una procedura comunitaria
sulla trasparenza dei prezzi al consumatore finale
industriale di gas e di energia elettrica (rifusione);
2008/95/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 ottobre 2008, sul ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri in materia di marchi d’impresa (Versione
codificata);
2008/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla gestione della sicurezza delle
infrastrutture stradali;
2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, sulla tutela penale dell’ambiente;
2008/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di includere le attivita’ di trasporto aereo nel
sistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei
gas a effetto serra;
2008/104/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa al lavoro tramite agenzia
interinale;
2008/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, relativa a standard di qualita’
ambientale nel settore della politica delle acque, recante
modifica e successiva abrogazione delle direttive del
Consiglio 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e
86/280/CEE, nonche’ modifica della direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio;
2008/110/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica la direttiva 2004/49/CE
relativa alla sicurezza delle ferrovie comunitarie;
2008/112/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2008, che modifica le direttive del Consiglio
76/768/CEE, 88/378/CEE, 1999/13/CE e le direttive del
Parlamento europeo e del Consiglio 2000/53/CE, 2002/96/CE e
2004/42/CE, allo scopo di adeguarle al regolamento (CE) n.
1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura
e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele;
2008/114/CE del Consiglio, dell’8 dicembre 2008,
relativa all’individuazione e alla designazione delle
infrastrutture critiche europee e alla valutazione della
necessita’ di migliorarne la protezione;
2008/122/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 gennaio 2009, sulla tutela dei consumatori per quanto
riguarda taluni aspetti dei contratti di multiproprieta’,
dei contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo
termine e dei contratti di rivendita e di scambio;
2009/4/CE della Commissione, del 23 gennaio 2009, sulle
contromisure volte a prevenire e rilevare la manipolazione
delle registrazioni dei tachigrafi, che modifica la
direttiva 2006/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
sulle norme minime per l’applicazione dei regolamenti (CEE)
n. 3820/85 e (CEE) n. 3821/85 del Consiglio relativi a
disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti
su strada e che abroga la direttiva 88/599/CEE del
Consiglio;
2009/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2009, che
modifica l’allegato III della direttiva 2006/22/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio sulle norme minime per
l’applicazione dei regolamenti (CEE) n. 3820/85 e (CEE) n.
3821/85 del Consiglio relativi a disposizioni in materia
sociale nel settore dei trasporti su strada;
2009/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, concernente i diritti aeroportuali;
2009/13/CE del Consiglio, del 16 febbraio 2009, recante
attuazione dell’accordo concluso dall’Associazione armatori
della Comunita’ europea (ECSA) e dalla Federazione europea
dei lavoratori dei trasporti (ETF) sulla convenzione sul
lavoro marittimo del 2006 e modifica della direttiva
1999/63/CE;
2009/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 marzo 2009, recante modifica della direttiva
94/19/CE relativa ai sistemi di garanzia dei depositi per
quanto riguarda il livello di copertura e il termine di
rimborso;
2009/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al controllo da parte dello Stato
di approdo (rifusione);
2009/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, recante modifica della direttiva 2002/59/CE
relativa all’istituzione di un sistema comunitario di
monitoraggio del traffico navale e d’informazione;
2009/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che stabilisce i principi fondamentali in
materia di inchieste sugli incidenti nel settore del
trasporto marittimo e che modifica la direttiva 1999/35/CE
del Consiglio e la direttiva 2002/59/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio;
2009/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa al rispetto degli obblighi dello
Stato di bandiera;
2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da
fonti rinnovabili, recante modifica e successiva
abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE;
2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario
