DECRETO-LEGGE 1 luglio 2009, n. 78 - Provvedimenti anticrisi, nonche' proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali. (09G0091) (GU n. 150 del 1-7-2009 | Edilone.it

DECRETO-LEGGE 1 luglio 2009, n. 78 – Provvedimenti anticrisi, nonche’ proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali. (09G0091) (GU n. 150 del 1-7-2009

DECRETO-LEGGE 1 luglio 2009, n. 78 - Provvedimenti anticrisi, nonche' proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali. (09G0091) (GU n. 150 del 1-7-2009 )

DECRETO-LEGGE 1 luglio 2009 , n. 78

Provvedimenti anticrisi, nonche’ proroga di termini e della
partecipazione italiana a missioni internazionali. (09G0091)

PARTE IECONOMIA REALETITOLO IINTERVENTI ANTICRISI

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
provvedimenti anticrisi;
Ritenuta altresi’ la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni per la proroga di termini in scadenza previsti da
disposizioni di legge per consentire l’attuazione dei conseguenti
adempimenti amministrativi;
Ritenuta infine la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni volte ad assicurare la prosecuzione degli interventi di
cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di
stabilizzazione, nonche’ la proroga della partecipazione del
personale delle Forze armate e delle Forze di polizia alle missioni
internazionali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 26 giugno 2009;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri
della difesa, dell’interno e della giustizia;

E m a n a
il seguente decreto-legge:

Art. 1.

Premio di occupazione e potenziamento degli ammortizzatori sociali

1. Al fine di incentivare la conservazione e la valorizzazione del
capitale umano nelle imprese, in via sperimentale per gli anni 2009 e
2010, i lavoratori percettori di trattamenti di sostegno al reddito
in costanza di rapporto di lavoro, possono essere utilizzati
dall’impresa di appartenenza in progetti di formazione o
riqualificazione che possono includere attivita’ produttiva connessa
all’apprendimento. L’inserimento del lavoratore nelle attivita’ del
progetto puo’ avvenire sulla base di uno specifico accordo stipulato
in sede di Ministero del lavoro della salute e delle politiche
sociali stipulato dalle medesime parti sociali che sottoscrivono
l’accordo relativo agli ammortizzatori. Al lavoratore spetta a titolo
retributivo da parte dei datori di lavoro la differenza tra
trattamento di sostegno al reddito e retribuzione.
2. L’onere derivante dal comma 1 e’ valutato in 20 milioni di euro
per l’anno 2009 e in 150 milioni di euro per l’anno 2010 cui si
provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo
sociale per l’occupazione e la formazione di cui all’articolo 18,
comma 1, lettera a) del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
trasferite al medesimo con delibera CIPE n. 2 del 6 marzo 2009.
3. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, sono disciplinate le modalita’ attuative del comma
1, avuto particolare riguardo ai procedimenti del relativo accordo,
alla previsione di coniugazione dei medesimi con gli interventi di
politica attiva a valere sulle risorse all’uopo destinate ai sensi
dell’Accordo Stato-Regioni del 12 febbraio 2009, alle procedure di
comunicazione all’INPS anche ai fini del tempestivo monitoraggio di
cui al comma 4.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede sulla base
dei dati comunicati dall’INPS al monitoraggio degli oneri, anche ai
fini dell’adozione dei provvedimenti correttivi di cui all’articolo
11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni, ovvero delle misure correttive da assumere, ai sensi
dell’articolo 11, comma 3, lettera i-quater), della medesima legge.
5. Per il rifinanziamento delle proroghe a 24 mesi della cassa
integrazione guadagni straordinaria per cessazione di attivita’, di
cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 2004, n.
249, convertito con modificazioni dalla legge 3 dicembre 2004, n.
291, e successive modificazioni, sono destinati 25 milioni di euro
per l’anno 2009, a valere sulle risorse del Fondo sociale per
l’occupazione e formazione di cui all’articolo 18, comma 1, lettera
a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con
modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, trasferite al
medesimo con delibera CIPE n. 2 del 6 marzo 2009.
6. In via sperimentale per gli anni 2009 e 2010 l’ammontare del
trattamento di integrazione salariale per i contratti di solidarieta’
di cui all’articolo 1 del decreto-legge 30 ottobre 1984, n. 726,
convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 1984, n. 863, e’
aumentato nella misura del venti per cento del trattamento perso a
seguito della riduzione di orario nel limite massimo di 40 milioni di
euro per l’anno 2009 e di 80 milioni di euro per l’anno 2010. L’onere
della presente disposizione, derivante dall’incremento del venti per
cento dei trattamenti, e’ posto a carico delle risorse per l’anno
2009 e 2010 del Fondo sociale per l’occupazione e formazione di cui
all’articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2., trasferite al medesimo con delibera CIPE n. 2 del 6
marzo 2009. Con decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze sono stabilite le modalita’ di attuazione del presente comma
e il relativo raccordo con i complessivi interventi di ammortizzatori
sociali in deroga come disciplinati ai sensi dell’Accordo tra Stato e
regioni del 12 febbraio 2009. L’INPS, secondo le linee guida definite
nel decreto di cui al presente comma, provvede al monitoraggio dei
provvedimenti autorizzativi consentendo l’erogazione dei medesimi nei
limiti delle relative risorse come disciplinate dallo stesso decreto.
7. All’articolo 7-ter, comma 7, del decreto-legge 10 febbraio 2009,
n. 5, convertito con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33
sono aggiunti i seguenti periodi: «L’incentivo di cui al primo
periodo e’ erogato al lavoratore destinatario del trattamento di
sostegno al reddito nel caso in cui il medesimo ne faccia richiesta
per intraprendere una attivita’ autonoma, avviare una auto o micro
impresa, o per associarsi in cooperativa in conformita’ alle norme
vigenti. In caso di cassa integrazione in deroga, il lavoratore,
successivamente all’ammissione al beneficio e prima dell’erogazione
del medesimo, deve dimettersi dall’impresa di appartenenza. Le somme
corrisposte sono cumulabili con il beneficio di cui all’articolo 17
della legge 27 febbraio 1985, n. 49.». Con decreto del Ministro del
lavoro della salute e delle politiche sociali, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sono determinate le modalita’
e le condizioni per l’applicazione di quanto previsto al presente e
successivo comma.
8. In via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, al lavoratore gia’
percettore del trattamento di cassa integrazione guadagni per crisi
aziendale a seguito di cessazione totale o parziale dell’impresa, di
procedura concorsuale o comunque nei casi in cui il lavoratore
sospeso sia stato dichiarato esubero strutturale, nel caso in cui il
medesimo ne faccia richiesta per intraprendere una attivita’
autonoma, per avviare una auto o micro impresa o per associarsi in
cooperativa in conformita’ alle norme vigenti, e’ liquidato il
trattamento di integrazione salariale straordinaria per un numero di
mensilita’ pari a quelle deliberate non ancora percepite, e, se il
medesimo lavoratore rientri nelle previsioni di cui all’articolo 16,
comma 1, della legge 23 luglio 1991, n. 223, il trattamento di
mobilita’ per un numero di mesi massimo pari a 12. Il lavoratore,
successivamente all’ammissione al beneficio e prima dell’erogazione
del medesimo, deve dimettersi dall’impresa di appartenenza. Le somme
corrisposte sono cumulabili con il beneficio di cui all’articolo 17
della legge 27 febbraio 1985, n. 49.

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Art. 2.

Contenimento del costo delle commissioni bancarie

1. A decorrere dal 1° novembre 2009, la data di valuta per il
beneficiario per tutti i bonifici, gli assegni circolari e quelli
bancari non puo’ mai superare, rispettivamente, uno, uno e tre giorni
lavorativi successivi alla data del versamento. Per i medesimi
titoli, a decorrere dal 1° novembre 2009, la data di disponibilita’
economica per il beneficiario non puo’ mai superare, rispettivamente,
quattro, quattro e cinque giorni lavorativi successivi alla data del
versamento. A decorrere dal 1° aprile 2010, la data di disponibilita’
economica non puo’ mai superare i quattro giorni per tutti i titoli.
E’ nulla ogni pattuizione contraria. Resta fermo quanto previsto
dall’articolo 120, comma 1, del decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385.
2. Allo scopo di accelerare e rendere effettivi i benefici
derivanti dal divieto della commissione di massimo scoperto,
all’articolo 2-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
articolo 1, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, alla fine
del comma 1 e’ aggiunto il seguente periodo: «L’ammontare del
corrispettivo omnicomprensivo di cui al periodo precedente non puo’
comunque superare lo 0,5 per cento, per trimestre, dell’importo
dell’affidamento, a pena di nullita’ del patto di remunerazione. Il
Ministro dell’economia e delle finanze assicura, con propri
provvedimenti, la vigilanza sull’osservanza delle prescrizioni del
presente articolo.».
3. Al comma 5-quater dell’articolo 2 del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, aggiungere, in fine, il seguente periodo: «Nel caso in
cui la surrogazione del mutuo non si perfezioni entro il termine di
trenta giorni dalla data della richiesta da parte della banca
cessionaria alla banca cedente dell’avvio delle procedure di
collaborazione interbancarie ai fini dell’operazione di surrogazione,
la banca cedente e’ comunque tenuta a risarcire il cliente in misura
pari all’1% del valore del mutuo per ciascun mese o frazione di mese
di ritardo. Resta ferma la possibilita’ per la banca cedente di
rivalersi sulla banca cessionaria nel caso il ritardo sia dovuto a
cause imputabili a quest’ultima.».
4. Le disposizioni dei commi 2 e 3 del presente articolo entrano in
vigore a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto-legge.

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Art. 3.

Riduzione del costo dell’energia per imprese e famiglie

1. Al fine di promuovere l’efficienza e la concorrenza nei mercati
dell’energia, nella prospettiva dell’eventuale revisione della
normativa in materia, entro quaranta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, il Ministro dello sviluppo economico, su
proposta dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, adotta con
decreto, in conformita’ al comma 10-ter dell’articolo 3 della
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni
dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, misure che vincolano, per l’anno
termico 2009-2010, ciascun soggetto che nell’anno termico 2007-2008
ha immesso nella rete nazionale di trasporto, direttamente o tramite
societa’ controllate, controllanti o controllate da una medesima
controllante, una quota superiore al 40% del gas naturale
complessivamente destinato al mercato nazionale ad offrire in vendita
al punto di scambio virtuale un volume di gas pari a 5 miliardi di
standard metri cubi, modulabile su base mensile tenuto conto dei
limiti di flessibilita’ contrattuale, mediante procedure
concorrenziali non discriminatorie alle condizioni e modalita’
determinate dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas nel
rispetto degli indirizzi definiti nel medesimo decreto del Ministro
dello sviluppo economico.
2. Il prezzo da riconoscere a ciascun soggetto cedente il gas
naturale nelle procedure di cui al comma 1 e’ fissato, con proprio
decreto, dal Ministro dello sviluppo economico su proposta
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, formulata con
riferimento ai prezzi medi dei mercati europei rilevanti e prevedendo
anche un riscontro di congruenza tra il prezzo da riconoscere e la
struttura dei costi di approvvigionamento sostenuti dal cedente.
L’eventuale differenza positiva tra il prezzo di vendita corrisposto
dagli acquirenti e quello da riconoscere al soggetto cedente e’
destinata a vantaggio dei clienti finali industriali che, sulla base
del profilo medio di consumo degli ultimi 3 anni, evidenzino un
elevato coefficiente di utilizzo dei prelievi del gas secondo criteri
definiti dal Ministro dello sviluppo economico su proposta della
medesima Autorita’, tenendo conto dei mandati dei clienti.
3. Al fine di consentire un’efficiente gestione dei volumi di gas
ceduto attraverso le procedure concorrenziali di cui al comma 1,
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto:
a) introduce nelle tariffe di trasporto del gas naturale misure di
degressivita’ che tengano conto della struttura costi del servizio in
ragione del coefficiente di utilizzo a valere dall’inizio del
prossimo periodo di regolazione tariffaria del trasporto;
b) adegua la disciplina del bilanciamento del gas naturale,
adottando gli opportuni meccanismi di flessibilita’ a vantaggio dei
clienti finali, anche industriali;
c) promuove, sentito il Ministero dello sviluppo economico,
l’offerta dei servizi di punta per il sistema del gas naturale e la
fruizione dei servizi di stoccaggio ai clienti finali industriali e
termoelettrici, nel rispetto dei vigenti livelli di sicurezza degli
approvvigionamenti e delle forniture.
4. In caso di mancato rispetto dei termini per gli adempimenti di
cui al presente articolo, i relativi provvedimenti sono adottati, in
via transitoria e sino all’adozione dei provvedimenti di cui ai commi
precedenti, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

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Art. 4.

Interventi urgenti per le reti dell’energia

1. Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico di concerto con il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti, sentito il Ministro per la semplificazione normativa e
d’intesa con le regioni e le province autonome interessate, individua
gli interventi relativi alla produzione, alla trasmissione e alla
distribuzione dell’energia, da realizzare con capitale
prevalentemente o interamente privato, per i quali ricorrono
particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo
socio-economico e che devono essere effettuati con mezzi e poteri
straordinari.
2. Per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1 sono
nominati uno o piu’ Commissari della Presidenza del Consiglio dei
Ministri ai sensi dell’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n.
400; la relativa deliberazione del Consiglio dei Ministri e’ adottata
con le stesse modalita’ di cui al comma 1.
3. Ciascun Commissario emana gli atti e i provvedimenti, nonche’
cura tutte le attivita’, di competenza delle amministrazioni
pubbliche, occorrenti all’autorizzazione e all’effettiva
realizzazione degli interventi, nel rispetto delle disposizioni
comunitarie, avvalendosi ove necessario dei poteri di sostituzione e
di deroga di cui all’articolo 20, comma 4, del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
4. Con i provvedimenti di cui al comma 1 sono altresi’ individuati
le strutture di cui si avvale il Commissario straordinario, senza che
cio’ comporti ulteriori oneri a carico del bilancio dello Stato,
nonche’ i poteri di controllo e di vigilanza del Ministro per la
semplificazione normativa e degli altri Ministri competenti.

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Art. 5.

Detassazione degli utili reinvestiti in macchinari

1. E’ escluso dall’imposizione sul reddito di impresa il 50 per
cento del valore degli investimenti in macchinari ed apparecchiature
compresi nella divisione 28 della tabella ATECO, di cui al
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 16
novembre 2007, fatti a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto e fino al 30 giugno 2010. L’esclusione vale a
decorrere dal periodo di imposta 2010.
2. I soggetti titolari di attivita’ industriali a rischio di
incidenti sul lavoro, individuate ai sensi del decreto legislativo 17
agosto 1999, n. 334, come modificato dal decreto legislativo 21
settembre 2005, n. 238, possono usufruire degli incentivi di cui al
comma 1 solo se e’ documentato l’adempimento degli obblighi e delle
prescrizioni di cui al citato decreto.
3. L’incentivo fiscale e’ revocato se l’imprenditore cede a terzi o
destina i beni oggetto degli investimenti a finalita’ estranee
all’esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta
successivo all’acquisto.

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Art. 6.

Accelerazione dell’ammortamento sui beni strumentali di impresa

1. Per tenere conto della mutata incidenza sui processi produttivi
dei beni a piu’ avanzata tecnologia o che producono risparmio
energetico, entro il 31 dicembre 2009 si provvede alla revisione dei
coefficienti di ammortamento, di cui al decreto del Ministro delle
finanze 31 dicembre 1988, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della
Repubblica italiana 2 febbraio 1989, n. 27, compensandola con diversi
coefficienti per i beni industrialmente meno strategici.

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Art. 7.

