D.M. 21.12.1990 N.452 - REGOLAMENTO RECANTE NORME DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 3 FEBBRAIO 1989 | Edilone.it

D.M. 21.12.1990 N.452 – REGOLAMENTO RECANTE NORME DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 3 FEBBRAIO 1989

D.M. 21.12.1990 N.452 - REGOLAMENTO RECANTE NORME DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE 3 FEBBRAIO 1989 N. 39, SULLA DISCIPLINA DEGLI AGENTI DI AFFARI IN MEDIAZIONE

D.M. 21.12.1990 N.452 – REGOLAMENTO RECANTE NORME DI ATTUAZIONE DELLA
LEGGE 3 FEBBRAIO 1989 N. 39, SULLA DISCIPLINA DEGLI AGENTI DI AFFARI
IN MEDIAZIONE

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E
DELL’ARTIGIANATO

Visto l’art. 17 della legge 23 agosto 1988, n.
400, concernente disciplina dell’attività di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Vista la legge 3 febbraio
1989, n. 39, recante “Modifiche ed integrazioni alla legge 21 marzo
1958, n. 253, concernente la disciplina della professione di
mediatore”;
Ritenuta la necessità di provvedere ai sensi dell’art. 11
di detta legge, ad emanare le previste norme di attuazione;
Sentite le
organizzazioni nazionali dei commercianti, degli industriali, degli
agricoltori e dei mediatori;
Udito il parere del Consiglio di Stato
espresso nell’adunanza generale del 31 maggio 1990; Vista la
comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a norma
dell’art. 17, comma 3, della citata legge n. 400/1988 con nota n.
1.1.4/31890/4.13.11 del 5 dicembre 1990;
Emana il seguente
regolamento:

Art. 1

1. Nel presente regolamento col termine
“legge” si intende la legge 3 febbraio 1989, n. 39, e col termine
“agente” l’agente d’affari in mediazione.

Art. 2

1. Il presente
regolamento non si applica ai mediatori marittimi, ai mediatori
pubblici, agli agenti di cambio, agli esercenti attività di
intermediazione nei servizi turistici, e a coloro che esercitano
attività di intermediazione nei servizi assicurativi; alle predette
categorie continuano ad applicarsi, rispettivamente, la legge 12 marzo
1968, n. 478, e successive modificazioni; la legge 30 marzo 1913, n.
272, e successive modificazioni e integrazioni; la legge 29 maggio
1967, n. 402, e successive modificazioni; l’art. 9 della legge 17
maggio 1983, n. 217 e le successive leggi regionali, la legge 28
novembre 1984, n. 792; nonché le relative disposizioni regolamentari
di esecuzione e di attuazione.

Art. 3

1. Il ruolo di cui all’art.
2 della legge è distinto nelle seguenti sezioni:
a) agenti
immobiliari;
b) agenti merceologici;
c) agenti con mandato a titolo
oneroso;
d) agenti in servizi vari.
2. Nella sezione sub a) sono
iscritti agli agenti che svolgono attività per la conclusione di
affari relativi ad immobili ed aziende; in quella sub b), gli agenti
che svolgono attività per la conclusione di affari concernenti merci,
derrate e bestiame; nella sezione sub c), gli agenti muniti di mandato
a titolo oneroso; in quella sub d) vengono iscritti gli agenti che
svolgono attività per la conclusione di affari relativi al settore dei
servizi, nonché tutti gli altri agenti che non trovano collocazione in
una delle sezioni precedenti.
3. Ciascuna sezione del ruolo deve
indicare:
a) nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza
dell’iscritto;
b) data dell’iscrizione ed estremi della relativa
deliberazione;
c) se l’attività dell’iscritto è svolta in nome proprio
o per conto di una impresa organizzata. 4. Nel ruolo sono altresì
annotati i provvedimenti disciplinari, amministrativi e penali.
5. In
base al ruolo le camere di commercio istituiscono uno schedario degli
iscritti con l’indicazione della sezione o delle sezioni di
iscrizione.
6. Il ruolo è sottoposto a revisione ogni quattro anni ed
è pubblicato annualmente a cura della camera di commercio, industria,
agricoltura e artigianato.
7. Nulla è innovato per quanto riguarda
l’iscrizione nel ruolo speciale di cui all’art. 2 della legge 21 marzo
1958, n. 253.

Art. 4

1. Possono accedere all’esame previsto
dall’art. 2, comma 3, lettera e), della legge, coloro i quali abbiano
prestato per almeno un biennio la propria opera con mansioni
operative, in qualità di dipendenti da imprese esercenti l’attività di
mediazione, come attestato dal libretto di lavoro, oppure in qualità
di familiari coadiutori delle precitate imprese iscritti come tali
negli elenchi nominativi degli esercenti attività commerciali di cui
alla legge 27 novembre 1960, n. 1397, e successive modificazioni.

