DECRETO LEGISLATIVO 2 febbraio 2007, n.22 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 2 febbraio 2007, n.22

DECRETO LEGISLATIVO 2 febbraio 2007, n.22 - Attuazione della direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di misura. (GU n. 64 del 17-3-2007- Suppl. Ordinario n.73)

DECRETO LEGISLATIVO 2 febbraio 2007, n.22

Attuazione della direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di
misura.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2004/22/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura;
Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2004, ed in particolare
gli articoli 1, commi 1, 3 e 4, 22, nonche’ l’allegato B;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni,
recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di
diritto di accesso ai documenti amministrativi;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1994;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 ottobre 2006;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 25 gennaio 2007;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri degli affari
esteri, della giustizia e dell’economia e delle finanze;

E m a n a

il seguente decreto legislativo:
Art. 1.

Oggetto e campo di applicazione

1. Il presente decreto si applica ai dispositivi e ai sistemi con
funzioni di misura definiti agli allegati specifici concernenti i
contatori dell’acqua (MI-001), i contatori del gas e i dispositivi di
conversione del volume (MI-002), i contatori di energia elettrica
attiva e trasformatori di misura (MI-003), i contatori di calore
(MI-004), i sistemi di misura per la misurazione continua e dinamica
di quantita’ di liquidi diversi dall’acqua (MI-005), gli strumenti
per pesare a funzionamento automatico (MI-006), i tassametri
(MI-007), le misure materializzate (MI-008), gli strumenti di misura
della dimensione (MI-009) e gli analizzatori dei gas di scarico
(MI-010).
2. Il presente decreto legislativo definisce i requisiti cui
debbono conformarsi i dispositivi e i sistemi di cui al comma 1 ai
fini della loro commercializzazione e messa in servizio per le
funzioni di misura giustificate da motivi di interesse pubblico,
sanita’ pubblica, sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione
dell’ambiente, tutela dei consumatori, imposizione di tasse e di
diritti e lealta’ delle transazioni commerciali.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (G.U.C.E.).

Note alle premesse:

– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La direttiva 2004/22/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
n. L 135 del 30 aprile 2004.
– Si riporta il testo degli articoli 1, commi 1, 3 e 4,
22, e l’allegato B, della legge 18 aprile 2005, n. 62,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2005, n.
96, supplemento ordinario:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro il termine di diciotto mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, i decreti
legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione
alle direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati
A e B.
(Omissis).
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo
l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche’ su di essi sia espresso il parere dei competenti
organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di
trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza del
parere. Qualora il termine per l’espressione del parere
parlamentare di cui al presente comma, ovvero i diversi
termini previsti dai commi 4 e 8, scadano nei trenta giorni
che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o
5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di
novanta giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione della direttiva 2003/10/CE, della direttiva
2003/20/CE, della direttiva 2003/35/CE, della direttiva
2003/42/CE, della direttiva 2003/59/CE, della direttiva
2003/85/CE, della direttiva 2003/87/CE, della direttiva
2003/99/CE, della direttiva 2003/122/Euratom, della
direttiva 2004/8/CE, della direttiva 2004/12/CE, della
direttiva 2004/17/CE, della direttiva 2004/18/CE, della
direttiva 2004/22/CE, della direttiva 2004/25/CE, della
direttiva 2004/35/CE, della direttiva 2004/38/CE, della
direttiva 2004/39/CE, della direttiva 2004/67/CE e della
direttiva 2004/101/CE sono corredati della relazione
tecnica di cui all’art. 11-ter, comma 2, della legge
5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni. Su di
essi e’ richiesto anche il parere delle commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari. Il
Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni
formulate con riferimento all’esigenza di garantire il
rispetto dell’art. 81, quarto comma, della Costituzione,
ritrasmette alle Camere i testi, corredati dei necessari
elementi integrativi di informazione, per i pareri
definitivi delle commissioni competenti per i profili
finanziari che devono essere espressi entro venti giorni.
(Omissis).».
«Art. 22 (Delega al Governo per l’attuazione della
direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di misura). –
1. Il Governo e’ delegato ad adottare, con le modalita’ di
cui all’art. 1, un decreto legislativo per il recepimento
della direttiva 2004/22/CE del 31 marzo 2004 del Parlamento
europeo e del Consiglio, relativa agli strumenti di misura,
secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
a) prevedere la prescrizione dell’utilizzo, per le
funzioni di misura di cui all’art. 2, paragrafo 1, della
direttiva, di tutti i dispositivi e sistemi con funzioni di
misura definiti agli allegati specifici MI-001, MI-002,
MI-003, MI-004, MI-005, MI-006, MI-007, MI-008, MI-009 e
MI-010;
b) prevedere, per tutti gli strumenti di misura di
cui agli allegati della direttiva, la valutazione della
conformita’, come previsto dall’art. 9 della direttiva
stessa;
c) prevedere l’obbligo dell’utilizzo di strumenti di
misura recanti la marcatura di conformita’, di cui all’art.
7 della direttiva, nel caso la funzione della misura
investa motivi di interesse pubblico, sanita’ pubblica,
sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione
dell’ambiente, tutela dei consumatori, imposizione di tasse
e diritti, lealta’ delle transazioni commerciali;
d) prevedere per il Ministero delle attivita’
produttive la qualita’ di autorita’ competente per gli
adempimenti connessi alla designazione, nel rispetto dei
criteri previsti dall’art. 12 della direttiva, nonche’ alla
relativa notifica, agli Stati membri e alla Commissione
europea, degli organismi nazionali abilitati ai compiti
previsti dai moduli di valutazione della conformita’, di
cui all’art. 9 della direttiva;
e) prevedere che gli strumenti di misura, soggetti a
controlli metrologici legali, non conformi alle
prescrizioni della direttiva, non possono essere
commercializzati ne’ utilizzati per le funzioni di cui alla
lettera c);
f) prevedere che, qualora venga accertata l’indebita
apposizione della marcatura “CE”, nel rispetto delle
disposizioni previste dall’art. 21 della direttiva, vengano
introdotte misure finalizzate a stabilire l’obbligo di:
1) conformarsi alle disposizioni comunitarie in
materia di marcatura “CE”;
2) limitare o vietare l’utilizzo o la
commercializzazione dello strumento di misura non conforme;
3) ritirare dal mercato, ove necessario, lo
strumento non conforme;
g) prevedere sanzioni amministrative volte a
dissuadere la commercializzazione e la messa in servizio di
strumenti di misura non conformi alle disposizioni della
direttiva;
h) prevedere l’armonizzazione della disciplina dei
controlli metrologici legali intesi a verificare che uno
strumento di misura sia in grado di svolgere le funzioni
cui e’ destinato.
2. Dall’attuazione del presente articolo non devono
derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».
«Allegato B (Art. 1, commi 1 e 3) 2001/42/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001,
concernente la valutazione degli effetti di determinati
piani e programmi sull’ambiente.
2001/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 settembre 2001, relativa al diritto dell’autore di
un’opera d’arte sulle successive vendite dell’originale.
2002/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l’11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale
relativo all’informazione e alla consultazione dei
lavoratori.
2002/15/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l’11 marzo 2002, concernente l’organizzazione
dell’orario di lavoro delle persone che effettuano
operazioni mobili di autotrasporto.
2003/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
6 febbraio 2003, sulle prescrizioni minime di sicurezza e
di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi
derivanti dagli agenti fisici (rumore) (diciassettesima
direttiva particolare ai sensi dell’art. 16, paragrafo 1,
della direttiva 89/391/CEE).
2003/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 marzo 2003, che modifica la direttiva 83/477/CEE del
Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi
connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro.
2003/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l’8 aprile 2003, che modifica la direttiva 91/671/CEE
del Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri relative all’uso obbligatorio delle
cinture di sicurezza sugli autoveicoli di peso inferiore a
3,5 tonnellate.
2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 maggio 2003, che prevede la partecipazione del pubblico
nell’elaborazione di taluni piani e programmi in materia
ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE
e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e
all’accesso alla giustizia.
2003/41/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
3 giugno 2003, relativa alle attivita’ e alla supervisione
degli enti pensionistici aziendali o professionali.
2003/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 giugno 2003, relativa alla segnalazione di taluni eventi
nel settore dell’aviazione civile.
2003/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2003, che modifica le direttive 78/660/CEE,
83/349/CEE, 86/635/CEE e 91/674/CEE relative ai conti
annuali e ai conti consolidati di taluni tipi di societa’,
delle banche e altri istituti finanziari e delle imprese di
assicurazione.
2003/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato
interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva
96/92/CE.
2003/55/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
26 giugno 2003, relativa a norme comuni per il mercato
interno del gas naturale e che abroga la direttiva
98/30/CE.
2003/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 luglio 2003, che modifica la direttiva 68/151/CEE del
Consiglio per quanto riguarda i requisiti di pubblicita’ di
taluni tipi di societa’.
2003/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
15 luglio 2003, sulla qualificazione iniziale e formazione
periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti
al trasporto di merci o passeggeri, che modifica il
regolamento (CEE) n. 3820/85 del Consiglio e la direttiva
91/439/CEE del Consiglio e che abroga la direttiva
76/914/CEE del Consiglio.
2003/72/CE del Consiglio, del 22 luglio 2003, che
completa lo statuto della societa’ cooperativa europea per
quanto riguarda il coinvolgimento dei lavoratori.
2003/74/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
22 settembre 2003, che modifica la direttiva 96/22/CE del
Consiglio concernente il divieto di utilizzazione di talune
sostanze ad azione ormonica, tireostatica e delle sostanze
&greco;b-agoniste nelle produzioni animali.
2003/85/CE del Consiglio, del 29 settembre 2003,
relativa a misure comunitarie di lotta contro l’afta
epizootica, che abroga la direttiva 85/511/CEE e le
decisioni 89/531/CEE e 91/665/CEE e recante modifica della
direttiva 92/46/CEE.
2003/86/CE del Consiglio, del 22 settembre 2003,
relativa al diritto al ricongiungimento familiare.
2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio
di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella
Comunita’ e che modifica la direttiva 96/61/CE del
Consiglio.
2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
4 novembre 2003, concernente taluni aspetti
dell’organizzazione dell’orario di lavoro.
2003/89/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
10 novembre 2003, che modifica la direttiva 2000/13/CE per
quanto riguarda l’indicazione degli ingredienti contenuti
nei prodotti alimentari.
2003/92/CE del Consiglio, del 7 ottobre 2003, che
modifica la direttiva 77/388/CEE relativamente alle norme
sul luogo di cessione di gas e di energia elettrica.
2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che
ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei
prodotti energetici e dell’elettricita’.
2003/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 novembre 2003, sulle misure di sorveglianza delle
zoonosi e degli agenti zoonotici, recante modifica della
decisione 90/424/CEE del Consiglio e che abroga la
direttiva 92/117/CEE del Consiglio.
2003/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 dicembre 2003, che modifica la direttiva 96/82/CE del
Consiglio sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti
connessi con determinate sostanze pericolose.
2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003,
relativa allo status dei cittadini dei Paesi terzi che
siano soggiornanti di lungo periodo.
2003/110/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003,
relativa all’assistenza durante il transito nell’ambito di
provvedimenti di espulsione per via aerea.
2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l’11 febbraio 2004, sulla promozione della
cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel
mercato interno dell’energia e che modifica la direttiva
92/42/CEE.
2004/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del-l’11 febbraio 2004, che modifica la direttiva 94/62/CE
sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio.
2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli
enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che
forniscono servizi di trasporto e servizi postali.
2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di
aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di
forniture e di servizi.
2004/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura.
2004/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, concernente le offerte pubbliche di
acquisto.
2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, sulla responsabilita’ ambientale in materia
di prevenzione e riparazione del danno ambientale.
2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini
dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di
soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri,
che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le
direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE,
75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE.
2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti
finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE
del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE
del Consiglio.
2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
29 aprile 2004, sul rispetto dei diritti di proprieta’
intellettuale.
2004/67/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004,
concernente misure volte a garantire la sicurezza
dell’approvvigionamento di gas naturale.
2004/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
27 ottobre 2004, recante modifica della direttiva
2003/87/CE che istituisce un sistema per lo scambio di
quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunita’,
riguardo ai meccanismi di progetto del Protocollo di
Kyoto.».
– La legge 7 agosto 1990, n. 241, e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale del 18 agosto 1990, n. 192.
– La legge 6 febbraio 1996, n. 52, e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale del 10 febbraio 1996, n. 34, supplemento
ordinario.