per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto
serra;
2009/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 98/70/CE per
quanto riguarda le specifiche relative a benzina,
combustibile diesel e gasolio nonche’ l’introduzione di un
meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di
gas a effetto serra, modifica la direttiva 1999/32/CE del
Consiglio per quanto concerne le specifiche relative al
combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione
interna e abroga la direttiva 93/12/CEE;
2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di
biossido di carbonio e recante modifica della direttiva
85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento
europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE,
2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio;
2009/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa alla promozione di veicoli puliti
e a basso consumo energetico nel trasporto su strada;
2009/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 maggio 2009, che modifica la direttiva 98/26/CE
concernente il carattere definitivo del regolamento nei
sistemi di pagamento e nei sistemi di regolamento titoli e
la direttiva 2002/47/CE relativa ai contratti di garanzia
finanziaria per quanto riguarda i sistemi connessi e i
crediti;
2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sulla sicurezza dei giocattoli;
2009/49/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 78/660/CEE e
83/349/CEE del Consiglio per quanto riguarda taluni
obblighi di comunicazione a carico delle societa’ di medie
dimensioni e l’obbligo di redigere conti consolidati;
2009/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, che modifica le direttive 2001/82/CE e
2001/83/CE per quanto concerne le modifiche dei termini
delle autorizzazioni all’immissione in commercio dei
medicinali;
2009/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sull’utilizzazione e la commercializzazione
delle acque minerali naturali;
2009/69/CE del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
modifica la direttiva 2006/112/CE relativa al sistema
comune d’imposta sul valore aggiunto in relazione
all’evasione fiscale connessa all’importazione;
2009/71/EURATOM del Consiglio, del 25 giugno 2009, che
istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare
degli impianti nucleari;
2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva
2003/54/CE;
2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva
2003/55/CE;
2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure
per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di
forniture e di servizi nei settori della difesa e della
sicurezza da parte delle amministrazioni
aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica
delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE;
2009/90/CE della Commissione, del 31 luglio 2009, che
stabilisce, conformemente alla direttiva 2000/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, specifiche tecniche per
l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle
acque;
2009/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, intesa a coordinare, per renderle
equivalenti, le garanzie che sono richieste, negli Stati
membri, alle societa’ a mente dell’art. 48, secondo comma,
del trattato per proteggere gli interessi dei soci e dei
terzi;
2009/102/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, in materia di diritto delle societa’,
relativa alle societa’ a responsabilita’ limitata con un
unico socio (Versione codificata);
2009/107/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, recante modifica della direttiva
98/8/CE, relativa all’immissione sul mercato dei biocidi,
per quanto riguarda l’estensione di determinati periodi di
tempo;
2009/111/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, che modifica le direttive 2006/48/CE,
2006/49/CE e 2007/64/CE per quanto riguarda gli enti
creditizi collegati a organismi centrali, taluni elementi
dei fondi propri, i grandi fidi, i meccanismi di vigilanza
e la gestione delle crisi;
2009/119/CE del Consiglio, del 14 settembre 2009, che
stabilisce l’obbligo per gli Stati membri di mantenere un
livello minimo di scorte di petrolio greggio e/o di
prodotti petroliferi;
2009/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, che modifica la direttiva 2005/35/CE
relativa all’inquinamento provocato dalle navi e
all’introduzione di sanzioni per violazioni;
2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per
l’elaborazione di specifiche per la progettazione
ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia
(rifusione);
2009/131/CE della Commissione, del 16 ottobre 2009, che
