DECRETO-LEGGE 24 Giugno 2004, n. 157: Disposizioni urgenti per l'etichettatura di alcuni prodotti agroalimentari, nonche' in materia di agricoltura e pesca. (GU n. 147 del 25-6-2004 | Edilone.it

DECRETO-LEGGE 24 Giugno 2004, n. 157: Disposizioni urgenti per l’etichettatura di alcuni prodotti agroalimentari, nonche’ in materia di agricoltura e pesca. (GU n. 147 del 25-6-2004

DECRETO-LEGGE 24 Giugno 2004, n. 157: Disposizioni urgenti per l'etichettatura di alcuni prodotti agroalimentari, nonche' in materia di agricoltura e pesca. (GU n. 147 del 25-6-2004 )

DECRETO-LEGGE 24 Giugno 2004 , n. 157

Disposizioni urgenti per l’etichettatura di alcuni prodotti
agroalimentari, nonche’ in materia di agricoltura e pesca.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di adottare misure
in materia di etichettatura e presentazione di alcuni prodotti
agroalimentari, non disciplinati dalla normativa comunitaria, al fine
di garantire la piu’ ampia tutela del consumatore assicurandone la
corretta e trasparente informazione in un quadro di compatibilita’
con l’ordinamento comunitario, nonche’ di adottare particolari misure
a favore del comparto agricolo e della pesca, nel rispetto di quanto
normativamente previsto nei rapporti tra Stato e regioni;
Vista la direttiva 98/34/CE del Parlamento e del Consiglio, del
22 giugno 1998, come modificata dalla direttiva 98/48/CE del
Parlamento e del Consiglio, del 20 luglio 1998, che prevede una
procedura d’informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della
societa’ dell’informazione, recepita con la legge 21 giugno 1986, n.
317, e con il decreto legislativo 23 novembre 2000, n. 427;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 22 giugno 2004;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle politiche agricole e forestali, di concerto con i
Ministri per le politiche comunitarie, per gli affari regionali,
delle attivita’ produttive, della salute e dell’economia e delle
finanze;
E m a n a
il seguente decreto-legge:
Art. 1.
Denominazioni di vendita nazionali
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 4, comma 1-ter, del
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive
modificazioni, le denominazioni di vendita «latte fresco
pastorizzato» e «latte fresco pastorizzato di alta qualita», da
riportare nella etichettatura del latte vaccino destinato al consumo
umano, sono esclusivamente riservate al latte prodotto conformemente
all’articolo 4, commi 1 e 2, della legge 3 maggio 1989, n. 169, e nel
rispetto delle disposizioni di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 14 gennaio 1997, n. 54.
2. La denominazione di vendita del latte ottenuto con i trattamenti
autorizzati, anche prima della data di entrata in vigore del presente
decreto, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, della citata legge n. 169
del 1989, in relazione all’evoluzione tecnologica e’ quella di
«latte» con l’aggiunta della indicazione del trattamento autorizzato.
3. La denominazione di vendita «passata di pomodoro», da riportare
nella etichettatura del prodotto derivante dalla trasformazione del
pomodoro, e’ riservata al prodotto ottenuto dalla spremitura diretta
del pomodoro fresco. Con decreto del Ministro delle attivita’
produttive e del Ministro delle politiche agricole e forestali, di
concerto con il Ministro per le politiche comunitarie e con il
Ministro della salute, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, da adottarsi entro quarantacinque giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, sono determinate le ulteriori
caratteristiche del suddetto prodotto ed in particolare la sua
composizione e le altre modalita’ di produzione, nonche’ individuati,
tra quelli gia’ previsti dalla legislazione vigente, i metodi
ufficiali di analisi e le modalita’ relative ai controlli.
4. Con il decreto di cui all’articolo 3, comma 5-bis, del decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, e successive modificazioni,
sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite
le modalita’ ed i requisiti per l’indicazione obbligatoria della
dicitura del luogo di origine o di provenienza dei prodotti di cui ai
commi 1 e 3.
5. Al fine di assicurare la corretta e trasparente informazione del
consumatore, la denominazione di vendita dello Stato membro di
produzione non puo’ essere usata quando il prodotto che essa designa,
dal punto di vista della sua composizione o della sua fabbricazione,
si discosta in maniera sostanziale dai prodotti di cui ai commi 1, 2
e 3.
6. Ai fini delle determinazioni di cui al comma 5, si applicano le
disposizioni previste all’articolo 4, commi 1-ter e 1-quater, del
citato decreto legislativo n. 109 del 1992. La documentazione deve
essere trasmessa al Ministero delle attivita’ produttive e al
Ministero delle politiche agricole e forestali, i quali, entro
sessanta giorni dalla presentazione della domanda, possono
autorizzare l’uso della denominazione o, con il medesimo
provvedimento, stabilire eventuali specifiche merceologiche, nonche’
indicazioni di utilizzazione.
7. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
sono abrogati gli articoli 1 e 2 della legge 3 maggio 1989, n. 169.
8. Per i prodotti di cui ai commi 2 e 3, le produzioni, le
confezioni, gli imballaggi e le etichette conformi alle previgenti
disposizioni possono essere utilizzati per un periodo di centottanta
giorni a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto.

