DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 febbraio 2006, n.147 | Edilone.it

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 febbraio 2006, n.147

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 febbraio 2006, n.147 - Regolamento concernente modalita' per il controllo ed il recupero delle fughe di sostanze lesive della fascia di ozono stratosferico da apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d'aria e pompe di calore, di cui al regolamento (CE) n. 2037/2000. (GU n. 85 del 11-4-2006)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 15 febbraio 2006, n. 147
Regolamento concernente modalita’ per il controllo ed il recupero
delle fughe di sostanze lesive della fascia di ozono stratosferico da
apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d’aria e pompe
di calore, di cui al regolamento (CE) n. 2037/2000.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87 della Costituzione;
Visto il regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 giugno 2000, sulle sostanze che riducono lo strato
di ozono, ed in particolare gli articoli 16, commi 1 e 5, e 17, comma
1;
Vista la legge 28 dicembre 1993, n. 549, cosi’ come modificata
dalla legge 16 giugno 1997, n. 179;
Visto l’articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto
1988, n. 400;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio in data 3 ottobre 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 249 del 25 ottobre 2001, recante misure per il recupero,
riciclo, rigenerazione e distruzione degli halon;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio in data 20 settembre 2002, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 230 del 1° ottobre 2002, in attuazione dell’articolo 5
della legge 28 dicembre 1993, n. 549, recante misure a tutela
dell’ozono stratosferico;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 24 ottobre 2005;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 febbraio 2006;
Sulla proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio, di concerto con i Ministri per le politiche comunitarie e
delle attivita’ produttive;
E m a n a
il seguente regolamento:

Art. 1.
Finalita’ e campo di applicazione
1. Il presente regolamento disciplina le norme tecniche e le
modalita’ per la prevenzione, la riduzione e il recupero delle
emissioni delle sostanze controllate da taluni impianti e
apparecchiature che le contengono.
2. Il presente regolamento si applica agli impianti e
apparecchiature di condizionamento d’aria e pompe di calore che
contengono nel circuito frigorifero le sostanze controllate.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i
regolamenti.
– L’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.
400, recante: «Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri»,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre
1988 (supplemento ordinario), e’ il seguente:
«Art. 17 (Regolamenti). – 1. Con decreto del Presidente
della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei
Ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve
pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono
essere emanati regolamenti per disciplinare:
a) l’esecuzione delle leggi e dei decreti
legislativi, nonche’ dei regolamenti comunitari;
b) l’attuazione e l’integrazione delle leggi e dei
decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi
quelli relativi a materie riservate alla competenza
regionale;
c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di
leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si
tratti di materie comunque riservate alla legge;
d) l’organizzazione ed il funzionamento delle
amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate
dalla legge;
e)- ».

Art. 2.
Definizioni
1. Ai soli fini del presente regolamento si applicano le seguenti
definizioni:
a) «sostanze controllate», le sostanze lesive del-l’ozono
stratosferico di cui alle lettere b) e c);
b) «clorofluorocarburi», le sostanze elencate nel gruppo I e II
dell’allegato I del regolamento (CE) n. 2037/2000;
c) «idroclorofluorocarburi», le sostanze elencate nel gruppo VIII
dell’allegato I del regolamento (CE) n. 2037/2000;
d) «recupero», la raccolta e il magazzinaggio di sostanze
controllate provenienti, per esempio, da macchine, apparecchiature,
vasche di contenimento, effettuati nel corso delle operazioni di
manutenzione o prima dello smaltimento;
e) «riciclo», la riutilizzazione di sostanze lesive recuperate
previa effettuazione di un processo di pulitura di base quale la
filtrazione e l’essicazione. Per i refrigeranti, il riciclo prevede
normalmente la ricarica delle apparecchiature spesso effettuata in
loco;
f) «rigenerazione», il ritrattamento e la valorizzazione delle
sostanze controllate recuperate attraverso operazioni quali
filtrazione, essiccazione, distillazione e trattamento chimico, allo
scopo di riportare la sostanza a determinate caratteristiche di
funzionalita’;
g) «distruzione», trasformazione permanente o decomposizione di
tutta o una porzione significante di sostanza controllata mediante
tecnologie approvate dalle Parti del Protocollo di Montreal sulle
sostanze dannose per la fascia di ozono;
h) «manutenzione», le operazioni di riparazione, sostituzione del
fluido refrigerante, incluse le operazioni di recupero, riciclo e
ricarica, nonche’ il controllo periodico di apparecchiature ed
impianti di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore
contenenti le sostanze controllate;
i) «gestore», qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o
gestisce l’impianto o l’apparecchiatura contenente nel circuito
frigorifero sostanze controllate.

Nota all’art. 2:
– Per i riferimenti del regolamento (CE) n. 2037/2000,
si veda nelle note alle premesse.

Art. 3.
Attivita’ di recupero e di riciclo
1. Le operazioni di recupero e di riciclo delle sostanze
controllate contenute nel circuito frigorifero di impianti e
apparecchiature di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di
calore sono effettuate con dispositivi conformi alle caratteristiche
e nel rispetto delle norme tecniche stabilite dalla norma ISO 11650.
2. Il gestore deve custodire un libretto di impianto conforme al
modello di cui all’allegato I. Nel libretto di impianto devono essere
registrate le operazioni di cui al comma 1.
3. I dispositivi di cui al comma 1 dovranno uniformarsi alla norma
ISO 11650 entro nove mesi dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento.

Art. 4.
Controlli di fughe
1. Le apparecchiature e gli impianti di refrigerazione, di
condizionamento d’aria e le pompe di calore contenenti sostanze
controllate in quantita’ superiore ai 3 kg, devono essere sottoposte
a controllo della presenza di fughe nel circuito di refrigerazione,
con la frequenza indicata al comma 2, da registrarsi nel libretto di
impianto di cui all’allegato I. Gli impianti e le apparecchiature
suddette devono essere sottoposti a controllo con le seguenti
cadenze:
a) annuale: per impianti e apparecchiature con un contenuto di
sostanze controllate comprese tra i 3 e i 100 kg;
b) semestrale: per impianti e apparecchiature con un contenuto di
sostanze controllate superiore ai 100 kg.
2. Quando nel corso di un’ispezione venga individuato un indizio di
fuga, si dovra’ procedere alla ricerca della fuga con un apparecchio
cercafughe di sensibilita’ superiore a 5 g/anno. La ricerca sul lato
di alta pressione deve essere eseguita con l’impianto funzionante
mentre quella sul lato di bassa pressione deve essere eseguita con
l’impianto spento.
3. Qualora si rilevi una perdita che richieda una ricarica
superiore al 10 per cento del contenuto totale del circuito
frigorifero, l’impianto o l’apparecchiatura deve essere riparato
entro trenta giorni dalla verifica e puo’ essere messo in funzione
solo dopo che la perdita sia stata riparata.
4. I risultati dei controlli devono essere registrati nel libretto
di impianto di cui all’articolo 3, comma 2.

Art. 5.
Requisiti professionali minimi
1. Il personale che svolge le attivita’ di cui agli articoli 1, 3 e
4 deve essere in possesso de…

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