Ulteriore svalutazione fiscale di crediti in sofferenza

1. All’articolo 106 del TUIR sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 3, e’ inserito il seguente comma:
«3-bis: Per i nuovi crediti di cui al comma 3 erogati a decorrere
dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2009,
limitatamente all’ammontare che eccede la media dei crediti erogati
nei due periodi d’imposta precedenti, diversi da quelli assistiti da
garanzia o da misure agevolative in qualsiasi forma concesse dallo
Stato, da enti pubblici e da altri enti controllati direttamente o
indirettamente dallo Stato, le percentuali di cui allo stesso comma
sono elevate allo 0,50 per cento. L’ammontare delle svalutazioni
eccedenti il detto limite e’ deducibile in quote costanti nei nove
esercizi successivi.»;
b) nel comma 5 dopo le parole «di cui al comma 3» sono aggiunte le
parole «e di cui al comma 3-bis».
2. Per il periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore
del presente decreto, la disposizione di cui al comma 3-bis
dell’articolo 106 del TUIR si applica ai crediti erogati a partire
dalla data di entrata in vigore del decreto stesso e la media ivi
prevista e’ commisurata alla residua durata del suddetto periodo
d’imposta.
3. Per evitare indebiti effetti di sostituzione e novazione,
l’Agenzia delle entrate dispone controlli mirati alla verifica della
corretta applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo.
In caso di violazioni, le sanzioni di cui all’articolo 1 del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, si applicano in ogni caso nella
misura massima.

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Art. 8.

Sistema «export banca»

1. Il Ministro dell’economia e delle finanze con propri decreti
autorizza e disciplina le attivita’ di Cassa depositi e prestiti
s.p.a. al servizio di SACE s.p.a. per dare vita, a condizioni di
mercato, ad un sistema integrato di «export banca». A questo fine tra
le operazioni di interesse pubblico che possono essere attivate dalla
Cassa depositi e prestiti s.p.a. con l’utilizzo dei fondi di cui
all’articolo 22, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
che integra l’articolo 5, comma 7, lettera a), del decreto-legge n.
269 del 2003 rientrano anche le operazioni per sostenere
l’internazionalizzazione delle imprese quando le operazioni sono
assistite da garanzia o assicurazione della SACE s.p.a.

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Art. 9.

Tempestivita’ dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni

1. In attuazione della direttiva 2000/35/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 29 giugno 2000, relativa alla lotta contro i
ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, recepita con il
decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, e’ disposto quanto segue:
a) per il futuro:
1. le pubbliche amministrazioni incluse nell’elenco ISTAT
pubblicato in applicazione del comma 5 dell’articolo 1 della legge 30
dicembre 2004, n. 311, adottano entro il 31 dicembre 2009, senza
nuovi o maggiori oneri, le opportune misure organizzative per
garantire il tempestivo pagamento delle somme dovute per
somministrazioni, forniture ed appalti. Le misure adottate sono
pubblicate sul sito internet dell’amministrazione;
2. nelle amministrazioni di cui al punto 1, al fine di evitare
ritardi nei pagamenti e la formazione di debiti pregressi, il
funzionario che adotta provvedimenti che comportano impegni di spesa
ha l’obbligo di accertare preventivamente che il programma dei
conseguenti pagamenti sia compatibile con i relativi stanziamenti di
bilancio e con le regole di finanza pubblica; la violazione
dell’obbligo comporta responsabilita’ disciplinare ed amministrativa.
Qualora lo stanziamento di bilancio, per ragioni sopravvenute, non
consenta di far fronte all’obbligo contrattuale, l’amministrazione
adotta le opportune iniziative, anche di tipo contabile,
amministrativo o contrattuale, per evitare la formazione di debiti
pregressi. Le disposizioni del presente punto non si applicano alle
aziende sanitarie, ospedaliere, ospedaliere universitarie, ivi
compresi i policlinici universitari, agli IRCCS pubblici, anche
trasformati in fondazioni;
3. allo scopo di ottimizzare l’utilizzo delle risorse ed evitare
la formazione di nuove situazioni debitorie, l’attivita’ di analisi e
revisione delle procedure di spesa e dell’allocazione delle relative
risorse in bilancio prevista per i Ministeri dall’articolo 9, comma
1-ter, del decreto-legge n. 185 del 2008 e’ effettuata anche dalle
altre pubbliche amministrazioni di cui all’elenco ISTAT pubblicato in
attuazione del comma 5 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, escluse le Regioni e le Province autonome per le quali la
presente disposizione costituisce principio fondamentale di
coordinamento della finanza pubblica. I risultati delle analisi sono
illustrati in appositi rapporti redatti in conformita’ con quanto
stabilito dal comma 1-quater del citato articolo 9;
4. per le amministrazioni dello Stato, il Ministero dell’economia
e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
anche attraverso gli uffici centrali del bilancio e le ragionerie
territoriali dello Stato, vigila sulla corretta applicazione delle
disposizioni di cui alla presente lettera, secondo procedure da
definire con apposito decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze, da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto. Per gli enti ed organismi pubblici non territoriali
gli organi interni di revisione e di controllo provvedono agli
analoghi adempimenti di vigilanza. I rapporti di cui al comma 4 sono
inviati ai Ministeri vigilanti; per gli enti locali e gli enti del
servizio sanitario nazionale i rapporti sono allegati alle relazioni
rispettivamente previste nell’articolo 1, commi 166 e 170, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266;
b) per il passato:
1. l’ammontare dei crediti esigibili nei confronti dei Ministeri
alla data del 31 dicembre 2008, iscritti nel conto dei residui
passivi del bilancio dello Stato per l’anno 2009 ed in essere alla
data di pubblicazione del presente decreto, per somministrazioni,
forniture ed appalti, e’ accertato, all’esito di una rilevazione
straordinaria, con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze; i predetti crediti sono resi liquidabili nei limiti delle
risorse a tal fine stanziate con la legge di assestamento del
bilancio dello Stato.

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Art. 10.

Incremento delle compensazioni dei crediti fiscali

1. Per contrastare gli abusi e corrispondentemente per incrementare
la liquidita’ delle imprese, il sistema delle compensazioni fiscali
e’ reso piu’ rigoroso e riorganizzato come segue:
a) contrasto agli abusi:
1. all’articolo 17, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, e’ aggiunto il seguente periodo: «La compensazione del
credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno dell’imposta
sul valore aggiunto, per importi superiori a 10.000 euro annui, puo’
essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a
quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il
credito emerge.»;
2. al regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 3, comma 1, e’ aggiunto il seguente periodo: «In
deroga a quanto previsto dal secondo periodo i contribuenti che
intendono utilizzare in compensazione ovvero chiedere a rimborso il
credito risultante dalla dichiarazione annuale ai fini dell’imposta
sul valore aggiunto possono non comprendere tale dichiarazione in
quella unificata.»;
b) all’articolo 8, comma 4, ultimo periodo, dopo le parole; «e’
anche presentata,» sono aggiunte le seguenti: «in via telematica ed»;
c) all’articolo 8-bis, comma 2, primo periodo, il numero: «88»
e’ sostituito dal seguente: «74» e le parole: «a lire 50 milioni»
sono sostituite dalle seguenti: «a euro 25.000»;
d) all’articolo 8-bis, comma 2, e’ aggiunto il seguente periodo:
«Sono inoltre esonerati i contribuenti che presentano la
dichiarazione annuale entro il mese di febbraio.»;
3. all’articolo 38-bis, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al primo comma, l’ottavo e nono periodo sono sostituiti dal
seguente: «Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate
sono definite le ulteriori modalita’ ed i termini per l’esecuzione
dei rimborsi previsti dal presente articolo.»;
b) al sesto comma, dopo le parole: «Se successivamente al
rimborso» sono aggiunte le seguenti: «o alla compensazione», dopo le
parole: «indebitamente rimborsate» sono aggiunte le seguenti: «o
compensate» e dopo le parole «dalla data del rimborso» sono aggiunte
le seguenti: «o della compensazione»;
4. fino all’emanazione del provvedimento di cui al precedente n.
3, lettera a), continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti prima
dell’entrata in vigore del presente decreto;
5. all’articolo 8, comma 3, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, e’ aggiunto,
infine, il seguente periodo: «Tali compensazioni possono essere
effettuate solo successivamente alla presentazione dell’istanza di
cui al comma 2.»;
6. all’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
dopo il comma 49 e’ inserito il seguente: «49-bis. I soggetti di cui
al comma precedente che intendono effettuare la compensazione
prevista dall’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.
241, del credito annuale o relativo a periodi inferiori all’anno
dell’imposta sul valore aggiunto per importi superiori a 10.000 euro
annui, sono tenuti ad utilizzare esclusivamente i servizi telematici
messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate.»;
7. i contribuenti che intendono utilizzare in compensazione
crediti relativi all’imposta sul valore aggiunto per importi
superiori a 10.000 euro annui, hanno l’obbligo di richiedere
l’apposizione del visto di conformita’ di cui all’articolo 35, comma
1, lettera a) del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, da parte
dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 3, lettera a), del decreto
del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, relativamente
alle dichiarazioni dalle quali emerge il credito. In alternativa la
dichiarazione e’ sottoscritta, oltre che dai soggetti di cui
all’articolo 1, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica
22 luglio 1998, n. 322, dai soggetti di cui all’articolo 1, comma 5,
del medesimo decreto, relativamente ai contribuenti per i quali e’
esercitato il controllo contabile di cui all’articolo 2409-bis del
codice civile, attestante l’esecuzione dei controlli di cui
all’articolo 2, comma 2, del decreto 31 maggio 1999, n. 164.
L’infedele attestazione dell’esecuzione dei controlli di cui al
precedente periodo comporta l’applicazione della sanzione di cui
all’articolo 39, comma 1, lettera a) primo periodo del decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In caso di ripetute violazioni,
ovvero di violazioni particolarmente gravi, e’ effettuata apposita
segnalazione agli organi competenti per l’adozione di ulteriori
provvedimenti. In relazione alle disposizioni di cui alla lettera a)
del comma 1 del presente articolo, le dotazioni finanziarie della
missione di spesa «Politiche economico-finanziarie e di bilancio»
sono ridotte di 200 milioni di euro per l’anno 2009 e di 1.000
milioni di euro a decorrere dall’anno 2010;
8. all’articolo 27, comma 18 del decreto-legge 29 novembre 2008,
n. 185 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.
2, dopo il secondo periodo e’ aggiunto il seguente: «Per le sanzioni
previste nel presente comma, in nessun caso si applica la definizione
agevolata prevista dall’articolo 16, comma 3 e 17, comma 2 del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472.»;
b) incremento delle compensazioni fiscali:
1. all’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n.
388, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Tenendo conto delle
esigenze di bilancio, con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, il limite di cui al periodo precedente puo’ essere elevato,
a decorrere dal 1° gennaio 2010, fino a 700.000 euro.».

PARTE IECONOMIA REALETITOLO IINTERVENTI ANTICRISI

Art. 11.

Analisi e studi economico-sociali

1. I sistemi informativi del Ministero dell’economia e delle
finanze, del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali nonche’ dei soggetti ad essi collegati o da essi vigilati o
controllati, sono, senza oneri aggiuntivi, utilizzabili in modo
coordinato ed integrato al fine di poter disporre di una base
unitaria di dati funzionale ad analisi e studi mirati alla
elaborazione delle politiche economiche e sociali. La formazione e
l’utilizzo della base unitaria avviene nel rispetto dei principi
vigenti in materia di trattamento dei dati nell’ambito del sistema
statistico nazionale, e in particolare del regolamento n. 223/2009
del Parlamento europeo e del Consiglio dell’11 marzo 2009, e della
normativa sulla protezione dei dati personali.

TITOLO IIINTERVENTI ANTIEVASIONE E ANTIELUSIONEINTERNAZIONALE E NAZIONALE

Art. 12.

Contrasto ai paradisi fiscali

1. Le norme del presente articolo danno attuazione alle intese
raggiunte tra gli Stati aderenti alla Organizzazione per la
cooperazione e lo sviluppo economico in materia di emersione di
attivita’ economiche e finanziarie detenute in Paesi aventi regimi
fiscali privilegiati, allo scopo di migliorare l’attuale
insoddisfacente livello di trasparenza fiscale e di scambio di
informazioni, nonche’ di incrementare la cooperazione amministrativa
tra Stati.
2. In deroga ad ogni vigente disposizione di legge, gli
investimenti e le attivita’ di natura finanziaria detenute negli
Stati o territori a regime fiscale privilegiato di cui al decreto del
Ministro delle finanze 4 maggio 1999, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 10 maggio 1999, n. 110, e al
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 23
novembre 2001, n. 273, senza tener conto delle limitazioni ivi
previste, in violazione degli obblighi di dichiarazione di cui ai
commi 1, 2 e 3 dell’articolo 4 del decreto-legge 28 giugno 1990, n.
167, convertito dalla legge 4 agosto 1990, n. 227, ai soli fini
fiscali si presumono costituite, salva la prova contraria, mediante
redditi sottratti a tassazione. In tale caso, le sanzioni previste
dall’articolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471,
sono raddoppiate.
3. Al fine di garantire la massima efficacia all’azione di
controllo ai fini fiscali per la prevenzione e repressione dei
fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attivita’
economiche e finanziarie all’estero, l’Agenzia delle entrate
istituisce, in coordinamento con la Guardia di finanza e nei limiti
dei propri stanziamenti di bilancio, una unita’ speciale per il
contrasto della evasione ed elusione internazionale, per
l’acquisizione di informazioni utili alla individuazione dei predetti
fenomeni illeciti ed il rafforzamento della cooperazione
internazionale.

TITOLO IIINTERVENTI ANTIEVASIONE E ANTIELUSIONEINTERNAZIONALE E NAZIONALE

Art. 13.

Contrasto agli arbitraggi fiscali internazionali

1. Per analogia e armonizzazione con quanto gia’ disposto in altri
ordinamenti europei, allo scopo di evitare indebiti arbitraggi
fiscali l’accesso a regimi che possono favorire disparita’ di
trattamento, con particolare riferimento ad operazioni infragruppo,
e’ sottoposto ad una verifica di effettivita’ sostanziale. A tal fine
nel testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono apportate
le seguenti modifiche:
a) all’articolo 167, nel comma 5, la lettera a) e’ sostituita
dalla seguente «a) la societa’ o altro ente non residente svolga
un’effettiva attivita’ industriale o commerciale, come sua principale
attivita’, nel mercato dello stato o territorio di insediamento; per
le attivita’ bancarie, finanziarie e assicurative quest’ultima
condizione si ritiene soddisfatta quando la maggior parte delle
fonti, degli impieghi o dei ricavi originano nello Stato o territorio
di insediamento»;
b) all’articolo 167, dopo il comma 5, e’ aggiunto il seguente:
«5-bis. La previsione di cui alla lettera a) del comma precedente non
si applica qualora i proventi della societa’ o altro ente non
residente provengono per piu’ del 50% dalla gestione, dalla
detenzione o dall’investimento in titoli, partecipazioni, crediti o
altre attivita’ finanziarie, dalla cessione o dalla concessione in
uso di diritti immateriali relativi alla proprieta’ industriale,
letteraria o artistica, nonche’ dalla prestazione di servizi nei
confronti di soggetti che direttamente o indirettamente controllano
la societa’ o l’ente non residente, ne sono controllati o sono
controllati dalla stessa societa’ che controlla la societa’ o l’ente
non residente, ivi compresi i servizi finanziari.»;
c) all’articolo 167, dopo l’ultimo comma, sono aggiunti i
seguenti:
«8-bis. La disciplina di cui al comma 1 trova applicazione anche
nell’ipotesi in cui i soggetti controllati ai sensi dello stesso
comma sono localizzati in stati o territori diversi da quelli ivi
richiamati, qualora ricorrono congiuntamente le seguenti condizioni:
a) sono assoggettati a tassazione effettiva inferiore a piu’
della meta’ di quella a cui sarebbero stati soggetti ove residenti in
Italia;
b) hanno conseguito proventi derivanti per piu’ del 50% dalla
gestione, dalla detenzione o dall’investimento in titoli,
partecipazioni, crediti o altre attivita’ finanziarie, dalla cessione
o dalla concessione in uso di diritti immateriali relativi alla
proprieta’ industriale, letteraria o artistica nonche’ dalla
prestazione di servizi nei confronti di soggetti che direttamente o
indirettamente controllano la societa’ o l’ente non residente, ne
sono controllati o sono controllati dalla stessa societa’ che
controlla la societa’ o l’ente non residente, ivi compresi i servizi
finanziari.
8-ter. Le disposizioni del comma 8-bis non si applicano se il
soggetto residente dimostra che l’insediamento all’estero non
rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un
indebito vantaggio fiscale. Ai fini del presente comma il
contribuente deve interpellare l’amministrazione finanziaria secondo
le modalita’ indicate nel precedente comma 5.»;
d) nell’articolo 168, comma 1, dopo le parole «di cui all’articolo
167» sono aggiunte le seguenti: «, con l’esclusione di quanto
disposto al comma 8-bis».