modifica l’allegato VII della direttiva 2008/57/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio relativa
all’interoperabilita’ del sistema ferroviario comunitario;
2009/138/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
25 novembre 2009, in materia di accesso ed esercizio delle
attivita’ di assicurazione e di riassicurazione
(solvibilita’ II) (rifusione);
2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i
rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il
lavoro (Versione codificata);
2009/149/CE della Commissione, del 27 novembre 2009,
che modifica la direttiva 2004/49/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio per quanto riguarda gli indicatori comuni
di sicurezza e i metodi comuni di calcolo dei costi
connessi agli incidenti;
2010/12/UE del Consiglio, del 16 febbraio 2010, recante
modifica delle direttive 92/79/CEE, 92/80/CEE e 95/59/CE
per quanto concerne la struttura e le aliquote delle accise
che gravano sui tabacchi lavorati e della direttiva
2008/118/CE.».
– Il «Testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993,
n. 385», e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30
settembre 1993, n. 230.
– Il «Testo unico delle disposizioni in materia di
intermediazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21
della legge 6 febbraio 1996, n. 52, di cui al decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58», e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 26 marzo 1998, n. 71.
Note all’art. 1:
– Si riporta il testo dell’art. 4 del citato decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385, cosi’ come modificato
dal presente decreto:
«Art. 4 (Banca d’Italia). – 1. La Banca d’Italia,
nell’esercizio delle funzioni di vigilanza, formula le
proposte per le deliberazioni di competenza del CICR
previste nei titoli II e III. La Banca d’Italia, inoltre,
emana regolamenti nei casi previsti dalla legge, impartisce
istruzioni e adotta i provvedimenti di carattere
particolare di sua competenza.
2. La Banca d’Italia determina e rende pubblici
previamente i principi e i criteri dell’attivita’ di
vigilanza.
3. La Banca d’Italia, fermi restando i diversi termini
fissati da disposizioni di legge, stabilisce i termini per
provvedere, individua il responsabile del procedimento,
indica i motivi delle decisioni e pubblica i provvedimenti
aventi carattere generale. Si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni della legge 7 agosto 1990, n.
241, intendendosi attribuiti al Governatore della Banca
d’Italia i poteri per l’adozione degli atti amministrativi
generali previsti da dette disposizioni.
4. La Banca d’Italia pubblica annualmente una relazione
sull’attivita’ di vigilanza.».
– Si riporta il testo dell’art. 53 del citato decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, cosi’ come
modificato dal presente decreto:
«Art. 53 (Vigilanza regolamentare). – 1. La Banca
d’Italia, in conformita’ delle deliberazioni del CICR,
emana disposizioni di carattere generale aventi a oggetto:
a) l’adeguatezza patrimoniale;
b) il contenimento del rischio nelle sue diverse
configurazioni;
c) le partecipazioni detenibili;
d) l’organizzazione amministrativa e contabile e i
controlli interni;
d-bis) l’informativa da rendere al pubblico sulle
materie di cui alle lettere da a) a d).
2. Le disposizioni emanate ai sensi del comma 1 possono
prevedere che determinate operazioni siano sottoposte ad
autorizzazione della Banca d’Italia.
2-bis. Le disposizioni emanate ai sensi del comma 1,
lettera a), prevedono che le banche possano utilizzare:
a) le valutazioni del rischio di credito rilasciate
da societa’ o enti esterni; le disposizioni disciplinano i
requisiti, anche di competenza tecnica e di indipendenza,
che tali soggetti devono possedere e le relative modalita’
di accertamento;
b) sistemi interni di misurazione dei rischi per la
determinazione dei requisiti patrimoniali, previa
autorizzazione della Banca d’Italia. Per le banche
sottoposte alla vigilanza consolidata di un’autorita’ di un
altro Stato comunitario, la decisione e’ di competenza
della medesima autorita’, qualora, entro sei mesi dalla
presentazione della domanda di autorizzazione, non venga
adottata una decisione congiunta con la Banca d’Italia.
2-ter. Le societa’ o enti esterni che, anche gestendo
sistemi informativi creditizi, rilasciano alle banche
valutazioni del rischio di credito o sviluppano modelli
statistici per l’utilizzo ai fini di cui al comma 1,
lettera a), conservano, per tale esclusiva finalita’, anche
in deroga alle altre vigenti disposizioni normative, i dati
personali detenuti legittimamente per un periodo di tempo
storico di osservazione che sia congruo rispetto a quanto
