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Decreto Legislativo 27/01/1992

Decreto Legislativo 27/01/1992 n. 97 - Attuazione della direttiva 87/219/CEE relativa al tenore di zolfo di taluni combustibili liquidi

Decreto Legislativo 27/01/1992 n. 97

Attuazione della direttiva
87/219/CEE relativa al tenore di zolfo di taluni combustibili
liquidi

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87
della Costituzione;

Visto l’art. 70 della legge 29 dicembre 1990, n.
428, recante delega al Governo per l’attuazione delle direttive
75/439/CEE del Consiglio del 16 giugno 1975 e 87/101/CEE del Consiglio
del 22 dicembre 1986, concernenti l’eliminazione degli olii
usati;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 15 novembre 1991;

Acquisiti i pareri delle
competenti commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del
Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 27 gennaio 1992;

Sulla proposta
del Ministro per il coordinamento delle politiche comunitarie, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia,
del tesoro, dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della
sanità e dell’ambiente;

Emana il seguento decreto legislativo:

Art.
1. Definizioni. –

1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto
si intende per:

a) Olio usato: qualsiasi olio industriale o
lubrificante, a base minerale o sintetica, divenuto improprio all’uso
cui era inizialmente destinato, in particolare gli oli usati dei
motori a combustione e dei sistemi di trasmissione, nonché gli oli
minerali per macchinari, turbine o comandi idraulici e quelli
contenuti nei filtri usati.

b) Eliminazione: il trattamento oppure
la distruzione degli oli usati, nonché il loro immagazzinamento o
deposito sul suolo o nel suolo.

c) Trattamento: le operazioni
destinate a consentire la riutilizzazione degli oli usati attraverso
la rigenerazione e la combustione.

d) Rigenerazione: qualunque
procedimento che permetta di produrre oli di base mediante una
raffinazione degli oli usati che comporti in particolare la
separazione dei contaminanti, dei prodotti di ossidazione e degli
additivi contenuti in tali oli.

e) Combustione: utilizzazione
degli oli usati come combustibile, con recupero adeguato del calore
prodotto.

f) Raccolta: il complesso delle operazioni che
consentono di trasferire gli oli usati dai detentori alle imprese di
eliminazione degli oli.

2. Sono comunque soggette alla disciplina
prevista per gli olii usati le miscele oleose, intendendosi per tali i
composti usati fluidi o liquidi solo parzialmente formati di olio
minerale o sintetico, compresi i residui oleosi di cisterna, i
miscugli di acque ed olio e le emulsioni.

3. Per quanto non disposto
dal presente decreto si applicano alla raccolta, immagazzinamento e
trasporto degli oli usati e nel momento della loro consegna alle
imprese autorizzate alla rigenerazione, le norme in vigore per i
rifiuti.

Art. 2. Principi generali. –

1. Le detenzione e l’attività
di raccolta e di eliminazione degli oli usati sono organizzate e
svolte secondo le modalità previste nel presente decreto in modo da
evitare danni alla salute e all’ambiente e di consentire, ove
compatibile, il recupero di materia e di energia.

2. L’obbligo di
conferimento previsto dal presente decreto non esclude la facoltà per
il detentore di cedere gli oli usati ad imprese di altro Stato membro
delle Comunità europee. Sono riconosciute ad ogni effetto del presente
decreto le autorizzazioni rilasciate dagli Stati membri delle Comunità
europee alle proprie imprese nazionali per l’attività di raccolta ed
eliminazione di oli usati. L’importazione e l’esportazione degli oli
usati è soggetta alle disposizioni proprie della loro classificazione
doganale.

Art. 3. Obblighi e divieti. –

1. Gli oli usati debbono
essere eliminati evitando danni alla salute e all’ambiente.

2. Sono
vietati:

a) qualsiasi scarico degli oli usati delle acque interne
di superficie, nelle acque sotterranee, nelle acque marine
territoriali e nelle canalizzazioni;

b) qualsiasi deposito e/o
scarico di oli usati che abbia effetti nocivi per il suolo, come pure
qualsiasi scarico incontrollato di residui risultati dal trattamento
degli olii usati;

c) qualsiasi trattamento di oli usati che
provochi un inquinamento dell’aria superiore al livello

fissato
dalle disposizioni vigenti.

3. Gli oli usati raccolti debbono essere
eliminati:

a) in via prioritaria tramite rigenerazione tesa alla
produzione di basi lubrificanti;

b) nel caso in cui alla
rigenerazione ostino effettivi vincoli di carattere tecnico, economico
ed organizzativo, tramite combustione nel rispetto del decreto del
Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 203, sue modifiche ed
integrazioni e in particolare con le limitazioni specificate
nell’allegato A del presente decreto;

c) ove le alternative
suddette non siano praticabili in ragione della natura dell’olio usato
raccolto, tramite distruzione innocua o immagazzinamento o deposito
permanente autorizzati ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 10 settembre 1982, n. 915.