TITOLO IIINTERVENTI ANTIEVASIONE E ANTIELUSIONEINTERNAZIONALE E NAZIONALE

Art. 14.

Imposta sulle plusvalenze su oro non industriale di societa’ ed enti

1. Le plusvalenze iscritte in bilancio derivanti dalla valutazione
ai corsi di fine esercizio delle disponibilita’ in metalli preziosi
per uso non industriale di cui all’articolo 1 del decreto legislativo
22 maggio 1999, n. 251, anche se depositate presso terzi o risultanti
da conti bancari disponibili, escluse quelle conferite in adempimento
di obblighi derivanti dall’appartenenza alle Comunita’ europee, sono
assoggettate a tassazione separatamente dall’imponibile complessivo
mediante applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui
redditi e relative addizionali nonche’ dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, con l’aliquota del 6 per cento.
2. Le disposizioni del comma 1 si applicano a decorrere dal periodo
d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente
decreto, sempre che i termini di presentazione della relativa
dichiarazione dei redditi non siano ancora scaduti. Per il predetto
periodo di imposta, l’imposta sostitutiva, commisurata ai dati
risultanti dal bilancio relativo al periodo di imposta precedente, e’
versata, a titolo di acconto, entro il termine di scadenza del
secondo acconto delle imposte sui redditi relative al periodo di
imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto,
ovvero, a scelta del contribuente, per il 50 per cento alla predetta
data e per la restante parte in due rate di pari importo entro il
termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi.
3. L’imposta sostitutiva non e’ deducibile ai fini della
determinazione del reddito. Per l’accertamento, la liquidazione, la
riscossione e il contenzioso si applicano le disposizioni in materia
di imposte sui redditi. Le disposizioni del presente articolo sono in
deroga ad ogni altra disposizione di legge ed entrano in vigore a
decorrere dalla data si entrata in vigore della legge di conversione
del presente decreto.

TITOLO IIINTERVENTI ANTIEVASIONE E ANTIELUSIONEINTERNAZIONALE E NAZIONALE

Art. 15.

Potenziamento della riscossione

1. A decorrere dal 1° gennaio 2010, al fine di semplificare le
attivita’ di verifica sulle situazioni reddituali di cui all’articolo
13 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, l’Amministrazione
finanziaria e ogni altra Amministrazione pubblica, che detengono
informazioni utili a determinare l’importo delle prestazioni
previdenziali ed assistenziali collegate al reddito dei beneficiari,
sono tenute a fornire all’INPS, in via telematica e in forma
disaggregata per singola tipologia di redditi, nonche’ nel rispetto
della normativa in materia di dati personali, le predette
informazioni presenti in tutte le banche dati a loro disposizione,
relative a titolari, e rispettivi coniugi e familiari, di prestazioni
pensionistiche o assistenziali residenti in Italia.
2. All’articolo 21, comma 15 della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
e’ aggiunto, infine, il seguente periodo: «In quest’ultima ipotesi,
in caso di pagamento eseguito mediante pignoramento presso terzi,
questi ultimi, se rivestono la qualifica di sostituti d’imposta ai
sensi dell’articolo 23 e seguenti del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, devono operare all’atto del
pagamento delle somme la ritenuta nella misura del 20%, secondo
modalita’ stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia
delle entrate.».
3. All’articolo 19, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 13
aprile 1999, n. 112, le parole da «entro» a «nonche’» sono sostituite
dalle seguenti: «prima del decorso del nono mese successivo alla
consegna del ruolo e».
4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano ai ruoli
consegnati agli agenti della riscossione a decorrere dal 31 ottobre
2009.
5. All’articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il comma
148 e’ abrogato.
6. All’articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, dopo le parole: «entro il termine
del versamento a saldo dell’imposta sul reddito» sono aggiunte le
seguenti: «e con le modalita’ previste per i pagamenti rateali delle
somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte
dall’articolo 20 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.».
7. La firma autografa prevista sugli atti di liquidazione,
accertamento e riscossione dalle norme che disciplinano le entrate
tributarie erariali amministrate dalle Agenzie fiscali e
dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato puo’ essere
sostituita dall’indicazione a stampa del nominativo del soggetto
responsabile dell’adozione dell’atto in tutti i casi in cui gli atti
medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati.
8. Con provvedimento dei Direttori delle Agenzie fiscali e del
Direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato sono individuati gli atti di cui al comma 7.

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 16.

Flussi finanziari

1. Alle minori entrate ed alle maggiori spese derivanti
dall’articolo 5, dall’articolo 7, dall’articolo 19, comma 4,
dall’articolo 24, commi 74 e 75, e dall’articolo 25, commi 1, 2 e 3,
pari complessivamente a 1.334,7 milioni di euro per l’anno 2009, a
2.141,5 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.469 milioni di euro per
l’anno 2011 e a 336 milioni di euro per l’anno 2012, si provvede:
a) mediante utilizzo di quota parte delle maggiori entrate recate
dall’articolo 5, dall’articolo 10, dall’articolo 12, dall’articolo
13, dall’articolo 14, dall’articolo 15, dall’articolo 21 e
dall’articolo 25, commi 2 e 3, pari a 1.324,7 milioni di euro per
l’anno 2009, a 2.034,4 milioni di euro per l’anno 2010, a 1.371,9
milioni di euro per l’anno 2011, e a 336 milioni di euro per l’anno
2012;
b) mediante utilizzo delle minori spese recate rispettivamente
dall’articolo 10, dall’articolo 16, dall’articolo 19, dall’articolo
20, dall’articolo 22 e dall’articolo 25, pari 107,1 milioni di euro
per l’anno 2010, e a 1.097,1 milioni di euro per l’anno 2011;
c) quanto a 10 milioni di euro per l’anno 2009, mediante riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 1, comma 1240, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, per il finanziamento della
partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace.
2. La dotazione del fondo per interventi strutturali di politica
economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre 2004, n. 307, e’ incrementata di 2,4 milioni di euro per
l’anno 2009, di 3,4 milioni di euro per l’anno 2010, di 3,9 milioni
di euro per l’anno 2011 e di 1.907,4 milioni di euro per l’anno 2012
mediante l’utilizzazione di quota parte delle maggiori entrate e
delle minori spese derivanti dal presente decreto e non utilizzate a
copertura dello stesso.
3. Le risorse di cui al comma 2 sono integralmente destinate, in
conformita’ con le indicazioni contenute nel DPEF per gli anni
2010-2013, all’attuazione della manovra di bilancio per l’anno 2010 e
seguenti.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 17.

