DECRETO LEGISLATIVO 23 maggio 2011, n. 79 - Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonche' attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprieta', contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio. (11G0123) - (GU n. 129 del 6-6-2011 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 23 maggio 2011, n. 79 – Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonche’ attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprieta’, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio. (11G0123) – (GU n. 129 del 6-6-2011

DECRETO LEGISLATIVO 23 maggio 2011, n. 79 - Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonche' attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprieta', contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio. (11G0123) - (GU n. 129 del 6-6-2011 - Suppl. Ordinario n.139) note: Entrata in vigore del provvedimento: 21/06/2011

DECRETO LEGISLATIVO 23 maggio 2011 , n. 79

Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del
turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n.
246, nonche’ attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai
contratti di multiproprieta’, contratti relativi ai prodotti per le
vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio.
(11G0123)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 20, commi 3 e 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 28 novembre 2005, n. 246, ed, in particolare,
l’articolo 14, commi 14, 15 e 18;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recante
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma
dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante
codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio
2003, n. 229;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n 233, recante
disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, ed in
particolare l’articolo 1, comma 19-bis;
Visto il decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 179, recante
disposizioni legislative statali anteriori al 1° gennaio 1970, di cui
si ritiene indispensabile la permanenza in vigore;
Vista la legge 4 giugno 2010, n. 96, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 2009, ed, in particolare,
gli articoli 1 e 2, e l’allegato B;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 ottobre 2010;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell’Adunanza del
13 gennaio 2011;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, espresso nella
seduta del 18 novembre 2010;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e preso atto che la
Commissione parlamentare per la semplificazione non ha espresso il
parere nei termini prescritti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 5 maggio 2011;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro per il turismo, del Ministro per la semplificazione
normativa e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i
Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
degli affari esteri, della giustizia, dell’economia e delle finanze,
per la pubblica amministrazione e l’innovazione, dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, per i beni e le attivita’
culturali, del lavoro e delle politiche sociali e per i rapporti con
le regioni e per la coesione territoriale;

Emana

il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Approvazione del codice della normativa statale in tema
di ordinamento e mercato del turismo

1. E’ approvato il codice della normativa statale in tema di
ordinamento e mercato del turismo, di cui all’allegato 1.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’articolo 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Per le
direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee (GUCE)
Note alle premesse:
L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio
della funzione legislativa non puo’ essere delegato al
Governo se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti
definiti.
L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
Il testo dell’articolo 20, commi 3 e 4, della legge 15
marzo 1997, n 59 (Delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la
riforma della Pubblica Amministrazione e per la
semplificazione amministrativa), pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, S.O. cosi’ recita:
“3. Salvi i principi e i criteri direttivi specifici
per le singole materie, stabiliti con la legge annuale di
semplificazione e riassetto normativo, l’esercizio delle
deleghe legislative di cui ai commi 1 e 2 si attiene ai
seguenti principi e criteri direttivi:
a) definizione del riassetto normativo e codificazione
della normativa primaria regolante la materia, previa
acquisizione del parere del Consiglio di Stato, reso nel
termine di novanta giorni dal ricevimento della richiesta,
con determinazione dei principi fondamentali nelle materie
di legislazione concorrente;
a-bis) coordinamento formale e sostanziale del testo
delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche
necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e
sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e
semplificare il linguaggio normativo;
b) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta
salva l’applicazione dell’articolo 15 delle disposizioni
sulla legge in generale premesse al codice civile;
c) indicazione dei principi generali, in particolare
per quanto attiene alla informazione, alla partecipazione,
al contraddittorio, alla trasparenza e pubblicita’ che
regolano i procedimenti amministrativi ai quali si
attengono i regolamenti previsti dal comma 2 del presente
articolo, nell’ambito dei principi stabiliti dalla legge 7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;
d) eliminazione degli interventi amministrativi
autorizzatori e delle misure di condizionamento della
liberta’ contrattuale, ove non vi contrastino gli interessi
pubblici alla difesa nazionale, all’ordine e alla sicurezza
pubblica, all’amministrazione della giustizia, alla
regolazione dei mercati e alla tutela della concorrenza,
alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell’ambiente,
all’ordinato assetto del territorio, alla tutela
dell’igiene e della salute pubblica;
e) sostituzione degli atti di autorizzazione, licenza,
concessione, nulla osta, permesso e di consenso comunque
denominati che non implichino esercizio di discrezionalita’
amministrativa e il cui rilascio dipenda dall’accertamento
dei requisiti e presupposti di legge, con una denuncia di
inizio di attivita’ da presentare da parte dell’interessato
all’amministrazione competente corredata dalle attestazioni
e dalle certificazioni eventualmente richieste;
f) determinazione dei casi in cui le domande di
rilascio di un atto di consenso, comunque denominato, che
non implichi esercizio di discrezionalita’ amministrativa,
corredate dalla documentazione e dalle certificazioni
relative alle caratteristiche tecniche o produttive
dell’attivita’ da svolgere, eventualmente richieste, si
considerano accolte qualora non venga comunicato apposito
provvedimento di diniego entro il termine fissato per
categorie di atti in relazione alla complessita’ del
procedimento, con esclusione, in ogni caso,
dell’equivalenza tra silenzio e diniego o rifiuto;
g) revisione e riduzione delle funzioni amministrative
non direttamente rivolte:
1) alla regolazione ai fini dell’incentivazione della
concorrenza;
2) alla eliminazione delle rendite e dei diritti di
esclusivita’, anche alla luce della normativa comunitaria;
3) alla eliminazione dei limiti all’accesso e
all’esercizio delle attivita’ economiche e lavorative;
4) alla protezione di interessi primari,
costituzionalmente rilevanti, per la realizzazione della
solidarieta’ sociale;
5) alla tutela dell’identita’ e della qualita’ della
produzione tipica e tradizionale e della professionalita’;
h) promozione degli interventi di autoregolazione per
standard qualitativi e delle certificazioni di conformita’
da parte delle categorie produttive, sotto la vigilanza
pubblica o di organismi indipendenti, anche privati, che
accertino e garantiscano la qualita’ delle fasi delle
attivita’ economiche e professionali, nonche’ dei processi
produttivi e dei prodotti o dei servizi;
i) per le ipotesi per le quali sono soppressi i poteri
amministrativi autorizzatori o ridotte le funzioni
pubbliche condizionanti l’esercizio delle attivita’
private, previsione dell’autoconformazione degli
interessati a modelli di regolazione, nonche’ di adeguati
strumenti di verifica e controllo successivi. I modelli di
regolazione vengono definiti dalle amministrazioni
competenti in relazione all’incentivazione della
concorrenzialita’, alla riduzione dei costi privati per il
rispetto dei parametri di pubblico interesse, alla
flessibilita’ dell’adeguamento dei parametri stessi alle
esigenze manifestatesi nel settore regolato;
l) attribuzione delle funzioni amministrative ai
comuni, salvo il conferimento di funzioni a province,
citta’ metropolitane, regioni e Stato al fine di
assicurarne l’esercizio unitario in base ai principi di
sussidiarieta’, differenziazione e adeguatezza;
determinazione dei principi fondamentali di attribuzione
delle funzioni secondo gli stessi criteri da parte delle
regioni nelle materie di competenza legislativa
concorrente;
m) definizione dei criteri di adeguamento
dell’organizzazione amministrativa alle modalita’ di
esercizio delle funzioni di cui al presente comma;
n) indicazione esplicita dell’autorita’ competente a
ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative,
ai sensi dell’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n.
689.”.
“4. I decreti legislativi e i regolamenti di cui al
comma 2, emanati sulla base della legge di semplificazione
e riassetto normativo annuale, per quanto concerne le
funzioni amministrative mantenute, si attengono ai seguenti
principi:
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e
di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi
procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche
riordinando le competenze degli uffici, accorpando le
funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che
risultino superflui e costituendo centri interservizi dove
ricollocare il personale degli organi soppressi e
raggruppare competenze diverse ma confluenti in un’unica
procedura, nel rispetto dei principi generali indicati ai
sensi del comma 3, lettera c), e delle competenze riservate
alle regioni;
b) riduzione dei termini per la conclusione dei
procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione
previsti per procedimenti tra loro analoghi;
c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o
presso diversi uffici della medesima amministrazione;
d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi
e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla
medesima attivita’;
e) semplificazione e accelerazione delle procedure di
spesa e contabili, anche mediante l’adozione di
disposizioni che prevedano termini perentori, prorogabili
per una sola volta, per le fasi di integrazione
dell’efficacia e di controllo degli atti, decorsi i quali i
provvedimenti si intendono adottati;
f) aggiornamento delle procedure, prevedendo la piu’
estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie
dell’informazione e della comunicazione, anche nei rapporti
con i destinatari dell’azione amministrativa;
f-bis) generale possibilita’ di utilizzare, da parte
delle amministrazioni e dei soggetti a queste equiparati,
strumenti di diritto privato, salvo che nelle materie o
nelle fattispecie nelle quali l’interesse pubblico non puo’
essere perseguito senza l’esercizio di poteri autoritativi
);
f-ter) conformazione ai principi di sussidiarieta’,
differenziazione e adeguatezza, nella ripartizione delle
attribuzioni e competenze tra i diversi soggetti
istituzionali, nella istituzione di sedi stabili di
concertazione e nei rapporti tra i soggetti istituzionali
ed i soggetti interessati, secondo i criteri
dell’autonomia, della leale collaborazione, della
responsabilita’ e della tutela dell’affidamento;
f-quater) riconduzione delle intese, degli accordi e
degli atti equiparabili comunque denominati, nonche’ delle
conferenze di servizi, previste dalle normative vigenti,
aventi il carattere della ripetitivita’, ad uno o piu’
schemi base o modelli di riferimento nei quali, ai sensi
degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990,
n. 241, e successive modificazioni, siano stabilite le
responsabilita’, le modalita’ di attuazione e le
conseguenze degli eventuali inadempimenti;
f-quinquies) avvalimento di uffici e strutture tecniche
e amministrative pubbliche da parte di altre pubbliche
amministrazioni, sulla base di accordi conclusi ai sensi
dell’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni.”.
Il testo dell’articolo 14 commi 14, 15 e 18, della
legge 28 novembre 2005, n. 246, (Semplificazione e
riassetto normativo per l’anno 2005). pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 1° dicembre 2005, n. 280, cosi’ recita:
“14. Entro ventiquattro mesi dalla scadenza del termine
di cui al comma 12, il Governo e’ delegato ad adottare, con
le modalita’ di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni, decreti
legislativi che individuano le disposizioni legislative
statali, pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970, anche
se modificate con provvedimenti successivi, delle quali si
ritiene indispensabile la permanenza in vigore, secondo i
seguenti principi e criteri direttivi:
a) esclusione delle disposizioni oggetto di abrogazione
tacita o implicita;
b) esclusione delle disposizioni che abbiano esaurito
la loro funzione o siano prive di effettivo contenuto
normativo o siano comunque obsolete;
c) identificazione delle disposizioni la cui
abrogazione comporterebbe lesione dei diritti
costituzionali;
d) identificazione delle disposizioni indispensabili
per la regolamentazione di ciascun settore, anche
utilizzando a tal fine le procedure di analisi e verifica
dell’impatto della regolazione;
e) organizzazione delle disposizioni da mantenere in
vigore per settori omogenei o per materie, secondo il
contenuto precettivo di ciascuna di esse;
f) garanzia della coerenza giuridica, logica e
sistematica della normativa;
g) identificazione delle disposizioni la cui
abrogazione comporterebbe effetti anche indiretti sulla
finanza pubblica;
h) identificazione delle disposizioni contenute nei
decreti ricognitivi, emanati ai sensi dell’articolo 1,
comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, aventi per
oggetto i principi fondamentali della legislazione dello
Stato nelle materie previste dall’articolo 117, terzo
comma, della Costituzione.”.
“15. I decreti legislativi di cui al comma 14
provvedono altresi’ alla semplificazione o al riassetto
della materia che ne e’ oggetto, nel rispetto dei principi
e criteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15
marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, anche al
fine di armonizzare le disposizioni mantenute in vigore con
quelle pubblicate successivamente alla data del 1° gennaio
1970.”.
18. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei
decreti legislativi di cui al comma 14, possono essere
emanate, con uno o piu’ decreti legislativi, disposizioni
integrative, di riassetto o correttive, esclusivamente nel
rispetto dei principi e criteri direttivi di cui al comma
15 e previo parere della Commissione di cui al comma 19 .”.
Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303
(Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59. ) e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 1° settembre 1999, n.
205, S.O.
Il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206,
“Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della L. 29
luglio 2003, n. 229.” e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 8 ottobre 2005, n. 235, S.O.
Il testo vigente dell’articolo 1, comma 19 bis, del
decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 (Disposizioni urgenti
in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza
del Consiglio dei Ministri e dei ministeri), convertito,
con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233,
cosi’ recita:
“19-bis. Le funzioni di competenza statale assegnate al
Ministero delle attivita’ produttive dagli articoli 27 e 28
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, in materia di turismo, sono
attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri; il
Ministro dello sviluppo economico concerta con il
Presidente del Consiglio dei Ministri l’individuazione e
l’utilizzazione, anche residuale, delle risorse finanziarie
da destinare al turismo, ivi comprese quelle incluse nel
Fondo per le aree sottoutilizzate. Per l’esercizio di tali
funzioni e’ istituito, presso la Presidenza del Consiglio
dei Ministri, il Dipartimento per lo sviluppo e la
competitivita’ del turismo, articolato in due uffici
dirigenziali di livello generale, che, in attesa
dell’adozione dei provvedimenti di riorganizzazione,
subentra nelle funzioni della Direzione generale del
turismo che e’ conseguentemente soppressa.”.
Il decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 179
(Disposizioni legislative statali anteriori al 1° gennaio
1970, di cui si ritiene indispensabile la permanenza in
vigore, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre
2005, n. 246.) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14
dicembre 2009, n. 290, S.O.
La legge 4 giugno 2010, n. 96, (Disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge comunitaria
2009.) e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 25 giugno
2010, n. 146, S.O.

Art. 2

Modificazioni al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, in
attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di
multiproprieta’, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di
lungo termine, contratti di rivendita e di scambio

1. Il titolo IV, capo I, del decreto legislativo 6 settembre 2005,
n. 206, recante codice del consumo, e’ sostituito dal seguente:

“TITOLO IV

DISPOSIZIONI RELATIVE AI SINGOLI CONTRATTI

CAPO I

CONTRATTI DI MULTIPROPRIETA’, CONTRATTI RELATIVI AI PRODOTTI PER LE
VACANZE DI LUNGO TERMINE, CONTRATTI DI RIVENDITA E DI SCAMBIO

ART. 69

Definizioni

1. Ai fini del presente capo, si intende per:
a) “contratto di multiproprieta’”: un contratto di durata
superiore a un anno tramite il quale un consumatore acquisisce a
titolo oneroso il diritto di godimento su uno o piu’ alloggi per il
pernottamento per piu’ di un periodo di occupazione;
b) “contratto relativo a un prodotto per le vacanze di lungo
termine”: un contratto di durata superiore a un anno ai sensi del
quale un consumatore acquisisce a titolo oneroso essenzialmente il
diritto di ottenere sconti o altri vantaggi relativamente ad un
alloggio, separatamente o unitamente al viaggio o ad altri servizi;
c) “contratto di rivendita”: un contratto ai sensi del quale un
operatore assiste a titolo oneroso un consumatore nella vendita o
nell’acquisto di una multiproprieta’ o di un prodotto per le vacanze
di lungo termine;
d) “contratto di scambio”: un contratto ai sensi del quale un
consumatore partecipa a titolo oneroso a un sistema di scambio che
gli consente l’accesso all’alloggio per il pernottamento o ad altri
servizi in cambio della concessione ad altri dell’accesso temporaneo
ai vantaggi che risultano dai diritti derivanti dal suo contratto di
multiproprieta’;
e) “operatore”: il “professionista”, di cui all’articolo 3, comma
1, lettera c);
f) “consumatore”: la persona fisica, di cui all’articolo 3, comma
1, lettera a);
g) “contratto accessorio”: un contratto ai sensi del quale il
consumatore acquista servizi connessi a un contratto di
multiproprieta’ o a un contratto relativo a un prodotto per le
vacanze di lungo termine e forniti dall’operatore o da un terzo sulla
base di un accordo tra il terzo e l’operatore;
h) “supporto durevole”: qualsiasi strumento che permetta al
consumatore o all’operatore di memorizzare informazioni a lui
personalmente dirette in modo che possano essere utilizzate per
riferimento futuro per un periodo di tempo adeguato ai fini cui sono
destinate le informazioni e che consenta la riproduzione immutata
delle informazioni memorizzate;
i) “codice di condotta”: un accordo o un insieme di regole che
definisce il comportamento degli operatori che si impegnano a
rispettare tale codice in relazione a una o piu’ pratiche commerciali
o ad uno o piu’ settori d’attivita’ specifici;
l) “responsabile del codice”: qualsiasi soggetto, compresi un
operatore o un gruppo di operatori, responsabile dell’elaborazione e
della revisione di un codice di condotta o del controllo
dell’osservanza del codice da parte di coloro che si sono impegnati a
rispettarlo.
2. Nel calcolo della durata di un contratto di multiproprieta’ o di
un contratto relativo a un prodotto per le vacanze di lungo termine,
quale definito al comma 1, rispettivamente alle lettere a) e b), si
tiene conto di qualunque disposizione del contratto che ne consenta
il rinnovo tacito o la proroga.

ART. 70

Pubblicita’

1. Se un contratto di multiproprieta’, un contratto relativo a un
prodotto per le vacanze di lungo termine o un contratto di rivendita
o di scambio viene offerto al consumatore in persona nell’ambito di
una promozione o di un’iniziativa di vendita, l’operatore indica
chiaramente nell’invito lo scopo commerciale e la natura dell’evento.
Le informazioni di cui all’articolo 71, comma 1, sono a disposizione
del consumatore in qualsiasi momento durante l’evento.
2. E’ fatto obbligo all’operatore di specificare in ogni
pubblicita’ la possibilita’ di ottenere le informazioni di cui
all’articolo 71, comma 1, e di indicare le modalita’ sul come
ottenerle.
3. Una multiproprieta’ o un prodotto per le vacanze di lungo
termine non sono commercializzati o venduti come investimenti.

