DECRETO-LEGGE 24 aprile 2014, n. 66 Misure urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale. (cuneo fiscale, lavoratori dipendenti, IRAP, redditi di natura finanziaria, evasione fiscale) | Edilone.it

DECRETO-LEGGE 24 aprile 2014, n. 66 Misure urgenti per la competitivita’ e la giustizia sociale. (cuneo fiscale, lavoratori dipendenti, IRAP, redditi di natura finanziaria, evasione fiscale)

DECRETO-LEGGE 24 aprile 2014, n. 66 Misure urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale. (GU n.95 del 24-4-2014)

DECRETO-LEGGE 24 aprile 2014, n. 66
Misure urgenti per la competitivita’ e la giustizia sociale.
(GU n.95 del 24-4-2014)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni in materia fiscale anche al fine di assicurare il
rilancio dell’economia attraverso la riduzione del cuneo fiscale;
Considerata la straordinaria necessita’ ed urgenza di intervenire
in materia di revisione della spesa pubblica, attraverso la riduzione
delle spese per acquisti di beni e servizi, garantendo al contempo
l’invarianza dei servizi ai cittadini, nonche’ per assicurare la
stabilizzazione della finanza pubblica, anche attraverso misure volte
a garantire la razionalizzazione, l’efficienza, l’economicita’ e la
trasparenza dell’organizzazione degli apparati politico istituzionali
e delle autonomie locali;
Considerata, altresi’, la straordinaria necessita’ ed urgenza di
emanare ulteriori disposizioni in materia di pagamenti dei debiti
della pubblica amministrazione;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 18 aprile 2014;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze;

Emana

il seguente decreto-legge:

Art. 1

(Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati)

1. In attesa dell’intervento normativo strutturale da attuare con
la legge di stabilita’ per l’anno 2015 e mediante l’utilizzo della
dotazione del fondo di cui all’articolo 50, comma 6, al fine di
ridurre nell’immediato la pressione fiscale e contributiva sul lavoro
e nella prospettiva di una complessiva revisione del prelievo
finalizzata alla riduzione strutturale del cuneo fiscale, finanziata
con una riduzione e riqualificazione strutturale e selettiva della
spesa pubblica, all’articolo 13 del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
“1-bis. Qualora l’imposta lorda determinata sui redditi di cui
agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2,
lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e
l), sia di importo superiore a quello della detrazione spettante ai
sensi del comma 1, e’ riconosciuto un credito, che non concorre alla
formazione del reddito, di importo pari:
1) a 640 euro, se il reddito complessivo non e’ superiore a
24.000 euro;
2) a 640 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 24.000
euro ma non a 26.000 euro. Il credito spetta per la parte
corrispondente al rapporto tra l’importo di 26.000 euro, diminuito
del reddito complessivo, e l’importo di 2.000 euro.”.
2. Il credito di cui al comma precedente e’ rapportato al periodo
di lavoro nell’anno.
3. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano per il solo
periodo d’imposta 2014.
4. Per l’anno 2014, i sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e
29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, riconoscono il credito eventualmente spettante ai sensi
dell’articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
come modificato dal presente decreto, ripartendolo fra le
retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata in vigore
del presente decreto, a partire dal primo periodo di paga utile. Il
credito di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e’ riconosciuto, in via
automatica, dai sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.
5. Il credito di cui all’articolo 13, comma 1-bis, del testo unico
delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e’ attribuito sugli emolumenti
corrisposti in ciascun periodo di paga rapportandolo al periodo
stesso. A tal fine, il sostituto d’imposta utilizza, fino a capienza,
l’ammontare complessivo delle ritenute disponibile in ciascun periodo
di paga e, per la differenza, i contributi previdenziali dovuti per
il medesimo periodo di paga, in relazione ai quali, limitatamente
all’applicazione del presente articolo, non si procede al versamento
della quota determinata ai sensi del presente articolo, ferme
restando le aliquote di computo delle prestazioni. L’importo del
credito riconosciuto e indicato nella certificazione unica dei
redditi di lavoro dipendente e assimilati (CUD).
6. L’INPS recupera i contributi di cui al comma 5 non versati dai
sostituti di imposta alle gestioni previdenziali rivalendosi sulle
ritenute da versare mensilmente all’Erario nella sua qualita’ di
sostituto d’imposta.
7. In relazione alla effettiva modalita’ di fruizione del credito
di cui ai precedenti commi, il Ministro dell’economia e delle finanze
e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le necessarie
variazioni di bilancio compensative, anche tra l’entrata e la spesa,
al fine di consentirne la corretta rappresentazione contabile.

Art. 2

(Disposizioni in materia di IRAP)

1. A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso
al 31 dicembre 2013, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.
446, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 16, comma 1, le parole “l’aliquota del 3,9 per
cento” sono sostituite dalle seguenti: “l’aliquota del 3,50 per
cento”;
b) all’articolo 16, comma 1-bis, sono apportate le seguenti
modificazioni:
1) alla lettera a), le parole “l’aliquota del 4,20 per cento”
sono sostituite dalle seguenti: “l’aliquota del 3,80 per cento”;
2) alla lettera b), le parole “l’aliquota del 4,65 per cento”
sono sostituite dalle seguenti: “l’aliquota del 4,20 per cento”;
3) alla lettera c), le parole “l’aliquota del 5,90 per cento”
sono sostituite dalle seguenti: “l’aliquota del 5,30 per cento”;
c) all’articolo 45, comma 1, le parole “nella misura dell’1,9 per
cento” sono sostituite dalle seguenti: “nella misura del 1,70 per
cento”.
2. Ai fini della determinazione dell’acconto relativo al periodo di
imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 secondo il
criterio previsionale, di cui all’articolo 4 del decreto legge 2
marzo 1989, n. 69, convertito con modificazioni, dalla legge 27
aprile 1989, n. 154, in luogo delle aliquote di cui alle lettere a),
b), e c) del comma 1 applicabili al periodo di imposta successivo a
quello in corso al 31 dicembre 2013, si tiene conto, rispettivamente,
delle aliquote del 3,75; 4,00; 4,50; 5,70 e 1,80 per cento.
3. All’articolo 16, comma 3, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, le parole “fino ad un massimo di un punto percentuale”
sono sostituite dalle seguenti: “fino ad un massimo di 0,92 punti
percentuali”.
4. Le aliquote dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, qualora
variate ai sensi dell’articolo 16, comma 3, del decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446 e dell’articolo 5, comma 1, del decreto
legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono rideterminate applicando le
variazioni adottate alle aliquote previste dal comma 1 del presente
articolo.

CAPO II
Trattamento fiscale dei redditi di natura finanziaria e altre
disposizioni fiscali
Art. 3

(Disposizioni in materia di redditi di natura finanziaria)

1. Le ritenute e le imposte sostitutive sugli interessi, premi e
ogni altro provento di cui all’articolo 44 del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e sui redditi diversi di cui
all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del
medesimo testo unico, ovunque ricorrano, sono stabilite nella misura
del 26 per cento.
2. La disposizione di cui al comma 1 non si applica sugli
interessi, premi e ogni altro provento di cui all’articolo 44 del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e sui redditi
diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del medesimo
testo unico, relativi a:
a) obbligazioni e altri titoli di cui all’articolo 31 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed
equiparati;
b) obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al
decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma 1, del testo
unico n. 917 del 1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali dei
suddetti Stati;
c) titoli di risparmio per l’economia meridionale di cui
all’articolo 8, comma 4, del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70,
convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106.
3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica altresi’ agli
interessi di cui al comma 8-bis dell’articolo 26-quater del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, agli utili
di cui all’articolo 27, comma 3, secondo periodo, e comma 3-ter, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
al risultato netto maturato delle forme di previdenza complementare
di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.
4. All’articolo 27, comma 3, ultimo periodo, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, le parole: «di
un quarto» sono sostituite dalle seguenti: «degli undici
ventiseiesimi».
5. Al decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 5, comma 2, l’ultimo periodo e’ sostituito dal
seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi derivanti
dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all’articolo 31 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed
equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella
lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma
1, del medesimo testo unico n. 917 del 1986, e obbligazioni emesse da
enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella misura del
48,08 per cento dell’ammontare realizzato.»;
b) all’articolo 6, comma 1, l’ultimo periodo e’ sostituito dal
seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi derivanti
dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui all’articolo 31 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed
equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella
lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma
1, del medesimo testo unico n. 917 del 1986, e obbligazioni emesse da
enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella misura del
48,08 per cento dell’ammontare realizzato.»;
c) all’articolo 7, comma 4, l’ultimo periodo e’ sostituito dal
seguente: «Ai fini del presente comma, i redditi derivanti dalle
obbligazioni e dagli altri titoli di cui all’articolo 31 del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601 ed
equiparati e dalle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella
lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis, comma
1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e obbligazioni
emesse da enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella
misura del 48,08 per cento del loro ammontare.».
6. La misura dell’aliquota di cui al comma 1 si applica agli
interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui all’articolo 44
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, divenuti
esigibili e ai redditi diversi di cui all’articolo 67, comma 1,
lettere da c-bis) a c-quinquies), del predetto testo unico realizzati
a decorrere dal 1° luglio 2014.
7. La misura dell’aliquota di cui al comma 1 si applica:
a) ai dividendi e ai proventi ad essi assimilati, percepiti dalla
data indicata al comma 6;
b) agli interessi e agli altri proventi derivanti da conti
correnti e depositi bancari e postali, anche se rappresentati da
certificati, nonche’ da obbligazioni, titoli similari e cambiali
finanziarie di cui all’articolo 26 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, maturati a decorrere dalla
suddetta data.
8. Per le obbligazioni e i titoli similari di cui all’articolo 2,
comma 1, del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, la misura
dell’aliquota di cui al comma 1 si applica agli interessi, ai premi e
ad ogni altro provento di cui all’articolo 44 del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, maturati a decorrere dal 1°
luglio 2014.
9. Ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui al comma 8,
per gli interessi e altri proventi soggetti all’imposta sostitutiva
di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli
intermediari di cui all’articolo 2, comma 2, del medesimo decreto
provvedono ad effettuare addebiti e accrediti del conto unico di cui
all’articolo 3 del citato decreto alla data del 30 giugno 2014, per
le obbligazioni e titoli similari senza cedola o con cedola avente
scadenza non inferiore a un anno dalla data del 30 giugno 2014,
ovvero in occasione della scadenza della cedola o della cessione o
rimborso del titolo, per le obbligazioni e titoli similari diversi
dai precedenti. Per i titoli espressi in valuta estera si tiene conto
del valore del cambio alla data del 30 giugno 2014.
10. La misura dell’aliquota di cui al comma 1 si applica,
relativamente ai redditi di cui all’articolo 44, comma 1, lettera
g-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e agli
interessi e ad altri proventi delle obbligazioni e dei titoli
similari di cui al decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, dal
giorno successivo alla data di scadenza del contratto di pronti
contro termine stipulato anteriormente al 1° luglio 2014 e avente
durata non superiore a 12 mesi.
11. Per i redditi di cui all’articolo 44, comma 1, lettere
g-quater) e g-quinquies), del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, derivanti da contratti sottoscritti fino al 30 giugno 2014,
la misura dell’aliquota di cui al comma 1 si applica sulla parte dei
suddetti redditi maturati a decorrere dal 1 luglio 2014.
12. Per i proventi di cui all’articolo 44, comma 1, lettera g), del
testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e per i redditi
diversi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del medesimo
decreto derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento
collettivo del risparmio, la misura dell’aliquota di cui al comma 1,
si applica sui proventi realizzati a decorrere dal 1° luglio 2014, in
sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote o azioni. Sui
proventi realizzati a decorrere dal 1° luglio 2014 e riferibili ad
importi maturati al 30 giugno 2014 si applica l’aliquota in vigore
fino al 30 giugno 2014.
13. Le minusvalenze, perdite e differenziali negativi di cui
all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quater), del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono portati in deduzione
dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all’articolo
67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del citato testo
unico, realizzati successivamente alla data del 30 giugno 2014, con
le seguenti modalita’:
a) per una quota pari al 48,08 per cento, se sono realizzati fino
alla data del 31 dicembre 2011;
b) per una quota pari al 76,92 per cento, se sono realizzati dal
1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014. Restano fermi i limiti temporali
di deduzione previsti dagli articoli 68, comma 5, del medesimo testo
unico e 6, comma 5, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
14. Per le gestioni individuali di portafoglio di cui all’articolo
7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, la misura
dell’aliquota di cui al comma 1 si applica sui risultati maturati a
decorrere dal 1° luglio 2014. Dai risultati di gestione maturati a
decorrere dal 1° luglio 2014 sono portati in deduzione i risultati
negativi di gestione rilevati alla data del 31 dicembre 2011 e non
compensati alla data del 30 giugno 2014, per una quota pari al 48,08
per cento del loro ammontare, e quelli rilevati nel periodo compreso
tra il 1° gennaio 2012 e il 30 giugno 2014, non compensati alla data
del 30 giugno 2014, per una quota pari al 76,92 per cento del loro
ammontare. Restano fermi i limiti temporali di utilizzo dei risultati
negativi di gestione previsti dall’articolo 7, comma 10, del decreto
legislativo 21 novembre 1997, n. 461. L’imposta sostitutiva sul
risultato maturato alla data del 30 giugno 2014 e’ versata nel
termine ordinario di cui al comma 11 dell’articolo 7 del decreto
legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
15. A decorrere dal 1° luglio 2014, agli effetti della
determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di cui all’articolo
67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in luogo del costo o valore di
acquisto, o del valore determinato ai sensi dell’articolo 14, commi 6
e seguenti, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461 o
dell’articolo 2, commi 29 e seguenti, del decreto legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011 n. 148, puo’ essere assunto il valore dei titoli, quote,
diritti, valute estere, metalli preziosi allo stato grezzo o
monetato, strumenti finanziari, rapporti e crediti alla data del 30
giugno 2014, a condizione che il contribuente:
a) opti per la determinazione, alla stessa data, delle
plusvalenze, delle minusvalenze relative ai predetti titoli,
strumenti finanziari, rapporti e crediti, escluse quelle derivanti
dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del
risparmio di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del citato
testo unico;
b) provveda al versamento dell’imposta sostitutiva eventualmente
dovuta nella misura del 20 per cento, secondo i criteri stabiliti nel
comma 16.
16. Nel caso di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 21
novembre 1997, n. 461, l’opzione di cui al comma 15 si estende a
tutti i titoli e strumenti finanziari detenuti alla data del 30
giugno 2014, tenendo conto delle minusvalenze realizzate e non ancora
compensate a tale data; l’imposta sostitutiva dovuta e’ corrisposta
entro il 16 novembre 2014. L’ammontare del versamento e le
compensazioni tra minusvalenze e plusvalenze maturate entro il 30
giugno 2014 vanno indicati nella dichiarazione dei redditi relativa
al periodo di imposta 2014. Nel caso di cui all’articolo 6 del
medesimo decreto legislativo, l’opzione e’ resa mediante apposita
comunicazione all’intermediario entro il 30 settembre 2014 e si
estende a tutti i titoli, quote o certificati inclusi nel rapporto di
custodia o amministrazione, posseduti alla data del 30 giugno 2014
nonche’ alla data di esercizio dell’opzione; l’imposta sostitutiva e’
versata dagli intermediari entro il 16 novembre 2014, ricevendone
provvista dal contribuente.
17. Le minusvalenze, perdite e differenziali negativi di cui
all’articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, derivanti dall’esercizio
delle opzioni di cui ai commi 15 e 16 sono portati in deduzione dalle
plusvalenze e dagli altri redditi diversi di cui all’articolo 67,
comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del citato testo unico,
realizzati successivamente al 30 giugno 2014, per una quota pari al
76,92 per cento del loro ammontare, ovvero per una quota pari al
48,08 per cento qualora si tratti di minusvalenze, perdite e
differenziali negativi realizzati fino alla data del 31 dicembre 2011
e non compensate in sede di applicazione dell’imposta dovuta a
seguito dell’esercizio delle suindicate opzioni.
18. Le disposizioni di cui ai commi da 15 a 17 non si applicano per
i titoli indicati nel comma 2, lettere a) e b).

Art. 4

(Disposizioni di coordinamento e modifiche alla legge 27 dicembre
2013, n. 147)

1. Le disposizioni di cui all’articolo 3 hanno effetto a decorrere
dal 1° luglio 2014. Ai fini dell’applicazione del citato articolo 3,
rilevano, in quanto compatibili, i decreti del Ministro dell’economia
e delle finanze 13 dicembre 2011, emanati ai sensi dell’articolo 2,
commi 13, lettera b), 23, 26 e 34 del decreto-legge 13 agosto 2011,
n. 138. convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,
n. 148, nonche’ le eventuali integrazioni degli stessi disposte con
successivi decreti del Ministro dell’economia e delle finanze.
2. E’ abrogato il comma 2 dell’articolo 4 del decreto-legge 28
giugno 1990, n. 167 convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 1990, n. 227.
3. Sono abrogati gli ultimi due periodi del comma 4 dell’articolo
13 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44.
4. All’articolo 26-quinquies del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il comma 5 e’ inserito il
seguente: “5-bis. La ritenuta di cui al comma 1 non si applica sui
proventi spettanti alle imprese di assicurazione e relativi a quote o
azioni comprese negli attivi posti a copertura delle riserve
matematiche dei rami vita.”.
5. All’articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77, dopo il
comma 4 e’ inserito il seguente: “4-bis. La ritenuta di cui ai commi
1 e 2 non si applica sui proventi spettanti alle imprese di
assicurazione e relativi a quote o azioni comprese negli attivi posti
a copertura delle riserve matematiche dei rami vita.”.
6. All’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 1 aprile 1996,
n. 239, la lettera c) e’ sostituita dalla seguente: «c) enti di cui
all’articolo 73, comma 1, lettera c), e quelli di cui all’articolo 74
del medesimo testo unico, n. 917 del 1986, esclusi gli organismi di
investimento collettivo del risparmio;».
7. All’articolo 26, comma 3-bis, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, primo periodo, le parole:
“ovvero con la minore aliquota prevista per i titoli di cui alle
lettere a) e b) del comma 7 dell’articolo 2 del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148” sono sostituite con le seguenti: “ovvero con
la minore aliquota prevista per le obbligazioni e gli altri titoli di
cui all’articolo 31 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 601 ed equiparati e dalle obbligazioni emesse
dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto emanato ai sensi
dell’articolo 168-bis, comma 1, del medesimo testo unico n. 917 del
1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati.”.
8. All’articolo 26-quinquies, comma 3, del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo le parole: “e alle
obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto
emanato ai sensi dell’articolo 168-bis del testo unico delle imposte
sui redditi approvato con il decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917” sono aggiunte le parole: “e alle
obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati”.
9. All’articolo 10-ter, comma 2-bis, della legge 23 marzo 1983, n.
77, dopo le parole: “e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi
nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis,
comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”
sono aggiunte le parole: “e alle obbligazioni emesse da enti
territoriali dei suddetti Stati”.
10. All’articolo 2, comma 23, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.
138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.
148, dopo le parole: “e alle obbligazioni emesse dagli Stati inclusi
nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell’articolo 168-bis,
comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato con il
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917”
sono aggiunte le parole: “e alle obbligazioni emesse da enti
territoriali dei suddetti Stati”.
11. Il comma 145 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147 e’ sostituito dal seguente: “Le imposte sostitutive di cui ai
commi 142 e 143 sono versate in unica soluzione entro il termine di
versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo
di imposta in corso al 31 dicembre 2013. Gli importi da versare
possono essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241.”.
12. Il comma 148 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147 e’ sostituito dal seguente: “148. Ai maggiori valori iscritti
nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2013, per
effetto dell’articolo 6, comma 6, del decreto-legge 30 novembre 2013,
n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 2014,
n. 5, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive e di eventuali
addizionali, da versarsi in unica soluzione entro il termine di
versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo
d’imposta in corso al 31 dicembre 2013. Gli importi da versare
possono essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241. L’imposta e’ pari al 26 per cento del valore nominale
delle quote alla suddetta data, al netto del valore fiscalmente
riconosciuto. Il valore fiscale delle quote si considera riallineato
al maggior valore iscritto in bilancio, fino a concorrenza del valore
nominale, a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di
entrata in vigore del presente decreto. Se il valore iscritto in
bilancio e’ minore del valore nominale, quest’ultimo valore rileva
comunque ai fini fiscali a partire dallo stesso periodo d’imposta.”.

