DECRETO-LEGGE 7 febbraio 2003, n.15 | Edilone.it

DECRETO-LEGGE 7 febbraio 2003, n.15

DECRETO-LEGGE 7 febbraio 2003, n.15 - Misure finanziarie per consentire interventi urgenti nei territori colpiti da calamita' naturali. (GU n. 32 del 8-2-2003)

DECRETO-LEGGE 7 febbraio 2003, n.15

Misure finanziarie per consentire interventi urgenti nei territori
colpiti da calamita’ naturali.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni per fronteggiare le esigenze derivanti dalla
prosecuzione degli interventi e dall’opera di ricostruzione nei
territori colpiti da calamita’ naturali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 7 febbraio 2003;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze;
E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
1. Per fronteggiare le esigenze derivanti dalla prosecuzione degli
interventi e dall’opera di ricostruzione nei territori colpiti da
calamita’ naturali che abbiano formato oggetto di disposizioni
legislative o per le quali sia stato deliberato lo stato di emergenza
ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n.
225, il Dipartimento della protezione civile e’ autorizzato a
provvedere con contributi quindicennali ai mutui che i soggetti
competenti possono stipulare allo scopo. A tale fine sono autorizzati
i limiti di impegno quindicennali di 38 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2003 e di 10 milioni di euro a decorrere dall’anno 2004. I
predetti mutui, nonche’ quelli attivabili sulla base del limite di
impegno di cui al comma 2, possono essere stipulati con la Banca
europea per gli investimenti, la Banca di sviluppo del Consiglio
d’Europa, la Cassa depositi e prestiti e con i soggetti autorizzati
all’esercizio dell’attivita’ bancaria ai sensi del decreto
legislativo 1 settembre 1993, n. 385.
2. In relazione a quanto previsto dall’articolo 80, comma 21, della
legge 27 dicembre 2002, n. 289, e’ destinata alle medesime finalita’
di cui al comma 1 una quota parte, pari a 20 milioni di euro, del
limite di impegno quindicennale autorizzato per l’anno 2003 ai sensi
dell’articolo 13, comma 1, della legge 1 agosto 2002, n. 166. Al
relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui alla predetta disposizione
legislativa.
3. Alla ripartizione dei limiti di impegno di cui ai commi 1 e 2 si
provvede con ordinanze del Presidente del Consiglio dei Ministri,
adottate ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio
1992, n. 225, sentite le Amministrazioni interessate ed il Presidente
della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano. Una quota non inferiore al sessanta
per cento delle risorse disponibili e’ destinata a fronteggiare le
esigenze derivanti dalle situazioni emergenziali di cui ai decreti
del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 29 e 31 ottobre
2002, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 4 novembre 2002,
in data 8 novembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 267
del 14 novembre 2002, in data 29 novembre 2002, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 288 del 9 dicembre 2002, e in data 31 gennaio
2003, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 31 del 7 febbraio 2003.
Le procedure e le modalita’ per l’utilizzo delle predette risorse
sono stabilite anche con ordinanze presidenziali della medesima
natura.
4. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1, pari a 38
milioni di euro per l’anno 2003 ed a 48 milioni di euro annui a
decorrere dall’anno 2004, si provvede, per gli anni 2003, 2004 e
2005, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto,
ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unita’
previsionale di base di conto capitale “Fondo speciale” dello stato
di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
2003, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo
al Ministero dell’economia e delle finanze.
5. La quota dei limiti d’impegno di cui all’articolo 13, comma 1,
della legge 1 agosto 2002, n. 166, da utilizzare per le attivita’ di
istruttoria e monitoraggio, come individuata dal decreto ministeriale
previsto dal medesimo articolo, e’ assegnata alla Cassa depositi e
prestiti per il rimborso delle anticipazioni che la medesima e’
autorizzata a concedere, alle condizioni economiche e generali e nei
limiti fissati annualmente con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, per consentire l’espletamento delle
attivita’ di istruttoria e monitoraggio di cui all’articolo 2, commi
3, 4 e 5, del decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190.
6. Le anticipazioni di cui al comma 5 sono versate dalla Cassa
depositi e prestiti all’entrata del bilancio dello Stato per essere
riassegnate su un capitolo di nuova istituzione delle pertinenti
unita’ previsionali di base dello stato di previsione del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
7. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 2.
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione
in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 7 febbraio 2003
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli

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