DECRETO LEGISLATIVO 21 novembre 2005, n.285 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 21 novembre 2005, n.285

DECRETO LEGISLATIVO 21 novembre 2005, n.285 - Riordino dei servizi automobilistici interregionali di competenza statale. (GU n. 6 del 9-1-2006- Suppl. Ordinario n.5)

DECRETO LEGISLATIVO 21 novembre 2005, n.285

Riordino dei servizi automobilistici interregionali di competenza
statale.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visti gli articoli 14 e 16 della legge del 23 agosto 1988, n. 400,
recante disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Visti gli articoli 1, commi 1, lettera a), e 2, commi 1, lettere
a), b) e c), e 2, lettera a), della legge 1° marzo 2005, n. 32,
recante delega al Governo per il riassetto normativo del settore
dell’autotrasporto di persone e cose;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 16 settembre 2005;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati;
Considerato che le competenti Commissioni del Senato della
Repubblica non hanno espresso il proprio parere nel termine previsto
dall’articolo 1, comma 3, della legge 1° marzo 2005, n. 32;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 18 novembre 2005;
Sulla proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro della giustizia, con il Ministro per le
politiche comunitarie, e con il Ministro delle attivita’ produttive;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Oggetto e finalita’
1. Il presente decreto legislativo attua gli articoli 1, comma 1,
lettera a), e 2, commi 1, lettere a), b) e c), e 2, lettera a), della
legge 1° marzo 2005, n. 32. A tale fine:
a) stabilisce le condizioni idonee al migliore soddisfacimento
della domanda di mobilita’ delle persone nell’ambito dei servizi
automobilistici interregionali di competenza statale, cosi’ come
definiti all’articolo 2, comma 1, lettera a), del presente decreto
legislativo;
b) individua le misure atte a garantire la sicurezza dei
viaggiatori, la qualita’ dei servizi offerti e il rispetto della
normativa posta a base della sicurezza sociale;
c) tutela la concorrenza tra le imprese e la trasparenza del
mercato.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai
sensi dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui, trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione regola la delega al
Governo dell’esercizio della funzione legislativa e
stabilisce che essa non puo’ avvenire se non con
determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto
per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87, quinto comma, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– Gli articoli 14 e 16 della legge 23 agosto 1988, n.
400, recante: «Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»,
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale 12 settembre 1988, n. 214, cosi’ recitano:
«Art. 14 (Decreti legislativi) – 1. I decreti
legislativi adottati dal Governo ai sensi dell’art. 76
della Costituzione sono emanati dal Presidente della
Repubblica con la denominazione di «decreto legislativo» e
con l’indicazione, nel preambolo, della legge di
delegazione, della deliberazione del Consiglio dei Ministri
e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla
legge di delegazione.
2. L’emanazione del decreto legislativo deve avvenire
entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il
testo del decreto legislativo adottato dal Governo e’
trasmesso al Presidente della Repubblica, per la
emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una
pluralita’ di oggetti distinti suscettibili di separata
disciplina, il Governo puo’ esercitarla mediante piu’ atti
successivi per uno o piu’ degli oggetti predetti. In
relazione al termine finale stabilito dalla legge di
delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere
sui criteri che segue nell’organizzazione dell’esercizio
della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per
l’esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo e’
tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei
decreti delegati. Il parere e’ espresso dalle Commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro
sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive
della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue
osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
Commissioni per il parere definitivo che deve essere
espresso entro trenta giorni.».
«Art. 15 (Decreti-legge). – 1. I provvedimenti
provvisori con forza di legge ordinaria adottati ai sensi
dell’art. 77 della Costituzione sono presentati per
l’emanazione al Presidente della Repubblica con la
denominazione di «decreto-legge» e con l’indicazione, nel
preambolo, delle circostanze straordinarie di necessita’ e
di urgenza che ne giustificano l’adozione, nonche’
dell’avvenuta deliberazione del Consiglio dei Ministri.
2. Il Governo non puo’, mediante decreto-legge:
a) conferire deleghe legislative ai sensi dell’art.
76 della Costituzione;
b) provvedere nelle materie indicate nell’art. 72,
quarto comma, della Costituzione;
c) rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei
quali sia stata negata la conversione in legge con il voto
di una delle due Camere;
d) regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei
decreti non convertiti;
e) ripristinare l’efficacia di disposizioni
dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi
non attinenti al procedimento.
3. I decreti devono contenere misure di immediata
applicazione e il loro contenuto deve essere specifico,
omogeneo e corrispondente al titolo.
4. Il decreto-legge e’ pubblicato, senza ulteriori
adempimenti, nella Gazzetta Ufficiale immediatamente dopo
la sua emanazione e deve contenere la clausola di
presentazione al Parlamento per la conversione in legge.
5. Le modifiche eventualmente apportate al
decreto-legge in sede di conversione hanno efficacia dal
giorno successivo a quello della pubblicazione della legge
di conversione, salvo che quest’ultima non disponga
diversamente. Esse sono elencate in allegato alla legge.
6. Il Ministro di grazia e giustizia cura che del
rifiuto di conversione o della conversione parziale,
purche’ definitiva, nonche’ della mancata conversione per
decorrenza del termine sia data immediata pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale.».
– L’art. 1, comma 3, della citata legge 1° marzo 2005,
n. 32, cosi’ recita:
«3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma
1 sono trasmessi, entro la scadenza del termine previsto
dal medesimo comma, alla Camera dei deputati ed al Senato
della Repubblica, perche’ su di essi sia espresso, entro
trenta giorni dalla data di trasmissione, il parere dei
competenti organi parlamentari. Decorso tale termine, i
decreti legislativi sono emanati anche in mancanza del
parere. Qualora il termine previsto per il parere dei
competenti organi parlamentari scada nei trenta giorni che
precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o 4,
o successivamente, questi ultimi sono prorogati di sessanta
giorni.».
Note all’art. 1:
– Per l’art. 1, comma 1, lettera a) e l’art. 2, comma
1, lettere a), b) e c) e comma 2, lettera a) della legge n.
32 del 2005, si veda nelle note …

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