DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 marzo 2012 | Edilone.it

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 marzo 2012

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 marzo 2012 - Limite massimo retributivo per emolumenti o retribuzioni nell'ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con le pubbliche amministrazioni statali. (12A04297) - (GU n. 89 del 16-4-2012 )

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 marzo 2012

Limite massimo retributivo per emolumenti o retribuzioni nell’ambito
di rapporti di lavoro dipendente o autonomo con le pubbliche
amministrazioni statali. (12A04297)

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’articolo 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
recante “Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il
consolidamento dei conti pubblici”, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
Visto, in particolare, il comma 1 del predetto articolo 23-ter che
demanda a un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri la
definizione del trattamento economico annuo onnicomprensivo di
chiunque riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o
retribuzioni nell’ ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo
con pubbliche amministrazioni statali, di cui all’articolo l, comma
2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, ivi incluso il personale in regime di diritto pubblico
di cui all’articolo 3 del medesimo decreto legislativo, e successive
modificazioni, stabilendo come parametro massimo di riferimento il
trattamento economico del Primo Presidente della Corte di cassazione;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.
195, che emana il regolamento recante determinazione dei limiti
massimi del trattamento economico onnicomprensivo a carico della
finanza pubblica per i rapporti di lavoro dipendente o autonomo;
Visto l’articolo 1 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari;
Ritenuto di dover procedere in analogia, per evidenti motivi di
uniformita’, alla determinazione dei trattamenti economici dei
Presidenti e dei componenti delle Autorita’ indipendenti, la cui
retribuzione e’ oggi fissata con d.P.C.M. in misura superiore al
tetto massimo consentito;

Decreta:

Art. 1

Oggetto

1. Il presente decreto, adottato in attuazione dell’articolo 23-ter
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante “Disposizioni
urgenti per la crescita, l’ equita’ e il consolidamento dei conti
pubblici”, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214, fissa il livello remunerativo massimo omnicomprensivo
annuo degli emolumenti spettanti a ciascuna fascia o categoria di
personale che riceva a carico delle finanze pubbliche emolumenti o
retribuzioni nell’ambito di rapporti di lavoro dipendente o autonomo
con le pubbliche amministrazioni statali, di cui all’articolo l,
comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, nonche’ quelli in regime di diritto pubblico di cui
all’articolo 3 del medesimo decreto legislativo, e successive
modificazioni, fermo restando che la definizione, al di sotto del
suindicato limite, dei rispettivi trattamenti economici resta di
competenza del contratto collettivo nazionale e della contrattazione
interna a ciascuna amministrazione e, per i dirigenti pubblici, della
contrattazione individuale.

Art. 2

Soggetti destinatari

1. Sono soggetti destinatari delle disposizioni del presente
decreto le persone fisiche che ricevano retribuzioni o emolumenti a
carico delle pubbliche finanze in ragione di un rapporto di lavoro
subordinato o autonomo, con le pubbliche amministrazioni statali, di
cui all’articolo l, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, e successive modificazioni, nonche’ quelli in regime di
diritto pubblico di cui all’articolo 3 del medesimo decreto
legislativo, e successive modificazioni.

Art. 3

Limite massimo retributivo

1. A decorrere dall’ entrata in vigore del presente decreto, il
trattamento retributivo percepito annualmente, comprese le indennita’
e le voci accessorie nonche’ le eventuali remunerazioni per incarichi
ulteriori o consulenze conferiti da amministrazioni pubbliche diverse
da quella di appartenenza, dei soggetti di cui all’articolo 2 non
puo’ superare il trattamento economico annuale complessivo spettante
per la carica al Primo Presidente della Corte di cassazione, pari
nell’anno 2011 a euro 293.658,95. Qualora superiore, si riduce al
predetto limite. Il Ministro della giustizia comunica annualmente al
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e al
Ministro dell’economia e delle finanze eventuali aggiornamenti
relativi all’ammontare del predetto trattamento.
2. Ai fini dell’applicazione della disciplina di cui al comma 1,
sono computate in modo cumulativo le somme comunque erogate
all’interessato a carico del medesimo o di piu’ organismi, anche nel
caso di pluralita’ di incarichi conferiti da uno stesso organismo nel
corso dell’anno. A tale fine, i soggetti destinatari di cui
all’articolo 2 sono tenuti a produrre all’amministrazione di
appartenenza, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del
presente decreto, una dichiarazione ricognitiva di tutti gli
incarichi comunque in atto a carico della finanza pubblica, con
l’indicazione dei relativi importi. A regime, tale dichiarazione e’
resa entro il 30 novembre di ciascun anno.

