D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577 ”Approvazione del regolamento concernente l'espletamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi“ | Edilone.it

D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577 ”Approvazione del regolamento concernente l’espletamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi“

D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577 ”Approvazione del regolamento concernente l'espletamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi“ - Indicazioni applicative delle norme
Circolare Ministeriale

1) Generalità Il D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577,
pubblicato sulla G.U. n. 229 del 20 agosto 1982 a conclusione di un
iter che ha richiesto, dopo la elaborazione del testo da parte di
un’apposita Commissione nominata dall’Amministrazione, il parere della
Camera dei Deputati e del Senato, il parere del Consiglio di Stato,
l’approvazione del Consiglio dei Ministri e la registrazione della
Corte dei Conti, provvede a regolamentare il servizio di prevenzione
incendi con disposizioni particolari compatibili con le norme di legge
già esistenti le quali, sorte in tempi via via successivi, non davano
indicazioni complete per lo svolgimento del servizio.
Le disposizioni di tale D.P.R. colmano l’area precedentemente non
coperta ed hanno il fine di creare un tessuto di indicazioni in grado
di definire:
– i significati e le procedure del servizio di prevenzione incendi con
gli obiettivi primari e secondari di tale attività;
– le connessioni e le procedure di collegamento con i vari organismi
istituzionali del Paese aventi finalità affini alla prevenzione
incendi;
– i collegamenti ed i riferimenti con analoghe attività di prevenzione
incendi svolte in ambito CEE e in campo internazionale;
– le esigenze di formazione, di ricerca, di studio, di sperimentazione
ed i relativi modi di attuazione;
– le esigenze di partecipazione, a livello centrale e periferico, di
rappresentare espressione di altri organismi idonei a portare
contributi di interdisciplinarietà e di esigenze particolari in alcune
fasi dell’attività di prevenzione incendi;
– l’articolazione delle competenze e delle responsabilità in sede
centrale e in sede periferica includendo sia gli operatori del Corpo
Nazionale VV.F. che gli operatori esterni;
– gli aspetti di prevenzione incendi ed i correlati concetti di
analisi di sicurezza e di affidabilità per taluni impianti industriali
di tipo complesso e a tecnologia avanzata, in armonia anche alla
recente direttiva CEE 24 giugno 1982, n. 82/501, sui rischi di
incidenti rilevanti;
– i principi tecnico-scientifici che costituiranno la base per la
elaborazione delle ”norme tecniche“ nonché la struttura prevista per
la elaborazione delle stesse con le procedure di emanazione;
– le modalità ed i criteri attuativi per l’applicazione delle ”misure
alternative“ nei casi di oggettiva impossibilità di osservanza
completa delle norme tecniche;
– la tutela dell’interesse pubblico in caso di inosservanza delle
disposizioni congiuntamente alla tutela dell’interesse privato
eventualmente leso dall’azione di prevenzione incendi.
Come può notarsi, si tratta di un complesso di disposizioni che hanno
affrontato il problema della prevenzione incendi facendo riferimento
all’attuale ordinamento dello Stato, alle istanze di sicurezza contro
i rischi della vita civile, alle esigenze di certezza dei diritti e
dei doveri per gli operatori, alle esigenze di apertura e di confronto
con le posizioni analoghe di organismi qualificati in campo nazionale
ed internazionale, alle necessità di formazione e di informazione per
incidere più efficacemente nel tessuto del Paese, alla giusta
responsabilizzazione da richiedersi agli operatori per corrispondere
al principio fondamentale che il servizio di prevenzione incendi
costituisce un servizio di interesse pubblico per il conseguimento di
obiettivi di sicurezza della vita umana e di tutela dei beni e
dell’ambiente secondo criteri applicativi uniformi nel territorio
nazionale. E’ in ragione di ciò, infatti, che viene esplicitamente
affermato, a conferma di più generiche e precedenti indicazioni, che
il servizio di prevenzione incendi costituisce compito istituzionale
del Corpo Nazionale VV.F.
Esposte, sia pure sommariamente, le motivazioni ed i significati
caratterizzanti il nuovo provvedimento di legge, é evidente che tali
enunciazioni di legge postulano, innanzitutto, la loro assimilazione
da parte degli operatori e la sensibilizzazione necessaria per
adeguare la realtà precedente allo schema dei principi posti alla base
del D.P.R. n. 577. E’ questo un obiettivo essenziale che dovrà essere
conseguito, pur nella logica gradualità della trasformazione da
compiere, passando all’attualità concreta delle disposizioni di legge
del citato D.P.R.
A tale obiettivo, prestigioso ma anche impegnativo, il Corpo Nazionale
dei Vigili del Fuoco é rivolto con tutta la sua organizzazione
articolata nell’intero territorio nazionale.
Per conseguire ciò é necessario mettere in moto alcuni meccanismi che,
in via orientativa, possono individuarsi nella esigenza di procedere a
revisione organizzativa di varie modalità di espletamento del
servizio, nel rafforzamento della qualificazione
tecnico-professionale, nella razionalizzazione e nell’efficienza dei