ART. 71

Informazioni precontrattuali

1. In tempo utile prima che il consumatore sia vincolato da un
contratto o da un’offerta, l’operatore fornisce al consumatore, in
maniera chiara e comprensibile, informazioni accurate e sufficienti,
secondo le seguenti modalita’:
a) nel caso di un contratto di multiproprieta’, tramite il
formulario informativo di cui all’allegato II- bis e le informazioni
elencate nella parte 3 di detto formulario;
b) nel caso di un contratto relativo a un prodotto per le vacanze
di lungo termine, tramite il formulario informativo di cui
all’allegato II-ter e le informazioni elencate nella parte 3 di detto
formulario;
c) nel caso di un contratto di rivendita, tramite il formulario
informativo di cui all’allegato II-quater e le informazioni elencate
nella parte 3 di detto formulario;
d) nel caso di un contratto di scambio, tramite il formulario
informativo di cui all’allegato II-quinquies e le informazioni
elencate nella parte 3 di detto formulario.
2. Le informazioni di cui al comma 1 sono fornite a titolo gratuito
dall’operatore su carta o altro supporto durevole facilmente
accessibile al consumatore.
3. Le informazioni di cui al comma 1, sono redatte nella lingua
italiana e in una delle lingue dello Stato dell’Unione europea in cui
il consumatore risiede oppure di cui e’ cittadino, a scelta di
quest’ultimo, purche’ si tratti di una lingua ufficiale della Unione
europea.

ART. 72

Requisiti del contratto

1. Il contratto deve essere redatto per iscritto, a pena di
nullita’, su carta o altro supporto durevole, nella lingua italiana e
in una delle lingue dello Stato dell’Unione europea in cui il
consumatore risiede oppure di cui e’ cittadino, a sua scelta, purche’
si tratti di una lingua ufficiale della Unione europea.
2. Nel caso di un contratto di multiproprieta’ relativo a un bene
immobile specifico, e’ fatto obbligo all’operatore di fornire al
consumatore anche una traduzione conforme del contratto nella lingua
dello Stato dell’Unione europea in cui e’ situato l’immobile.
3. In ogni caso, per qualsiasi tipo di contratto disciplinato dal
presente Capo, all’operatore che svolge la propria attivita’ di
vendita nel territorio nazionale e’ fatto obbligo di fornire al
consumatore il relativo contratto anche nella lingua italiana.
4. Le informazioni di cui all’articolo 71, comma 1, costituiscono
parte integrante e sostanziale del contratto e non possono essere
modificate salvo qualora vi sia l’accordo esplicito delle parti
oppure qualora le modifiche siano causate da circostanze eccezionali
e imprevedibili, indipendenti dalla volonta’ dell’operatore, le cui
conseguenze non avrebbero potuto essere evitate neanche con la dovuta
diligenza. Tali modifiche, indicate espressamente nel contratto, sono
comunicate al consumatore su carta o altro supporto durevole a lui
facilmente accessibile, prima della conclusione del contratto.
5. Il contratto contiene, oltre alle informazioni di cui
all’articolo 71, comma 1, i seguenti ulteriori elementi:
a) l’identita’, il luogo di residenza e la firma di ciascuna
delle parti;
b) la data e il luogo di conclusione del contratto.
6. Prima della conclusione del contratto l’operatore informa il
consumatore sulle clausole contrattuali concernenti l’esistenza del
diritto di recesso, la durata del periodo di recesso di cui
all’articolo 73 e il divieto di versare acconti durante il periodo di
recesso di cui all’articolo 76, le quali devono essere sottoscritte
separatamente dal consumatore. Il contratto include un formulario
separato di recesso, come riportato nell’allegato II-sexies, inteso
ad agevolare l’esercizio del diritto di recesso in conformita’
all’articolo 73.
7. Il consumatore riceve una copia o piu’ copie del contratto
all’atto della sua conclusione.

ART. 72-bis

Obbligo di fideiussione per i contratti di multiproprieta’

1. L’operatore non avente la forma giuridica di societa’ di
capitali ovvero con un capitale sociale versato inferiore a 5.500.000
euro e non avente sede legale e sedi secondarie nel territorio dello
Stato e’ obbligato a prestare idonea fideiussione bancaria o
assicurativa a garanzia della corretta esecuzione del contratto.
2. L’operatore e’ in ogni caso obbligato a prestare fideiussione
bancaria o assicurativa allorquando l’alloggio oggetto del contratto
di multiproprieta’ sia in corso di costruzione, a garanzia
dell’ultimazione dei lavori.
3. Delle fideiussioni deve farsi espressa menzione nel contratto di
multiproprieta’ a pena di nullita’.
4. Le garanzie di cui ai commi 1 e 2 non possono imporre al
consumatore la preventiva esclusione dell’operatore.

ART. 73

Diritto di recesso

1. Al consumatore e’ concesso un periodo di quattordici giorni,
naturali e consecutivi, per recedere, senza specificare il motivo,
dal contratto di multiproprieta’, dal contratto relativo a prodotti
per le vacanze di lungo termine, dal contratto di rivendita e di
scambio.
2. Il periodo di recesso si calcola:
a) dal giorno della conclusione del contratto definitivo o del
contratto preliminare;
b) dal giorno in cui il consumatore riceve il contratto
definitivo o il contratto preliminare, se posteriore alla data di cui
alla lettera a).
3. Il periodo di recesso scade:
a) dopo un anno e quattordici giorni a decorrere dalla data di
cui al comma 2 del presente articolo se il formulario di recesso
separato previsto all’articolo 72, comma 4, non e’ stato compilato
dall’operatore e consegnato al consumatore per iscritto, su carta o
altro supporto durevole;
b) dopo tre mesi e quattordici giorni a partire dalla data di cui
al comma 2 del presente articolo se le informazioni di cui
all’articolo 71, comma 1, incluso il formulario informativo
applicabile di cui agli allegati da III a VI, non sono state fornite
al consumatore per iscritto, su carta o altro supporto durevole.
4. Se il formulario separato di recesso previsto all’articolo 72,
comma 4, e’ stato compilato dall’operatore e consegnato al
consumatore per iscritto, su carta o altro supporto durevole, entro
un anno dalla data di cui al comma 2 del presente articolo, il
periodo di recesso inizia a decorrere dal giorno in cui il
consumatore riceve tale formulario. Analogamente, se le informazioni
di cui all’articolo 71, comma 1, incluso il formulario informativo
applicabile di cui agli allegati da III a VI, sono state fornite al
consumatore per iscritto, su carta o altro supporto durevole, entro
tre mesi dal giorno di cui al comma 2 del presente articolo, il
periodo di recesso inizia a decorrere dal giorno in cui il
consumatore riceve tali informazioni.
5. Nel caso in cui il contratto di scambio sia offerto al
consumatore contestualmente al contratto di multiproprieta’, ai due
contratti si applica un unico periodo di recesso conformemente al
comma 1. Il periodo di recesso per i due contratti e’ calcolato
secondo le disposizioni del comma 2.

ART. 74

Modalita’ di esercizio ed effetti del diritto di recesso

1. Il diritto di recesso da parte del consumatore si esercita
dandone comunicazione scritta, su carta o altro supporto durevole che
assicuri la prova della spedizione anteriore alla scadenza del
periodo di recesso, alla persona indicata nel contratto o, in
mancanza, all’operatore.
2. All’uopo, il consumatore puo’ utilizzare il formulario di
recesso di cui all’allegato VII fornito dall’operatore a norma
dell’articolo 72, comma 4.
3. L’esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore, nei
modi indicati al comma 1, pone fine all’obbligo delle parti di
eseguire il contratto.
4. Il consumatore che esercita il diritto di recesso, non sostiene
alcuna spesa, non e’ tenuto a pagare alcuna penalita’, ne’ e’
debitore del valore corrispondente all’eventuale servizio reso prima
del recesso.

ART. 75

Acconti

1. Per i contratti di multiproprieta’, relativi a prodotti per le
vacanze di lungo termine e di scambio e’ vietato qualunque versamento
di danaro a titolo di acconto, prestazione di garanzie,
l’accantonamento di denaro sotto forma di deposito bancario, il
riconoscimento esplicito di debito od ogni altro onere da parte di un
consumatore a favore dell’operatore o di un terzo prima della fine
del periodo di recesso in conformita’ dell’articolo 73.
2. Per i contratti di rivendita e’ vietata qualunque forma di
versamento di denaro a titolo di acconto, prestazione di garanzie,
l’accantonamento di denaro sotto forma di deposito bancario, il
riconoscimento esplicito del debito od ogni altro onere da parte di
un consumatore a favore dell’operatore o di un terzo prima che la
vendita abbia effettivamente luogo o che sia posta fine in altro modo
al contratto di rivendita.

ART. 76

Disposizioni specifiche concernenti i contratti relativi a prodotti
per le vacanze di lungo termine

1. Per i contratti relativi a prodotti per le vacanze di lungo
termine, il pagamento e’ effettuato secondo scadenze periodiche. E’
vietato qualsiasi pagamento del prezzo specificato nel contratto che
non sia conforme al piano di pagamento periodico concordato. I
pagamenti, comprese le quote di affiliazione, sono ripartiti in rate
annuali, ciascuna di pari valore, fermo restando gli adeguamenti
riferiti ai sistemi di indicizzazione previsti dalla legge.
L’operatore invia una richiesta scritta di pagamento, su carta o
altro supporto durevole, almeno quattordici giorni, naturali e
consecutivi, prima di ciascuna data di esigibilita’.
2. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 73, a partire dal
secondo pagamento rateale, il consumatore puo’ porre fine al
contratto senza incorrere in penali dando preavviso all’operatore
entro quattordici giorni, naturali e consecutivi, dalla ricezione
della richiesta di pagamento per ciascuna rata.

ART. 77

Risoluzione dei contratti accessori

1. L’esercizio da parte del consumatore del diritto di recesso dal
contratto di multiproprieta’ o dal contratto relativo a un prodotto
per le vacanze di lungo termine comporta automaticamente e senza
alcuna spesa per il consumatore la risoluzione di tutti i contratti
di scambio ad esso accessori e di qualsiasi altro contratto
accessorio.
2. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 125-ter e
125-quinquies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, in
materia di contratti di credito ai consumatori, se il prezzo e’
interamente o parzialmente coperto da un credito concesso al
consumatore dall’operatore o da un terzo in base a un accordo fra il
terzo e l’operatore, il contratto di credito e’ risolto senza costi
per il consumatore qualora il consumatore eserciti il diritto di
recesso dal contratto di multiproprieta’, dal contratto relativo a
prodotti per le vacanze di lungo termine, o dal contratto di
rivendita o di scambio.

ART. 78

Carattere imperativo delle disposizioni e applicazione in casi
internazionali

1. Sono nulle le clausole contrattuali o i patti aggiunti di
rinuncia del consumatore ai diritti previsti dal presente capo o di
limitazione delle responsabilita’ previste a carico dell’operatore.
2. Per le controversie derivanti dall’applicazione del presente
capo, la competenza territoriale inderogabile e’ del giudice del
luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel
territorio dello Stato.
3. Ove le parti abbiano scelto di applicare ai contratti di cui al
presente capo, una legislazione diversa da quella italiana, al
consumatore devono comunque essere riconosciute le condizioni di
tutela previste dal presente capo.
4. Ove la legge applicabile sia quella di un paese
extracomunitario, i consumatori non possono essere privati della
tutela garantita dal presente codice, nel caso di:
a) uno qualsiasi dei beni immobili interessati e’ situato sul
territorio nazionale o di uno Stato dell’Unione europea;
b) nel caso di un contratto non direttamente collegato a beni
immobili, l’operatore svolga attivita’ commerciali o professionali in
Italia o in uno Stato dell’Unione europea o diriga tali attivita’,
con qualsiasi mezzo, verso l’Italia o uno Stato dell’Unione europea e
il contratto rientri nell’ambito di dette attivita’.

ART. 79

Tutela amministrativa e giurisdizionale

1. Al fine di garantire il rispetto delle disposizioni contenute
nel presente capo da parte degli operatori, i consumatori possono
utilizzare gli strumenti specifici di cui agli articoli 27, 139,140 e
140-bis del presente Codice.
2. E’ comunque fatta salva la giurisdizione del giudice ordinario.

ART. 80

Informazioni per i consumatori e ricorso extragiudiziale

1. L’operatore puo’ adottare appositi codici di condotta, secondo
le modalita’ di cui all’articolo 27-bis.
2. Per la risoluzione delle controversie sorte dall’esatta
applicazione dei contratti disciplinati dal presente capo e’
possibile ricorrere alle procedure di mediazione, di cui al decreto
legislativo 4 marzo 2010, n. 28. E’ fatta salva la possibilita’ di
utilizzare le procedure di negoziazione volontaria e paritetica
previste dall’articolo 2, comma 2, dello stesso decreto legislativo 4
marzo 2010, n. 28.

ART. 81

Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca reato, l’operatore che
contravviene alle norme di cui agli articoli 70, commi 1 e 2, 71, 72,
72-bis, 75, 76 e 77, e’ punito, per ogni singola violazione, con la
sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro.
2. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della
sospensione dall’esercizio dell’attivita’ da 30 giorni a sei mesi
all’operatore che abbia commesso una ripetuta violazione delle
disposizioni di cui al comma 1.
3. Ai fini dell’accertamento dell’infrazione e dell’applicazione
della sanzione, si applica l’articolo 62, comma 3.

ART. 81-bis

Tutela in base ad altre disposizioni

1. Le disposizioni del presente capo non escludono, ne’ limitano i
diritti che sono attribuiti al consumatore da altre norme
dell’ordinamento giuridico.
2. Per quanto non previsto dal presente capo, si applicano le
disposizioni del codice civile in tema di contratti.”.
2. Al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, sono aggiunti i
seguenti allegati:

“ALLEGATO II-bis
(di cui all’articolo 71, comma 1, e
all’articolo 73, commi 3, lettera b),
e 4)

FORMULARIO INFORMATIVO PER I CONTRATTI DI MULTIPROPRIETA’

Parte 1:
Identita’, luogo di residenza e stato giuridico dell’operatore o
degli operatori che saranno parti del contratto:
Breve descrizione del prodotto (ad esempio descrizione del bene
immobile):
Natura e contenuto esatti del diritto o dei diritti:
Indicazione precisa del periodo entro il quale puo’ essere
esercitato il diritto oggetto del contratto ed eventualmente la sua
durata:
Data a partire dalla quale il consumatore potra’ esercitare il
diritto oggetto del contratto:
Se il contratto riguarda un bene immobile specifico in costruzione,
data in cui l’alloggio e i servizi/le strutture saranno
completati/disponibili:
Prezzo che il consumatore deve corrispondere per l’acquisizione del
diritto o dei diritti:
Breve descrizione dei costi supplementari obbligatori imposti dal
contratto; tipo di costi e indicazione degli importi (ad esempio
quote annuali, altre quote ricorrenti, prelievi speciali, imposte
locali):
Sintesi dei servizi fondamentali a disposizione del consumatore (ad
esempio elettricita’, acqua, manutenzione, raccolta di rifiuti) e
indicazione dell’importo che il consumatore deve pagare per tali
servizi:
Sintesi delle strutture a disposizione del consumatore (ad esempio
piscina o sauna):
Tali strutture sono incluse nei costi indicati in precedenza?
In caso negativo, specificare quelli inclusi e quelli a pagamento:
E’ possibile aderire ad un sistema di scambio?
In caso affermativo, specificare il nome del sistema di scambio:
Indicazione dei costi di affiliazione/scambio:
L’operatore ha sottoscritto uno o piu’ codici di condotta? In caso
affermativo, dove possono essere reperiti?

Parte 2:
Informazioni generali:
Il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto, senza
indicarne le ragioni, entro quattordici giorni di calendario a
decorrere dalla conclusione del contratto o di qualsiasi contratto
preliminare vincolante ovvero dalla data di ricezione di tali
contratti se posteriore.
Durante il periodo di recesso e’ vietato qualsiasi versamento di
denaro a titolo di acconto da parte del consumatore. Il divieto
riguarda qualsiasi onere, incluso il pagamento, la prestazione di
garanzie, l’accantonamento di denaro sotto forma di deposito
bancario, il riconoscimento esplicito di debito, ecc., e comprende
non solo il pagamento a favore dell’operatore, bensi’ anche di terzi.
Il consumatore non dovra’ sostenere costi od obblighi diversi da
quelli stabiliti nel contratto.
In conformita’ del diritto internazionale privato, il contratto
puo’ essere disciplinato da una legge diversa da quella dello Stato
membro di residenza o domicilio abituale del consumatore e le
eventuali controversie possono essere deferite ad organi
giurisdizionali diversi da quelli dello Stato membro di residenza o
domicilio abituale del consumatore.
Firma del consumatore:
Parte 3:
Informazioni supplementari cui ha diritto il consumatore e
indicazioni specifiche per poterle ottenere (ad esempio indicazione
del capitolo di un opuscolo generale) se non fornite in appresso:
1) INFORMAZIONI IN MERITO AI DIRITTI ACQUISITI
Condizioni poste a disciplina dell’esercizio del diritto oggetto
del contratto sul territorio dello Stato membro o degli Stati membri
in cui il bene o i beni interessati sono situati, indicazione se tali
condizioni siano state rispettate o meno e, in caso negativo, quali
condizioni debbano ancora essere rispettate,qualora il contratto
conferisca il diritto ad occupare un alloggio da selezionare tra una
serie di alloggi, informazioni sulle restrizioni alle possibilita’
del consumatore di occupare in qualsiasi momento uno di questi
alloggi.
2) INFORMAZIONI SUI BENI
Se il contratto riguarda un bene immobile specifico, la descrizione
accurata e dettagliata di tale bene e della sua ubicazione; se il
contratto riguarda una serie di beni (multilocalita’), la descrizione
appropriata dei beni e della loro ubicazione; se il contratto
riguarda una sistemazione diversa da quella in un bene immobile, la
descrizione appropriata della sistemazione e delle strutture,
servizi (ad esempio elettricita’, acqua, manutenzione, raccolta di
rifiuti) cui il consumatore ha o avra’ accesso e relative condizioni,
eventuali strutture comuni, quali piscina, sauna, ecc., cui il
consumatore ha o potra’ avere accesso e relative condizioni.
3) NORME AGGIUNTIVE RIGUARDANTI GLI ALLOGGI IN COSTRUZIONE (ove
applicabile)
Stato di completamento dell’alloggio e dei servizi che lo rendono
pienamente fruibile (gas, elettricita’, acqua e collegamenti
telefonici) e qualsiasi struttura cui il consumatore avra’ accesso,
termine di completamento dell’alloggio e dei servizi che lo rendono
pienamente fruibile (gas, elettricita’, acqua e collegamenti
telefonici) e una stima ragionevole del termine di completamento di
qualsiasi struttura cui il consumatore avra’ accesso,
numero della licenza edilizia e nome e indirizzo completi
dell’autorita’ o delle autorita’ competenti,
garanzia quanto al completamento dell’alloggio o al rimborso di
ogni pagamento effettuato qualora l’alloggio non sia completato ed
eventuali condizioni che disciplinano il funzionamento di tali
garanzie.
4) INFORMAZIONI SUI COSTI
Descrizione accurata e appropriata di tutti i costi connessi al
contratto di multiproprieta’; di come tali costi saranno ripartiti
fra i consumatori e di come e quando tali costi possano aumentare; il
metodo di calcolo dell’ammontare delle spese relative all’occupazione
del bene, le spese obbligatorie (ad esempio imposte e tasse) e le
spese amministrative generali (ad esempio per gestione, manutenzione
e riparazioni),
eventuali informazioni relative a spese, ipoteche, privilegi o
altri gravami registrati sul bene.
5) INFORMAZIONI SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
Eventuali informazioni sulle disposizioni per la risoluzione di
contratti accessori e sulle conseguenze di tale risoluzione,
condizioni di risoluzione del contratto, relative conseguenze e
informazioni su qualsiasi responsabilita’ del consumatore per
eventuali costi derivanti dalla risoluzione stessa.
6) INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
Informazioni sulle modalita’ con cui sono organizzate la
manutenzione e le riparazioni del bene e l’amministrazione e gestione
dello stesso, specificando se e come i consumatori possono influire e
partecipare alle decisioni in materia,
informazioni sulla possibilita’ o meno di aderire a un sistema per
la rivendita dei diritti contrattuali, informazioni sul sistema
pertinente e indicazione dei costi connessi con la rivendita mediante
tale sistema,
indicazione della lingua o delle lingue che si possono usare per le
comunicazioni con l’operatore per quanto riguarda il contratto, ad
esempio in relazione alle decisioni gestionali, all’aumento dei costi
e al trattamento di richieste e reclami,
eventuale possibilita’ di risoluzione extragiudiziale delle
controversie.
Conferma della ricezione delle informazioni.
Firma del consumatore.