Art. 2.

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto legislativo s’intende per:
a) strumento di misura, ogni dispositivo o sistema con funzioni
di misura rientrante nell’articolo 1;
b) sottounita’, un dispositivo hardware cosi’ denominato negli
allegati specifici, che funziona in modo indipendente e che
costituisce uno strumento di misura, unitamente:
1) ad altre sottounita’, con cui e’ compatibile, ovvero
2) con uno strumento di misura con cui e’ compatibile;
c) controlli metrologici legali, i controlli per motivi di
interesse pubblico, sanita’ pubblica, sicurezza pubblica, ordine
pubblico, protezione dell’ambiente, imposizione di tasse e diritti,
tutela dei consumatori e lealta’ delle transazioni commerciali,
intesi a verificare che uno strumento di misura sia in grado di
svolgere le funzioni cui e’ destinato;
d) fabbricante, la persona fisica o giuridica responsabile della
conformita’ dello strumento di misura al presente decreto, ai fini
della commercializzazione del medesimo col proprio nome o della messa
in servizio del medesimo per i propri scopi;
e) commercializzazione, la prima messa a disposizione, sul
mercato comunitario, a titolo oneroso o gratuito, di uno strumento
destinato ad un utente finale;
f) messa in servizio, la prima utilizzazione di uno strumento
destinato all’utente finale per i fini a cui esso e’ destinato;
g) mandatario, una persona fisica o giuridica stabilita nella
Comunita’ autorizzata dal fabbricante, per iscritto, ad agire a suo
nome per compiti specifici ai sensi del presente decreto;
h) norma armonizzata, una specifica tecnica adottata dal Comitato
europeo di normalizzazione (CEN), dal Comitato europeo di
normalizzazione elettrotecnica (CENELEC), dall’Istituto europeo per
le norme di telecomunicazione (ETSI) ovvero da tutti questi organismi
o da due di essi, a richiesta della Commissione europea, ai sensi
della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
22 giugno 1998, che prevede una procedura d’informazione nel settore
delle norme e delle regolamentazioni tecniche e delle regole relative
ai servizi della societa’ dell’informazione, ed elaborata in
conformita’ agli orientamenti generali concordati fra la Commissione
europea e gli organismi europei di normalizzazione;
i) documento normativo, un documento contenente specifiche
tecniche adottate dalla Organizzazione internazionale di metrologia
legale (OIML), che e’ soggetto alla procedura di cui all’articolo 16,
paragrafo 1, della direttiva 2004/22/CE.

Note all’art. 2:
– La direttiva 98/34/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E n.
L 204 del 21 luglio 1998.
– Per la direttiva 2004/22/CE vedi note alle premesse.

Art. 3.

Applicabilita’ alle sottounita’

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle
sottounita’ di cui agli allegati specifici che stabiliscono i
requisiti essenziali ad essi relativi.
2. Le sottounita’ e gli strumenti di misura possono essere
sottoposti a valutazioni indipendenti e separate ai fini
dell’accertamento della conformita’.

Art. 4.

Requisiti essenziali e valutazione della conformita’

1. Lo strumento di misura deve conformarsi ai requisiti essenziali
di cui all’allegato I e all’allegato specifico relativo allo
strumento.
2. La conformita’ dello strumento di misura ai requisiti essenziali
e’ valutata conformemente all’articolo 7.
3. Le informazioni di cui all’allegato I o agli allegati specifici
dei singoli strumenti sono fornite anche in lingua italiana, ai fini
dell’utilizzo corretto degli stessi strumenti.

Art. 5.

Marcatura di conformita’

1. La conformita’ di uno strumento di misura a tutte le
disposizioni del presente decreto e’ attestata dalla presenza, sul
medesimo, della marcatura CE e della marcatura metrologica
supplementare secondo quanto specificato all’articolo 13.
2. La marcatura CE e la marcatura metrologica supplementare sono
apposte dal fabbricante o sotto la responsabilita’ di quest’ultimo.
Se necessario, le marcature possono essere apposte sullo strumento
durante il processo di fabbricazione.
3. Sullo strumento di misura puo’ essere apposta qualsiasi altra
marcatura, a patto che quest’ultima non riduca la visibilita’ e la
leggibilita’ della marcatura CE e della marcatura metrologica
supplementare e non tragga in inganno terzi relativamente al
significato o alla forma delle marcature stesse.
4. Qualora lo strumento di misura sia sottoposto a misure adottate
in base a direttive comunitarie relative ad aspetti diversi e che
prevedono l’apposizione della marcatura CE, questa indica che lo
strumento in questione si presume conforme anche a dette direttive.
In tale caso i riferimenti della pubblicazione di tali direttive
nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea sono riportati nei
documenti, nelle avvertenze o nelle istruzioni prescritte da tali
direttive e che accompagnano lo strumento di misura.

