D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459 - Direttiva macchine - Controlli di mercato | Edilone.it

D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459 – Direttiva macchine – Controlli di mercato

D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459 - Direttiva macchine - Controlli di mercato - Primi chiarimenti operativi
Lettera Circolare

In esito alle numerose richieste pervenute a questo Servizio
centrale, si forniscono, sentita anche la Divisione VII dei Rapporti
di lavoro, alcuni chiarimenti operativi, riguardanti i controlli di
conformità delle macchine e dei componenti di sicurezza
rientranti nel campo di applicazione del D.P.R. 24 luglio 1996, n. 459
e, più in generale della direttiva "Macchine",
elaborati con la partecipazione di un apposito gruppo di lavoro. 1.
Controllo conformità Il controllo della conformità
delle macchine e dei componenti di sicurezza, già immessi sul
mercato o messi in servizio muniti della marcatura CE, ai requisiti
essenziali di sicurezza di cui all’Allegato 1 del D.P.R. 24 luglio
1996, n. 459, è attribuito, dall’art. 7 dello stesso D.P.R. n.
459/1996, al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e al Ministero del lavoro e della previdenza sociale,
attraverso i propri Organi ispettivi in coordinamento permanente tra
loro al fine di evitare duplicazioni degli interventi. In tale
attività deve essere considerata compresa anche il riscontro
dell’esistenza e della regolarità della dichiarazione CE di
conformità e del libretto di istruzioni per l’uso nonchè
della marcatura CE. Le amministrazioni suddette possono avvalersi per
gli accertamenti di carattere tecnico dell’ISPESL e degli altri Organi
tecnici dello Stato. Qualora ispettori di codeste Direzioni accertino
la presunta non conformità di una macchina dovranno darne
immediata comunicazione al Ministero dell’industria – DGSPC –
Ispettorato tecnico e a questo Ministero – Servizio centrale ispezione
del lavoro. Per tali comunicazioni dovrà essere utilizzato
l’allegato modello di "Relazione di accertamento di non
conformità ai requisiti essenziali di sicurezza",
debitamente compilato in ogni sua parte. Unitamente a tale modello si
ritiene opportuno che vengano trasmesse fotografie della macchina,
copia del libretto di istruzioni e ogni altra eventuale documentazione
atta ad evidenziare le carenze riscontrate. Per l’esame delle
segnalazioni di presunta non conformità è stato
recentemente costituito un gruppo di lavoro, composto da funzionari
del Ministero dell’industria, del Ministero del lavoro e dell’ISPESL.
Qualora venga riscontrata la presunta non conformità di una
macchina o di un componente di sicurezza, si ritiene opportuno che
l’Ispettore, contestualmente alla suddetta comunicazione, informi per
iscritto l’utilizzatore della riscontrata non conformità
interessandolo, in attesa della conclusione dell’iter di cui all’art.
7 del D.P.R. n. 459/1996, ad adottare tutte le misure alternative che
garantiscono un livello di sicurezza equivalente e comunque atte a
salvaguardare l’incolumità dei lavoratori. L’accertatore,
inoltre, con il verbale di ispezione esprimerà la riserva di
adottare eventuali provvedimenti sanzionatori al termine degli
accertamenti tecnici che saranno effettuati ai sensi del citato art. 7
del D.P.R. n. 459/1996. 2. Immissione sul mercato o messa in
servizio di macchine e componenti di sicurezza – Casi particolari
Il comma 3, dell’art. 1, del D.P.R. n. 459/1996, stabilisce che si
considera "immissione sul mercato" anche la messa a
disposizione di macchine o componenti di sicurezza che abbiano
"subito modifiche costruttive non rientranti nella ordinaria o
straordinaria manutenzione". La normativa non chiarisce quali
interventi siano da considerare di ordinaria o straordinaria
manutenzione. Tuttavia, le modifiche sostanziali di una macchina e gli
interventi che introducono elementi di rischio non valutati in fase di
progettazione sono da considerarsi eccedenti l’ordinaria o
straordinaria manutenzione. Tra gli interventi in argomento rientrano
le modifiche funzionali di una macchina (es. variazione di portata di
un apparecchio di sollevamento), l’installazione di logica
programmabile, ecc. Tali modifiche determinano la necessità di
assoggettare la macchina o il componente di sicurezza alla eventuale
procedura di certificazione e alla marcatura CE (artt. 2 e 4 del
D.P.R. n. 459/1996); necessità che scaturisce anche qualora la
macchina o il componente di sicurezza siano stati assoggettati a
variazioni delle modalità di utilizzo non previste direttamente
dal costruttore (es. pialla a spessore trasformata in pialla a filo)
configurandosi in questo caso una "messa in servizio" (art.
1, comma 4, lettera b). Non sono da considerarsi modifiche eccedenti
la straordinaria manutenzione il ripristino delle condizioni di
sicurezza richieste da norme precedenti al D.P.R. n. 459/1996 (es.
sostituzione di un carter di protezione) o gli adeguamenti alle stesse