ALLEGATO II-ter
(di cui all’articolo 71, comma 1, lettera b),
e all’articolo 73, commi 3, lettera b), e 4)

FORMULARIO INFORMATIVO PER I CONTRATTI RELATIVI A PRODOTTI
PER LE VACANZE DI LUNGO TERMINE

Parte 1:
Identita’, luogo di residenza e stato giuridico dell’operatore o
degli operatori che saranno parti del contratto.
Breve descrizione del prodotto.
Natura e contenuto esatti del diritto o dei diritti.
Indicazione precisa del periodo entro il quale puo’ essere
esercitato il diritto oggetto del contratto ed eventualmente la
durata del regime instaurato.
Data a partire dalla quale il consumatore potra’ esercitare il
diritto oggetto del contratto.
Prezzo che il consumatore deve corrispondere per l’acquisizione del
diritto o dei diritti, inclusi i costi ricorrenti che il consumatore
dovra’ presumibilmente sostenere in conseguenza del suo diritto di
ottenere accesso all’alloggio, del viaggio e di qualsiasi altro
prodotto o servizio connesso come specificato.
Piano di pagamento scaglionato che stabilisce le rate di pari
importo per ciascun anno di durata del contratto per il prezzo in
questione e date in cui devono essere versate.
Dopo il primo anno, gli importi successivi possono essere adeguati
per assicurare che sia mantenuto il valore reale di tali rate, ad
esempio per tenere conto dell’inflazione.
Breve descrizione dei costi supplementari obbligatori imposti dal
contratto; tipo di costi e indicazione degli importi (ad esempio
quote annuali di affiliazione).
Sintesi dei servizi fondamentali a disposizione del consumatore (ad
esempio soggiorni in albergo e voli scontati).
Sono inclusi nei costi indicati in precedenza?
In caso negativo, specificare quelli inclusi e quelli a pagamento
(ad esempio soggiorno di tre notti incluso nella quota annuale di
affiliazione; qualsiasi altra sistemazione deve essere pagata a
parte).
L’operatore ha sottoscritto uno o piu’ codici di condotta? In caso
affermativo, dove possono essere reperiti?
Parte 2:
Informazioni generali:
Il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto, senza
indicarne le ragioni, entro quattordici giorni di calendario a
decorrere dalla conclusione del contratto o di qualsiasi contratto
preliminare vincolante ovvero dalla data di ricezione di tali
contratti se posteriore.
Durante il periodo di recesso e’ vietato qualsiasi versamento di
denaro a titolo di acconto da parte del consumatore. Il divieto
riguarda qualsiasi onere, incluso il pagamento, la prestazione di
garanzie, l’accantonamento di denaro sotto forma di deposito
bancario, il riconoscimento esplicito di debito, ecc., e comprende
non solo il pagamento a favore dell’operatore, bensi’ anche di terzi.
Il consumatore ha il diritto di porre fine al contratto senza
incorrere in penali dando preavviso all’operatore entro quattordici
giorni di calendario dalla ricezione della richiesta di pagamento per
ciascuna rata annuale.
Il consumatore non dovra’ sostenere spese od obblighi diversi da
quelli specificati nel contratto.
In conformita’ del diritto internazionale privato, il contratto
puo’ essere disciplinato da una legge diversa da quella dello Stato
membro di residenza o domicilio abituale del consumatore e le
eventuali controversie possono essere deferite ad organi
giurisdizionali diversi da quelli dello Stato membro di residenza o
domicilio abituale del consumatore.
Firma del consumatore.
Parte 3:
Informazioni supplementari cui ha diritto il consumatore e
indicazioni specifiche per poterle ottenere (ad esempio indicazione
del capitolo di un opuscolo generale) se non fornite in appresso:
1) INFORMAZIONI SUI DIRITTI ACQUISITI
Descrizione appropriata e corretta degli sconti disponibili per
future prenotazioni, illustrata con una serie di esempi di offerte
recenti,
informazioni sulle restrizioni alla possibilita’ del consumatore di
godere dei diritti, quali la disponibilita’ limitata o le offerte
proposte in base all’ordine di arrivo o i termini previsti per
promozioni particolari e sconti speciali.
2) INFORMAZIONI SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
Eventuali informazioni sulle modalita’ per la risoluzione di
contratti accessori e sulle conseguenze di tale risoluzione,
condizioni di risoluzione del contratto, relative conseguenze e
informazioni su qualsiasi responsabilita’ del consumatore per
eventuali costi derivanti dalla risoluzione stessa.
3) INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
Indicazione della lingua o delle lingue che possono essere
utilizzate per le comunicazioni con l’operatore per quanto riguarda
il contratto, ad esempio in relazione al trattamento di richieste e
reclami,
eventuale possibilita’ di risoluzione extragiudiziale delle
controversie.
Conferma della ricezione delle informazioni.
Firma del consumatore.

ALLEGATO-II quater
(di cui all’articolo 71, comma 1, lettera c),
e all’articolo 73, commi 3, lettera b) e 4)

FORMULARIO INFORMATIVO PER I CONTRATTI DI RIVENDITA

Parte 1:
Identita’, luogo di residenza e stato giuridico dell’operatore o
degli operatori che saranno parti del contratto.
Breve descrizione dei servizi (ad esempio commercializzazione).
Durata del contratto.
Prezzo che il consumatore deve corrispondere per l’acquisto dei
servizi.
Breve descrizione dei costi supplementari obbligatori imposti dal
contratto; tipo di costi e indicazione degli importi (ad esempio
imposte locali, parcelle notarili, costi inerenti alla pubblicita’).
L’operatore ha sottoscritto uno o piu’ codici di condotta? In caso
affermativo, dove possono essere reperiti?
Parte 2:
Informazioni generali:
Il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto, senza
indicarne le ragioni, entro quattordici giorni di calendario a
decorrere dalla conclusione del contratto o di qualsiasi contratto
preliminare vincolante ovvero dalla data di ricezione di tali
contratti se posteriore.
E’ vietato qualsiasi versamento di denaro a titolo di acconto da
parte del consumatore fino al momento in cui la vendita abbia
effettivamente avuto luogo o sia stata altrimenti posta fine al
contratto di rivendita. Il divieto riguarda qualsiasi onere, incluso
il pagamento, la prestazione di garanzie, l’accantonamento di denaro
sotto forma di deposito bancario, il riconoscimento esplicito di
debito, ecc., e comprende non solo il pagamento a favore
dell’operatore, bensi’ anche di terzi.
Il consumatore non dovra’ sostenere costi od obblighi diversi da
quelli specificati nel contratto.
In conformita’ del diritto internazionale privato, il contratto
puo’ essere disciplinato da una legge diversa da quella dello Stato
membro di residenza o domicilio abituale del consumatore e le
eventuali controversie possono essere deferite ad organi
giurisdizionali diversi da quelli dello Stato membro di residenza o
domicilio abituale del consumatore.
Firma del consumatore.
Parte 3:
Informazioni supplementari cui ha diritto il consumatore e
indicazioni specifiche per poterle ottenere (ad esempio indicazione
del capitolo di un opuscolo generale) se non fornite in appresso:
condizioni di risoluzione del contratto, relative conseguenze e
informazioni su qualsiasi responsabilita’ del consumatore per
eventuali costi derivanti dalla risoluzione stessa,
indicazione della lingua o delle lingue che possono essere
utilizzate per le comunicazioni con l’operatore per quanto riguarda
il contratto, ad esempio in relazione al trattamento di richieste e
reclami,
eventuale possibilita’ di risoluzione extragiudiziale delle
controversie.
Conferma della ricezione delle informazioni.
Firma del consumatore.

ALLEGATO II-quinquies
(di cui all’articolo 71, comma 1, lettera d),
e all’articolo 73, commi 3, lettera b), e 4)

FORMULARIO INFORMATIVO PER I CONTRATTI DI SCAMBIO

Parte 1:
Identita’, luogo di residenza e stato giuridico dell’operatore o
degli operatori che saranno parti del contratto:
Breve descrizione del prodotto.
Natura e contenuto esatti del diritto o dei diritti.
Indicazione precisa del periodo entro il quale puo’ essere
esercitato il diritto oggetto del contratto ed eventualmente la
durata del regime instaurato.
Data a partire dalla quale il consumatore potra’ esercitare il
diritto oggetto del contratto.
Prezzo che il consumatore deve corrispondere per lo scambio delle
quote di affiliazione.
Breve descrizione dei costi supplementari obbligatori imposti dal
contratto; tipo dei costi e indicazione degli importi (ad esempio
quote di rinnovo, altre quote ricorrenti, prelievi speciali, imposte
locali).
Sintesi dei servizi fondamentali a disposizione del consumatore.
Sono inclusi nei costi indicati in precedenza?
In caso contrario, specificare quelli inclusi e quelli a pagamento
(tipologia dei costi e indicazione degli importi; ad esempio una
stima del prezzo dovuto per singole operazioni di scambio, comprese
eventuali spese aggiuntive).
L’operatore ha sottoscritto uno o piu’ codici di condotta? In caso
affermativo, dove possono essere reperiti?
Parte 2:
Informazioni generali:
Il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto, senza
indicarne le ragioni, entro quattordici giorni di calendario a
decorrere dalla conclusione del contratto o di qualsiasi contratto
preliminare vincolante ovvero dalla data di ricezione di tali
contratti se posteriore. Nel caso in cui il contratto di scambio sia
offerto congiuntamente e contestualmente al contratto di
multiproprieta’, ai due contratti si applica un unico periodo di
recesso.
Durante il periodo di recesso e’ vietato qualsiasi versamento di
denaro a titolo di acconto da parte del consumatore. Il divieto
riguarda qualsiasi onere, incluso il pagamento, la prestazione di
garanzie, l’accantonamento di denaro sotto forma di deposito
bancario, il riconoscimento esplicito di debito, ecc., e comprende
non solo il pagamento a favore dell’operatore, bensi’ anche di terzi.
Il consumatore non dovra’ sostenere costi od obblighi diversi da
quelli specificati nel contratto.
In conformita’ del diritto internazionale privato, il contratto
puo’ essere disciplinato da una legge diversa da quella dello Stato
membro di residenza o domicilio abituale del consumatore e le
eventuali controversie possono essere deferite ad organi
giurisdizionali diversi da quelli dello Stato membro di residenza o
domicilio abituale del consumatore.
Firma del consumatore.
Parte 3:
Informazioni supplementari cui ha diritto il consumatore e
indicazioni specifiche per poterle ottenere (ad esempio indicazione
del capitolo di un opuscolo generale) se non fornite in appresso:
1) INFORMAZIONI SUI DIRITTI ACQUISITI
Spiegazione del funzionamento del sistema di scambio; possibilita’
e modalita’ di scambio; indicazione del valore attribuito alla
multiproprieta’ del consumatore nel sistema di scambio; serie di
esempi di possibilita’ concrete di scambio,
indicazione del numero di localita’ disponibili e numero degli
aderenti al sistema di scambio, comprese eventuali limitazioni quanto
alla disponibilita’ di alloggi particolari scelti dal consumatore, ad
esempio a motivo di periodi di picco della domanda, eventuale
necessita’ di prenotare con molto anticipo, nonche’ indicazioni di
eventuali restrizioni dei diritti di multiproprieta’ del consumatore
previsti dal sistema di scambio.
2) INFORMAZIONI SUI BENI
Descrizione breve e appropriata dei beni e della loro ubicazione;
se il contratto riguarda un alloggio diverso dai beni immobili,
descrizione appropriata dell’alloggio e delle strutture; indicazione
di dove il consumatore puo’ ottenere informazioni supplementari.
3) INFORMAZIONI SUI COSTI
Informazioni sull’obbligo dell’operatore di fornire per ogni
scambio proposto, prima di organizzare lo scambio stesso, dettagli in
merito a qualsiasi costo aggiuntivo a carico del consumatore in
relazione allo scambio.
4) INFORMAZIONI SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
Eventuali informazioni sulle disposizioni per la risoluzione di
contratti accessori e sulle conseguenze di tale risoluzione,
condizioni di risoluzione del contratto, relative conseguenze e
informazioni su qualsiasi responsabilita’ del consumatore per
eventuali costi derivanti dalla risoluzione stessa.
5) INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
Indicazione della lingua o delle lingue che possono essere
utilizzate per le comunicazioni con l’operatore per quanto riguarda
il contratto, ad esempio in relazione al trattamento di richieste e
reclami,
eventuale possibilita’ di risoluzione extragiudiziale delle
controversie.
Conferma della ricezione delle informazioni.
Firma del consumatore.

ALLEGATO II-sexies
(di cui all’articolo 72, comma 6,
e all’articolo 74, comma 2)

FORMULARIO SEPARATO PER FACILITARE IL DIRITTO DI RECESSO

Diritto di recesso

Il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto, senza
indicarne le ragioni, entro quattordici giorni di calendario.
Il diritto di recesso ha inizio a decorrere dal … (da compilare a
cura dell’operatore prima di trasmettere il formulario al
consumatore).
Qualora il consumatore non abbia ricevuto il presente formulario,
il periodo di recesso ha inizio una volta che il consumatore l’abbia
ricevuto, ma scade in ogni caso dopo un anno e quattordici giorni di
calendario.
Qualora il consumatore non abbia ricevuto tutte le informazioni
richieste, il periodo di recesso ha inizio una volta che il
consumatore le abbia ricevute, ma scade in ogni caso dopo tre mesi e
quattordici giorni di calendario.
Al fine di esercitare il diritto di recesso, il consumatore
comunica la propria decisione all’operatore usando il nome e
l’indirizzo sotto indicati su supporto durevole (ad esempio lettera
scritta inviata per posta o messaggio di posta elettronica). Il
consumatore puo’ utilizzare il formulario in appresso, ma non e’
obbligato a farlo.
Qualora il consumatore eserciti il diritto di recesso, non gli
viene imputato alcun costo.
Oltre al diritto di recesso, norme del diritto dei contratti
nazionale possono prevedere il diritto del consumatore, ad esempio,
di porre fine al contratto in caso di omissione di informazioni.
Divieto di acconti.
Durante il periodo di recesso, e’ vietato qualsiasi versamento di
denaro a titolo di acconto da parte del consumatore. Tale divieto
riguarda qualsiasi onere, inclusi i pagamenti, la prestazione di
garanzie, l’accantonamento di denaro sotto forma di deposito
bancario, il riconoscimento esplicito di debito, ecc.
Tale divieto include non soltanto i pagamenti a favore
dell’operatore, ma anche di terzi.
Notifica di recesso
A (nome e indirizzo dell’operatore) (*)
Il/I (**) sottoscritto/i comunica/no con la presente di recedere
dal contratto
Data di conclusione del contratto (*)
Nome del consumatore/dei consumatori (***)
Indirizzo del consumatore/dei consumatori (***)
Firma del consumatore/dei consumatori (solo se il presente
formulario e’ inviato su carta) (***)
Data (***)
(*) Da compilare a cura dell’operatore prima di trasmettere il
formulario al consumatore
(**) Cancellare la dicitura inutile
(***) Da compilare a cura del consumatore/dei consumatori nel caso
in cui sia utilizzato il presente formulario per recedere dal
contratto
Conferma della ricezione delle informazioni
Firma del consumatore”.

Note all’art. 2:
Il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 e’
citato nelle premesse.

Art. 3

Abrogazioni

1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono
abrogati:
a) il decreto del Presidente della Repubblica 4 agosto 1957, n.
918;
b) la legge 4 marzo 1958, n. 174, ad esclusione del titolo III ;
c) la legge 21 marzo 1958, n. 326;
d) la legge 12 marzo 1968, n. 326;
f) la legge 25 agosto 1991, n. 284;
g) l’articolo 16 della legge 7 agosto 1997, n. 266;
h) il decreto-legge 4 novembre 1988, n. 465, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 dicembre, 1988, n. 556;
i) il decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392;
l) la legge 29 marzo 2001, n. 135;
m) gli articoli 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94,
95, 96, 97, 98, 99 e 100 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206;
n) il comma 4 dell’articolo 10 del decreto-legge 31 gennaio del
2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007,
n. 40;
o) l’articolo 83 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
2. La legge 27 dicembre 1977, n. 1084, che ha reso esecutiva la
Convenzione internazionale sul contratto di viaggio (CCV) del 23
aprile 1970, e’ abrogata a decorrere dal momento in cui diviene
efficace la denuncia dello Stato italiano della Convenzione
internazionale sul contratto di viaggio del 23 aprile 1970, in
conformita’ a quanto disposto dall’articolo 37 della medesima.
3. Resta in ogni caso fermo quanto stabilito dalla legge 6 dicembre
1991, n. 394.

