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Decreto Legislativo 27/01/1992

Decreto Legislativo 27/01/1992 n. 134 - Attuazione della direttiva 86/594/CEE relativa al rumore aereo emesso dagli apparecchi domestici. Suppl. Ordinario G.U. 19/02/1992 n. 41

Decreto Legislativo del Governo n° 134 del 27/01/1992

Attuazione
della direttiva 86/594/CEE relativa al rumore aereo emesso dagli
apparecchi domestici.

pubblicato/a su : Gazz. Uff. Suppl. Ordin. n°
41 del 19/02/1992

NOTE

Art.2, punto d): è stato così corretto con
avviso pubblicato nella Gazz.Uff. 27 maggio 1992, n. 123.

TESTO

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e
87 della Costituzione;

Visto l’art. 67 della legge 29 dicembre 1990,
n. 428, recante delega al Governo per l’attuazione della direttiva
86/594/CEE del Consiglio del 1° dicembre 1986 relativa al rumore aereo
emesso dagli apparecchi domestici;

Vista la deliberazione del
Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 ottobre
1991;

Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari
della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;

Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
27 gennaio 1992;

Sulla proposta del Ministro per il coordinamento
delle politiche comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, dellindustria, del
commercio e dell’artigianato, del lavoro e della previdenza sociale,
della sanità e dell’ambiente;

Emana il seguente decreto
legislativo:

Art. 1. Definizioni. –

1. Ai fini del presente
decreto si intende per:

a) “apparecchio domestico”: qualsiasi
macchina, parte di macchina o impianto fabbricato essenzialmente per
essere impiegato all’interno delle abitazioni, compresi le cantine, le
autorimesse e gli altri annessi, in particolare gli apparecchi
domestici di manutenzione, pulizia, preparazione e conservazione degli
alimenti, produzione e diffusione di calorie e frigorie,
condizionamento dell’aria, nonché altri apparecchi impiegati per scopi
non professionali;

b) “famiglia di apparecchi domestici”: l’insieme
di tutti i modelli (o tipi) di vari apparecchi domestici concepiti per
svolgere la stessa funzione e alimentati da un’identica fonte
principale di energia.

Una “famiglia” comprende normalmente più
modelli (o tipi);

c) “serie di apparecchi domestici”: l’insieme di
apparecchi domestici di uno stesso modello (o tipo), aventi
caratteristiche ben definite, prodotti da uno stesso fabbricante;

d)
“partita di apparecchi domestici”: una data quantità di una
determinata “serie”, fabbricata o prodotta in condizioni uniformi;

e)
“rumore aereo”: il livello di potenza acustica, ponderato A, (Lwa),
dell’apparecchio domestico, espresso in decibel, (dB) con riferimento
ad un picowatt (1 pw), trasmesso nell’aria;

f) “norma” e “regola
tecnica”: le norme e regole tecniche come definite nella direttiva n.
83/189/CEE, attuata con legge 21 giugno 1986, n. 317.

Art. 2.
Esclusioni. –

1. Il presente decreto non si applica:

a) agli
apparecchi, impianti o macchine concepiti esclusivamente per uso
industriale o professionale;

b) agli apparecchi che fanno parte
integrante di un edificio o dei suoi impianti, quali gli impianti di
aria condizionata, di riscaldamento o di ventilazione (ad eccezione
dei ventilatori domestici, delle cappe aspiranti per cucina e degli
apparecchi di riscaldamento indipendenti), i bruciatori a gasolio per
il riscaldamento centrale e le pompe per l’alimentazione d’acqua e per
i sistemi di evacuazione;

c) ai componenti di impianti come, per
esempio, i motori;

d) agli apparecchi elettroacustici .

Art. 3.
Informazione sul rumore aereo. –

1. Il Ministro dell’ambiente, di
concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e con il Ministro della sanità, individua, con
decreto da emanare entro un anno dall’entrata in vigore del presente
decreto, le famiglie di apparecchi per le quali il fabbricante o,
qualora questi sia stabilito fuori della Comunità europea,
l’importatore stabilito nella Comunità, debbono pubblicare le
informazioni sul rumore aereo emesso da tali apparecchi.

2. Con lo
stesso decreto sono pubblicate le norme e regole tecniche che dovranno
essere utilizzate ai fini delle misurazioni, tenuto conto del metodo
generale di misurazione di cui all’articolo 4, nonché delle
disposizioni comunitarie concernenti tecniche e modalità di
misurazione; lo schema d decreto è trasmesso alla Commissione CEE ai
sensi e agli effetti di cui agli articoli 8 e 9 della direttiva del
Consiglio n.86/594/CEE.

