DECRETO LEGISLATIVO 1 settembre 2011, n. 150 - Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0192) - (GU n. 220 del 21-9-2011 | Edilone.it

DECRETO LEGISLATIVO 1 settembre 2011, n. 150 – Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0192) – (GU n. 220 del 21-9-2011

DECRETO LEGISLATIVO 1 settembre 2011, n. 150 - Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0192) - (GU n. 220 del 21-9-2011 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/10/2011

DECRETO LEGISLATIVO 1 settembre 2011 , n. 150

Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia
di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione,
ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69.
(11G0192)

Capo I Disposizioni Generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69, recante
delega al Governo per la riduzione e semplificazione dei procedimenti
civili;
Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 giugno 2011;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 1° settembre 2011;
Sulla proposta del Ministro della giustizia, di concerto con il
Ministro per la semplificazione normativa;

Emana
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) Rito ordinario di cognizione: il procedimento regolato dalle
norme del titolo I e del titolo III del libro secondo del codice di
procedura civile;
b) Rito del lavoro: il procedimento regolato dalle norme della
sezione II del capo I del titolo IV del libro secondo del codice di
procedura civile;
c) Rito sommario di cognizione: il procedimento regolato dalle
norme del capo III bis del titolo I del libro quarto del codice di
procedura civile.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– Si riporta il testo dell’articolo 76 della
Costituzione:
«Art. 76. – L’esercizio della funzione legislativa non
puo’ essere delegato al Governo se non con determinazione
di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo
limitato e per oggetti definiti.».
– L’articolo 87 della Costituzione conferisce, tra
l’altro, al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi ed emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
Si riporta il testo dell’articolo 54 della legge 18
giugno 2009, n. 69 (Disposizioni per lo sviluppo economico,
la semplificazione, la competitivita’ nonche’ in materia di
processo civile.):
«Art. 54 (Delega al Governo per la riduzione e
semplificazione dei procedimenti civili) – 1. Il Governo e’
delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, uno o piu’ decreti
legislativi in materia di riduzione e semplificazione dei
procedimenti civili di cognizione che rientrano nell’ambito
della giurisdizione ordinaria e che sono regolati dalla
legislazione speciale.
2. La riforma realizza il necessario coordinamento con
le altre disposizioni vigenti.
3. Gli schemi dei decreti legislativi previsti dal
presente articolo sono adottati su proposta del Ministro
della giustizia e successivamente trasmessi al Parlamento,
ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle
Commissioni competenti per materia, che sono resi entro il
termine di trenta giorni dalla data di trasmissione,
decorso il quale i decreti sono emanati anche in mancanza
dei pareri. Qualora detto termine venga a scadere nei
trenta giorni antecedenti allo spirare del termine previsto
dal comma 1, o successivamente, la scadenza di quest’ultimo
e’ prorogata di sessanta giorni.
4. Nell’esercizio della delega di cui al comma 1, il
Governo si attiene ai seguenti principi e criteri
direttivi:
a) restano fermi i criteri di competenza, nonche’ i
criteri di composizione dell’organo giudicante, previsti
dalla legislazione vigente;
b) i procedimenti civili di natura contenziosa
autonomamente regolati dalla legislazione speciale sono
ricondotti ad uno dei seguenti modelli processuali previsti
dal codice di procedura civile:
1) i procedimenti in cui sono prevalenti caratteri di
concentrazione processuale, ovvero di officiosita’
dell’istruzione, sono ricondotti al rito disciplinato dal
libro secondo, titolo IV, capo I, del codice di procedura
civile;
2) i procedimenti, anche se in camera di consiglio, in
cui sono prevalenti caratteri di semplificazione della
trattazione o dell’istruzione della causa, sono ricondotti
al procedimento sommario di cognizione di cui al libro
quarto, titolo I, capo III-bis, del codice di procedura
civile, come introdotto dall’ articolo 51 della presente
legge, restando tuttavia esclusa per tali procedimenti la
possibilita’ di conversione nel rito ordinario;
3) tutti gli altri procedimenti sono ricondotti al rito
di cui al libro secondo, titoli I e III, ovvero titolo II,
del codice di procedura civile;
c) la riconduzione ad uno dei riti di cui ai numeri
1), 2) e 3) della lettera b) non comporta l’abrogazione
delle disposizioni previste dalla legislazione speciale che
attribuiscono al giudice poteri officiosi, ovvero di quelle
finalizzate a produrre effetti che non possono conseguirsi
con le norme contenute nel codice di procedura civile;
d) restano in ogni caso ferme le disposizioni
processuali in materia di procedure concorsuali, di
famiglia e minori, nonche’ quelle contenute nel regio
decreto 14 dicembre 1933, n. 1669, nel regio decreto 21
dicembre 1933, n. 1736, nella legge 20 maggio 1970, n. 300,
nel codice della proprieta’ industriale di cui al decreto
legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e nel codice del
consumo di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
206.
5. Gli articoli da 1 a 33, 41, comma 1, e 42 del
decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, sono abrogati.
6. Gli articoli da 1 a 33, 41, comma 1, e 42 del
decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, continuano ad
applicarsi alle controversie pendenti alla data di entrata
in vigore della presente legge.».
– Si riporta il testo dell’articolo 14 della legge 23
agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.):
«Art. 14 (Decreti legislativi). – 1. I decreti
legislativi adottati dal Governo ai sensi dell’articolo 76
della Costituzione sono emanati dal Presidente della
Repubblica con la denominazione di «decreto legislativo» e
con l’indicazione, nel preambolo, della legge di
delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri
e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla
legge di delegazione.
2. L’emanazione del decreto legislativo deve avvenire
entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il
testo del decreto legislativo adottato dal Governo e’
trasmesso al Presidente della Repubblica, per la
emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una
pluralita’ di oggetti distinti suscettibili di separata
disciplina, il Governo puo’ esercitarla mediante piu’ atti
successivi per uno o piu’ degli oggetti predetti. In
relazione al termine finale stabilito dalla legge di
delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere
sui criteri che segue nell’organizzazione dell’esercizio
della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per
l’esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo e’
tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei
decreti delegati. Il parere e’ espresso dalle Commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro
sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive
della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue
osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
Commissioni per il parere definitivo che deve essere
espresso entro trenta giorni.».

…..V. TESTO COMPLETO ALLEGATO IN FORMATO ZIP/PDF

DECRETO LEGISLATIVO 1 settembre 2011, n. 150 – Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell’articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69. (11G0192) – (GU n. 220 del 21-9-2011

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