DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 luglio 2006 | Edilone.it

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 luglio 2006

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 luglio 2006 - Organizzazione del Ministero delle infrastrutture. (GU n. 179 del 3-8-2006)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 5 luglio 2006
Organizzazione del Ministero delle infrastrutture.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, recante «Delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali,
per la riforma della Pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa»;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, concernente
«Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visto il decreto legislativo 12 giugno 2003, n. 152, recante
«Modifiche al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, concernente
la struttura organizzativa del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti a norma dell’art. 1 della legge 6 luglio 2002, n. 137»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 2001, n.
177, recante Organizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 aprile 2001, n.
320, recante Regolamento di organizzazione degli uffici di diretta
collaborazione del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2004, n.
184, recante Riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti;
Visto il decreto ministeriale 19 aprile 2005, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale – 8 marzo 2006 supplemento
ordinario n. 56, recante Individuazione degli uffici di livello
dirigenziale non generale del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante
«Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri», in
particolare l’art. 1, commi 4, 5 e 10;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
1° giugno 2006 adottato ai sensi dell’art. 1, comma 10, del citato
decreto-legge n. 181 del 2006 e volto all’immediata ricognizione in
via amministrativa delle strutture trasferite ai sensi dello stesso
decreto-legge nonche’ alla individuazione, in via provvisoria, del
contingente minimo degli uffici strumentali e di diretta
collaborazione, garantendo in ogni caso l’invarianza della spesa;
Visto il rilievo n. 90 del 28 giugno 2006 sollevato dall’Ufficio di
controllo di legittimita’ sugli atti dei Ministeri istituzionali
della Corte dei conti e comunicato con nota in data 28 giugno 2006 in
merito al contenuto del predetto decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri;
Ritenuta l’esigenza di apportare al citato decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri le correzioni necessarie ad adeguarne il
contenuto ai citati rilievi dell’organo di controllo;
D’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze;
Sentiti il Ministro delle infrastrutture e il Ministro dei
trasporti;
Decreta:

Art. 1.
Competenze del Ministero delle infrastrutture

1. Al Ministero delle infrastrutture sono trasferite le funzioni e
i compiti spettanti allo Stato in materia di:
a) programmazione, finanziamento, realizzazione e gestione delle
reti infrastrutturali di interesse nazionale, ivi comprese le reti
elettriche, idrauliche, acquedottistiche, di integrazione modale fra
i sistemi di trasporto nonche’ delle altre opere pubbliche di
competenza dello Stato, ad eccezione di quelle in materia di difesa;
qualificazione degli esecutori di lavori pubblici; costruzioni nelle
zone sismiche;
b) concerto sul piano generale dei trasporti e della logistica,
piani urbani della mobilita’ e pianificazione di settore per i
trasporti;
c) edilizia residenziale: aree urbane;
d) pianificazione delle reti, della logistica e dei nodi
infrastrutturali di interesse nazionale, realizzazione delle opere
corrispondenti e valutazione dei relativi interventi;
e) politiche dell’edilizia concernenti anche il sistema delle
citta’ e delle aree metropolitane;
f) identificazione delle linee fondamentali dell’assetto del
territorio con riferimento alle reti infrastrutturali e al sistema
delle citta’ e delle aree metropolitane, reti infrastrutturali e
opere di competenza statale, politiche urbane e dell’edilizia
abitativa, opere marittime e portuali e infrastrutture idrauliche,
opere infrastrutturali per la viabilita’, ivi comprese sicurezza e
regolazione tecnica concernenti le funzioni e i compiti spettanti
allo Stato;
g) monitoraggio, controllo e vigilanza in materia
infrastrutturale e nelle aree di cui al presente articolo, nonche’
vigilanza sui gestori del trasporto derivanti dalla legge, dalla
concessione e dai contratti di programma o di servizio, limitatamente
alla realizzazione e manutenzione delle infrastrutture e nei limiti
dei compiti e delle funzioni spettanti allo Stato ai sensi del
presente articolo, fatto salvo quanto previsto dal decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
h) relazioni internazionali nelle aree di competenza ai sensi del
presente articolo.