Note all’art. 3:
Il testo dell’art. 10 del decreto-legge 31 gennaio
2007, n. 7 (Misure urgenti per la tutela dei consumatori,
la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attivita’
economiche, la nascita di nuove imprese, la valorizzazione
dell’istruzione tecnico-professionale e la rottamazione di
autoveicoli.), convertito, con modificazioni, dalla legge 2
aprile 2007, come modificato dal presente decreto
legislativo, e’ il seguente:
“Art. 10. Misure urgenti per la liberalizzazione di
alcune attivita’ economiche. 1. Le disposizioni del
presente articolo sono volte a garantire la liberta’ di
concorrenza secondo condizioni di pari opportunita’ sul
territorio nazionale e il corretto ed uniforme
funzionamento del mercato, nonche’ ad assicurare ai
consumatori finali migliori condizioni di accessibilita’
all’acquisto di prodotti e servizi sul territorio
nazionale, in conformita’ al principio comunitario della
concorrenza e alle regole sancite dagli articoli 81, 82 e
86 del Trattato istitutivo della Comunita’ europea.
2. Le attivita’ di acconciatore di cui alle leggi 14
febbraio 1963, n. 161, e successive modificazioni, e 17
agosto 2005, n. 174, e l’attivita’ di estetista di cui alla
legge 4 gennaio 1990, n. 1, sono soggette alla sola
dichiarazione di inizio attivita’, da presentare allo
sportello unico del comune, laddove esiste, o al comune
territorialmente competente ai sensi della normativa
vigente, e non possono essere subordinate al rispetto del
criterio della distanza minima o di parametri numerici
prestabiliti, riferiti alla presenza di altri soggetti
svolgenti la medesima attivita’, e al rispetto dell’obbligo
di chiusura infrasettimanale. Sono fatti salvi il possesso
dei requisiti di qualificazione professionale, ove
prescritti, e la conformita’ dei locali ai requisiti
urbanistici ed igienico-sanitari.
3. Le attivita’ di pulizia e disinfezione, di cui al
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 7 luglio 1997, n. 274, e successive
modificazioni, e di facchinaggio di cui al decreto del
Ministro delle attivita’ produttive 30 giugno 2003, n. 221,
sono soggette alla sola dichiarazione di inizio attivita’
ai sensi della normativa vigente, da presentare alla Camera
di commercio, industria, artigianato e agricoltura
competente, e non possono essere subordinate a particolari
requisiti professionali, culturali e di esperienza
professionale. Sono fatti salvi, ove richiesti dalla
normativa vigente, i requisiti di onorabilita’ e capacita’
economico-finanziaria. Per l’esercizio delle sole attivita’
di facchinaggio non sono necessari i requisiti di capacita’
economico-finanziaria di cui alla lettera b) del comma 1
dell’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del
Ministro delle attivita’ produttive 30 giugno 2003, n. 221.
Resta salva la disciplina vigente per le attivita’ di
disinfestazione, derattizzazione e sanificazione ed in ogni
caso le attivita’ professionali di cui al presente comma
possono essere esercitate solo nel pieno rispetto della
normativa vigente in materia di tutela del lavoro e della
salute ed in particolare del decreto legislativo 19
settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, e della
normativa in materia di smaltimento dei rifiuti speciali o
tossici.
4. (Abrogato).
5. L’attivita’ di autoscuola e’ soggetta alla sola
dichiarazione di inizio attivita’ da presentare
all’amministrazione provinciale territorialmente competente
ai sensi della normativa vigente, fatto salvo il rispetto
dei requisiti morali e professionali, della capacita’
finanziaria e degli standard tecnico-organizzativi previsti
dalla stessa normativa. All’articolo 123 del codice della
strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, il comma 2 e’ sostituito dal seguente: «2. Le
autoscuole sono soggette a vigilanza amministrativa e
tecnica da parte delle province». Al comma 3 dell’articolo
123 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, la
parola: «autorizzazione» e’ sostituita dalle seguenti:
«dichiarazioni di inizio attivita’» e le parole da: «e per
la limitazione» a: «del territorio» sono soppresse. Al
comma 11 dell’articolo 123 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, al primo periodo, le parole: «senza
autorizzazione» sono sostituite dalle seguenti: «senza la
dichiarazione di inizio attivita’ o i requisiti prescritti»
e le parole: «da euro 742 a euro 2.970» sono sostituite
dalle seguenti: «da euro 10.000 a euro 15.000». I commi 3,
4, 5, 6 e 7 dell’articolo 1 del decreto del Ministro dei
trasporti e della navigazione 17 maggio 1995, n. 317, sono
abrogati.
5-bis. All’articolo 123 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 4, le parole da: «Le persone fisiche» fino
a: «comma 2» sono sostituite dalle seguenti: «Le persone
fisiche o giuridiche, le societa’, gli enti possono
presentare l’apposita dichiarazione di inizio attivita’. Il
titolare»;
b) al comma 5, primo periodo, le parole:
«L’autorizzazione rilasciata a chi» sono sostituite dalle
seguenti: «La dichiarazione puo’ essere presentata da chi»;
c) al comma 6, le parole: «L’autorizzazione non puo’
essere rilasciata ai» sono sostituite dalle seguenti: «La
dichiarazione non puo’ essere presentata dai» e le parole:
«e a coloro» sono sostituite dalle seguenti: «e da coloro»;
d) al comma 13, primo periodo, le parole: «per il
rilascio della autorizzazione di cui al comma 2″ sono
sostituite dalle seguenti: «per la dichiarazione di inizio
attivita’».
5-ter. All’articolo 123 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, al comma 4, secondo periodo, le
parole: «gestione diretta e personale dell’esercizio e dei
beni patrimoniali» sono sostituite dalle seguenti:
«proprieta’ e gestione diretta, personale, esclusiva e
permanente dell’esercizio, nonche’ la gestione diretta dei
beni patrimoniali», e sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: «; nel caso di apertura di ulteriori sedi per
l’esercizio dell’attivita’ di autoscuola, per ciascuna deve
essere dimostrato il possesso di tutti i requisiti
prescritti, ad eccezione della capacita’ finanziaria che
deve essere dimostrata per una sola sede, e deve essere
preposto un responsabile didattico, in organico quale
dipendente o collaboratore familiare ovvero anche, nel caso
di societa’ di persone o di capitali, quale rispettivamente
socio o amministratore, che sia in possesso dell’idoneita’
tecnica» e il terzo periodo e’ soppresso. Le disposizioni
del presente comma si applicano a decorrere dalla data di
entrata in vigore del presente decreto.
5-quater. All’articolo 123, comma 5, primo periodo, del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le parole: «o
istruttore di guida» sono sostituite dalle seguenti: «e
istruttore di guida con almeno un’esperienza biennale». Le
disposizioni del presente comma si applicano a decorrere
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto.
5-quinquies. All’articolo 123, comma 5, secondo
periodo, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, le
parole: «o, nel caso di societa’ od enti, alla persona da
questi delegata» sono soppresse.
5-sexies. All’articolo 123 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, al comma 8, alinea, le parole:
«L’autorizzazione» sono sostituite dalle seguenti:
«L’attivita’ dell’autoscuola»; al comma 9, alinea, le
parole: «L’autorizzazione e’ revocata» sono sostituite
dalle seguenti: «L’esercizio dell’autoscuola e’ revocato»;
dopo il comma 9 e’ inserito il seguente: «9-bis. In caso di
revoca per sopravvenuta carenza dei requisiti morali del
titolare, a quest’ultimo e’ parimenti revocata l’idoneita’
tecnica. L’interessato potra’ conseguire una nuova
idoneita’ trascorsi cinque anni dalla revoca o a seguito di
intervenuta riabilitazione».
5-septies. All’articolo 123, comma 10, del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo le parole:
«requisiti di idoneita’» sono inserite le seguenti: «, i
corsi di formazione iniziale e periodica, con i relativi
programmi,» e dopo le parole: «idoneita’ tecnica degli
insegnanti e degli istruttori” sono inserite le seguenti:
«, cui si accede dopo la citata formazione iniziale». Il
Ministro dei trasporti dispone, conseguentemente, in
materia con proprio decreto da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto. Nelle more possono
accedere all’esame di insegnante o istruttore coloro che
hanno presentato la relativa domanda antecedentemente alla
data di entrata in vigore del presente decreto.
5-octies. All’articolo 123 del decreto legislativo 30
aprile 1992, n. 285, dopo il comma 11 e’ inserito il
seguente: «11-bis. L’istruzione o la formazione dei
conducenti impartita in forma professionale o, comunque, a
fine di lucro al di fuori di quanto disciplinato dal
presente articolo costituisce esercizio abusivo
dell’attivita’ di autoscuola. Chiunque esercita o concorre
ad esercitare abusivamente l’attivita’ di autoscuola e’
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 10.000 a euro 15.000. Si applica inoltre il
disposto del comma 9-bis del presente articolo».
5-novies. Entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, il
Ministro dei trasporti emana una o piu’ direttive di
revisione dell’esercizio dell’attivita’ di autoscuola, con
riguardo alle prescrizioni su locali e orari.
5-decies. Al fine di assicurare la trasparenza e il
confronto dei corrispettivi richiesti dalle autoscuole per
l’educazione stradale, l’istruzione e la formazione dei
conducenti, il Ministro dei trasporti, con proprio decreto,
da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto,
stabilisce un modello unificato nel quale ciascun esercizio
riporta le tariffe praticate, depositandone copia presso la
competente amministrazione provinciale, nonche’ le
modalita’ di esposizione e informazione per l’utenza.
6. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto sono abrogate le disposizioni legislative
e regolamentari statali incompatibili con le disposizioni
di cui ai commi da 2 a 5.
7. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto le regioni, le province ed i comuni
adeguano le disposizioni normative e regolamentari ai
principi di cui ai commi da 2 a 5.
8. Dopo il quinto comma dell’articolo 1 della legge 11
gennaio 1979, n. 12, e’ inserito il seguente: «L’iscrizione
all’albo dei consulenti del lavoro non e’ richiesta per i
soggetti abilitati allo svolgimento delle predette
attivita’ dall’ordinamento giuridico comunitario di
appartenenza, che operino in Italia in regime di libera
prestazione di servizi.».
9. All’articolo 9, comma 4, del decreto legislativo 21
novembre 2005, n. 285, sono soppresse le seguenti parole:
«, a condizione che le relazioni di traffico proposte nei
programmi di esercizio interessino localita’ distanti piu’
di 30 km da quelle servite da relazioni di traffico
comprese nei programmi di esercizio dei servizi di linea
oggetto di concessione statale. La distanza di 30 km deve
essere calcolata sul percorso stradale che collega le case
municipali dei comuni in cui sono ricomprese le localita’
oggetto della relazione di traffico».”.
La legge 6 dicembre 1991, n. 394, reca: “Legge quadro
sulle aree protette”.

Art. 4

Disposizioni finanziarie

1. Le disposizioni di cui al presente decreto legislativo sono
attuate nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 23 maggio 2011

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Brambilla, Ministro per il turismo

Calderoli, Ministro per la
semplificazione normativa

Romani, Ministro dello sviluppo
economico

Prestigiacomo, Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del
mare

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Alfano, Ministro della giustizia

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Brunetta, Ministro per la pubblica
amministrazione e l’innovazione

Gelmini, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca

Galan, Ministro per i beni e le
attivita’ culturali

Sacconi, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali

Fitto, Ministro per i rapporti con le
regioni e per la coesione
territoriale

Visto, il Guardasigilli: Alfano

ALLEGATO 1

(previsto dall’articolo 1)

CODICE DELLA NORMATIVA STATALE IN TEMA DI ORDINAMENTO E MERCATO DEL
TURISMO

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI

CAPO I
DEI PRINCIPI GENERALI

ART. 1

(Ambito di applicazione)

1. Il presente codice reca, nei limiti consentiti dalla competenza
statale, norme necessarie all’esercizio unitario delle funzioni
amministrative in materia di turismo ed altre nome in materia
riportabili alle competenze dello Stato, provvedendo al riordino, al
coordinamento e all’integrazione delle disposizioni legislative
statali vigenti, nel rispetto dell’ordinamento dell’Unione europea e
delle attribuzioni delle regioni e degli enti locali.

ART. 2

(Principi sulla produzione del diritto in materia turistica)

1. L’intervento legislativo dello Stato nella materia del turismo e’
consentito quando il suo oggetto principale costituisce esercizio di
una autonoma competenza legislativa statale esclusiva o concorrente.
2. L’intervento legislativo dello Stato in materia di turismo e’,
altresi’, consentito quando sussistono le seguenti esigenze di
carattere unitario:
a) valorizzazione, sviluppo e competitivita’, a livello interno ed
internazionale, del settore turistico quale fondamentale risorsa del
Paese;
b) riordino e unitarieta’ dell’offerta turistica italiana.
3. Le funzioni amministrative, esercitate dallo Stato di cui ai commi
1 e 2, sono attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri o al
Ministro delegato.

ART. 3

(Principi in tema di turismo accessibile)

1. In attuazione dell’articolo 30 della Convenzione delle Nazioni
Unite sui diritti delle persone con disabilita’, fatta a New York il
13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con la legge 3 marzo
2009, n. 18, lo Stato assicura che le persone con disabilita’
motorie, sensoriali e intellettive possano fruire dell’offerta
turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi al
medesimo livello di qualita’ degli altri fruitori senza aggravi del
prezzo. Tali garanzie sono estese agli ospiti delle strutture
ricettive che soffrono di temporanea mobilita’ ridotta.
2. Ai fini di cui al comma 1, lo Stato promuove la fattiva
collaborazione tra le autonomie locali, gli enti pubblici, gli
operatori turistici, le associazioni delle persone con disabilita’ e
le organizzazioni del turismo sociale.
3. E’ considerato atto discriminatorio impedire alle persone con
disabilita’ motorie, sensoriali e intellettive, di fruire, in modo
completo ed in autonomia, dell’offerta turistica, esclusivamente per
motivi comunque connessi o riferibili alla loro disabilita’.

CAPO II

IMPRESE TURISTICHE

ART. 4

(Imprese turistiche)

1. Ai fini del presente decreto legislativo sono imprese turistiche
quelle che esercitano attivita’ economiche, organizzate per la
produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione
di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di
infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione
facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla
formazione dell’offerta turistica.
2. L’iscrizione al registro delle imprese, di cui alla legge 29
dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni, e con le modalita’
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n.
581, e successive modificazioni, ovvero al repertorio delle notizie
economiche e amministrative laddove previsto, costituiscono
condizione per usufruire delle agevolazioni, dei contributi, delle
sovvenzioni, degli incentivi e dei benefici di qualsiasi genere ed a
qualsiasi titolo riservate all’impresa turistica.
3. Fermi restando i limiti previsti dall’Unione europea in materia di
aiuti di Stato alle imprese, alle imprese turistiche sono estesi i
contributi, le agevolazioni, le sovvenzioni, gli incentivi e i
benefici di qualsiasi generi previsti dalle norme vigenti per
l’industria, cosi’ come definita dall’articolo 17 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, nei limiti delle risorse
finanziarie a tal fine disponibili ed in conformita’ ai criteri
definiti dalla normativa vigente.
4. Le imprese turistiche non costituite conformemente alla
legislazione di uno Stato membro dell’Unione europea o di uno Stato
AELS (EFTA) possono essere autorizzate a stabilirsi e ad esercitare
le loro attivita’ in Italia, secondo il principio di reciprocita’,
previa iscrizione nel registro di cui al comma 2, ed a condizione che
posseggano i requisiti richiesti dalle leggi statali e regionali,
nonche’ dalle linee guida di cui all’articolo 44 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

ART. 5

(Imprese turistiche senza scopo di lucro)

1. Le associazioni che operano nel settore del turismo giovanile e
per finalita’ ricreative, culturali, religiose, assistenziali o
sociali, sono autorizzate ad esercitare le attivita’ di cui
all’articolo 4, nel rispetto delle medesime regole e condizioni,
esclusivamente per gli associati, anche se appartenenti ad
associazioni straniere aventi finalita’ analoghe e legate fra di loro
da accordi di collaborazione.
2. Le associazioni di cui al comma 1 assicurano il rispetto dei
diritti del turista tutelati dall’ordinamento internazionale e
dell’Unione europea.

TITOLO II

PROFESSIONI E FORMAZIONE NEL SETTORE TURISTICO

CAPO I

PROFESSIONI TURISTICHE

ART. 6

(Definizione)

1. Sono professioni turistiche quelle attivita’, aventi ad oggetto la
prestazione di servizi di promozione dell’attivita’ turistica,
nonche’ servizi di ospitalita’, assistenza, accompagnamento e guida,
diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e
della vacanza, anche sotto il profilo della conoscenza dei luoghi
visitati.

CAPO II

MERCATO DEL LAVORO

ART. 7

(Percorsi formativi)

1. Allo scopo di realizzare percorsi formativi finalizzati
all’inserimento lavorativo nel settore del mercato turistico dei
giovani laureati o diplomati, il Presidente del Consiglio dei
Ministri o il Ministro delegato, di concerto con i Ministri
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, del lavoro e delle
politiche sociali e della gioventu’, d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, e’ autorizzato, nell’ambito delle
risorse allo scopo disponibili a legislazione vigente, a stipulare
accordi o convenzioni con istituti di istruzione, anche
universitaria, con altri enti di formazione e con gli ordini
professionali per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione
dei giovani operatori.