Art. 5

(Modifiche all’articolo 14 del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91)

1. Al comma 3 dell’articolo 14 del decreto-legge 8 agosto 2013,
n.91, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013,
n.112, le parole “20 aprile 2014” sono sostituite dalle seguenti: “15
luglio 2014”, le parole “1° maggio 2014” sono sostituite dalle
seguenti “1° agosto 2014” e le parole “33 milioni” sono sostituite
dalle seguenti: “23 milioni”.

CAPO III
Contrasto all’evasione fiscale
Art. 6

(Strategie di contrasto all’evasione fiscale)

1. Nelle more dell’attuazione degli obiettivi di stima e
monitoraggio dell’evasione fiscale e di rafforzamento dell’attivita’
conoscitiva e di controllo di cui agli articoli 3 e 9 della legge 11
marzo 2014, n. 23, il Governo, entro sessanta giorni dall’entrata in
vigore del presente decreto, presenta alle Camere un rapporto sulla
realizzazione delle strategie di contrasto all’evasione fiscale, sui
risultati conseguiti nel 2013 e nell’anno in corso, nonche’ su quelli
attesi, con riferimento sia al recupero di gettito derivante da
accertamento di evasione che a quello attribuibile alla maggiore
propensione all’adempimento da parte dei contribuenti, come effetto
delle misure e degli interventi definiti.
2. Anche sulla base degli indirizzi delle Camere, il Governo
definisce un programma di ulteriori misure ed interventi al fine di
implementare, anche attraverso la cooperazione internazionale ed il
rafforzamento dei controlli, l’azione di prevenzione e di contrasto
all’evasione fiscale allo scopo di conseguire nell’anno 2015 un
incremento di almeno 2 miliardi di euro di entrate dalla lotta
all’evasione fiscale rispetto a quelle ottenute nell’anno 2013.

Art. 7

(Destinazione dei proventi della lotta all’evasione fiscale)

1. Le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 36, terzo e quarto
periodo, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, cosi’ come
modificato dall’articolo 1, comma 299, della legge 24 dicembre 2012,
n. 228, si applicano fino all’annualita’ 2013 con riferimento alla
valutazione delle maggiori entrate dell’anno medesimo rispetto a
quelle del 2012. Le maggiori entrate strutturali ed effettivamente
incassate nell’anno 2013 derivanti dall’attivita’ di contrasto
all’evasione fiscale, valutate ai sensi del predetto articolo 2,
comma 36, in 300 milioni di euro annui dal 2014, concorrono alla
copertura degli oneri derivanti dal presente decreto.

TITOLO II
Risparmi ed efficienza della spesa pubblica
CAPO I
Razionalizzazione della spesa pubblica per beni e servizi
Art. 8

(Trasparenza e razionalizzazione della spesa pubblica per beni e
servizi)

1. Le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 11 del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33, fermo restando quanto previsto
dagli articoli 29, 33 e 37 del medesimo decreto legislativo,
pubblicano sui propri siti istituzionali, e rendono accessibili anche
attraverso il ricorso ad un portale unico, i dati relativi alla spesa
di cui ai propri bilanci preventivi e consuntivi e l’indicatore di
tempestivita’ dei pagamenti secondo uno schema tipo e modalita’
definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da
emanarsi, sentita la Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, entro 30 giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto.
2. La disposizione di cui al comma 1 costituisce, per le pubbliche
amministrazioni interessate, obbligo di trasparenza la cui
inosservanza e’ sanzionata ai sensi dell’articolo 46 del medesimo
decreto legislativo n. 33 del 2013.
3. All’articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, dopo il
comma 6, e’ aggiunto il seguente: “6-bis I dati SIOPE delle
amministrazioni pubbliche gestiti dalla Banca d’Italia sono
liberamente accessibili secondo modalita’ definite con decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze nel rispetto del decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82.”
4. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 riducono la
spesa per acquisti di beni e servizi, in ogni settore, per un
ammontare complessivo pari a 2.100 milioni di euro per il 2014 in
ragione di:
a) 700 milioni di euro da parte delle regioni e delle province
autonome di Trento e Bolzano;
b) 700 milioni di euro, di cui 340 milioni di euro da parte delle
province e citta’ metropolitane e 360 milioni di euro da parte dei
comuni;
c) 700 milioni di euro, comprensivi della riduzione di cui al
comma 11, da parte delle amministrazioni dello Stato di cui al comma
1.
Le stesse riduzioni si applicano, in ragione d’anno, a decorrere
dal 2015. Per le amministrazioni di cui alla lettera c) si provvede
secondo i criteri e nelle misure di cui all’articolo 50
5. Gli obiettivi di riduzione di spesa per ciascuna delle
amministrazioni di cui al comma 4, lettera c), sono determinati con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi entro
30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto in
modo da determinare minori riduzioni per gli enti che acquistano ai
prezzi piu’ prossimi a quelli di riferimento ove esistenti;
registrano minori tempi di pagamento dei fornitori; fanno piu’ ampio
ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da centrali
di committenza. In caso di mancata adozione del decreto nel termine
dei 30 giorni, o di sua inefficacia, si applicano le disposizioni
dell’articolo 50. In pendenza del predetto termine le risorse
finanziarie corrispondenti agli importi indicati al comma 4, lettera
c), sono rese indisponibili.
6. La determinazione degli obiettivi di riduzione di spesa per le
regioni e le province autonome e’ effettuata con le modalita’ di cui
all’articolo 46.
7. La determinazione degli obiettivi di spesa per le province, i
comuni e le citta’ metropolitane e’ effettuata con le modalita’ di
cui all’articolo 47.
8. Le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, per realizzare
l’obiettivo loro assegnato ai sensi dei commi da 4 a 7, sono:
a) autorizzate, a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, a ridurre gli importi dei contratti in essere
aventi ad oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi, nella
misura del 5 per cento, per tutta la durata residua dei contratti
medesimi. Le parti hanno facolta’ di rinegoziare il contenuto dei
contratti, in funzione della suddetta riduzione. E’ fatta salva la
facolta’ del prestatore dei beni e dei servizi di recedere dal
contratto entro 30 giorni dalla comunicazione della manifestazione di
volonta’ di operare la riduzione senza alcuna penalita’ da recesso
verso l’amministrazione. Il recesso e’ comunicato all’Amministrazione
e ha effetto decorsi trenta giorni dal ricevimento della relativa
comunicazione da parte di quest’ultima. In caso di recesso, le
Amministrazioni di cui al comma 1, nelle more dell’espletamento delle
procedure per nuovi affidamenti, possono, al fine di assicurare
comunque la disponibilita’ di beni e servizi necessari alla loro
attivita’, stipulare nuovi contratti accedendo a convenzioni-quadro
di Consip S.p.A., a quelle di centrali di committenza regionale o
tramite affidamento diretto nel rispetto della disciplina europea e
nazionale sui contratti pubblici;
b) tenute ad assicurare che gli importi e i prezzi dei contratti
aventi ad oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi stipulati
successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto
non siano superiori a quelli derivati, o derivabili, dalle riduzioni
di cui alla lettera a), e comunque non siano superiori ai prezzi di
riferimento, ove esistenti, o ai prezzi dei beni e servizi previsti
nelle convenzioni quadro stipulate da Consip S.p.A, ai sensi
dell’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
9. Gli atti e i relativi contratti adottati in violazione delle
disposizioni di cui al comma 8, lettera b), sono nulli e sono
rilevanti ai fini della performance individuale e della
responsabilita’ dirigenziale di chi li ha sottoscritti.
10 Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono
adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente al
fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti
dall’applicazione del comma 4.
11. I programmi di spesa relativi agli investimenti pluriennali per
la difesa nazionale sono rideterminati in maniera tale da conseguire
una riduzione degli stanziamenti di bilancio in misura non inferiore
a 400 milioni di euro per l’anno 2014 che concorrono alla
determinazione della riduzione di cui al comma 4, lettera c), per il
medesimo anno. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, su proposta del Ministro della difesa, sentito il
Ministro dello sviluppo economico, e previa verifica del Ministero
dell’economia e delle finanze, le autorizzazioni di spesa iscritte
sugli stati di previsione dei Ministeri interessati sono
rideterminate in maniera tale da assicurare una riduzione in termini
di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni per gli
importi di cui al primo periodo. Nelle more dell’adozione del decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al secondo periodo
sono rese indisponibili le risorse, negli importi indicati al primo
periodo, iscritte nello stato di previsione del Ministero della
difesa relative ai programmi di cui all’articolo 536 del codice
dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66.

Art. 9

(Acquisizione di beni e servizi attraverso soggetti aggregatori e
prezzi di riferimento)

1. Nell’ambito dell’Anagrafe unica delle stazioni appaltanti di cui
all’articolo 33-ter del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,
operante presso l’Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici
di lavori, servizi e forniture, e’ istituito l’elenco dei soggetti
aggregatori di cui fanno parte Consip S.p.A. e una centrale di
committenza per ciascuna regione, qualora costituita ai sensi
dell’articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
2. I soggetti diversi da quelli di cui al comma 1 che svolgono
attivita’ di centrale di committenza ai sensi dell’articolo 33 del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 richiedono all’Autorita’
l’iscrizione all’elenco dei soggetti aggregatori. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dalla data
di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano sono definiti i requisiti
per l’iscrizione tra cui il carattere di stabilita’ dell’attivita’ di
centralizzazione, nonche’ i valori di spesa ritenuti significativi
per le acquisizioni di beni e di servizi con riferimento ad ambiti,
anche territoriali, da ritenersi ottimali ai fini dell’aggregazione e
della centralizzazione della domanda. Con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, previa intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, e’ istituito il Tavolo tecnico dei
soggetti aggregatori, coordinato dal Ministro dell’economia e delle
finanze, e ne sono stabiliti i compiti, le attivita’ e le modalita’
operative.
3. Fermo restando quanto previsto all’articolo 1, commi 449 e 455,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, all’articolo 2, comma 574,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, all’articolo 1, comma 7,
all’articolo 4, comma 3-quater e all’articolo 15, comma 13, lettera
d) del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri da adottarsi, d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31 dicembre di ogni anno,
sulla base di analisi del Tavolo dei soggetti aggregatori e in
ragione delle risorse messe a disposizione ai sensi del comma 7, sono
individuate le categorie di beni e di servizi nonche’ le soglie al
superamento delle quali le amministrazioni statali centrali e
periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni ordine e
grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni universitarie,
nonche’ le regioni, gli enti regionali, nonche’ loro consorzi e
associazioni, e gli enti del servizio sanitario nazionale ricorrono,
rispettivamente, a Consip S.p.A. e al soggetto aggregatore di
riferimento per lo svolgimento delle relative procedure. Con il
decreto di cui al periodo precedente sono, altresi’, individuate le
modalita’ di attuazione del presente comma.
4. Il comma 3-bis dell’articolo 33 del decreto legislativo 6 aprile
2006, n. 163 e’ sostituito dal seguente:
“3-bis. I Comuni non capoluogo di provincia procedono
all’acquisizione di lavori, beni e servizi nell’ambito delle unioni
dei comuni di cui all’articolo 32 del decreto legislativo 15 agosto
2000, n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito accordo
consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti uffici,
ovvero ricorrendo ad un soggetto aggregatore o alle province, ai
sensi della legge 7 aprile 2014, n. 56. In alternativa, gli stessi
Comuni possono effettuare i propri acquisti attraverso gli strumenti
elettronici di acquisto gestiti da Consip S.p.A.o da altro soggetto
aggregatore di riferimento.
5. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica
attraverso la razionalizzazione della spesa per l’acquisto di beni e
di servizi, le regioni costituiscono ovvero designano, entro il 31
dicembre 2014, ove non esistente, un soggetto aggregatore secondo
quanto previsto al comma 1. In ogni caso il numero complessivo dei
soggetti aggregatori presenti sul territorio nazionale non puo’
essere superiore a 35.
6. In alternativa all’obbligo di cui al comma 5 e ferma restando la
facolta’ per le regioni di costituire centrali di committenza anche
unitamente ad altre regioni secondo quanto previsto all’articolo 1,
comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, le regioni possono
stipulare con Consip S.p.A. apposite convenzioni per la disciplina
dei relativi rapporti sulla cui base Consip S.p.A. svolge attivita’
di centrale di committenza per gli enti del territorio regionale, ai
sensi e per gli effetti dell’articolo 1, comma 455, della legge 27
dicembre 2006, n. 296.
7. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 11 e 17, comma 1,
lettera a), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n 111, nelle more del
perfezionamento delle attivita’ concernenti la determinazione annuale
dei costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura da parte
dell’Osservatorio presso l’Autorita’ per la vigilanza sui contratti
pubblici di lavori, servizi e forniture di cui all’articolo 7 del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e anche al fine di
potenziare le attivita’ delle centrali di committenza, la predetta
Autorita’, a partire dal 1° ottobre 2014, attraverso la banca dati
nazionale dei contratti pubblici di cui all’articolo 62-bis del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, fornisce alle
amministrazioni pubbliche un’elaborazione dei prezzi di riferimento
alle condizioni di maggiore efficienza di beni e di servizi, tra
quelli di maggiore impatto in termini di costo a carico della
pubblica amministrazione, nonche’ pubblica sul proprio sito web i
prezzi unitari corrisposti dalle pubbliche amministrazioni per gli
acquisti di tali beni e servizi. I prezzi di riferimento pubblicati
dall’Autorita’ e dalla stessa aggiornati entro il 1° ottobre di ogni
anno, sono utilizzati per la programmazione dell’attivita’
contrattuale della pubblica amministrazione e costituiscono prezzo
massimo di aggiudicazione, anche per le procedure di gara aggiudicate
all’offerta piu’ vantaggiosa, in tutti i casi in cui non e’ presente
una convenzione stipulata ai sensi dell’articolo 26, comma 1, della
legge 23 dicembre 1999, n. 488, in ambito nazionale ovvero
nell’ambito territoriale di riferimento. I contratti stipulati in
violazione di tale prezzo massimo sono nulli.
8. In fase di prima applicazione, la determinazione dei prezzi di
riferimento e’ effettuata sulla base dei dati rilevati dalle stazioni
appaltanti che hanno effettuato i maggiori volumi di acquisto, come
risultanti dalla banca dati nazionale dei contratti pubblici.
9. Al fine di garantire la realizzazione degli interventi di
razionalizzazione della spesa mediante aggregazione degli acquisti di
beni e di servizi, e’ istituito, nello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo per l’aggregazione
degli acquisti di beni e di servizi destinato al finanziamento delle
attivita’ svolte dai soggetti aggregatori di cui al comma 1 del
presente articolo, con la dotazione di 10 milioni di euro per l’anno
2015 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016. Con
decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sono stabiliti i
criteri di ripartizione delle risorse del Fondo di cui al precedente
periodo.
10. Le entrate derivanti dal riversamento al bilancio dello Stato
degli avanzi di gestione di cui all’articolo 1, comma 358, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, conseguiti negli anni 2012 e 2013,
sono utilizzate, per l’anno 2014, nel limite di 5 milioni di euro,
oltre che per il potenziamento delle strutture dell’amministrazione
finanziaria, per il finanziamento delle attivita’ svolte da Consip
S.p.a. nell’ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti
delle Pubbliche amministrazioni ai sensi dell’articolo 4, comma
3-ter, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. A tal fine, le
somme versate in uno specifico capitolo di entrata sono riassegnate,
con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze anche ad
apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento dell’Amministrazione
Generale, del personale e dei servizi.

Art. 10

(Attivita’ di controllo)

1. I compiti di controllo sulle attivita’ finalizzate
all’acquisizione di beni e servizi sono attribuiti all’Autorita’ per
la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture,
che li esercita secondo quanto previsto dal decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163.
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, l’Autorita’:
a) puo’ avvalersi del supporto della Guardia di finanza, della
Ragioneria Generale dello Stato, delle amministrazioni pubbliche,
degli enti pubblici e degli organismi di diritto pubblico, sulla base
di apposite convenzioni che possono prevedere meccanismi per la
copertura dei costi per lo svolgimento delle attivita’ di supporto;
b) riceve dalle amministrazioni pubbliche i dati e i documenti di
cui al comma 4, lettere a) e b);
c) trasmette alle strutture, agli uffici e agli organi preposti
alle funzioni di controllo delle amministrazioni pubbliche dati e
circostanze ritenuti rilevanti ai fini dell’esercizio delle predette
funzioni.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze individua, con proprio
decreto, da emanarsi entro il 30 giugno 2014, le prestazioni
principali in relazione alle caratteristiche essenziali dei beni e
servizi oggetto delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi
dell’articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 cui e’ stato
possibile ricorrere tra il 1° gennaio 2013 e la data di entrata in
vigore del presente decreto. Entro 10 giorni dall’emanazione del
decreto di cui al periodo precedente il Ministero pubblica sul
proprio sito internet i prezzi relativi alle prestazioni individuate.
4. Entro il 30 settembre 2014, le amministrazioni aggiudicatrici di
cui all’articolo 3, comma 25, del decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 trasmettono all’Osservatorio dei contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture:
a) i dati dei contratti non conclusi attraverso centrali di
committenza di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza
comunitaria aventi ad oggetto una o piu’ delle prestazioni
individuate dal decreto di cui al comma 3 del presente articolo, in
essere alla data del 30 settembre 2014;
b) i dati dei contratti aventi ad oggetto beni o servizi di
importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria e
relativa determina a contrarre, in essere alla data del 30 settembre
2014, stipulati a seguito di procedura negoziata ai sensi degli
articoli 56 o 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,
ovvero a seguito di procedura aperta o ristretta di cui all’articolo
55 del medesimo decreto legislativo n. 163 del 2006 in cui sia stata
presentata una sola offerta valida.
5. Con deliberazione dell’Autorita’ sono stabilite le modalita’ di
attuazione del comma 4 e individuati, in particolare, i dati oggetto
della trasmissione.

Art. 11

(Riduzione dei costi di riscossione fiscale)

1. L’Agenzia delle entrate provvede alla revisione delle
condizioni, incluse quelle di remunerazione delle riscossioni dei
versamenti unitari di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241 effettuate da parte delle banche e degli altri
operatori, del servizio di accoglimento delle deleghe di pagamento,
in modo da assicurare una riduzione di spesa pari, per l’anno 2014,
al 30 per cento e, per ciascun anno successivo, al 40 per cento di
quella sostenuta nel 2013; conseguentemente i trasferimenti alla
predetta Agenzia sono ridotti di 75 milioni di euro per l’anno 2014 e
di 100 milioni di euro a decorrere dall’anno 2015.
2. A decorrere dal 1° ottobre 2014, fermi restando i limiti gia’
previsti da altre disposizioni vigenti in materia, i versamenti di
cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
sono eseguiti:
a) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a
disposizione dall’Agenzia delle entrate, nel caso in cui, per effetto
delle compensazioni effettuate, il saldo finale sia di importo pari a
zero;
b) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a
disposizione dall’Agenzia delle entrate e dagli intermediari della
riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui siano
effettuate delle compensazioni e il saldo finale sia di importo
positivo;
c) esclusivamente mediante i servizi telematici messi a
disposizione dall’Agenzia delle entrate e dagli intermediari della
riscossione convenzionati con la stessa, nel caso in cui il saldo
finale sia di importo superiore a mille euro.
3. L’utilizzatore dei servizi telematici messi a disposizione dagli
intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle
entrate puo’ inviare la delega di versamento anche di un soggetto
terzo, mediante addebito su propri strumenti di pagamento, previo
rilascio all’intermediario di apposita autorizzazione, anche
cumulativa, ad operare in tal senso da parte dell’intestatario
effettivo della delega, che resta comunque responsabile ad ogni
effetto.

