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Decreto Legislativo 18/08/2000

Decreto Legislativo 18/08/2000 n. 258 - Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia di tutela delle acque dall'inquinamento, a norma dell'articolo 1, comma 4, della legge 24 aprile 1998, n. 128. Suppl. Ordinario G.U. 18/09/2000 n. 153

Decreto Legislativo 18/08/2000 n. 258
Disposizioni correttive ed
integrative del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia
di tutela delle acque dall’inquinamento, a norma dell’articolo 1,
comma 4, della legge 24 aprile 1998, n. 128.
Suppl. Ordinario G.U.
18/09/2000 n. 153

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli
articoli 76 e 87 della Costituzione;

Visto il decreto legislativo 11
maggio 1999, n. 152, recante disposizioni sulla tutela delle acque
dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente
il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE
relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai
nitrati provenienti da fonti agricole;

Vista la legge 24 aprile 1998,
n. 128, recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi
derivanti dalla partecipazione dell’Italia alle Comunità europee
(legge comunitaria 1995-1997) ed in particolare l’articolo 1, comma
4;

Vista la legge 5 gennaio 1994, n. 36, e successive modifiche,
concernente disposizioni in materia di risorse idriche;

Visto il
decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche,
concernente l’attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti,
91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui
rifiuti di imballaggio;

Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236;

Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183;

Visto il regio
decreto 11 dicembre 1933, n. 1775;

Vista la deliberazione preliminare
del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 19 maggio
2000;

Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;

Acquisiti i
pareri delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del
Senato della Repubblica;

Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri adottata nella riunione del 4 agosto 2000;

Sulla proposta
del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro
dell’ambiente, di concerto con i Ministri della sanità,
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, e del commercio con
l’estero, delle politiche agricole e forestali, dei lavori pubblici,
dei trasporti e della navigazione, delle finanze, del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, per gli affari regionali,
della giustizia, degli affari esteri e per la funzione pubblica;

EMANA
IL SEGUENTE DECRETO LEGISLATIVO:

Art. 1.
Definizioni

1.
All’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 11 maggio 1999, n.
152, sono apportate le seguenti modifiche:

a) la lettera h) e’
sostituita dalla seguente: “h) “acque reflue industriali: qualsiasi
tipo di acque reflue scaricate da edifici od installazioni in cui si
svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle
acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento;”;
b)
la lettera i) è sostituita dalla seguente: “i) “acque reflue urbane :
acque reflue domestiche o il miscuglio di acque reflue domestiche, di
acque reflue industriali ovvero meteoriche di dilavamento convogliate
in reti fognarie, anche separate, e provenienti da agglomerato;”;
c)
la lettera m) è sostituita dalla seguente: “m) “agglomerato: area in
cui la popolazione ovvero le attività economiche sono sufficientemente
concentrate così da rendere possibile, e cioè tecnicamente ed
economicamente realizzabile anche in rapporto ai benefici ambientali
conseguibili, la raccolta e il convogliamento delle acque reflue
urbane verso un sistema di trattamento di acque reflue urbane o verso
un punto di scarico finale;”;
d) dopo la lettera n) è inserita la
seguente: “n-bis) “utilizzazione agronomica: la gestione di effluenti
di allevamento, di acque di vegetazione residuate dalla lavorazione
delle olive ovvero di acque reflue provenienti da aziende agricole e
piccole aziende agroalimentari, dalla loro produzione all’applicazione
al terreno di cui alla lettera n), finalizzata all’utilizzo delle
sostanze nutritive ed ammendanti nei medesimi contenute ovvero al loro
utilizzo irriguo o fertirriguo;”;
e) dopo la lettera o) è inserita la
seguente: “o-bis) “gestore del servizio idrico integrato: il soggetto
che in base alla convenzione di cui all’articolo 11 della legge 5
gennaio 1994, n. 36, gestisce i servizi idrici integrati e, soltanto
fino alla piena operatività del servizio idrico integrato, il gestore
esistente del servizio pubblico;”;
f) dopo la lettera aa) è inserita
la seguente: “aa-bis) “fognature separate: la rete fognaria costituita
da due condotte, una che canalizza le sole acque meteoriche di
dilavamento e può essere dotata di dispositivi per la raccolta e la
separazione delle acque di prima pioggia, l’altra che canalizza le
altre acque reflue unitamente alle eventuali acque di prima
pioggia;”;
g) dopo la lettera cc) è inserita la seguente: “cc-bis)
“scarichi esistenti: gli scarichi di acque reflue urbane che alla data
del 13 giugno 1999 sono in esercizio e conformi al regime
autorizzativo previgente ovvero di impianti di trattamento di acque
reflue urbane per i quali alla stessa data siano già state completate
tutte le procedure relative alle gare di appalto e all’assegnazione
lavori; gli scarichi di acque reflue domestiche che alla data del 13
giugno 1999 sono in esercizio e conformi al regime autorizzativo
previgente; gli scarichi di acque reflue industriali che alla data del
13 giugno 1999 sono in esercizio e già autorizzati;”.