Enti pubblici: economie, controlli, Corte dei conti

1. All’articolo 26 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel
comma 1 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel secondo periodo le parole «31 marzo 2009» sono sostituite
dalle seguenti: «31 ottobre 2009»;
b) dopo il secondo periodo e’ aggiunto il seguente: «Il predetto
termine si intende comunque rispettato con l’approvazione preliminare
del Consiglio dei Ministri degli schemi dei regolamenti di
riordino.».
2. All’articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
le parole «30 giugno 2009» sono sostituite dalle seguenti: «31
ottobre 2009» e le parole da «su proposta del Ministro per la
pubblica amministrazione e l’innovazione» fino a «Ministri
interessati» sono sostituite dalle seguenti: «su proposta del
Ministro o dei Ministri interessati, di concerto con il Ministro per
la pubblica amministrazione e l’innovazione, il Ministro per la
semplificazione normativa, il Ministro per l’attuazione del programma
di Governo e il Ministro dell’economia e delle finanze».
3. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministero per la pubblica amministrazione e
l’innovazione, da adottare entro sessanta giorni dalla data di
pubblicazione del presente decreto, a ciascuna amministrazione
vigilante sono assegnati, tenuto conto dei rispettivi settori e aree
di riferimento, nonche’ degli effetti derivanti dagli interventi di
contenimento della spesa di cui ai successivi commi 5, 6 e 7 del
presente articolo, gli obiettivi dei risparmi di spesa da conseguire
a decorrere dall’anno 2009, nella misura complessivamente indicata
dall’articolo 1, comma 483, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le
amministrazioni vigilanti competenti trasmettono tempestivamente i
rispettivi piani di razionalizzazione con indicazione degli enti
assoggettati a riordino.
4. Nelle more della definizione degli obiettivi di risparmio di cui
al comma 3, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato
ad accantonare e rendere indisponibile in maniera lineare, una quota
delle risorse disponibili delle unita’ previsionali di base del
bilancio dello Stato, individuate ai sensi dell’articolo 60, comma 3,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, ai fini
dell’invarianza degli effetti sull’indebitamento netto della pubblica
amministrazione.
5. Le amministrazioni vigilanti, previa verifica delle economie
gia’ conseguite dagli enti ed organismi pubblici vigilati in
relazione ai rispettivi provvedimenti di riordino, adottano
interventi di contenimento strutturale della spesa dei predetti enti
e organismi pubblici, ulteriori rispetto a quelli gia’ previsti a
legislazione vigente, idonei a garantire l’integrale conseguimento
dei risparmi di cui al comma 3.
6. All’articolo 2, comma 634, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
sono aggiunte le seguenti lettere:
«h) la riduzione del numero degli uffici dirigenziali esistenti
presso gli enti con corrispondente riduzione degli organici del
personale dirigenziale e non dirigenziale ed il contenimento delle
spese relative alla logistica ed al funzionamento;
i) la riduzione da parte delle amministrazioni vigilanti del
numero dei propri uffici dirigenziali con corrispondente riduzione
delle dotazioni organiche del personale dirigenziale e non
dirigenziale nonche’ il contenimento della spesa per la logistica ed
il funzionamento.».
7. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e sino al
conseguimento degli obiettivi di contenimento della spesa assegnati a
ciascuna amministrazione ai sensi del comma 3, le amministrazioni e
gli enti interessati dall’attuazione del comma 3 del presente
articolo non possono procedere a nuove assunzioni di personale a
tempo determinato e indeterminato, ivi comprese quelle gia’
autorizzate e quelle previste da disposizioni di carattere speciale.
Sono fatte salve le assunzioni dei corpi di polizia, delle forze
armate, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, delle universita’,
degli enti di ricerca, del personale di magistratura e del comparto
scuola nei limiti consentiti dalla normativa vigente.
8. Entro il 30 novembre 2009 le amministrazioni di cui al comma 3
comunicano, per il tramite dei competenti uffici centrali di
bilancio, al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato ed al Dipartimento della
funzione pubblica le economie conseguite in via strutturale in
riferimento alle misure relative agli enti ed organismi pubblici
vigilati ed, eventualmente, alle spese relative al proprio apparato
organizzativo. Le economie conseguite dagli enti pubblici che non
ricevono contributi a carico dello Stato, inclusi nell’elenco ISTAT
pubblicato in attuazione del comma 5 dell’articolo 1 della legge 30
dicembre 2004, n. 311, ad eccezione delle Autorita’ amministrative
indipendenti, sono rese indisponibili fino a diversa determinazione
del Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con i Ministri
interessati. Ove gli obiettivi di contenimento della spesa assegnati
ai sensi del comma 3 non risultino conseguiti o siano stati
conseguiti in modo parziale, fermo restando quanto previsto dal comma
7, trova applicazione la clausola di salvaguardia di cui all’articolo
2, comma 641, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
9. In esito alla comunicazione da parte delle amministrazioni delle
suddette economie di cui al comma 8, con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, d’intesa con il Ministro per la
pubblica amministrazione e l’innovazione e i Ministri interessati, e’
determinata la quota da portare in riduzione degli stati di
previsione della spesa, in relazione ai minori risparmi conseguiti in
termini di indebitamento netto rispetto agli obiettivi assegnati ai
sensi del comma 3, in esito alla conclusione o alla mancata
attivazione del processo di riordino, di trasformazione o
soppressione e messa in liquidazione degli enti ed organismi pubblici
vigilati, previsto dall’articolo 2, comma 634, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, come integrato dal presente articolo.
10. Nel triennio 2010-2012, le amministrazioni pubbliche di cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno
nonche’ dei vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente in
materia di assunzioni e di contenimento della spesa di personale
secondo i rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di
finanza pubblica, e per le amministrazioni interessate, previo
espletamento della procedura di cui all’articolo 35, comma 4, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, possono bandire concorsi per le assunzioni a tempo
indeterminato con una riserva di posti, non superiore al 40 per cento
dei posti messi a concorso, per il personale non dirigenziale in
possesso dei requisiti di cui all’articolo 1, commi 519 e 558, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 e dell’articolo 3, comma 90, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244.
11. Nel triennio 2010-2012, le amministrazioni di cui al comma 10,
nel rispetto della programmazione triennale del fabbisogno nonche’
dei vincoli finanziari previsti dalla normativa vigente in materia di
assunzioni e di contenimento della spesa di personale secondo i
rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di finanza
pubblica e, per le amministrazioni interessate, previo espletamento
della procedura di cui all’articolo 35, comma 4, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni,
possono altresi’ bandire concorsi pubblici per titoli ed esami,
finalizzati a valorizzare con apposito punteggio l’esperienza
professionale maturata dal personale di cui al comma 10 del presente
articolo nonche’ del personale di cui all’articolo 3, comma 94,
lettera b), della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
12. Per il triennio 2010-2012, le amministrazioni di cui al comma
10, nel rispetto dei vincoli finanziari previsti in materia di
assunzioni e di contenimento della spesa di personale, secondo i
rispettivi regimi limitativi fissati dai documenti di finanza
pubblica, possono assumere, limitatamente alle qualifiche di cui
all’articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56, e successive
modificazioni, il personale in possesso dei requisiti di anzianita’
previsti dal comma 10 del presente articolo maturati nelle medesime
qualifiche e nella stessa amministrazione. Sono a tal fine
predisposte da ciascuna amministrazione apposite graduatorie, previa
prova di idoneita’ ove non gia’ svolta all’atto dell’assunzione. Le
predette graduatorie hanno efficacia non oltre il 31 dicembre 2012.
13. Per il triennio 2010-2012 le amministrazioni di cui al comma 10
possono destinare il 40 per cento delle risorse finanziarie
disponibili ai sensi dalla normativa vigente in materia di assunzioni
ovvero di contenimento della spesa di personale, secondo i rispettivi
regimi limitativi fissati dai documenti di finanza pubblica, per le
assunzioni dei vincitori delle procedure concorsuali bandite ai sensi
dei commi 10 e 11.
14. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo
indeterminato relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2007,
di cui all’articolo 1, commi 523 e 643 della legge 27 dicembre 2006,
n. 296 e successive modificazioni, e’ prorogato al 31 dicembre 2010 e
le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31
dicembre 2009.
15. Il termine per procedere alle stabilizzazioni di personale
relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2007, di cui
all’articolo 1, comma 526 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 e
successive modificazioni, e’ prorogato al 31 dicembre 2010 e le
relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31 dicembre
2009.
16. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo
indeterminato di cui all’articolo 1, comma 527 della legge 27
dicembre 2006, n. 296 e successive modificazioni, e’ prorogato al 31
dicembre 2010 e le relative autorizzazioni possono essere concesse
entro il 31 dicembre 2009.
17. Il termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo
indeterminato relative alle cessazioni verificatesi nell’anno 2008,
di cui all’articolo 66, commi 3, 5 e 14 del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, e successive modificazioni, e’ prorogato al 31 dicembre
2010 e le relative autorizzazioni possono essere concesse entro il 31
marzo 2010.
18. Il termine per procedere alle assunzioni di personale relative
alle cessazioni verificatesi nell’anno 2008, di cui all’articolo 66,
comma 13 decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive
modificazioni, e’ prorogato al 31 dicembre 2010.
19. Le graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo
indeterminato, relative alle amministrazioni pubbliche soggette a
limitazioni delle assunzioni, approvate successivamente al 1° gennaio
2004, sono prorogate al 31 dicembre 2010.
20. All’articolo 4 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39,
le parole: «due membri», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle
seguenti: «tre membri».
21. All’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo n. 39 del
1993, in fine, e’ aggiunto il seguente periodo: «Ai fini delle
deliberazioni del Collegio del CNIPA, in caso di parita’ di voti,
prevale quello del presidente.
22. L’articolo 2, comma 602, della legge 24 dicembre 2007, n. 244
e’ abrogato.
23. All’articolo 71 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1-bis e’ sostituito dal seguente: «1-bis. A decorrere
dall’anno 2009, limitatamente alle assenze per malattia di cui al
comma 1 del personale del comparto sicurezza e difesa nonche’ del
personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, gli emolumenti di
carattere continuativo correlati allo specifico status e alle
peculiari condizioni di impiego di tale personale sono equiparati al
trattamento economico fondamentale»;
b) al comma 2 dopo le parole: «mediante presentazione di
certificazione medica rilasciata da struttura sanitaria pubblica»
sono aggiunte le seguenti: «o da un medico convenzionato con il
Servizio sanitario nazionale»;
c) al comma 3 e’ soppresso il secondo periodo;
d) il comma 5 e’ abrogato. Gli effetti di tale abrogazione
concernono le assenze effettuate successivamente alla data di entrata
in vigore del presente decreto;
e) dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:
«5-bis. Gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal
servizio per malattia effettuati dalle aziende sanitarie locali su
richiesta delle Amministrazioni pubbliche interessate rientrano nei
compiti istituzionali del Servizio sanitario nazionale;
conseguentemente i relativi oneri restano comunque a carico delle
aziende sanitarie locali.
5-ter. A decorrere dall’anno 2010 in sede di riparto delle risorse
per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale e’ individuata
una quota di finanziamento destinata agli scopi di cui al comma
5-bis, ripartita fra le regioni tenendo conto dell’incidenza sui
propri territori di dipendenti pubblici; gli accertamenti di cui al
comma 1 sono effettuati nei limiti delle ordinarie risorse
disponibili a tale scopo.».
24. Agli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni
introdotte dal comma 23, lettera a), pari a 9,1 milioni di euro annui
a decorrere dall’anno 2009, si provvede mediante corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa relativa al Fondo per
interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
25. Il termine di cui all’articolo 64, comma 4, del decreto
legislativo 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si intende comunque rispettato con
l’approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri degli schemi di
regolamenti di cui al medesimo articolo.
26. All’articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, penultimo periodo, dopo le parole «somministrazione
di lavoro» sono aggiunte le seguenti «ed il lavoro accessorio di cui
alla lettera d), del comma 1, dell’articolo 70 del decreto
legislativo n. 276/2003, e successive modificazioni ed integrazioni»;
b) il comma 3 e’ cosi’ sostituito: «3. Al fine di combattere gli
abusi nell’utilizzo del lavoro flessibile, entro il 31 dicembre di
ogni anno, sulla base di apposite istruzioni fornite con Direttiva
del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, le
amministrazioni redigono un analitico rapporto informativo sulle
tipologie di lavoro flessibile utilizzate da trasmettere, entro il 31
gennaio di ciascun anno, ai nuclei di valutazione o ai servizi di
controllo interno di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
286, nonche’ alla Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento della funzione pubblica che redige una relazione annuale
al Parlamento. Al dirigente responsabile di irregolarita’
nell’utilizzo del lavoro flessibile non puo’ essere erogata la
retribuzione di risultato.»;
c) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. Le amministrazioni
pubbliche comunicano, nell’ambito del rapporto di cui al precedente
comma 3, anche le informazioni concernenti l’utilizzo dei lavoratori
socialmente utili.»;
d) dopo il comma 5 e’ aggiunto il seguente comma: «6. Le
disposizioni previste dall’articolo 5, commi 4-quater, 4-quinquies e
4-sexies del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 si
applicano esclusivamente al personale reclutato secondo le procedure
di cui all’articolo 36, comma 1, lettera b).».
27. All’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, dopo l’ultimo periodo e’ aggiunto il seguente: «Si applicano
le disposizioni previste dall’articolo 36, comma 3, del presente
decreto.».
28. All’articolo 65, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005,
n. 82, recante il Codice dell’amministrazione digitale, dopo la
lettera c) e’ inserita la seguente:
«c-bis) ovvero quando l’autore e’ identificato dal sistema
informatico attraverso le credenziali di accesso relative all’utenza
personale di posta elettronica certificata di cui all’articolo 16-bis
del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.».
29. Dopo l’articolo 57 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,
e’ inserito il seguente:
«Art. 57-bis (Indice degli indirizzi delle pubbliche
amministrazioni). – 1. Al fine di assicurare la trasparenza delle
attivita’ istituzionali e’ istituito l’indice degli indirizzi delle
amministrazioni pubbliche, nel quale sono indicati la struttura
organizzativa, l’elenco dei servizi offerti e le informazioni
relative al loro utilizzo, gli indirizzi di posta elettronica da
utilizzare per le comunicazioni e per lo scambio di informazioni e
per l’invio di documenti a tutti gli effetti di legge fra le
amministrazioni e fra le amministrazioni ed i cittadini.
2. Per la realizzazione e la gestione dell’indice si applicano le
regole tecniche di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 31 ottobre 2000, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 272 del 21 novembre 2000. La realizzazione e la
gestione dell’indice e’ affidato al Centro Nazionale per
l’informatica nella pubblica amministrazione (CNIPA).
3. Le amministrazioni aggiornano gli indirizzi ed i contenuti
dell’indice con cadenza almeno semestrale, salvo diversa indicazione
del CNIPA. La mancata comunicazione degli elementi necessari al
completamento dell’indice e del loro aggiornamento e’ valutata ai
fini della responsabilita’ dirigenziale e dell’attribuzione della
retribuzione di risultato ai dirigenti responsabili.».
30. All’articolo 3, comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20,
dopo la lettera f), sono inserite le seguenti:
«f-bis) atti e contratti di cui all’articolo 7, comma 6, del
decreto legislativo n. 165 del 2001;
f-ter) atti e contratti concernenti studi e consulenze di cui
all’articolo 1, comma 9, della legge 23 dicembre 2005, n. 266; ».
31. Al fine di garantire la coerenza nell’unitaria attivita’ svolta
dalla Corte dei conti per le funzioni che ad essa spettano in materia
di coordinamento della finanza pubblica, anche in relazione al
federalismo fiscale, il Presidente della Corte medesima puo’ disporre
che le sezioni riunite adottino pronunce di orientamento generale
sulle questioni risolte in maniera difforme dalle sezioni regionali
di controllo nonche’ sui casi che presentano una questione di massima
di particolare rilevanza. Tutte le sezioni regionali di controllo si
conformano alle pronunce di orientamento generale adottate dalle
sezioni riunite.
32. All’articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, dopo il
comma 46, e’ aggiunto il seguente comma:
«46-bis. Nelle more dell’emanazione del regolamento di cui
all’articolo 62, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, le
regioni di cui al comma 46 sono autorizzate, ove sussistano
eccezionali condizioni economiche e dei mercati finanziari, a
ristrutturare le operazioni derivate in essere. La predetta
ristrutturazione, finalizzata esclusivamente alla salvaguardia del
beneficio e della sostenibilita’ delle posizioni finanziarie, si
svolge con il supporto dell’advisor finanziario previsto nell’ambito
del piano di rientro di cui all’articolo 1, comma 180, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, previa autorizzazione e sotto la vigilanza del
Ministero dell’economia e delle finanze.».
33. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 45, del decreto
del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97, l’Ente
nazionale per l’aviazione civile (ENAC) e’ autorizzato ad utilizzare
la parte dell’avanzo di amministrazione derivante da trasferimenti
correnti statali, ad esclusione dei fondi a destinazione vincolata,
per far fronte a spese di investimento e per la ricerca, finalizzate
anche alla sicurezza.
34. Entro il 31 luglio 2009, l’ENAC comunica l’entita’ delle
risorse individuate ai sensi del comma 33 relative all’anno 2008 al
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che individua, con
proprio decreto gli investimenti da finanziare a valere sulle
medesime risorse.
35. Gli interventi di cui ai commi 17 e 18 dell’articolo 2 della
legge 22 dicembre 2008, n. 203, sono sostituiti, nel limite delle
risorse non utilizzate e allo scopo finalizzate, con interventi per
la prosecuzione delle misure di cui all’articolo 2, comma 3, del
decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40, per la protezione
ambientale e per la sicurezza della circolazione, anche con
riferimento agli oneri relativi all’utilizzo delle infrastrutture. A
tal fine, le risorse accertate disponibili sono riassegnate ai
pertinenti capitoli di bilancio.

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 18.

Tesoreria statale

1. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze di natura
non regolamentare sono fissati, per le societa’ non quotate
totalmente possedute dallo Stato, direttamente o indirettamente, e
per gli enti pubblici nazionali inclusi nel conto economico
consolidato delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1,
comma 5, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 i criteri, le modalita’
e la tempistica per l’utilizzo delle disponibilita’ esistenti sui
conti di Tesoreria dello Stato, assicurando che il ricorso a
qualsiasi forma di indebitamento avvenga solo in assenza di
disponibilita’ e per effettive esigenze di spesa.
2. Con uno o piu’ decreti del Ministro dell’economia e delle
finanze di natura non regolamentare puo’ essere stabilito che i
soggetti indicati al comma 1 devono detenere le proprie
disponibilita’ finanziarie in appositi conti correnti presso la
Tesoreria dello Stato. Con gli stessi decreti sono stabiliti
l’eventuale tasso di interesse da riconoscere sulla predetta
giacenza, per la parte non proveniente dal bilancio dello Stato, e le
altre modalita’ tecniche per l’attuazione del presente comma. Il
tasso d’interesse non puo’ superare quello riconosciuto sul conto di
disponibilita’ del Tesoro.
3. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze di natura
non regolamentare sono fissati i criteri per l’integrazione dei
flussi informativi dei conti accesi presso la Tesoreria dello Stato,
al fine di ottimizzare i flussi di cassa, in entrata ed in uscita, e
di consentire una riduzione dei costi associati a tale gestione.
4. Con separati decreti del Ministro dell’economia e delle finanze
di natura non regolamentare i provvedimenti di cui ai commi
precedenti possono essere estesi alle Amministrazioni incluse nel
conto economico consolidato delle amministrazioni pubbliche
richiamato al comma 1 con esclusione degli enti previdenziali di
diritto privato, delle regioni, delle province autonome, degli enti,
di rispettiva competenza, del Servizio sanitario nazionale, degli
enti locali e degli enti del settore camerale, della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, e delle Autorita’ indipendenti nonche’ degli
Organi costituzionali e degli Organi a rilevanza costituzionale.

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 19.

