DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 - Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. (12G0081) - (GU n. 113 del 16-5-2012 | Edilone.it

DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 – Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. (12G0081) – (GU n. 113 del 16-5-2012

DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 - Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. (12G0081) - (GU n. 113 del 16-5-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 17/05/2012

DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012 , n. 59

Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile.
(12G0081)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni per il riordino del Servizio nazionale di protezione
civile ed il rafforzamento della sua capacita’ operativa, nonche’ di
garantire il corretto impiego e reintegro del Fondo nazionale di
protezione civile, al fine di rendere piu’ incisivi gli interventi di
protezione civile da parte della Presidenza del Consiglio dei
Ministri;
Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri, adottate nelle
riunioni del 30 aprile 2012 e dell’11 maggio 2012;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze, dell’interno e
per gli affari regionali, il turismo e lo sport;

E m a n a

il seguente decreto-legge:

Art. 1

Disposizioni in materia di protezione civile

1. Alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nell’articolo 1:
1) al comma 2 le parole da “ai sensi ai sensi dell’articolo 9”
a “protezione civile” sono sostituite dalle seguenti: “il Ministro
dell’interno o il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri segretario del Consiglio”;
2) al comma 3 le parole: “il Ministro per il coordinamento
della protezione civile” sono sostituite dalle seguenti: “il Ministro
dell’interno o il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri segretario del Consiglio”;
b) nell’articolo 2, comma 1, la lettera c) e’ sostituita dalla
seguente: “c) calamita’ naturali o connesse con l’attivita’ dell’uomo
che in ragione della loro intensita’ ed estensione debbono, con
immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri
straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di
tempo.”;
c) nell’articolo 5:
1) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: “1. Al verificarsi
degli eventi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), ovvero nella
loro imminenza, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri, ovvero, per sua delega, del Ministro
dell’interno o del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri segretario del Consiglio, acquisita l’intesa
delle regioni territorialmente interessate, delibera lo stato di
emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in
stretto riferimento alla qualita’ ed alla natura degli eventi,
nonche’ indicando l’amministrazione pubblica competente in via
ordinaria a coordinare gli interventi conseguenti all’evento
successivamente alla scadenza del termine di durata dello stato di
emergenza. Con le medesime modalita’ si procede alla eventuale revoca
dello stato di emergenza al venire meno dei relativi presupposti.”;
2) dopo il comma 1 e’ inserito il seguente: “1-bis. La durata
della dichiarazione dello stato di emergenza non puo’, di regola,
superare i sessanta giorni. Uno stato di emergenza gia’ dichiarato,
previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei Ministri, puo’
essere prorogato ovvero rinnovato, di regola, per non piu’ di
quaranta giorni.”;
3) il comma 2 e’ sostituito dal seguente: “2. Per l’attuazione
degli interventi da effettuare durante lo stato di emergenza
dichiarato, si provvede anche a mezzo di ordinanze in deroga ad ogni
disposizione vigente, nei limiti e secondo i criteri indicati nel
decreto di dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei
principi generali dell’ordinamento giuridico. Le ordinanze sono
emanate, acquisita l’intesa delle regioni territorialmente
interessate, dal Capo del Dipartimento della protezione civile che ne
cura l’attuazione. Con le ordinanze si dispone esclusivamente in
ordine alla organizzazione dei servizi di soccorso e assistenza ai
soggetti colpiti dall’evento, nonche’ agli interventi provvisionali
strettamente necessari alle prime necessita’ nei limiti delle risorse
disponibili, allo scopo finalizzate.”;
4) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: “2-bis. Le
ordinanze di cui al comma 2 sono trasmesse per informazione al
Ministro dell’interno ovvero al Presidente del Consiglio dei
Ministri. Le ordinanze emanate entro il ventesimo giorno dalla
dichiarazione dello stato di emergenza sono immediatamente efficaci e
sono altresi’ trasmesse al Ministero dell’economia e delle finanze
perche’ comunichi gli esiti della loro verificazione al Presidente
del Consiglio dei Ministri per i conseguenti provvedimenti.
Successivamente al ventesimo giorno dalla dichiarazione dello stato
di emergenza le ordinanze sono emanate previo concerto del Ministero
dell’economia e delle finanze, limitatamente ai profili finanziari.”;
5) il comma 3 e’ abrogato;
6) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: “4. Il Capo del
Dipartimento della protezione civile, per l’attuazione degli
interventi previsti nelle ordinanze di cui al comma 2, si avvale
delle componenti e delle strutture operative del Servizio nazionale
della protezione civile, di cui agli articoli 6 e 11, coordinandone
