D.M. 20/08/92 | Edilone.it

D.M. 20/08/92

D.M. 20/08/92 - Approvazione tariffa dell'imposta di bollo
Circolare Ministeriale

Sono stati sottoposti a questa Sede alcuni quesiti in ordine al
decreto ministeriale in oggetto per gli atti emessi da questo
Istituto.Invero con la legge 8 agosto 1992, n. 359, che ha convertito
con modificazioni il decreto legge 11 luglio 1992, n. 333, sono state
approvate "misure urgenti per il risanamento della Finanza
pubblica".L’ultimo comma dell’art. 10 del decreto legge 11 luglio
1992, n. 333 "prevede che con decreto del Ministro delle finanze
è approvata la nuova tariffa dell’imposta di bollo di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, e
successive modificazioni".Con decreto del 20 agosto 1992
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 1992,
all’art. 1, è stata, appunto, approvata la suddetta tariffa,
con l’annesso allegato A, in sostituzione a quella anteriormente
vigente alla data di entrata in vigore del decreto stesso che per
opportuna conoscenza si allega (1).Al riguardo, nel richiamare le
circolari emanate da questa Sede in materia, si ritiene opportuno
fornire le seguenti ulteriori precisazioni.A) Certificati di
omologazione nonchè copie conformi all’originale delle
certificazioniCome previsto dall’art. 1 delle tariffe del decreto
"de quo" è dovuta l’imposta di L. 15.000 per ogni
foglio.Il foglio può consistere in una pagina ovvero quattro
pagine di un unico foglio uso bollo.Per certificato si intende il
provvedimento finale che attesta l’omologazione di un apparecchio o di
materiali soggetti all’attività istituzionale ovvero prove
eseguite presso Laboratori dell’istituto ovvero estranei autorizzati
con il predetto decreto ministeriale.A1) Copie conformi all’originale
delle suddette certificazioni dovranno assolvere l’imposta di bollo
sempre nella misura di L. 15.000.Si rammenta che il rilascio da parte
dei Dipartimenti di copie conformi all’originale è comunque
soggetto alle apposite tariffe di cui al decreto ministeriale 14
febbraio 1992.Per quanto riguarda in particolare i certificati Ceoc o
rilasciati in base alla normativa CEE si rammenta che in base agli
accordi di reciprocità, sono soggetti all’imposta prevista nel
Paese di origine; l’imposta di bollo dovrà essere assolta
qualora il Dipartimento debba rilasciarne copia conforme
all’originale.Qualora sia necessario procedere al rilascio di copie
conformi di un certificato omologativo, tipo lamiere di acciaio,
destinate ad essere impiegate nella costruzione di apparecchi a
pressione, per ogni copia conforme all’originale nel numero richiesto
dall’utente, a seconda dagli utilizzatori dei materiali stessi
dovrà assolvere l’imposta di bollo nella identica misura
tariffaria, atteso che le suddette copie costituiranno documentazione
certificativa relativa a materiale da commercializzare.Qualora,
invece, la copia conforme del certificato del materiale sottoposto
alla Ia verifica omologativa dell’Istituto viene richiesta per
accompagnare parte del materiale omologato da destinarsi nella
costruzione di apparecchi o impianti soggetti ad attività
omologativa dell’Ispesl, non richiedendo l’assolvimento dell’imposta
di bollo ma unicamente il pagamento della prevista tariffa. E’ da
ritenersi "atto interno" di un procedimento
tecnico-Amministrativo che ha la sua origine nell’unico certificato
omologativo del materiale e quello finale nella verifica omologativa
dell’apparecchio alla sua realizzazione.B) Istanze utenti volte al
rilascio di certificati estratti a copiaRientrano nell’art. 3 del
decreto "de quo" le richieste degli utenti di rilascio di
certificato copia.In particolare si precisa che le domande per le
verifiche straordinarie per il collaudo degli ascensori devono essere
assoggettate al pagamento dell’imposta di bollo, atteso che, come
noto, la domanda viene rivolta direttamente all’Istituto e non al
Sindaco per il rilascio della licenza di impianto di esercizio.In
ordine alla Regolarità fiscale di una richiesta omologativa