TITOLO III

MERCATO DEL TURISMO

CAPO I

STRUTTURE RICETTIVE E ALTRE FORME DI RICETTIVITA

ART. 8

(Classificazione)

1. Ai fini del presente decreto legislativo, nonche’, in particolare,
ai fini dell’esercizio del potere amministrativo statale di cui
all’articolo 10 e strutture ricettive si suddividono in:
a) strutture ricettive alberghiere e paralberghiere;
b) strutture ricettive extralberghiere;
c) strutture ricettive all’aperto;
d) strutture ricettive di mero supporto.
2. Per attivita’ ricettiva si intende l’attivita’ diretta alla
produzione di servizi per l’ospitalita’ esercitata nelle strutture
ricettive. Nell’ambito di tale attivita’ rientra altresi’, unitamente
alla prestazione del servizio ricettivo, la somministrazione di
alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti ed a
coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di
manifestazioni e convegni organizzati, nonche’ la fornitura di
giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di registrazione
audiovisiva o strumenti informatici, cartoline e francobolli alle
persone alloggiate, nonche’ la gestione, ad uso esclusivo di dette
persone, attrezzature e strutture a carattere ricreativo, per le
quali e’ fatta salva la vigente disciplina in materia di sicurezza.
Nella licenza di esercizio di attivita’ ricettiva e’ ricompresa anche
la licenza per la somministrazione di alimenti e bevande per le
persone non alloggiate nella struttura nonche’, nel rispetto dei
requisiti previsti dalla normativa vigente, per le attivita’ legate
al benessere della persona o all’organizzazione congressuale.
3. E’ fatto divieto ai soggetti che non svolgono l’attivita’
ricettiva, disciplinata dalle previsioni di cui al comma 2, di
utilizzare nella ragione e nella denominazione sociale, nell’insegna
e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche telematica,
parole e locuzioni, anche in lingua straniera, idonee ad indurre
confusione sulla legittimazione allo svolgimento della stessa. Per le
violazioni a tale divieto le Regioni e le Province autonome di Trento
e di Bolzano stabiliscono una sanzione amministrativa pecuniaria.

ART. 9

(Strutture ricettive alberghiere e paralberghiere)

1. Sono strutture ricettive alberghiere e paralberghiere:
a) gli alberghi;
b) i motels;
c) i villaggi-albergo;
d) le residenze turistico alberghiere;
e) gli alberghi diffusi;
f) le residenze d’epoca alberghiere;
g) i bed and breakfast organizzati in forma imprenditoriale;
h) le residenze della salute – beauty farm;
i) ogni altra struttura turistico-ricettiva che presenti elementi
ricollegabili a uno o piu’ delle precedenti categorie.
2. Gli alberghi sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a
gestione unitaria, che forniscono alloggio, eventualmente vitto ed
altri servizi accessori, secondo quanto previsto dall’articolo 8,
comma 2, in camere ubicate in uno o piu’ stabili o in parti di
stabile.
3. I motels sono alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e
l’assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni, che assicurano
alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento di carburanti.
4. I villaggi albergo sono gli esercizi dotati dei requisiti propri
degli alberghi e/o degli alberghi residenziali, caratterizzati dalla
centralizzazione dei servizi in funzione di piu’ stabili facenti
parte di uno stesso complesso e inseriti in area attrezzata per il
soggiorno e lo svago della clientela.
5. Le residenze turistico alberghiere, o alberghi residenziali, sono
esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, ubicate
in uno o piu’ stabili o parti di stabili, che offrono alloggio e
servizi accessori in unita’ abitative arredate, costituite da uno o
piu’ locali, dotate di servizio autonomo di cucina.
6. Gli alberghi diffusi sono strutture ricettive caratterizzati dal
fornire alloggi in stabili separati, vicini tra loro, ubicati per lo
piu’ in centri storici e, comunque, collocati a breve distanza da un
edificio centrale nel quale sono offerti servizi di ricevimento,
portineria e gli altri eventuali servizi accessori.
7. Le residenze d’epoca alberghiere sono le strutture ricettive
alberghiere ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio
storico-architettonico, dotate di mobili e arredi d’epoca o di
particolare livello artistico, idonee ad un’accoglienza altamente
qualificata.
8. I bed and breakfast in forma imprenditoriale sono strutture
ricettive a conduzione ed organizzazione familiare, gestite da
privati in modo professionale, che forniscono alloggio e prima
colazione utilizzando parti della stessa unita’ immobiliare purche’
funzionalmente collegate e con spazi familiari condivisi.
9. Le residenze della salute o beauty farm sono esercizi alberghieri
dotati di particolari strutture di tipo specialistico proprie del
soggiorno finalizzato a cicli di trattamenti terapeutici, dietetici
ed estetici.

ART. 10

(Classificazione standard qualitativi)

1. Gli standard minimi nazionali per le imprese turistiche ricettive,
escluse le strutture agrituristiche che sono disciplinate ai sensi
della legge 20 febbraio 2006, n. 96, recante disciplina
dell’agriturismo, sono disciplinati con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato, previa consultazione
delle associazioni di categoria e dei rappresentanti delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano e acquisita l’intesa
con la Conferenza permanente dei rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
introducono, ove ritenuto opportuno, livelli di standard migliorativi
rispetto a quelli minimi definiti in ambito nazionale, nonche’
provvedono a differenziare la declinazione di dettaglio dei servizi
previsti con indicazioni che piu’ aderiscano alle specificita’
territoriali, climatiche o culturali dei loro territori.
3. Al fine di accrescere la competitivita’ di promozione commerciale
internazionale e di garantire il massimo livello di tutela del
turista, viene istituito ed introdotto, su base nazionale, un sistema
di rating, associabile alle stelle, che consenta la misurazione e la
valutazione della qualita’ del servizio reso ai clienti. A tale
sistema aderiscono, su base volontaria, i singoli alberghi. Per
qualita’ del servizio reso ai clienti si intende l’insieme delle
attivita’, dei processi e dei servizi, misurabili e valutabili,
rivolti alla soddisfazione dei clienti. Il sistema nazionale di
rating e’ organizzato tenendo conto della tipologia delle strutture.
Al fine di accrescere gli standards di sicurezza e di garantire la
massima tutela del turista si tiene conto della presenza, ove
necessaria, di appositi strumenti salvavita. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato,
d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, sentite le associazioni dei
consumatori e di categoria, vengono definiti i parametri di
misurazione e valutazione della qualita’ del servizio turistico
nonche’ individuati i criteri e le modalita’ per l’attuazione del
sistema di rating.

ART. 11

(art. 1 legge 25 agosto 1991, n. 284)

(Pubblicita’ dei prezzi)

1. I prezzi dei servizi di cui al presente titolo sono liberamente
determinati dai singoli operatori turistici, fatto salvo l’obbligo di
comunicare i prezzi praticati secondo quanto disciplinato dalle
regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Le leggi regionali regolano la corretta informazione e pubblicita’
dei prezzi stabiliti, prevedendo sanzioni in caso di inosservanza
degli obblighi di comunicazione alle regione, nonche’ i controlli
sulla effettiva applicazione delle tariffe comunicate.

CAPO II

ALTRE STRUTTURE RICETTIVE

ART. 12

(Strutture ricettive extralberghiere)

1. Ai fini del presente decreto legislativo, nonche’ ai fini
dell’esercizio del potere amministrativo statale di cui all’articolo
15, sono strutture ricettive extralberghiere:
a) gli esercizi di affittacamere;
b) le attivita’ ricettive a conduzione familiare – bed and breakfast;
c) le case per ferie;
d) le unita’ abitative ammobiliate ad uso turistico;
e) le strutture ricettive – residence;
f) gli ostelli per la gioventu’;
g) le attivita’ ricettive in esercizi di ristorazione;
h) gli alloggi nell’ambito dell’attivita’ agrituristica;
i) attivita’ ricettive in residenze rurali;
l) le foresterie per turisti;
m) i centri soggiorno studi;
n) le residenze d’epoca extralberghiere;
o) i rifugi escursionistici;
p) i rifugi alpini;
q) ogni altra struttura turistico-ricettiva che presenti elementi
ricollegabili a uno o piu’ delle precedenti categorie.
2. Gli esercizi di affittacamere sono strutture ricettive composte da
camere ubicate in piu’ appartamenti ammobiliati nello stesso stabile,
nei quali sono forniti alloggio ed eventualmente servizi
complementari.
3. I bed and breakfast sono strutture ricettive a conduzione ed
organizzazione familiare, gestite da privati in forma non
imprenditoriale, che forniscono alloggio e prima colazione
utilizzando parti della stessa unita’ immobiliare purche’
funzionalmente collegate e con spazi familiari condivisi.
4. Le case per ferie sono strutture ricettive attrezzate per il
soggiorno di persone o gruppi e gestite, al di fuori di normali
canali commerciali, da enti pubblici, operanti senza fine di lucro
per il conseguimento di finalita’ sociali, culturali, assistenziali o
sportive, nonche’ da enti o aziende per il soggiorno dei propri
dipendenti e loro familiari. Nelle case per ferie possono altresi’
essere ospitati dipendenti e relativi familiari, di altre aziende o
assistiti dagli enti di cui al presente comma con i quali sia stata
stipulata apposita convenzione.
5. Le unita’ abitative ammobiliate ad uso turistico sono case o
appartamenti, arredati e dotati di servizi igienici e di cucina
autonomi, dati in locazione ai turisti, nel corso di una o piu’
stagioni, con contratti aventi validita’ non inferiore a sette giorni
e non superiore a sei mesi consecutivi senza la prestazione di alcun
servizio di tipo alberghiero. Le unita’ abitative ammobiliate a uso
turistico possono essere gestite:
a) in forma imprenditoriale;
b) in forma non imprenditoriale, da coloro che hanno la
disponibilita’ fino ad un massimo di quattro unita’ abitative, senza
organizzazione in forma di impresa. La gestione in forma non
imprenditoriale viene attestata mediante dichiarazione sostitutiva
dell’atto di notorieta’ ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante il testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione
amministrativa, da parte di coloro che hanno la disponibilita’ delle
unita’ abitative di cui al presente articolo;
c) con gestione non diretta, da parte di agenzie immobiliari e
societa’ di gestione immobiliare turistica che intervengono quali
mandatarie o sub-locatrici, nelle locazioni di unita’ abitative
ammobiliate ad uso turistico sia in forma imprenditoriale che in
forma non imprenditoriale, alle quali si rivolgono i titolari delle
unita’ medesime che non intendono gestire tali strutture in forma
diretta; l’esercizio dell’attivita’ di mediazione immobiliare
relativamente a tali immobili e’ compatibile con l’esercizio di
attivita’ imprenditoriali e professionali svolte nell’ambito di
agenzie di servizi o di gestione dedicate alla locazione.
6. Le strutture ricettive – residence sono complessi unitari
costituiti da uno o piu’ immobili comprendenti appartamenti arredati
e dotati di servizi igienici e di cucina autonomi, gestiti in forma
imprenditoriale, dati in locazione ai turisti, con contratti aventi
validita’ non inferiore a tre giorni.
7. Gli ostelli per la gioventu’ sono strutture ricettive per il
soggiorno e il pernottamento, per periodi limitati, dei giovani e dei
loro accompagnatori, gestite, in forma diretta o indiretta, da enti o
associazioni.
8. Le attivita’ ricettive in esercizi di ristorazione sono le
strutture composte da camere, ciascuna con accesso indipendente dagli
altri locali, gestite in modo complementare all’esercizio di
ristorazione dallo stesso titolare e nello stesso complesso
immobiliare.
9. Gli alloggi nell’ambito delle attivita’ agrituristiche sono locali
siti in fabbricati rurali gestiti da imprenditori agricoli ai sensi
della legge 20 febbraio 2006, n. 96, recante disciplina
dell’agriturismo.
10. Le attivita’ ricettive in residenze rurali o country house sono
le strutture localizzate in ville padronali o fabbricati rurali da
utilizzare per l’animazione sportivo-ricreativa composte da camere
con eventuale angolo cottura, che dispongono di servizio di
ristorazione aperto al pubblico.
11. Le foresterie per turisti sono strutture ricettive normalmente
adibite a collegi, convitti, istituti religiosi, pensionati e, in
genere, tutte le altre strutture pubbliche o private, gestite senza
finalita’ di lucro che secondo quanto stabilito dalle regioni e dalle
province autonome di Trento e di Bolzano e, per quelle gestite dagli
Enti parco nazionali e dalle aree marine protette, dal Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare con proprio
decreto, offrono ospitalita’ a persone singole e a gruppi organizzati
da enti e associazioni che operano nel campo del turismo sociale e
giovanile, per il conseguimento di finalita’ sociali, culturali,
assistenziali, religiose e sportive, al di fuori dei normali canali
commerciali.
12.I centri soggiorno studi sono le strutture ricettive, gestite da
enti pubblici, associazioni, organizzazioni sindacali, soggetti
privati operanti nel settore della formazione dedicati ad ospitalita’
finalizzata all’educazione e formazione in strutture dotate di
adeguata attrezzatura per l’attivita’ didattica e convegnistica
specializzata, con camere per il soggiorno degli ospiti.
13. Le residenze d’epoca sono strutture ricettive extralberghiere
ubicate in complessi immobiliari di particolare pregio storico e
architettonico, dotate di mobili e arredi d’epoca o di particolare
livello artistico, idonee ad una accoglienza altamente qualificata.
14. I rifugi escursionistici sono strutture ricettive aperte al
pubblico idonee ad offrire ospitalita’ e ristoro ad escursionisti in
zone montane ubicate in luoghi favorevoli ad ascensioni, servite da
strade o da altri mezzi di trasporto ordinari, anche in prossimita’
di centri abitati ed anche collegate direttamente alla viabilita’
pubblica.
15. I rifugi alpini sono strutture ricettive ubicate in montagna, ad
alta quota, fuori dai centri urbani. I rifugi alpini sono predisposti
per il ricovero, il ristoro e per il soccorso alpino e devono essere
custoditi e aperti al pubblico per periodi limitati nelle stagioni
turistiche. Durante i periodi di chiusura i rifugi alpini devono
disporre di un locale per il ricovero di fortuna, convenientemente
dotato, sempre aperto e accessibile dall’esterno anche in caso di
abbondanti nevicate e durante il periodo di apertura stagionale il
servizio di ricovero deve essere comunque garantito per l’intero arco
della giornata.
16. I requisiti minimi per l’esercizio delle attivita’ di cui al
presente articolo, sono stabiliti dalle Regioni e dalle Province
autonome di Trento e di Bolzano, tenuto conto della disposizione di
cui all’articolo 15, comma 1.

ART. 13

(Strutture ricettive all’aperto)

1. Ai fini del presente decreto legislativo, nonche’ ai fini
dell’esercizio del potere amministrativo statale di cui all’articolo
15, sono strutture ricettive all’aperto:
a) i villaggi turistici;
b) i campeggi;
c) i campeggi nell’ambito delle attivita’ agrituristiche;
d) i parchi di vacanza.
2. Sono villaggi turistici le strutture ricettive aperte al pubblico,
a gestione unitaria, allestite ed attrezzate su aree recintate
destinate alla sosta ed al soggiorno di turisti in allestimenti
minimi, in prevalenza sprovvisti di propri mezzi mobili di
pernottamento.
3. I villaggi turistici possono anche disporre di piazzole di
campeggio attrezzate per la sosta ed il soggiorno di turisti
provvisti di propri mezzi mobili di pernottamento.
4. Sono campeggi le strutture ricettive aperte al pubblico, a
gestione unitaria, allestite ed attrezzate su aree recintate
destinate alla sosta ed al soggiorno di turisti in prevalenza
provvisti di propri mezzi mobili di pernottamento. In alternativa
alla dizione di campeggio puo’ essere usata quella di camping.
5. I campeggi possono anche disporre di unita’ abitative mobili,
quali tende, roulotte o caravan, mobilhome o maxicaravan, autocaravan
o camper, e di unita’ abitative fisse, per la sosta ed il soggiorno
di turisti sprovvisti di propri mezzi mobili di pernottamento.
6. I campeggi nell’ambito delle attivita’ agrituristiche sono aree di
ricezione all’aperto gestite da imprenditori agricoli ai sensi della
legge 20 febbraio 2006, n. 96, recante disciplina dell’agriturismo.
7. Sono parchi di vacanza i campeggi, a gestione unitaria, in cui e’
praticato l’affitto della piazzola ad un unico equipaggio per
l’intera durata del periodo di apertura della struttura.
8. Le strutture ricettive all’aperto sono classificate in base ai
requisiti e alle caratteristiche posseduti secondo le prescrizioni
previste dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di
Bolzano.
9. Nelle strutture ricettive all’aperto sono assicurati:
a) la sorveglianza continua della struttura ricettiva durante i
periodi di apertura;
b) la continua presenza all’interno della struttura ricettiva del
responsabile o di un suo delegato;
c) la copertura assicurativa per i rischi di responsabilita’ civile a
favore dei clienti.

ART. 14

(Strutture ricettive di mero supporto)

1. Ai fini del presente decreto legislativo, nonche’ ai fini
dell’esercizio del potere statale di cui all’articolo 15, si
definiscono di mero supporto le strutture ricettive allestite dagli
enti locali per coadiuvare il campeggio itinerante, escursionistico e
locale.
2. Si intendono per aree di sosta le strutture ricettive, a gestione
unitaria, aperte al pubblico destinate alla sosta temporanea di
turisti provvisti di mezzi di pernottamento autonomo.

CAPO III

DISPOSIZIONI COMUNI PER LE STRUTTURE TURISTICO RICETTIVE

ART. 15

(Standard qualitativi)

1. Fatta salva la competenza delle regioni e delle province autonome
di Trento e di Bolzano, al fine di uniformare l’offerta turistica
nazionale, il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro
delegato fissa gli standard minimi nazionali dei servizi e delle
dotazioni per la classificazione delle strutture ricettive di cui
agli articoli 8, 9, 12, 13 e 14, acquisita l’intesa con la Conferenza
permanente dei rapporti tra lo Stato e le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano. La classificazione delle strutture
ricettive agrituristiche e’ disciplinata ai sensi della legge 20
febbraio 2006, n. 96, recante disciplina dell’agriturismo.
2. Restano salve le competenze delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano di cui all’articolo 11, comma 2,
nonche’ la relativa disciplina sanzionatoria prevista dalla normativa
vigente.

ART. 16

(Semplificazione degli adempimenti amministrativi
delle strutture turistico – ricettive)

1. L’avvio e l’esercizio delle strutture turistico – ricettive sono
soggetti a segnalazione certificata di inizio attivita’ nei limiti e
alle condizioni di cui all’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n.
241.
2. L’attivita’ oggetto della segnalazione, di cui al comma 1, puo’
essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione
all’amministrazione competente.
3. L’avvio e l’esercizio delle attivita’ in questione restano
soggetti al rispetto delle norme urbanistiche, edilizie, ambientali,
di pubblica sicurezza, di prevenzione incendi, igienico-sanitarie e
di sicurezza nei luoghi di lavoro, nonche’ quelle relative
all’efficienza energetica e delle disposizioni contenute nel codice
dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42.
4. Restano fermi i parametri dettati ai sensi dell’articolo 2, comma
193, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
5. Nel caso di chiusura dell’esercizio ricettivo per un periodo
superiore agli otto giorni, il titolare dell’esercizio e’ tenuto a
darne comunicazione all’autorita’ competente.
6. L’esercizio delle strutture ricettive e’ subordinato al possesso
dei requisiti previsti dagli articoli 11 e 92 del regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni.