Art. 12

(Remunerazione conti di tesoreria e provvigioni di collocamento dei
titoli)

1. Il Ministro dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, adegua
l’articolo 6 del proprio decreto ministeriale del 5 dicembre 2003 al
fine di allineare la rilevazione dei tassi di interesse corrisposti
sulle giacenze dei conti correnti fruttiferi di tesoreria al momento
della loro effettiva maturazione.
2. Il Ministero dell’economia e delle finanze, nell’ambito delle
prerogative previste dall’articolo 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398, modula le provvigioni per il
servizio del collocamento in asta in considerazione dell’andamento
del mercato, con particolare riguardo al livello dei tassi e alla
tutela del risparmio.

CAPO II
Amministrazione sobria
Art. 13

(Limite al trattamento economico del personale pubblico e delle
societa’ partecipate)

1. A decorrere dal 1° maggio 2014 il limite massimo retributivo
riferito al primo presidente della Corte di cassazione previsto dagli
articoli 23-bis e 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
e successive modificazioni e integrazioni, e’ fissato in euro 240.000
annui al lordo dei contributi previdenziali ed assistenziali e degli
oneri fiscali a carico del dipendente. A decorrere dalla predetta
data i riferimenti al limite retributivo di cui ai predetti articoli
23-bis e 23-ter contenuti in disposizioni legislative e regolamentari
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, si
intendono sostituiti dal predetto importo. Sono in ogni caso fatte
salve le disposizioni legislative, regolamentari e statutarie che
prevedono limiti retributivi inferiori a quello previsto dal presente
articolo.
2. All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 471, dopo le parole “autorita’ amministrative
indipendenti” sono inserite le seguenti: “, con gli enti pubblici
economici”;
b) al comma 472, dopo le parole “direzione e controllo” sono
inserite le seguenti: “delle autorita’ amministrative indipendenti
e”;
c) al comma 473, le parole “fatti salvi i compensi percepiti per
prestazioni occasionali” sono sostituite dalle seguenti “ovvero di
societa’ partecipate in via diretta o indiretta dalle predette
amministrazioni”;
3. Le regioni provvedono ad adeguare i propri ordinamenti al nuovo
limite retributivo di cui al comma 1, ai sensi dell’articolo 1, comma
475, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nel termine ivi previsto.
4. Ai fini dei trattamenti previdenziali, le riduzioni dei
trattamenti retributivi conseguenti all’applicazione delle
disposizioni di cui al presente articolo operano con riferimento alle
anzianita’ contributive maturate a decorrere dal 1° maggio 2014.
5. La Banca d’Italia, nella sua autonomia organizzativa e
finanziaria, adegua il proprio ordinamento ai principi di cui al
presente articolo.

Art. 14

(Controllo della spesa per incarichi di consulenza, studio e ricerca
e per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa)

1. Ad eccezione delle Universita’, degli istituti di formazione,
degli enti di ricerca e degli enti del servizio sanitario nazionale,
fermi restando i limiti derivanti dalle vigenti disposizioni e in
particolare le disposizioni di cui all’articolo 6, comma 7, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio
2010, n. 122 e all’articolo 1, comma 5, del decreto-legge 31 agosto
2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre
2013, n. 125, le amministrazioni pubbliche inserite nel conto
economico consolidato della pubblica amministrazione, come
individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi
dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, a
decorrere dall’anno 2014, non possono conferire incarichi di
consulenza, studio e ricerca quando la spesa complessiva sostenuta
nell’anno per tali incarichi e’ superiore rispetto alla spesa per il
personale dell’amministrazione che conferisce l’incarico, come
risultante dal conto annuale del 2012, al 4,2% per le amministrazioni
con spesa di personale pari o inferiore a 5 milioni di euro, e
all’1,4% per le amministrazioni con spesa di personale superiore a 5
milioni di euro.
2. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi da 6 a 6-quater
dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, e i
limiti previsti dall’articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni, le amministrazioni
pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica
amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di
statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, con esclusione delle Universita’, degli
istituti di formazione, degli enti di ricerca e degli enti del
servizio sanitario nazionale, a decorrere dall’anno 2014, non possono
stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa
quando la spesa complessiva per tali contratti e’ superiore rispetto
alla spesa del personale dell’amministrazione che conferisce
l’incarico come risultante dal conto annuale del 2012, al 4,5% per le
amministrazioni con spesa di personale pari o inferiore a 5 milioni
di euro, e all’1,1% per le amministrazioni con spesa di personale
superiore a 5 milioni di euro.
3. Per le amministrazioni non tenute alla redazione del conto
annuale nell’anno 2012, ai fini dell’applicazione delle disposizioni
di cui ai commi 1 e 2, si fa riferimento ai valori risultanti dal
bilancio consuntivo 2012.
4. Gli incarichi e i contratti in corso sono rinegoziati entro 30
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ai fini
di assicurare il rispetto dei limiti di cui ai commi 1 e 2.

Art. 15

(Spesa per autovetture)

1. Il comma 2 dell’articolo 5 del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
e’ sostituito dal seguente:
“2. A decorrere dal 1° maggio 2014, le amministrazioni pubbliche
inserite nel conto economico consolidato della pubblica
amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di
statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, nonche’ le autorita’ indipendenti, ivi inclusa
la Commissione nazionale per le societa’ e la borsa (Consob), non
possono effettuare spese di ammontare superiore al 30 per cento della
spesa sostenuta nell’anno 2011 per l’acquisto, la manutenzione, il
noleggio e l’esercizio di autovetture, nonche’ per l’acquisto di
buoni taxi. Tale limite puo’ essere derogato, per il solo anno 2014,
esclusivamente per effetto di contratti pluriennali gia’ in essere.
Tale limite non si applica alle autovetture utilizzate
dall’Ispettorato centrale della tutela della qualita’ e repressione
frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, dal Corpo nazionale dei vigili del
fuoco o per i servizi istituzionali di tutela dell’ordine e della
sicurezza pubblica, per i servizi sociali e sanitari svolti per
garantire i livelli essenziali di assistenza, ovvero per i servizi
istituzionali svolti nell’area tecnico-operativa della difesa e per i
servizi di vigilanza e intervento sulla rete stradale gestita da ANAS
S.p.a., nonche’ per i servizi istituzionali delle rappresentanze
diplomatiche e degli uffici consolari svolti all’estero. I contratti
di locazione o noleggio in corso alla data di entrata in vigore del
presente decreto possono essere ceduti, anche senza l’assenso del
contraente privato, alle Forze di polizia, con il trasferimento delle
relative risorse finanziarie sino alla scadenza del contratto.”.
2. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 5, comma 2, del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, come sostituito dal comma 1 del
presente articolo, e dall’articolo 1, commi da 1 a 4-bis, del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per la
semplificazione e la pubblica amministrazione, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, e’ indicato il numero
massimo, non superiore a cinque, per le auto di servizio ad uso
esclusivo, nonche’ per quelle ad uso non esclusivo, di cui puo’
disporre ciascuna amministrazione centrale dello Stato.

Art. 16

(Riorganizzazione dei Ministeri e interventi in agricoltura)

1. I Ministeri e la Presidenza del Consiglio dei ministri sono
tenuti ad assicurare un obiettivo di risparmio di spesa complessivo
pari a 240 milioni di euro per l’anno 2014. Gli importi sono
determinati secondo le modalita’ di cui all’articolo 1, comma 428,
della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato dall’articolo
2, comma 1, lettera c), del decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50.
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare
entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sentiti i Ministri competenti,
previa verifica da parte del Ministro dell’economia e delle finanze
degli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica, sono
individuate le voci di spesa da ridurre per la realizzazione
dell’obiettivo di risparmio di spesa disposto dal comma 1.
3. Nelle more dell’adozione del decreto di cui al comma 2, il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad accantonare
e rendere indisponibili le somme corrispondenti agli importi di cui
al comma 1.
4. Al solo fine di realizzare interventi di riordino diretti ad
assicurare ulteriori riduzioni della spesa, a decorrere dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e
fino al 15 luglio 2014, i regolamenti di organizzazione dei
Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione,
possono essere adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro competente, di concerto con il
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con
il Ministro dell’economia e delle finanze, previa delibera del
Consiglio dei ministri. I decreti previsti dal presente comma sono
soggetti al controllo preventivo di legittimita’ della Corte dei
conti ai sensi dell’articolo 3, commi da 1 a 3, della legge 14
gennaio 1994, n. 20. Sugli stessi decreti il Presidente del Consiglio
dei ministri ha facolta’ di richiedere il parere del Consiglio di
Stato. A decorrere dalla data di efficacia di ciascuno dei predetti
decreti cessa di avere vigore, per il Ministero interessato, il
regolamento di organizzazione vigente. Il termine di cui al primo
periodo si intende rispettato se entro la medesima data sono
trasmessi al Ministro per la pubblica amministrazione e la
semplificazione e al Ministero dell’economia e delle finanze gli
schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.
5. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 13, comma
3-quater, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e’ ridotta di euro
28.354.930 per l’anno 2014; le somme iscritte nel conto dei residui
per l’anno 2014 sul fondo per gli interventi di cui alla medesima
autorizzazione di spesa, sono versate per l’importo di 29.126.428
euro all’entrata del bilancio dello Stato per l’anno stesso.
6. Nelle more di un’organica revisione della disciplina degli
uffici di diretta collaborazione di cui all’articolo 14, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per l’anno 2014, con
riferimento alla quota corrispondente al periodo maggio-dicembre, gli
stanziamenti degli stati di previsione dei Ministeri e del bilancio
autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri concernenti le
spese per l’indennita’ di diretta collaborazione spettante agli
addetti in servizio presso gli Uffici di diretta collaborazione dei
Ministri, con esclusione della spesa riferita ai destinatari della
riduzione del 10 per cento prevista dall’articolo 9, comma 2, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono ridotti del 20 per cento.
7. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 46-bis del
decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e’ incrementata di 4,8 milioni di
euro per l’anno 2014.
8. Ad integrazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 53,
della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive modificazioni, e
dall’articolo 1, comma 71, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e
successive modificazioni e integrazioni, l’Istituto per lo sviluppo
agroalimentare (ISA) Spa, interamente partecipato dal Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali, e’ autorizzato a versare
all’entrata del bilancio dello Stato la somma di 10,7 milioni di euro
entro il 31 luglio 2014.
9. Nell’ambito delle economie utilizzabili ai sensi dell’articolo
16-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, il Commissario ad
acta di cui all’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 8 febbraio
1995, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile
1995, n. 104, e’ autorizzato a versare all’entrata del bilancio dello
Stato la somma di euro 5,5 milioni di euro entro il 31 luglio 2014.

Art. 17

(Concorso degli organi costituzionali e di rilevanza costituzionale
alla riduzione della spesa pubblica)

1. Per l’anno 2014, gli importi corrispondenti alle riduzioni di
spesa autonomamente deliberate dalla Presidenza della Repubblica, dal
Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati e dalla Corte
Costituzionale, secondo le modalita’ previste dai rispettivi
ordinamenti, sono versati, nella misura complessiva di 50 milioni di
euro, all’entrata del bilancio dello Stato.
2. Per l’anno 2014 gli stanziamenti iscritti in bilancio per le
spese di funzionamento del Consiglio nazionale dell’economia e del
lavoro, e degli organi di autogoverno della magistratura ordinaria,
amministrativa e contabile sono ridotti, complessivamente, di 5,5
milioni di euro.
3. Le somme versate dal Consiglio nazionale dell’economia e del
lavoro, nell’anno 2014, relative all’avanzo di gestione dell’anno
2012 per l’importo di euro 4.532.000, restano acquisite all’entrata
del bilancio dello Stato.

Art. 18

(Abolizione di agevolazioni postali)

1. A decorrere dal 1° giugno 2014, le tariffe postali agevolate di
cui agli articoli 17 e 20 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, ed
all’articolo 12, comma 6-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2013, n.
149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014,
n.13, sono soppresse. Il fornitore del servizio postale universale e’
autorizzato ad assumere iniziative commerciali e organizzative idonee
a contenere nel limite degli stanziamenti del bilancio dello Stato,
allo scopo finalizzati, l’onere relativo alla fruizione entro il 31
maggio 2014 delle predette tariffe postali agevolate.

Art. 19

(Riduzione dei costi nei comuni, nelle province e nelle citta’
metropolitane )

1. All’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, dopo il comma
150 sono inseriti i seguenti:
“150-bis. In considerazione delle misure recate dalla presente
legge, le Province e le Citta’ metropolitane assicurano un contributo
alla finanza pubblica pari a 100 milioni di euro per l’anno 2014, a
60 milioni di euro per l’anno 2015 e a 69 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2016. Con decreto del Ministero dell’interno di concerto
con il Ministero dell’economia e delle finanze, sono stabilite le
modalita’ di riparto del contributo di cui al periodo precedente.
150-ter. Il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di
cui al comma 92, a seguito del trasferimento delle risorse
finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesse
all’esercizio delle funzioni che devono essere trasferite, ai sensi
dei commi da 85 a 97, tra le Province, citta’ metropolitane e gli
altri enti territoriali interessati, stabilisce altresi’ le modalita’
di recupero delle somme di cui al comma 150-bis.”.

Art. 20

(Societa’ partecipate)

1. Al fine del perseguimento di una maggiore efficienza e del
contenimento della spesa pubblica, le societa’ a totale
partecipazione diretta o indiretta dello Stato e le societa’
direttamente o indirettamente controllate dallo Stato ai sensi
dell’articolo 2359, 1° comma, n. 1), del codice civile, i cui soci di
minoranza sono pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma
2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ed enti pubblici
economici, ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari
quotati nei mercati regolamentati, realizzano, nel biennio 2014-2015,
una riduzione dei costi operativi, esclusi gli ammortamenti e le
svalutazioni delle immobilizzazioni nonche’ gli accantonamenti per
rischi, nella misura non inferiore al 2,5 per cento nel 2014 ed al 4
per cento nel 2015. Nel calcolo della riduzione di cui al periodo
precedente sono inclusi i risparmi da realizzare ai sensi del
presente decreto.
2. Ai fini della quantificazione del risparmio di cui al comma 1,
si fa riferimento alle voci di conto economico ed ai relativi valori
risultanti dai bilanci di esercizio approvati per l’anno 2013.
3. Entro il 30 settembre di ciascun esercizio le societa’ di cui al
comma 1 provvedono a distribuire agli azionisti riserve disponibili,
ove presenti, per un importo pari al 90 per cento dei risparmi di
spesa conseguiti in attuazione di quanto previsto al medesimo comma
1. In sede di approvazione dei bilanci di esercizio 2014 e 2015 le
stesse societa’ provvedono a distribuire agli azionisti un dividendo
almeno pari ai risparmi di spesa conseguiti, al netto dell’eventuale
acconto erogato.
4. Le societa’ a totale partecipazione pubblica diretta dello Stato
provvedono per ciascuno degli esercizi considerati a versare ad
apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato gli importi
percepiti dalle proprie controllate ai sensi del presente articolo.
5. Per il biennio 2014-2015, i compensi variabili degli
amministratori delegati e dei dirigenti per i quali e’
contrattualmente prevista una componente variabile della
retribuzione, sono collegati in misura non inferiore al 30 per cento
ad obiettivi riguardanti l’ulteriore riduzione dei costi rispetto
agli obiettivi di efficientamento di cui ai precedenti commi.
6. Il Collegio sindacale verifica il corretto adempimento dei
commi precedenti dandone evidenza nella propria relazione al bilancio
d’esercizio, con descrizione delle misure di contenimento adottate.
7. La presente disposizione non si applica alle societa’ per le
quali alla data di entrata in vigore del presente decreto risultano
gia’ avviate procedure volte ad una apertura ai privati del capitale.

Art. 21

(Disposizioni concernenti RAI S.p.A.)

1. All’articolo 17 della legge 3 maggio 2004, n. 112, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2, la lettera p) e’ sostituita dalla seguente: “p)
l’informazione pubblica a livello nazionale e regionale, nel rispetto
di quanto previsto alla lettera f);”;
b) il comma 3 e’ soppresso.
2. Fino alla definizione di un nuovo assetto territoriale da parte
di RAI S.p.a., le sedi regionali o, per le province autonome di
Trento e di Bolzano, le sedi provinciali della societa’ continuano ad
operare in regime di autonomia finanziaria e contabile in relazione
all’attivita’ di adempimento degli obblighi di pubblico servizio
affidati alle stesse.
3. Ai fini dell’efficientamento, della razionalizzazione e del
riassetto industriale nell’ambito delle partecipazioni detenute dalla
RAI S.p.A., la Societa’ puo’ cedere sul mercato, secondo modalita’
trasparenti e non discriminatorie, quote di societa’ partecipate,
garantendo la continuita’ del servizio erogato. In caso di cessione
di partecipazioni strategiche che determini la perdita del controllo,
le modalita’ di alienazione sono individuate con decreto del
Presidente del consiglio dei ministri adottato su proposta del
Ministro dell’economia e delle finanze d’intesa con il Ministro dello
sviluppo economico.
4. Le somme da riversare alla concessionaria del servizio pubblico
radiotelevisivo, di cui all’articolo 27, comma 8, primo periodo,
della legge 23 dicembre 1999, n. 488, sono ridotte, per l’anno 2014,
di euro 150 milioni.

CAPO III
Trasferimenti e sussidi
Art. 22

(Riduzione delle spese fiscali)

1. All’articolo 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
e successive modificazioni, le parole: “e si considerano produttive
di reddito agrario” sono sostituite dalle seguenti: “. Il reddito e’
determinato applicando all’ammontare dei corrispettivi delle
operazioni soggette a registrazione agli effetti dell’imposta sul
valore aggiunto il coefficiente di redditivita’ del 25 per cento,”.
Le disposizioni del presente comma si applicano a decorrere dal
periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013 e
di esse si tiene conto ai fini della determinazione dell’acconto
delle imposte sui redditi dovute per il predetto periodo d’imposta.
2. Il comma 5-bis dell’articolo 4 del decreto-legge 2 marzo 2012,
n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n.
44, e’ sostituito dal seguente: “5-bis. Con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto
con i Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, e
dell’interno, sono individuati i comuni nei quali, a decorrere
dall’anno di imposta 2014, si applica l’esenzione di cui alla lettera
h) del comma 1 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 504, sulla base dell’altitudine riportata nell’elenco dei
comuni italiani predisposto dall’Istituto nazionale di statistica
(ISTAT), diversificando eventualmente tra terreni posseduti da
coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di cui
all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, iscritti
nella previdenza agricola, e gli altri ed in maniera tale da ottenere
un maggior gettito complessivo annuo non inferiore a 350 milioni di
euro a decorrere dal medesimo anno 2014. Il recupero del maggior
gettito, come risultante per ciascun comune a seguito dell’adozione
del decreto di cui al periodo precedente, e’ operato, per i comuni
delle Regioni a statuto ordinario e delle Regioni Siciliana e
Sardegna, con la procedura prevista dai commi 128 e 129 dell’articolo
1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e, per i comuni delle regioni
Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle province autonome di
Trento e di Bolzano, in sede di attuazione del comma 17 dell’articolo
13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.

CAPO IV
Aziende municipalizzate
Art. 23

(Riordino e riduzione della spesa di aziende, istituzioni e societa’
controllate dalle amministrazioni locali)

1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 3, comma 29, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, e dall’articolo 1, comma 569, della
legge 27 dicembre 2013, n. 147, il Commissario straordinario di cui
all’articolo 49-bis del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,
entro il 31 ottobre 2014 predispone un programma di razionalizzazione
delle aziende speciali, delle istituzioni e delle societa’
direttamente o indirettamente controllate dalle amministrazioni
locali incluse nell’elenco di cui all’articolo 1, comma 3, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, individuando in particolare
specifiche misure:
a) per la liquidazione o trasformazione per fusione o
incorporazione degli organismi sopra indicati, in funzione delle
dimensioni e degli ambiti ottimali per lo svolgimento delle
rispettive attivita’;
b) per l’efficientamento della loro gestione, anche attraverso la
comparazione con altri operatori che operano a livello nazionale e
internazionale;
c) per la cessione di rami d’azienda o anche di personale ad
altre societa’ anche a capitale privato con il trasferimento di
funzioni e attivita’ di servizi.