Art. 6.

Commercializzazione e messa in servizio

1. Gli strumenti di misura, disciplinati dal presente decreto, sono
commercializzati e messi in servizio, per le funzioni di misura di
cui all’articolo 1, comma 2, solo se muniti della marcatura CE e
della marcatura metrologica supplementare di cui all’articolo 13.
2. In occasione di fiere campionarie, esibizioni, dimostrazioni, e’
consentita l’esposizione di strumenti non conformi al disposto del
presente decreto, purche’ sia indicato in modo chiaro e visibile che
essi non sono conformi e che non possono essere commercializzati o
messi in servizio, per le funzioni di misura di cui all’articolo 1,
comma 2, finche’ non saranno resi conformi.

Art. 7.

Valutazione della conformita’

1. La valutazione della conformita’ di uno strumento di misura ai
requisiti essenziali ad esso applicabili e’ effettuata utilizzando, a
scelta del fabbricante, una delle procedure di valutazione della
conformita’ elencate nell’allegato specifico dello strumento. Il
fabbricante fornisce, se del caso, la documentazione tecnica per
specifici strumenti o gruppi di strumenti come stabilito
nell’articolo 8.
2. I moduli di valutazione della conformita’ costituenti le
procedure sono descritti negli allegati da A ad H1 del presente
decreto.
3. I documenti relativi alla accertata valutazione di conformita’
sono redatti nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro
in cui e’ stabilito l’organismo notificato che esegue tale
valutazione di conformita’, o in una lingua accettata da tale
organismo.

Art. 8.

Documentazione tecnica

1. La documentazione tecnica deve descrivere in modo intelligibile
la progettazione, la fabbricazione e il funzionamento dello strumento
di misura e deve consentire di valutare la conformita’ dello stesso
ai requisiti fissati dal presente decreto.
2. La documentazione tecnica deve essere sufficientemente
dettagliata per assicurare:
a) la definizione delle caratteristiche metrologiche;
b) la riproducibilita’ dei risultati delle misure degli strumenti
prodotti quando essi sono correttamente tarati avvalendosi degli
opportuni mezzi previsti;
c) l’integrita’ dello strumento.
3. Ai fini della valutazione e dell’identificazione dello
strumento, la documentazione tecnica deve includere quanto segue:
a) una descrizione generale dello strumento;
b) gli schemi di progettazione e di fabbricazione, nonche’ i
piani relativi a componenti, sottounita’, circuiti;
c) le procedure di fabbricazione per garantire una produzione
omogenea;
d) se del caso, una descrizione dei dispositivi elettronici con
schemi, diagrammi, diagrammi di flusso dell’informazione del software
logico e generale che ne illustrino le caratteristiche e il
funzionamento;
e) le descrizioni e le spiegazioni necessarie per comprendere le
lettere b), c) e d), compreso il funzionamento dello strumento;
f) un elenco delle norme o dei documenti normativi previsti
all’articolo 10, applicati in tutto o in parte;
g) le descrizioni delle soluzioni adottate per soddisfare i
requisiti essenziali qualora non siano state applicate le norme e i
documenti normativi previsti all’articolo 12;
h) i risultati dei calcoli di progetto, di esami;
i) i risultati delle prove pertinenti, ove necessario, per
dimostrare che lo strumento e’ conforme a:
1) i requisiti del presente decreto in base alle condizioni di
funzionamento nominali dichiarate e ai disturbi ambientali specifici;
2) le specifiche di durata dei contatori del gas, dell’acqua,
di calore nonche’ dei contatori di liquidi diversi dall’acqua;
l) gli attestati di esame CE del tipo o gli attestati di esame CE
del progetto per quanto concerne gli strumenti che contengono parti
identiche a quelle del progetto.
4. Il fabbricante specifica la posizione dei sigilli e delle
marcature.
5. Il fabbricante indica, ove possibile, i requisiti di
compatibilita’ con interfacce e sottounita’.

Art. 9.