nella ipotesi in cui l’entità delle verifiche richieste, e
regolarmente pagate, sia tale da non poter essere effettuate da parte
del tecnico nello stesso luogo così secondo i chiarimenti di
cui alla circolare dell’Istituto n. 20 del 25 febbraio 1987, si
precisa che la "ratio" della circolare è di
razionalizzare la materia e pertanto ricollegandola alla richiesta,
una istanza di verifiche omologative viene considerata nella sua
unitarietà nella fattispecie in cui l’omologazione di un
apparecchio scaturisce da un ciclo completo di verifiche, ovvero da un
numero non predeterminato in via preventiva di verifiche omologative
ma contraddistinte dal comune elemento della loro esecuzione del
medesimo luogo di accesso al tecnico.Con il riferimento al ciclo
completo di verifiche che comportano l’omologazione dell’apparecchio
nella sua globalità, si determina una unitarietà
temporale, mentre, con quello riferito alla pluralità di
operazioni nello stesso luogo di accesso, ricorre l’unicità
dello spazio operativo del Tecnico; elementi che caratterizzano la
efficenza ed il buon andamento dell’attività dell’Istituto
quale Pubblica amministrazione.In entrambe le fattispecie è
presente un nesso funzionale che consente di formulare una o
più richieste omologative con una unica domanda in
bollo.Qualora, dunque, si ravvisi che non ricorrono i presupposti
tecnico-giuridici di cui sopra, si dovrà provvedere a
richiedere la regolarizzazione fiscale della domanda.B1) Atti relativi
ad approvazione progetti – libretti matricolari – verbali di
verificheAll’atto dell’approvazione dei progetti non è
d’obbligo l’assolvimento dell’imposta di bollo in considerazione della
circostanza che l’utente può o meno realizzare l’impianto dando
così corso all’iter procedurale omologativo intrapreso – con
istanza in bollo – volta all’Istituto per l’approvazione del progetto,
previo pagamento del contributo previsto all’apposita tariffa,
corredata della documentazione ed elaborati tecnici e che viene a
concludersi con la realizzazione dell’apparecchio o impianto soggetto
a verifica di omologazione con il rilievo di certificazione
omologativa.Come per i sopracitati elaborati tecnici "tipi,
disegni, modelli, planimetrie, calcoli ed altri lavori anche i
progetti dichiarati conformi alla vigente normativa di sicurezza e
prevenzione sono soggetti all’imposta di bollo solo in caso d’uso,
qualora, cioè, lo stesso progetto abbia una autonoma
utilizzazione giuridico-economica.Quando, invece, lo stesso utente, a
seguito dell’approvazione da parte dell’Istituto, provvede alla
costruzione dell’apparecchio o impianto, che sottopone a verifica
omologativa, l’imposta di bollo viene assolta su quest’ultimo
certificato finale e conclusivo, con la precisazione però, che
la istanza dell’utente ogni volta debba essere proposta a questa
Amministrazione in regola ai fini fiscali.Per quanto riguarda i
libretti matricolari si sottolinea che, operando in base alle
procedure amministrative di cui all’art. 2 della legge n. 597/1982,
non viene a configurarsi un vero e proprio certificato
omologativo.Invero gli stessi sono la necessaria documentazione
tecnica che deve accompagnare l’apparecchio ed in quanto tali non
dovrebbero assolvere l’imposta di bollo, atteso che non vengono a
configurare una vera certificazione omologativa bensì
ricomprendono il certificato in originale o copia conforme come atto
che viene a perfezionare l’insieme delle notizie di "ordine
tecnico" che produce all’esterno l’iter omologativo
dell’apparecchio o impianto.Analoga considerazione va fatta per quanto
attiene i verbali di verifica, redatti dai funzionari dell’Istituto
all’uopo incaricati, che, in quanto tali, fanno fede della
conformità o meno dell’apparecchio o impianto alla normativa in
materia e dunque vanno inseriti nei libretti "de quibus"
mentre sono il presupposto tecnico-amministrativo dell’atto,
più propriamente giuridico, che si identifica nel certificato
omologativo.Solo quest’ultimo sarà soggetto all’imposta di
bollo.Si omette allegato.

D.M. 20/08/92

Edilone.it