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Decreto Legislativo 22/05/1999

Decreto Legislativo 22/05/1999 n. 209 - Attuazione della direttiva 96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili. Gazzetta Ufficiale 30/06/1999 n. 151

Decreto Legislativo 22/05/1999 n. 209
Attuazione della direttiva
96/59/CE relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei
policlorotrifenili.
Gazzetta Ufficiale 30/06/1999 n. 151

IL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della
Costituzione;

Vista la direttiva 96/59/CE del Consiglio, del 16
settembre 1996, che disciplina lo smaltimento dei policlorodifenili e
dei policlorotrifenili (PCB/PCT);

Vista la legge 24 aprile 1998, n.
128, ed in particolare gli articoli 1, 2 e 20, nonche’ l’allegato
A;

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400, ed in particolare
l’articolo 14;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 21 maggio 1999;
Sulla proposta del Ministro per le
politiche comunitarie e del Ministro dell’ambiente, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, della sanita’ e per le politiche
agricole;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art.
1.
Finalita’ e campo di applicazione
1. Il presente decreto disciplina
lo smaltimento di PCB usati e la decontaminazione e lo smaltimento dei
PCB e degli apparecchi contenenti PCB, ai fini della loro completa
eliminazione.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai sensi del presente decreto si
intende per:
a) PCB:
1) i policlorodifenili;
2) i
policlorotrifenili;
3) il monometiltetraclorodifenilmetano, il
monometildiclorodifenilmetano, monometildibromodifenilmetano;
4) ogni
miscela che presenti una concentrazione complessiva di qualsiasi delle
suddette sostanze superiore allo 0,005% in peso;
b) apparecchi
contenenti PCB: qualsiasi apparecchio che contiene o e’ servito a
contenere PCB e che non ha costituito oggetto di decontaminazione. Gli
apparecchi di un tipo che possono contenere PCB sono considerati
contenenti PCB a meno che sussistono fondati motivi di presumere il
contrario;
c) PCB usati: qualsiasi PCB considerato rifiuto ai sensi
del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive
modificazioni ed integrazioni;
d) detentore: la persona fisica o la
persona giuridica che detiene PCB, PCB usati ovvero apparecchi
contenenti PCB;
e) decontaminazione: l’insieme delle operazioni che
rendono riutilizzabili o riciclabili o eliminabili nelle migliori
condizioni gli apparecchi, gli oggetti, le sostanze o i fluidi
contaminati da PCB e che possono comprendere la sostituzione, cioe’
l’insieme delle operazioni che consistono nel sostituire ai PCB un
fluido adeguato che non contiene PCB;
f) smaltimento: le operazioni
D8, D9, D10, D12 (limitatamente al deposito sotterraneo sicuro e
situato in profondita’ localizzato in una formazione rocciosa asciutta
e esclusivamente per apparecchi contenenti PCB e PCB usati che non
possono essere decontaminati) e D15 di cui all’allegato B del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni ed
integrazioni.

Art. 3.
Inventario
1. I detentori di apparecchi
contenenti PCB per un volume superiore a 5 dm3, inclusi i condensatori
di potenza per i quali il limite di 5 dm3 deve essere inteso come
comprendente il totale dei singoli elementi di un insieme composito,
sono tenuti a comunicare alle sezioni regionali e delle province
autonome del catasto dei rifiuti le seguenti informazioni:
a) nome e
indirizzo;
b) collocazione e descrizione degli apparecchi;
c)
quantitativo e concentrazione di PCB contenuto negli apparecchi;
d)
date e tipi di trattamento o sostituzione effettuati o previsti;
e)
quantitativo e concentrazione di PCB detenuto;
f) data della denuncia
effettuata ai sensi dell’articolo 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 216.
2. I detentori di apparecchi di cui
al comma 1 comunicano solo le informazioni di cui alle lettere a) e b)
del medesimo comma 1, nel caso in cui gli apparecchi contengono fluidi
con una percentuale di PCB compresa tra lo 0,05% e lo 0,005% in
peso.
3. La comunicazione di cui ai commi 1 e 2 deve essere effettuata
con cadenza biennale e deve in ogni caso essere ripresentata entro
dieci giorni dal verificarsi di un qualsiasi cambiamento del numero di
apparecchi contenenti PCB o delle quantita’ di PCB detenuti. Tale
comunicazione e’ effettuata per la prima volta entro il 31 dicembre
1999.
4. Le informazioni di cui ai commi 1 e 2 sono trasmesse dalle
sezioni regionali e delle province autonome del catasto dei rifiuti
all’Agenzia nazionale per la protezione dell’ambiente che provvede
all’elaborazione dei dati cosi’ raccolti ed alla predisposizione
dell’inventario degli apparecchi soggetti a comunicazione e dei PCB in
essi contenuti. I dati e l’inventario sono trasmessi al Ministero
dell’ambiente, alle regioni ed alle province autonome.