Criteri per la notifica degli organismi

1. Con provvedimento del Ministero dello sviluppo economico sono
riconosciuti gli organismi nazionali notificati per espletare i
compiti relativi ai moduli di valutazione della conformita’ di cui
all’articolo 7.
2. Gli organismi notificati rispettano i seguenti criteri:
a) l’organismo, il suo direttore e il personale coinvolto nei
compiti di valutazione della conformita’ non debbono essere
progettisti, fabbricanti, fornitori, installatori od utilizzatori
degli strumenti di misura che debbono ispezionare, ne’ loro
mandatari. Inoltre essi non debbono aver preso parte alla
progettazione, fabbricazione, commercializzazione o manutenzione
degli strumenti in questione, ne’ rappresentare i soggetti impegnati
in tali attivita’. I criteri di cui sopra non vietano la possibilita’
di scambio di informazioni tecniche tra il fabbricante e l’organismo
notificato, a fini della valutazione della conformita’;
b) l’organismo notificato deve offrire garanzie di autonomia, di
mancanza di conflitto di interesse nella sua partecipazione
proprietaria e direzionale da qualunque soggetto fabbricante,
fornitore installatore od utilizzatore di strumenti di misura che
possano influenzare il loro giudizio o i risultati della valutazione
della conformita’ da essi effettuata. La retribuzione dell’organismo,
del suo direttore e del personale coinvolto non puo’ essere correlata
al numero dei compiti di valutazione di conformita’ ed ai loro
risultati;
c) le valutazioni della conformita’ sono effettuate con il piu’
elevato grado di integrita’ professionale e competenza tecnica in
campo metrologico. L’organismo puo’ subappaltare compiti specifici
solo previa verifica che il subcontraente soddisfi i requisiti
prescritti dal presente provvedimento. L’organismo deve conservare a
disposizione del Ministero dello sviluppo economico i documenti
attestanti la valutazione del subcontraente e che documentino le
attivita’ svolte da quest’ultimo ai sensi del presente decreto;
d) l’organismo deve disporre del personale e degli impianti
necessari ai compiti tecnici e amministrativi connessi alla
valutazione della conformita’. L’organismo, inoltre, deve essere in
grado di effettuare tutti i compiti di valutazione della conformita’
per cui e’ stato notificato, ferma restando la possibilita’ che i
medesimi compiti siano realizzati dall’organismo per conto e sotto la
responsabilita’ dello stesso;
e) l’imparzialita’ dell’organismo, del direttore e del personale
deve essere garantita. L’organismo notificato deve prefissare il
compenso, forfetario e omnicomprensivo, per le procedure di
valutazione di conformita’ indipendentemente dai risultati e dai
compiti svolti;
f) l’organismo, non pubblico, deve contrarre un’assicurazione per
la responsabilita’ civile;
g) il direttore e il personale dell’organismo sono obbligati a
rispettare il segreto professionale per quanto riguarda tutte le
informazioni ottenute nel corso dell’esercizio delle loro funzioni,
ai sensi del presente decreto, eccetto che nei confronti del
Ministero dello sviluppo economico che li ha designati.
3. Gli organismi designati di cui al presente articolo sono
notificati agli altri Stati membri e alla Commissione europea,
unitamente ai numeri d’identificazione attribuiti dalla stessa
Commissione a tali organismi, al tipo o ai tipi di strumenti di
misura per cui ciascun organismo e’ stato notificato e, se del caso,
alla classe di accuratezza a cui appartiene lo strumento,
all’intervallo di misura, alla tecnologia di misura e ad ogni altra
caratteristica dello strumento che limiti la portata della notifica.

Art. 10.
Modalita’ di richiesta di notifica

1. Gli organismi interessati alla notifica agli altri Stati membri
e alla Commissione inoltrano le richieste di designazione secondo le
modalita’ riportate nell’allegato II al presente decreto.

Art. 11.

Vigilanza sugli organismi

1. Il Ministero dello sviluppo economico:
a) verifica il possesso dei requisiti degli organismi di cui
all’articolo 9;
b) procede a controlli periodici per accertare che l’organismo
continui a rispettare le condizioni alle quali e’ stato notificato
anche per mezzo di organismi pubblici specificamente autorizzati;
c) ritira la notifica qualora constati che l’organismo in
questione non risponde piu’ ai requisiti prescritti. Il ritiro della
notifica e’ disposto con provvedimento motivato del Ministero dello
sviluppo economico.

Art. 12.

Norme armonizzate e documenti normativi

1. Sono conformi ai requisiti essenziali di cui all’allegato I ed
agli allegati da MI-001 a MI-010, gli strumenti di misura che
rispettano le norme tecniche europee armonizzate ad essi relative i
cui riferimenti sono stati pubblicati nella serie C della Gazzetta
Ufficiale dell’Unione europea. Nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e’ pubblicato il riferimento alle norme sopra
indicate o alle eventuali norme tecniche nazionali equivalenti.
2. Sono ritenuti altresi’ conformi ai requisiti essenziali di cui
all’allegato I e agli allegati da MI-001 a MI-010, gli strumenti di
misura che rispettano le parti corrispondenti dei documenti normativi
e degli elenchi adottati e individuati ai sensi dell’articolo 16,
paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2004/22/CE. Nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e’ pubblicato il riferimento ai
documenti normativi di cui al presente comma.
3. Qualora uno strumento di misura rispetti solo in parte gli
elementi delle norme o dei documenti normativi di cui ai commi 1 e 2,
e’ ritenuto conforme ai soli requisiti essenziali corrispondenti.
4. Il fabbricante puo’ utilizzare qualsiasi soluzione tecnica
conforme ai requisiti essenziali di cui all’allegato I e agli
allegati specifici da MI-001 a MI-010 e puo’ avvalersi della
presunzione di conformita’ di cui ai commi 1, 2 e 3, previa corretta
applicazione delle norme tecniche e documenti normativi di cui ai
commi 1, 2 e 3.
5. Le pertinenti prove menzionate all’articolo 8, comma 3,
lettera i), sono soddisfatte se il corrispondente programma di prova
e’ stato svolto conformemente ai documenti di cui al presente
articolo e se i risultati delle prove garantiscono la conformita’ ai
requisiti essenziali.

Nota all’art. 12:
– Per la direttiva 2004/22/CE, vedi note alle premesse.

Art. 13.

Marcature

1. La marcatura CE di cui all’articolo 5 e’ costituita dalle
iniziali CE secondo il simbolo grafico riportato alla sezione I,
lettera B), punto d), dell’allegato della decisione 93/465/CEE. La
marcatura CE non puo’ essere di altezza inferiore a 5 mm.
2. La marcatura metrologica supplementare e’ costituita dalla
lettera maiuscola M e dalle ultime due cifre dell’anno di apposizione
della marcatura, iscritti in un rettangolo. L’altezza del rettangolo
e’ uguale all’altezza della marcatura CE. La marcatura metrologica
supplementare segue immediatamente la marcatura CE.
3. Qualora cio’ sia previsto dalla procedura di valutazione della
conformita’, il numero d’identificazione dell’organismo notificato di
cui all’articolo 9 segue immediatamente la marcatura CE e la
marcatura metrologica supplementare.
4. Qualora uno strumento di misura consti di un insieme di
dispositivi, che non siano sottounita’, che funzionano in modo
congiunto, le marcature sono apposte sul dispositivo principale dello
strumento in questione.
5. Qualora uno strumento di misura sia di dimensioni troppo ridotte
o sia troppo sensibile per poter recare la marcatura CE e la
marcatura metrologica supplementare, tali marcature sono apposte
sull’eventuale imballaggio e sui documenti di accompagnamento
richiesti dalla direttiva 2004/22/CE.
6. La marcatura CE e la marcatura metrologica supplementare sono
indelebili. Il numero d’identificazione dell’organismo notificato e’
applicato in modo indelebile e non puo’ essere rimosso senza essere
distrutto. Tutte le marcature sono chiaramente visibili o facilmente
accessibili.