Art. 4

Limite alla retribuzione o indennita’ riconosciuta ai pubblici
dipendenti in servizio, anche in posizione di fuori ruolo o di
aspettativa, presso Ministeri o enti pubblici nazionali

1. A decorrere dall’entrata in vigore della citata legge n. 214 del
2011, fermo restando il limite massimo retributivo di cui
all’articolo 3, il personale di cui all’articolo 2 che esercita
funzioni direttive, dirigenziali o equiparate, anche in posizione di
fuori ruolo o di aspettativa, presso Ministeri o enti pubblici
nazionali, comprese le Autorita’ amministrative indipendenti, ove
conservi, secondo il proprio ordinamento, l’intero trattamento
economico riconosciuto dall’amministrazione di appartenenza, non puo’
ricevere a titolo di retribuzione o di indennita’, o anche soltanto a
titolo di rimborso delle spese, per l’incarico ricoperto, piu’ del 25
per cento dell’ammontare complessivo del trattamento economico
percepito a carico dell’amministrazione di appartenenza.
2. Se l’assunzione dell’incarico comporta la perdita di elementi
accessori della retribuzione propri del servizio nell’amministrazione
di appartenenza, alla percentuale di cui al comma 1 si aggiunge un
importo pari all’ ammontare dei predetti elementi accessori, che
vengono contestualmente considerati ai fini del calcolo della
percentuale medesima.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano al
personale di cui all’ articolo 2 anche nell’ ipotesi di conferimento
di incarichi equiparati nell’ambito della medesima amministrazione.
4. Resta, in ogni caso, salva la facolta’ di optare per il
trattamento economico previsto per l’incarico ricoperto, ove
consentito.

Art. 5

Personale nei confronti del quale non trova applicazione il limite
massimo retributivo

1. Per il personale con qualifica dirigenziale cui non si applica
la disposizione di cui all’ art.3, a causa del mancato raggiungimento
del limite massimo retributivo ivi previsto, le pubbliche
amministrazioni provvedono, in occasione del rinnovo del contratto
individuale di lavoro, alla ridefinizione del relativo trattamento
economico.

Art. 6

Determinazione delle modalita’ per l’assegnazione delle risorse al
Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato

1. Il Ministero dell’ economia e delle finanze – Ragioneria
generale dello Stato indica con proprio provvedimento le modalita’
attraverso le quali le risorse rivenienti dall’applicazione dei
limiti retributivi previsti dal presente decreto sono annualmente
versate al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, ai sensi
dell’ articolo 23-ter, comma 4, del citato decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201.

Art. 7

Determinazione della retribuzione del Presidente e dei componenti
delle Autorita’ amministrative indipendenti

1. A decorrere dall’entrata in vigore del presente decreto, il
trattamento economico annuale del Presidente dell’Autorita’ Garante
della concorrenza e del mercato, del Presidente della Commissione
nazionale per le societa’ e la borsa, del Presidente dell’Autorita’
per l’energia elettrica e il gas e del Presidente dell’Autorita’ per
le garanzie nelle comunicazioni e’ determinato, in relazione al
trattamento economico annuale complessivo spettante per la carica al
Primo Presidente della Corte di cassazione nell’anno 2011, in euro
293.658,95. Il trattamento economico annuale dei componenti delle
medesime Autorita’ indipendenti e’ determinato in misura inferiore
del dieci per cento del trattamento economico annuale complessivo dei
rispettivi Presidenti.

Art. 8

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Il presente decreto e’ trasmesso ai competenti organi di controllo.
Roma, 23 marzo 2012

Il Presidente: Monti

Registrato alla Corte dei conti il 4 aprile 2012
Presidenza del Consiglio dei Ministri, registro n. 3, foglio n. 98

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 marzo 2012

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