l’attivita’ e impartendo specifiche disposizioni operative. Le
ordinanze emanate ai sensi del comma 2 individuano i soggetti
responsabili per l’attuazione degli interventi previsti ai quali
affidare ambiti definiti di attivita’, identificati nel soggetto
pubblico ordinariamente competente allo svolgimento delle predette
attivita’ in via prevalente, salvo motivate eccezioni. Qualora il
Capo del Dipartimento si avvalga di commissari delegati, il relativo
provvedimento di delega deve specificare il contenuto dell’incarico,
i tempi e le modalita’ del suo esercizio. Le funzioni del commissario
delegato cessano con la scadenza dello stato di emergenza. I
provvedimenti adottati in attuazione delle ordinanze sono soggetti ai
controlli previsti dalla normativa vigente.”;
7) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:
“4-bis. Per l’esercizio delle funzioni loro attribuite ai
sensi del comma 4, non e’ prevista la corresponsione di alcun
compenso per il Capo del Dipartimento della protezione civile e per i
commissari delegati, ove nominati tra i soggetti responsabili
titolari di cariche elettive pubbliche. Ove si tratti di altri
soggetti e ne ricorrano i requisiti, ai commissari delegati e ai
soggetti che operano in attuazione delle ordinanze di cui al comma 2
si applica l’articolo 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n.
201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
214; il compenso e’ commisurato proporzionalmente alla durata
dell’incarico.
4-ter. Almeno dieci giorni prima della scadenza del termine
di cui al comma 1-bis, il Capo del Dipartimento della protezione
civile emana, di concerto con il Ministero dell’economia e delle
finanze, apposita ordinanza volta a favorire e regolare il subentro
dell’amministrazione pubblica competente in via ordinaria a
coordinare gli interventi, conseguenti all’evento, che si rendono
necessari successivamente alla scadenza del termine di durata dello
stato di emergenza. Ferma in ogni caso l’inderogabilita’ dei vincoli
di finanza pubblica, con tale ordinanza possono essere altresi’
emanate, per la durata massima di sei mesi, disposizioni derogatorie
a quelle in materia di affidamento di lavori pubblici e di
acquisizione di beni e servizi.
4-quater. Con l’ordinanza di cui al comma 4-ter puo’ essere
individuato, nell’ambito dell’amministrazione pubblica competente a
coordinare gli interventi, il soggetto cui viene intestata la
contabilita’ speciale appositamente aperta per l’emergenza in
questione, per la prosecuzione della gestione operativa della stessa,
per un periodo di tempo determinato ai fini del completamento degli
interventi previsti dalle ordinanze adottate ai sensi dei commi 2 e
4-ter. Per gli ulteriori interventi da realizzare secondo le
ordinarie procedure di spesa con le disponibilita’ che residuano alla
chiusura della contabilita’ speciale, le risorse ivi giacenti sono
trasferite alla regione o all’ente locale ordinariamente competente
ovvero, ove si tratti di altra amministrazione, sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato per la successiva
riassegnazione.”;
8) al comma 5-bis:
8.1) il quarto periodo e’ sostituito dal seguente: ” I
rendiconti corredati della documentazione giustificativa, nonche’
degli eventuali rilievi sollevati dalla Corte dei conti, sono
trasmessi al Ministero dell’economia e delle finanze-Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato-Ragionerie territoriali
competenti, all’Ufficio del bilancio per il riscontro di regolarita’
amministrativa e contabile presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, nonche’, per conoscenza, al Dipartimento della protezione
civile e al Ministero dell’interno.”;
8.2) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Il presente
comma si applica anche nei casi di cui al comma 4-quater.”;
9) il comma 5-quater e’ sostituito dal seguente:”5-quater. A
seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, la Regione puo’
elevare la misura dell’imposta regionale di cui all’articolo 17,
comma 1, del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398, fino a un
massimo di cinque centesimi per litro, ulteriori rispetto alla misura
massima consentita.”;
10) il comma 5-quinquies e’ sostituito dal seguente:
“5-quinquies. Agli oneri connessi agli interventi conseguenti agli
eventi di cui all’articolo 2, relativamente ai quali il Consiglio dei
Ministri delibera la dichiarazione dello stato di emergenza, si
provvede con l’utilizzo delle risorse del Fondo nazionale di
protezione civile, come determinato annualmente ai sensi
dell’articolo 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre 2009,
n.196. Qualora sia utilizzato il fondo di cui all’articolo 28 della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, il fondo e’ corrispondentemente e
obbligatoriamente reintegrato in pari misura, previa deliberazione
del Consiglio dei Ministri, mediante riduzione delle voci di spesa
indicate nell’elenco allegato alla presente legge. Con decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri sono individuati l’ammontare
complessivo delle riduzioni delle dotazioni finanziarie da operare e
le voci di spesa interessate e le conseguenti modifiche degli
obiettivi del patto di stabilita’ interno, tali da garantire la
neutralita’ in termini di indebitamento netto delle pubbliche
amministrazioni. In combinazione con la predetta riduzione delle voci