Societa’ pubbliche

1. All’articolo 18 del decreto-legge n. 112 del 2008 convertito con
legge n. 133 del 2008, dopo il comma 2, e’ inserito il seguente:
«2-bis. Le disposizioni che stabiliscono, a carico delle
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo n. 165 del 2001, divieti o limitazioni alle assunzioni di
personale si applicano, in relazione al regime previsto per
l’amministrazione controllante, anche alle societa’ a partecipazione
pubblica totale o di controllo che siano titolari di affidamenti
diretti di servizi senza gara, ovvero che svolgano funzioni volte a
soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non
industriale o commerciale, ovvero che svolgono attivita’ nei
confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni
amministrative di natura pubblicistica. Le predette societa’ adeguano
inoltre le proprie politiche di personale alle disposizioni vigenti
per le amministrazioni controllanti in materia di contenimento degli
oneri contrattuali e delle altre voci di natura retributiva o
indennitaria e per consulenze.».
2. All’articolo 3 della legge n. 244 del 2007 sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 28, in fine, e’ aggiunto il seguente periodo: «La
delibera di cui al presente comma e’ trasmessa alla sezione
competente della Corte dei conti.»;
b) al comma 29, primo periodo, le parole: «Entro diciotto mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge», sono
sostituite dalle seguenti: «Entro il 30 settembre 2009»; in fine, e’
aggiunto il seguente periodo: «Il mancato avvio delle procedure
finalizzate alla cessione determina responsabilita’ erariale».
3. L’articolo 7-octies del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5,
convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2009, n. 33 e’
modificato come segue:
a) la rubrica dell’articolo e’ sostituita dalla seguente «Misure a
favore degli obbligazionisti e dei piccoli azionisti Alitalia – Linee
aeree italiane S.p.A.»;
b) il comma 1 e’ abrogato;
c) al comma 3, lettera a), le parole «ridotto del 50 per cento»
sono sostituite dalle seguenti parole «pari ad euro 0,262589 per
singola obbligazione, corrispondente al 70,97% del valore nominale»;
d) al comma 3, dopo la lettera a), e’ introdotta la seguente
lettera: «a-bis) ai titolari di azioni della societa’ Alitalia –
Linee aeree italiane Spa, ora in amministrazione straordinaria, viene
attribuito il diritto di cedere al Ministero dell’economia e delle
finanze i propri titoli per un controvalore determinato sulla base
del prezzo medio di borsa delle azioni nell’ultimo mese di
negoziazione ridotto del 50 per cento, pari a 0,2722 euro per singola
azione, e comunque nei limiti di cui alla successiva lettera b), in
cambio di titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con
scadenza 31 dicembre 2012 e con taglio minimo unitario di euro 1.000.
Il diritto e’ condizionato all’osservanza delle condizioni e
modalita’ di seguito specificate; »;
e) al comma 3, lettera b), le parole «di cui alla lettera a) non
potranno risultare superiori a euro 100.000 per ciascun
obbligazionista» sono sostituite dalle seguenti parole «di cui alle
lettere a) e a-bis) non potranno risultare superiori rispettivamente
a euro 100.000 per ciascun obbligazionista e a euro 50.000 per
ciascun azionista»; dopo le parole «controvalore delle obbligazioni»
sono aggiunte le seguenti parole: «e delle azioni»;
f) al comma 3, lettera b) e’ aggiunto infine il seguente periodo:
«le assegnazioni di titoli di Stato agli obbligazionisti non potranno
superare per l’anno 2009 il limite complessivo di spesa di cui al
comma 2, le restanti assegnazioni, ivi incluse quelle in favore degli
azionisti di cui alla lettera a-bis), sono effettuate nell’anno
2010»;
g) al comma 4, primo periodo, le parole «I titolari di
obbligazioni di cui al comma 3» sono sostituite dalle seguenti
parole: «I titolari di obbligazioni o di azioni di cui al comma 3»;
le parole «entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto» sono sostituite dalle
seguenti parole «entro il 31 agosto 2009»;
h) al comma 4, alla lettera a), dopo le parole «dei titoli
obbligazionari» sono aggiunte le seguenti parole: «e azionari»;
i) al comma 5, primo periodo, dopo le parole «gli intermediari
finanziari, sotto la propria responsabilita’, trasmettono» sono
aggiunte le parole «in cartaceo e su supporto informatico»;
j) al comma 5 lettera a), dopo le parole «titolari delle
obbligazioni» sono aggiunte le seguenti parole «e delle azioni»; le
parole «delle quantita’ di detti titoli obbligazionari detenuta alla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto» sono sostituite dalle seguenti parole «delle quantita’ di
detti titoli obbligazionari e azionari detenute alla data di
presentazione della dichiarazione di cui al comma 4»;
k) al comma 5, lettera c), dopo le parole «quantita’ di titoli
obbligazionari» sono aggiunte le seguenti parole: «e azionari»; dopo
le parole «soggetti titolari delle obbligazioni» sono aggiunte le
seguenti parole «e delle azioni»;
l) al comma 6, primo periodo, dopo le parole «titoli
obbligazionari» sono aggiunte le seguenti parole «e azionari»;
m) al comma 6, secondo periodo, dopo le parole «trasferimento
delle obbligazioni» sono aggiunte le seguenti parole: «e delle
azioni»;
n) al comma 7 le parole «entro il 31 dicembre 2009» sono
sostituite con le parole «entro il 31 dicembre 2010»;
o) dopo il comma 7, e’ introdotto il seguente comma: «7-bis. Alle
operazioni previste dal presente articolo non si applicano le
disposizioni di cui agli articoli 102 e seguenti e agli articoli 114
e seguenti del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.»;
p) e’ abrogato il comma 8;
q) il comma 9 e’ sostituito dal seguente comma: «9. E’ abrogato il
comma 2 dell’articolo 3 del decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134,
convertito, con modificazioni, in legge 27 ottobre 2008, n. 166.»;
r) e’ abrogato il comma 10.
4. Ai fini dell’ammissione ai benefici di cui all’articolo
7-octies, comma 3, lettera a), del decreto-legge n. 10 febbraio 2009,
n. 5, convertito, con modificazioni, in legge 9 aprile 2009, n. 33,
come modificato dal comma 1 del presente articolo, si considerano
valide le richieste presentate dai titolari di obbligazioni del
prestito obbligazionario «Alitalia 7,5 per cento 2002-2010
convertibile» emesso da Alitalia – Linee aeree italiane S.p.A., ora
in amministrazione straordinaria, sulla base della normativa vigente
alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge. Al fine di
provvedere alla copertura dei maggiori oneri derivanti dal comma 3
l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 7-octies, comma 2, del
decreto-legge n. 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, con legge 9 aprile 2009, n. 33, e’ incrementata di 230
milioni di euro per l’anno 2010.
5. Le amministrazioni dello Stato, cui sono attribuiti per legge
fondi o interventi pubblici, possono affidarne direttamente la
gestione, nel rispetto dei principi comunitari e nazionali
conferenti, a societa’ a capitale interamente pubblico su cui le
predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a quello
esercitato su propri servizi e che svolgono la propria attivita’
quasi esclusivamente nei confronti dell’amministrazione dello Stato.
Gli oneri di gestione e le spese di funzionamento degli interventi
relativi ai fondi sono a carico delle risorse finanziarie dei fondi
stessi.
6. L’articolo 2497, primo comma, del codice civile, si interpreta
nel senso che per enti si intendono i soggetti giuridici collettivi,
diversi dallo Stato, che detengono la partecipazione sociale
nell’ambito della propria attivita’ imprenditoriale ovvero per
finalita’ di natura economica o finanziaria.
7. L’articolo 3, comma 12, lettera b) della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:
«b) prevedere che previa delibera dell’assemblea dei soci, sulle
materie delegabili, al presidente possano essere attribuite deleghe
operative da parte dell’organo di amministrazione che provvede a
determinarne in concreto il contenuto ed il compenso ai sensi
dell’articolo 2389, comma 3, del codice civile; ».
8. L’articolo 3, comma 12, lettera d) della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:
«d) prevedere che l’organo di amministrazione, fermo quanto
previsto ai sensi della lettera b), possa delegare proprie
attribuzioni a un solo componente, al quale possono essere
riconosciuti compensi ai sensi dell’articolo 2389, terzo comma, del
codice civile unitamente al Presidente nel caso di attribuzione di
deleghe operative di cui alla lettera b); ».
9. L’articolo 1, comma 459, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
e’ soppresso.
10. L’articolo 3, comma 13 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 e’
sostituito dal seguente: «13. Le modifiche statutarie, ad eccezione
di quelle di cui alle lettere b) e d) del comma 12, hanno effetto a
decorrere dal primo rinnovo degli organi societari successivo alle
modifiche stesse.».
11. Con atto di indirizzo strategico del Ministro dell’economia e
delle finanze sono ridefiniti i compiti e le funzioni della Societa’
di cui all’articolo 1 della legge 13 luglio 1966, n. 559, come
modificata dall’articolo 1 del decreto legislativo 21 aprile 1999, n.
116.
12. Il consiglio di amministrazione della societa’ di cui al comma
11 del presente articolo e’ conseguentemente rinnovato nel numero di
cinque consiglieri entro 45 giorni dalla data di emanazione dei
relativi atti di indirizzo strategico, senza applicazione
dell’articolo 2383, comma 3, del codice civile. Il relativo statuto
dovra’ conformarsi, entro il richiamato termine, alle previsioni di
cui al comma 12, dell’articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n.
244.
13. All’articolo 3, comma 12, primo periodo della legge 24 dicembre
2007, n. 244, e successive modificazioni, dopo le parole: «ovvero da
eventuali disposizioni speciali» sono inserite le parole: «nonche’
dai provvedimenti di attuazione dell’articolo 5, comma 4, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni
dalla legge 24 novembre 2003, n. 326».

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 20.

Contrasto alle frodi in materia di invalidita’ civile

1. A decorrere dal 1° gennaio 2010 ai fini degli accertamenti
sanitari di invalidita’ civile, cecita’ civile, sordita’ civile,
handicap e disabilita’ le Commissioni mediche delle Aziende sanitarie
locali sono integrate da un medico dell’INPS quale componente
effettivo. In ogni caso l’accertamento definitivo e’ effettuato
dall’INPS. Ai fini dell’attuazione del presente articolo l’INPS
medesimo si avvale delle proprie risorse umane, finanziarie e
strumentali, anche attraverso una razionalizzazione delle stesse,
come integrate ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 30 marzo 2007 concernente il trasferimento delle
competenze residue dal Ministero dell’economia e delle finanze
all’INPS.
2. L’INPS accerta altresi’ la permanenza dei requisiti sanitari nei
confronti dei titolari di invalidita’ civile, cecita’ civile,
sordita’ civile, handicap e disabilita’. In caso di comprovata
insussistenza dei prescritti requisiti sanitari, si applica
l’articolo 5, comma 5 del Regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 21 settembre 1994, n. 698.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2010 le domande volte ad ottenere i
benefici in materia di invalidita’ civile, cecita’ civile, sordita’
civile, handicap e disabilita’, complete della certificazione medica
attestante la natura delle infermita’ invalidanti, sono presentate
all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), secondo
modalita’ stabilite dall’ente medesimo. L’Istituto trasmette, in
tempo reale e in via telematica, le domande alle Aziende Sanitarie
Locali.
4. Con accordo quadro tra il Ministro del lavoro, della salute e
delle politiche sociali e la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
da concludere entro e non oltre novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalita’
attraverso le quali sono affidate all’INPS le attivita’ relative
all’esercizio delle funzioni concessorie nei procedimenti di
invalidita’ civile, cecita’ civile, sordita’ civile, handicap e
disabilita’. Nei sessanta giorni successivi, le regioni stipulano con
l’INPS apposita convenzione che regola gli aspetti
tecnico-procedurali dei flussi informativi necessari per la gestione
del procedimento per l’erogazione dei trattamenti connessi allo stato
di invalidita’ civile.
5. All’articolo 10, comma 6, del decreto-legge 30 settembre 2005,
n. 203, convertito nella legge 2 dicembre 2005, n. 248 sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) nel primo periodo e’ soppressa la parola «anche»;
b) nel secondo periodo sono soppresse le parole «sia presso gli
uffici dell’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’articolo 11 del
regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, sia»;
c) nel terzo periodo sono soppresse le parole «e’ litisconsorte
necessario ai sensi dell’articolo 102 del codice di procedura civile
e»;
d) e’ aggiunto, infine il seguente comma:
«6-bis: Nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a
prestazioni sanitarie previdenziali ed assistenziali, nel caso in cui
il giudice nomini un consulente tecnico d’ufficio, alle indagini
assiste un medico legale dell’ente, su richiesta, formulata, a pena
di nullita’, del consulente nominato dal giudice, il quale provvede
ad inviare apposita comunicazione al direttore della sede provinciale
dell’INPS competente. Al predetto componente competono le facolta’
indicate nel secondo comma dell’articolo 194 del codice di procedura
civile. Nell’ipotesi di sentenze di condanna relative a ricorsi
depositati a far data dal 1° aprile 2007 a carico del Ministero
dell’Economia e delle Finanze o del medesimo in solido con l’INPS,
all’onere delle spese legali, di consulenza tecnica o del beneficio
assistenziale provvede comunque l’INPS.».
6. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore delle presenti
disposizioni, e’ nominata dal Ministro del lavoro, della salute e
delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze una Commissione con il compito di aggiornare le tabelle
indicative delle percentuali dell’invalidita’ civile, gia’ approvate
con decreto del Ministro della Sanita’ del 5 febbraio 1992, e
successive modificazioni. Dalla attuazione del presente comma non
devono derivare oneri aggiuntivi per la finanza pubblica.

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 21.

Rilascio di concessioni in materia di giochi

1. Per garantire la tutela di preminenti interessi pubblici nelle
attivita’ di raccolta del gioco, qualora attribuite a soggetti
estranei alla pubblica amministrazione, la gestione di queste
attivita’ e’ sempre affidata in concessione attribuita, nel rispetto
dei principi e delle regole comunitarie e nazionali, di norma ad una
pluralita’ di soggetti scelti mediante procedure aperte, competitive
e non discriminatorie. Conseguentemente, per assicurare altresi’ la
maggiore concorrenzialita’, economicita’ e capillarita’ distributiva
della raccolta delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea e
differita, in previsione della prossima scadenza della vigente
concessione per l’esercizio di tale forma di gioco, entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto il
Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma
dei monopoli di Stato avvia le procedure occorrenti per conseguire
tempestivamente l’aggiudicazione della concessione ai piu’
qualificati operatori di gioco, nazionali e comunitari, individuati
mediante selezione concorrenziale basata sul criterio dell’offerta
economicamente piu’ vantaggiosa, nell’ambito della quale valore
prioritario e’ attribuito:
a) al rialzo delle offerte economiche rispetto alla base
predefinita, comunque in grado di assicurare maggiori entrate in
misura non inferiore complessivamente a 500 milioni euro nell’anno
2009 e a 100 milioni di euro per l’anno 2010;
b) al ribasso dell’aggio per il concessionario, alla misura del 12
per cento della raccolta, comunque comprensivo del compenso dovuto ai
punti vendita;
c) alla capillarita’ della distribuzione, attraverso una rete,
esclusiva per concessionario, costituita da un numero non inferiore a
15.000 punti vendita;
d) all’offerta di standard qualitativi che garantiscano la
sicurezza dei biglietti venduti e l’affidabilita’ del sistema di
pagamento delle vincite;
e) previsione, per ciascun concessionario, di un valore medio di
restituzione della raccolta in vincite non superiore al 75 per cento.
2. Le concessioni attribuite ai sensi del comma 1, eventualmente
rinnovabili per non piu’ di una volta, hanno una durata massima pari,
di norma, a 9 anni, comunque suddivisi in due periodi rispettivamente
di 5 e 4 anni. La prosecuzione della concessione per il secondo
periodo e’ subordinato alla positiva valutazione dell’andamento della
gestione da parte dell’amministrazione concedente, da esprimere entro
il 1° semestre del 5 anno di concessione.

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 22.

