D.M. 19.6.1999. D.M. 01.02.1986. D.M. 30.11.1983. D.M. 16.05.1987. D.M. 12.04.1996. Circ. n° 91/1961 | Edilone.it

D.M. 19.6.1999. D.M. 01.02.1986. D.M. 30.11.1983. D.M. 16.05.1987. D.M. 12.04.1996. Circ. n° 91/1961

D.M. 19.6.1999. D.M. 01.02.1986. D.M. 30.11.1983. D.M. 16.05.1987. D.M. 12.04.1996. Circ. n° 91/1961 e D.P.R. n° 246/1993. Richiesta di chiarimenti
Nota Ministeriale

Con riferimento ai quesiti posti con la nota indicata a
margine, si forniscono di seguito i chiarimenti richiesti sulla base
del pareri espressi al riguardo dal Comitato Centrale Tecnico
Scientifico per la prevenzione incendi.Quesito n° 1 - Si
ritiene che, se il materiale da installare è dotato di
certificato di reazione al fuoco e relativo atto di omologazione in
cui alla descrizione della posa in opera è dichiarato
“incollato (ovvero appoggiato) su supporto
incombustibile”, tale materiale deve essere installato su un
supporto incombustibile che abbia almeno la stessa conduttività
termica del cemento amianto. Sono pertanto da escludersi supporti
quali lastre di alluminio o acciaio.Quesito n° 2 –Si fa
presente che, ai fini della accettabilità sotto l’aspetto
tossicologico del liquidi frigorigeni citati nella norma UNI 8011 ed
utilizzabili negli impianti di condizionamento, si provvederà
ad acquisire il parere del Ministero della
Sanità. Quesito n° 3 – Si ritiene che gli
“studentati”, fermo restando l’osservanza delle
misure tecniche stabilite dal D.M. 9 aprile 1994, sono da considerarsi
strutture turistico alberghiere, e pertanto soggetti ai controlli di
prevenzione incendi, se superano i 25 posti letto.Quesito n° 4
– Si conferma l’impossibilità di installare cucine
a servizio di singoli piani eccettuato che per gli impianti
individuali di riscaldamento/cottura a uso delle singole unità
abitative nei villaggi albergo e nelle residenze turistico
alberghiere.Quesito n° 5 – Si concorda nel considerare che
sotto il profilo della sicurezza contro gli incendi alcuni aspetti
dimensionali previsti nel D.M. 1 febbraio 1986 appaiono eccessivi se
riferiti alla movimentazione dei motocicli; pertanto nel rivedere il
citato decreto si provvederà a dettare norme specifiche per
tutti i veicoli diversi dalle autovetture.Quesito n° 6 –
Premesso che la delimitazione dei box con struttura REI ha lo scopo di
contenere l’incendio, si è del parere che se la norma ha
previsto tale misura per le piccole autorimesse è indubbio che
essa debba essere presente anche per le autorimesse di maggiori di
dimensioni.Quesito n° 7 –Si ritiene che la rampa aperta, per
la funzione che deve svolgere, deve essere mantenuta permanentemente
aperta e pertanto deve essere priva di infissi.Quesito n° 8 -Si
ritiene che l’installazione dei rivelatori di CO e di
concentrazione di miscele infiammabili sia necessaria anche nel caso
rappresentato. Quesito n° 9 – Si fa presente che la
valutazione del luogo sicuro deve essere eseguita caso per caso
considerando le condizioni al contorno.Quesito n° 10 -Si ritiene
che il filtro a prova di fumo non può essere dotato di aperture
di aerazione normalmente chiuse e che la sovrappressione non
può essere realizzata dopo la chiusura delle porte.Quesito
n° 11 – Si fa presente che la superficie minima di aerazione deve
essere valutata al netto della griglia.Quesito n° 12 -Si ritiene
che in presenza di un edificio con più vani scala, non
comunicanti fra loro, l’accostamento dell’autoscala VV.F.
deve essere garantito almeno ad una finestra o un balcone di ogni
piano appartenente alla verticale servita da ciascun vano
scala.Quesito n° 13 – Si conferma che i locali, nei quali
sono installati impianti di produzione di calore alimentati a
combustibile gassoso, ivi compresi i locali cucina, devono avere vani
di aerazione permanentemente aperti.Quesito n° 14 – Si fa
presente che per le attività non regolate da specifiche
disposizioni antincendio, quali le attività industriali, i
requisiti di resistenza al fuoco delle strutture vanno valutati fra le
misure di protezione da porre in atto per la compensazione del rischio
di incendio avendo a riferimento gli obiettivi di sicurezza assunti,
così come previsto dall’allegato I del D.M. 4 maggio
1998.Quesito n° 15 -Si ritiene che la misurazione della pedata del
gradino deve essere effettuata secondo la proiezione verticale,
considerando quindi la pedata utile in fase di discesa.

D.M. 19.6.1999. D.M. 01.02.1986. D.M. 30.11.1983. D.M. 16.05.1987. D.M. 12.04.1996. Circ. n° 91/1961

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