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Decreto Legislativo 06/12/1947

Decreto Legislativo 06/12/1947 n. 1501 - Nuove disposizioni per la revisione dei prezzi contrattuali degli appalti di opere pubbliche.

Decreto Legislativo 06/12/1947 n. 1501
Nuove disposizioni per la
revisione dei prezzi contrattuali degli appalti di opere pubbliche.

Art 1
1. Per i lavori relativi ad opere pubbliche di qualunque
durata da appaltarsi, da concedersi o da affidarsi dalle
Amministrazioni e dalle Aziende dello Stato anche con ordinamento
autonomo, dalle Province, dai Comuni o dagli altri Enti pubblici è
ammessa, salvo patti in contrario, la facoltà di procedere alla
revisione dei prezzi pattuiti quando l’Amministrazione riconosca che
il costo complessivo dell’opera è aumentato o diminuito in misura
superiore al 10% per effetto di variazioni dei prezzi correnti
intervenute successivamente alla presentazione della offerta.
2. La
revisione si intende operativa soltanto per la parte della differenza
eccedente la percentuale
suddetta.
3. Sul nuovo importo dei lavori
risultante dalla revisione si applica il ribasso contrattuale.
4.
Quando si tratti di revisione in aumento, questo non si applica alle
quantità di lavoro che l’appaltatore o il concessionario, a giudizio
dell’Amministrazione, avrebbe potuto eseguire e non abbia eseguito in
proporzione al tempo trascorso dalla consegna, né si applica ai
materiali precedentemente approvvigionati in cantiere.
5. Per i lavori
appaltati, concessi o comunque affidati anteriormente all’entrata in
vigore del presente decreto, la revisione dei prezzi è regolata come
segue:
1) per i lavori appaltati prima del 15 maggio 1945,
l’Amministrazione conserva la facoltà di procedere alla revisione in
base alle leggi anteriori ed in conformità agli eventuali patti
contrattuali;
2) per i lavori appaltati tra il 15 maggio 1945 ed il 15
aprile 1946 se nei contratti relativi è inserita la clausola della
rivedibilità, l’Amministrazione conserva la facoltà di procedere alla
revisione in base alle leggi vigenti al momento della stipulazione del
contratto. Se invece nei contratti relativi non è inserita la clausola
della rivedibilità, l’Amministrazione ha facoltà di concedere la
revisione purché a suo giudizio, questa sia compatibile con le
condizioni particolari del contratto. In tal caso alla revisione
stessa l’Amministrazione può procedere, a suo insindacabile giudizio,
in base alle leggi vigenti al momento della stipulazione del contratto
oppure, in base ai precedenti commi;
3) per i lavori appaltati dopo il
15 aprile 1946 per la cui esecuzione è previsto un periodo di tempo
superiore ad un anno, l’Amministrazione, se nei contratti relativi è
inserita la clausola della rivedibilità, ha facoltà di procedere alla
revisione in base al regio decreto-legge 21 giugno 1938, n. 1296,
convertito nella legge 19 gennaio 1939, n. 392. La stessa facoltà può
essere esercitata per i lavori per la cui esecuzione è previsto un
periodo di tempo superiore ad un anno, appaltati con contratti nei
quali non è inserita la clausola della rivedibilità, purché, a
giudizio dell’Amministrazione, la revisione sia compatibile con le
condizioni particolari del contratto;
4) per i lavori appaltati nello
stesso periodo di cui al precedente n. 3), per la cui esecuzione è
previsto un periodo di tempo non superiore all’anno, l’Amministrazione
ha facoltà di procedere alla revisione anche se nei contratti relativi
non è inserita la clausola della rivedibilità, procedendo:
a) per i
lavori appaltati dal Ministero dei lavori pubblici, in base al decreto
legislativo 23 novembre 1946, n. 463;
b) per i lavori appaltati da
altre Amministrazioni, a giudizio insindacabile di queste, in base al
D.Lgs. 23 novembre 1946, n. 463, oppure in base ai precedenti commi
(1).
6. Qualora alla determinazione dell’importo revisionale si
proceda in base ad analisi tipo con calcolazione percentuale,
l’Amministrazione può determinare la variazione complessiva della
spesa operando soltanto su una parte dei prezzi unitari, purché
l’importo considerato non sia inferiore al 75 per cento del totale e
si possa presumere che i restanti prezzi unitari abbiano subito la
stessa variazione percentuale determinata per la maggior aliquota
esaminata.
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(1) Comma così sostituito dalla L. 9 maggio
1950, n. 329.
Art 2 – 1. Le domande di revisione devono, a pena di
decadenza, essere presentate prima della firma del certificato di
collaudo dei lavori.
2. Ove ritenga di dover procedere alla revisione
dei prezzi in diminuzione, l’Amministrazione ne dà notizia all’impresa
prima che siano approvati gli atti di collaudo (2)
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(2)
Comma aggiunto dalla L. 9 maggio 1950, n. 329
Art 3 – 1. E’ in facoltà
dell’Amministrazione di concedere, sia in corso di esecuzione che a
lavori ultimati, acconti sulle somme che prevedibilmente possano
spettare agli appaltatori e concessionari in dipendenza della
revisione.
2. Gli acconti non potranno essere superiori al 50% delle
somme predette, qualora le medesime siano state determinate