Settore sanitario

1. All’articolo 79, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) al comma 1-bis le parole: «entro il 31 ottobre 2008» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 15 settembre 2009»;
b) al comma 1-ter le parole «entro il 31 ottobre 2008» sono
sostituite dalle seguenti: «entro il 15 settembre 2009».
2. E’ istituito un fondo con dotazione pari a 800 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2010, destinato ad interventi relativi al settore
sanitario, da definirsi con decreto del Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-regioni.
3. Il fondo di cui al comma 2 e’ alimentato dalle economie
conseguenti alle disposizioni di cui all’articolo 13, comma 1,
lettera b), del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, e all’attivita’
amministrativa dell’Agenzia italiana del farmaco nella determinazione
del prezzo dei medicinali equivalenti di cui all’articolo 7, comma 1,
del decreto-legge 16 novembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405 e successive
modificazioni. A tal fine il tetto di spesa per l’assistenza
farmaceutica territoriale di cui all’articolo 5, comma 1, del
decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 novembre 2007, n. 222, e’ rideterminato in riduzione
in valore assoluto di 800 milioni di euro a decorrere dall’anno 2010
e in termini percentuali nella misura del 13,3 per cento a decorrere
dal medesimo anno 2010. Conseguentemente il livello del finanziamento
a cui concorre ordinariamente lo Stato e’ ridotto di 800 milioni di
euro a decorrere dall’anno 2010. In sede di riparto del finanziamento
del servizio sanitario nazionale e’ determinata la quota che le
regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di
Bolzano riversano in entrata al bilancio dello Stato.
4. Attesa la straordinaria necessita’ ed urgenza di tutelare
l’erogazione delle prestazioni sanitarie comprese nei Livelli
Essenziali di Assistenza, di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 30 novembre 2001, e di assicurare il
risanamento, il riequilibrio economico-finanziario e la
riorganizzazione del sistema sanitario regionale della regione
Calabria, anche sotto il profilo amministrativo e contabile, tenuto
conto dei risultati delle verifiche del Comitato e del Tavolo, di cui
agli articoli 9 e 12 dell’Intesa Stato-regioni del 23 marzo 2005
relativamente agli anni 2007 e 2008, si applicano le seguenti
disposizioni:
a) il Presidente del Consiglio dei Ministri, con la procedura di
cui all’articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, su
proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali,
sentito il Ministro per i rapporti con le regioni, diffida la regione
a predisporre entro settanta giorni un Piano di rientro contenente
misure di riorganizzazione e riqualificazione del Servizio sanitario
regionale, da sottoscriversi con l’Accordo di cui all’articolo 180
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, nonche’ a provvedere a quanto
previsto dall’articolo 1, comma 174 della medesima legge;
b) decorso inutilmente tale termine, ovvero ove il Piano
presentato sia valutato non congruo a seguito di istruttoria
congiunta del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero
del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Ministero
per i rapporti con le regioni, sulle cui conclusioni e’ sentita la
regione in apposita riunione, il Consiglio dei Ministri, su proposta
del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il
Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, sentito
il Ministro per i rapporti con le regioni, nomina un Commissario per
la predisposizione di un Piano triennale di rientro dai disavanzi,
recante indicazione dei necessari interventi di contenimento
strutturale della spesa, da redigere all’esito del riaccertamento dei
debiti pregressi nonche’ dell’attivazione delle procedure
amministrativo-contabili minime necessarie per valutare positivamente
l’attendibilita’ degli stessi conti. Alla riunione del Consigli dei
Ministri partecipa il Presidente della giunta regionale ai sensi
dell’articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
c) l’anzidetto Piano e’ approvato dal Consiglio dei Ministri, che
ne affida contestualmente l’attuazione al Commissario nominato ai
sensi della precedente lettera b). Nello svolgimento dei compiti
affidatigli e per tutto il periodo di vigenza del Piano di rientro,
il Commissario sostituisce gli organi della regione nell’esercizio
delle attribuzioni necessarie all’attuazione del Piano stesso;
contestualmente a tale nomina, il Commissario delegato di cui
all’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre
2007, n. 3635, cessa dal suo incarico;
d) ai crediti interessati dalle procedure di accertamento e
riconciliazione del debito pregresso al 31 dicembre 2008 si applicano
le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 2-bis del decreto-legge
1° ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge
29 novembre 2007, n. 222. Si applicano inoltre le disposizioni di cui
all’articolo 4, comma 2, del citato decreto-legge n. 159 del 2007,
che non siano in contrasto con le disposizioni del presente comma.
5. In sede di verifica sull’attuazione dei Piani di rientro, al
fine di prevenire situazioni di conflitto di interesse e di
assicurare piena indipendenza e imparzialita’ di giudizio, i
componenti designati dalla Conferenza delle regioni e delle province
autonome, appartenenti alla regione assoggettata alla valutazione,
non possono partecipare alle relative riunioni del Comitato e del
Tavolo, di cui agli articoli 9 e 12 dell’Intesa Stato-regioni del 23
marzo 2005. In tali casi, la predetta Conferenza provvede alla
tempestiva designazione di altrettanti componenti supplenti, fermo
restando che nelle more di tale designazione, allo scopo di non
ritardare le necessarie azioni di contrasto alle situazioni di
criticita’ in essere, Comitato e Tavolo possono proseguire e
concludere i propri lavori. Restano salvi gli atti e le attivita’
gia’ espletati da Comitato e Tavolo anteriormente all’entrata in
vigore della presente disposizione.
6. Per la specificita’ che assume la struttura indicata
dall’articolo 1 comma 164, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
nell’ambito del sistema sanitario nazionale ed internazionale e per
le riconosciute caratteristiche di specificita’ ed innovativita’
dell’assistenza, a valere su apposito capitolo di spesa dello stato
di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’
istituito un fondo di 50 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009
per l’erogazione, a favore della medesima struttura sanitaria, di un
contributo annuo fisso di 50 milioni di euro. Conseguentemente,
all’articolo 79, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito con modificazioni nella legge 6 agosto 2008, n. 133:
a) per il triennio 2009-2011 il finanziamento del Servizio
sanitario nazionale cui concorre ordinariamente lo Stato e’
rideterminato in diminuzione dell’importo di 50 milioni di euro;
b) le parole da «comprensivi» fino a «15 febbraio 1995» sono
soppresse.
7. L’importo di 50 milioni di euro previsto per gli anni 2007 e
2008 dall’articolo 1, comma 796, lettera a), della legge 27 dicembre
2006, n. 296, come modificato dall’articolo 43, comma 1-bis, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, e’ erogato alla
struttura sanitaria di cui al comma 6 per le medesime finalita’ di
cui al comma 6.
8. Ai fini della verifica degli adempimenti in materia di acquisto
di beni e servizi, di cui all’Allegato 1, comma 2, lettera b)
dell’Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2005, il Tavolo di verifica
degli adempimenti di cui all’articolo 12 della medesima Intesa
procede alla valutazione sentita la CONSIP.

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 23.

Proroga di termini

1. All’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 20 ottobre 2008, n.
158, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 dicembre 2008, n.
199, le parole «30 giugno 2009,» sono sostituite dalle seguenti: «31
dicembre 2009,».
2. All’articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009,
n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n.
33, le parole «fino al 30 giugno 2009.» sono sostituite dalle
seguenti: «fino al 31 dicembre 2009.».
3. Ai commi 1 e 4 dell’articolo 41 del decreto-legge 30 dicembre
2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2009, n. 14, le parole: «entro il 30 giugno 2009.» sono sostituite
dalle seguenti: «entro il 30 settembre 2009.».
4. Al fine di assicurare l’assunzione nella qualifica di vigile del
fuoco delle unita’ autorizzate per l’anno 2009, tenuto conto della
vigenza delle sole graduatorie dei concorsi per titoli ed esami
riservati ai vigili volontari ausiliari collocati in congedo negli
anni 2004 e 2005, dalle quali attingere in parti uguali, il termine
di scadenza relativo alla graduatoria per il 2004, e’ prorogato al 31
dicembre 2009. E’ altresi’ prorogata al 31 dicembre 2009 la
graduatoria del concorso pubblico per esami a 28 posti di direttore
antincendi della posizione C2.
5. All’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n.
248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n.
31, le parole: «30 giugno 2009» sono sostituite dalle seguenti: «30
giugno 2010».
6. All’articolo 159, comma 1, primo, secondo e quarto periodo, del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni, le parole: «30 giugno 2009», sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2009».
7. Al comma 14 dell’articolo 19 del decreto legislativo 17
settembre 2007, n. 164, le parole «e comunque non oltre il 30 giugno
2009» sono sostituite dalle seguenti: «e comunque non oltre il 31
dicembre 2009».
8. All’articolo 8, comma 1, lettera c), terzo periodo, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le parole: «30
giugno 2009» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2009».
9. Il termine stabilito dall’articolo 3, comma 4, del decreto-legge
28 dicembre 2006, n. 300, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2007, n. 17, come da ultimo modificato dal comma 10,
dell’articolo 4-bis, del decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, per
completare l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi
delle strutture ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti
letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del
Ministro dell’interno in data 9 aprile 1994, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 1994, e’ prorogato al 31
dicembre 2010. La proroga del termine di cui al presente comma, si
applica anche alle strutture ricettive per le quali venga presentato,
entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
al Comando provinciale dei Vigili del fuoco competente per
territorio, il progetto di adeguamento per l’acquisizione del parere
di conformita’ previsto dall’articolo 2 del decreto del Presidente
della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37. In pendenza del termine per
la presentazione del progetto di cui al presente comma, restano
sospesi i procedimenti volti all’accertamento dell’ottemperanza agli
obblighi previsti dal decreto del Ministro dell’interno in data 9
aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio
1994.
10. All’articolo 26, comma 6, secondo periodo, del decreto-legge 31
dicembre 2007, n. 248, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
febbraio 2008, n. 31, le parole: «fino al 30 giugno 2009» sono
sostituite dalle seguenti: «fino al 30 settembre 2009».
11. All’articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 20 novembre
2008, n. 188, le parole «sei mesi» sono sostituite dalle seguenti:
«nove mesi».
12. All’articolo 354, comma 4, del codice delle assicurazioni
private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, come
da ultimo modificato dall’articolo 16, comma 1, del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 2009, n. 14, le parole: «e comunque non oltre diciotto mesi
dopo il termine previsto dal comma 2, dell’articolo 355» sono
sostituite dalle seguenti: «e comunque non oltre ventiquattro mesi
dopo il termine previsto dal comma 2 dell’articolo 355».
13. All’articolo 9, comma 8, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n.
7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40,
le parole: «dal sessantesimo giorno successivo dalla data di entrata
in vigore del decreto di cui al comma 7, primo periodo» sono
sostituite dalle seguenti: «dal 1° ottobre 2009».
14. Per le popolazioni dei comuni interessati dagli eventi sismici,
che hanno colpito la regione Abruzzo a partire dal mese di aprile
2009, come identificati con il decreto del Commissario delegato 16
aprile 2009, n. 3, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 89 del 17
aprile 2009, i termini di cui agli articoli 191, comma 2, 192, comma
2, e 193, comma 2, del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30,
sono prorogati di sei mesi. La richiesta di cui all’articolo 191,
comma 2 e 192, comma 2, nonche’ l’istanza di cui all’articolo 193,
comma 2, del citato decreto legislativo n. 30 del 2005, deve essere
accompagnata unicamente dall’autocertificazione da cui risulti la
condizione di residente in uno dei comuni di cui al presente comma.
15. Al fine di agevolare la ripresa delle attivita’ nelle zone
colpite dal sisma del 6 aprile 2009, l’avvio delle procedure per il
rinnovo degli organi delle Camere di commercio, industria,
artigianato, agricoltura dell’Abruzzo, di cui al decreto ministeriale
24 luglio 1996, n. 501, e’ prorogato al 30 aprile 2010, con la
conseguente proroga del termine di scadenza degli organi delle Camere
di commercio stesse.
16. All’articolo 2, comma 447, della legge 24 dicembre 2007, n.
244, come da ultimo modificato dall’articolo 19, del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
febbraio 2009, n. 14, le parole: «decorsi diciotto mesi» sono
sostituite dalle seguenti: «decorsi ventiquattro mesi».
17. Il Consiglio della magistratura militare nell’attuale
composizione e’ prorogato fino al 13 novembre 2009, ai fini
dell’attuazione degli adempimenti correlati alle modifiche previste
dal comma 18.
18. All’articolo 1 della legge 30 dicembre 1988, n. 561, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) la lettera c), e’ sostituita dalla seguente: «c) due
componenti eletti dai magistrati militari; »;
2) la lettera d), e’ sostituita dalla seguente: «d) un componente
estraneo alla magistratura militare, che assume le funzioni di vice
presidente, scelto d’intesa tra i Presidenti delle due Camere fra
professori ordinari di universita’ in materie giuridiche e avvocati
con almeno quindici anni di esercizio professionale; il componente
estraneo alla magistratura militare non puo’ esercitare attivita’
professionale suscettibile di interferire con le funzioni della
magistratura militare ne’ puo’ esercitare attivita’ professionale
nell’interesse o per conto, ovvero contro l’amministrazione
militare.»;
b) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Ferma restando la dotazione organica di cui all’articolo 2,
comma 603, lettera c), primo periodo, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, e senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, i
magistrati militari componenti elettivi del Consiglio della
magistratura militare sono collocati fuori ruolo per la durata del
mandato ed il posto di organico e’ reso indisponibile per la medesima
durata.»;
c) il comma 2, e’ sostituito dal seguente:
«2. L’attivita’ e l’attuazione delle deliberazioni del Consiglio
della magistratura militare sono promosse dal presidente, sostituito,
in caso di impedimento, dal vice presidente.»;
d) al comma 4, le parole «almeno cinque componenti, di cui tre
elettivi.» sono sostituite dalle seguenti: «almeno tre componenti, di
cui uno elettivo.»;
e) al comma 6, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) le parole «dei componenti non magistrati» sono sostituite
dalle seguenti: «del componente non magistrato»;
2) le parole «tali componenti» sono sostituite dalle seguenti:
«tale componente»;
f) al comma 8, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «Con
decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro
della difesa, e’ rideterminata la dotazione organica dell’ufficio di
segreteria del Consiglio della magistratura militare, in riduzione
rispetto a quella attuale.».
19. E’ abrogato il comma 604 dell’articolo 2 della legge 24
dicembre 2007, n. 244. Le prime elezioni per il rinnovo del Consiglio
della magistratura militare, successive alla data di entrata in
vigore del presente decreto, sono indette con decreto del Presidente
del Consiglio della magistratura militare da adottarsi tra il
sessantesimo e il novantesimo giorno antecedente la data di scadenza
di cui al comma 17.
20. Il termine di cui all’articolo 4-bis, comma 18, del
decreto-legge 3 giugno 2008, n. 97, convertito, con modificazioni,
dalla legge 2 agosto 2008, n. 129, e’ prorogato, senza oneri per la
finanza pubblica, fino al completamento delle procedure occorrenti a
rendere effettivamente operativa l’Agenzia Nazionale per la
Valutazione dell’Universita’ e della Ricerca (ANVUR) e comunque non
oltre il 31 dicembre 2009.
21. All’articolo 5, comma 2-quater, del decreto-legge 30 dicembre
2008, n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
2009, n. 13, le parole: «30 giugno 2009», sono sostituite dalle
seguenti: «31 dicembre 2009».

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 24.