Art.
4.
Programmi
1. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, le regioni e le province autonome adottano e
trasmettono al Ministero dell’ambiente un programma per la
decontaminazione e lo smaltimento degli apparecchi soggetti ad
inventario ai sensi dell’articolo 3, commi 1 e 2 e dei PCB in essi
contenuti, nonche’ un programma per la raccolta ed il successivo
smaltimento degli apparecchi contenenti PCB per un volume inferiore o
pari a 5 dm3.
2. I programmi di cui al comma 1 indicano le misure da
adottare per il conseguimento degli obiettivi di cui al presente
decreto e costituiscono parte integrante dei piani disciplinati
dall’articolo 22 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e
successive modificazioni ed integrazioni.
3. Il Ministero
dell’ambiente provvede ad inoltrare i programmi di cui al comma 1 alla
Commissione europea, con una sintesi dell’inventano predisposto
dall’ANPA.
4. Sulla base dei programmi di cui al comma 1, il Ministero
dell’ambiente verifica altresi’, avvalendosi dell’ANPA, che sia
garantita la possibilita’ di provvedere alla decontaminazione o allo
smaltimento dei PCB, degli apparecchi contenenti PCB e dei PCB usati
nei termini di cui all’articolo 5, in relazione alla capacita’ degli
impianti esistenti a livello nazionale ed agli accordi a tal fine
attivati con gli altri Stati membri dell’Unione europea. Ove
necessario, il Ministero dell’ambiente, d’intesa con la Conferenza
Stato-regioni, promuove iniziative finalizzate al raggiungimento di
tale obiettivo, nel rispetto del principio di tendenziale prossimita’
degli impianti di smaltimento e di decontaminazione ai luoghi dove
sono detenuti i PCB e tenuto conto dell’articolo 4, paragrafo 3,
lettera a), punto ii), del regolamento 93/259/CEE del Consiglio delle
Comunita’ europee del 1 febbraio 1993 e dell’articolo 5, paragrafo 1,
della direttiva 75/442/CEE del Consiglio delle Comunita’ europee del
15 luglio 1975.

Art. 5.
Obbligo di decontaminazione e smaltimento
1.
Fatti salvi gli obblighi internazionali e le disposizioni di cui ai
commi 2, 3 e 4, i PCB e gli apparecchi contenenti PCB devono essere
decontaminati o smaltiti ed i PCB usati devono essere smaltiti entro
il 31 dicembre 2005.
2. La decontaminazione o lo smaltimento degli
apparecchi soggetti ad inventario ai sensi dell’articolo 3 devono
essere effettuati entro e non oltre il 31 dicembre 2010.
3. Gli
apparecchi soggetti ad inventario ai sensi dell’articolo 3 che
contengono fluidi con una percentuale di PCB compresa tra lo 0,05% e
lo 0,005% in peso devono essere smaltiti alla fine della loro
esistenza operativa, qualora non siano decontaminati entro i termini
di cui ai commi 1 e 2.
4. I trasformatori possono essere utilizzati in
attesa di essere decontaminati o smaltiti entro i termini ed alle
condizioni previsti dal presente decreto solo se sono in buono stato
funzionale, non presentano perdite di fluidi ed i PCB in essi
contenuti sono conformi alle norme od alle specifiche tecniche
relative alla qualita’ dielettrica, che saranno indicate con decreto
del Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, da emanarsi entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Il
rispetto delle predette condizioni deve risultare da apposita
comunicazione effettuata dal detentore alla provincia nel cui
territorio e’ utilizzato il trasformatore e resa ai sensi
dell’articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241. In assenza della
predetta comunicazione, i trasformatori devono essere immediatamente
decontaminati.

Art. 6.
Etichettatura
1. Gli apparecchi contenenti PCB
per un volume superiore a 5 dm3, inclusi i condensatori di potenza per
i quali il limite di 5 dm3 deve essere inteso come comprendente il
totale dei singoli elementi di un insieme composito, di cui
all’articolo 3, comma 1, devono essere contrassegnati con un’etichetta
conforme a quella riportata nell’allegato 1. Analoga etichetta deve
essere apposta sulla porta dei locali nei quali si trovano tali
apparecchi.
2. Gli apparecchi che contengono fluidi con una
percentuale di PCB compresa tra lo 0,05% e lo 0,005%, di cui
all’articolo 3, comma 2, devono essere contrassegnati con un’etichetta
recante la dicitura “Contaminazione da PCB inferiore a 0,05%”.
3. I
trasformatori decontaminati devono essere contrassegnati con
l’etichetta riportata nell’allegato 2.

Art. 7.
Modalita’ di
decontaminazione e smaltimento
1. I detentori, in conformita’ a quanto
previsto nei programmi di cui all’articolo 4, devono consegnare i PCB
usati, i PCB e gli apparecchi contenenti PCB ad imprese autorizzate ad
effettuare le operazioni di decontaminazione o di smaltimento ai sensi
degli articoli 27 e 28 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22,
e successive modificazioni ed integrazioni.
2. Il detentore, prima
della consegna dei PCB, dei PCB usati e degli apparecchi contenenti
PCB ad un’impresa autorizzata, garantisce che siano osservate le
cond…

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