3. Con decreti del Ministro dell’ambiente
di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e con il Ministro della sanità sono recepite le norme
armonizzate comunitarie che prevedono metodi di misurazione del
livello nominale del rumore aereo emesso dagli apparecchi domestici o
metodi di controllo del livello di rumore dichiarato, nonché i metodi
e i parametri statistici fondamentali da utilizzare nelle verifiche
del livello di rumore dichiarato.

4. Il fabbricante di apparecchi
domestici o, qualora il fabbricante sia stabilito fuori della Comunità
europea, l’importatore stabilito nella Comunità, possono, comunque,
pubblicare ogni informazione sul livello di rumore aereo emesso da
tali apparecchi accertato secondo i metodi di misurazione di cui
all’art. 4.

5. Quando per una famiglia di apparecchi domestici è
prevista una etichetta concernete informazioni di altra natura,
l’informazione sul rumore emesso è fornita nell’etichetta stessa.

6. Il fabbricante o l’importatore sono responsabili della veridicità
dell’informazione fornita.

7. Si presume conforme alle disposizioni
di cui al presente decreto l’informazione sul rumore aereo prodotto da
apparecchi domestici provenienti da altri stati membri, purché resa in
conformità con norme nazionali che recepiscono norme comunitarie
armonizzate o con norme nazionali adottate secondo le procedure di cui
all’articolo 9, pag. 2, della direttiva 86/594/CEE.

Art. 4.
Metodo di misurazione. –

1. Il metodo generale di misurazione per
determinare il livello di rumore aereo emesso dagli apparecchi
domestici e destinato all’informazione deve possedere una precisione
tale che l’incertezza delle misurazioni, per i livelli di potenza
acustica ponderati A, comporti deviazioni normali non superiori a 2
dB; tali deviazioni traducono gli effetti cumulati di tutte le cause
di incertezza delle misurazioni, salvo le variazioni delle emissioni
di rumore della fonte sonora dell’apparecchio le quali si verifichino
tra una prova e un’altra.

2. Per ciascuna famiglia di apparecchi,
il metodo generale di cui al comma 1 è completato da una descrizione
riguardante ubicazione, montaggio, carico e funzionamento degli
apparecchi domestici nelle condizioni di misurazione che simulano
un’utilizzazione normale e che garantiscono soddisfacenti condizioni
di repetitività e di riproducibilità della prova. Lo scarto tipo di
riproducibilità deve essere precisato per ciascuna famiglia di
apparecchi.

Art. 5. Vigilanza. –

1. Con decreto del Ministro
dell’ambiente e del Ministro dell’industria, di concerto con il
Ministro della sanità, da emanarsi entro 6 mesi dall’entrata in vigore
del presente decreto legislativo, saranno stabilite le modalità della
vigilanza sulla sua applicazione, che è demandata alle province, alle
unità sanitarie locali, nonché al Ministero dell’industria del
commercio e dell’artigianato anche a mezzo di enti o laboratori, dallo
tesso Ministero autorizzati.

2. Le verifiche del livello del rumore
dichiarato saranno effettuate con metodo stabilito mediante la
misurazione di un campione prelevato da singola partita di apparecchi
attraverso prove unilaterali. I parametri statistici fondamentali del
metodo statistico devono essere tali che la probabilità di
accettazione sia pari al 95% nel caso in cui il 6,5% dei valori di
emissione acustica di una partita risulti superiore al valore
annunciato. L’effettivo di un campione semplice o equivalente è pari a
3. Il metodo statistico prescelto richiede l’uso di uno scarto tipo
totale di riferimento pari a 3,5 dB.

3. Le successive modifiche
dei parametri di cui al precedente comma 2 saranno apportate con la
procedura di cui all’art. 20 della legge 16 aprile 1987, n. 183.

4.
Le spese delle operazioni di verifica, accertamento e controllo
saranno a carico dei fabbricanti o degli importatori secondo modalità
determinate con lo stesso decreto di cui al comma 1.

Art. 6.
Informazione non veritiera. –

1. Se a seguito dei controlli di cui
all’articolo 5 viene accertato che il livello del rumore aereo emesso
dalla partita di apparecchi sottoposti ad accertamento è superiore a
quello dichiarato, il fabbricante o l’importatore deve correggere
immediatamente l’informazione oppure ritirare dal mercato gli
apparecchi della partita difettosa.

2. Salvo che il fatto non
costituisca reato, il fabbricante o l’importatore che non provveda a
fornire l’informazione sul rumore aereo richiesta ai sensi
dell’articolo 3, comma 1, o che in caso di accertamento di un livello
superiore a quello dichiarato, non ottempera alle prescrizioni di cui
al comma 1, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da lire
5 milioni a lire 30 milioni.

Art. 7. Entrata in vigore. –

1. Il
presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della
sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

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