richiesto dalle disposizioni emanate ai sensi del comma
2-bis. Le modalita’ di attuazione e i criteri che
assicurano la non identificabilita’ sono individuati su
conforme parere del Garante per la protezione dei dati
personali.
3. La Banca d’Italia puo’:
a) convocare gli amministratori, i sindaci e i
dirigenti delle banche per esaminare la situazione delle
stesse;
b) ordinare la convocazione degli organi collegiali
delle banche, fissandone l’ordine del giorno, e proporre
l’assunzione di determinate decisioni;
c) procedere direttamente alla convocazione degli
organi collegiali delle banche quando gli organi competenti
non abbiano ottemperato a quanto previsto dalla lettera b);
d) adottare per le materie indicate al comma 1, ove la
situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei
confronti di singole banche, riguardanti anche la
restrizione delle attivita’ o della struttura territoriale,
il divieto di effettuare determinate operazioni, anche di
natura societaria, e di distribuire utili o altri elementi
del patrimonio, nonche’, con riferimento a strumenti
finanziari computabili nel patrimonio a fini di vigilanza,
il divieto di pagare interessi.
4. La Banca d’Italia, in conformita’ delle
deliberazioni del CICR, disciplina condizioni e limiti per
l’assunzione, da parte delle banche, di attivita’ di
rischio nei confronti di coloro che possono esercitare,
direttamente o indirettamente, un’influenza sulla gestione
della banca o del gruppo bancario nonche’ dei soggetti a
essi collegati. Ove verifichi in concreto l’esistenza di
situazioni di conflitto di interessi, la Banca d’Italia
puo’ stabilire condizioni e limiti specifici per
l’assunzione delle attivita’ di rischio.
4-bis. (Abrogato).
4-ter. La Banca d’Italia individua i casi in cui il
mancato rispetto delle condizioni di cui al comma 4
comporta la sospensione dei diritti amministrativi connessi
con la partecipazione.
4-quater. La Banca d’Italia, in conformita’ alle
deliberazioni del CICR, disciplina i conflitti d’interessi
tra le banche e i soggetti indicati nel comma 4, in
relazione ad altre tipologie di rapporti di natura
economica.».
– Si riporta il testo dell’art. 67 del citato decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, cosi’ come
modificato dal presente decreto:
«Art. 67 (Vigilanza regolamentare). – 1. Al fine di
esercitare la vigilanza consolidata, la Banca d’Italia, in
conformita’ alle deliberazioni del CICR, impartisce alla
capogruppo, con provvedimenti di carattere generale o
particolare, disposizioni concernenti il gruppo bancario
complessivamente considerato o suoi componenti, aventi ad
oggetto:
a) l’adeguatezza patrimoniale;
b) il contenimento del rischio nelle sue diverse
configurazioni;
c) le partecipazioni detenibili;
d) l’organizzazione amministrativa e contabile e i
controlli interni;
e) l’informativa da rendere al pubblico sulle materie
di cui al presente comma.
2. Le disposizioni emanate ai sensi del comma 1 possono
prevedere che determinate operazioni siano sottoposte ad
autorizzazione della Banca d’Italia.
2-bis. Le disposizioni emanate ai sensi del comma 1,
lettera a), prevedono la possibilita’ di utilizzare:
a) le valutazioni del rischio di credito rilasciate
da societa’ o enti esterni; le disposizioni disciplinano i
requisiti che tali soggetti devono possedere e le relative
modalita’ di accertamento da parte della Banca d’Italia;
b) sistemi interni di misurazione dei rischi per la
determinazione dei requisiti patrimoniali, previa
autorizzazione della Banca d’Italia. Per i gruppi
sottoposti a vigilanza consolidata di un’autorita’ di un
altro Stato comunitario, la decisione e’ di competenza
della medesima autorita’ qualora, entro sei mesi dalla
presentazione della domanda di autorizzazione, non venga
adottata una decisione congiunta con la Banca d’Italia.
2-ter. I provvedimenti particolari adottati ai sensi
del comma 1 possono riguardare anche la restrizione delle
attivita’ o della struttura territoriale del gruppo, il
divieto di effettuare determinate operazioni e di
distribuire utili o altri elementi del patrimonio nonche’,
con riferimento a strumenti finanziari computabili nel
patrimonio a fini di vigilanza, il divieto di pagare
interessi.
3. Le disposizioni emanate dalla Banca d’Italia per
esercitare la vigilanza su base consolidata possono tenere
conto, anche con riferimento alla singola banca, della
situazione e delle attivita’ dei soggetti indicati nelle
lettere b) e c) del comma 1 dell’art. 65.
3-bis. La Banca d’Italia puo’ impartire disposizioni,
ai sensi del presente articolo, anche nei confronti di uno
solo o di alcuni dei componenti il gruppo bancario.».