di spesa, il fondo di cui all’articolo 28 della legge n. 196 del 2009
e’ corrispondentemente e obbligatoriamente reintegrato con le
maggiori entrate derivanti dall’aumento, deliberato dal Consiglio dei
Ministri, dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina
senza piombo, nonche’ dell’aliquota dell’accisa sul gasolio usato
come carburante di cui all’allegato I del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive
modificazioni. La misura dell’aumento, comunque non superiore a
cinque centesimi al litro, e’ stabilita, sulla base della
deliberazione del Consiglio dei Ministri, con provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle dogane in misura tale da determinare
maggiori entrate corrispondenti all’importo prelevato dal fondo di
riserva. Per la copertura degli oneri derivanti dal differimento dei
termini per i versamenti tributari e contributivi ai sensi del comma
5-ter, si provvede mediante ulteriori riduzioni delle voci di spesa e
aumenti dell’aliquota di accisa individuati, previa deliberazione del
Consiglio dei Ministri, ai sensi del terzo, quarto e quinto periodo.
Con ordinanze del Capo del Dipartimento della protezione civile, di
concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, le predette
risorse, conseguite con riduzione delle voci di spesa ovvero con
aumento dell’aliquota di accisa, sono destinate per gli interventi di
rispettiva competenza alla Protezione civile ovvero direttamente alle
amministrazioni interessate.”;
11) dopo il comma 5-sexies e’ aggiunto il seguente comma:
“5-septies. Il pagamento degli oneri dei mutui attivati sulla base di
specifiche disposizioni normative a seguito di calamita’ naturali e’
effettuato direttamente dal Ministero dell’economia e delle finanze.
Con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, si procede ad
una puntuale ricognizione dei predetti mutui ancora in essere e dei
relativi piani di ammortamento, nonche’ all’individuazione delle
relative risorse finanziarie autorizzate per il loro pagamento ed
iscritte nello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze ovvero nel bilancio autonomo della Presidenza del
Consiglio dei Ministri. Le relative risorse giacenti in tesoreria,
sui conti intestati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono
integralmente versate all’entrata del bilancio dello Stato per la
successiva riassegnazione allo Stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, al fine di provvedere al pagamento del
debito residuo e delle relative quote interessi. Dall’attuazione del
presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della finanza pubblica. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato a provvedere, con propri decreti, alle occorrenti
variazioni di bilancio.”;
d) nell’articolo 14:
1) al comma 2:
1.1) alla lettera a) le parole: “la direzione generale della
protezione civile e dei servizi antincendi” sono sostituite dalle
seguenti: “il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso
pubblico e della difesa civile”;
1.2) alla lettera b) dopo le parole “dei sindaci dei comuni
interessati” sono inserite le seguenti: “, in raccordo con la
regione”;
2) al comma 3 le parole: “del Ministro per il coordinamento
della protezione civile” sono sostituite dalle seguenti: “o, per sua
delega, del Ministro dell’interno o del Sottosegretario di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri segretario del Consiglio”;
e) nell’articolo 15:
1) al comma 1, le parole: “alla legge 8 giugno 1990, n. 142”
sono sostituite dalle seguenti: “al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, e successive modificazioni”;
2) al comma 3, secondo periodo, le parole “e il coordinamento
dei servizi di soccorso” sono sostituite dalle seguenti: “dei servizi
di emergenza che insistono sul territorio del comune, nonche’ il
coordinamento dei servizi di soccorso”.
2. All’articolo 7 della legge 21 novembre 2000, n. 353, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente: “2-bis. La flotta
aerea antincendio della Protezione civile e’ trasferita al
Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della
difesa civile. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri,
su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto
con il Ministro dell’interno, sono stabiliti i tempi e le modalita’
di attuazione del trasferimento, previa individuazione delle risorse
finanziarie, strumentali e umane allo scopo finalizzate, senza nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Restano fermi i
vigenti contratti comunque afferenti alla flotta aerea in uso al
Dipartimento della protezione civile ed ai relativi oneri si provvede
a valere sulle risorse di cui all’articolo 21, comma 9, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.”;
b) nel comma 4, la parola: “COAU” e’ sostituita dalle seguenti:
“Centro operativo di cui al comma 2” e le parole: “comma 2” sono
sostituite dalle seguenti: “medesimo comma”.
3. All’articolo 2, comma 2-septies, del decreto-legge 29 dicembre
2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2011, n. 10, e successive modificazioni, dopo le parole:
“provvisoriamente efficaci.” sono inserite le seguenti: “Qualora la
Corte dei Conti non si esprima nei sette giorni i provvedimenti si
considerano efficaci.”.
4. Il comma 2 dell’articolo 15, del decreto-legge 30 dicembre 2009,
n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,
n. 26, e’ abrogato.

