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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 settembre 2009

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 settembre 2009 - Disciplina relativa all'attuazione e alla gestione del Fondo di garanzia. (Fondo di credito per i nuovi nati). (09A12619) (GU n. 250 del 27-10-2009 )

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 settembre 2009

Disciplina relativa all’attuazione e alla gestione del Fondo di
garanzia. (Fondo di credito per i nuovi nati). (09A12619)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto l’art. 4, comma 1, del decreto-legge 29 novembre 2008, n.
185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n.
2, recante «Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro,
occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il
quadro strategico nazionale», il quale, per la realizzazione di
iniziative a carattere nazionale volte a favorire l’accesso al
credito delle famiglie con un figlio nato o adottato nell’anno di
riferimento, istituisce presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri un apposito fondo rotativo, dotato di personalita’
giuridica, denominato: «Fondo di credito per i nuovi nati», con una
dotazione di 25 milioni di euro per ciascuno degli anni 2009, 2010,
2011, finalizzato al rilascio di garanzie dirette, anche
fidejussorie, alle banche e agli intermediari finanziari;
Visto il comma 1-bis del medesimo art. 4, che prevede che il Fondo
di cui al precedente comma 1 sia integrato di ulteriori 10 milioni di
euro per l’anno 2009, per la corresponsione di contributi in conto
interessi in favore delle famiglie di nuovi nati o bambini adottati
nel medesimo anno che siano portatori di malattie rare;
Visto il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, ed in particolare il
comma 5 dell’art. 19, il quale stabilisce che «le amministrazioni
dello Stato, cui sono attribuiti per legge fondi o interventi
pubblici, possono affidarne direttamente la gestione, nel rispetto
dei principi comunitari e nazionali conferenti, a societa’ a capitale
interamente pubblico, su cui le predette amministrazioni esercitano
un controllo analogo a quello esercitato su propri servizi e che
svolgono la propria attivita’ quasi esclusivamente nei confronti
dell’amministrazione dello Stato. Gli oneri di gestione e le spese di
funzionamento degli interventi relativi ai fondi sono a carico delle
risorse finanziarie dei fondi stessi»;
Considerato che il citato art. 4, comma 1, del decreto-legge n. 185
del 2008, dispone che con decreto di natura non regolamentare del
Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, sono stabiliti i criteri e le
modalita’ di organizzazione e di funzionamento del Fondo, di rilascio
e di operativita’ delle garanzie;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 13
giugno 2008 con il quale il Sottosegretario di Stato sen. Carlo
Amedeo Giovanardi e’ stato delegato a esercitare le funzioni in
materia di politiche per la famiglia;
Ritenuta la necessita’ che l’amministrazione competente ad attuare
le misure di cui al predetto art. 4, commi 1 e 1-bis, non essendo
dotata di una struttura amministrativa adeguata, si avvalga ai sensi
del citato art. 19, comma 5 del decreto-legge n. 78 del 2009 di una
societa’ a capitale interamente pubblico, affidando direttamente alla
stessa l’esecuzione di attivita’ relative alla gestione del Fondo;

Decreta:

Art. 1.

Attuazione e gestione del Fondo di garanzia

1. Il Fondo di credito per i nuovi nati, (di seguito: «Fondo»)
istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento per le politiche della famiglia (di seguito:
«Dipartimento») e’ destinato alle finalita’ di cui all’art. 2.
2. Il Fondo, dotato di personalita’ giuridica, e’ soggetto
patrimoniale autonomo e separato.
3. Il Dipartimento e’ l’amministrazione responsabile degli
interventi di cui al presente decreto e, per le operazioni relative
alla gestione amministrativa del Fondo, si avvale ai sensi dell’art.
19, comma 5, del decreto-legge n. 78 del 2009, della prestazione di
una societa’ a capitale interamente pubblico (di seguito: «Gestore»),
affidandole direttamente l’esecuzione delle seguenti attivita’:
a) esame della documentazione trasmessa dai soggetti finanziatori;
b) pagamento ai soggetti finanziatori delle somme dovute in caso
di intervento della garanzia del Fondo;
c) pagamento dei contributi agli interessi di cui all’art. 8;
d) esercizio dell’azione di recupero ai sensi dell’art. 7.
4. Per l’esecuzione delle attivita’ di cui al comma 3 il
Dipartimento emana un apposito disciplinare, da sottoscriversi per
accettazione dal gestore, con il quale vengono stabilite le modalita’
di svolgimento del servizio e i relativi rapporti economici, nonche’
le forme di vigilanza sull’attivita’ del gestore, tali da configurare
un controllo analogo a quello che il Dipartimento esercita sui propri
servizi. In particolare:
a) il Dipartimento esercita nei confronti del Gestore poteri di
indirizzo, impartendo direttive ed istruzioni anche di carattere
tecnico-operativo e puo’ disporre ispezioni, anche al fine di
verificare il corretto adempimento dei compiti demandati al gestore;
b) il gestore e’ tenuto a fornire al Dipartimento tutti i dati e
le informazioni concernenti la regolarita’, la tempestivita’,
l’efficienza e l’efficacia del servizio, con la periodicita’
richiesta dal Dipartimento.