Proroga missioni di pace

1. Per iniziative di cooperazione in favore di Afghanistan, Iraq,
Libano, Pakistan, Sudan e Somalia volte ad assicurare il
miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e dei
rifugiati nei Paesi limitrofi, nonche’ il sostegno alla ricostruzione
civile, e’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita
con il decreto di cui al comma 76 ad integrazione degli stanziamenti
di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, come determinati nella
Tabella C – Ministero degli affari esteri – della legge 22 dicembre
2008, n. 203, nonche’ la spesa stabilita con il decreto di cui al
comma 76 per gli interventi previsti dalla legge 7 marzo 2001, n. 58.
Nell’ambito del predetto stanziamento il Ministro degli affari
esteri, con proprio decreto, puo’ destinare risorse, fino ad un
massimo del 15%, per iniziative di cooperazione in altre aree di
crisi, per le quali emergano urgenti necessita’ di intervento, nel
periodo di vigenza del presente decreto.
2. Per le finalita’ e nei limiti temporali di cui al presente
articolo, il Ministero degli affari esteri e’ autorizzato, nei casi
di necessita’ e urgenza, a ricorrere ad acquisti e lavori da eseguire
in economia, anche in deroga alle disposizioni di contabilita’
generale dello Stato.
3. Al personale di cui all’articolo 16 della legge n. 49 del 1987,
inviato in breve missione per le attivita’ e le iniziative di cui al
presente articolo, e’ corrisposta l’indennita’ di missione di cui al
regio decreto 3 giugno 1926, n. 941, nella misura intera incrementata
del trenta per cento, calcolata sulla diaria prevista con riferimento
ad Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Oman.
4. Per quanto non diversamente previsto, alle attivita’ e alle
iniziative di cui al presente articolo si applicano l’articolo 57,
commi 6 e 7, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonche’
l’articolo 3, commi 1 e 5, e l’articolo 4, comma 2, del decreto-legge
10 luglio 2003, n. 165, convertito, con modificazioni, dalla legge 1°
agosto 2003, n. 219.
5. Nei limiti delle risorse di cui al comma 1, nonche’ dei residui
degli stanziamenti di cui all’articolo 1, comma 1, e all’articolo 2,
comma 3, del decreto-legge 31 gennaio 2008, n. 8, convertito, con
modificazioni, dalla legge 13 marzo 2008, n. 45, e all’articolo 01,
comma 1, decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12, sono convalidati
gli atti adottati, le attivita’ svolte e le prestazioni effettuate
dal 1° gennaio 2009 fino alla data di entrata in vigore del presente
decreto, conformi alla disciplina contenuta nel presente articolo,
con particolare riferimento alle disposizioni dei commi da 1 a 23.
Sono altresi’ convalidati gli incarichi conferiti e i contratti
stipulati in base all’articolo 01, comma 3, del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
febbraio 2009, n. 12, e all’articolo 1, comma 3, e all’articolo 2,
comma 3, del decreto-legge n. 8 del 2008, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 45 del 2008, conformi alla disciplina
contenuta nel presente articolo.
6. L’articolo 01, comma 1, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, della legge n. 12 del 2009, si
interpreta nel senso che le somme ivi previste, non impegnate entro
il 30 giugno 2009, possono essere impegnate nel corso dell’intero
esercizio finanziario 2009 e di quello successivo. L’articolo 1,
comma 1, e l’articolo 2, comma 3, del decreto-legge n. 8 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 45 del 2008, si
interpretano nel senso che le somme ivi previste, non impegnate entro
il 31 dicembre 2008, possono essere impegnate nel corso dell’intero
esercizio 2009.
7. Ai residui non impegnati dei fondi assegnati dall’articolo 1,
comma 1, e dall’articolo 2, comma 3, del decreto-legge n. 8 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 45 del 2008, e
dall’articolo 01, comma 1, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009, si
applicano i commi 5 e 6 del presente articolo.
8. Le somme di cui al presente articolo, non impegnate
nell’esercizio di competenza, possono essere impegnate nell’esercizio
successivo.
9. Alle spese previste dal presente articolo non si applica
l’articolo 60, comma 15, del decreto-legge n. 112 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008.
10. Al fine di sopperire a esigenze di prima necessita’ della
popolazione locale, compreso il ripristino dei servizi essenziali, i
comandanti dei contingenti militari che partecipano alle missioni
internazionali, previa autorizzazione del Capo di stato maggiore
della difesa e secondo modalita’ stabilite con decreto del Ministro
della difesa, possono disporre interventi urgenti o acquisti e lavori
da eseguire in economia, anche in deroga alle disposizioni di
contabilita’ generale dello Stato, utilizzando le risorse messe a tal
fine a disposizione da amministrazioni dello Stato, enti e organismi
pubblici sulla base di specifici accordi, stipulati ai sensi
dell’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni, e secondo le procedure di spesa e contabili di cui
all’articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile
1994, n. 367, e all’articolo 48 del decreto del Presidente della
Repubblica 21 febbraio 2006, n. 167.
11. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per l’erogazione del contributo
italiano al Tribunale Speciale delle Nazioni Unite per il Libano.
12. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per la partecipazione italiana ai Fondi
fiduciari della NATO destinati all’assistenza alle autorita’ locali
per la riforma del settore sicurezza in Kosovo e al reinserimento
nella vita civile dei militari in esubero in Bosnia Erzegovina.
13. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per assicurare la partecipazione
dell’Italia alle operazioni civili di mantenimento della pace e di
diplomazia preventiva, nonche’ ai progetti di cooperazione
dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa
(OSCE).
14. E’ autorizzata, fino al 30 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per la prosecuzione degli interventi di
ricostruzione, operativi di emergenza e di sicurezza per la tutela
dei cittadini e degli interessi italiani nei territori bellici e ad
alto rischio. Al personale inviato in missione in Iraq per la
realizzazione delle attivita’ di cui al presente comma, e’
corrisposta l’indennita’ di missione di cui al regio decreto 3 giugno
1926, n. 941, nella misura intera incrementata del 30 per cento,
calcolata sulla diaria prevista con riferimento ad Arabia Saudita,
Emirati Arabi Uniti e Oman.
15. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per l’invio in missione di personale
non diplomatico presso le Ambasciate Italiane in Baghdad e Kabul. Il
relativo trattamento economico e’ determinato secondo i criteri di
cui all’articolo 204 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18, e successive modificazioni.
16. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per la partecipazione di funzionari
diplomatici alle operazioni internazionali di gestione delle crisi,
comprese le missioni PESD e gli Uffici dei Rappresentanti Speciali
UE. Ai predetti funzionari e’ corrisposta un’indennita’, detratta
quella eventualmente concessa dall’Organizzazione internazionale di
riferimento e senza assegno di rappresentanza, pari all’80% di quella
determinata ai sensi dell’articolo 171 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 18 del 1967, e successive modificazioni. Per
incarichi presso contingente italiano in missioni internazionali,
l’indennita’ non puo’ comunque superare il trattamento attribuito per
la stessa missione all’organo di vertice del predetto contingente.
17. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per la partecipazione di funzionari
diplomatici alle operazioni internazionali di gestione delle crisi,
comprese le missioni PESD e gli Uffici dei Rappresentanti Speciali
UE.
18. Per la realizzazione degli interventi e delle iniziative a
sostegno dei processi di pace e di rafforzamento della sicurezza in
Africa sub sahariana e’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la
spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76 per la Somalia, per
il Sudan e per la Repubblica Democratica del Congo, ad integrazione
degli stanziamenti gia’ assegnati per l’anno 2009 per l’attuazione
della legge 6 febbraio 1992, n. 180.
19. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per la copertura degli oneri derivanti
dalla partecipazione italiana al meccanismo europeo Athena.
20. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la spesa stabilita con
il decreto di cui al comma 76 per l’invio in missione di un
funzionario diplomatico con l’incarico di assistere la presenza
italiana in Kurdistan. Al predetto funzionario e’ corrisposta
un’indennita’ pari all’80% di quella determinata ai sensi
dell’articolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18
del 1967, e successive modificazioni, ed il rimborso forfettario
degli oneri derivanti dalle attivita’ in Kurdistan, commisurato alla
diaria per i viaggi di servizio all’interno dell’Iraq. Per
l’espletamento delle sue attivita’, il predetto funzionario puo’
avvalersi del supporto di due unita’ da reperire in loco, con
contratto a tempo determinato, di durata comunque inferiore alla
scadenza del presente decreto.
21. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76,
per la proroga della partecipazione di personale militare impiegato
in Iraq in attivita’ di consulenza, formazione e addestramento delle
Forze armate e di polizia irachene, e per la realizzazione di
attivita’ di cooperazione militare nel settore navale.
22. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la partecipazione di personale militare all’addestramento delle
Forze armate serbe per l’utilizzazione delle apparecchiature per lo
sminamento e del materiale di protezione individuale di cui
all’articolo 3, comma 14, del decreto-legge 31 gennaio 2008, n. 8,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 marzo 2008, n. 45.
23. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la prosecuzione dell’attivita’ formativa in Italia relativa al
corso in materia penitenziaria per magistrati e funzionari iracheni,
a cura del Ministero della giustizia, nell’ambito della missione
integrata dell’Unione europea denominata EUJUST LEX, di cui
all’articolo 2, comma 9, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12.
Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono stabilite la misura delle
indennita’ orarie e dei rimborsi forfettari delle spese di viaggio
per i docenti e gli interpreti, la misura delle indennita’
giornaliere e delle spese di vitto per i partecipanti ai corsi e la
misura delle spese per i sussidi didattici. I programmi del corso di
formazione si conformano al diritto umanitario internazionale e ai
piu’ recenti sviluppi del diritto penale internazionale, nonche’ alle
regole di procedura e prova contenute negli statuti dei tribunali
penali ad hoc, delle corti speciali internazionali e della Corte
penale internazionale.
24. E’ autorizzata, fino al 31 ottobre 2009, la partecipazione
dell’Italia ad una missione di stabilizzazione economica, sociale e
umanitaria in Pakistan e in Afghanistan, al fine di fornire sostegno
al Governo pakistano e al Governo afghano nello svolgimento delle
attivita’ prioritarie nell’ambito del processo di sviluppo e
consolidamento delle istituzioni locali e nell’assistenza alla
popolazione.
25. Nell’ambito degli obiettivi e delle finalita’ individuate nel
corso dei colloqui internazionali e in particolare nella Conferenza
dei donatori dell’area, le attivita’ operative della missione sono
finalizzate alla realizzazione di iniziative concordate con il
Governo pakistano e destinate, tra l’altro:
a) al sostegno al settore sanitario;
b) al sostegno istituzionale e tecnico;
c) al sostegno della piccola e media impresa, con particolare
riguardo all’area di frontiera tra il Pakistan e l’Afghanistan;
d) al sostegno dei mezzi di comunicazione locali.
26. Per l’organizzazione della missione di cui ai commi da 24 a 31
e’ autorizzata la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76.
Per il finanziamento degli interventi sono utilizzati gli ordinari
stanziamenti di bilancio, nonche’ le risorse di cui ai commi da 1 a
10.
27. L’organizzazione delle attivita’ di coordinamento degli
interventi di cui ai commi da 24 a 31 e’ definita con uno o piu’
decreti di natura non regolamentare del Ministro degli affari esteri,
con il quale sono stabilite:
a) le modalita’ di organizzazione e svolgimento della missione e
di raccordo con le autorita’ e le strutture amministrative locali e
di governo;
b) l’istituzione e la composizione, presso il Ministero degli
affari esteri, di una apposita struttura (“Task Force”),
con il compito di individuare, gestire e coordinare gli interventi di
cui al comma 25;
c) l’istituzione di un comitato di controllo degli interventi.
28. Agli interventi di cui ai commi da 24 a 31 si applicano:
a) i commi 2, 3, 4, 6, 7 e 8 del presente articolo;
b) le disposizioni di cui alla legge 26 febbraio 1987, n. 49, ed
al decreto-legge 1° luglio 1996, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 426, in quanto
compatibili;
c) le disposizioni di cui alla legge 6 febbraio 1992, n. 180,
anche con riguardo all’invio in missione del personale,
all’affidamento degli incarichi e alla stipula dei contratti di cui
all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 10 luglio 2003, n. 165,
convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2003, n. 219,
nonche’ all’acquisizione delle dotazioni materiali e strumentali di
cui al medesimo articolo.
29. Per gli interventi di ripristino, riabilitazione e risanamento
di opere distrutte o danneggiate, di importo inferiore a 5 milioni di
euro, il Ministero degli affari esteri puo’ procedere ai sensi
dell’articolo 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e
successive modificazioni. Per le procedure in materia di appalti
pubblici di servizi si applicano le disposizioni di cui alla parte
II, titolo I, capi II e III, del citato decreto legislativo n. 163
del 2006.
30. Le disposizioni di cui ai commi 28 e 29 si applicano in deroga
a quanto previsto dalla disciplina in materia di spese in economia.
31. Il Ministero degli affari esteri identifica le misure volte ad
agevolare l’intervento di organizzazioni non governative che
intendano operare in Pakistan e in Afghanistan per fini umanitari.
32. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa di euro stabilita con il decreto di cui al
comma 76 per la proroga della partecipazione di personale militare
alle missioni in Afghanistan, denominate International Security
Assistance Force (ISAF) ed EUPOL AFGHANISTAN, di cui all’articolo 3,
comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 209, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2009, n. 12.
33. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione del contingente militare italiano
alla missione delle Nazioni Unite in Libano, denominata United
Nations Interim Force in Lebanon (UNIFIL), compreso l’impiego di
unita’ navali nella UNIFIL Maritime Task Force, di cui all’articolo
3, comma 2, del decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
34. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione nel Mediterraneo denominata Active Endeavour, di cui
all’articolo 3, comma 3, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
35. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alle
missioni nei Balcani, di cui all’articolo 3, comma 4, del
decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 12 del 2009, di seguito elencate:
a) Multinational Specialized Unit (MSU), Criminal Intelligence
Unit (CIU), European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX
Kosovo), Security Force Training Plan in Kosovo;
b) Joint Enterprise.
36. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione dell’Unione europea in Bosnia-Erzegovina, denominata ALTHEA,
nel cui ambito opera la missione denominata Integrated Police Unit
(IPU), di cui all’articolo 3, comma 5, del decreto-legge n. 209 del
2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
37. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione denominata Temporary International Presence in Hebron (TIPH
2), di cui all’articolo 3, comma 6, del decreto-legge n. 209 del
2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
38. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione dell’Unione europea di assistenza alle frontiere per il
valico di Rafah, denominata European Union Border Assistance Mission
in Rafah (EUBAM Rafah), di cui all’articolo 3, comma 7, del
decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 12 del 2009.
39. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione delle Nazioni Unite e dell’Unione Africana in Sudan,
denominata United Nations/African Union Mission in Darfur (UNAMID).
Il termine di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto-legge n. 209
del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009,
e’ prorogato fino al 31 ottobre 2009.
40. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione dell’Unione europea nella Repubblica democratica del Congo
denominata EUPOL RD CONGO, di cui all’articolo 3, comma 10, del
decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 12 del 2009.
41. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione delle Nazioni Unite denominata United Nations Peacekeeping
Force in Cipro (UNFICYP), di cui all’articolo 3, comma 11, del
decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 12 del 2009.
42. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la prosecuzione delle attivita’ di assistenza alle Forze armate
albanesi, di cui all’articolo 3, comma 12, del decreto-legge n. 209
del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
43. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare alla
missione di vigilanza dell’Unione europea in Georgia, denominata EUMM
Georgia, di cui all’articolo 3, comma 13, del decreto-legge n. 209
del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
44. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale militare
all’operazione militare dell’Unione europea denominata Atalanta, di
cui all’articolo 3, comma 14, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009, e per la
partecipazione all’operazione della NATO per il contrasto della
pirateria.
45. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per l’impiego di personale militare negli Emirati Arabi Uniti, in
Bahrein e a Tampa per esigenze connesse con le missioni in
Afghanistan e in Iraq.
46. Il Ministero della difesa e’ autorizzato a cedere, a titolo
gratuito, materiali per l’allestimento di un campo tende alle Forze
armate afgane, dispositivi per lo sminamento e per la rilevazione di
esplosivi e sostanze stupefacenti alle Forze armate libanesi. Per le
cessioni di cui al presente articolo e’ autorizzata, per l’anno 2009,
la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76.
47. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la prosecuzione dei programmi di cooperazione delle Forze di
polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica, di cui
all’articolo 3, comma 20, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
48. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di
Stato alla missione denominata European Union Rule of Law Mission in
Kosovo (EULEX Kosovo) e per la proroga della partecipazione di
personale della Polizia di Stato alla missione denominata United
Nations Mission in Kosovo (UNMIK), di cui all’articolo 3, comma 21,
del decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 12 del 2009.
49. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di
Stato alla missione dell’Unione europea di assistenza per la gestione
delle frontiere e i controlli doganali in Moldova e Ucraina, di cui
all’articolo 3, comma 22, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
50. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale della Polizia di
Stato alla missione in Palestina, denominata European Union Police
Mission for the Palestinian Territories (EUPOL COPPS), di cui
all’articolo 3, comma 23, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
51. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale dell’Arma dei
carabinieri e della Polizia di Stato alla missione in
Bosnia-Erzegovina, denominata European Union Police Mission (EUPM),
di cui all’articolo 3, comma 24, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
52. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della
Guardia di finanza alla missione in Libia, di cui all’articolo 3,
comma 25, del decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009 e per garantire la
manutenzione ordinaria e l’efficienza delle unita’ navali cedute dal
Governo italiano al Governo libico, in esecuzione degli accordi di
cooperazione sottoscritti tra la Repubblica italiana e la Gran
Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista per fronteggiare il
fenomeno dell’immigrazione clandestina e della tratta degli esseri
umani.
53. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della
Guardia di finanza alle missioni in Afghanistan, denominate
International Security Assistance Force (ISAF) ed EUPOL Afghanistan,
di cui all’articolo 3, comma 26, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
54. E’ autorizzata, a decorrere 1° luglio 2009 e fino al 31 ottobre
2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76 per la
proroga della partecipazione di personale del Corpo della Guardia di
finanza alla missione denominata European Union Rule of Law Mission
in Kosovo (EULEX Kosovo), di cui all’articolo 3, comma 27, del
decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 12 del 2009.
55. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della
Guardia di finanza alla missione dell’Unione europea di assistenza
alle frontiere per il valico di Rafah, denominata European Union
Border Assistance Mission in Rafah (EUBAM Rafah), di cui all’articolo
3, comma 28, del decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
56. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale del Corpo della
Guardia di finanza alle unita’ di coordinamento interforze denominate
Joint Multimodal Operational Units (JMOUs) costituite in Afghanistan
e negli Emirati Arabi Uniti, di cui all’articolo 3, comma 30, del
decreto-legge n. 209 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 12 del 2009.
57. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di sei magistrati collocati fuori
ruolo, personale della Polizia penitenziaria e personale
amministrativo del Ministero della giustizia alla missione denominata
European Union Rule of Law Mission in Kosovo (EULEX Kosovo), di cui
all’articolo 3, comma 31, del decreto-legge n. 209 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 12 del 2009.
58. E’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio 2009 e fino al 31
ottobre 2009, la spesa stabilita con il decreto di cui al comma 76
per la proroga della partecipazione di personale appartenente alla
Croce Rossa Italiana ausiliario delle Forze armate alla missione ISAF
in Afghanistan e per la proroga della partecipazione di personale
appartenente al corpo militare dell’Associazione dei cavalieri
italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta alla missione Joint
Enterprise nei Balcani.
59. Con decorrenza dalla data di entrata nel territorio, nelle
acque territoriali e nello spazio aereo dei Paesi interessati e fino
alla data di uscita dagli stessi per il rientro nel territorio
nazionale per fine missione, al personale che partecipa alle missioni
internazionali di cui al presente articolo e’ corrisposta al netto
delle ritenute per tutta la durata del periodo, in aggiunta allo
stipendio o alla paga e agli altri assegni a carattere fisso e
continuativo, l’indennita’ di missione di cui al regio decreto 3
giugno 1926, n. 941, nelle misure di seguito indicate, detraendo
eventuali indennita’ e contributi corrisposti allo stesso titolo agli
interessati direttamente dagli organismi internazionali:
a) misura del 98 per cento al personale che partecipa alle
missioni MSU, EULEX Kosovo, Security Force Training Plan, Joint
Enterprise, ALTHEA, UNMIK, TIPH 2, EUBAM Rafah;
b) misura del 98 per cento, calcolata sulla diaria prevista con
riferimento ad Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Oman, al
personale che partecipa alle missioni ISAF ed EUPOL AFGHANISTAN,
UNIFIL, compreso il personale facente parte della struttura attivata
presso le Nazioni Unite, nonche’ al personale impiegato negli Emirati
Arabi Uniti e in Iraq, al personale impiegato nelle unita’ di
coordinamento JMOUs, al personale dell’Arma dei carabinieri in
servizio di sicurezza presso le sedi diplomatiche di Kabul e di
Herat;
c) misura intera al personale che partecipa alla missione EUPOL
COPPS in Palestina e alla missione dell’Unione europea in Moldova e
Ucraina;
d) misura intera incrementata del 30 per cento, se non usufruisce,
a qualsiasi titolo, di vitto e alloggio gratuiti, al personale che
partecipa alle missioni CIU, UNAMID, EUPOL RD CONGO, UNFICYP,
Atalanta in Gran Bretagna, EUPM, nonche’ al personale impiegato
presso il Military Liason Office della missione Joint Enterprise e il
NATO HQ Tirana;
e) misura intera incrementata del 30 per cento, calcolata sulla
diaria prevista con riferimento ad Arabia Saudita, Emirati Arabi
Uniti e Oman, se non usufruisce, a qualsiasi titolo, di vitto e
alloggio gratuiti, al personale impiegato in Iraq, in Bahrein e a
Tampa;
f) misura del 98 per cento ovvero intera incrementata del 30 per
cento se non usufruisce, a qualsiasi titolo, di vitto e alloggio
gratuiti, calcolata sulla diaria prevista con riferimento alla
Turchia, al personale che partecipa alla missione EUMM Georgia.
60. All’indennita’ di cui al comma 59 e al trattamento economico
corrisposto al personale che partecipa alle attivita’ di assistenza
alle Forze armate albanesi di cui al comma 42, non si applica
l’articolo 28, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.
61. Al personale che partecipa ai programmi di cooperazione delle
Forze di polizia italiane in Albania e nei Paesi dell’area balcanica
e alla missione in Libia si applica il trattamento economico previsto
dalla legge 8 luglio 1961, n. 642, e l’indennita’ speciale, di cui
all’articolo 3 della medesima legge, nella misura del 50 per cento
dell’assegno di lungo servizio all’estero. Non si applica l’articolo
28, comma 1, del decreto-legge n. 223 del 2006, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 248 del 2006.
62. Per il periodo dal 1° luglio 2009 al 31 ottobre 2009, ai
militari inquadrati nei contingenti impiegati nelle missioni
internazionali di cui al presente articolo, in sostituzione
dell’indennita’ di impiego operativo ovvero dell’indennita’
pensionabile percepita, e’ corrisposta, se piu’ favorevole,
l’indennita’ di impiego operativo nella misura uniforme pari al 185%
dell’indennita’ di impiego operativo di base di cui all’articolo 2,
primo comma, della legge 23 marzo 1983, n. 78, e successive
modificazioni, se militari in servizio permanente o volontari in
ferma breve trattenuti in servizio e a euro 70, se volontari in ferma
prefissata. Si applicano l’articolo 19, primo comma, del testo unico
delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e
militari dello Stato di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e l’articolo 51, comma 6, del
testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni.
63. Il personale militare impiegato dall’ONU nelle missioni
internazionali con contratto individuale conserva il trattamento
economico fisso e continuativo e percepisce l’indennita’ di missione
prevista dalle disposizioni vigenti, con spese di vitto e alloggio a
carico dell’Amministrazione. Eventuali retribuzioni o altri compensi
corrisposti direttamente dall’ONU allo stesso titolo, con esclusione
di indennita’ e rimborsi per servizi fuori sede, sono versati
all’Amministrazione al netto delle ritenute, fino a concorrenza
dell’importo corrispondente alla somma del trattamento economico
fisso e continuativo e dell’indennita’ di missione percepiti, al
netto delle ritenute, e delle spese di vitto e alloggio.
64. I periodi di comando, di attribuzioni specifiche, di servizio e
di imbarco svolti dagli ufficiali delle Forze armate, compresa l’Arma
dei carabinieri, presso i comandi, le unita’, i reparti e gli enti
costituiti per lo svolgimento delle missioni internazionali e per le
attivita’ di concorso con le Forze di polizia sono validi ai fini
dell’assolvimento degli obblighi previsti dalle tabelle 1, 2 e 3
allegate ai decreti legislativi 30 dicembre 1997, n. 490, e 5 ottobre
2000, n. 298, e successive modificazioni.
65. Per esigenze connesse con le missioni internazionali, in deroga
a quanto previsto dall’articolo 64 della legge 10 aprile 1954, n.
113, possono essere richiamati in servizio a domanda, secondo le
modalita’ di cui all’articolo 25 del decreto legislativo 8 maggio
2001, n. 215, e successive modificazioni, gli ufficiali appartenenti
alla riserva di complemento, nei limiti del contingente annuale
stabilito dalla legge di bilancio per gli ufficiali delle forze di
completamento.
66. Nei limiti delle risorse finanziarie disponibili e nel rispetto
delle consistenze annuali previste dalle disposizioni vigenti, per
esigenze connesse con le missioni internazionali, il periodo di ferma
dei volontari in ferma prefissata di un anno puo’ essere prolungato,
previo consenso degli interessati, per un massimo di sei mesi.
67. Al personale che partecipa alle missioni internazionali si
applicano gli articoli 2, commi 2 e 3, 3, 4, 5, 7 e 13 del
decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 15.
68. Il personale in possesso del diploma di infermiera volontaria
della Croce rossa italiana, di cui all’articolo 31 del regio decreto
12 maggio 1942, n. 918 e successive modificazioni, equivalente
all’attestato di qualifica di operatore socio-sanitario
specializzato, esclusivamente nell’ambito dei servizi resi,
nell’assolvimento dei compiti propri, per le Forze armate e la Croce
rossa italiana, e’ abilitato a prestare servizio di emergenza e
assistenza sanitaria con le funzioni e attivita’ proprie della
professione infermieristica.
69. Alle missioni internazionali di cui al presente articolo si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 5 del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 209, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
febbraio 2009, n. 12, e successive modificazioni.
70. Per esigenze connesse con le missioni internazionali, in
presenza di situazioni di necessita’ e urgenza, gli Stati maggiori di
Forza armata, e per essi i competenti ispettorati, ovvero il Comando
generale dell’Arma dei carabinieri o il Comando generale del Corpo
della guardia di finanza, anche in deroga alle vigenti disposizioni
di contabilita’ generale dello Stato, possono :
a) accertata l’impossibilita’ di provvedere attraverso contratti
accentrati gia’ eseguibili, disporre l’attivazione delle procedure
d’urgenza previste dalla vigente normativa per l’acquisizione di
forniture e servizi;
b) acquisire in economia lavori, servizi e forniture, per la
revisione generale di mezzi da combattimento e da trasporto,
l’esecuzione di opere infrastrutturali aggiuntive e integrative,
l’acquisizione di apparati di comunicazione, apparati per la difesa
nucleare, biologica e chimica, materiali d’armamento, equipaggiamenti
individuali, materiali informatici, entro il limite complessivo di 50
milioni di euro annui, a valere sulle risorse finanziarie stanziate
per le missioni internazionali.
71. Nell’ambito delle risorse finanziarie di cui al comma 76, le
spese per i compensi per lavoro straordinario reso nell’ambito di
attivita’ operative o addestrative propedeutiche all’impiego del
personale nelle missioni internazionali sono effettuate in deroga al
limite di cui all’articolo 3, comma 82, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244.
72. Le armi, le munizioni, gli esplosivi e gli altri materiali di
interesse militare sequestrati e acquisiti dallo Stato a seguito di
provvedimento definitivo di confisca dell’autorita’ giudiziaria
possono essere assegnati al Ministero della difesa per finalita’
istituzionali, con decreto del Ministro della giustizia, di concerto
con i Ministri della difesa e dell’economia e delle finanze. Si
provvede con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze nel caso in cui la confisca e’
stata disposta dall’autorita’ giudiziaria militare. Le disposizioni
di cui al presente comma si applicano anche alle armi, alle
munizioni, agli esplosivi e agli altri materiali d’interesse militare
per i quali, anteriormente alla data di entrata in vigore del
presente decreto, e’ stata disposta ma non ancora eseguita la
distruzione.
73. Alla legge 3 agosto 2007, n. 124, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) all’articolo 4, comma 3, la lettera l) e’ sostituita dalla
seguente:
«l) assicura l’attuazione delle disposizioni impartite dal
Presidente del Consiglio dei Ministri con apposito regolamento
adottato ai sensi dell’articolo 1, comma 2, ai fini della tutela
amministrativa del segreto di Stato e delle classifiche di
segretezza, vigilando altresi’ sulla loro corretta applicazione; »;
b) all’articolo 9:
1) al comma 2, lettera b), la parola «misure» e’ sostituita dalle
seguenti: «disposizioni esplicative»;
2) al comma 3:
2.1) al primo periodo, le parole «altre classifiche di
segretezza» sono sostituite dalle seguenti: «classifiche segreto e
riservatissimo»;
2.2) al secondo periodo, le parole «classifiche di segretezza»
sono sostituite dalle seguenti: «tre classifiche di segretezza
citate»;
c) all’articolo 42:
1) al comma 1, le parole «e siano a cio’ abilitati» sono
soppresse;
2) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:
«1-bis. Per la trattazione di informazioni classificate
segretissimo, segreto e riservatissimo e’ necessario altresi’ il
possesso del nulla osta di sicurezza (NOS).».
74. Al fine di assicurare la prosecuzione del concorso delle Forze
armate nel controllo del territorio, a decorrere dal 4 agosto 2009 il
piano di impiego di cui all’articolo 7-bis, comma 1, ultimo periodo,
del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, puo’ essere
prorogato per due ulteriori semestri per un contingente di militari
incrementato con ulteriori 1.250 unita’, interamente destinate a
servizi di perlustrazione e pattuglia in concorso e congiuntamente
alle Forze di polizia. Il personale e’ posto a disposizione dei
prefetti delle province per l’impiego nei comuni ove si rende
maggiormente necessario. Ai fini dell’impiego del personale delle
Forze armate nei servizi di cui al presente comma, si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 7-bis commi 1, 2 e 3 del
decreto-legge n. 92 del 2008. A tal fine e’ autorizzata la spesa di
27,7 milioni di euro per l’anno 2009 e di 39,5 milioni di euro per
l’anno 2010.
75. Al personale delle Forze di polizia impiegato per il periodo di
cui al comma 74 nei servizi di perlustrazione e pattuglia di cui
all’articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, e’
attribuita un’indennita’ di importo analogo a quella onnicomprensiva,
di cui al comma 74 del presente articolo, corrisposta al personale
delle Forze armate. Quando non e’ prevista la corresponsione
dell’indennita’ di ordine pubblico, l’indennita’ di cui al periodo
precedente e’ attribuita anche al personale delle Forze di polizia
impiegato nei servizi di vigilanza a siti e obiettivi sensibili
svolti congiuntamente al personale delle Forze armate, ovvero in
forma dinamica dedicati a piu’ obiettivi vigilati dal medesimo
personale. Agli oneri derivanti dall’attuazione del presente comma,
pari a 2,3 milioni di euro per l’anno 2009 e a 3,3 milioni di euro
per l’anno 2010, si provvede, per l’anno 2009, mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 61, comma 18, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e,
per l’anno 2010, mediante corrispondente riduzione
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 3, comma 151, della
legge 24 dicembre 2003, n. 350.
76. Per le finalita’ di cui al presente articolo, con esclusione di
quelle di cui ai commi 74 e 75, per l’anno 2009, e’ autorizzata la
spesa complessiva di 510 milioni di euro. Con decreto del Ministro
della difesa, di concerto con il Ministro degli affari esteri e del
Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro dieci giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto e da comunicare
alle competenti commissioni parlamentari, si provvede a ripartire il
predetto importo tra le singole voci di spesa indicate nelle
disposizioni del presente articolo.