Art.
2.
Competenze

1. All’articolo 3 del decreto legislativo n. 152 del
1999, il comma 3 è sostituito dal seguente.

“3. in relazione alle
funzioni e ai compiti spettanti alle regioni e agli enti locali, in
caso di accertata inattività che comporti inadempimento agli obblighi
derivanti dall’appartenenza all’Unione europea o pericolo di grave
pregiudizio alla salute o all’ambiente o inottemperanza agli obblighi
di informazione, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
dei Ministri competenti, esercita i poteri sostitutivi in conformità
all’articolo 5 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, fermi
restando i poteri di ordinanza previsti dall’ordinamento in caso di
urgente necessita’, nonché quanto disposto dall’articolo 53. Gli oneri
economici connessi all’attività di sostituzione sono posti a carico
dell’ente inadempiente.”.

Art. 3.
Perseguimento obiettivo di qualità
ambientale

1. All’articolo 5 del decreto legislativo n. 152 del
1999, il comma 1 è sostituito dal seguente:

“1. Entro il 30 aprile
2003, sulla base dei dati già acquisiti e dei risultati del primo
rilevamento effettuato ai sensi degli articoli 42 e 43, le regioni
identificano per ciascun corpo idrico significativo, o parte di esso,
la classe di qualità corrispondente ad una di quelle indicate
nell’allegato 1.”.

Art. 4.
Aree sensibili

1. L’articolo 18 del
decreto legislativo n. 152 del 1999 è sostituito dal seguente:

“Art.
18 (Aree sensibili). – 1. Le aree sensibili sono individuate secondo i
criteri dell’allegato 6.

2. Ai fini della prima individuazione sono
designate aree sensibili:
a) i laghi di cui all’allegato 6, nonché i
corsi d’acqua a esse afferenti per un tratto di 10 chilometri dalla
linea di costa;
b) le aree lagunari di Orbetello, Ravenna e
Piallassa-Baiona, le Valli di Comacchio, i laghi salmastri e il delta
del Po;
c) le zone umide individuate ai sensi della convenzione di
Ramsar del 2 febbraio 1971, resa esecutiva con decreto del Presidente
della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448;
d) le aree costiere
dell’Adriatico-Nord Occidentale dalla foce dell’Adige al confine
meridionale del comune di Pesaro e i corsi d’acqua ad essi afferenti
per un tratto di 10 chilometri dalla linea di costa.

3. Resta fermo
quanto disposto dalla legislazione vigente relativamente alla tutela
di Venezia.

4. Sulla base dei criteri stabiliti nell’allegato 6 e
sentita l’Autorità di bacino, le regioni, entro un anno dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, possono designare ulteriori
aree sensibili ovvero individuano all’interno delle aree indicate nel
comma 2, i corpi idrici che non costituiscono aree sensibili.

5. Le
regioni, sulla base dei criteri previsti dall’allegato 6, delimitano i
bacini drenanti nelle aree sensibili che contribuiscono
all’inquinamento di tali aree.

6. Ogni quattro anni si provvede alla
reidentificazione delle aree sensibili e dei rispettivi bacini
drenanti che contribuiscono all’inquinamento delle aree sensibili.

7.
Le nuove aree sensibili identificate ai sensi dei commi 4 e 6 devono
soddisfare i requisiti dell’articolo 32 entro sette anni dalla
identificazione.”.

Art. 5.
Salvaguardia delle acque superficiali e
sotterranee destinate al consumo umano

1. L’articolo 21 del decreto
legislativo n. 152 del 1999 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 21
(Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e
sotterranee destinate al consumo umano). – 1. Su proposta delle
autorità d’ambito, le regioni, per mantenere e migliorare le
caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee
destinate al consumo umano erogate a terzi mediante impianto di
acquedotto che riveste carattere di pubblico interesse, nonché per la
tutela dello stato delle risorse, individuano le aree di salvaguardia
distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto, nonché,
all’interno dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica della falda,
le zone di protezione.

2. Per gli approvvigionamenti diversi da
quelli di cui al comma 1, le autorità competenti impartiscono, caso
per caso, le prescrizioni necessarie per la conservazione, la tutela
della risorsa ed il controllo delle caratteristiche qualitative delle
acque destinate al consumo umano.

3. Per la gestione delle aree di
salvaguardia si applicano le disposizioni dell’articolo 13 della legge
5 gennaio 1994, n. 36, e le disposizioni dell’ar…

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