DECRETO-LEGGE 6 luglio 2012, n. 95 - Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. (12G0117) - (GU n. 156 del 6-7-2012 | Edilone.it

DECRETO-LEGGE 6 luglio 2012, n. 95 – Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. (12G0117) – (GU n. 156 del 6-7-2012

DECRETO-LEGGE 6 luglio 2012, n. 95 - Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. (12G0117) - (GU n. 156 del 6-7-2012 - Suppl. Ordinario n.141) note: Entrata in vigore del provvedimento: 07/07/2012

DECRETO-LEGGE 6 luglio 2012 , n. 95
Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con
invarianza dei servizi ai cittadini. (12G0117)

Titolo I
Disposizioni di carattere generale

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni, nell’ambito dell’azione del Governo volta all’analisi
ed alla revisione della spesa pubblica, per la razionalizzazione
della stessa, attraverso la riduzione delle spese per acquisti di
beni e servizi, garantendo al contempo l’invarianza dei servizi ai
cittadini, nonche’ per garantire il contenimento e la stabilizzazione
della finanza pubblica, anche attraverso misure volte a garantire la
razionalizzazione, l’efficienza e l’economicita’ dell’organizzazione
degli enti e degli apparati pubblici;
Ritenuta altresi’ la straordinaria necessita’ ed urgenza di
sospendere l’incremento dell’imposta sul valore aggiunto, gia’
disposto dal decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonche’ di
garantire le necessarie risorse per la prosecuzione di interventi
indifferibili;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 5 luglio 2012;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro
dell’economia e delle finanze e del Ministro per i rapporti con il
Parlamento;

EMANA

il seguente decreto-legge:

Art. 1.

Riduzione della spesa per l’acquisto di beni e servizi e trasparenza
delle procedure

