DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 novembre 2005, n.243 | Edilone.it

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 novembre 2005, n.243

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 novembre 2005, n.243 - Regolamento recante la disciplina ordinamentale del Consiglio superiore delle comunicazioni. (GU n. 278 del 29-11-2005)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 novembre 2005, n.243

Regolamento recante la disciplina ordinamentale del Consiglio
superiore delle comunicazioni.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Vista la legge 16 gennaio 2003, n. 3, ed in particolare l’articolo
41, comma 3;
Vista la legge 10 dicembre 1975, n. 693, recante la
ristrutturazione del Consiglio superiore tecnico delle poste, delle
telecomunicazioni e dell’automazione;
Visto il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
in data 1° aprile 1977, recante norme per il funzionamento del
Consiglio superiore tecnico delle poste, delle telecomunicazioni e
dell’automazione, cosi’ come modificato dal decreto del medesimo
Ministro in data 7 febbraio 1994;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l’articolo 29 della legge 25 ottobre 1989, n. 355;
Visto il decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 ottobre 1994,
n. 632, recante il riordinamento del Consiglio superiore tecnico
delle poste e delle telecomunicazioni;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni;
Visto il decreto-legge 12 giugno 2001, n. 217, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2001, n. 317;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 2003, n. 366;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259;
Vista la legge 3 maggio 2004, n. 112;
Visto il testo unico della radiotelevisione, di cui al decreto
legislativo 31 luglio 2005, n. 177;
Sentite le organizzazioni sindacali in data 8 giugno 2004;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nelle adunanze del 27 giugno 2005 e
del 16 settembre 2005;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 14 ottobre 2005;
Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze;

E m a n a
il seguente regolamento:

Art. 1.
Attribuzioni del Consiglio superiore delle comunicazioni
1. Il Consiglio superiore delle comunicazioni, di seguito
denominato: «Consiglio superiore», esercita funzioni consultive e di
proposta nei confronti del Ministro delle comunicazioni, di seguito
denominato: «Ministro», in tutte le materie di competenza del
Ministero delle comunicazioni, secondo quanto previsto dall’articolo
41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. Svolge, altresi’, i compiti
gia’ attribuiti al Forum per le comunicazioni dall’articolo 1, comma
24, della legge 31 luglio 1997, n. 249, soppresso con il citato
articolo 41 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.
2. Il Consiglio superiore deve essere sentito sui seguenti atti:
a) atti di pianificazione, di programmazione e in materia
tariffaria;
b) contratti di servizio e contratti di programma;
c) atti recanti norme, prescrizioni o capitolati di natura
tecnica;
d) accordi e convenzioni con Governi esteri, organi ed
organizzazioni nazionali, internazionali o sopranazionali,
comunitari;
e) accordi con regioni ed enti locali;
f) atti e accordi in materia di sicurezza delle reti, di crimini
informatici e di pirateria commessi con qualunque tecnologia della
comunicazione,’di multimedialita’ e di intermedialita’, di
convergenza multimediale, di nuove tecnologie della comunicazione,
anche nel sistema integrato delle comunicazioni.
3. Il parere del Consiglio superiore puo’ inoltre essere richiesto
su argomenti attinenti alle strategie di sviluppo del settore delle
tecnologie delle comunicazioni e dell’informazione.
4. Il Consiglio superiore esprime il proprio parere su ogni altro
argomento che gli venga sottoposto dal Ministro o, per il suo
tramite, da altre amministrazioni dello Stato, dalle regioni o da
altri enti pubblici, da Governi ed Autorita’ estere.
5. Il Consiglio superiore puo’ essere incaricato dal Ministro di
compiere indagini tecnico-economiche nelle materie di cui al comma 1
e puo’ procedervi di propria iniziativa in tutti i casi ne ravvisi
motivatamente l’utilita’, ai fini dell’efficacia della sua azione
consultiva, anche attraverso consultazioni con altri organismi; esso
ha facolta’, inoltre, di proporre agli organi competenti del
Ministero delle comunicazioni lo svolgimento di studi, indagini o
istruttorie che rivestano un interesse strategico, nelle materie di
cui ai commi 2, 3 e 4.
6. Il Consiglio superiore esercita, nei settori di competenza del
Ministero, compiti di proposta e di segnalazione, preordinati allo
sviluppo ed al miglioramento delle comunicazioni attraverso ogni
tecnologia.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i
regolamenti.
– Il testo dell’art. 41 della legge 16 gennaio 2003, n.
3 (Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica
amministrazione), pubblicata nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale 20 gennaio 2003, n. 15, e’ il seguente:
«Art. 41 (Tecnologie delle comunicazioni). – 1.
Nell’ambito dell’attivita’ del Ministero delle
comunicazioni nel campo dello sviluppo delle tecnologie
delle comunicazioni e dell’informazione, nonche’ della
sicurezza delle reti e della tutela delle comunicazioni,
l’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie
dell’informazione, organo tecnico-scientifico del Ministero
delle comunicazioni, continua a svolgere compiti di studio
e ricerca scientifica, anche mediante convenzioni con enti
ed istituti di ricerca specializzati nel settore delle
poste e delle comunicazioni, di predisposizione della
normativa tecnica, di certificazione e di omologazione di
apparecchiature e sistemi, di formazione del personale del
Ministero e di altre organizzazioni pubbliche e private
sulla base dell’art. 12, comma 1, lettera b), del
decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71. Presso
l’Istituto superiore delle comunicazioni e delle tecnologie
dell’informazione opera la Scuola superiore di
specializzazione in telecomunicazioni ai sensi del regio
decreto 19 agosto 1923, n. 2483, e successive
modificazioni.
2. Per un efficace ed efficiente svolgimento dei
compiti di cui al comma 1, all’Istituto superiore delle
comunicazioni e delle tecnologie dell’informazione e’
attribuita autonomia scientifica, organizzativa,
amministrativa e contabile nei limiti stabiliti dalla
legge. I finanziamenti che l’Istituto riceve per effettuare
attivita’ di ricerca sono versati all’entrata del bilancio
dello Stato per essere successivamente riassegnati, con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, allo
stato di previsione del Ministero delle comunicazioni –
centro di responsabilita’ amministrativa «Istituto
superiore delle comunicazioni e delle tecnologie
dell’informazione» e destinati all’espletamento delle
attivita’ di ricerca. L’Istituto e’ sottoposto al controllo
della Corte dei conti, ai sensi dell’art. 3, comma 4, della
legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni, e
al potere di indirizzo e vigilanza del Ministero delle
comunicazioni.
3. Dalla data di entrata in vigore della presente legge
il Consiglio superiore tecnico delle poste e delle
telecomunicazioni acquista la denominazione di Consiglio
superiore delle comunicazioni ed assume tra le proprie
attribuzioni quelle riconosciute in base all’art. 1, comma
24, della legge 31 luglio 1997, n. 249, al Forum permanente
per le comunicazioni, che e’ conseguentemente soppresso e
nella cui dotazione finanziaria il Consiglio succede.
Trascorsi trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, i componenti del Consiglio cessano
dalla carica. Il Consiglio superiore delle comunicazioni e’
organo consultivo del Ministero delle comunicazioni con
compiti di proposta nei settori di’ competenza del
Ministero. Con regolamento da emanare entro quattro mesi

[Continua nel file zip allegato]

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 9 novembre 2005, n.243

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