Note all’art. 13:
– La decisione 93/465/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
n. L 220 del 30 agosto 1993.
– Per la direttiva 2004/22/CE vedi note alle premesse.

Art. 14.

Vigilanza sul mercato

1. I soggetti individuati con successivo decreto ministeriale,
diversi da quelli di cui all’articolo 9, svolgono attivita’ di
vigilanza sul mercato.
2. Il Ministero dello sviluppo economico e’ l’autorita’ competente
per lo scambio di informazioni con gli altri Stati membri e con la
Commissione europea.

Art. 15.

Norma di rinvio

1. Alle procedure relative all’attivita’ di notifica degli
organismi di cui all’articolo 9 ed a quelle di vigilanza sugli
organismi stessi si applicano le disposizioni dell’articolo 47 della
legge 6 febbraio 1996, n. 52, recante disposizioni per l’adempimento
di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee – legge comunitaria 1994.
2. In sede di prima applicazione, il decreto di cui
all’articolo 47, comma 4, della predetta legge 6 febbraio 1996, n.
52, e’ emanato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto legislativo.

Nota all’art. 15:
– Si riporta il testo dell’art. 47 della legge
6 febbraio 1996, n. 52, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
del 10 febbraio 1996, n. 34, supplemento ordinario:
«Art. 47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
finalizzate alla marcatura CE). – 1. Le spese relative alle
procedue di certificazione e/o attestazione per
l’apposizione della marcatura CE, previste dalla normativa
comunitaria, nonche’ quelle conseguenti alle procedure di
riesame delle istanze presentate per le stesse finalita’,
sono a carico del fabbricante o del suo rappresentante
stabilito nell’Unione europea.
2. Le spese relative alle procedure finalizzate
all’autorizzazione degli organismi ad effettuare le
procedure di cui al comma 1 sono a carico dei richiedenti.
Le spese relative ai successivi controlli sugli organismi
autorizzati sono a carico di tutti gli organismi
autorizzati per la medesima tipologia dei prodotti. I
controlli possono avvenire anche mediante l’esame a
campione dei prodotti certificati.
3. I proventi derivanti dalle attivita’ di cui al
comma 1, se effettuate da organi dell’amministrazione
centrale o periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui
al comma 2, sono versati all’entrata del bilancio dello
Stato per essere successivamente riassegnati, con decreto
del Ministro del tesoro, agli stati di previsione dei
Ministeri interessati sui capitoli destinati al
funzionamento dei servizi preposti, per lo svolgimento
delle attivita’ di cui ai citati commi e per
l’effettuazione dei controlli successivi sul mercato che
possono essere effettuati dalle autorita’ competenti
mediante l’acquisizione temporanea a titolo gratuito dei
prodotti presso i produttori, i distributori ed i
rivenditori.
4. Con uno o piu’ decreti dei Ministri competenti per
materia, di concerto con il Ministro del tesoro, sono
determinate ed aggiornate, almeno ogni due anni, le tariffe
per le attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e per le
attivita’ di cui al comma 1 se effettuate da organi
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato,
sulla base dei costi effettivi dei servizi resi, nonche’ le
modalita’ di riscossione delle tariffe stesse e dei
proventi a copertura delle spese relative ai controlli di
cui al comma 2. Con gli stessi decreti sono altresi’
determinate le modalita’ di erogazione dei compensi dovuti,
in base alla vigente normativa, al personale
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato
addetto alle attivita’ di cui ai medesimi commi 1 e 2,
nonche’ le modalita’ per l’acquisizione a titolo gratuito e
la successiva eventuale restituzione dei prodotti ai fini
dei controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni
vigilanti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla normativa
vigente. L’effettuazione dei controlli dei prodotti sul
mercato, come disciplinati dal presente comma, non deve
comportare ulteriori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
5. Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi del
presente articolo, sono abrogate le disposizioni
incompatibili emanate in attuazione di direttive
comunitarie in materia di certificazione CE.
6. I decreti di cui al comma 4 sono emanati entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dei
provvedimenti di recepimento delle direttive che prevedono
l’apposizione della marcatura CE; trascorso tale termine,
si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica; le
amministrazioni inadempienti sono tenute a fornire i dati
di rispettiva competenza.».

Art. 16.

Clausola di salvaguardia

1. Il Ministero dello sviluppo economico puo’ vietare o limitare
l’ulteriore commercializzazione e utilizzazione di uno strumento di
misura di uno specifico modello, munito della marcatura CE e della
marcatura metrologica supplementare, qualora non soddisfino i
requisiti essenziali relativi alle prestazioni metrologiche di cui al
presente decreto, anche se correttamente installati ed utilizzati
conformemente alle istruzioni del fabbricante, ed adotta tutte le
misure appropriate per ritirare tali strumenti dal mercato.

Art. 17.