CAPO V
Razionalizzazione degli spazi della pubblica amministrazione
Art. 24

(Disposizioni in materia di locazioni e manutenzioni di immobili da
parte delle pubbliche amministrazioni)

1. All’articolo 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191,
e successive modificazioni ed integrazioni, dopo le parole: “b)
verifica la congruita’ del canone degli immobili di proprieta’ di
terzi, ai sensi dell’articolo 1, comma 479, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, individuati dalle predette amministrazioni tramite
indagini di mercato” sono inserite le seguenti: “che devono essere
effettuate prioritariamente tra gli immobili di proprieta’ pubblica
presenti sull’applicativo informatico messo a disposizione
dall’Agenzia del demanio; con la predetta consultazione si
considerano assolti i relativi obblighi di legge in materia di
pubblicita’, trasparenza e diffusione delle informazioni”.
2. All’articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e
successive modifiche ed integrazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 222-bis, dopo l’ottavo periodo, e’ aggiunto il
seguente: “In caso di inadempimento dei predetti obblighi, l’Agenzia
del demanio ne effettua la segnalazione alla Corte dei conti per gli
atti di rispettiva competenza.”;
b) dopo il comma 222-ter e’ inserito il seguente:
“222-quater. Le amministrazioni di cui al primo periodo del
comma 222-bis, entro il 30 giugno 2015, predispongono un nuovo piano
di razionalizzazione nazionale per assicurare, oltre al rispetto del
parametro metri quadrati per addetto di cui al comma 222-bis, un
complessivo efficientamento della presenza territoriale, attraverso
l’utilizzo degli immobili pubblici disponibili o di parte di essi,
anche in condivisione con altre amministrazioni pubbliche, compresi
quelli di proprieta’ degli enti pubblici, e il rilascio di immobili
condotti in locazione passiva in modo da garantire per ciascuna
amministrazione, dal 2016, una riduzione, con riferimento ai valori
registrati nel 2014, non inferiore al 50 per cento in termini di
spesa per locazioni passive e non inferiore al 30 per cento in
termini di spazi utilizzati negli immobili dello Stato. Sono esclusi
dall’applicazione della disposizione di cui al primo periodo i
presidi territoriali di pubblica sicurezza e gli edifici
penitenziari. I piani di razionalizzazione nazionali sono trasmessi
all’Agenzia del demanio per la verifica della compatibilita’ degli
stessi con gli obiettivi fissati dal presente comma. Entro e non
oltre 60 giorni dalla presentazione del piano, l’Agenzia del demanio
comunica al Ministero dell’economia e delle finanze e
all’amministrazione interessata i risultati della verifica. In caso
tale verifica risulti positiva, l’Agenzia comunica gli stanziamenti
di bilancio delle amministrazioni, relativi alle locazioni passive,
da ridurre per effetto dei risparmi individuati nel piano. Nel caso
in cui, invece, il piano di razionalizzazione nazionale non venga
presentato, ovvero sia presentato, ma non sia in linea con gli
obiettivi fissati dal presente comma, il Ministero dell’economia e
delle finanze, sulla base dei dati comunicati dall’Agenzia del
demanio, effettua una corrispondente riduzione sui capitoli relativi
alle spese correnti per l’acquisto di beni e servizi
dell’amministrazione inadempiente, al fine di garantire i risparmi
attesi dall’applicazione del presente comma. Con decreti del Ministro
dell’economia e delle finanze, nel limite massimo del 50 per cento
dei complessivi risparmi individuati nei piani di razionalizzazione
positivamente verificati, sono apportate le occorrenti variazioni di
bilancio necessarie per il finanziamento delle spese connesse alla
realizzazione dei predetti piani, da parte delle amministrazioni e
dell’Agenzia del demanio.”
3. All’articolo 12 del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le
medesime Amministrazioni comunicano inoltre semestralmente, al di
fuori dei casi per i quali sono attribuite all’Agenzia del demanio le
decisioni di spesa ai sensi del comma 2 lettere a) e b), tutti i
restanti interventi manutentivi effettuati sia sugli immobili di
proprieta’ dello Stato, in uso governativo, sia su quelli di
proprieta’ di terzi utilizzati a qualsiasi titolo, nonche’
l’ammontare dei relativi oneri.”;
b) al comma 4 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Il
piano generale puo’ essere oggetto di revisione in corso d’anno,
sentiti i Provveditorati per le opere pubbliche del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, in caso di sopravvenute ed
imprevedibili esigenze manutentive considerate prioritarie rispetto
ad uno o piu’ interventi inseriti nel Piano, ove non risultino gia’
affidati ad uno degli operatori con cui l’Agenzia ha stipulato
accordi quadro ai sensi del comma 5.”;
c) al comma 5, il primo periodo e’ sostituito dal seguente:
“L’Agenzia del demanio, al fine di progettare e realizzare gli
interventi manutentivi di cui al comma 2, lettere a) e b), e per gli
interventi manutentivi dalla stessa gestiti con fondi diversi da
quelli di cui al comma 6, stipula accordi quadro, riferiti ad ambiti
territoriali predefiniti, con operatori specializzati nel settore
individuati mediante procedure ad evidenza pubblica, ed anche
avvalendosi di societa’ a totale o prevalente capitale pubblico,
senza nuovi o maggiori oneri”.
4. All’articolo 3 del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 4 le parole “1° gennaio 2015” sono sostituite con le
parole “1° luglio 2014”;
b) il comma 7 e’ sostituito dal seguente: “7. Fermo restando
quanto previsto dal comma 10, le previsioni di cui ai commi da 4 a 6
si applicano altresi’ alle altre amministrazioni di cui all’articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in quanto
compatibili. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
possono adottare misure alternative di contenimento della spesa
corrente al fine di conseguire risparmi non inferiori a quelli
derivanti dall’applicazione della presente disposizione.”.
5. Al fine della riduzione della spesa per il deposito legale di
stampati e documenti:
a) agli istituti depositari previsti dal regolamento attuativo
dell’articolo 5, comma 1, della legge 15 aprile 2004, n. 106, e’
consegnata una sola copia di stampati e di documenti a questi
assimilabili;
b) per l’archivio nazionale della produzione editoriale non sono
soggette al deposito legale le ristampe inalterate di tutti i
documenti stampati in Italia.

CAPO VI
Digitalizzazione
Art. 25

(Anticipazione obbligo fattura elettronica)

1. Nell’ambito del piu’ ampio programma di digitalizzazione delle
amministrazioni pubbliche definito dall’Agenzia per l’Italia
digitale, al fine di accelerare il completamento del percorso di
adeguamento all’utilizzo della fatturazione elettronica nei rapporti
economici tra pubblica amministrazione e fornitori, il termine di cui
all’articolo 6, comma 3, del decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze 3 aprile 2013, n. 55 recante “Regolamento in materia di
emissione, trasmissione e ricevimento della fattura elettronica da
applicarsi alle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’articolo 1,
commi da 209 a 213, della legge 24 dicembre 2007, n. 244”, e’
anticipato al 31 marzo 2015. Alla medesima data, sentita la
Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, e’ anticipato il termine dal quale decorrono
gli obblighi previsti dal predetto decreto n. 55 del 2013, per le
amministrazioni locali di cui al comma 209 della citata legge n. 244
del 2007.
2. Al fine di assicurare l’effettiva tracciabilita’ dei pagamenti
da parte delle pubbliche amministrazioni, le fatture elettroniche
emesse verso le stesse pubbliche amministrazioni riportano:
1) il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di
esclusione dall’obbligo di tracciabilita’ di cui alla legge 13 agosto
2010, n. 136;
2) il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative
a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria,
interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai
sensi dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3;
3. Le pubbliche amministrazioni non possono procedere al pagamento
delle fatture elettroniche che non riportano i codici Cig e Cup ai
sensi del comma 2.

Art. 26

(Pubblicazione telematica di avvisi e bandi)

1. Al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) all’articolo 66, il comma 7 e’ sostituito dai seguenti:
“7. Gli avvisi e i bandi sono altresi’ pubblicati sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, serie speciale relativa
ai contratti pubblici, sul «profilo di committente» della stazione
appaltante, ed entro i successivi due giorni lavorativi, sul sito
informatico del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di cui
al decreto del Ministro dei lavori pubblici 6 aprile 2001, n. 20, e
sul sito informatico presso l’Osservatorio, con l’indicazione degli
estremi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e’ effettuata entro il sesto giorno feriale successivo a
quello del ricevimento della documentazione da parte dell’Ufficio
inserzioni dell’Istituto poligrafico e zecca dello Stato. La
pubblicazione di informazioni ulteriori, complementari o aggiuntive
rispetto a quelle indicate nel presente decreto, e nell’allegato IX
A, avviene esclusivamente in via telematica e non puo’ comportare
oneri finanziari a carico delle stazioni appaltanti.
7-bis. Le spese per la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale
della Repubblica italiana, serie speciale relativa ai contratti
pubblici, degli avvisi, dei bandi di gara e delle informazioni di cui
all’allegato IX A sono rimborsate alla stazione appaltante
dall’aggiudicatario entro il termine di sessanta giorni
dall’aggiudicazione.”;
b) all’articolo 122, il comma 5, e’ sostituito dai seguenti:
“5. I bandi relativi a contratti di importo pari o superiore a
cinquecentomila euro sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, serie speciale relativa ai contratti pubblici,
sul «profilo di committente» della stazione appaltante, ed entro i
successivi due giorni lavorativi, sul sito informatico del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti di cui al decreto del Ministro
dei lavori pubblici 6 aprile 2001, n. 20 e sul sito informatico
presso l’Osservatorio, con l’indicazione degli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. I
bandi relativi a contratti di importo inferiore a cinquecentomila
euro sono pubblicati nell’albo pretorio del Comune ove si eseguono i
lavori e nel profilo di committente della stazione appaltante; gli
effetti giuridici connessi alla pubblicazione decorrono dalla
pubblicazione nell’albo pretorio del Comune. Si applica, comunque,
quanto previsto dall’articolo 66, comma 15. La pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e’ effettuata entro il
sesto giorno feriale successivo a quello del ricevimento della
documentazione da parte dell’Ufficio inserzioni dell’Istituto
poligrafico e zecca dello Stato. La pubblicazione di informazioni
ulteriori, complementari o aggiuntive rispetto a quelle indicate nel
presente decreto e nell’allegato IX A, avviene esclusivamente in via
telematica e non puo’ comportare oneri finanziari a carico delle
stazioni appaltanti.
5-bis. Le spese per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana, serie speciale relativa ai contratti
pubblici, degli avvisi, dei bandi di gara e delle informazioni di cui
all’allegato IX A sono rimborsate alla stazione appaltante
dall’aggiudicatario entro il termine di sessanta giorni
dall’aggiudicazione.”.

TITOLO III
Pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni
CAPO I
Monitoraggio dei debiti delle pubbliche amministrazioni e dei
relativi tempi di pagamenti
Art. 27

(Monitoraggio dei debiti delle pubbliche amministrazioni)

1. Dopo l’articolo 7 del decreto-legge 8 aprile 2013, n.35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e’
inserito il seguente:
“Art. 7-bis (Trasparenza nella gestione dei debiti contratti
dalle pubbliche amministrazioni)
1. Allo scopo di assicurare la trasparenza al processo di
formazione ed estinzione dei debiti, i titolari di crediti per
somministrazioni, forniture e appalti e per obbligazioni relative a
prestazioni professionali nei confronti delle amministrazioni
pubbliche individuate ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge
31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, possono
comunicare, mediante la piattaforma elettronica di cui all’articolo
7, comma 1, i dati riferiti alle fatture o richieste equivalenti di
pagamento emesse a partire dal 1° luglio 2014, riportando, ove
previsto, il relativo Codice identificativo Gara (CIG).
2. Utilizzando la medesima piattaforma elettronica, anche sulla
base dei dati di cui al comma 1, le amministrazioni pubbliche
comunicano le informazioni inerenti alla ricezione ed alla
rilevazione sui propri sistemi contabili delle fatture o richieste
equivalenti di pagamento relativi a debiti per somministrazioni,
forniture e appalti e obbligazioni relative a prestazioni
professionali, emesse a partire dal 1° gennaio 2014.
3. Nel caso di fatture elettroniche trasmesse alle pubbliche
amministrazioni attraverso il sistema di interscambio di cui al
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 7 marzo 2008, i
dati delle fatture comprensivi delle informazioni di invio e
ricezione, di cui ai commi 1 e 2, sono acquisiti dalla piattaforma
elettronica per la gestione telematica del rilascio delle
certificazioni in modalita’ automatica.
4. Fermo restando quanto previsto ai commi 1 e 2, le
amministrazioni pubbliche comunicano, mediante la medesima
piattaforma elettronica, entro il 15 di ciascun mese, i dati relativi
ai debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per
somministrazioni, forniture e appalti e obbligazioni relative a
prestazioni professionali, per i quali, nel mese precedente, sia
stato superato il termine di decorrenza degli interessi moratori di
cui all’articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, e
successive modificazioni.
5. Con riferimento ai debiti comunicati ai sensi dei commi 1, 2 e
4, le amministrazioni pubbliche, contestualmente all’ordinazione di
pagamento, immettono obbligatoriamente sulla piattaforma elettronica
i dati riferiti alla stessa.
6. I dati acquisiti dalla piattaforma elettronica ai sensi del
presente articolo sono conformi ai formati previsti dal decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze 3 aprile 2013, n. 55.
Includono, altresi’, le informazioni relative alla natura, corrente o
capitale, dei debiti nonche’ il codice identificativo di gara (CIG),
ove previsto.
7. Le informazioni di cui al presente articolo sono accessibili
alle amministrazioni pubbliche e ai titolari dei crediti accreditati
sulla piattaforma elettronica, anche ai fini della certificazione dei
crediti e del loro utilizzo, per gli adempimenti di cui all’articolo
7, comma 4-bis, nonche’ utilizzabili per la tenuta del registro delle
fatture da parte delle amministrazioni pubbliche.
8. Il mancato rispetto degli obblighi di cui ai commi 4 e 5 e’
rilevante ai fini della misurazione e della valutazione della
performance individuale del dirigente responsabile e comporta
responsabilita’ dirigenziale e disciplinare ai sensi degli articoli
21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, o misure
analogamente applicabili. Il competente organo di controllo di
regolarita’ amministrativa e contabile verifica la corretta
attuazione delle predette procedure.
9. Ai fini dell’attuazione del presente articolo e’ autorizzata
la spesa di 1 milione di euro per l’anno 2014.”.
2. All’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008,
n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n.
2:
a) al primo periodo, le parole: “le regioni e gli enti locali
nonche’ gli enti del servizio sanitario nazionale”, sono sostituite
dalle seguenti: “le pubbliche amministrazioni, di cui all’articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”;
b) il terzo periodo e’ sostituito dal seguente: “La nomina e’
effettuata dall’Ufficio centrale del bilancio competente per le
certificazioni di pertinenza delle amministrazioni statali centrali,
degli enti pubblici non economici nazionali e delle agenzie di cui al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n.300; dalla Ragioneria
territoriale dello Stato competente per territorio per le
certificazioni di pertinenza delle altre amministrazioni.”;
c) dopo il terzo periodo e’ aggiunto il seguente: “Ferma restando
l’attivazione da parte del creditore dei poteri sostitutivi, il
mancato rispetto dell’obbligo di certificazione o il diniego non
motivato di certificazione, anche parziale, comporta a carico del
dirigente responsabile l’applicazione delle sanzioni di cui
all’articolo 7, comma 2, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35,
convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64. La
pubblica amministrazione inadempiente di cui al primo periodo non
puo’ procedere ad assunzioni di personale o ricorrere
all’indebitamento fino al permanere dell’inadempimento.”.
d) alla fine del comma sono aggiunti i seguenti periodi: “La
certificazione deve indicare obbligatoriamente la data prevista di
pagamento. Le certificazioni gia’ rilasciate senza data devono essere
integrate a cura dell’amministrazione con l’apposizione della data
prevista per il pagamento.”.

Art. 28

(Monitoraggio delle certificazioni dei pagamenti effettuati dalle
pubbliche amministrazioni con le risorse trasferite dalle regioni)

1. All’articolo 2, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui
alla lettera b), il quarto e il quinto periodo del comma 6 sono
soppressi;
b) dopo il comma 6 e’ inserito il seguente: «6-bis. Con decreto
del Ministero dell’economia e delle finanze, da emanarsi, sentita la
Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, sono stabilite le modalita’ e la tempistica
di certificazione e di raccolta, per il tramite delle Regioni, dei
dati relativi ai pagamenti effettuati dalle pubbliche amministrazioni
con le risorse trasferite dalle Regioni a seguito dell’estinzione dei
debiti elencati nel piano di pagamento nei confronti delle stesse
pubbliche amministrazioni.».
2. Il decreto di cui al comma 1, lettera b), e’ adottato entro 60
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

CAPO II
Strumenti per favorire l’estinzione dei debiti delle pubbliche
amministrazioni
Art. 29

(Attribuzione di risorse della Sezione per assicurare la liquidita’
per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti
locali)

1. Al comma 9 dell’articolo 13 del decreto legge 31 agosto 2013 n.
102, convertito con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n.
124, e’ aggiunto infine il seguente periodo: «Con le procedure
individuate con il decreto di cui al periodo precedente sono altresi’
attribuite agli enti locali le disponibilita’ di cui al medesimo
comma 1 non erogate nelle precedenti istanze.».

Art. 30

(Debiti fuori bilancio inclusi nei piani di riequilibrio finanziario
pluriennale)

1. All’articolo 1 comma 10-bis del decreto legge 8 aprile 2013, n.
35, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64,
dopo le parole: “anche se riconosciuti in bilancio in data
successiva”, sono inserite le seguenti: “ivi inclusi quelli contenuti
nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui
all’articolo 243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
approvato con delibera della sezione regionale di controllo della
Corte dei Conti.”.

Art. 31

(Finanziamento dei debiti degli enti locali nei confronti delle
societa’ partecipate)

1. Al fine di favorire il pagamento dei debiti da parte delle
societa’ partecipate da enti locali, la dotazione della “Sezione per
assicurare la liquidita’ per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed
esigibili degli enti locali” del “Fondo per assicurare la liquidita’
per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili” di cui
all’articolo 1, comma 10, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35,
convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e’
incrementata per l’anno 2014 di 2.000 milioni di euro.
2. L’incremento di cui al comma 1 puo’ essere concesso agli enti
locali per il pagamento dei propri debiti nei confronti delle
societa’ partecipate. Il pagamento concerne:
a) i debiti certi, liquidi ed esigibili alla data del 31 dicembre
2013;
b) i debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta
equivalente di pagamento entro il predetto termine;
c) i debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il
riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti
in bilancio in data successiva, ivi inclusi quelli contenuti nel
piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all’articolo
243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, approvato con
delibera della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.
3. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, sentita
la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, da adottare entro 60
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
stabiliti, in conformita’ alle procedure di cui all’articolo 1 del
decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, i criteri, i tempi e le modalita’
per la concessione agli enti locali delle risorse di cui al comma
1.La concessione dell’anticipazione e’ subordinata alla presentazione
da parte degli stessi enti locali di una dichiarazione attestante la
verifica dei crediti e debiti reciproci nei confronti delle societa’
partecipate, asseverata dagli organi di revisione dello stesso ente
locale e, per la parte di competenza, delle societa’ partecipate
interessate.
4. Le societa’ partecipate dagli enti locali, destinatarie dei
pagamenti effettuati a valere sulle anticipazioni di cui al presente
articolo e all’articolo 32, destinano prioritariamente le risorse
ottenute all’estinzione dei debiti certi, liquidi ed esigibili alla
data del 31 dicembre 2013, ovvero dei debiti per i quali sia stata
emessa fattura o richiesta equivalente di pagamento entro il predetto
termine. Le societa’ partecipate comunicano agli enti locali
interessati gli avvenuti pagamenti, unitamente alle informazioni
relative ai debiti ancora in essere, per la successiva trasmissione
nell’ambito della certificazione di cui all’articolo 1, comma 14, del
citato decreto legge n.35 del 2013.
5. I collegi sindacali delle societa’ partecipate dagli enti locali
verificano le comunicazioni di cui al comma 4, dandone atto nei
propri verbali e nella relazione al bilancio di esercizio.