Art. 5

1. Per l’iscrizione nel ruolo l’interessato deve presentare
domanda, in regola con l’imposta di bollo, alla camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura della provincia nella quale
risiede, o nella quale ha eletto domicilio se trattasi di cittadino
della Comunità economica europea, indicando la sezione o le sezioni
del ruolo in cui intende essere iscritto.
2. Nella domanda l’aspirante
deve dichiarare di avere un’età non inferiore agli anni 18; di essere
cittadino italiano o cittadino di uno degli Stati membri della
Comunità economica europea, ovvero straniero residente nel territorio
della Repubblica italiana; di aver eletto domicilio in un comune della
provincia se cittadino di uno degli Stati membri della Comunità
economica europea; di non svolgere attività in qualità di dipendente
da persone, associazioni o enti pubblici o privati, fatta eccezione
per l’impiego presso imprese o società aventi per oggetto l’esercizio
dell’attività di mediazione; di non svolgere attività per la quale è
prescritta l’iscrizione in albi, ruoli, ordini, registri o elenchi; di
aver assolto agli impegni derivanti dalle norme relative agli obblighi
scolastici vigenti al momento della sua età scolare.3.?Alla domanda
devono essere allegati:
a) certificato di residenza per i cittadini
italiani e per quelli extracomunitari;
b) certificato di cittadinanza
per i cittadini italiani e per quelli di uno degli Stati membri della
CEE;
c) certificazione relativa al superamento dell’esame previsto
dall’art. 2, lettera e), della legge, oppure titolo di scuola
secondaria di secondo grado d’indirizzo commerciale o certificato di
laurea in materie commerciali o giuridiche in originale o in copia
autenticata di un titolo di studio che il Ministero della pubblica
istruzione abbia riconosciuto equipollente a uno di quelli innanzi
indicati.
4. La commissione di cui all’art. 7 della legge provvede
d’ufficio ad accertare i requisiti indicati nell’art. 2, comma 3,
lettere b) ed f), della legge stessa, nonché ad espletare gli
accertamenti previsti dalla normativa contro la delinquenza
mafiosa.
5. L’iscrizione nel ruolo decorre dalla data della
deliberazione della commissione di cui al comma quarto.

Art. 6

1.
Alla commissione centrale di cui all’art. 4 della legge, sono
attribuite le seguenti competenze:
1) decidere sui ricorsi avverso i
provvedimenti delle commissioni istituite presso le camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura;
2) curare ed
assicurare l’uniformità dei criteri di valutazione dei requisiti
soggettivi relativi all’art. 2, lettera e), della legge;
3) definire
le materie e le modalità dell’esame previsto dal citato art. 2,
lettera e), della legge.

Art. 7

1. Ai fini previsti dall’art. 7,
comma 1, della legge, la commissione istituita presso ciascuna camera
di commercio:
1) esamina l’istanza e i titoli prodotti dal richiedente
la iscrizione;
2) delibera con provvedimento motivato, entro sessanta
giorni dalla presentazione della domanda, l’iscrizione o il diniego di
iscrizione, dandone comunicazione all’interessato entro i quindici
giorni successivi a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento;
3)
vigila avvalendosi anche dell’ufficio provinciale dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, sull’esercizio dell’attività degli
iscritti, ferma restando la competenza delle giunte camerali in
materia disciplinare;
4) provvede ad inoltrare denuncia all’autorità
giudiziaria nei casi previsti dall’art. 8, comma 2, della legge;
5)
cura la conservazione dei moduli e formulari depositati ai sensi
dell’art. 5, comma 4, della legge, in modo da assicurare la
consultazione a chiunque ne abbia interesse.

Art. 8

1. Ai fini
dell’istituzione delle commissioni di cui agli articoli 6 e 7, la
rappresentatività a livello nazionale delle organizzazioni di
categoria è indicata, per la scelta dei membri della commissione
centrale, dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale e, per
la scelta dei membri delle commissioni provinciali, dai competenti
uffici provinciali del lavoro.

Art. 9

1. Per la validità delle
deliberazioni delle commissioni di cui agli articoli 6 e 7 è
necessaria la presenza di almeno due terzi dei componenti, effettivi o
supplenti, fra i quali il presidente o il vice-presidente.
2. Le
commissioni deliberano a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di
parità prevale il voto del presidente.
3. L’ordine del giorno deve
essere inviato ai membri effettivi almeno otto giorni prima della
riunione e può essere modificato solo in presenza e con il consenso di
tutti i membri della commissione stessa.
4. I membri delle commissioni
che non partecipano a tre sedute consecutive senza giustificato
motivo, decadono dall’incarico.

Art. 10

1. Avverso i provvedimenti
di sospensione, di cancellazione e di radiazione, gli interessati
possono presentare ricorso davanti alla commissione centrale entro il
termine di trenta giorni dall’avvenuta comunicazione.

Art. 11

1.
Quando l’attività di mediazione sia esercitata da una società, i
requisiti per l’iscrizione nel ruolo devono essere posseduti dai
legali o dal legale rappresentante della società stessa ovvero da
colui che è preposto dalla società a tale ramo d’attività.
2. La
domanda di iscrizione deve essere presentata alla camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura della provincia nel cui
territorio ha sede legale la società.
3. La società è tenuta a
comunicare alla camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura le eventuali variazioni del o dei rappresentanti legali
ovvero dell’institore, nonché di tutti coloro che concludono affari
per suo conto.

Art. 12

1. Qualora il soggetto iscritto nel ruolo
trasferisca la residenza in altra provincia, deve chiedere, entro
novanta giorni dalla fissazione della sua nuova sede, l’iscrizione nel
ruolo d…

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