Art. 2

Modifiche al testo unico delle disposizioni
in materia di intermediazione finanziaria

1. Al testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione
finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
a) all’articolo 4, il comma 9 e’ sostituito dal seguente:
«9. Al fine di agevolare l’esercizio della vigilanza su base
consolidata nei confronti di gruppi operanti in piu’ Stati comunitari
la Banca d’Italia, sulla base di accordi con le autorita’ competenti,
definisce forme di collaborazione e coordinamento, istituisce collegi
di supervisori e partecipa ai collegi istituiti da altre autorita’.
In tale ambito, la Banca d’Italia puo’ concordare specifiche
ripartizioni di compiti e deleghe di funzioni.»;
b) all’articolo 7, il comma 2 e’ sostituito dal seguente:
«2. La Banca d’Italia puo’ emanare, a fini di stabilita’,
disposizioni di carattere particolare aventi a oggetto le materie
disciplinate dall’articolo 6, comma 1, lettera a), e adottare, ove la
situazione lo richieda, provvedimenti restrittivi o limitativi
concernenti i servizi, le attivita’, le operazioni e la struttura
territoriale, vietare la distribuzione di utili o di altri elementi
del patrimonio, nonche’, con riferimento a strumenti finanziari
computabili nel patrimonio a fini di vigilanza, vietare il pagamento
di interessi.».