Art. 32

(Incremento del Fondo per assicurare la liquidita’ per pagamenti dei
debiti certi, liquidi ed esigibili)

1. Al fine di garantire il rispetto dei tempi di pagamento di cui
all’articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, la
dotazione del “Fondo per assicurare la liquidita’ per pagamenti dei
debiti certi, liquidi ed esigibili” di cui al comma 10 dell’articolo
1 del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito con
modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e’ incrementata, per
l’anno 2014, di 6.000 milioni di euro, al fine di far fronte ai
pagamenti da parte delle Regioni e degli enti locali dei debiti
certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2013,
ovvero dei debiti per i quali sia stata emessa fattura o richiesta
equivalente di pagamento entro il predetto termine, nonche’ dei
debiti fuori bilancio che presentavano i requisiti per il
riconoscimento alla data del 31 dicembre 2013, anche se riconosciuti
in bilancio in data successiva, ivi inclusi quelli contenuti nel
piano di riequilibrio finanziario pluriennale, di cui all’articolo
243-bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, approvato con
delibera della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.
2. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, sentita
la Conferenza unificata, di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da adottare entro il 31 luglio
2014, sono stabiliti la distribuzione dell’incremento di cui al comma
1 tra le Sezioni del “Fondo per assicurare la liquidita’ per
pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili” e, in conformita’
alle procedure di cui agli articoli 1, 2 e 3 del decreto-legge 8
aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
giugno 2013, n. 64, i criteri, i tempi e le modalita’ per la
concessione delle risorse di cui al comma 1 alle regioni e agli enti
locali, ivi inclusi le regioni e gli enti locali che non hanno
precedentemente avanzato richiesta di anticipazione di liquidita’ a
valere sul predetto Fondo.
3. Il decreto ministeriale di cui al comma 2 determina anche
l’eventuale dotazione aggiuntiva per il 2014 della Sezione di cui
all’articolo 2 del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, derivante da
eventuali disponibilita’ relative ad anticipazioni di liquidita’
attribuite precedentemente e non ancora erogate alla data di
emanazione del suddetto decreto ministeriale, ivi incluse quelle
conseguenti ad eventuali verifiche negative effettuate dal Tavolo di
cui al comma 4, dell’articolo 2, del citato decreto legge n. 35 del
2013, in merito agli adempimenti di cui alle lettere a), b) e c), del
comma 3, del medesimo articolo 2, richiesti alle Regioni e Province
autonome. L’erogazione delle anticipazioni di liquidita’ di cui al
presente comma da parte del Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento del Tesoro sono subordinate, oltre che alla verifica
positiva anche alla formale certificazione dell’avvenuto pagamento di
almeno il 95 per cento dei debiti e dell’effettuazione delle relative
registrazioni contabili da parte delle Regioni con riferimento alle
anticipazioni di liquidita’ ricevute precedentemente.
4. Sono ammesse alle anticipazioni di liquidita’ per il pagamento
dei debiti del settore sanitario di cui al presente articolo le
regioni sottoposte ai piani di rientro ai sensi dell’articolo 1,
comma 180 delle legge 311 del 2004, ovvero ai programmi operativi di
prosecuzione degli stessi ai sensi dell’articolo 2, comma 88, della
legge 23 dicembre 2009, n. 191, per un importo massimo pari a quello
corrispondente al valore dei gettiti derivanti dalle maggiorazioni
fiscali regionali, destinati nell’anno 2013 al finanziamento del
servizio sanitario regionale per il medesimo anno. Per le finalita’
del presente comma sono destinati 600 milioni di euro dell’incremento
della dotazione del fondo di cui al comma 1.
5. Per le attivita’ gestite da Cassa depositi e prestiti S.p.A. ai
sensi del presente articolo, nonche’ dell’articolo 31, e’ autorizzata
la spesa complessiva di euro 0,5 milioni per l’anno 2014.

Art. 33

(Anticipazioni di liquidita’ per il pagamento dei debiti dei comuni
che hanno deliberato il dissesto finanziario)

1. Al fine di sostenere la grave situazione delle imprese
creditrici e degli altri soggetti dei comuni dissestati e di ridare
impulso ai relativi sistemi produttivi locali, per l’anno 2014, ai
comuni che hanno deliberato il dissesto finanziario a far data dal
1°ottobre 2009 e sino alla data di entrata in vigore della legge 6
giugno 2013, n. 64 e che hanno aderito alla procedura semplificata
prevista dall’articolo 258 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ attribuita, previa apposita
istanza dell’ente interessato, un’anticipazione fino all’importo
massimo di 300 milioni di euro per l’anno 2014 da destinare
all’incremento della massa attiva della gestione liquidatoria per il
pagamento dei debiti ammessi con le modalita’ di cui all’anzidetto
articolo 258, nei limiti dell’anticipazione erogata, entro 120 giorni
dalla disponibilita’ delle risorse.
2. L’anticipazione di cui al comma 1, e’ ripartita, nei limiti
della massa passiva censita, in base ad una quota pro capite
determinata tenendo conto della popolazione residente, calcolata alla
fine del penultimo anno precedente alla dichiarazione di dissesto
secondo i dati forniti dall’Istat.
3. L’anticipazione di cui al comma 1 e’ concessa con decreto non
regolamentare del Ministero dell’interno, da emanarsi entro 30 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, nel limite di
300 milioni di euro per l’anno 2014 a valere sulla dotazione per
l’anno 2014, del fondo di rotazione di’ cui all’articolo 243-ter del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267
integrato con le risorse di cui al comma 1.
4. L’importo attribuito e’ erogato all’ente locale il quale e’
tenuto a metterlo a disposizione dell’organo straordinario di
liquidazione entro 30 giorni. L’organo straordinario di liquidazione
provvede al pagamento dei debiti ammessi, nei limiti
dell’anticipazione erogata, entro 90 giorni dalla disponibilita’
delle risorse.
5. La restituzione dell’anticipazione e’ effettuata, con piano di
ammortamento a rate costanti, comprensive degli interessi, in un
periodo massimo di venti anni a decorrere dall’anno successivo a
quello in cui e’ erogata la medesima anticipazione, con versamento ad
appositi capitoli dello stato di previsione dell’entrata del bilancio
dello Stato, distinti per la quota capitale e per la quota interessi,
fatta eccezione per le anticipazioni a valere sul versamento in
entrata di cui al comma 6, pur erogate nel 2014, la cui restituzione
dovra’ avvenire a partire dal 2014. Gli importi dei versamenti
relativi alla quota capitale sono riassegnati al fondo per
l’ammortamento dei titoli di Stato. Il tasso di interesse da
applicare alle suddette anticipazioni sara’ determinato sulla base
del rendimento di mercato dei Buoni poliennali del tesoro a 5 anni in
corso di emissione con comunicato del Direttore generale del tesoro
da emanare e pubblicare sul sito internet del Ministero dell’economia
e delle finanze. In caso di mancata restituzione delle rate entro i
termini previsti, le somme sono recuperate a valere sulle risorse a
qualunque titolo dovute dal Ministero dell’Interno e sono versate al
predetto stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato e
riassegnate, per la parte capitale, al medesimo fondo per
l’ammortamento dei titoli di Stato.
6. Alla copertura degli oneri di cui ai comma 1, si provvede quanto
a 100 milioni di euro mediante versamento all’entrata del bilancio
dello Stato delle somme disponibili presso la Sezione per assicurare
la liquidita’ per pagamenti di debiti certi, liquidi ed esigibili
degli enti locali, relative ad anticipazioni di cui all’articolo 1,
comma 13, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, non erogate dalla
Cassa depositi e prestiti nell’anno 2013, e quanto a 200 milioni di
euro mediante corrispondente riduzione dello stanziamento di cui
all’articolo 1, comma 10, del decreto-legge n. 35 del 2013, come
incrementato dall’articolo 13, comma 8 del decreto-legge 31 agosto
2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre
2013, n. 124, relativo alla medesima Sezione.
7. Il comma 17-sexies dell’articolo 1 del decreto-legge 8 aprile
2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno
2013, n. 64, e’ abrogato.
8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con proprio decreto, le occorrenti variazioni di bilancio.
9. Per quanto non previsto nel presente articolo si rinvia al
decreto del Ministro dell’interno 11 gennaio 2013, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, n. 33 dell’8 febbraio
2013, adottato in attuazione dell’articolo 243-ter, comma 2, del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

Art. 34

(Disposizioni in materia di pagamento dei debiti sanitari)

1. Per l’utilizzo delle risorse di cui all’articolo 3 del
decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 e dell’articolo 5 del Decreto del
Ministero dell’economia e delle finanze del 10 febbraio 2014 recante
il “Riparto dell’incremento del «Fondo per assicurare la liquidita’
per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili» di cui
all’articolo 13, commi 8 e 9 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.
102, convertito, con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n.
124”, e allo scopo di garantire il completo riequilibrio di cassa del
settore stesso con riferimento al pagamento dei debiti sanitari
cumulati fino alla data del 31 dicembre 2012, le regioni possono
accedere, nei limiti degli importi verificati ai sensi dell’articolo
3, comma 3, del citato decreto-legge n. 35 del 2013, alle
anticipazioni di liquidita’ anche per finanziare piani dei pagamenti
che comprendano i pagamenti dei citati debiti, effettuati dalle
regioni nel periodo 1° gennaio 2013-8 aprile 2013. L’inserimento dei
richiamati debiti nei piani dei pagamenti e’ effettuato dalle regioni
in via residuale rispetto alle categorie di debiti gia’ individuate
dagli articoli 3 e 6 del citato decreto-legge 35 del 2013. A tale
scopo le regioni presentano istanza di accesso all’anticipazione di
liquidita’, sottoscritta congiuntamente dal Presidente e dal
Responsabile finanziario, entro 15 giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto.

Art. 35

(Disposizioni dirette a garantire il rispetto dei tempi di pagamento
dei debiti sanitari)

1. Le regioni che, a seguito delle verifiche di cui all’articolo 3,
comma 3, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, presentano mancate
erogazioni di cui al comma 1, lettera b), del medesimo articolo 3 del
decreto-legge n. 35 del 2013, e che non hanno richiesto l’accesso
alle anticipazioni di liquidita’ di cui all’articolo 3, comma 3, del
medesimo decreto-legge n. 35 del 2013, e all’articolo 5 del decreto
del Ministero dell’economia e delle finanze del 10 febbraio 2014
recante il “Riparto dell’incremento del «Fondo per assicurare la
liquidita’ per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili» di
cui all’articolo 13, commi 8 e 9 del decreto-legge 31 agosto 2013, n.
102, convertito, con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n.
124”, nei termini stabiliti e per gli importi di cui al citato
articolo 3, comma 1, lettera b), del decreto-legge n. 35 del 2013
accertati in sede di verifica, sono tenute a presentare istanza di
accesso alle predette anticipazioni entro 15 giorni dalla data di
conversione in legge del presente decreto.
2. Qualora le Regioni di cui al comma 1 non provvedano a quanto
indicato al medesimo comma sono diffidate dal Consiglio dei Ministri,
su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il
Ministro per gli affari regionali, ad adottare, entro un termine
definito, tutti gli atti necessari per trasferire tempestivamente
agli enti del Servizio sanitario regionale gli importi di cui al
citato articolo 3, comma 1, lettera b) del decreto-legge n. 35 del
2013, ovvero per acquisire le citate anticipazioni di liquidita’ fino
a concorrenza degli importi richiamati.
3. In caso di inadempienza circa l’attuazione di quanto indicato al
comma 2, accertata dal Tavolo tecnico per la verifica degli
adempimenti regionali di cui all’articolo 12 dell’Intesa 23 marzo
2005, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 105 del 7 maggio 2005, il Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze,
sentito il Ministro per gli affari regionali, in attuazione
dell’articolo 120 della Costituzione nomina il Presidente della
regione, o un altro soggetto, commissario ad acta. Il commissario
adotta tutte le misure necessarie per acquisire le anticipazioni di
liquidita’ disponibili.
4. Le regioni che, a seguito delle verifiche di cui all’articolo 3,
comma 3, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, presentano una
valorizzazione con riferimento alle grandezze di cui al comma 1,
lettera a), del medesimo articolo 3 del decreto-legge n. 35 del 2013
e che non hanno richiesto l’accesso alle anticipazioni di liquidita’
di cui all’articolo 3, comma 3, del medesimo decreto-legge n. 35 del
2013, e all’articolo 5 del decreto del Ministero dell’economia e
delle finanze del 10 febbraio 2014 recante il “Riparto
dell’incremento del «Fondo per assicurare la liquidita’ per pagamenti
dei debiti certi, liquidi ed esigibili» di cui all’articolo 13, commi
8 e 9 del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito, con
modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124”, nei termini
stabiliti e per gli importi di cui al citato articolo 3, comma 1,
lettera a), del decreto-legge n. 35 del 2013 accertati in sede di
verifica, presentano al Tavolo di verifica degli adempimenti di cui
all’articolo 3 del decreto-legge n. 35 del 2013, entro 60 giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, la
documentazione necessaria a dimostrare la sussistenza delle
condizioni economico-finanziarie idonee a garantire, a decorrere dal
2014, il rispetto dei tempi di pagamento previsti dalla legislazione
vigente. Qualora le regioni non provvedano alla trasmissione della
documentazione ovvero il Tavolo non verifichi positivamente la
richiamata condizione, le regioni sono tenute a presentare istanza di
accesso alle predette anticipazioni entro 15 giorni dalla
formalizzazione degli esiti del citato Tavolo.
5. Qualora le Regioni di cui al comma 4 non provvedano a quanto
indicato al medesimo comma 4 sono diffidate dal Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze,
sentito il Ministro per gli affari regionali, ad adottare, entro un
termine definito, tutti gli atti necessari per acquisire le citate
anticipazioni di liquidita’ fino a concorrenza degli importi
richiamati. In caso di inadempienza trovano applicazione le
disposizioni di cui al comma 3.
6. Allo scopo di verificare che tutte le amministrazioni pubbliche
rispettino i tempi di pagamento stabiliti dalla legislazione vigente,
le Regioni che, con riferimento agli enti del Servizio sanitario
regionale, non hanno partecipato alle verifiche di cui all’articolo 3
del decreto legge n. 35 del 2013 in sede di Tavolo ivi richiamato,
sono tenute a trasmettere al medesimo Tavolo, entro il termine di 60
giorni dalla data di conversione in legge del presente decreto, tutti
gli elementi necessari alla verifica di cui al presente comma nei
termini richiesti dal medesimo Tavolo. Qualora le regioni non
provvedano alla trasmissione della documentazione richiesta, ovvero
il Tavolo verifichi la sussistenza di criticita’ nei tempi di
pagamento, le regioni sono tenute ad accedere alle anticipazioni di
liquidita’. Si applicano le disposizioni di cui ai commi da 1 a 5.
Allo scopo, i termini di cui al comma 1 sono rideterminati in 15
giorni dalla scadenza del termine per la trasmissione delle
informazioni ovvero dalla formalizzazione degli esiti delle verifiche
del Tavolo tecnico.
7. Per le finalita’ di cui ai commi da 1 a 6, le disponibilita’ del
Fondo per assicurare la liquidita’ per pagamenti dei debiti certi,
liquidi ed esigibili degli enti del Servizio sanitario nazionale per
l’anno 2014 e’ incrementata di 770 milioni di euro.
8. All’articolo 1 del decreto-legge 18 gennaio 1993, n. 9,
convertito, con modificazioni, dalla legge 18 marzo 1993, n. 67, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5 le parole: “unita’ sanitarie locali” sono
sostituite dalle seguenti: “aziende sanitarie locali e ospedaliere”;
e, alla fine, sono aggiunte le seguenti parole: “A tal fine l’organo
amministrativo dei predetti enti, con deliberazione adottata per ogni
trimestre, quantifica preventivamente le somme oggetto delle
destinazioni previste nel primo periodo.”;
b) dopo il comma 5 e’ inserito il seguente:
“5-bis. La deliberazione di cui al comma 5 e’ comunicata, a mezzo
di posta elettronica certificata, all’istituto cui e’ affidato il
servizio di tesoreria o cassa contestualmente alla sua adozione. Al
fine di garantire l’espletamento delle finalita’ di cui al comma 5,
dalla data della predetta comunicazione il tesoriere e’ obbligato a
rendere immediatamente disponibili le somme di spettanza dell’ente
indicate nella deliberazione, anche in caso di notifica di
pignoramento o di pendenza di procedura esecutiva nei confronti
dell’ente, senza necessita’ di previa pronuncia giurisdizionale.
Dalla data di adozione della deliberazione l’ente non puo’ emettere
mandati a titoli diversi da quelli vincolati, se non seguendo
l’ordine cronologico delle fatture cosi’ come pervenuto per il
pagamento o, se non e’ prescritta fattura, dalla data della
deliberazione di impegno.”.

Art. 36

(Debiti dei Ministeri)

1. Al fine di consentire il pagamento dei debiti certi, liquidi ed
esigibili del Ministero dell’Interno nei confronti delle Aziende
Sanitarie Locali, ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente
della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 9, maturati al 31 dicembre 2012,
e’ autorizzata la spesa nel limite massimo di 250 milioni di euro
nell’anno 2014. Lo somme eventualmente eccedenti sono destinate al
pagamento dei debiti della stessa specie, maturati successivamente
alla predetta data.
2. E’ istituito nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze un fondo, con una dotazione di 300
milioni per l’anno 2014, destinato all’estinzione dei debiti dei
ministeri il cui pagamento non ha effetti peggiorativi in termini di
indebitamento netto. Entro il 30 giugno 2014, le amministrazioni
possono comunicare al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, l’elenco dei
debiti di cui al presente comma, al fine della attribuzione delle
relative risorse. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, da emanarsi entro il 31 luglio 2014, si provvede alla
ripartizione delle risorse tra le amministrazioni richiedenti, sulla
base di apposita istruttoria sulle partite debitorie al fine della
verifica della sussistenza della neutralita’ in termini di
indebitamento netto. In caso di insufficienza delle risorse
stanziate, il predetto fondo e’ ripartito in proporzione ai debiti
assentibili per ciascuna amministrazione.