sommariamente. Tale misura potrà essere elevata sino all’85 per cento
qualora dette somme siano state esattamente determinate in base alle
effettive variazioni dei prezzi ovvero in base a percentuale di
variazioni ricavate nel modo anzidetto per un precedente periodo
contrattuale e risulti che nei periodi successivi i prezzi correnti di
mercato non siano diminuiti.
3. Nel caso di diminuzione dei prezzi è
in facoltà dell’Amministrazione di operare, in corso di esecuzione dei
lavori, detrazioni provvisorie in base alle percentuali di diminuzione
accertate, salvo conguaglio a lavori ultimati.
4. Dopo un anno
dall’approvazione degli atti di collaudo decorreranno gli interessi
legali a favore dell’impresa sull’importo dovuto per la revisione dei
prezzi.
5. Le cooperative di lavoro avranno la precedenza sia per la
revisione dei prezzi sia per la corresponsione degli acconti, secondo
norme che saranno determinate dall’Amministrazione
Art 4 – 1. Contro
le determinazioni con le quali la Amministrazione nega o accorda
parzialmente la revisione in aumento o dispone la revisione in
diminuzione è ammesso ricorso a norma degli articoli seguenti.
2. A
dare parere sui ricorsi è istituita presso il Ministero dei lavori
pubblici una Commissione della quale fanno parte:
a) un presidente di
sezione del Consiglio di Stato, o un consigliere di Stato, come
presidente;
b) un consigliere della Corte dei conti;
c) un
rappresentante dell’Avvocatura generale dello Stato;
d) quattro
ispettori generali del Genio civile;
e) un rappresentante del
Ministero dell’Agricoltura e delle foreste;
f) un rappresentante del
Ministero dell’industria e del commercio;
g) un rappresentante del
Ministero del lavoro e della previdenza sociale;
h) il funzionario del
Ministero dei lavori pubblici preposto all’ufficio dei contratti e
dell’albo nazionale degli appaltatori di opere pubbliche;
i) un
rappresentante della Ragioneria generale dello Stato;
l) due
rappresentanti delle organizzazioni sindacali fra appaltatori
designati dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale,
d’intesa con quello dell’industria e del commercio;
m) un
rappresentante delle organizzazioni sindacali fra operai edili,
designato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, sentita
l’organizzazione sindacale più rappresentativa a carattere
nazionale;
n) un rappresentante del servizio che ha la gestione
dell’appalto o della concessione, incaricato dell’Amministrazione
statale competente o un rappresentante dell’ente pubblico non statale
interessato, a norma del terzo comma del successivo art. 7.
3. Le
decisioni sono valide se prese con l’intervento di metà dei
componenti. In caso di parità di voti prevale quello del presidente
(3).
4. Le funzioni di segreteria sono disimpegnate dal personale
dell’Ufficio contratti del Ministero dei lavori pubblici, al quale
possono essere aggregati un ingegnere del Genio civile ad un
funzionario della Ragioneria generale dello Stato.
5. Le spese per il
funzionamento della Commissione sono anticipate dai ricorrenti, i
quali versano in un apposito capitolo di entrata, all’uopo istituito,
le somme che saranno determinate dal presidente della Commissione in
rapporto all’entità dei compensi richiesti. Dette somme sono
riassegnate, con decreti del Ministero del tesoro, ad apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici
(4)
6. La Commissione, in relazione all’esito del ricorso, stabilirà
se le spese suddette, debbano essere poste, in tutto o in parte, a
carico del ricorrente o dell’Amministrazione.
7. Le erogazioni sono
disposte con assegni vistati dal capo della Ragioneria centrale del
Ministero dei lavori pubblici.
8. Il Ministro per i lavori pubblici,
di concerto con quello per il tesoro, stabilirà con suo decreto i
compensi da corrispondersi al presidente e ai componenti della
Commissione nonché ai funzionari di segreteria (7).
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(3)
Comma così sostituito dall’art. 6, L. 17 febbraio 1968, n. 93
(4)
Comma così sostituito dall’art. 14, L. 23 dicembre 1993, n. 559
Art 5
– 1. Per i lavori di competenza delle Amministrazioni statali il
ricorso contro la deliberazione dell’Amministrazione deve essere
notificato, nel termine perentorio di giorni trenta dalla
comunicazione della deliberazione adottata in merito alla revisione
dei prezzi, al Ministro competente, il quale provvede sul parere della
Commissione, senza sentire altre autorità o corpi consultivi.
2. Va
pure presentato al Ministro competente il ricorso contro la
deliberazione dell’ente concessionario, nel caso di opere pubbliche
eseguite per concessione.
3. Il provvedimento adottato su parere della
Commissione è insindacabile.
Art 6 – 1. Le precedenti norme non si
applicano ai lavori relativi ad opere pubbliche di competenza delle
Amministrazioni dipendenti dai Ministeri dei trasporti e delle poste e
telecomunicazioni, nonché dell’Azienda di Stato per i servizi
telefonici (5)
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(5) Così sostituito dalla L. 9 maggio 1950,
n. 329.
Art 7 – 1. Per i lavori…

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