DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 2003, n.136: Regolamento concernente l'organizzazione, i compiti ed il funzionamento del Registro italiano dighe | Edilone.it

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 2003, n.136: Regolamento concernente l’organizzazione, i compiti ed il funzionamento del Registro italiano dighe

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 2003, n.136: Regolamento concernente l'organizzazione, i compiti ed il funzionamento del Registro italiano dighe - RID, a norma dell'articolo 91 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. (GU n. 137 del 16-6-2003)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 24 marzo 2003, n.136

Regolamento concernente l’organizzazione, i compiti ed il
funzionamento del Registro italiano dighe – RID, a norma
dell’articolo 91 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni ed
integrazioni, recante delega al Governo per il conferimento di
funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la rifoma della
pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa, ed
in particolare gli articoli 3 e 7;
Visto l’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.
400, introdotto dall’articolo 13 della citata legge n. 59 del 1997 e
successive modificazioni ed integrazioni;
Visto l’articolo 91 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
come modificato dall’articolo 10 del decreto legislativo 29 ottobre
1999, n. 443;
Visto l’articolo 10, comma 6, del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 303, recante norme sull’ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n.
177, recante regolamento di organizzazione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti;
Visto l’articolo 6 della legge 1° agosto 2002, n. 166;
Vista, altresi’, la normativa che disciplina le competenze del
soppresso Servizio tecnico nazionale;
Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183, recante norme per il
riassetto funzionale e organizzativo della difesa del suolo;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1959,
n. 1363;
Visto il regolamento per la riorganizzazione ed il potenziamento
dei Servizi tecnici nazionali, emanato con decreto del Presidente
della Repubblica 24 gennaio 1991, n. 85;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 aprile 1993, n.
106, recante norme modificative ed integrative al regolamento emanato
con decreto del Presidente della Repubblica 24 gennaio 1991, n. 85;
Visto il decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
Vista la legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni ed
integrazioni;
Vista la legge 29 ottobre 1984, n. 720;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419;
Viste le preliminari deliberazioni del Consiglio dei Ministri,
adottate nelle riunioni del 2 agosto 2002, del 31 ottobre 2002 e del
7 marzo 2003;
Vista l’intesa espressa dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano nella seduta del 24 ottobre 2002;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 25 novembre 2002;
Acquisito il parere delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative in data 16 gennaio 2003;
Acquisito il parere della Commissione parlamentare di cui
all’articolo 5 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Vista l’intesa definitiva espressa dalla Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano nella seduta del 13 marzo 2003;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 14 marzo 2003;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Istituzione del Registro italiano dighe
1. Il Registro italiano dighe – RID, di seguito denominato: «RID»,
istituito ai sensi dell’articolo 91, comma 1, del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112, e’ ente pubblico non economico, dotato di
autonomia organizzativa, amministrativa, finanziaria, patrimoniale e
contabile, con sede in Roma.
2. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti esercita la
vigilanza sull’ente di cui al comma 1.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione
conferisce al Presidente della Repubblica il potere di
promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di
legge e i regolamenti.
– Il testo degli articoli 3 e 7 della legge 15 marzo
1997, n. 59, recante: «Delega al Governo per il
conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti
locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per
la semplificazione amministrativa», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, S.O., e’ il seguente:
«Art. 3. – 1. Con i decreto legislativi di cui all’art.
1 sono:
a) individuati tassativamente le funzioni e i compiti
da mantenere in capo alle amministrazioni statali, ai sensi
e nei limiti di cui all’art. 1;
b) indicati, nell’ambito di ciascuna materia, le
funzioni e i compiti da conferire alle regioni anche ai
fini di cui all’art. 3 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e
osservando il principio di sussidiarieta’ di cui all’art.
4, comma 3, lettera a), della presente legge, o da
conferire agli enti locali territoriali o funzionali ai
sensi degli articoli 128 e 118, primo comma, della
Costituzione, nonche’ i criteri di conseguente e
contestuale attribuzione e ripartizione tra le regioni, e
tra queste e gli enti locali, dei beni e delle risorse
finanziarie, umane, strumentali e organizzative; il
conferimento avviene gradualmente ed entro il periodo
massimo di tre anni, assicurando l’effettivo esercizio
delle funzioni conferite;
c) individuati le procedure e gli strumenti di
raccordo, anche permanente, con eventuale modificazione o
nuova costituzione di forme di cooperazione strutturali e
funzionali, che consentano la collaborazione e l’azione
coordinata tra enti locali, tra regioni e tra i diversi
livelli di geverno e di amministrazione anche con evenutali
interventi sostitutivi nel caso di inadempienza delle
regioni e degli enti locali nell’esercizio delle funzioni
amministrative ad essi conferite, nonche’ la presenza e
l’intervento, anche unitario, di rappresentanti statali,
regionali e locali nelle diverse strutture, necessarie per
l’esercizio delle funzioni di raccordo, indirizzo,
coordinamento e controllo;
d) soppresse, trasformate o accorpate le strutture
centrali e periferiche interessate dal conferimento di
funzioni e compiti con le modalita’ e nei termini di cui
all’art. 7, comma 3, salvaguardando l’integrita’ di
ciascuna regione e l’accesso delle comunita’ locali alle
strutture sovraregionali;
e) individuate le modalita’ e le procedure per il
trasferimento del personale statale senza oneri aggiuntivi
per la finanza pubblica;
f) previste le modalita’ e le condizioni con le quali
l’amministrazione dello Stato puo’ avvalersi, per la cura
di interessi nazionali, di uffici regionali e locali,
d’intesa con gli enti interessati o con gli organismi
rappresentativi degli stessi;
g) individuate le modalita’ e le condizioni per il
conferimento a idonee strutture organizzative di funzioni e
compiti che non richiedano, per la loro natura, l’esercizio
esclusivo da parte delle regioni e degli enti locali;
h) previste le modalita’ e le condizioni per
l’accessibilita’ da parte del singolo cittadino
temporaneamente dimorante al di fuori della propria
residenza ai servizi di cui voglia o debba usufruire.
2. Speciale normativa e’ emanata con i decreti
legislativi di cui all’art. 1 per il comune di Campione
d’Italia, in considerazione della sua collocazione
territoriale separata e della conseguente peculiare realta’
istituzionale, socio-economica, doganale, fiscale e
finanziaria».
«Art. 7. – 1. Ai fini della attuazione dei decreti
legislativi di cui agli articoli 1, 3 e 4 e con le scadenze
temporali e modalita’ dagli stessi previste, alla puntuale
individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane,
strumentali e organizzative da trasferire, alla loro
ripartizione tra le regioni e tra regioni ed enti locali ed

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