Art. 37

(Strumenti per favorire la cessione dei crediti certificati)

1. Al fine di assicurare il completo ed immediato pagamento di
tutti i debiti di parte corrente certi, liquidi ed esigibili per
somministrazioni, forniture ed appalti e per prestazioni
professionali, fermi restando gli altri strumenti previsti, i
suddetti debiti delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo
1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, diverse dallo Stato, maturati al 31
dicembre 2013 e certificati alla data di entrata in vigore del
presente decreto ai sensi dell’articolo 9, comma 3-bis e 3-ter del
decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, o dell’articolo 7
del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, sono assistiti dalla
garanzia dello Stato dal momento dell’effettuazione delle operazioni
di cessione ovvero di ridefinizione di cui al successivo comma 3.
Sono, altresi’, assistiti dalla medesima garanzia dello Stato, sempre
dal momento dell’effettuazione delle operazioni di cessione ovvero di
ridefinizione di cui al successivo comma 3, i suddetti debiti di
parte corrente certi, liquidi ed esigibili delle predette pubbliche
amministrazioni non ancora certificati alla data di entrata in vigore
del presente decreto, comunque maturati al 31 dicembre 2013, a
condizione che:
a) i soggetti creditori presentino istanza di certificazione
improrogabilmente entro sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, utilizzando la piattaforma elettronica
di cui all’articolo 7, comma 1, del predetto decreto legge n. 35 del
2013;
b) i crediti siano oggetto di certificazione, tramite la suddetta
piattaforma elettronica, da parte delle pubbliche amministrazioni
debitrici. La certificazione deve avvenire entro trenta giorni dalla
data di ricezione dell’istanza. Il diniego, anche parziale, della
certificazione, sempre entro il suddetto termine, deve essere
puntualmente motivato. Ferma restando l’attivazione da parte del
creditore dei poteri sostitutivi di cui all’articolo 9, comma 3-bis,
del predetto decreto legge n. 185 del 2008, il mancato rispetto di
tali obblighi comporta a carico del dirigente responsabile
l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 7, comma 2, del
predetto decreto legge n. 35 del 2013. La pubblica amministrazione
inadempiente di cui al primo periodo non puo’ procedere ad assunzioni
di personale o ricorrere all’indebitamento fino al permanere
dell’inadempimento.
2. I pagamenti dei debiti di parte corrente di cui al comma 1 non
rilevano ai fini dei vincoli e degli obiettivi del patto di
stabilita’ interno.
3. I soggetti creditori possono cedere pro-soluto il credito
certificato e assistito dalla garanzia dello Stato ai sensi del comma
1 ad una banca o ad un intermediario finanziario, anche sulla base di
apposite convenzioni quadro. Per i crediti assistiti dalla suddetta
garanzia dello Stato non possono essere richiesti sconti superiori
alla misura massima determinata con il decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze di cui al comma 4. Avvenuta la cessione
del credito, la pubblica amministrazione debitrice diversa dallo
Stato puo’ chiedere, in caso di temporanee carenze di liquidita’, una
ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti,
per una durata massima di 5 anni, rilasciando, a garanzia
dell’operazione, delegazione di pagamento, a norma della specifica
disciplina applicabile a ciascuna tipologia di pubblica
amministrazione, o altra simile garanzia a valere sulle entrate di
bilancio. Le pubbliche amministrazioni debitrici sono comunque tenute
a rimborsare anticipatamente il debito, alle condizioni pattuite
nell’ambito delle operazioni di ridefinizione dei termini e delle
condizioni di pagamento del debito di cui al presente comma al
ripristino della normale gestione della liquidita’. L’operazione di
ridefinizione, le cui condizioni finanziarie devono tener conto della
garanzia dello Stato, puo’ essere richiesta dalla pubblica
amministrazione debitrice alla banca o all’intermediario finanziario
cessionario del credito, ovvero ad altra banca o ad altro
intermediario finanziario qualora il cessionario non consenta alla
suddetta operazione di ridefinizione; in tal caso, previa
corresponsione di quanto dovuto, il credito certificato e’ ceduto di
diritto alla predetta banca o intermediario finanziario. La Cassa
depositi e prestiti S.p.A., ai sensi dell’articolo 5, comma 7,
lettera a), del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito,
con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, nonche’
istituzioni finanziarie dell’Unione Europea e internazionali, possono
acquisire, dalle banche e dagli intermediari finanziari, sulla base
di una convenzione quadro con l’Associazione Bancaria Italiana, i
crediti assistiti dalla garanzia dello Stato di cui al comma 1 e
ceduti ai sensi del presente comma, anche al fine di effettuare
operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di
pagamento dei relativi debiti, per una durata massima di 15 anni, in
relazione alle quali le pubbliche amministrazioni debitrici
rilasciano delegazione di pagamento, a norma della specifica
disciplina applicabile a ciascuna tipologia di pubblica
amministrazione, o altra simile garanzia a valere sulle entrate di
bilancio. L’intervento della Cassa depositi e prestiti S.p.A. puo’
essere effettuato nei limiti di una dotazione finanziaria stabilita
dalla Cassa depositi e prestiti S.p.A. medesima. Ai sensi
dell’articolo 3, comma 17, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, ai
fini delle suddette ridefinizioni dei termini e delle condizioni di
pagamento dei debiti, non si applicano i limiti fissati, per le
regioni a statuto ordinario, dall’articolo 10 della legge 16 maggio
1970, n. 281, per gli enti locali, dall’articolo 204 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e, per le altre pubbliche
amministrazioni, dai rispettivi ordinamenti.
4. Per le finalita’ di cui al comma 1, e’ istituito presso il
Ministero dell’economia e delle finanze un apposito Fondo per la
copertura degli oneri determinati dal rilascio della garanzia dello
Stato, cui sono attribuite risorse pari a euro 150 milioni. La
garanzia del Fondo e’ a prima richiesta, esplicita, incondizionata e
irrevocabile. Gli interventi del Fondo sono assistiti dalla garanzia
dello Stato quale garanzia di ultima istanza. Tale garanzia e’
elencata nell’allegato allo stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze di cui all’articolo 31 della legge 31
dicembre 2009, n. 196. La gestione del Fondo puo’ essere affidata a
norma dell’articolo 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.
Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e
delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata
in vigore del presente decreto, sono definiti termini e modalita’
tecniche di attuazione dei commi 1 e 3 , ivi compresa la misura
massima dei tassi di interesse praticabili sulle operazioni di
ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento del debito
derivante dai crediti garantiti dal Fondo e ceduti ai sensi del comma
3, nonche’ i criteri, le condizioni e le modalita’ di operativita’ e
di escussione della garanzia del Fondo, nonche’ della garanzia dello
Stato di ultima istanza.
5. In caso di escussione della garanzia, e’ attribuito allo Stato
il diritto di rivalsa sugli enti debitori. La rivalsa comporta, ove
applicabile, la decurtazione, sino a concorrenza della somme escusse
e degli interessi maturati alla data dell’effettivo pagamento, delle
somme a qualsiasi titolo dovute all’ente debitore a valere sul
bilancio dello Stato. Con il decreto di cui al comma 4 sono
disciplinate le modalita’ per l’esercizio del diritto di rivalsa di
cui al presente comma, anche al fine di garantire il recupero delle
somme in caso di incapienza delle somme a qualsiasi titolo dovute
all’ente debitore a valere sul bilancio dello Stato.
6. Nello stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle
Finanze e’ istituito, un fondo con una dotazione di 1000 milioni di
euro per l’anno 2014 finalizzato ad integrare le risorse iscritte sul
bilancio statale destinate alle garanzie rilasciate dallo Stato. Il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare
con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
7. I commi 12-ter, 12-quater, 12-sexies e 12-septies dell’articolo
11, del decreto legge 28 giugno 2013 n. 76, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013 n. 99, sono abrogati.

Art. 38

(Semplificazione degli adempimenti amministrativi per la cessione dei
crediti tramite piattaforma elettronica)

1. Le cessioni dei crediti certificati mediante la piattaforma
elettronica per la gestione telematica del rilascio delle
certificazioni di cui al comma 1 dell’articolo 7 del decreto-legge 8
aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
giugno 2013, n. 64 possono essere stipulate mediante scrittura
privata e possono essere effettuate esclusivamente a favore di banche
o intermediari finanziari autorizzati, ovvero da quest’ultimi alla
Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. ai sensi dell’articolo 11, comma
12-quinquies del decreto – legge 28 giugno 2013 n. 76, convertito con
modificazioni dalla legge 9 agosto 2013 n. 99. Le suddette cessioni
dei crediti certificati sono efficaci ed opponibili nei confronti
delle amministrazioni cedute, qualora queste non le rifiutino entro 7
giorni dalla ricezione della loro comunicazione.
2. Sono abrogati i commi 1 e 2 dell’articolo 8 e 2-bis
dell’articolo 9 del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito
con modificazioni dalla legge 6 giugno 2013, n. 64.

Art. 39

(Crediti compensabili)

1. All’articolo 28-quinquies del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, al primo periodo, sono
soppresse le parole “maturati al 31 dicembre 2012”.

Art. 40

(Termine di notifica delle cartelle esattoriali ai fini della
compensabilita’ con i crediti certificati)

1. All’articolo 9, comma 02, del decreto-legge 8 aprile 2013, n.
35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64,
le parole “31 dicembre 2012”, sono sostituite dalle seguenti “30
settembre 2013”.

CAPO III
Strumenti per prevenire il formarsi di ritardi dei pagamenti delle
pubbliche amministrazioni
Art. 41

(Attestazione dei tempi di pagamento)

1. A decorrere dall’esercizio 2014, alle relazioni ai bilanci
consuntivi o di esercizio delle pubbliche amministrazioni, di cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, e’ allegato un prospetto, sottoscritto dal rappresentante legale
e dal responsabile finanziario, attestante l’importo dei pagamenti
relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei
termini previsti dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231,
nonche’ il tempo medio dei pagamenti effettuati. In caso di
superamento dei predetti termini, le medesime relazioni indicano le
misure adottate o previste per consentire la tempestiva effettuazione
dei pagamenti. L’organo di controllo di regolarita’ amministrativa e
contabile verifica le attestazioni di cui al primo periodo, dandone
atto nella propria relazione. Per le Amministrazioni dello Stato, in
sede di rendiconto generale, il prospetto di cui al primo periodo e’
allegato a ciascuno stato di previsione della spesa.
2. Al fine di garantire il rispetto dei tempi di pagamento di cui
all’articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, le
amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, esclusi gli enti del
Servizio sanitario nazionale, che, sulla base dell’attestazione di
cui al medesimo comma, registrano tempi medi nei pagamenti superiori
a 90 giorni nel 2014 e a 60 giorni a decorrere dal 2015, rispetto a
quanto disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231,
nell’anno successivo a quello di riferimento non possono procedere ad
assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia
tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con
riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. E’ fatto altresi’
divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti
privati che si configurino come elusivi della presente disposizione.
3. La riduzione degli obiettivi di cui al comma 122 dell’articolo 1
della legge 13 dicembre 2010, n. 220 e’ applicata, sulla base dei
criteri individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze di cui al medesimo comma 122, esclusivamente agli enti locali
che risultano rispettosi dei tempi di pagamento previsti dal decreto
legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, come rilevato nella
certificazione del patto di stabilita’ interno.
4. Le regioni, con riferimento agli enti del Servizio sanitario
nazionale, trasmettono al Tavolo di verifica degli adempimenti
regionali di cui all’articolo 12 dell’Intesa 23 marzo 2005, sancita
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 105 del 7 maggio 2005, una relazione contenente le
informazioni di cui al comma 1 e le iniziative assunte in caso di
superamento dei tempi di pagamento previsti dalla legislazione
vigente. La trasmissione della relazione e l’adozione da parte degli
enti delle misure idonee e congrue eventualmente necessarie a
favorire il raggiungimento dell’obiettivo del rispetto della
direttiva europea sui tempi di pagamenti costituisce adempimento
regionale, ai fini e per gli effetti dell’articolo 2, comma 68,
lettera c), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, prorogato, a
decorrere dal 2013, dall’articolo 15, comma 24, del decreto-legge 6
luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 135.

Art. 42

(Obbligo della tenuta del registro delle fatture presso le pubbliche
amministrazioni)

1. Fermo restando quanto previsto da specifiche disposizioni di
legge, a decorrere dal 1° luglio 2014, le pubbliche amministrazioni
di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165 adottano il registro unico delle fatture nel quale entro
10 giorni dal ricevimento sono annotate le fatture o le richieste
equivalenti di pagamento per somministrazioni, forniture e appalti e
per obbligazioni relative a prestazioni professionali emesse nei loro
confronti. E’ esclusa la possibilita’ di ricorrere a registri di
settore o di reparto. Il registro delle fatture costituisce parte
integrante del sistema informativo contabile. Al fine di ridurre gli
oneri a carico delle amministrazioni, il registro delle fatture puo’
essere sostituito dalle apposite funzionalita’ che saranno rese
disponibili sulla piattaforma elettronica per la certificazione dei
crediti di cui all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 8 aprile
2013, n.35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013,
n. 64. Nel registro delle fatture e degli altri documenti contabili
equivalenti e’ annotato:
a) il codice progressivo di registrazione;
b) il numero di protocollo di entrata;
c) il numero della fattura o del documento contabile equivalente;
d)la data di emissione della fattura o del documento contabile
equivalente;
e)il nome del creditore e il relativo codice fiscale;
f) l’oggetto della fornitura;
g) l’importo totale, al lordo di IVA e di eventuali altri oneri e
spese indicati;
h)la scadenza della fattura;
i) nel caso di enti in contabilita’ finanziaria, gli estremi
dell’impegno indicato nella fattura o nel documento contabile
equivalente ai sensi di quanto previsto dal primo periodo del
presente comma oppure il capitolo e il piano gestionale, o analoghe
unita’ gestionali del bilancio sul quale verra’ effettuato il
pagamento;
l) se la spesa e’ rilevante o meno ai fini IVA;
m) il Codice identificativo di gara (CIG), tranne i casi di
esclusione dall’obbligo di tracciabilita’ di cui alla legge 13 Agosto
2010, n. 136;
n) il Codice unico di Progetto (CUP), in caso di fatture relative
a opere pubbliche, interventi di manutenzione straordinaria,
interventi finanziati da contributi comunitari e ove previsto ai
sensi dell’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3;
o) qualsiasi altra informazione che si ritiene necessaria.

Art. 43

(Anticipo certificazione conti consuntivi enti locali)

1.L’articolo 161 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 e’
sostituito dal seguente:
“1. I comuni, le province, le unioni di comuni e le comunita’
montane sono tenuti a redigere apposite certificazioni sui principali
dati del bilancio di previsione e del rendiconto della gestione ed a
trasmetterli al Ministero dell’interno. Le certificazioni sono
firmate dal segretario, dal responsabile del servizio finanziario e
dall’organo di revisione economico-finanziario.
2. Le modalita’ per la struttura, la redazione, nonche’ la data
di scadenza per la trasmissione delle certificazioni sono stabilite
con decreto del Ministero dell’interno, previo parere dell’Anci e
dell’Upi, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
3. La mancata trasmissione del certificato, da parte dei comuni e
delle province, comporta la sospensione del pagamento delle risorse
finanziarie a qualsiasi titolo dovute dal Ministero dell’interno, ivi
comprese quelle a titolo di fondo di solidarieta’ comunale.
4. I dati delle certificazioni sono resi noti sulle pagine del
sito internet della Direzione centrale della finanza locale del
Ministero dell’interno e vengono resi disponibili per l’inserimento
nella banca dati unitaria istituita presso il Ministero dell’economia
e delle finanze ai sensi dell’articolo 13 della legge 31 dicembre
2009 n. 196.
5. I certificati al rendiconto della gestione degli enti locali
dell’esercizio finanziario 2014 e degli esercizi seguenti sono
trasmessi al Ministero dell’interno entro il 31 maggio dell’esercizio
successivo, mentre la data di scadenza per la trasmissione dei
certificati al bilancio di previsione resta fissata con il decreto
ministeriale di cui al comma 2.”.

Art. 44

(Tempi di erogazione dei trasferimenti fra pubbliche amministrazioni)

1. Al fine di agevolare il rispetto dei tempi di pagamento di cui
al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, i trasferimenti fra
amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con esclusione delle risorse
destinate al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e delle
risorse spettanti alle Regioni a statuto speciale e alle Province
autonome di Trento e Bolzano in applicazione dei rispettivi
ordinamenti finanziari, sono erogati entro sessanta giorni dalla
definizione delle condizioni per l’erogazione ovvero entro sessanta
giorni dalla comunicazione al beneficiario della spettanza
dell’erogazione stessa. Per i trasferimenti per i quali le condizioni
per la erogazione sono stabilite a regime, il termine di sessanta
giorni decorre dalla definizione dei provvedimenti autorizzativi
necessari per lo svolgimento dell’attivita’ ordinaria.

Art. 45

(Ristrutturazione del debito delle Regioni)

1. Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
effettuare la ristrutturazione dei mutui aventi le caratteristiche
indicate al comma 5, lettera a), contratti dalle regioni ed aventi
come controparte il Ministero dell’economia e delle finanze, in base
all’articolo 2, commi da 46 a 48, della legge 24 dicembre 2007,
n.244, e all’articolo 2, comma 98, della legge 23 dicembre 2009,
n.191, e i mutui gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. per
conto del Ministero dell’economia e delle finanze ai sensi
dell’articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
2. Per il riacquisto da parte delle regioni dei titoli
obbligazionari da esse emessi e aventi le caratteristiche indicate al
comma 5, lettera b), il Ministero dell’economia e delle finanze puo’
effettuare emissioni di titoli di Stato
3. I risparmi annuali di spesa derivanti alle regioni
dall’applicazione dei commi 1 e 2 sono prioritariamente destinati al
pagamento delle rate di ammortamento delle anticipazioni contratte
nel corso dell’esercizio 2014, ai sensi degli articoli 2 e 3 del
decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 giugno 2013, n. 64 e ai sensi degli articoli 32, 34 e
35 del presente decreto.
4. Le operazioni di cui al comma 1 non costituiscono nuovi prestiti
o mutui ai sensi dell’articolo 4 del decreto-legge 8 aprile 2013, n.
35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64.
5. Possono essere oggetto di ristrutturazione le operazioni di
indebitamento che, alla data del 31dicembre 2013, presentino le
seguenti caratteristiche:
a) vita residua pari o superiore a 5 anni e importo del debito
residuo da ammortizzare superiore a 20 milioni di euro per i mutui
contratti con il Ministero dell’economia e delle finanze;
b) vita residua pari o superiore a 5 anni e valore nominale dei
titoli obbligazionari regionali in circolazione superiore a 250
milioni di euro. Per i titoli in valuta rileva il cambio fissato
negli swap di copertura insistenti sulle singole emissioni.
6. Sono esclusi dalle operazioni di ristrutturazione del debito le
anticipazioni contratte dalle regioni ai sensi degli articoli 2 e 3
del citato decreto legge n. 35 del 2013.
7. Le regioni possono richiedere la ristrutturazione dei debiti di
cui al comma 1, trasmettendo entro il 20 giugno 2014 al Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro – Direzione
II, con certificazione congiunta del presidente e del responsabile
finanziario, l’indicazione delle operazioni di indebitamento che
presentano i requisiti oggettivi di cui al comma 5, lettera a).
8. Le operazioni di riacquisto dei titoli obbligazionari aventi le
caratteristiche di cui al comma 5, lettera b), avvengono attraverso
le modalita’ previste dalla legge che regola i titoli stessi, per il
tramite di uno o piu’ intermediari individuati dal Ministero
dell’economia e delle finanze tra gli specialisti in titoli di Stato,
che ricevono apposito mandato delle singole regioni.
9. Le modalita’ del riacquisto e le commissioni per gli
intermediari sono disciplinate dal mandato di cui al comma 8, per la
definizione dei cui termini ogni regione si avvale obbligatoriamente
della consulenza del Ministero dell’economia e delle finanze
10. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
emanarsi entro il 18 luglio 2014, si provvede all’individuazione
delle operazioni di indebitamento ammesse alla ristrutturazione.
11. A seguito della ristrutturazione dei mutui nei confronti del
Ministero dell’economia e delle finanze, il debito residuo e’
rimborsato in trenta rate annuali di importo costante. Il tasso di
interesse applicato al nuovo mutuo e’ pari al rendimento di mercato
dei Buoni Poliennali del Tesoro con la durata finanziaria piu’ vicina
a quella del nuovo mutuo concesso dal Ministero dell’economia e delle
finanze, come rilevato sulla piattaforma di negoziazione MTS il
giorno della firma del nuovo contratto di prestito.
12. Il riacquisto dei titoli emessi dagli enti e individuati come
idonei a norma del comma 5, tenuto conto del valore dei derivati di
cui comma 15, e’ finanziato dal Ministero dell’economia e delle
finanze con un mutuo avente le caratteristiche indicate al comma 11.
13. Qualora i titoli oggetto di riacquisto o i mutui oggetto di
rinegoziazione rappresentino il sottostante di operazioni in
strumenti derivati, la regione provvede alla contestuale chiusura
anticipata degli stessi. L’eventuale valore di mercato positivo
incassato dalla chiusura anticipata dei derivati e’ vincolato
all’utilizzo da parte della regione per il riacquisto del debito
sottostante il derivato stesso. Qualora il derivato presenti un
valore di mercato negativo per la regione, esso deve essere
ricompreso nell’operazione di riacquisto, a condizione che la somma
del valore di riacquisto dei titoli e del valore di mercato del
derivato non sia superiore al valore nominale dei titoli stessi. In
caso il sottostante sia un mutuo, la somma dell’eventuale valore di
mercato negativo del derivato e del capitale residuo del mutuo
oggetto di rinegoziazione, non deve essere superiore al capitale
residuo risultante alla fine dell’anno solare precedente quello in
cui avviene la rinegoziazione.
14. Ove la somma del prezzo di riacquisto del titolo e del valore
degli strumenti derivati ad esso collegati comportasse un aumento del
debito delle pubbliche amministrazioni come definito dal Regolamento
UE 479/2009, non si da’ luogo all’operazione.
15. La valutazione dei derivati e’ di competenza delle regioni che,
per quanto attiene allo scopo della presente norma, la effettuano
sotto la supervisione del Ministero dell’Economia e delle Finanze –
Dipartimento del Tesoro – Direzione II.
16. Le regioni assumono in autonomia le decisioni in ordine al
riacquisto dei titoli e alla chiusura anticipata delle eventuali
operazioni in strumenti derivati ad essi riferite, tenendo conto
anche dei versamenti gia’ avvenuti negli swap di ammortamento, nei
fondi di ammortamento o, comunque, delle quote capitale gia’
accantonate per l’ammortamento di titoli con unico rimborso a
scadenza.
17. La rinegoziazione dei mutui e il riacquisto dei titoli in
circolazione come sopra definiti, inclusa l’attivita’ di provvista
sul mercato da parte del Ministero dell’economia e delle finanze di
cui al comma 2, non deve determinare un aumento del debito pubblico
delle pubbliche amministrazioni come definito dal Regolamento UE
479/2009.