ART. 17

(Sportello unico)

1. Al fine di garantire l’applicazione dei principi di trasparenza,
uniformita’, celerita’ del procedimento ovvero la maggiore
accessibilita’ del mercato si applicano alle imprese del presente
capo le disposizioni relative allo Sportello unico di cui
all’articolo 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e del relativo
regolamento attuativo, fatte salve le forme di semplificazione piu’
avanzata previste dalle specifiche discipline regionali.

TITOLO IV

AGENZIE DI VIAGGIO E TURISMO

CAPO I

AGENZIE E ORGANIZZATORI DI VIAGGI

ART. 18

(Definizioni)

1. Le agenzie di viaggio e turismo sono le imprese turistiche che
esercitano congiuntamente o disgiuntamente attivita’ di produzione,
organizzazione ed intermediazione di viaggi e soggiorni e ogni altra
forma di prestazione turistica a servizio dei clienti, siano essi di
accoglienza che di assistenza, con o senza vendita diretta al
pubblico, ivi compresi i compiti di assistenza e di accoglienza ai
turisti, in conformita’ al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206.
2. Sono, altresi’, considerate agenzie di viaggio le imprese
esercenti in via principale l’organizzazione dell’attivita’ di
trasporto terrestre, marittimo, aereo, lacuale e fluviale quando
assumono direttamente l’organizzazione di viaggi, crociere, gite ed
escursioni comprendendo prestazioni e servizi aggiuntivi rispetto a
quelli strettamente necessari al trasporto ed altresi’ quelle che
esercitano attivita’ locali e territoriali di noleggio, nonche’ ogni
altra impresa che svolge attivita’ ricollegabili alle precedenti.
3. Sono escluse le mere attivita’ di distribuzione di titoli di
viaggio.
4. Fatta salva l’ulteriore competenza delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano, al fine di uniformare il regime
delle cauzioni eventualmente richieste alle agenzie di viaggio delle
organizzazioni e delle associazioni che svolgono attivita’ similare e
di evitare l’alterazione del mercato, il Presidente del Consiglio dei
Ministri o il Ministro delegato, d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, definisce gli standard minimi
comuni, nonche’ il livello minimo e massimo da applicare ad eventuali
cauzioni.
5. Le agenzie di viaggio e turismo adottano denominazioni o ragioni
sociali, anche in lingua straniera, che non traggano in inganno il
consumatore sulla legittimazione allo svolgimento dell’attivita’ di
agenzia di viaggio e turismo.
6. E’ vietato l’uso, nella ragione o nella denominazione sociale ai
soggetti che non svolgono l’attivita’ di cui al comma 1, o in
qualsiasi comunicazione al pubblico, delle parole: ‘agenzia di
viaggio’, ‘agenzia di turismo’, ‘tour operator’, ‘mediatore di
viaggio ovvero di altre parole e locuzioni, anche in lingua
straniera, idonee ad indurre confusione sulla legittimazione allo
svolgimento dell’attivita’ di cui al comma 1.
7. Chiunque contravviene alle disposizioni di cui al comma 6 e’
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria stabilita dalle
regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano competenti.
8. I soggetti che, alla data di entrata in vigore della presente
decreto, utilizzano parole o locuzioni vietate ai sensi dei commi 5 e
6, sono tenuti ad adeguarsi entro un anno da tale data, eliminando o
integrando la ragione o denominazione sociale, nonche’ ogni
pubblicita’ o comunicazione al pubblico, in modo da non ingenerare
equivoci in ordine alle attivita’ effettivamente svolte.
9. Non rientrano nella nozione di agenzia di viaggio e turismo, di
intermediario, di venditore o di organizzatore di viaggio, e pertanto
ad esse non si applicano le relative disposizioni ed i relativi
obblighi, le persone fisiche o giuridiche che effettuano la vendita e
la distribuzione dei cofanetti, o voucher, regalo che permettono di
usufruire di servizi turistici anche disaggregati. La qualifica di
agenzia di viaggio e turismo compete esclusivamente a chi emette e
produce i predetti cofanetti, o voucher, regalo.

ART. 19

(Obbligo di assicurazione)

1. Per lo svolgimento della loro attivita’, le agenzie di viaggio e
turismo stipulano congrue polizze assicurative a garanzia dell’esatto
adempimento degli obblighi assunti verso i clienti con il contratto
di viaggio in relazione al costo complessivo dei servizi offerti.

ART. 20

(Direttore tecnico)

1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro delegato sono fissati i requisiti professionali a livello
nazionale dei direttori tecnici delle agenzia di viaggio e turismo,
previo intesa con la Conferenza permanente per il rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
2. L’apertura di filiali, succursali e altri punti vendita di agenzie
gia’ legittimate ad operare non richiede la nomina di un direttore
tecnico per ciascun punto di erogazione del servizio.

ART. 21

(Semplificazione degli adempimenti amministrativi relativi
alle agenzie di viaggi e turismo)

1. L’apertura, il trasferimento e le modifiche concernenti
l’operativita’ delle agenzie di viaggi e turismo, sono soggette, nel
rispetto dei requisiti professionali, di onorabilita’ e finanziari
previsti dalle leggi delle regioni e delle province autonome di
Trento e Bolzano, alla segnalazione certificata di inizio attivita’
nei limiti ed alle condizioni di cui all’articolo 19 della legge 7
agosto 1990, n. 241.
2. L’attivita’ oggetto della segnalazione, di cui al comma 1, puo’
essere iniziata dalla data della presentazione della segnalazione
all’amministrazione competente.
3. L’apertura di filiali, succursali e altri punti vendita di agenzie
gia’ legittimate a operare, non e’ soggetta a segnalazione
certificata autonoma ma a comunicazione alla provincia ove sono
ubicati, nonche’ alla provincia a cui e’ stata inviata la
segnalazione di inizio attivita’.

TITOLO V

TIPOLOGIE DI PRODOTTI TURISTICI E RELATIVI CIRCUITI NAZIONALI
DI ECCELLENZA

CAPO I

DISPOSIZIONI GENERALI

ART. 22

(Circuiti nazionali di eccellenza a sostegno
dell’offerta turistica e del sistema Italia)

1. Al fine di superare la frammentazione della promozione e della
strutturazione dell’offerta per promuovere circuiti virtuosi, in
grado di collegare tutta l’Italia e di contribuire strategicamente a
creare un’offerta tematica idonea a soddisfare le molteplici esigenze
dei turisti nazionali e internazionali, sono realizzati i circuiti
nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta e dell’immagine
turistica dell’Italia, corrispondenti ai contesti turistici omogenei
o rappresentanti realta’ analoghe e costituenti eccellenze italiane,
nonche’ veri e propri itinerari tematici lungo tutto il territorio
nazionale.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro delegato, di concerto con i Ministri degli affari esteri,
dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo
economico, per i beni e le attivita’ culturali, delle politiche
agricole alimentari e forestali, della gioventu’ e per le politiche
europee, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, si
definiscono i circuiti nazionali di eccellenza, i percorsi, i
prodotti e gli itinerari tematici omogenei che collegano regioni
diverse lungo tutto il territorio nazionale, anche tenendo conto
della capacita’ ricettiva dei luoghi interessati. Essi sono
individuati come segue:
a) turismo della montagna;
b) turismo del mare;
c) turismo dei laghi e dei fiumi;
d) turismo della cultura;
e) turismo religioso;
f) turismo della natura e faunistico;
g) turismo dell’enogastronomia;
h) turismo termale e del benessere;
i) turismo dello sport e del golf;
l) turismo congressuale;
m) turismo giovanile;
n) turismo del made in Italy e della relativa attivita’ industriale
ed artigianale;
o) turismo delle arti e dello spettacolo.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato
promuove i circuiti nazionali di eccellenza nel contesto nazionale ed
internazionale, anche con la partecipazione degli enti locali, delle
regioni, delle associazioni di categoria e dei soggetti pubblici e
privati interessati che concorrono alla formazione dell’offerta.

ART. 23

(Sistemi turistici locali)

1. Si definiscono sistemi turistici locali i contesti turistici
omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti
anche a regioni diverse, caratterizzati dall’offerta integrata di
beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i
prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla
presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate.
2. Gli enti locali o soggetti privati, singoli o associati,
promuovono i sistemi turistici locali attraverso forme di
concertazione con gli enti funzionali, con le associazioni di
categoria che concorrono alla formazione dell’offerta turistica,
nonche’ con i soggetti pubblici e privati interessati.
3. Nell’ ambito delle proprie funzioni di programmazione e per
favorire l’integrazione tra politiche del turismo e politiche di
governo del territorio e di sviluppo economico, le regioni
provvedono, ai sensi del capo V del titolo II della parte I del testo
unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e del titolo II, capo
III, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a riconoscere i
sistemi turistici locali di cui al presente articolo.

CAPO II

TURISMO CULTURALE

ART. 24

(Incentivazione di iniziative di promozione turistica
finalizzate alla valorizzazione del patrimonio
storico – artistico, archeologico, architettonico
e paesaggistico italiano)

1. Nel rispetto dell’articolo 9 della Costituzione e del codice dei
beni culturali e del paesaggio di cui al decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42, il Presidente del Consiglio dei Ministri o il
Ministro delegato, di concerto con il Ministro per i beni e le
attivita’ culturali, promuove la realizzazione di iniziative
turistiche finalizzate ad incentivare la valorizzazione del
patrimonio storico – artistico, archeologico, architettonico e
paesaggistico presente sul territorio italiano, utilizzando le
risorse umane e strumentali disponibili, senza nuovi ed ulteriori
oneri per la finanza pubblica.

ART. 25

(Strumenti di programmazione negoziale)

1. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 22,
le amministrazioni interessate, statali, regionali e locali,
promuovono ed utilizzano gli strumenti di programmazione negoziale di
cui all’articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
In sede di Conferenza Stato-regioni vengono stabiliti i tempi per la
conclusione degli accordi, che devono comunque essere stipulati entro
i successivi sessanta giorni.
2. Gli strumenti di programmazione negoziale di cui al comma 1
prevedono misure finalizzate a:
a) promuovere, in chiave turistica, iniziative di valorizzazione del
patrimonio storico – artistico, archeologico, architettonico e
paesaggistico presente sul territorio italiano, con particolare
attenzione ai borghi, ai piccoli comuni ed a tutte le realta’ minori
che ancora non hanno conosciuto una adeguata valorizzazione del
proprio patrimonio a fini turistici;
b) garantire, ai fini dell’incremento dei flussi turistici, in
particolare dall’estero, che il predetto patrimonio sia completamente
accessibile al pubblico dei visitatori anche al fine di incrementare
gli introiti e di destinare maggiori risorse al finanziamento degli
interventi di recupero e di restauro dello stesso;
c) assicurare la effettiva fruibilita’, da parte del pubblico dei
visitatori, in particolare di quelli stranieri, del predetto
patrimonio attraverso la predisposizione di materiale informativo
redatto obbligatoriamente nelle lingue inglese, francese e tedesco,
e, preferibilmente, in lingua cinese.

ART. 26

(Funzioni di monitoraggio)

1. Le funzioni di monitoraggio delle attivita’, elencate all’articolo
22, comma 2, sono svolte dal Comitato permanente di promozione del
turismo in Italia, nel rispetto delle funzioni e delle competenze
degli uffici del Ministero per i beni e le attivita’ culturali e
tenendo conto dei contratti relativi ai sevizi di assistenza
culturale e ospitalita’ per il pubblico, utilizzando le risorse umane
e strumentali disponibili, senza nuovi ed ulteriori oneri per la
finanza pubblica.

CAPO III

TURISMO SOCIALE

ART. 27

(Fondo buoni vacanze)

1. Presso il Dipartimento per lo sviluppo e competitivita’ del
turismo opera il Fondo di cui alla disciplina prevista dall’articolo
2, comma 193, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, di seguito
denominato: “Fondo buoni vacanze”. Ad esso affluiscono:
a) risparmi costituiti da individui, imprese, istituzioni o
associazioni private quali circoli aziendali, associazioni
non-profit, banche, societa’ finanziarie;
b) risorse derivanti da finanziamenti, donazioni e liberalita’,
erogati da soggetti pubblici o privati;
c) a decorrere dall’anno di imposta 2011, parte della quota destinata
allo Stato di cui all’articolo 47, secondo comma, della legge 20
maggio 1985, n. 222, determinata con le procedure vigenti.
2. Allo scopo di favorire la crescita competitiva dell’offerta del
sistema turistico nazionale con appositi decreti, di natura non
regolamentare, del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sentito il Dipartimento per le politiche della famiglia,
d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite
le modalita’ per l’erogazione di buoni vacanza da destinare ad
interventi di solidarieta’ in favore delle fasce sociali piu’ deboli,
anche per la soddisfazione delle esigenze di destagionalizzazione dei
flussi turistici ed anche ai fini della valorizzazione delle aree che
non abbiano ancora conosciuto una adeguata fruizione turistica.

CAPO IV

ALTRI SETTORI

ART. 28

(Turismo termale e del benessere)

1. Il turismo termale e’ disciplinato dalla legge 24 ottobre 2000, n.
323, e successive modificazioni.
2. Il turismo del benessere segue la disciplina prevista dal titolo
III del presente Codice.

ART. 29

(Turismo della natura e faunistico)

1. L’agriturismo e’ disciplinato dall’articolo 3 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e dalla legge 20 febbraio 2006,
n. 96.
2. Il turismo della natura comprende le attivita’ di ospitalita’,
ricreative, didattiche, culturali e di servizi finalizzate alla
corretta fruizione e alla valorizzazione delle risorse
naturalistiche, del patrimonio faunistico e acquatico e degli
itinerari di recupero delle ippovie e delle antiche trazzere del
Paese. Per quanto non specificamente previsto dalle normative di
settore, e’ disciplinato dal titolo III del presente Codice.

ART. 30

(Turismo con animali al seguito)

1. Al fine di aumentare la competitivita’ del settore e l’offerta dei
servizi turistici a favore dei visitatori nazionali ed
internazionali, lo Stato promuove ogni iniziativa volta ad agevolare
e favorire l’accesso ai servizi pubblici e nei luoghi aperti al
pubblico dei turisti con animali domestici al seguito.
2. Ai fini di cui al comma 1, lo Stato promuove la fattiva
collaborazione tra le autonomie locali, gli enti pubblici, gli
operatori turistici, le associazioni di tutela del settore.

ART. 31

(Turismo nautico)

1. Ferma restando l’osservanza della normativa statale in materia di
tutela dell’ambiente e del patrimonio culturale e dei regolamenti di
fruizione delle aree naturali protette, la realizzazione delle
strutture di interesse turistico-ricreativo dedicate alla nautica da
diporto di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), del regolamento
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n.
509, ivi compresi i pontili galleggianti a carattere stagionale, pur
se ricorrente, mediante impianti di ancoraggio con corpi morti e
catenarie, collegamento con la terraferma e apprestamento di servizi
complementari, per la quale sia stata assentita, nel rispetto della
disciplina paesaggistica e ambientale, concessione demaniale
marittima o lacuale, anche provvisoria, non necessita di alcun
ulteriore titolo abilitativo edilizio e demaniale, ferma restando la
quantificazione del canone in base alla superficie occupata. Sono
comunque fatte salve le competenze regionali in materia di demanio
marittimo, lacuale e fluviale.

TITOLO I

CONTRATTI

CAPO I

CONTRATTI DEL TURISMO ORGANIZZATO

ART. 32

(Ambito di applicazione)

1. Le disposizioni del presente capo di applicano ai pacchetti
turistici definiti dall’articolo 34, venduti od offerti in vendita a
chiunque nel territorio nazionale dall’organizzatore o
dall’intermediario, di cui all’articolo 33.
2. Il presente capo si applica altresi’ ai pacchetti turistici
negoziati al di fuori dai locali commerciali o a distanza. Restano
ferme le disposizioni previste negli articoli da 64 a 67 del decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206. Il tale caso il professionista
e’ obbligato a comunicare per iscritto l’esclusione del diritto di
recesso. L’omessa comunicazione in merito all’inesistenza del diritto
di recesso determina l’applicabilita’ degli articoli 64, 65, 66 e 67
del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.
3. Per quanto non previsto dal presente capo, si applicano le
disposizioni del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

ART. 33

(Definizioni)

1. Ai fini del presente capo si intende per:
a) organizzatore di viaggio: il soggetto che si obbliga, in nome
proprio e verso corrispettivo forfetario, a procurare a terzi
pacchetti turistici, realizzando la combinazione degli elementi di
cui all’articolo 34, o offrendo al turista, anche tramite un sistema
di comunicazione a distanza, la possibilita’ di realizzare
autonomamente ed acquistare tale combinazione;
b) intermediario: il soggetto che, anche non professionalmente e
senza scopo di lucro, vende, o si obbliga a procurare a terzi
pacchetti turistici realizzati ai sensi dell’articolo 34 verso un
corrispettivo forfetario o singoli servizi turistici disaggregati;
c) turista: l’acquirente, il cessionario di un pacchetto turistico o
qualunque persona anche da nominare, purche’ soddisfi tutte le
condizioni richieste per la fruizione del servizio, per conto della
quale il contraente principale si impegna ad acquistare senza
remunerazione un pacchetto turistico.
2. L’organizzatore puo’ vendere pacchetti turistici direttamente o
tramite un venditore o tramite un intermediario.

ART. 34

(Pacchetti turistici)

1. I pacchetti turistici hanno ad oggetto i viaggi, le vacanze, i
circuiti tutto compreso, le crociere turistiche, risultanti dalla
combinazione, da chiunque ed in qualunque modo realizzata, di almeno
due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita
ad un prezzo forfetario:
a) trasporto;
b) alloggio;
c) servizi turistici non accessori al trasporto o all’alloggio di cui
all’articolo 36, che costituiscano, per la soddisfazione delle
esigenze ricreative del turista, parte significativa del pacchetto
turistico.
2. La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto
turistico non sottrae l’organizzatore o il venditore agli obblighi
del presente capo.