norme quali l’installazione di schermi fissi o mobili non
automatizzati, microinterruttori di blocco, ecc. Analogamente non
è da considerare eccedente la straordinaria manutenzione la
sostituzione del quadro elettrico di una macchina senza modifiche
nella logica di funzionamento. 3. Macchine già in servizio
alla data di entrata in vigore del D.P.R. n. 459/1996Le macchine
già in servizio alla data del 21 settembre 1996 e non recanti
la marcatura CE, possono continuare ad essere utilizzate se
rispondenti alle norme di sicurezza previgenti al D.P.R. n. 459/1996.
Il mercato dell’usato delle macchine costituisce una quota non
trascurabile del mercato totale; al riguardo, l’art. 11, comma 1, del
regolamento stabilisce che chiunque venda, noleggi, conceda in uso o
in locazione finanziaria una macchina già in servizio alla data
del 21 settembre 1996 e non munita della marcatura CE deve attestare,
sotto la propria responsabilità, che la stessa al momento della
consegna è rispondente alla normativa previgente alla entrata
in vigore del D.P.R. n. 459/1996. Pertanto, il proprietario di una
macchina che venda, noleggi o conceda in uso la stessa ad un
utilizzatore diretto deve attestarne la conformità alla
normativa previgente al precitato D.P.R. n. 459/1996. Analogamente, il
proprietario di una macchina che ceda la stessa in permuta contro un
nuovo acquisto o fornisca la stessa ad un terzo con procura a vendere
è tenuto ad attestarne la rispondenza alla normativa
previgente. Pertanto, qualora nel corso dell’attività di
vigilanza di competenza venga riscontrato l’utilizzo di una macchina o
di un componente di sicurezza privi di marcatura CE, già in
servizio alla data dell’entrata in vigore del D.P.R. n. 459/1996 ed
acquistati dall’utilizzatore attuale dopo il 21 settembre 1996, priva
della citata attestazione da parte del rivenditore (altro utilizzatore
o commerciante) si dovrà procedere nei confronti dello stesso
rivenditore per violazione all’art. 6 del D.Lgs. n. 626/1994 e
successive modifiche, secondo le procedure ex art. 20 e seguenti del
D.Lgs. n. 758/1994. 4. Applicabilità del D.P.R. 27
aprile 1955, n. 547 La presunta non conformità di una
macchina o di un componente di sicurezza, immessi sul mercato o messi
in servizio ai sensi della direttiva "Macchine"
(cioè, rispettivamente, accompagnati dalla dichiarazione di
conformità e recanti la marcatura CE, ovvero accompagnati dalla
sola dichiarazione di conformità) deve essere riferita ai
requisiti essenziali di sicurezza di cui all’Allegato 1 al D.P.R. n.
459/1996 e non anche alle disposizioni previgenti contenute
essenzialmente nel D.P.R. n. 547/1955. L’art. 46, comma 2, della legge
n. 128/1998 (legge comunitaria 1995-1997) stabilisce che le
disposizioni costruttive contenute nelle leggi previgenti il D.P.R. n.
459/1996 sono da considerarsi "norme" ai sensi della legge
21 giugno 1986, n. 317 e successive modificazioni. Pertanto, per le
macchine costruite in conformità al D.P.R. n. 459/1996 le
disposizioni contenute nel D.P.R. n. 547/1995 devono essere
considerate come utili documenti di riferimento per i costruttori atti
a soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza di cui all’Allegato
1. Lo stesso articolo, al comma 1, stabilisce che le disposizioni in
materia di omologazione contenute nelle norme previgenti il più
volte citato D.P.R. n. 459/1996 non si applicano alle macchine
suddette. Resta immutato il regime delle verifiche periodiche per le
macchine ed attrezzature soggette a tale obbligo in quanto, l’art. 46,
comma 1 summenzionato si riferisce solo ai collaudi. 5. Interventi
per il controllo di mercato Nel corso di riunioni di coordinamento
tra il Ministero dell’industria – DGSPC – Ispettorato tecnico, il
Ministero del lavoro – Servizio centrale I.L. e l’ISPESL si è
ravvisata l’opportunità di effettuare accertamenti congiunti
tra funzionari di questo Ministero e funzionari dell’ISPESL. Tali
accertamenti, che saranno di volta in volta richiesti da questo
Servizio centrale, potranno riguardare in particolare macchine per le
quali le segnalazioni di non conformità non sono pervenute da
Organi di vigilanza. Pertanto, acquisita la disponibilità del
Direttore generale dell’ISPESL, si interessano codeste DRL – Settore
ispezione del lavoro – ad individuare nell’ambito regionale funzionari
tecnici di diversa e qualificata esperienza da adibire agli eventuali
accertamenti congiunti con l’ISPESL. I suddetti tecnici andranno
individuati, ove possibile, in relazione al caso da trattare, tenendo
presente la relativa specializzazione ed attitudine professionale. Le
DPL – SIL – saranno incaricate, sempre da questo Servizio centrale, a
svolgere in particolare accertamenti inerenti: 1) macchine per le
quali la ditta costruttrice non ha dato riscontro alla diffida di
adeguamento ai requisiti essenziali di sicurezza notificatale dal
Ministe…

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