TITOLO IV
Norme finanziarie ed entrata in vigore
Art. 46

(Concorso delle regioni e delle province autonome alla riduzione
della spesa pubblica)

1. Le Regioni a statuto speciale e le province autonome, in
conseguenza dell’adeguamento dei propri ordinamenti ai principi di
coordinamento della finanza pubblica, introdotti dal presente
decreto, assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a quanto
previsto nei commi 2 e 3 .
2. Al comma 454 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n.
228:
a) la tabella indicata alla lettera d) e’ sostituita dalla
seguente:

——————————————————————–
| Importo (in milioni di euro)
Regione o Provincia autonoma |————————————–
| Anno 2014 | Anno 2015-2017
—————————–|——————|——————-
Trentino-Alto Adige | 3 | 5
—————————–|——————|——————-
Provincia autonoma | 43 | 61
Bolzano/Bozen | |
—————————–|——————|——————-
Provincia autonoma Trento | 42 | 59
—————————–|——————|——————-
Friuli-Venezia Giulia | 93 | 131
—————————–|——————|——————-
Valle d’Aosta | 12 | 16
—————————–|——————|——————-
Sicilia | 222 | 311
—————————–|——————|——————-
Sardegna | 85 | 120
—————————–|——————|——————-
Totale RSS | 500 | 703
——————————————————————–”

b) dopo l’ultimo periodo e’ aggiunto il seguente: “Per l’anno
2014 la proposta di Accordo di cui al periodo precedente e’ trasmessa
entro il 30 giugno 2014.”.
3. Il comma 526 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147 e’ sostituito dal seguente:
“526. Con le procedure previste dall’articolo 27 della legge 5
maggio 2009, n. 42, le regioni a statuto speciale e le province
autonome di Trento e di Bolzano assicurano un ulteriore concorso alla
finanza pubblica per l’importo complessivo di 440 milioni di euro per
l’anno 2014 e di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015
al 2017. Fino all’emanazione delle norme di attuazione di cui al
predetto articolo 27, l’importo del concorso complessivo di cui al
primo periodo del presente comma e’ accantonato, a valere sulle quote
di compartecipazione ai tributi erariali, secondo gli importi
indicati, per ciascuna regione a statuto speciale e provincia
autonoma, nella tabella seguente:

——————————————————————–
| Accantonamento (in migliaia di euro)
Regione a statuto speciale |————————————–
| Anno 2014 | Anno 2015-2017
—————————–|——————|——————-
Valle d’Aosta | 10.157 | 6.925
—————————–|——————|——————-
Provincia autonoma Bolzano | 41.833 | 28.523
—————————–|——————|——————-
Provincia autonoma Trento | 36.507 | 24.891
—————————–|——————|——————-
Friuli-Venezia Giulia | 81.483 | 55.556
—————————–|——————|——————-
Sicilia | 194.628 | 132.701
—————————–|——————|——————-
Sardegna | 75.392 | 51.404
—————————–|——————|——————-
Totale | 440.000 | 300.000
—————————–|——————|——————-”

4. Gli importi delle tabelle di cui ai commi 2 e 3 possono essere
modificati, ad invarianza di concorso complessivo alla finanza
pubblica, mediante accordo tra le regioni e province autonome
interessate da sancire entro il 30 giugno 2014, in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano. Tale riparto e’ recepito con
successivo decreto del Ministero dell’economia e delle finanze. Il
predetto accordo puo’ tener conto dei tempi medi di pagamento dei
debiti e del ricorso agli acquisti centralizzati di ciascun ente
interessato.
5. Il comma 527 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n.
147 e’ abrogato.
6. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in
conseguenza dell’adeguamento dei propri ordinamenti ai principi di
coordinamento della finanza pubblica introdotti dal presente decreto
e a valere sui risparmi derivanti dalle disposizioni ad esse
direttamente applicabili ai sensi dell’articolo 117, comma secondo,
della Costituzione, assicurano un contributo alla finanza pubblica
pari a 500 milioni di euro per l’anno 2014 e di 750 milioni di euro
per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, in ambiti di spesa e per
importi proposti in sede di autocoordinamento dalle regioni e
province autonome medesime, tenendo anche conto del rispetto dei
tempi di pagamento stabiliti dalla direttiva 2011/7/UE, nonche’
dell’incidenza degli acquisti centralizzati, da recepire con Intesa
sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro il 31
maggio 2014, con riferimento all’anno 2014 ed entro il 31 ottobre
2014, con riferimento agli anni 2015 e seguenti. In assenza di tale
Intesa entro i predetti termini, con decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri, da adottarsi, previa deliberazione del
Consiglio dei ministri, entro 20 giorni dalla scadenza dei predetti
termini, i richiamati importi sono assegnati ad ambiti di spesa ed
attribuiti alle singoli regioni e Province autonome di Trento e
Bolzano, tenendo anche conto del Pil e della popolazione residente, e
sono eventualmente rideterminati i livelli di finanziamento degli
ambiti individuati e le modalita’ di acquisizione delle risorse da
parte dello Stato.
7. Il complesso delle spese finali espresse in termini di
competenza eurocompatibile di ciascuna regione a statuto ordinario,
di cui al comma 449-bis della legge 24 dicembre 2012, n.228, e’
ridotto per ciascuno degli anni dal 2014 al 2017, tenendo conto degli
importi determinati ai sensi del comma 6.

Art. 47

(Concorso delle province, delle citta’ metropolitane e dei comuni
alla riduzione della spesa pubblica)

1. Le province e le citta’ metropolitane, a valere sui risparmi
connessi alle misure di cui al comma 2 e all’articolo 19, nonche’ in
considerazione delle misure recate dalla legge 7 aprile 2014, n. 56,
nelle more dell’emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio
di cui al comma 92 dell’articolo 1 della medesima legge 7 aprile
2014, n. 56, assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a
444,5 milioni di euro per l’anno 2014 e pari a 576,7 milioni di euro
per l’anno 2015 e 585,7 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016
e 2017
2. Per le finalita’ di cui al comma 1, ciascuna provincia e citta’
metropolitana consegue i risparmi da versare ad apposito capitolo di
entrata del bilancio dello Stato determinati con decreto del Ministro
dell’interno da emanare entro il termine del 30 giugno, per l’anno
2014, e del 28 febbraio per gli anni successivi, sulla base dei
seguenti criteri:
a) per quanto attiene agli interventi di cui all’articolo 8,
relativi alla riduzione della spesa per beni e servizi, la riduzione
e’ operata nella misura complessiva di 340 milioni di euro per il
2014 e di 510 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al
2017, proporzionalmente alla spesa media, sostenuta nell’ultimo
triennio, relativa ai codici SIOPE indicati nella tabella A allegata
al presente decreto. Per gli enti che nell’ultimo anno hanno
registrato tempi medi nei pagamenti relativi a transazioni
commerciali superiori a 90 giorni, rispetto a quanto disposto dal
decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, la riduzione di cui al
periodo precedente e’ incrementata del 5 per cento. Ai restanti enti
la riduzione di cui al periodo precedente e’ proporzionalmente
ridotta in misura corrispondente al complessivo incremento di cui al
periodo precedente. Per gli enti che nell’ultimo anno hanno fatto
ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip
S.p.A. e dalle centrali di committenza regionale di riferimento
costituite ai sensi dell’articolo 1, comma 455, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, in misura inferiore al valore mediano, come
risultante dalle certificazioni di cui alla presente lettera, la
riduzione di cui al primo periodo e’ incrementata del 5 per cento. Ai
restanti enti la riduzione di cui al periodo precedente e’
proporzionalmente ridotta in misura corrispondente al complessivo
incremento di cui al periodo precedente. A tal fine gli enti
trasmettono al Ministero dell’interno secondo le modalita’ indicate
dallo stesso, entro il 31 maggio, per l’anno 2014, ed entro il 28
febbraio per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017 una certificazione
sottoscritta dal rappresentante legale, dal responsabile finanziario
e dall’organo di revisione economico-finanziaria, attestante il tempo
medio dei pagamenti dell’anno precedente calcolato rapportando la
somma delle differenze dei tempi di pagamento rispetto a quanto
disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, al numero
dei pagamenti stessi. Nella medesima certificazione e’, inoltre,
indicato il valore degli acquisti di beni e servizi, relativi ai
codici SIOPE indicati nell’allegata tabella B, sostenuti nell’anno
precedente, con separata evidenza degli acquisti sostenuti mediante
ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip
S.p.A. e dalle centrali di committenza regionale di riferimento. In
caso di mancata trasmissione della certificazione nei termini
indicati si applica l’incremento del 10 per cento.
b) per quanto attiene agli interventi di cui all’articolo 15,
relativi alla riduzione della spesa per autovetture di 0,7 milioni di
euro, per l’anno 2014, e di un milione di euro per ciascuno degli
anni dal 2015 al 2017, la riduzione e’ operata in proporzione al
numero di autovetture di ciascuna provincia e citta’ metropolitana
comunicato annualmente al Ministero dell’interno dal Dipartimento
della Funzione Pubblica;
c) per quanto attiene agli interventi di cui all’articolo 14 ,
relativi alla riduzione della spesa per incarichi di consulenza,
studio e ricerca e per i contratti di collaborazione coordinata e
continuativa, di 3,8 milioni di euro per l’anno 2014 e di 5,7 milioni
di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, la riduzione e’
operata in proporzione alla spesa comunicata al Ministero
dell’interno dal Dipartimento della Funzione Pubblica;
3. Gli importi e i criteri di cui al comma 2 possono essere
modificati per ciascuna provincia e citta’ metropolitana, a
invarianza di riduzione complessiva, dalla Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali entro il 15 giugno, per l’anno 2014 ed entro il 31
gennaio, per gli anni successivi, sulla base dell’istruttoria
condotta dall’ ANCI e dall’UPI e recepiti con il decreto del Ministro
dell’interno di cui al comma 2; con riferimento alle misure connesse
all’articolo 8, le predette modifiche possono tener conto dei tempi
medi di pagamento dei debiti e del ricorso agli acquisti
centralizzati di ciascun ente. Decorso tale termine la riduzione
opera in base agli importi di cui al comma 2.
4. In caso di mancato versamento del contributo di cui ai commi 2 e
3, entro il mese di luglio, sulla base dei dati comunicati dal
Ministero dell’interno, l’Agenzia delle Entrate, attraverso la
struttura di gestione di cui all’articolo 22, comma 3, del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, provvede al recupero delle
predette somme nei confronti delle province e delle citta’
metropolitane interessate, a valere sui versamenti dell’imposta sulle
assicurazioni contro la responsabilita’ civile derivante dalla
circolazione dei veicoli a motore, esclusi i ciclomotori, di cui
all’articolo 60 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
riscossa tramite modello F24, all’atto del riversamento del relativo
gettito alle province medesime.
5. Le province e le citta’ metropolitane possono rimodulare o
adottare misure alternative di contenimento della spesa corrente, al
fine di conseguire risparmi comunque non inferiori a quelli derivanti
dall’applicazione del comma 2.
6. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al
comma 92 dell’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, a seguito
del trasferimento delle risorse finanziarie, umane, strumentali e
organizzative connesse all’esercizio delle funzioni che devono essere
trasferite, ai sensi dei commi da 85 a 97 dello stesso articolo 1,
tra le Province, le citta’ metropolitane e gli altri Enti
territoriali interessati, stabilisce altresi’ le modalita’ di
recupero delle somme di cui ai commi precedenti.
7. L’organo di controllo di regolarita’ amministrativa e contabile
verifica che le misure di cui ai commi 2 e 5 siano adottate, dandone
atto nella relazione di cui al comma 166 dell’articolo 1 della legge
23 dicembre 2005, n. 266.
8. I comuni, a valere sui risparmi connessi alle misure indicate al
comma 9, assicurano un contributo alla finanza pubblica pari a 375,6
milioni di euro per l’anno 2014 e 563,4 milioni di euro per ciascuno
degli anni dal 2015 al 2017. A tal fine, il fondo di solidarieta’
comunale, come determinato ai sensi dell’articolo 1, comma 380-ter
della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e’ ridotto di 375,6 milioni di
euro per l’anno 2014 e di 563,4 milioni di euro per ciascuno degli
anni dal 2015 al 2017.
9. Gli importi delle riduzioni di spesa e le conseguenti riduzioni
di cui al comma 8 per ciascun comune sono determinati con decreto del
Ministro dell’interno da emanare entro il termine del 30 giugno, per
l’anno 2014 e del 28 febbraio per gli anni successivi, sulla base dei
seguenti criteri:
a) per quanto attiene agli interventi di cui all’articolo 8,
relativi alla riduzione della spesa per beni e servizi, la riduzione
e’ operata nella misura complessiva di 360 milioni di euro per il
2014 e di 540 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al
2017, proporzionalmente alla spesa media, sostenuta nell’ultimo
triennio, relativa ai codici SIOPE indicati nella tabella A allegata
al presente decreto. Per gli enti che nell’ultimo anno hanno
registrato tempi medi nei pagamenti relativi a transazioni
commerciali superiori a 90 giorni, rispetto a quanto disposto dal
decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, la riduzione di cui al
periodo precedente e’ incrementata del 5 per cento. Ai restanti enti
la riduzione di cui al periodo precedente e’ proporzionalmente
ridotta in misura corrispondente al complessivo incremento di cui al
periodo precedente. Per gli enti che nell’ultimo anno hanno fatto
ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip
S.p.A. e dalle centrali di committenza regionale di riferimento
costituite ai sensi dell’articolo 1, comma 455, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, in misura inferiore al valore mediano, come
risultante dalle certificazioni di cui alla presente lettera la
riduzione di cui al primo periodo e’ incrementata del 5 per cento. Ai
restanti enti la riduzione di cui al periodo precedente e’
proporzionalmente ridotta in misura corrispondente al complessivo
incremento di cui al periodo precedente. A tal fine gli enti
trasmettono al Ministero dell’interno secondo le modalita’ indicate
dallo stesso, entro il 31 maggio, per l’anno 2014, ed entro il 28
febbraio per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, una certificazione
sottoscritta dal rappresentante legale, dal responsabile finanziario
e dall’organo di revisione economico-finanziaria, attestante il tempo
medio dei pagamenti dell’anno precedente calcolato rapportando la
somma delle differenze dei tempi di pagamento rispetto a quanto
disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, al numero
dei pagamenti stessi. Nella medesima certificazione e’, inoltre,
indicato il valore degli acquisti di beni e servizi, relativi ai
codici SIOPE indicati nell’allegata tabella B sostenuti nell’anno
precedente, con separata evidenza degli acquisti sostenuti mediante
ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione da Consip
S.p.A. e dalle centrali di committenza regionale di riferimento. In
caso di mancata trasmissione della certificazione nei termini
indicati si applica l’incremento del 10 per cento;
b) per quanto attiene agli interventi di cui all’articolo 15,
relativi alla riduzione della spesa per autovetture di 1,6 milioni di
euro, per l’anno 2014, e di 2,4 milioni di euro per ciascuno degli
anni dal 2015 al 2017, la riduzione e’ operata in proporzione al
numero di autovetture possedute da ciascun comune comunicato
annualmente al Ministero dell’interno dal Dipartimento della Funzione
Pubblica;
c) per quanto attiene agli interventi di cui all’articolo 14
relativi alla riduzione della spesa per incarichi di consulenza,
studio e ricerca e per i contratti di collaborazione coordinata e
continuativa, di 14 milioni di euro, per l’anno 2014 e di 21 milioni
di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017, la riduzione e’
operata in proporzione alla spesa comunicata al Ministero
dell’interno dal Dipartimento della Funzione Pubblica.
10. Gli importi e i criteri di cui al comma 9 possono essere
modificati per ciascun comune, a invarianza di riduzione complessiva,
dalla Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali entro il 15 giugno,
per l’anno 2014 ed entro il 31 gennaio, per gli anni successivi,
sulla base dell’istruttoria condotta dall’ANCI e recepiti con decreto
del Ministro dell’interno di cui al comma 9; con riferimento alle
misure connesse all’articolo 8, le predette modifiche possono tener
conto dei tempi medi di pagamento dei debiti e del ricorso agli
acquisti centralizzati di ciascun ente. Decorso tale termine la
riduzione opera in base ai criteri di cui al comma 9.
11. In caso di incapienza, sulla base dei dati comunicati dal
Ministero dell’interno, l’Agenzia delle Entrate provvede al recupero
delle predette somme nei confronti dei comuni interessati all’atto
del riversamento agli stessi comuni dell’imposta municipale propria
di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.
Le somme recuperate sono versate ad apposito capitolo dell’entrata
del bilancio dello Stato ai fini della successiva riassegnazione al
pertinente capitolo dello stato di previsione del Ministero
dell’interno.
12. I Comuni possono rimodulare o adottare misure alternative di
contenimento della spesa corrente, al fine di conseguire risparmi
comunque non inferiori a quelli derivanti dall’applicazione del comma
9.
13. L’organo di controllo di regolarita’ amministrativa e contabile
verifica che le misure di cui ai precedenti commi siano adottate,
dandone atto nella relazione di cui al comma 166 dell’articolo 1
della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

Art. 48

(Edilizia scolastica)

1. All’articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183, dopo il
comma 14-bis e’ inserito il seguente:
“14-ter. Per gli anni 2014 e 2015, nel saldo finanziario espresso
in termini di competenza mista, individuato ai sensi del comma 3,
rilevante ai fini della verifica del rispetto del patto di stabilita’
interno, non sono considerate le spese sostenute dai comuni per
interventi di edilizia scolastica. L’esclusione opera nel limite
massimo di 122 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015. I
comuni beneficiari dell’esclusione e l’importo dell’esclusione stessa
sono individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri da emanare entro il 15 giugno 2014.”.
2. Per le finalita’ e gli interventi di cui all’articolo 18, comma
8-ter, del decreto legge. 21 giugno 2013, n. 69, convertito con
modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, il CIPE, su proposta
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti d’intesa con il
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca assegna,
nell’ambito della programmazione nazionale del Fondo per lo sviluppo
e la coesione relativa al periodo 2014-2020, fino all’importo massimo
di 300 milioni di euro, previa verifica dell’utilizzo delle risorse
assegnate nell’ambito della programmazione 2007-2013 del Fondo
medesimo e di quelle assegnate a valere sugli stanziamenti relativi
al programma delle infrastrutture strategiche per l’attuazione di
piani stralcio del programma di messa in sicurezza degli edifici
scolastici. In esito alla predetta verifica il CIPE riprogramma le
risorse non utilizzate e assegna le ulteriori risorse a valere sulla
dotazione 2014-2020 del Fondo sviluppo e coesione in relazione ai
fabbisogni effettivi e sulla base di un programma articolato per
territorio regionale e per tipologia di interventi. Con la stessa
delibera sono individuate le modalita’ di utilizzo delle risorse
assegnate, di monitoraggio dell’avanzamento dei lavori ai sensi del
decreto legislativo n. 229 del 2011 e di applicazione di misure di
revoca, utilizzando le medesime procedure di cui al citato articolo
18 del decreto-legge n. 69 del 2013.