ART. 35

(Forma dei contratti turistici)

1. Il contratto di vendita di pacchetti turistici e’ redatto in forma
scritta in termini chiari e precisi. Al turista deve essere
rilasciata una copia del contratto stipulato e sottoscritto
dall’organizzatore o venditore.
2. Il venditore che si obbliga a procurare a terzi, anche in via
telematica, un servizio turistico disaggregato, e’ tenuto a
rilasciare al turista i documenti relativi a questo servizio portanti
la sua firma, anche elettronica. Questi documenti o la fattura
relativa riportano la somma pagata per il servizio.

ART. 36

(Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici)

1. Il contratto contiene i seguenti elementi:
a) destinazione, durata, data d’inizio e conclusione, qualora sia
previsto un soggiorno frazionato, durata del medesimo con relative
date di inizio e fine;
b) nome, indirizzo, numero di telefono ed estremi dell’autorizzazione
all’esercizio dell’organizzatore o dell’intermediario che sottoscrive
il contratto;
c) prezzo del pacchetto turistico, modalita’ della sua revisione,
diritti e tasse sui servizi di atterraggio, sbarco ed imbarco nei
porti ed aeroporti e gli altri oneri posti a carico del turista;
d) importo, comunque non superiore al venticinque per cento del
prezzo, da versarsi all’atto della prenotazione, nonche’ il termine
per il pagamento del saldo; il suddetto importo e’ versato a titolo
di caparra ma gli effetti di cui all’articolo 1385 del codice civile
non si producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non
imputabile, ovvero sia giustificato dal grave inadempimento della
controparte;
e) estremi della copertura assicurativa obbligatoria e delle
ulteriori polizze convenute con il turista;
f) mezzi, caratteristiche e tipologie di trasporto, data, ora, luogo
della partenza e del ritorno, tipo di posto assegnato;
g) ove il pacchetto turistico includa il trasporto aereo, il nome del
vettore e la sua eventuale non conformita’ alla regolamentazione
dell’Unione europea;
h) ove il pacchetto turistico includa la sistemazione in albergo,
l’ubicazione, la categoria turistica, il livello, l’eventuale
idoneita’ all’accoglienza di persone disabili, nonche’ le principali
caratteristiche, la conformita’ alla regolamentazione dello Stato
membro ospitante, i pasti forniti;
i) itinerario, visite, escursioni o altri servizi inclusi nel
pacchetto turistico, ivi compresa la presenza di accompagnatori e
guide turistiche;
l) termine entro cui il turista deve essere informato
dell’annullamento del viaggio per la mancata adesione del numero
minimo dei partecipanti eventualmente previsto;
m) accordi specifici sulle modalita’ del viaggio espressamente
convenuti tra l’organizzatore o l’intermediario e il turista al
momento della prenotazione;
n) eventuali spese poste a carico del turista per la cessione del
contratto ad un terzo;
o) termine entro il quale il turista deve presentare reclamo per
l’inadempimento o l’inesatta esecuzione del contratto;
p) termine entro il quale il turista deve comunicare la propria
scelta in relazione alle modifiche delle condizioni contrattuali di
cui all’articolo 41.

ART. 37

(Informazione del turista)

1. Nel corso delle trattative e comunque prima della conclusione del
contratto, l’intermediario o l’organizzatore forniscono per iscritto
informazioni di carattere generale concernenti le condizioni
applicabili ai cittadini dello Stato membro dell’Unione europea in
materia di passaporto e visto con l’indicazione dei termini per il
rilascio, nonche’ gli obblighi sanitari e le relative formalita’ per
l’effettuazione del viaggio e del soggiorno.
2. Prima dell’inizio del viaggio l’organizzatore e l’intermediario
comunicano al turista per iscritto le seguenti informazioni:
a) orari, localita’ di sosta intermedia e coincidenze;
b) generalita’ e recapito telefonico di eventuali rappresentanti
locali dell’organizzatore o dell’intermediario ovvero di uffici
locali contattatili dal turista in caso di difficolta’;
c) recapito telefonico dell’organizzatore o dell’intermediario
utilizzabile in caso di difficolta’ in assenza di rappresentanti
locali;
d) per i viaggi ed i soggiorni di minorenne all’estero, recapiti
telefonici per stabilire un contatto diretto con questi o con il
responsabile locale del suo soggiorno;
e) la facolta’ di sottoscrivere un contratto di assicurazione a
copertura delle spese sostenute dal turista per l’annullamento del
contratto o per il rimpatrio in caso di incidente o malattia.
3. Quando il contratto e’ stipulato nell’imminenza della partenza, le
indicazioni contenute nel comma 1 devono essere fornite
contestualmente alla stipula del contratto.
4. E’ fatto comunque divieto di fornire informazioni ingannevoli
sulle modalita’ del servizio offerto, sul prezzo e sugli altri
elementi del contratto qualunque sia il mezzo mediante il quale dette
informazioni vengono comunicate al turista.

ART. 38

(Opuscolo informativo)

1. L’opuscolo indica in modo chiaro e preciso:
a) la destinazione, il mezzo, il tipo, la categoria di trasporto
utilizzato;
b) la sistemazione in albergo o altro tipo di alloggio, l’esatta
ubicazione con particolare riguardo alla distanza dalle principali
attrazioni turistiche del luogo, la categoria o il livello e le
caratteristiche principali con particolare riguardo agli standard
qualitativi offerti, la sua approvazione e classificazione dello
Stato ospitante;
c) i pasti forniti;
d) l’itinerario;
e) le informazioni di carattere generale applicabili al cittadino di
uno Stato membro dell’Unione europea in materia di passaporto e visto
con indicazione dei termini per il rilascio, nonche’ gli obblighi
sanitari e le relative formalita’ da assolvere per l’effettuazione
del viaggio e del soggiorno;
f) l’importo o la percentuale di prezzo da versare come acconto e le
scadenze per il versamento del saldo;
g) l’indicazione del numero minimo di partecipanti eventualmente
necessario per l’effettuazione del viaggio tutto compreso e del
termine entro il quale il turista deve essere informato
dell’annullamento del pacchetto turistico;
h) i termini, le modalita’, il soggetto nei cui riguardi si esercita
il diritto di recesso ai sensi degli articoli da 64 a 67 del decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nel caso di contratto negoziato
fuori dei locali commerciali o a distanza;
i) gli estremi della copertura assicurativa obbligatoria, delle
eventuali polizze assicurative facoltative a copertura delle spese
sostenute dal turista per l’annullamento del contratto o per il
rimpatrio in caso di incidente o malattia, nonche’ delle eventuali
ulteriori polizze assicurative sottoscritte dal turista in relazione
al contratto.
2. Le informazioni contenute nell’opuscolo vincolano l’organizzatore
e l’intermediario in relazione alle rispettive responsabilita’, a
meno che le modifiche delle condizioni ivi indicate non siano
comunicate per iscritto al turista prima della stipulazione del
contratto o vengano concordate dai contraenti, mediante uno specifico
accordo scritto, successivamente alla stipulazione.
3. Sono parificati all’opuscolo le informazioni ed i materiali
illustrativi divulgati su supporto elettronico o per via telematica.

ART. 39

(Cessione del contratto)

1. Il turista puo’ sostituire a se’ un terzo che soddisfi tutte le
condizioni per la fruizione del servizio, nei rapporti derivanti dal
contratto, ove comunichi per iscritto all’organizzatore o
all’intermediario, entro e non oltre quattro giorni lavorativi prima
della partenza, di trovarsi nell’impossibilita’ di usufruire del
pacchetto turistico e le generalita’ del cessionario.
2. Il cedente ed il cessionario sono solidamente obbligati nei
confronti dell’organizzatore o dell’intermediario al pagamento del
prezzo e delle spese ulteriori eventualmente derivanti dalla
cessione.

ART. 40

(Revisione del prezzo)

1. La revisione del prezzo forfetario di vendita di pacchetto
turistico convenuto dalle parti e’ ammessa solo quando sia stata
espressamente prevista nel contratto, anche con la definizione delle
modalita’ di calcolo, in conseguenza della variazione del costo del
trasporto, del carburante, dei diritti e delle tasse quali quelle di
atterraggio, di sbarco o imbarco nei porti o negli aeroporti, del
tasso di cambio applicato. I costi devono essere adeguatamente
documentati dal venditore.
2. La revisione al rialzo non puo’ in ogni caso essere superiore al
dieci per cento del prezzo nel suo originario ammontare.
3. Quando l’aumento del prezzo supera la percentuale di cui al comma
2, l’acquirente puo’ recedere dal contratto, previo rimborso delle
somme gia’ versate alla controparte.
4. Il prezzo non puo’ in ogni caso essere aumentato nei venti giorni
che precedono la partenza.

ART. 41

(Modifiche delle condizioni contrattuali)

1. Prima della partenza l’organizzatore o l’intermediario che abbia
necessita’ di modificare in modo significativo uno o piu’ elementi
del contratto, ne da’ immediato avviso in forma scritta al turista,
indicando il tipo di modifica e la variazione del prezzo che ne
consegue, ai sensi dell’articolo 40.
2. Ove non accetti la proposta di modifica di cui al comma 1, il
turista puo’ recedere, senza pagamento di penali, ed ha diritto a
quanto previsto nell’articolo 42.
3. Il turista comunica la propria scelta all’organizzatore o
all’intermediario entro due giorni lavorativi dal momento in cui ha
ricevuto l’avviso indicato al comma 2.
4. Dopo la partenza, quando una parte essenziale dei servizi previsti
dal contratto non puo’ essere effettuata, l’organizzatore predispone
adeguate soluzioni alternative per la prosecuzione del viaggio
programmato non comportanti oneri di qualsiasi tipo a carico del
turista, oppure rimborsa quest’ultimo nei limiti della differenza tra
le prestazioni originariamente previste e quelle effettuate, salvo il
risarcimento del danno.
5. Se non e’ possibile alcuna soluzione alternativa o il turista non
l’accetta per un giustificato motivo, l’organizzatore gli mette a
disposizione un mezzo di trasporto equivalente per il ritorno al
luogo di partenza o ad altro luogo convenuto, e gli restituisce la
differenza tra il costo delle prestazioni previste e quello delle
prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato.

ART. 42

(Diritti del turista in caso di recesso o annullamento
del servizio)

1. Quando il turista recede dal contratto nei casi previsti dagli
articoli 40 e 41, o il pacchetto turistico viene cancellato prima
della partenza per qualsiasi motivo, tranne che per colpa del
turista, questi ha diritto di usufruire di un altro pacchetto
turistico di qualita’ equivalente o superiore senza supplemento di
prezzo o di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore, previa
restituzione della differenza del prezzo, oppure gli e’ rimborsata,
entro sette giorni lavorativi dal momento del recesso o della
cancellazione, la somma di danaro gia’ corrisposta.
2. Nei casi previsti dal comma 1 il turista ha diritto ad essere
risarcito di ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione
del contratto.
3. Il comma 2 non si applica quando la cancellazione del pacchetto
turistico dipende dal mancato raggiungimento del numero minimo di
partecipanti eventualmente richiesto ed il turista sia stato
informato in forma scritta almeno venti giorni prima della data
prevista per la partenza, oppure da causa di forza maggiore, escluso
in ogni caso l’eccesso di prenotazioni.

ART. 43

(Mancato o inesatto adempimento)

1. Fermo restando gli obblighi previsti dall’articolo 42 in caso di
mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la
vendita del pacchetto turistico, l’organizzatore e l’intermediario
sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive
responsabilita’. Si considerano inesatto adempimento le difformita’
degli standard qualitativi del servizio promessi o pubblicizzati.
2. L’organizzatore o l’intermediario che si avvale di altri
prestatori di servizi e’ comunque tenuto a risarcire il danno
sofferto dal turista, salvo il diritto di rivalersi nei loro
confronti.

ART. 44

(Responsabilita’ per danni alla persona)

1. Il danno derivante alla persona dall’inadempimento o dall’inesatta
esecuzione delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto
turistico e’ risarcibile secondo le norme stabilite dalle convenzioni
internazionali, di cui sono parte l’Italia o l’Unione europea, che
disciplinano le singole prestazioni che formano oggetto del pacchetto
turistico, cosi’ come recepite nell’ordinamento italiano.
2. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in tre anni
dalla data del rientro del turista nel luogo di partenza, salvo il
termine di diciotto o dodici mesi per quanto attiene
all’inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel pacchetto
turistico per le quali si applica l’articolo 2951 del codice civile.
3. E’ nullo ogni accordo che stabilisca limiti di risarcimento per i
danni di cui al comma 1.

ART. 45

(Responsabilita’ per danni diversi da quelli alla persona)

1. Le parti contraenti possono convenire in forma scritta, fatta
salva in ogni caso l’applicazione delle norme sulle clausole
vessatorie, limitazioni al risarcimento del danno, diverso dal danno
alla persona, derivante dall’inadempimento o dall’inesatta esecuzione
delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico.
2. La limitazione di cui al comma 1 non puo’ essere, a pena di
nullita’, comunque inferiore a quanto previsto dalle convenzioni
internazionali che disciplinano le prestazioni che formano oggetto
del pacchetto turistico e dagli articoli 1783 e 1784 del codice
civile.
3. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in un anno dal
rientro del turista nel luogo della partenza.

ART. 46

(Esonero di responsabilita’)

1. Fatte salve le ipotesi di responsabilita’ oggettiva, previste da
norme speciali, l’organizzatore e l’intermediario sono esonerati
dalla responsabilita’ di cui agli articoli 43, 44 e 45 quando la
mancata o inesatta esecuzione del contratto e’ imputabile al turista
o e’ dipesa dal fatto di un terzo a carattere imprevedibile o
inevitabile, ovvero da un caso fortuito o di forza maggiore.
2. L’organizzatore o l’intermediario apprestano con sollecitudine
ogni rimedio utile al soccorso del turista al fine di consentirgli la
prosecuzione del viaggio, salvo in ogni caso il diritto al
risarcimento del danno nel caso in cui l’inesatto adempimento del
contratto sia a questo ultimo imputabile.

ART. 47

(Danno da vacanza rovinata)

1. Nel caso in cui l’inadempimento o inesatta esecuzione delle
prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico non sia di
scarsa importanza ai sensi dell’articolo 1455 del codice civile, il
turista puo’ chiedere, oltre ed indipendentemente dalla risoluzione
del contratto, un risarcimento del danno correlato al tempo di
vacanza inutilmente trascorso ed all’irripetibilita’ dell’occasione
perduta.
2. Ai fini della prescrizione si applicano i termini di cui agli
articoli 44 e 45.

ART. 48

(Diritto di surrogazione)

1. L’organizzatore o l’intermediario che hanno risarcito il turista
sono surrogati, nei limiti del risarcimento corrisposto, in tutti i
diritti e le azioni di quest’ultimo verso i terzi responsabili.
2. Il turista fornisce all’organizzatore o all’intermediario tutti i
documenti, le informazioni e gli elementi in suo possesso utili per
l’esercizio del diritto di surroga.

ART. 49

(Reclamo)

1. Ogni mancanza nell’esecuzione del contratto deve essere contestata
dal turista, mediante tempestiva presentazione di reclamo affinche’
l’organizzatore, il suo rappresentante locale o l’accompagnatore vi
pongano tempestivamente rimedio.
2. Il turista puo’ altresi’ sporgere reclamo mediante l’invio di
raccomandata o di altri mezzi che garantiscono la prova dell’avvenuto
ricevimento, all’organizzatore o all’intermediario, entro dieci
giorni lavorativi dalla data di rientro nel luogo di partenza.
3. La mancata presentazione del reclamo puo’ essere valutata ai fini
dell’articolo 1227 del codice civile.

ART. 50

(Assicurazione)

1. L’organizzatore e l’intermediario devono essere coperti da
contratto di assicurazione per la responsabilita’ civile a favore del
turista per il risarcimento dei danni di cui agli articoli 44, 45 e
47.
2. In ogni caso i contratti di turismo organizzato possono essere
assistiti da polizze assicurative che, per i viaggi all’estero,
garantiscano il rientro immediato del turista a causa di emergenze
imputabili o meno al comportamento dell’organizzatore o
dell’intermediario, e che assicurino al turista assistenza anche di
tipo economico. Tali polizze possono altresi’ garantire, nei casi di
insolvenza o fallimento dell’intermediario o dell’organizzatore, il
rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto turistico.
Qualora le spese per l’assistenza e per il rimpatrio siano sostenute
o anticipate dall’amministrazione pubblica competente, l’assicuratore
e’ tenuto ad effettuare il rimborso direttamente nei suoi confronti.
3. Gli organizzatori e gli intermediari possono costituirsi in
consorzi o altre forme associative idonee a provvedere
collettivamente, anche mediante la costituzione di un apposito fondo,
per la copertura dei rischi di cui al comma 2. Le finalita’ del
presente comma possono essere perseguite anche mediante il
coinvolgimento diretto nei consorzi e nelle altre forme associative
di imprese e associazioni di categoria del settore assicurativo,
anche prevedendo forme di riassicurazione.
4. L’obbligo, di cui al comma 1, non sussiste per il prestatore di
uno Stato membro dell’Unione europea che si stabilisce sul territorio
nazionale se sussistono le condizioni di cui all’articolo 33 del
decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
5. In ogni caso, il Ministero degli affari esteri puo’ chiedere agli
interessati il rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per
il soccorso e il rimpatrio delle persone che, all’estero, si siano
esposte deliberatamente, salvi giustificati motivi correlati
all’esercizio di attivita’ professionali, a rischi che avrebbero
potuto conoscere con l’uso della normale diligenza.
6. E’ fatta salva la facolta’ di stipulare anche altre polizze
assicurative di assistenza al turista.

ART. 51

(Fondo nazionale di garanzia)

1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per
lo sviluppo e la competitivita’ del turismo opera il fondo nazionale
di garanzia, per consentire, in caso di insolvenza o di fallimento
del venditore o dell’organizzatore, il rimborso del prezzo versato ed
il rimpatrio del consumatore nel caso di viaggi all’estero, nonche’
per fornire una immediata disponibilita’ economica in caso di rientro
forzato di turisti da Paesi extracomunitari in occasione di
emergenze, imputabili o meno al comportamento dell’organizzatore.
2. Il fondo e’ alimentato annualmente da una quota pari al due per
cento dell’ammontare del premio delle polizze di assicurazione
obbligatoria di cui all’articolo 50, comma 1, che e’ versata
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnata, con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, al fondo di cui
al comma 1.
3. Il fondo interviene, per le finalita’ di cui al comma 1, nei
limiti dell’importo corrispondente alla quota cosi’ come determinata
ai sensi del comma 2.
4. Le istanze di rimborso al fondo non sono soggette ad alcun termine
di decadenza, fatta salva comunque la prescrizione del diritto al
rimborso.
5. Il fondo potra’ avvalersi del diritto di rivalsa nei confronti del
soggetto inadempiente.
6. Le modalita’ di gestione e di funzionamento del fondo sono
determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o
con decreto del Ministro delegato, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze e con il Ministero dello sviluppo
economico.