Art. 2

Coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni
derivanti da calamita’ naturali

1. Al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la
copertura dei rischi derivanti da calamita’ naturali sui fabbricati,
a qualunque uso destinati, ed al fine di garantire adeguati,
tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di
riparazione e ricostruzione di beni immobili privati destinati ad uso
abitativo, danneggiati o distrutti da calamita’ naturali, possono
essere estese ai rischi derivanti da calamita’ naturali le polizze
assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di
proprieta’ di privati. Per favorire altresi’ la diffusione di
apposite coperture assicurative contro i rischi di danni derivanti da
calamita’ naturali, i premi relativi all’assicurazione per danni, per
la quota relativa alle calamita’ naturali, ovvero relativi a
contratti di assicurazione appositamente stipulati a copertura dei
rischi di danni diretti da calamita’ naturali ai fabbricati di
proprieta’ di privati a qualunque uso destinati, sono disciplinati
con il regolamento di cui al comma 2.
2. Con regolamento emanato entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, ai sensi dell’articolo 17,
comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico e il Ministro dell’economia e delle finanze,
sentiti la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e l’Istituto
per la vigilanza sulle assicurazioni private (ISVAP), che si
esprimono entro trenta giorni, sono definiti modalita’ e termini per
l’attuazione del comma 1 senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica, anche sulla base dei seguenti criteri:
a) estensione della copertura assicurativa del rischio calamita’
naturali nelle polizze che garantiscono i fabbricati privati contro
qualsiasi danno;
b) esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i
danni subiti da fabbricati;
c) incentivazioni di natura fiscale, nel rispetto del principio
dell’invarianza di gettito, tramite regimi agevolativi all’imposta
sul premio di assicurazione ovvero la deducibilita’, anche parziale,
del premio dalla base imponibile ai fini IRPEF e IRES
dell’assicurato;
d) previsione di un regime transitorio, anche a fini sperimentali
ovvero di prima applicazione.
3. Al fine della predisposizione del regolamento di cui al comma 2,
il Dipartimento della protezione civile provvede ad acquisire e
trasmettere ai Ministeri concertanti, entro 30 giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, ogni elemento necessario per
la valutazione degli effetti derivanti dall’introduzione del regime
assicurativo di cui al comma 1, in particolare:
a) mappatura del territorio per grado di rischio;
b) stima della platea dei soggetti interessati;
c) dati percentuali sull’entita’ dei contributi pubblici finora
concessi in caso di stato di emergenza;
d) simulazione dei premi, suddivisi per tipologia di copertura
assicurativa.