Marcature apposte indebitamente

1. Fatto salvo l’articolo 16, qualora il Ministero dello sviluppo
economico accerti che la marcatura CE e la marcatura metrologica
supplementare siano state apposte indebitamente, assegna al
fabbricante o al suo mandatario un termine per rendere lo strumento
indebitamente marcato conforme alle disposizioni del presente decreto
relative alla marcatura CE e alla marcatura metrologica
supplementare, ordinando di porre termine all’infrazione alle
condizioni imposte dallo stesso Ministero.
2. Qualora la non conformita’ di cui al comma 1 persista, il
Ministero adotta, sentito il Comitato centrale metrico, tutti i
provvedimenti necessari per limitare o vietare la commercializzazione
dello strumento in questione o per assicurarne il ritiro dal mercato,
ovvero vietare o limitare la sua utilizzazione ulteriore secondo
quanto previsto all’articolo 16.

Art. 18.

Cooperazione amministrativa

1. Gli organismi nazionali notificati trasmettono al Ministero
dello sviluppo economico – Direzione generale per l’armonizzazione
del mercato e la tutela dei consumatori:
a) gli elenchi delle attestazioni di conformita’ rilasciati,
nonche’ le revoche o i rifiuti delle attestazioni stesse; gli
attestati di esame CE del tipo o del progetto, compresi gli allegati
rilasciati dagli organismi notificati ed i supplementi, le modifiche
ed i ritiri relativi agli attestati gia’ rilasciati;
b) le approvazioni dei sistemi di qualita’ rilasciate dagli
organismi notificati ed informazioni sui sistemi di qualita’
rifiutati o ritirati.
2. Il Ministero dello sviluppo economico mette a disposizione degli
organismi da esso notificati tutte le informazioni necessarie
relative agli attestati e alle approvazioni dei sistemi di qualita’.

Art. 19.

Aggiornamento e controlli successivi

1. All’aggiornamento e alla modifica delle disposizioni degli
allegati si provvede con decreto del Ministro dello sviluppo
economico, sentito il Comitato centrale metrico.
2. Il Ministro dello sviluppo economico stabilisce, con uno o piu’
decreti, i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici
successivi sugli strumenti di misura disciplinati dal presente
decreto dopo la loro immissione in servizio.

Art. 20.

Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza o
mette in servizio strumenti di misura utilizzati per le funzioni di
cui all’articolo 1, comma 2, di cui agli allegati da MI-001 a MI-010,
privi della idonea marcatura CE e’ punito con l’applicazione della
sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 500
euro a 1500 euro per ciascuno strumento commercializzato e messo in
servizio.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, gli organismi notificati
che consentono l’applicazione delle marcature di cui all’articolo 13
a strumenti di misura non conformi alle disposizioni del presente
decreto legislativo sono sottoposti alla medesima sanzione di cui al
comma 1.
3. I rapporti sulle violazioni di cui ai commi 1 e 2 sono
presentati, ai sensi e per gli effetti della legge 24 novembre 1981,
n. 689, e successive modificazioni, al Segretario generale della
camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente
per territorio.

Nota all’art. 20:
– La legge 24 novembre 1981, n. 689, reca: «Modifiche
al sistema penale».

Art. 21.

Abrogazioni

1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 22, a decorrere dalla
data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati i
seguenti provvedimenti:
a) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
857, che recepisce la direttiva 71/318/CEE, del 26 luglio 1971, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai
contatori di volume di gas;
b) decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n.
736, che recepisce la direttiva 71/319/CEE, del 26 luglio 1971, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai
contatori di liquidi diversi dall’acqua;
c) decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n.
737, che recepisce la direttiva 71/348/CEE, del 12 ottobre 1971, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai
dispositivi accessori per contatori di liquidi diversi dall’acqua;
d) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
864, che recepisce la direttiva 73/362/CEE, del 19 novembre 1973, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
misure lineari materializzate;
e) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
854, che recepisce la direttiva 75/33/CEE, del 17 dicembre 1974, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai
contatori d’acqua fredda, per quanto riguarda i contatori di cui
all’allegato MI-001, contemplati dal presente decreto;
f) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
846, che recepisce la direttiva 75/410/CEE, del 24 giugno 1975, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative agli
strumenti per pesare totalizzatori continui;
g) decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n.
872, che recepisce la direttiva 76/891/CEE, del 4 novembre 1976, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai
contatori di energia elettrica;
h) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
866, che recepisce la direttiva 77/95/CEE, del 21 dicembre 1976, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai
tassametri;
i) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
856, che recepisce la direttiva 77/313/CEE, del 5 aprile 1977, per il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di
complessi di misurazione per liquidi diversi dall’acqua;
l) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
834, che recepisce la direttiva 78/1031/CEE, del 5 dicembre 1978, per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle
selezionatrici ponderali a funzionamento automatico;
m) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
855, che recepisce la direttiva 79/830/CEE, dell’11 settembre 1979,
per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
ai contatori di acqua calda.
2. Sono abrogate le disposizioni del testo unico delle leggi
metriche, approvato con regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e
successive modificazioni, contrastanti o incompatibili con il
presente decreto.