Art. 2.
Competenze del Ministero dei trasporti

1. Al Ministero dei trasporti sono trasferite le funzioni e i
compiti spettanti allo Stato in materia di:
a) proposta del piano generale dei trasporti e della logistica,
dei piani urbani della mobilita’ e della pianificazione di settore
per i trasporti;
b) concerto sugli atti di programmazione di competenza del
Ministero delle infrastrutture di cui all’art. 1, lettera a) e, per
quanto di competenza, alle lettere d) ed f);
c) navigazione e trasporto marittimo; vigilanza sui porti;
demanio marittimo; sicurezza della navigazione e trasporto nelle
acque interne; programmazione, previa intesa con le regioni
interessate, del sistema idroviario padano-veneto; aviazione civile e
trasporto aereo;
d) trasporto terrestre, circolazione dei veicoli e sicurezza dei
trasporti terrestri;
e) sicurezza e regolazione tecnica concernenti le funzioni e i
compiti spettanti allo Stato in materia di trasporti e servizi della
mobilita’, ivi compresa la intermodalita’;
f) monitoraggio, controllo e vigilanza in materia di mobilita’ e
nelle aree di cui al presente articolo, nonche’ vigilanza sui gestori
del trasporto derivanti dalla legge, dalla concessione e da contratti
di programma o di servizio, limitatamente ai compiti e alle funzioni
spettanti allo Stato ai sensi del presente articolo;
g) relazioni internazionali nelle aree di competenza ai sensi del
presente articolo.

Art. 3.
Uffici di diretta collaborazione del Ministro delle infrastrutture

1. Sono Uffici di diretta collaborazione del Ministro delle
infrastrutture la Segreteria del Ministro, l’Ufficio di Gabinetto, la
Segreteria tecnica del Ministro, l’Ufficio legislativo, l’Ufficio
stampa, il Servizio di controllo interno, le Segreterie dei
Sottosegretari di Stato.
2. Fino alla data di entrata in vigore del nuovo regolamento di
organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro
delle infrastrutture, emanato ai sensi dell’art. 14, comma 2, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, trovano applicazione,
relativamente agli uffici di cui al comma 1, le disposizioni di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n. 243,
recante il regolamento di organizzazione degli uffici di diretta
collaborazione del Ministro dei lavori pubblici. In considerazione
dell’assetto dipartimentale del Ministero, in luogo dell’art. 7,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001, n.
243, si rende applicabile l’art. 7, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 24 aprile 2001, n. 225. Gli incarichi
dirigenziali con funzioni ispettive, di consulenza, studio e ricerca
o di diretta collaborazione di cui all’art. 1, comma 3, del decreto
del Presidente della Repubblica 2 luglio 2004 sono conferiti nel
limite di tre.
3. Fermo il contingente di personale del Servizio di controllo
interno, nel limite di sette unita’, e delle Segreterie dei
Sottosegretari di Stato del Ministro delle infrastrutture, previsto
dal regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica
6 marzo 2001, n. 243:
a) il contingente di personale degli Uffici di diretta
collaborazione del Ministro delle infrastrutture e’ stabilito
complessivamente in novantasei unita’;
b) non e’ consentita l’assegnazione ai predetti Uffici di diretta
collaborazione di collaboratori assunti con contratto a tempo
determinato, esperti e consulenti per particolari professionalita’ e
specializzazioni, anche con incarichi di collaborazione coordinata e
continuativa;
c) il limite degli specifici incarichi di livello dirigenziale di
seconda fascia che, nell’ambito del contingente complessivo di cui
alla lettera a), possono essere individuati, ai sensi e per gli
effetti dell’art. 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, per lo svolgimento di funzioni attinenti ai compiti di
diretta collaborazione, e’ stabilito in misura non superiore a tre;
d) il Servizio di controllo interno e’ organo monocratico che si
avvale di un contingente di personale di cui all’art. 4, comma 3, del
citato decreto n. 243 del 2001 nel limite massimo di sette unita’.
4. La spesa complessiva per il funzionamento degli Uffici di
diretta col…

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