Art. 2.

Operazioni ammissibili alla garanzia del Fondo

1. Sono ammissibili alla garanzia del Fondo le operazioni di
finanziamento a favore dei soggetti esercenti la potesta’ genitoriale
di bambini nati o adottati negli anni 2009, 2010 e 2011. Nel caso di
potesta’ o affido condiviso e’ ammesso un solo prestito.
2. I finanziamenti ammissibili alla garanzia del Fondo hanno una
durata non superiore a cinque anni e sono di ammontare non superiore
a cinquemila euro e a tasso fisso.

Art. 3.

Soggetti finanziatori

1. Possono effettuare le operazioni di finanziamento garantite dal
Fondo i seguenti soggetti (di seguito: «finanziatori»):
a) le banche iscritte all’albo di cui all’art. 13 del decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e successive modificazioni ed
integrazioni;
b) gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco di cui
all’art. 107 del medesimo decreto legislativo.
2. I finanziatori stipulano con il Dipartimento apposite
convenzioni il cui schema e’ stabilito da un protocollo di intesa tra
il Sottosegretario delegato per le politiche della famiglia e
l’Associazione Bancaria Italiana (ABI). Sullo schema di convenzione
tipo e’ acquisito il parere preventivo del Ministero dell’economia e
delle finanze.
3. Con il protocollo d’intesa di cui al comma 2 sono disciplinate
le modalita’ di adesione dei finanziatori, e’ determinata la
tipologia del finanziamento nonche’ il costo massimo dell’operazione
di finanziamento garantita dal Fondo, e sono stabilite le regole di
gestione del Fondo in conformita’ con quanto previsto dal presente
decreto.

Art. 4.

Natura e misura della garanzia

1. La garanzia del Fondo e’ concessa nella misura del 50 per cento
del finanziamento ed e’ incondizionata, irrevocabile ed a prima
richiesta.
2. Per ogni operazione di finanziamento ammessa all’intervento del
Fondo viene accantonato, a titolo di coefficiente di rischio, un
importo non inferiore al 10 per cento dell’importo del finanziamento
stesso.
3. La garanzia del Fondo opera nella misura del 50 per cento
dell’esposizione sottostante al finanziamento erogato per la quota
capitale, tempo per tempo in essere, nei limiti del finanziamento
concedibile, per gli oneri determinati secondo quanto previsto
dall’art. 3, comma 3 e per gli interessi contrattuali e di mora
calcolati in misura non superiore al tasso legale.
4. Entro il limite del 20 per cento della disponibilita’ iniziale
del Fondo, la garanzia e’ elevata al 75 per cento, e concessa con le
stesse modalita’ di cui al comma precedente, per i richiedenti con
indicatore ISEE non superiore a euro 15.000.

Art. 5.

Ammissione alla garanzia

1. L’ammissione delle operazioni di finanziamento alla garanzia del
Fondo avviene esclusivamente per via telematica, con le seguenti
modalita’:
a) il finanziatore, raccolta la documentazione attestante il
possesso da parte del beneficiario dei requisiti per ottenere il
finanziamento, comunica al gestore la richiesta di attivazione della
garanzia del Fondo per i finanziamenti previsti dall’art. 2;
b) il gestore assegna alla richiesta un numero di posizione
progressivo, secondo l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di
arrivo della richiesta, verifica la disponibilita’ del Fondo e
comunica al finanziatore l’avvenuta ammissione alla garanzia del
Fondo;
c) il finanziatore, a pena della sospensione della facolta’ di
operare con il Fondo, comunica al gestore l’avvenuto perfezionamento
dell’operazione di finanziamento ovvero la mancata erogazione del
finanziamento entro sessanta giorni lavorativi dalla richiesta di cui
alla precedente lettera a).
2. Nel caso in cui le disponibilita’ del Fondo risultino totalmente
impegnate e venga quindi negata l’ammissione alla garanzia, il
gestore ne da’ immediata comunicazione al Dipartimento ed al
finanziatore.
3. L’efficacia della garanzia del Fondo decorre, in via automatica
e senza ulteriori formalita’, dalla data di erogazione del
finanziamento.
4. Con le stesse modalita’ di cui al comma 1 i finanziatori
comunicano l’eventuale avvenuta estinzione anticipata del
finanziamento.