Note all’art. 21:
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1982, n. 857, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19
novembre 1982, n. 319, supplemento ordinario.
– La direttiva 71/318/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
n. L 202 del 6 settembre 1971.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto
1982, n. 736, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
13 ottobre 1982, n. 282.
– La direttiva 71/319/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 6 settembre 1971, n. L 202.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto
1982, n. 737, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
13 ottobre 1982, n. 282.
– La direttiva 71/348/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 25 ottobre 1971, n. L 239.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1982, n. 864, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
22 novembre 1982, n. 321, supplmento ordinario.
– La direttiva 73/362/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 5 dicembre 1973, n. L 335.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1982, n. 854, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
19 novembre 1982, n. 319, supplemento ordinario.
– La direttiva 75/33/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 20 gennaio 1975, n. L 14.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1982, n. 846, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17
novembre 1982, n. 316, supplemento ordinario.
– La direttiva 75/410/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 14 luglio 1975, n. L 183.
– Il decreto del Presidente della Repubblica
10 settembre 1982, n. 872, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale del 27 novembre 1982, n. 327, supplemento
ordinario.
– La direttiva 76/891/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 4 dicembre 1976, n. L 336.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1982, n. 866, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
22 novembre 1982, n. 321, supplemento ordinario.
– La direttiva 77/95/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 31 gennaio 1977, n. L 26.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1982, n. 856, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
19 novembre 1982, n. 319, supplemento ordinario.
– La direttiva 77/313/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 28 aprile 1977, n. L 105.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1982, n. 834, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
15 novembre 1982, n. 314, supplemento ordinario.
– La direttiva 78/1031/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
del 27 dicembre 1978, n. L 364.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto
1982, n. 855, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
19 novembre 1982, n. 319, supplemento ordinario.
– La direttiva 79/830 e’ pubblicata nella G.U.C.E. del
15 ottobre 1979, n. L 259.
– Il regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, reca:
«Approvazione del T.U. delle leggi sui pesi e sulle misure
nel Regno d’Italia del 20 luglio 1890, n. 6991.».

Art. 22.

Disposizioni transitorie

1. La commercializzazione e la messa in servizio degli strumenti di
misura sottoposti ai controlli metrologici legali che soddisfino le
norme applicabili anteriormente al 30 ottobre 2006 sono consentite
fino alla scadenza della validita’ dell’omologazione di tali
strumenti. In caso di omologazione di validita’ indefinita, la
commercializzazione e la messa in servizio degli strumenti di misura
sottoposti a controlli metrologici legali che soddisfino le norme
applicabili anteriormente al 30 ottobre 2006 sono consentite fino al
30 ottobre 2016.
2. Per gli strumenti di misura per i quali sia stata presentata la
domanda di ammissione alla verifica ai sensi della normativa
nazionale e comunitaria in vigore prima del 30 ottobre 2006, il
provvedimento di ammissione a verificazione metrica e alla
legalizzazione sara’ rilasciato ai sensi della stessa normativa e
comunque avra’ validita’ fino al 30 ottobre 2016.
3. I dispositivi ed i sistemi di misura di cui all’articolo 1,
comma 1, se utilizzati per le funzioni di misura previste al comma 2
del medesimo articolo e per i quali la normativa in vigore fino al
30 ottobre 2006 non prevede i controlli metrologici legali, qualora
gia’ messi in servizio alla data di entrata in vigore del presente
decreto, potranno continuare ad essere utilizzati anche senza essere
sottoposti a detti controlli, purche’ non rimossi dal luogo di
utilizzazione.

Art. 23.

Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.
2. Le pubbliche amministrazioni provvederanno alle attivita’
previste dal presente decreto con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 24.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 2 febbraio 2007

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri

Bonino, Ministro per le politiche
europee

Bersani, Ministro dello sviluppo
economico

D’Alema, Ministro degli affari
esteri

Mastella, Ministro della giustizia

Padoa Schioppa, Ministro
dell’economia e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Mastella

Allegati

Allegato I – Requisiti essenziali
Allegato II – Modalita’ di richiesta di notifica
Allegato A – Dichiarazione di conformita’ basata sul controllo di
produzione interno
Allegato A1 – Dichiarazione di conformita’ basata sul controllo di
produzione interno e sulle prove del prodotto realizzate da un
organismo notificato
Allegato B – Esame del tipo
Allegato C – Dichiarazione di conformita’ al tipo basata sul
controllo di produzione interno
Allegato C1 – Dichiarazione di conformita’ del tipo basata sul
controllo di produzione interno e sulle prove del prodotto realizzate
da un organismo notificato
Allegato D – Dichiarazione di conformita’ al tipo basata sulla
garanzia di qualita’ del processo di produzione
Allegato D1 – Dichiarazione di conformita’ basata sulla garanzia di
qualita’ del processo di produzione
Allegato E – Dichiarazione di conformita’ al tipo basata sulla
garanzia di qualita’ dell’ispezione e delle prove effettuate sul
prodotto finale
Allegato E1 – Dichiarazione di conformita’ basata sulla garanzia di
qualita’ delle ispezioni e delle prove effettuate sul prodotto finale
Allegato F – Dichiarazione di conformita’ al tipo basata sulla
verifica del prodotto
Allegato F1 – Dichiarazione di conformita’ basata sulla verifica del
prodotto
Allegato G – Dichiarazione di conformita’ basata sulla verifica di un
unico prodotto
Allegato H – Dichiarazione di conformita’ basata sulla garanzia di
qualita’ totale
Allegato H1 – Dichiarazione di conformita’ basata sulla garanzia di
qualita’ totale e sull’esame del progetto

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ALLEGATI SPECIFICI
Allegato MI-001 – Contatori dell’acqua
Allegato MI-002 – Contatori del gas e dispositivi di conversione del
volume
Allegato MI-003 – Contatori di energia elettrica attiva
Allegato MI-004 – Contatori di calore
Allegato MI-005 – Sistemi di misura per la misurazione continua e
dinamica di quantita’ di liquidi diversi dall’acqua
Allegato MI-006 – Strumenti per pesare a funzionamento automatico
Allegato MI-007 – Tassametri
Allegato MI-008 – Misure materializzate
Allegato MI-009 – Strumenti di misura della dimensione
Allegato MI-010 – Analizzatori di gas di scarico

—-> Vedere immagini da pag. 59 a pag. 112 in formato zip/pdf

DECRETO LEGISLATIVO 2 febbraio 2007, n.22

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