1. I contratti stipulati in violazione dell’articolo 26, comma 3
della legge 23 dicembre 1999, n. 488 ed i contratti stipulati in
violazione degli obblighi di approvvigionarsi attraverso gli
strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip S.p.A. sono
nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di
responsabilita’ amministrativa. Ai fini della determinazione del
danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo,
ove indicato, dei detti strumenti di acquisto e quello indicato nel
contratto. Non sono comunque nulli i contratti stipulati tramite
altra centrale di committenza a condizioni economiche piu’
favorevoli.
2. I criteri di partecipazione alle gare devono essere tali da non
escludere le piccole e medie imprese. Sono pertanto illegittimi i
criteri the fissano, senza congrua motivazione, limiti di accesso
connessi al fatturato aziendale. L’articolo 11, comma 6 del decreto
legge 6 luglio 2011, n. 98 e’ abrogato.
3. Le amministrazioni pubbliche obbligate sulla base di specifica
normativa ad approvvigionarsi attraverso le convenzioni di cui
all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 stipulate da
Consip S.p.A. o dalle centrali di committenza regionali costituite ai
sensi dell’articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n.
296 possono procedere, qualora la convenzione non sia ancora
disponibile e in caso di motivata urgenza, allo svolgimento di
autonome procedure di acquisto dirette alla stipula di contratti
aventi durata e misura strettamente necessaria e sottoposti a
condizione risolutiva nel caso di disponibilita’ della detta
convenzione.
4. Al comma 3 bis dell’articolo 33 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163 e’ aggiunto infine il seguente periodo: “In alternativa,
gli stessi Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli
strumenti elettronici di acquisto gestiti da altre centrali di
committenza di riferimento, ivi comprese le convenzioni di cui
all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e ed il mercato
elettronico della pubblica amministrazione di cui all’articolo 328
del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207”.
5. All’articolo 66, comma 7 del decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 il secondo periodo e’ soppresso.
6. Nell’ambito del Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione
realizzato dal Ministero dell’economia e delle finanze avvalendosi di
Consip S.p.A. possono essere istituite specifiche sezioni ad uso
delle amministrazioni pubbliche che, a tal fine, stipulino appositi
accordi con il Ministero dell’economia e delle finanze e con Consip
S.p.A..
7. Fermo restando quanto previsto con riferimento alle
amministrazioni statali all’articolo 1, comma 449 e comma 450 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 e all’articolo 2, comma 574 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, quale misura di coordinamento della
finanza pubblica, le amministrazioni pubbliche e le societa’ inserite
nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi
dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a totale
partecipazione pubblica diretta o indiretta, sono tenute ad
approvvigionarsi di beni e di servizi attraverso gli strumenti di
acquisto e di negoziazione messi a disposizione da Consip S.p.A. e
dalle centrali di committenza regionali di riferimento costituite ai
sensi dell’articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, relativamente alle seguenti categorie merceologiche: energia
elettrica, gas, carburanti rete e carburanti extra-rete, combustibili
per riscaldamento, telefonia fissa e telefonia mobile.
8. I contratti stipulati in violazione del precedente comma 7 sono
nulli, costituiscono illecito disciplinare e sono causa di
responsabilita’ amministrativa; ai fini della determinazione del
danno erariale si tiene anche conto della differenza tra il prezzo,
ove indicato, degli strumenti di acquisto di cui al precedente comma
7 e quello indicato nel contratto.
9. Con decreti del Ministero dell’economia e delle finanze, sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano sono individuate, tenendo
conto del grado di standardizzazione dei beni e dei servizi, del
livello di aggregazione della relativa domanda, delle caratteristiche
del mercato e della rilevanza del valore complessivo stimato
ulteriori categorie merceologiche per le quali si applicano i
precedenti commi 7 e 8.
10. Le centrali di committenza danno comunicazione al commissario
straordinario di cui all’articolo 1 del decreto-legge n. 52 del 2012
ed a Consip s.p.a. dell’avvenuta stipula dei contratti quadro e delle
convenzioni.
11. Il Commissario straordinario di cui all’articolo 1 del
decreto-legge n. 52 del 2012 istituisce tramite Consip s.p.a., senza
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, un elenco
delle centrali di committenza. Consip pubblica i dati relativi ai
contratti ed alle convenzioni di cui al comma precedente. Con decreto
di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle
finanze sono stabilite le modalita’ di attuazione del presente comma.
12. L’aggiudicatario delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. e
dalle centrali di committenza regionali ai sensi dell’articolo 26,
comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 puo’ offrire a Consip
S.p.A. e alle centrali di committenza regionali, nel corso della
durata della rispettiva convenzione e dei relativi contratti
attuativi, una riduzione delle condizioni economiche previste nella
convenzione che trovera’ applicazione nei relativi contratti
attuativi stipulati e stipulandi a far data da apposita comunicazione
che Consip S.p.A. e le centrali di committenza pubblicano sui
relativi portali previa verifica dell’effettiva riduzione.
13. Le amministrazioni pubbliche che abbiano validamente stipulato un
contratto di fornitura o di servizi hanno diritto di recedere in
qualsiasi tempo dal contratto, previa formale comunicazione
all’appaltatore con preavviso non inferiore a quindici giorni e
previo pagamento delle prestazioni gia’ eseguite oltre al decimo
delle prestazioni non ancora eseguite, nel caso in cui, tenuto conto
anche dell’importo dovuto per le prestazioni non ancora eseguite, i
parametri delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi
dell’articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488
successivamente alla stipula del predetto contratto siano
migliorativi rispetto a quelli del contratto stipulato e
l’appaltatore non acconsenta ad una modifica, proposta da Consip
s.p.a., delle condizioni economiche tale da rispettare il limite di
cui all’articolo 26, comma 3 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
Ogni patto contrario alla presente disposizione e’ nullo. Il diritto
di recesso si inserisce automaticamente nei contratti in corso ai
sensi dell’articolo 1339 c.c., anche in deroga alle eventuali