rapporti con gli operatori esterni o con gli altri organismi aventi un
determinato ruolo ai fini del servizio di prevenzione incendi. In tal
modo, infatti, sarà possibile dare alle popolazioni una risposta
coerente al disegno legislativo.
Le direttive sui vari aspetti riguardanti la problematica complessiva
di adeguamento del servizio di prevenzione incendi alla nuova
normativa del D.P.R. n. 577 saranno date di volta in volta, tenendo
conto delle condizioni reali esistenti.
Non v’è dubbio, però, che nel frattempo, ed entro i limiti delle
possibilità contingenti, i Comandanti debbano curare, a norma di
quanto previsto dall’art. 16 del citato D.P.R., di realizzare il
massimo adeguamento del servizio di prevenzione incendi in ambito
provinciale ispirandosi alla filosofia del D.P.R. stesso.
Gli Ispettori Regionali ed Interregionali, a norma di quanto previsto
dall’art. 19 del citato D.P.R., coordineranno l’attività dei
Comandi Provinciali al fine di fornire le indicazioni ed i
suggerimenti utili per affrontare, nella fase di adeguamento sopra
indicata, i problemi connessi con le innovazioni che l’applicazione
del nuovo provvedimento legislativo comporta.
Ciò premesso, si ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti di
ordine procedurale sugli articoli che prevedono specifici adempimenti
da parte dei Comandi Provinciali. 2) Attività dei Comandi
Provinciali. Rif. Art. 13. – Il primo comma indica i
criteri da seguire nell’esame dei progetti effettuato dagli organi
competenti del Corpo Nazionale VV.F. (Comandi Provinciali, Ispettorati
Regionali o Aeroportuali, Servizio Tecnico Centrale). Nei casi in cui
esistono le norme tecniche, l’esame dei progetti comporta la verifica
della rispondenza del progetto elaborato alle norme stesse; in caso di
mancanza di norme tecniche si deve far riferimento ai principi di base
indicati all’art. 3 e si deve tener conto delle esigenze funzionali e
costruttive degli insediamenti, degli impianti, ecc. Ciò può
comportare la traslazione, al caso di specie, di soluzioni tecniche
applicate in casi analoghi purché sia fondata sulla riconosciuta
similitudine dei fattori di rischio e della adeguatezza delle misure
antincendio.
Il secondo comma, oltre a fissare un preciso termine per il parere
richiesto, fa riferimento alla data di presentazione della
documentazione completa da allegare all’istanza del privato. E’
evidente che tanto più chiare e precise saranno le informazioni di
partenza sulle caratteristiche della documentazione da richiedersi al
privato e tanto più saranno evitate al pubblico le richieste di altri
documenti fatte in tempi successivi che comportano, tra l’altro, un
maggior onere burocratico.
I Comandi Provinciali, pertanto, sono invitati a curare la più
efficace organizzazione interna per facilitare la conoscenza, da parte
del pubblico, degli adempimenti ad esso spettanti.
Il terzo comma delinea il rapporto che i Comandi Provinciali devono
tenere con i Sindaci dei Comuni nel cui ambito é previsto il progetto
di un insediamento, di un impianto, ecc. – Tale rapporto si estrinseca
nell’obbligo, per il Comando Provinciale, di dare comunicazione ai
Sindaci delle norme tecniche di prevenzione, delle osservazioni
generali formulate sui progetti, dei pareri espressi in merito dai
competenti organi del Corpo al fine di consentire ai Sindaci stessi,
gli atti da disporre nell’ambito della loro competenza. Ciò é ispirato
anche all’utilità, per l’operatore esterno, di mettere tempestivamente
a conoscenza il Sindaco delle osservazioni e delle prescrizioni
antincendio evitando di apportare, successivamente all’approvazione di
un progetto da parte del Comune, modifiche onerose determinanti
ritardi dell’iter; con tale prassi, inoltre, si crea l’opportunità di
consentire al Comune di apportare, nelle specifiche regolamentazioni,
gli adeguamenti ritenuti utili. Rif. Art. 14. – Per quanto
riguarda le disposizioni contenute nell’art. 14 in merito alle visite
tecniche, con implicito richiamo ai concetti espressi nell’art. 1,
risulta evidenziato che, essendo la prevenzione incendi compito
istituzionale del Corpo, fa obbligo a tutto il personale di adempiere
a tale compito.
Tale asserto comporta la responsabilizzazione del personale anche in
tale campo secondo un’adeguata graduazione dell’impegno in relazione
alle specifiche caratteristiche di professionalità.
I Comandi, pertanto, sono invitati ad adottare nel loro ambito,
tenendo conto delle attuali possibilità, ogni iniziativa che sia
rivolta alla più efficace organizzazione del servizio di prevenzione
incendi comprendendo in ciò le modalità di impiego del personale e dei
mezzi, le esigenze di prevenzione finalizzate allo specifico
argomento, i rapporti con il pubblico e con gli organi locali.
Ciò costituisce una prima fase di adeguamento organizzativo in vista
di pervenire a una più completa definizione degli altri aspetti che
interessano il servizio di prevenzione incendi.
Il secondo comma definisce i vari tipi di accertamenti che possono
essere effettuati e le finalità connesse a tali accertamenti.
Per meglio orientare e precisare il ruolo affidato alle…

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D.P.R. 29 luglio 1982, n. 577 ”Approvazione del regolamento concernente l’espletamento dei servizi di prevenzione e di vigilanza antincendi“

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