Art. 2.
Disposizioni urgenti in materia di agricoltura e
di prelievo supplementare nel settore lattiero-caseario
1. Ferme restando le attribuzioni delle regioni e delle province
autonome in materia di agricoltura, all’articolo 4, comma 3, della
legge 29 dicembre 1990, n. 428, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) dopo le parole: «adotta, con proprio decreto,» sono inserite
le seguenti: «d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano,»;
b) dopo le parole: «provvedimenti amministrativi», sono inserite
le seguenti: «relativi alle modalita’ tecniche e applicative e
secondo criteri obiettivi in modo da garantire la parita’ di
trattamento tra gli agricoltori ed evitare distorsioni del mercato e
della concorrenza».
2. Al fine di mantenere l’equilibrio produttivo nazionale e
coerentemente con la quota produttiva assegnata dall’Unione europea,
con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, su
proposta delle singole regioni interessate, possono essere modificati
i limiti percentuali al trasferimento di quantitativi di riferimento
separatamente dall’azienda, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera
e), del regolamento (CE) n. 1788/2003 del Consiglio, del 29 settembre
2003, tra aziende ubicate in regioni e province autonome diverse,
quali previsti dall’articolo 10, comma 13, del decreto-legge 28 marzo
2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio
2003, n. 119, in caso di riduzione del bacino regionale fino al
settanta per cento del quantitativo effettivamente prodotto.
3. Ai sensi dell’articolo 9 del decreto-legge 28 marzo 2003, n. 49,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2003, n. 119, il
prelievo versato mensilmente in eccesso dai produttori in regola con
i versamenti e’ restituito ai produttori medesimi. Al termine di tale
operazione, qualora il restante totale delle imputazioni di prelievo
da eseguire risulti superiore al prelievo dovuto all’Unione europea
aumentato del 5 per cento, l’AGEA procede ad annullare il prelievo
imputato in eccesso ai produttori che non hanno ancora eseguito i
versamenti mensili, applicando i criteri di priorita’ previsti dai
commi 3 e 4 del medesimo articolo 9, ferme restando le sanzioni di
cui all’articolo 5, comma 5, del medesimo decreto-legge.

Art. 3.
Misure speciali a favore delle regioni in regime
di fuoriuscita transitoria dall’obiettivo 1
1. Al fine di garantire la piena realizzazione delle misure
previste dal regolamento (CE) n. 2792/1999 del Consiglio, del
17 dicembre 1999, ed il conseguimento degli obiettivi di coesione
sociale ed economica stabiliti dall’Unione europea, anche in coerenza
con quanto assunto con la decisione in data 31 marzo 2004 del
Comitato di sorveglianza del Quadro comunitario di sostegno, in
ordine al finanziamento con risorse nazionali gestite dal Ministero
delle politiche agricole e forestali, in particolare per gli
interventi riguardanti la flotta di pesca della regione Molise e le
connesse misure socio-economiche, ad esclusione di quelle afferenti
il prepensionamento, ai sensi dell’articolo 12 del citato regolamento
(CE) n. 2792/1999, e’ autorizzata la spesa di 1,5 milioni di euro,
per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006, finalizzata alla
liquidazione delle istanze di finanziamento presentate al Ministero
delle politiche agricole e forestali relative alle misure di arresto
definitivo, rinnovo e ammodernamento delle unita’ iscritte negli
uffici marittimi ricadenti nelle regioni in regime di fuoriuscita
transitoria dall’obiettivo 1, di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999
del Consiglio, del 21 giugno 1999.
2. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Ministro delle politiche agricole e forestali stabilisce,
d’intesa con la regione Molise, le modalita’ di attuazione del comma
1.
3. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1, pari a 1,5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006, si
provvede mediante corrispondente riduzione dell’autoriz…

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