CAPO II

DELLE LOCAZIONI TURISTICHE

ART. 52

(Locazioni di interesse turistico e alberghiere)

1. All’articolo 27 della legge 27 luglio 1978, n. 392, il primo comma
e’ sostituito dal seguente: “La durata delle locazioni e sublocazioni
di immobili urbani non puo’ essere inferiore a sei anni se gli
immobili sono adibiti ad una delle attivita’ appresso indicate
industriali, commerciali e artigianali di interesse turistico, quali
agenzie di viaggio e turismo, impianti sportivi e ricreativi, aziende
di soggiorno ed altri organismi di promozione turistica e simili.”.
2. All’articolo 27 della legge 27 luglio 1978, n. 392, il terzo comma
e’ sostituito dal seguente: “La durata della locazione non puo’
essere inferiore a nove anni se l’immobile urbano, anche se
ammobiliato, e’ adibito ad attivita’ alberghiere, all’esercizio di
imprese assimilate ai sensi dell’articolo 1786 del codice civile o
all’esercizio di attivita’ teatrali.”.

ART. 53

(Locazioni ad uso abitativo per finalita’ turistiche)

1. Gli alloggi locali esclusivamente per finalita’ turistiche, in
qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del codice
civile in tema di locazione.

TITOLO VII

ORDINAMENTO

CAPO I

ORGANIZZAZIONE

ART. 54

(Funzioni di indirizzo e vigilanza dello Stato in materia
di turismo)

1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato
adotta atti di indirizzo ed esercita la vigilanza su ACI e CAI, in
modo da istituire forme di collaborazione nell’ambito dei rispettivi
settori di competenza.

ART. 55

(Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita’ del turismo)

1. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita’ del turismo e’
la struttura di supporto delle politiche del Governo nell’area
funzionale relativa al settore turismo.
2. Il Dipartimento per lo svolgimento delle proprie attivita’ si
avvale degli altri organismi costituiti e delle societa’ partecipate.

ART. 56

(Conferenza nazionale del turismo)

1. La Conferenza nazionale del turismo e’ indetta dal Presidente del
Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato almeno ogni due anni
ed e’ organizzata d’intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano.
2. Sono convocati per la Conferenza: i rappresentanti della
Presidenza del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato, della
Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano, i rappresentanti dell’Associazione nazionale dei
comuni italiani (ANCI), dell’Unione delle province d’Italia (UPI) e
dell’Unione nazionale comuni comunita’ enti montani (UNCEM), del
Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL), di
UNIONCAMERE, dell’ISTAT e delle altre autonomie territoriali e
funzionali, i rappresentanti delle associazioni maggiormente
rappresentative degli imprenditori turistici, dei consumatori, del
turismo sociale, delle associazioni pro loco, delle associazioni
senza scopo di lucro operanti nel settore del turismo, delle
associazioni ambientaliste e animaliste, delle organizzazioni
sindacali dei lavoratori.
3. La Conferenza esprime orientamenti per la definizione e gli
aggiornamenti del documento contenente le linee guida del piano
strategico nazionale.
4. La Conferenza, inoltre, ha lo scopo di verificare l’attuazione
delle linee guida, con particolare riferimento alle politiche
turistiche e a quelle intersettoriali riferite al turismo, e di
favorire il confronto tra le istituzioni e le rappresentanze del
settore. Gli atti conclusivi di ciascuna Conferenza sono trasmessi
alle Commissioni parlamentari competenti.
5. Agli oneri derivanti dal funzionamento della Conferenza si
provvede nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio della
Presidenza del Consiglio dei Ministri afferenti il Dipartimento per
lo sviluppo e la competitivita’ del turismo, con le risorse allo
scopo trasferite ai sensi del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233.

ART. 57

(Ente nazionale italiano del turismo (E.N.I.T.) –
Agenzia nazionale del turismo)

1. L’E.N.I.T., Agenzia nazionale del turismo, e’ un ente dotato di
personalita’ giuridica di diritto pubblico, con autonomia statutaria,
regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2006, n.
207, e successive modificazioni.
2. L’Agenzia svolge tutte le funzioni di promozione all’estero
dell’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale e ne
favorisce la commercializzazione anche al fine di renderla
competitiva sui mercati internazionali.
3. L’Agenzia e’ sottoposta alla diretta attivita’ di indirizzo e
vigilanza del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro
delegato.

ART. 58

(Comitato permanente di promozione del turismo in Italia)

1. Al fine di promuovere un’azione coordinata dei diversi soggetti,
che operano nel settore del turismo, con la politica e la
programmazione nazionale, con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri o del Ministro delegato, da adottarsi, d’intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto, e’ istituito il
Comitato permanente di promozione del turismo in Italia, di seguito
denominata Comitato. Con il medesimo decreto sono regolati il
funzionamento e l’organizzazione del Comitato.
2. Il Comitato e’ presieduto, dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o dal Ministro delegato, che puo’ all’uopo delegare un suo
rappresentante. Il decreto di istituzione del Comitato assicura la
rappresentanza di tutti i soggetti pubblici e privati operanti nel
settore turistico.
3. Il Comitato promuove le azioni relative ai seguenti ambiti:
a) identificazione omogenea delle strutture pubbliche dedicate a
garantire i servizi del turista;
b) accordi di programma con le regioni e sviluppo della
strutturazione turistica sul territorio progetti di formazione
nazionale al fine di promuovere lo sviluppo turistico;
c) sostegno ed assistenza alle imprese che concorrono a riqualificare
l’offerta turistica nazionale;
d) promozione dell’immagine dell’Italia, nel settore turistico,
all’interno confini nazionali, con
particolare riguardo ai sistemi turistici di eccellenza, garantendo
sul territorio pari opportunita’ di
propaganda ed una comunicazione unitaria;
e) organizzazione dei momenti e degli eventi di carattere nazionale,
ad impulso turistico che
coinvolgano territori, soggetti pubblici e privati;
f) raccordo e cooperazione tra regioni, province e comuni e le
istituzioni di governo;
g) promozione a fini turistici del marchio Italia.
4. L’istituzione ed il funzionamento del Comitato non comportano
oneri aggiuntivi per la finanza
pubblica e la relativa partecipazione e’ a titolo gratuito.

CAPO II

PROMOZIONE DELL’ECCELLENZA TURISTICA ITALIANA

ART. 59

(Attestazione di eccellenza turistica nel settore
enogastronomico ed alberghiero)

1. Al fine di promuovere l’offerta turistica italiana, e’ istituita
l’attestazione di eccellenza turistica, denominata Maestro di cucina
italiana, da attribuire, ogni anno, alle imprese della ristorazione
italiana che, con la propria attivita’, abbiano contribuito in modo
significativo e protrattosi nel tempo, per l’alta qualita’, la
ricerca e la professionalita’, alla formazione di un’eccellenza di
offerta tale da promuovere l’immagine dell’Italia favorendone
l’attrattiva turistica nel mondo e la caratterizzazione e tipicita’
della relativa offerta. Ai medesimi fini e’ altresi’ istituita
l’attestazione di eccellenza turistica, denominata Maestro
dell’ospitalita’ italiana, da attribuire, ogni anno, alle imprese
alberghiere italiane che, con la propria attivita’, abbiano
contribuito in modo significativo e protrattosi nel tempo, per l’alta
qualita’, la ricerca e la professionalita’, alla formazione di
un’eccellenza di offerta tale da promuovere l’immagine dell’Italia
favorendone l’attrattiva turistica nel mondo e la caratterizzazione e
tipicita’ della relativa offerta.
2. Ai fini di cui al comma 1, il Presidente del Consiglio dei
Ministri o il Ministro delegato e’ autorizzato a disciplinare, con
proprio decreto, sul quale e’ acquisito il parere della Conferenza
unificata di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, le modalita’ organizzative e procedurali idonee
al conferimento della ‘attestazione di eccellenza turistica, da
rilasciare sulla base di criteri oggettivi di agevole
verificabilita’. Con il medesimo decreto viene individuato il numero
massimo di imprese da premiare ogni anno, comunque non superiore a
venti per ciascuna onorificenza.
3. L’impresa di ristorazione ed alberghiera alla quale e’ stata
attribuita l’attestazione di eccellenza turistica puo’ utilizzarla,
per un biennio, anche a fini promozionali o pubblicitari. Trascorso
il biennio il titolare dell’autorizzazione conserva il diritto di
indicarla nel proprio logo e nella propria insegna, con la
precisazione del biennio di riferimento.
4. E’ autorizzata la realizzazione di vetrofanie ed altri oggetti,
con sopra riprodotto il simbolo della attestazione di eccellenza
turistica con l’indicazione del biennio di conferimento, idonei a
segnalare adeguatamente il possesso della predetta attestazione da
parte dell’impresa di ristorazione.
5. E’ autorizzato l’inserimento delle denominazioni delle imprese,
cui sia stata attribuita l’attestazione di eccellenza turistica di
cui ai commi che precedono nel portale Italia.it.

ART. 60

(Attestazione Medaglia al merito del turismo
per la valorizzazione dell’immagine dell’Italia)

1. E’ istituita l’attestazione della Medaglia al merito del turismo
per la valorizzazione dell’immagine dell’Italia, destinata a
tributare un giusto riconoscimento alle persone che, per il loro
impegno e valore professionale, nonche’ per la qualita’ e durata dei
servizi resi, hanno efficacemente contribuito allo sviluppo del
settore turistico ed alla valorizzazione e diffusione dell’immagine
dell’Italia nel mondo.
2. A tali fini, il Presidente del Consiglio dei Ministri o il
Ministro delegato disciplina, con proprio decreto sul quale e’
acquisito il parere della Conferenza unificata di cui agli articoli 8
e 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, le modalita’
organizzative e procedurali idonee al conferimento dell’attestazione,
da rilasciare sulla base di criteri oggettivi di agevole
verificabilita’ individuati con riferimento ai parametri di cui al
comma 1. Con il medesimo decreto viene individuato il numero massimo
di imprese da premiare ogni anno.

ART. 61

(Caratteristiche dell’attestazione)

1. L’attestazione di cui all’articolo 60 comprende tre livelli
crescenti: stella di bronzo, stella d’argento e stella d’oro.
2. Ciascuna medaglia e’ raffigurata secondo il disegno approvato con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro
delegato.
3. Il contingente annuale di attestazioni e’ fissato in 10 medaglie
d’oro, 25 medaglie d’argento e 50 medaglie di bronzo.

ART. 62

(Modalita’ di attribuzione)

1. Le attestazioni sono conferite nel giorno della giornata mondiale
del turismo – 27 settembre – con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro delegato, sul quale e’
acquisito il parere della Conferenza unificata di cui agli articoli 8
e 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
2. L’accertamento dei titoli per il conferimento dell’attestazione e’
fatto da una Commissione nominata con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri o del Ministro dallo stesso delegato e
composta:
a) dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato,
che la presiede;
b) dal Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita’ del
turismo o da un suo delegato;
c) dal Coordinatore della Struttura di missione per il rilancio
dell’immagine dell’Italia, ove esistente;
d) dal Presidente dell’Agenzia nazionale per il turismo – ENIT o da
un suo delegato;
e) da tre membri, scelti dal Presidente del Consiglio dei Ministri o
dal Ministro delegato fra persone in possesso di adeguata esperienza
nel settore turistico.
3. La partecipazione alla Commissione di cui al comma 2, e’ a titolo
gratuito.

ART. 63

(Istituzione della Medaglia al merito del turismo
per gli italiani all’estero)

1. E’ istituita l’attestazione della Medaglia al merito del turismo
per gli italiani all’estero, destinata a tributare un giusto
riconoscimento alle persone operanti all’estero che per il loro
impegno e valore professionale, nonche’ per la qualita’ e durata dei
servizi resi hanno illustrato il Made in Italy in modo tanto
esemplare da divenire promotori turistici per il nostro Paese.

ART. 64

(Caratteristiche dell’attestazione)

1. L’attestazione di cui all’articolo 63 comprende tre livelli
crescenti: medaglia di bronzo, medaglia d’argento e medaglia d’oro.
2. Ciascuna medaglia e’ raffigurata secondo il disegno approvato con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro
delegato.
3. Il contingente annuale di attestazione e’ fissato in 10 medaglie
d’oro, 25 medaglie d’argento e 50 medaglie di bronzo.

ART. 65

(Modalita’ di attribuzione)

1. Le attestazioni sono conferite nel giorno della giornata mondiale
del turismo – 27 settembre – con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri su proposta del Ministro delegato, di concerto con il
Ministro degli affari esteri.
2. L’accertamento dei titoli per il conferimento delle attestazioni
e’ fatto da una Commissione nominata con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato e composta:
a) dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato
che la presiede;
b) dal Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita’ del
turismo o da un suo delegato;
c) dal Coordinatore della Struttura di missione per il rilancio
dell’immagine dell’Italia;
d) dal Presidente dell’Agenzia nazionale per il turismo-ENIT o da un
suo delegato;
e) da tre membri, scelti dal Presidente del Consiglio dei Ministri o
dal Ministro delegato fra persone in possesso di elevata esperienza e
professionalita’ nel settore turistico;
f) da un membro designato dal Ministero degli affari esteri fra
persone in possesso di elevata esperienza e professionalita’ nel
settore turistico.
3. La partecipazione alla Commissione, di cui al comma 2, e’ a titolo
gratuito.

CAPO III

LA QUALITA’ DEL SERVIZIO E LA SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE

CARTA DEI SERVIZI

ART. 66

(Standard dell’offerta di servizi turistici pubblici
sul territorio nazionale)

1. Al fine di aumentare la qualita’ e la competitivita’ dei servizi
turistici pubblici sul territorio nazionale le amministrazioni di cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, nell’ambito delle attivita’ istituzionali adottano la carta dei
servizi turistici da esse erogati.
2. Le carte definiscono quali servizi turistici si intendono erogare,
con quali modalita’ e quali standard di qualita’ si intendono
garantire.
3. Le carte dei servizi di cui al comma 1 sono trasmesse alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per lo sviluppo e
la competitivita’ del turismo.
4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato,
previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
determina con proprio decreto i livelli essenziali delle prestazioni
dei servizi turistici concernenti i diritti civili e sociali, sulla
base di parametri stabiliti con legge dello Stato.

ART.67

(Composizione delle controversie in materia di turismo)

1. La procedura di mediazione, finalizzata alla conciliazione delle
controversie in materia di turismo, e’ disciplinata dal decreto
legislativo 4 marzo 2010, n. 28, e costituisce condizione di
procedibilita’ della domanda giudiziale o arbitrale se cio’ e’
previsto da una clausola del contratto di fornitura dei servizi. Tale
clausola deve essere specificamente approvata per iscritto dal
turista.
2. Resta salva la facolta’ del turista di ricorrere a procedure di
negoziazione volontaria o paritetica o alla procedura di
conciliazione innanzi alle commissioni arbitrali o conciliative per
la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti
inerenti la fornitura di servizi turistici, istituite ai sensi
dell’articolo 2, comma 4, lettera a), della legge 29 dicembre 1993,
n. 580. Nella procedura di conciliazione i turisti hanno facolta’ di
avvalersi delle associazioni dei consumatori. Tale procedura di
conciliazione e’ disciplinata dagli articoli 140 e 141 del decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

ART. 68

(Assistenza al turista)

1. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita’ del turismo,
nell’ambito delle attivita’ istituzionali, assicura l’assistenza al
turista, anche attraverso cali center. E’ altresi’ istituito lo
sportello del turista, attivo ai recapiti e negli orari, comunicati
sul sito istituzionale, presso il quale le persone fisiche e
giuridiche, nonche’ gli enti esponenziali per la rappresentanza degli
interessi dei turisti possono proporre istanze, richieste reclami nei
confronti di imprese ed operatori turistici per l’accertamento
dell’osservanza delle disposizioni previste nel presente codice.
2. Ai fini di assistenza il Dipartimento per lo sviluppo e la
competitivita’ del turismo assicura l’omogeneita’ di informazioni in
ordine ai diversi servizi previsti per i turisti, anche attraverso
l’individuazione di denominazioni standard, da attribuirsi a
strutture pubbliche che operano in tale settore. E’ fatta salva la
possibilita’ di utilizzare le procedure di negoziazione volontaria e
paritetica previste dall’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo
4 marzo 2010, n. 28.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono
prevedere la istituzione di sportelli del turista la cui gestione
puo’ essere delegata agli enti locali.

ART. 69

(Gestione dei reclami)

1. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita’ del turismo,
ricevuta l’istanza di cui all’articolo 68, avvia senza ritardo
l’attivita’ istruttoria, informando contestualmente il reclamante,
l’impresa o l’operatore turistico interessato, entro il termine di
quindici giorni dal ricevimento dell’istanza.
2. Nel corso dell’istruttoria il Dipartimento per e lo sviluppo e la
competitivita’ del turismo puo’ richiedere dati, notizie o documenti
ai soggetti proponenti il reclamo, alle imprese, agli operatori
turistici e ai soggetti sui quali esercita la vigilanza, che
rispondono nel termine di trenta giorni
dalla ricezione della richiesta. In tale caso il procedimento e’
sospeso fino alla scadenza del suddetto termine.
3. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita’ del turismo
comunica ai soggetti di cui al comma 2 l’esito dell’attivita’
istruttoria entro il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione
del reclamo, fatti salvi i casi di sospensione dovuti alla richiesta
di informazioni o all’acquisizione di dati.
4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato
disciplina con regolamento la procedura di gestione reclami, da
svolgere nell’ambito delle attivita’ istituzionali, che si conclude
entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione del reclamo.

DECRETO LEGISLATIVO 23 maggio 2011, n. 79 – Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, a norma dell’articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, nonche’ attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multiproprieta’, contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, contratti di rivendita e di scambio. (11G0123) – (GU n. 129 del 6-6-2011

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