clausole difformi apposte dalle parti. Nel caso di mancato esercizio
del detto diritto di recesso l’amministrazione pubblica ne da’
comunicazione alla Corte dei conti, entro il 30 giugno di ogni anno,
ai fini del controllo successivo sulla gestione del bilancio e del
patrimonio di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio
1994, n. 20.
14. Fermo restando quanto previsto all’articolo 26 della legge 23
dicembre 1999, n. 488, Consip S.p.A. e le centrali di committenza
regionali costituite ai sensi dell’articolo 1, comma 455, della legge
27 dicembre 2006, n. 296 possono stipulare convenzioni di cui
all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 aventi durata
fino al 30 giugno 2013 con gli operatorie economici che abbiano
presentato le prime tre offerte ammesse nelle relative procedure e
che offrano condizioni economiche migliorative tali da determinare il
raggiungimento del punteggio complessivo attributo all’offerta
presentata dall’aggiudicatario della relativa procedura.
15. Con riferimento alle convenzioni di cui all’articolo 26 della
legge 23 dicembre 1999, n. 488 alle quali, alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto legge, sia
possibile ricorrere nonche’ con riferimento alle convenzioni di cui
all’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 nel caso in cui
le relative procedure risultino aggiudicate alla data del 31 dicembre
2012, le quantita’ ovvero gli importi massimi complessivi ivi
previsti sono incrementati in misura pari alla quantita’ ovvero
all’importo originario, fatta salva la facolta’ di recesso
dell’aggiudicatario da esercitarsi entro 30 giorni, rispettivamente,
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto legge e dalla comunicazione dell’aggiudicazione.
16. La durata delle convenzioni di cui al precedente comma 15 e’
prorogata fino al 30 giugno 2013, ferma restando la maggiore durata
prevista nelle condizioni contrattuali. L’aggiudicatario ha facolta’
di recesso, da esercitarsi secondo le modalita’ di cui al precedente
comma 15
17. Il Ministero dell’economia e delle finanze per il tramite della
Consip S.p.A. cura lo sviluppo e la gestione del sistema informatico
di eprocurement realizzato a supporto del Programma di
razionalizzazione degli acquisti, anche al fine di garantire quanto
previsto al successivo comma 18.
18. Consip S.p.A. puo’ disporre, sulla base di apposite Convenzioni
con il Ministero dell’economia e delle finanze, del sistema
informatico di eprocurement di cui al comma 17 per l’effettuazione
delle procedure che la medesima svolge in qualita’ di centrale di
committenza a favore delle pubbliche amministrazioni.
19. Al fine di migliorare l’efficienza, la rapidita’ e la trasparenza
dei processi di dismissione nonche’ diminuirne i relativi costi, il
Ministero dell’economia e delle finanze, avvalendosi di Consip
S.p.A., realizza un Programma per l’efficientamento delle procedure
di dismissione di beni mobili ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 189, del decreto del Presidente
della Repubblica 13 novembre 2002, n. 254 e del decreto legislativo
15 marzo 2010, n. 66 e della normativa vigente, anche mediante
l’impiego di strumenti telematici.
20. Nell’ambito delle risorse derivanti dalle procedure di
alienazione di cui al precedente comma, con decreto del Ministero
dell’economia e delle finanze di natura non regolamentare da emanarsi
entro 90 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono
stabilite le modalita’ di finanziamento del Programma senza nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica nonche’ le modalita’ di
versamento di dette somme all’entrata del bilancio dello Stato per la
riassegnazione ai pertinenti programmi dello stato di previsione dei
Ministeri interessati di una quota pari ad almeno l’80% dei proventi
delle dismissioni, per la destinazione a progetti innovativi
dell’amministrazione che effettua la dismissione.
21. Le amministrazioni centrali dello Stato assicurano a decorrere
dall’anno 2012 una riduzione delle spese per acquisto di beni e
servizi per gli importi indicati nell’allegato 1 del presente
decreto. I predetti importi sono accantonati e resi indisponibili nei
singoli stati di previsione della spesa di ciascun Ministero
relativamente alle dotazioni di competenza e cassa. Gli
accantonamenti sono effettuati in relazione alle disponibilita’
finanziarie dei capitoli interessati.
22. Entro il 10 settembre i Ministri competenti possono proporre una
differente ripartizione della riduzione loro assegnata nell’ambito
degli stanziamenti relativi alle spese di cui al comma 21.
23. Agli enti del servizio sanitario nazionale non si applicano le
disposizioni di cui al presente articolo, salvo quanto previsto dai
commi 5 e 24.
24. All’articolo 16, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, dopo la lettera l-bis) sono aggiunte le seguenti: “l-ter)
forniscono le informazioni richieste dal soggetto competente per
l’individuazione delle attivita’ nell’ambito delle quali e’ piu’
elevato il rischio corruzione e formulano specifiche proposte volte
alla prevenzione del rischio medesimo.
l-quater) provvedono al monitoraggio delle attivita’ nell’ambito
delle quali e’ piu’ elevato il rischio corruzione svolte nell’ufficio
a cui sono preposti, disponendo, con provvedimento motivato, la
rotazione del personale nei casi di avvio di procedimenti penali o
disciplinari per condotte di natura corruttiva.”.
25. All’articolo 11, comma 12, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, le parole:
“Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato” sono sostituite
dalle seguenti: “Dipartimento dell’amministrazione generale, del
personale e dei servizi”.
26. Il ministero della giustizia adotta misure volte alla
razionalizzazione, rispettivamente, dei costi dei servizi di
intercettazione telefonica, in modo da assicurare risparmi non
inferiori ad 20 milioni di euro per l’anno 2012 ed euro 40 a
decorrere dall’anno 2013, della distribuzione sul territorio degli
uffici giudiziari, in termini di minori contributi ai comuni per le
spese di funzionamento dei suddetti uffici, assicurando risparmi non
inferiori ad euro 35 milioni per l’anno 2012 ed euro 70 milioni a
decorrere dall’anno 2013, nonche’ delle procedure di acquisto dei
beni e servizi, ivi inclusi quelli relativi al personale del corpo di
polizia penitenziaria, assicurando risparmi non inferiori per euro 5
milioni per l’anno 2012 ed euro 10 milioni a decorrere dall’anno 2013
I predetti risparmi concorrono al raggiungimento degli obiettivi di
cui al comma 21.

Titolo I
Disposizioni di carattere generale

Art. 2.

Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni

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DECRETO-LEGGE 6 luglio 2012, n. 95 – Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. (12G0117) – (GU n. 156 del 6-7-2012

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