Art. 6.

Intervento della garanzia

1. In caso di inadempimento del beneficiario del finanziamento, il
finanziatore, decorsi novanta giorni dalla data di scadenza della
prima rata rimasta, anche parzialmente, insoluta, invia al
beneficiario medesimo l’intimazione al pagamento dell’ammontare
dell’esposizione per rate insolute, capitale residuo, interessi
contrattuali e di mora, tramite lettera raccomandata con avviso di
ricevimento contenente la diffida al pagamento della somma dovuta.
2. L’intimazione di pagamento e’ inviata, per conoscenza, al
gestore.
3. Trascorsi infruttuosamente sessanta giorni dalla data di
ricevimento da parte del beneficiario dell’intimazione di pagamento,
il finanziatore puo’ chiedere l’intervento della garanzia del Fondo,
mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata al
gestore entro i successivi novanta giorni, e puo’ avviare, a proprie
spese, la procedura per il recupero della quota del credito e degli
accessori non garantita dal Fondo. Il mancato rispetto del termine di
novanta giorni di cui al precedente periodo e’ causa di decadenza
dalla garanzia.
4. Alla richiesta di attivazione della garanzia deve essere
allegata la seguente documentazione:
a) dichiarazione del finanziatore che attesti:
1) l’avvenuta erogazione della somma al beneficiario;
2) l’inadempimento del beneficiario accertato con le modalita’ di
cui al comma 1;
3) la data di avvio delle procedure di recupero del credito con
l’indicazione degli atti intrapresi e delle eventuali somme
recuperate;
4) l’ammontare dell’esposizione rilevato con riferimento al
sessantesimo giorno successivo alla data dell’intimazione di
pagamento di cui al comma 1;
b) copia del contratto di finanziamento con relativo piano di
rimborso e scadenze;
c) copia della documentazione attestante il possesso da parte del
beneficiario dei requisiti per ottenere il finanziamento;
d) copia di un documento di identita’ del beneficiario.
5. Entro trenta giorni dalla data di ricevimento della richiesta,
completa della documentazione di cui al comma 4, il gestore, secondo
l’ordine cronologico di ricevimento delle richieste, dispone il
pagamento al finanziatore dell’importo determinato ai sensi dell’art.
4, comma 3.
6. Nel caso in cui si renda necessario il compimento di atti
istruttori per il completamento della documentazione, il termine di
cui al comma 5 si interrompe fino alla data di arrivo della
documentazione mancante o dei documenti richiesti. Le richieste di
intervento del Fondo sono respinte nel caso in cui la documentazione
integrativa non pervenga al gestore entro il termine di novanta
giorni dalla data della richiesta.
7. Nel caso in cui successivamente all’intervento del Fondo, il
beneficiario del finanziamento provveda al pagamento totale o
parziale del debito, il finanziatore deve provvedere a riversare al
Fondo le somme riscosse nella misura eccedente la quota indicata
all’art. 4, comma 3.

Art. 7.

Surrogazione legale

1. A seguito del pagamento, il Fondo, legalmente rappresentato dal
gestore, e’ surrogato nei diritti del finanziatore, ai sensi
dell’art. 1203 del codice civile e provvede tramite il gestore, al
recupero della somma pagata, degli interessi al saggio legale
maturati a decorrere dal giorno del pagamento fino alla data del
rimborso e delle spese sostenute per il recupero, anche mediante il
ricorso alla procedura di iscrizione a ruolo, ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e del
decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46.

Art. 8.

Contributi in conto interessi a favore delle famiglie
con portatori di malattie rare