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 25.

Spese indifferibili

1. Al fine di adempiere agli impegni dello Stato italiano derivanti
dalla partecipazione a banche e fondi internazionali e’ autorizzata
la spesa di 284 milioni di euro per l’anno 2009, in soli termini di
competenza.
2. La ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto
della sospensione disposta dall’articolo 1 dell’ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3780 del 6 giugno 2009,
avviene, senza l’applicazione di sanzioni ed interessi, mediante 24
rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2010.
Gli adempimenti tributari, diversi dai versamenti, non eseguiti per
effetto della predetta sospensione sono effettuati entro il mese di
marzo 2010. Le modalita’ per l’effettuazione dei versamenti e degli
adempimenti non eseguiti per effetto della citata sospensione sono
stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
3. La riscossione dei contributi previdenziali ed assistenziali e
dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le
malattie professionali non versati per effetto della sospensione di
cui all’articolo 2, comma 1, dell’ordinanza del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 3754 del 9 aprile 2009 avviene, senza
applicazione di oneri accessori, mediante 24 rate mensili di pari
importo a decorrere dal mese di gennaio 2010.
4. Il fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente di cui all’articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e’ incrementato di 55 milioni di
euro per l’anno 2009, 289 milioni di euro per l’anno 2010 e 84
milioni di euro per l’anno 2011.
5. All’articolo 14, comma 1-bis, del decreto-legge 28 aprile 2009,
n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n.
77, le parole: «23 milioni di euro per l’anno 2009, 190 milioni di
euro per l’anno 2010», sono sostituite dalle seguenti: «78 milioni di
euro per l’anno 2009, 479 milioni di euro per l’anno 2010, 84 milioni
di euro per l’anno 2011». Alla compensazione degli effetti finanziari
recati dal presente comma si provvede mediante corrispondente
utilizzo della ridotazione del fondo di cui al precedente comma 4.
6. All’articolo 1, comma 1, quarto periodo, della legge 18 giugno
2009, n. 69, dopo le parole: «con una dotazione», sono inserite le
seguenti «fino ad un massimo».

PARTE IIBILANCIO PUBBLICO

Art. 26.

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 1° luglio 2009

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del
Consiglio dei Ministri
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze
La Russa, Ministro della difesa
Maroni, Ministro dell’interno
Alfano, Ministro della giustizia

Visto, il Guardasigilli: Alfano

DECRETO-LEGGE 1 luglio 2009, n. 78 – Provvedimenti anticrisi, nonche’ proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali. (09G0091) (GU n. 150 del 1-7-2009

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