Art. 3

Disposizioni transitorie e finali

1. Restano fermi gli effetti delle deliberazioni del Consiglio dei
Ministri 30 agosto 2007 e 6 ottobre 2011, ivi inclusi quelli,
rispettivamente:
a) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30
agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
italiana n. 211 dell’11 settembre 2007, e delle conseguenti ordinanze
del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2007, n. 3623 e
19 gennaio 2010, n. 3840, pubblicate nella Gazzetta ufficiale della
Repubblica italiana n. 246 del 22 ottobre 2007, e n. 21 del 27
gennaio 2010;
b) del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6
ottobre 2011, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 237 dell’11
ottobre 2011.
2. I commissari delegati, di cui all’ordinanza del Presidente del
Consiglio 10 gennaio 2012, n. 3994, e all’ordinanza del Presidente
del Consiglio 8 febbraio 2012, n. 4001, sono autorizzati, per
ulteriori sei mesi, a continuare la gestione operativa della
contabilita’ speciale, appositamente aperta, ai soli fini dei
pagamenti riferiti ad attivita’ concluse o in via di completamento,
per la realizzazione, rispettivamente, del Nuovo Auditorium parco
della musica e della cultura di Firenze e del Nuovo Palazzo del
Cinema e dei congressi del Lido di Venezia, avvalendosi, per lo
svolgimento di tali attivita’, rispettivamente, del comune di Firenze
e del comune di Venezia, senza nuovi e maggiori oneri. Le gestioni
commissariali che operano, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n.
225, e successive modificazioni, alla data di entrata in vigore del
presente decreto, non sono suscettibili di proroga o rinnovo, se non
una sola volta e per la durata massima di trenta giorni; per la
prosecuzione dei relativi interventi trova applicazione l’articolo 5,
commi 4-ter e 4-quater, della predetta legge n. 225 del 1992, sentite
le amministrazioni locali interessate.
3. Per il necessario completamento funzionale degli interventi gia’
programmati, le somme non ancora impegnate, alla data di
notificazione della sentenza del Consiglio di Stato numero 6050 del
2011, dai Commissari delegati di cui alle ordinanze del Presidente
del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2008, n. 3676, 3677 e 3678,
pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 127
del 31 maggio 2008, nonche’ alle ordinanze del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 1° giugno 2009, n. 3776 e 3777, pubblicate
sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 129 del 6
giugno 2009, sulle contabilita’ speciali intestate ai funzionari
delegati medesimi, sono versate al capitolo 3560 – “Entrate eventuali
e diverse concernenti il Ministero dell’interno” per essere
riassegnate al pertinente capitolo dello stato di previsione della
spesa del Ministero dell’interno.
4. Tenuto conto della deliberazione del Consiglio dei Ministri in
data 16 febbraio 2012, adottata nella riunione del 14 febbraio 2012,
ai sensi dell’articolo 61, comma 3, del decreto-legge 9 febbraio
2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012,
n. 35, e registrata dalla Corte dei conti in data 23 marzo 2012, di
trasferimento alla regione Campania dell’impianto di
termovalorizzazione di Acerra, e del conseguente decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze di variazione del bilancio n. 17226 in
data 14 marzo 2012, le risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione
2007-2013 relative al Programma attuativo regionale, necessarie per
l’acquisto del predetto termovalorizzatore, pari a 355.550.240,84, di
cui all’articolo 12, comma 8, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44,
vengono trasferite direttamente alla societa’ creditrice gia’
proprietaria dell’impianto di termovalorizzazione di Acerra, a saldo
di ogni sua pretesa, da parte del competente Dipartimento del
Ministero dello sviluppo economico, con corrispondente riduzione dei
limiti di spesa di cui al patto di stabilita’ della regione Campania,
per la cui mera ricognizione e’ adottato apposito decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri. In considerazione del fatto
che il trasferimento e’ effettuato per conto della regione Campania,
per lo stesso, ai fini fiscali, resta fermo quanto previsto dal comma
10 dell’articolo 12 del predetto decreto-legge n. 16 del 2012,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 44 del 2012. Resta
salva ogni garanzia prevista dal codice civile a favore della regione
Campania che ha acquisito l’impianto.
5. All’articolo 13, comma 1-quinquies, del decreto-legge 2 marzo
2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile
2012, n. 44, al secondo periodo sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) dopo le parole: “persone fisiche”, la lettera “e” e’
sostituita dalla seguente: “,”;
b) dopo le parole: “nonche’ per il soccorso pubblico” sono
aggiunte le seguenti: “, e gli stanziamenti relativi al fondo
sviluppo e coesione”.

Art. 4

Entrata in vigore

1.Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale della Repubblica
italiana e sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 15 maggio 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei
Ministri e Ministro dell’economia e
delle finanze

Cancellieri, Ministro dell’interno

Gnudi, Ministro per gli affari
regionali, il turismo e lo sport

Visto, il Guardasigilli: Severino

Allegato

(articolo 5, comma 5-quinquies, della legge n. 225 del 1992)

Parte di provvedimento in formato grafico

DECRETO-LEGGE 15 maggio 2012, n. 59 – Disposizioni urgenti per il riordino della protezione civile. (12G0081) – (GU n. 113 del 16-5-2012

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