1. Sui finanziamenti a favore dei soggetti esercenti la potesta’
genitoriale di bambini nati o adottati nell’anno 2009 che siano
portatori di malattie rare, individuate dall’elenco di cui all’art.
5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n.
124, e’ concesso, oltre alla garanzia del Fondo, un contributo in
conto interessi in misura tale che il tasso annuale effettivo globale
a carico del beneficiario sia pari allo 0,50 per cento.
2. La richiesta del contributo di cui al comma 1 va presentata al
finanziatore, allegando, oltre alla documentazione prevista dall’art.
5, comma 1, lettera a), il certificato di una struttura sanitaria
pubblica attestante la patologia sofferta.
3. L’ammissione delle operazioni di finanziamento al contributo di
cui al comma 1 avviene esclusivamente per via telematica con le
seguenti modalita’:
a) il finanziatore, raccolta la documentazione di cui al comma 2,
comunica al gestore la richiesta di attivazione del contributo per i
finanziamenti previsti dall’art. 2;
b) il gestore assegna alla richiesta un numero di posizione
progressivo, secondo l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di
arrivo della richiesta, verifica la disponibilita’ del Fondo e
comunica al finanziatore l’avvenuta ammissione;
c) il finanziatore, a pena della sospensione della facolta’ di
operare con il Fondo, comunica al Gestore l’avvenuto perfezionamento
dell’operazione di finanziamento ovvero la mancata erogazione del
finanziamento entro sessanta giorni lavorativi dalla richiesta di cui
alla precedente lettera a).
4. Nel caso in cui le disponibilita’ del Fondo risultino totalmente
impegnate e venga quindi negata l’ammissione alla garanzia, il
Gestore ne da’ immediata comunicazione al Dipartimento ed al
finanziatore.
5. Il Fondo corrispondera’ ai soggetti finanziatori l’importo del
contributo in conto interessi di volta in volta maturato alle date
del 30 giugno e de 31 dicembre di ogni anno.
6. Con le stesse modalita’ di cui al comma 3 i finanziatori
comunicano l’eventuale avvenuta estinzione anticipata del
finanziamento.

Art. 9.

Revoca delle agevolazioni

1. Il Dipartimento ha la facolta’ di operare verifiche a campione
sulla documentazione presentata ai finanziatori dai beneficiari.
2. Nel caso in cui risulti che la concessione delle agevolazioni e’
stata determinata da dichiarazioni mendaci o false attestazioni,
anche documentali, il Dipartimento provvede, previa contestazione
dell’addebito nelle forme di legge, alla revoca delle agevolazioni
medesime ed alla trasmissione dei relativi atti all’Autorita’
giudiziaria.
3. La revoca dell’agevolazione comporta per il beneficiario
l’obbligo di rimborsare al Fondo, entro i termini fissati dal
provvedimento di revoca, la somma che sia stata corrisposta dal
gestore al finanziatore, ivi compresa l’eventuale quota a titolo di
contributi agli interessi, di cui all’art. 8, rivalutata secondo gli
indici ufficiali ISTAT di inflazione in rapporto ai «prezzi al
consumo per le famiglie di operai e di impiegati», oltre agli
interessi corrispettivi al tasso legale.
4. Nel caso in cui il beneficiario non ottemperi al versamento, si
procede al recupero coattivo della somma da esso dovuta con le
modalita’ di cui all’art. 7.

Art. 10.

Risorse finanziarie del Fondo

1. Le risorse finanziarie del Fondo affluiscono in un apposito
conto corrente infruttifero presso la Tesoreria centrale dello Stato,
intestato al gestore e dallo stesso utilizzato per le finalita’ di
cui al presente decreto secondo le modalita’ indicate nel
disciplinare di cui all’art. 1, comma 4.
2. Il titolare del conto corrente infruttifero e’ tenuto alla resa
del conto ai sensi degli articoli 333 e seguenti del regio decreto 23
maggio 1924, n. 827, recante regolamento per l’amministrazione del
patrimonio e per la contabilita’ generale dello Stato.

Art. 11.

Osservatorio

1. Presso il Dipartimento e’ costituito, senza nuovi o maggiori
oneri per il bilancio dello Stato, un osservatorio con funzioni
consultive. Il Dipartimento acquisisce il parere dell’osservatorio
sui seguenti argomenti: a) risoluzione di eventuali questioni
interpretative in relazione ai contenuti delle disposizioni
legislative e delle convenzioni; b) proposta di eventuali modifiche
alla predette convenzioni, sulla base delle risultanze della prima
applicazione; c) verifica dell’andamento delle operazioni di cui al
presente decreto.
2. ï€ ï€ L’osservatorio e’ composto da un rappresentante del
Dipartimento, da uno del Ministero dell’economia e delle finanze, da
uno dell’ABI, da uno del gestore, nonche’ da un rappresentante delle
associazioni dei consumatori e degli utenti iscritte nell’elenco
istituito presso il Ministero dello sviluppo economico ai sensi
dell’art. 137 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, da
queste unitariamente designato.
3. Per l’incarico dei componenti di cui al comma precedente non e’
corrisposto alcun compenso.
Il presente decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Roma, 10 settembre 2009

p. Il Presidente
del Consiglio dei Ministri
Il Sottosegretario di Stato
alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Giovanardi

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti
Registrato alla Corte dei conti il 12 ottobre 2009
Ministeri istituzionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri,
registro n. 9, foglio n. 76

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 settembre 2009

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