4. L’eliminazione dell’olio
usato che contenga o sia contaminato dalle sostanze elencate
nell’allegato al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre
1982, n. 915, sue modificazioni ed integrazioni, in quantità e/o
concentrazioni tali da farlo classificare come rifiuto tossico nocivo,
inclusi i policlorodifenili ed i policlorotrifenili e loro miscele, in
misura eccedente le 25 parti per milione, nonché dei residui dei
processi di trattamento degli oli usati, fatto salvo quanto disposto
dall’art. 4 comma 2, è regolato dalle disposizioni del decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, sue successive
modifiche ed integrazioni, nonché ove applicabili dalle disposizioni
relative a sostanze contenenti policlorodifenili e policlorotrifenili.
Alle spedizioni transfontaliere di oli usati contaminati, nonché dei
residui dei processi di trattamento degli oli usati si applicano le
disposizioni degli articoli 9-bis e seguenti della legge 9 novembre
1988, n. 475, [( legge di conversione del D.L. 9 settembre 1988, n.
397)] sue modificazioni e integrazioni.

5. È fatto divieto ai
consumatori di procedere alla diretta eliminazione degli oli
usati.

Art. 4. Competenze statali. –

1. Ai Ministeri dell’ambiente,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della sanità e delle
finanze, spettano, ciascuno per la parte di propria competenza, la
vigilanza sull’applicazione delle presenti disposizioni e sull’operato
del consorzio obbligatorio degli oli usati, di cui all’art. 11 del
presente decreto.

2. Il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato di concerto con il Ministro dell’ambiente ed il
Ministro della sanità provvede, ai sensi dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400.

a) alla determinazione della
percentuale massima di acqua contenuta negli oli usati, oltre la quale
il composto va classificato come miscela oleosa ai fini
dell’applicazione del presente decreto;

b) alla determinazione
delle norme tecniche, comprensive dei metodi di analisi, per il
rilascio delle autorizzazioni per la raccolta e l’eliminazione degli
oli usati;

c) alla determinazione delle speciali misure tecniche
per la eliminazione degli oli usati contaminati, con norme tecniche da
adottare mediante regolamento, sentito il consiglio superiore di
Sanità, ed avvalendosi delle ricerche dell’Istituto superiore di
sanità, del CNR e delle università;

d) alla redazione e
all’inoltro delle comunicazioni e periodiche relazioni sulla
situazione della raccolta e della eliminazione degli oli usati alla
Commissione delle Comunità europee.

3. Le norme tecniche,
comprensive dei metodi di analisi, previste dal comma 2 fissano:

a)
i requisiti tecnici richiesti dall’impresa che esercita la raccolta
e/o la eliminazione, nonché le caratteristiche tecniche dei mezzi di
trasporto, delle attrezzature e degli impianti da destinarsi alla
raccolta ed allo stoccaggio provvisorio degli oli usati;
b) le
specifiche, ulteriori rispetto a quelle previste alla normativa
vigente in materia di protezione delle acque, del suolo e dell’aria,
per assicurare che gli impianti di rigenerazione adottino tecnologie
atte a proteggere la salute e l’ambiente, contenere i costi, ridurre
al minimo i rischi connessi con la tossicità e la nocività dei residui
della lavorazione;

4. I provvedimenti che regolano per la prima
volta la materia dovranno essere emanati entro sei mesi dall’entrata
in vigore del presente decreto.

Art. 5. Autorizzazioni. –

1.
L’autorità regionale competente e le province autonome di Trento e di
Bolzano entro novanta giorni dall’inoltro della domanda attestante il
possesso dei requisiti previsti dalle norme tecniche di cui all’art. 4
e dalle altre disposizioni di legge in materia di tutela dell’ambiente
e della salute dall’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo,
rilasciano le autorizzazioni all’esercizio delle attività di raccolta
e di eliminazione degli oli usati che non siano attribuite ad altre
autorità dal presente decreto. Il rilascio delle autorizzazioni
all’esercizio delle attività di eliminazione di oli usati è
subordinato a preventivo esame tecnico degli impianti, da eseguirsi a
spese del richiedente.

2. Ove l’autorità regionale accerti l’idoneità
di un impianto di rigenerazione degli oli usati o del procedimento
adottato a distruggere policlorodifenili e policlorotrifenili e loro
miscele in concentrazione superiore a 25 parti per milione, ovvero a
ridurne la concentrazione negli oli di base prodotti al di sotto del
riferito limite, autorizza l’impresa a rigenerare gli oli usati
contaminati da dette sostanze anche ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, dettando le
specifiche tecniche e specificando i quantitativi massimi trattabili
annualmente.

3. La costruzione e la gestione degli stabilime…

[Continua nel file zip allegato]

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