Note all’art. 2:
– Si riporta il testo dell’art. 4 del «Testo unico
delle disposizioni in materia di intermediazione
finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6
febbraio 1996, n. 52, di cui al decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58», citato nelle premesse, cosi’ come
modificato dal presente decreto:
«Art. 4 (Collaborazione tra autorita’ e segreto
d’ufficio). – 1. La Banca d’Italia, la CONSOB, la
Commissione di vigilanza sui fondi pensione, l’ISVAP e
l’Ufficio italiano dei cambi collaborano tra loro, anche
mediante scambio di informazioni, al fine di agevolare le
rispettive funzioni. Dette autorita’ non possono
reciprocamente opporsi il segreto d’ufficio.
2. La Banca d’Italia e la CONSOB collaborano, anche
mediante scambio di informazioni, con le autorita’
competenti dell’Unione europea e dei singoli Stati
comunitari, al fine di agevolare le rispettive funzioni.
2-bis. Ai fini indicati al comma 2, la CONSOB e la
Banca d’Italia possono concludere con le autorita’
competenti degli Stati membri dell’Unione europea accordi
di collaborazione, che possono prevedere la delega
reciproca di compiti di vigilanza.
2-ter. La CONSOB e’ il punto di contatto per la
ricezione delle richieste di informazioni provenienti da
autorita’ competenti di Stati membri dell’Unione europea in
materia di servizi e attivita’ di investimento svolti da
soggetti abilitati e di mercati regolamentati. La CONSOB
interessa la Banca d’Italia per gli aspetti di competenza
di questa ultima. La Banca d’Italia trasmette le
informazioni contestualmente all’autorita’ competente dello
Stato membro dell’Unione europea che le ha richieste e alla
CONSOB.
3. La Banca d’Italia e la CONSOB possono cooperare,
anche mediante scambio di informazioni, con le autorita’
competenti degli Stati extracomunitari.
4. Le informazioni ricevute dalla Banca d’Italia e
dalla CONSOB ai sensi dei commi 1, 2 e 3 non possono essere
trasmesse a terzi ne’ ad altre autorita’ italiane, ivi
incluso il Ministro dell’economia e delle finanze, senza il
consenso dell’autorita’ che le ha fornite.
5. La Banca d’Italia e la CONSOB possono scambiare
informazioni:
a) con autorita’ amministrative e giudiziarie
nell’ambito di procedimenti di liquidazione o di
fallimento, in Italia o all’estero, relativi a soggetti
abilitati;
b) con gli organismi preposti all’amministrazione dei
sistemi di indennizzo;
c) con gli organismi preposti alla compensazione o al
regolamento delle negoziazioni dei mercati;
d) con le societa’ di gestione dei mercati, al fine
di garantire il regolare funzionamento nei mercati da esse
gestiti.
5-bis. Lo scambio di informazioni con autorita’ di
Paesi extracomunitari e’ subordinato all’esistenza di norme
in materia di segreto di ufficio.
6. Le informazioni indicate nel comma 5, lettere b), c)
e d), possono essere rivelate a terzi con il consenso del
soggetto che le ha fornite. Si puo’ prescindere dal
consenso se le informazioni siano fornite in ottemperanza a
obblighi di cooperazione e collaborazione internazionale.
7. La Banca d’Italia e la CONSOB possono esercitare i
poteri a esse assegnati dall’ordinamento anche ai fini
della cooperazione con altre autorita’ e su richiesta delle
medesime. Le autorita’ competenti di Stati comunitari o
extracomunitari possono chiedere alla Banca d’Italia e alla
CONSOB di effettuare per loro conto, secondo le norme
previste nel presente decreto, un’indagine sul territorio
dello Stato, nonche’ di eseguire, per loro conto, notifiche
sul territorio dello Stato inerenti ai provvedimenti da
esse adottati. Le predette autorita’ possono chiedere che
venga consentito ad alcuni membri del loro personale di
accompagnare il personale della Banca d’Italia e della
CONSOB durante l’espletamento dell’indagine.
8. Restano ferme le norme che disciplinano il segreto
d’ufficio sulle notizie, i dati e le informazioni in
possesso della Banca d’Italia.
9. Al fine di agevolare l’esercizio della vigilanza su
base consolidata nei confronti di gruppi operanti in piu’
Stati comunitari la Banca d’Italia, sulla base di accordi
con le autorita’ competenti, definisce forme di
collaborazione e coordinamento, istituisce collegi di
supervisori e partecipa ai collegi istituiti da altre
autorita’. In tale ambito, la Banca d’Italia puo’
concordare specifiche ripartizioni di compiti e deleghe di
funzioni.
10. Tutte le notizie, le informazioni e i dati in
possesso della CONSOB in ragione della sua attivita’ di
vigilanza sono coperti dal segreto d’ufficio anche nei
confronti delle pubbliche amministrazioni, a eccezione del
Ministro dell’economia e delle finanze. Sono fatti salvi i
casi previsti dalla legge per le indagini relative a
violazioni sanzionate penalmente.
11. I dipendenti della CONSOB, nell’esercizio delle
funzioni di vigilanza, sono pubblici ufficiali e hanno
l’obbligo di riferire esclusivamente alla Commissione tutte
le irregolarita’ constatate, anche quando integrino ipotesi
di reato.
12. I dipendenti della CONSOB, i consulenti e gli
esperti dei quali la stessa si avvale sono vincolati dal
segreto d’ufficio.
13. Le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici
forniscono dati, notizie e documenti e ogni ulteriore
collaborazione richiesta dalla CONSOB, in conformita’ delle
leggi disciplinanti i rispettivi ordinamenti.».
– Si riporta il testo dell’art. 7 del citato decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, cosi’ come modificato
dal presente decreto:
«Art. 7 (Interventi sui soggetti abilitati). – 1. La
Banca d’Italia e la CONSOB, nell’ambito delle rispettive
competenze, possono, con riguardo ai soggetti abilitati:
a) convocare gli amministratori, i sindaci e i
dirigenti;
b) ordinare la convocazione degli organi collegiali,
fissandone l’ordine del giorno;
c) procedere direttamente alla convocazione degli
organi collegiali quando gli organi competenti non abbiano
ottemperato a quanto previsto dalla lettera b).
2. La Banca d’Italia puo’ emanare, a fini di
stabilita’, disposizioni di carattere particolare aventi a
oggetto le materie disciplinate dall’art. 6, comma 1,
lettera a), e adottare, ove la situazione lo richieda,
provvedimenti restrittivi o imitativi concernenti i
servizi, e attivita’, le operazioni e la struttura
territoriale, vietare la distribuzione di utili o di altri
elementi del patrimonio, nonche’, con riferimento a
strumenti finanziari computabili nel patrimonio a fini di
vigilanza, vietare il pagamento di interessi.
3. Nell’interesse pubblico o dei partecipanti la Banca
d’Italia e la CONSOB, ciascuna per quanto di competenza,
possono ordinare la sospensione o la limitazione temporanea
dell’emissione o del rimborso delle quote o azioni di
OICR.».

Art. 3

Invarianza finanziaria

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono allo
svolgimento dei compiti derivanti dal presente decreto con le risorse
umane, strumentali e finanziarie previste a legislazione vigente.

Art. 4

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 30 dicembre 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei
Ministri

Tremonti, Ministro dell’economia e delle
finanze

Frattini, Ministro degli affari esteri

Alfano, Ministro della giustizia

Romani, Ministro dello sviluppo economico

Visto, il Guardasigilli: Alfano

DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 2010, n. 239

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