Art. 49

(Riaccertamento straordinario residui)

1. Nelle more del completamento della riforma della legge di
contabilita’ e finanza pubblica, di cui alla legge 31 dicembre 2009,
n. 196, il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio
decreto, d’intesa con le amministrazioni interessate, entro il 31
luglio 2014 adotta un programma straordinario di riaccertamento dei
residui passivi nonche’ riaccertamento della sussistenza delle
partite debitorie iscritte nel conto del patrimonio dello Stato in
corrispondenza di residui andati in perenzione, esistenti alla data
del 31 dicembre 2013, di cui all’articolo 275, secondo comma, del
regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, ai fini della verifica della
permanenza dei presupposti indicati all’articolo 34, comma 2, della
legge n. 196 del 2009.
2. In esito alla rilevazione di cui al comma 1, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, e’ quantificato per ciascun
Ministero l’ammontare delle somme iscritte nel conto dei residui da
eliminare e, compatibilmente con gli obiettivi programmati di finanza
pubblica, si provvede:
a) per i residui passivi iscritti in bilancio, alla eliminazione
degli stessi mediante loro versamento all’entrata ed all’istituzione,
separatamente per la parte corrente e per il conto capitale, di
appositi fondi da iscrivere negli stati di previsione delle
Amministrazioni interessate, da ripartire con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, per il finanziamento di nuovi
programmi di spesa, di quelli gia’ esistenti e per il ripiano dei
debiti fuori bilancio. La dotazione dei predetti fondi e’ fissata su
base pluriennale, in misura non superiore al 50 per cento
dell’ammontare dei residui eliminati di rispettiva pertinenza. La
restante parte e’ destinata a finanziare un apposito Fondo da
iscrivere sullo stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze da ripartire a favore di interventi individuati con
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri;
b) per i residui passivi perenti, alla cancellazione delle
relative partite dalle scritture contabili del conto del Patrimonio
Generale dello Stato; a tal fine, le amministrazioni interessate
individuano i residui non piu’ esigibili, che formano oggetto di
apposita comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze, da
effettuare improrogabilmente entro il 10 luglio 2014. Con la legge di
bilancio per gli anni 2015-2017, le somme corrispondenti alla
cancellazione dei suddetti importi, fatto salvo quanto previsto alla
successiva lettera d), sono iscritte su base pluriennale nella
medesima proporzione nei fondi di cui alla precedente lettera a).
c) per i residui passivi perenti, connessi alla sistemazione di
partite contabilizzate in conto sospeso, con le medesime modalita’ di
comunicazione di cui alla lettera b), alla regolazione dei rapporti
di debito con la tesoreria statale;
d) per i residui passivi relativi a trasferimenti e/o
compartecipazioni statutarie alle regioni, alle province autonome e
agli altri enti territoriali le operazioni di cui al presente
articolo vengono operate con il concorso degli stessi enti
interessati. Con la legge di bilancio per gli anni 2015-2017, le
somme corrispondenti alla cancellazione dei suddetti importi sono
iscritte su base pluriennale su appositi fondi da destinare ai
medesimi enti in relazione ai residui eliminati.

Art. 50

(Disposizioni finanziarie)

1. In relazione a quanto disposto dagli articoli da 8 a 10, le
disponibilita’ di competenza e di cassa delle spese del bilancio
dello Stato per beni e servizi, ad esclusione delle spese per il
funzionamento delle istituzioni scolastiche, sono ridotte di 200
milioni di euro annui per l’anno 2014 e di 300 milioni di euro a
decorrere dal 2015, secondo quanto indicato nell’allegato C al
presente decreto e secondo un criterio di riparto relativo al tasso
di adesione agli strumenti di acquisto messi a disposizione dalle
centrali di committenza. Il Ministro dell’economia e delle finanze,
ai fini delle successive riduzioni, e’ autorizzato ad accantonare e
rendere indisponibili le somme di cui al periodo precedente. Le
amministrazioni possono proporre variazioni compensative, anche
relative a missioni diverse, nell’ambito degli stanziamenti per
l’acquisto di beni e servizi, entro 60 giorni dalla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto, nel
rispetto dell’invarianza sui saldi di finanza pubblica. Resta
precluso l’utilizzo degli stanziamenti di conto capitale per
compensare spese correnti. Le riduzioni previste dal presente comma
sono comprensive degli effetti di contenimento della spesa dei
Ministeri, derivanti dall’applicazione dalle disposizioni specifiche
volte al contenimento della spesa di cui agli articoli 14, 15, e 26
del presente decreto.
2. Al fine di consentire alle Amministrazioni centrali di
razionalizzare la gestione delle risorse in relazione alle
disposizioni recate dal presente articolo ed evitare la formazione di
debiti fuori bilancio, nelle more del completamento della riforma
della legge di contabilita’ e finanza pubblica di cui alla legge 31
dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni e integrazioni, in
via sperimentale per gli anni 2014 e 2015, il Ministro dell’economia
e delle finanze, nel rispetto dell’invarianza degli effetti sui saldi
di finanza pubblica, e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti,
da comunicare alle Camere, variazioni compensative, in termini di
competenza e cassa, in ciascuno stato di previsione della spesa,
nell’ambito degli stanziamenti dei capitoli rispettivamente della
categoria 2 – consumi intermedi e della categoria 21 – investimenti
fissi lordi, previa motivata e documentata richiesta da parte delle
Amministrazioni interessate. La compensazione non puo’ riguardare le
spese predeterminate per legge.
3. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 8, comma 3, del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto
2012, n. 135, al fine di assicurare la riduzione della spesa per
acquisti di beni e servizi per gli enti pubblici di cui al comma 4,
lettera c), dell’articolo 8 del presente decreto, nelle more della
determinazione degli obiettivi da effettuarsi con le modalita’
previste dal medesimo articolo 8, comma 5, i trasferimenti dal
bilancio dello Stato agli enti e agli organismi anche costituiti in
forma societaria, dotati di autonomia finanziaria, compresi fra le
pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, della legge
30 dicembre 2009, n. 196, con esclusione delle regioni, delle
province autonome di Trento e di Bolzano, degli enti locali, degli
enti del servizio sanitario nazionale, sono ulteriormente ridotti, a
decorrere dall’anno 2014 su base annua, in misura pari al 5 per cento
della spesa sostenuta per consumi intermedi nell’anno 2010. Nel caso
in cui per effetto delle operazioni di gestione la predetta riduzione
non fosse possibile, per gli enti interessati si applica la
disposizione di cui ai periodi successivi. Gli enti e gli organismi
anche costituiti in forma societaria, dotati di autonomia
finanziaria, che non ricevono trasferimenti dal bilancio dello Stato
adottano interventi di razionalizzazione per la riduzione della spesa
per consumi intermedi in modo da assicurare risparmi corrispondenti
alla misura indicata nel periodo precedente; le somme derivanti da
tale riduzione sono versate annualmente ad apposito capitolo
dell’entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno di ciascun
anno. Il presente comma non si applica agli enti e organismi vigilati
dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli
enti locali.
4. Gli enti e organismi di cui al comma 3 possono effettuare
variazioni compensative fra le spese soggette ai limiti di cui
all’articolo 6, commi 8, 12, 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 133, e all’articolo 1,
comma 141, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, assicurando il
conseguimento degli obiettivi complessivi di contenimento della spesa
previsti dalle citate disposizioni e il versamento dei relativi
risparmi al bilancio dello Stato. Il comma 10 dell’articolo 6 del
decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 133 del 2010, e’ soppresso. Qualora, con l’attuazione delle
misure di cui al presente articolo o di ulteriori interventi
individuati dagli enti stessi nell’ambito della propria autonomia
organizzativa, non si raggiungano i risparmi previsti dal comma 3,
gli enti interessati possono provvedere anche attraverso la riduzione
delle altre risorse destinate a interventi di natura corrente, con
l’esclusione delle spese di personale.
5. All’articolo 1, comma 417, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,
le parole “pari al 12 per cento” sono sostituite dalle seguenti:
“pari al 15 per cento”.
6. Al fine di rendere permanente gli sgravi previsti dall’articolo
1, nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ istituito un apposito fondo denominato “Fondo destinato
alla concessione di benefici economici a favore dei lavoratori
dipendenti”, con una dotazione di 1.930 milioni di euro in termini di
saldo netto da finanziare e di fabbisogno e di 2.685 milioni di euro
in termini di indebitamento netto per l’anno 2015, di 4.680 milioni
di euro per l’anno 2016, di 4.135 milioni di euro per l’anno 2017 e
di 1.990 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018.
7. Al fine di reperire le risorse per assicurare la liquidita’
necessaria all’attuazione degli interventi di cui al titolo III del
presente decreto, nonche’ in considerazione del livello del
fabbisogno del settore statale definito dal Documento di economia e
finanza 2014 approvato con Risoluzione del Parlamento, e’ autorizzata
l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 40.000 milioni
di euro per l’anno 2014. Tali somme concorrono alla rideterminazione
in aumento del limite massimo di emissione di titoli di Stato
stabilito dalla legge di approvazione del bilancio.
8. Ai fini dell’immediata attuazione delle disposizioni recate dal
titolo III del presente decreto e nelle more dell’emissione dei
titoli di cui al comma 9, il Ministro dell’economia e delle finanze
e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio e, ove necessario, puo’ disporre il ricorso ad
anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione, con l’emissione
di ordini di pagamento sui pertinenti capitoli di spesa, e’
effettuata entro la conclusione dell’esercizio in cui e’ erogata
l’anticipazione.
9. L’allegato 1 all’articolo 1, comma 1, della legge 27 dicembre
2013, n. 147, e’ sostituito dal seguente:
“Allegato 1 (Articolo 1, comma 1).

In milioni di euro
|===========================================|=======|=======|=======|
| Descrizione risultato differenziale | 2014 | 2015 | 2016 |
|===========================================|=======|=======|=======|
|Livello massimo del saldo netto da |-59.100|-18.200| -1.200|
|finanziare, al netto delle regolazioni | | | |
|contabili e debitorie pregresse | | | |
|(pari a 5.710 milioni di euro per il 2014, | | | |
|a 3.150 milioni di euro per il 2015 e | | | |
|a 3.150 milioni di euro per il 2016), | | | |
|tenuto conto degli effetti derivanti | | | |
|dalla presente legge | | | |
|===========================================|=======|=======|=======|
|Livello massimo del ricorso al mercato |320.000|285.000|250.000|
|finanziario, tenuto conto degli effetti | | | |
|derivanti dalla presente legge (*) | | | |
|===========================================|=======|=======|=======|
|(*) Al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare |
|prima della scadenza o di ristrutturare passivita’ preesistenti con|
|ammortamento a carico dello Stato e comprensivo, per il 2014, di un|
|importo di 4.000 milioni di euro per indebitamento estero relativo |
|a interventi non considerati nel bilancio di previsione. |
|===================================================================|

10. Agli oneri derivanti dagli articoli 1, 2, 4, comma 11, 5, 9,
comma 9, 16, commi 6 e 7, 27, comma 1, 31, 32, 35, 36, 45, 48, comma
1, e dal comma 8 del presente articolo, ad esclusione degli oneri cui
si provvede ai sensi del comma 9 del presente articolo, pari a
6.563,2 milioni di euro per l’anno 2014, a 6.184,7 milioni di euro
per l’anno 2015, a 7.062,8 milioni di euro per l’anno 2016, a 6.214
milioni di euro per l’anno 2017 e a 4.069 a decorrere dall’anno 2018,
che aumentano a 7.600,839 milioni di euro per l’anno 2014, a 6.229,8
milioni di euro per l’anno 2015, a 6.236 milioni di euro per l’anno
2017 e a 4.138,7 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018 ai fini
della compensazione degli effetti in termini di fabbisogno ed
indebitamento netto, si provvede mediante utilizzo delle maggiori
entrate e dalle minori spese derivanti dal presente provvedimento.
11. Il Ministero dell’economia e delle finanze effettua il
monitoraggio sulle maggiori entrate per imposta sul valore aggiunto
derivanti dalle misure previste dal titolo III del presente decreto.
Qualora dal monitoraggio emerga un andamento che non consenta il
raggiungimento dell’obiettivo di maggior gettito pari a 650 milioni
di euro per l’anno 2014, il Ministro dell’economia e delle finanze,
con proprio decreto, da emanare entro il 30 settembre 2014,
stabilisce l’aumento delle accise di cui alla Direttiva del Consiglio
2008/118/CE del 16 dicembre 2008, in misura tale da assicurare il
conseguimento del predetto obiettivo.
12. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio
per l’attuazione del presente decreto.

Art. 51

(Entrata in vigore)

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi’ 24 aprile 2014

NAPOLITANO

Renzi, Presidente del Consiglio dei
ministri

Padoan, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Orlando
Tabella A (articolo 47)

|=====|=============================================================|
|S1201| Carta, cancelleria e stampati |
|—–|————————————————————-|
|S1202| Carburanti, combustibili e lubrificanti |
|—–|————————————————————-|
|S1203| Materiale informatico |
|—–|————————————————————-|
|S1204| Materiale e strumenti tecnico-specialistici |
|—–|————————————————————-|
|S1205| Pubblicazioni, giornali e riviste |
|—–|————————————————————-|
|S1206| Medicinali, materiale sanitario e igienico |
|—–|————————————————————-|
|S1207| Acquisto di beni per spese di rappresentanza |
|—–|————————————————————-|
|S1208| Equipaggiamenti e vestiario |
|—–|————————————————————-|
|S1209| Acquisto di beni di consumo per consultazioni elettorali |
|—–|————————————————————-|
|S1210| Altri materiali di consumo |
|—–|————————————————————-|
|S1211| Acquisto di derrate alimentari |
|—–|————————————————————-|
|S1212| Materiali e strumenti per manutenzione |
|—–|————————————————————-|
|S1213| Materiale divulgativo sui parchi, |
| | gadget e prodotti tipici locali |
|—–|————————————————————-|
|S1302| Contratti di servizio per trasporto |
|—–|————————————————————-|
|S1303| Contratti di servizio per smaltimento rifiuti |
|—–|————————————————————-|
|S1304| Contratti di servizio per riscossione tributi |
|—–|————————————————————-|
|S1305| Lavoro interinale |
|—–|————————————————————-|
|S1306| Altri contratti di servizio |
|—–|————————————————————-|
|S1308| Organizzazione manifestazioni e convegni |
|—–|————————————————————-|
|S1309| Corsi di formazione per il proprio personale |
|—–|————————————————————-|
|S1310| Altri corsi di formazione |
|—–|————————————————————-|
|S1311| Manutenzione ordinaria e riparazioni di immobili |
|—–|————————————————————-|
|S1313| Altre spese di manutenzione ordinaria e riparazioni |
|—–|————————————————————-|
|S1314| Servizi ausiliari e spese di pulizia |
|—–|————————————————————-|
|S1315| Utenze e canoni per telefonia e reti di trasmissione |
|—–|————————————————————-|
|S1316| Utenze e canoni per energia elettrica |
|—–|————————————————————-|
|S1317| Utenze e canoni per acqua |
|—–|————————————————————-|
|S1318| Utenze e canoni per riscaldamento |
|—–|————————————————————-|
|S1319| Utenze e canoni per altri servizi |
|—–|————————————————————-|
|S1320| Acquisto di servizi per consultazioni elettorali |
|—–|————————————————————-|
|S1321| Accertamenti sanitari resi necessari |
| | dall’attivita’ lavorativa |
|—–|————————————————————-|
|S1322| Spese postali |
|—–|————————————————————-|
|S1323| Assicurazioni |
|—–|————————————————————-|
|S1324| Acquisto di servizi per spese di rappresentanza |
|—–|————————————————————-|
|S1327| Buoni pasto |
|—–|————————————————————-|
|S1329| Assistenza informatica e manutenzione software |
|—–|————————————————————-|
|S1330| Trattamento di missione e rimborsi spese viaggi |
|—–|————————————————————-|
|S1331| Spese per liti (patrocinio legale) |
|—–|————————————————————-|
|S1332| Altre spese per servizi |
|—–|————————————————————-|
|S1333| Rette di ricovero in strutture per anziani/minori/handicap |
| | ed altri servizi connessi |
|—–|————————————————————-|
|S1334| Mense scolastiche |
|—–|————————————————————-|
|S1335| Servizi scolastici |
|—–|————————————————————-|
|S1336| Organismi e altre Commissioni istituiti presso l’ente |
|—–|————————————————————-|
|S1337| Spese per pubblicita’ |
|—–|————————————————————-|
|S1338| Global service |
|=====|=============================================================|

Tabella B (articolo 47)

|=====|=============================================================|
|S1201| Carta, cancelleria e stampati |
|—–|————————————————————-|
|S1202| Carburanti, combustibili e lubrificanti |
|—–|————————————————————-|
|S1203| Materiale informatico |
|—–|————————————————————-|
|S1204| Materiale e strumenti tecnico-specialistici |
|—–|————————————————————-|
|S1206| Medicinali, materiale sanitario e igienico |
|—–|————————————————————-|
|S1207| Acquisto di beni per spese di rappresentanza |
|—–|————————————————————-|
|S1208| Equipaggiamenti e vestiario |
|—–|————————————————————-|
|S1209| Acquisto di beni di consumo per consultazioni elettorali |
|—–|————————————————————-|
|S1210| Altri materiali di consumo |
|—–|————————————————————-|
|S1211| Acquisto di derrate alimentari |
|—–|————————————————————-|
|S1212| Materiali e strumenti per manutenzione |
|—–|————————————————————-|
|S1308| Organizzazione manifestazioni e convegni |
|—–|————————————————————-|
|S1309| Corsi di formazione per il proprio personale |
|—–|————————————————————-|
|S1310| Altri corsi di formazione |
|—–|————————————————————-|
|S1311| Manutenzione ordinaria e riparazioni di immobili |
|—–|————————————————————-|
|S1314| Servizi ausiliari e spese di pulizia |
|—–|————————————————————-|
|S1315| Utenze e canoni per telefonia e reti di trasmissione |
|—–|————————————————————-|
|S1316| Utenze e canoni per energia elettrica |
|—–|————————————————————-|
|S1318| Utenze e canoni per riscaldamento |
|—–|————————————————————-|
|S1327| Buoni pasto |
|—–|————————————————————-|
|S1329| Assistenza informatica e manutenzione software |
|—–|————————————————————-|
|S1338| Global service |
|—–|————————————————————-|
|S1401| Noleggi |
|—–|————————————————————-|
|S1404| Licenze software |
|=====|=============================================================|

Allegato C (articolo 50, comma 1)

Riduzione degli acquisiti di beni e servizi delle
amministrazioni centrali dello Stato, a esclusione delle spese
per il funzionamento delle istituzioni scolastiche

(Importi in milioni di euro)
|=========================================|========|========|=======|
| AMMINISTRAZIONE | 2014 | 2015 | 2016 |
|=========================================|========|========|=======|
| MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE | 41,9 | 62,8 | 62,8 |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO | 1,6 | 2,4 | 2,4 |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DEL LAVORO E | 0,9 | 1,3 | 1,3 |
| DELLE POLITICHE SOCIALI | | | |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELLA GIUSTIZIA | 12,0 | 18,0 | 18,0 |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI | 5,1 | 7,6 | 7,6 |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, | 6,3 | 9,4 | 9,4 |
| DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA | | | |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELL’INTERNO | 35,1 | 52,7 | 52,7 |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELL’AMBIENTE E | 1,3 | 1,9 | 1,9 |
| DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE | | | |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E | 5,6 | 8,4 | 8,4 |
| DEI TRASPORTI | | | |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELLA DIFESA | 75,3 | 112,8 | 112,8 |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE | 3,4 | 5,1 | 5,1 |
| ALIMENTARI E FORESTALI | | | |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITA’ | 5,9 | 8,9 | 8,9 |
| CULTURALI E DEL TURISMO | | | |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| MINISTERO DELLA SALUTE | 5,8 | 8,7 | 8,7 |
|—————————————–|——–|——–|——-|
| TOTALE | 200,0 | 300,0 | 300,0 |
|=========================================|========|========|=======|

DECRETO-LEGGE 24 aprile 2014, n. 66 Misure urgenti per la competitivita’ e la giustizia sociale. (cuneo fiscale, lavoratori dipendenti, IRAP, redditi di natura finanziaria, evasione fiscale)

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