CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 15 dicembre 2005 | Edilone.it

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO – PROVVEDIMENTO 15 dicembre 2005

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO - PROVVEDIMENTO 15 dicembre 2005 - Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Ministero della salute, le regioni e le province autonome sulle linee guida per la gestione operativa del sistema di allerta per alimenti destinati al consumo umano. (Accordo rep. n. 2395). (GU n. 9 del 12-1-2006)

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE
AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO

PROVVEDIMENTO 15 dicembre 2005

Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003,
n. 131, tra il Ministero della salute, le regioni e le province
autonome sulle linee guida per la gestione operativa del sistema di
allerta per alimenti destinati al consumo umano. (Accordo rep. n.
2395).

LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE
PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO

Nell’odierna seduta del 15 dicembre 2005:
Visto l’art. 117 della Costituzione che al comma 3 annovera tra
le materie di legislazione concorrente la «tutela della salute» e
«l’alimentazione»;
Visto l’art. 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, il
quale prevede che, in sede di Conferenza Stato-Regioni, il Governo
puo’ promuovere la stipula di intese dirette a favorire il
raggiungimento di obiettivi comuni;
Visto il decreto legislativo del 3 marzo 1993, n. 123, recante
«Attuazione della direttiva 89/397/CEE relativa al controllo
ufficiale dei prodotti alimentari», ed in particolare l’art. 11
riguardante il riscontro di una frode tossica o di prodotti
alimentari nocivi o pericolosi per la salute pubblica;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995
recante «Atti di indirizzo e coordinamento alle regioni delle
province autonome di Trento e Bolzano sui criteri uniformi per
l’elaborazione dei programmi di controllo ufficiale degli alimenti e
delle bevande»;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 155, recante
«Attuazione delle direttive 99/43/CEE e 96/3/CEE concernenti l’igiene
dei prodotti alimentari», ed in particolare l’art. 3 che stabilisce
l’obbligo da parte dei responsabili delle industrie alimentari di
ritirare dal commercio, i prodotti alimentari che possono presentare
un rischio immediato per la salute pubblica;
Visto il regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 28 gennaio 2002 che istituisce i principi e requisiti
generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorita’
europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della
sicurezza alimentare, ed in particolare il capo IV riguardante il
sistema di allarme rapido, la gestione delle crisi e le situazioni di
emergenza;
Considerato che per garantire la tutela della salute pubblica
nelle situazioni di emergenza attraverso l’assunzione di
provvedimenti che consentano di impedire la commercializzazione e il
consumo di prodotti alimentari nocivi o pericolosi e’ necessario
stabilire delle procedure rapide ed efficaci;
Considerate le difficolta’ gestionali emerse in occasione del
verificarsi di emergenze dovute alla presenza sul mercato di alimenti
nocivi o pericolosi per la salute pubblica;
Vista la nota del 18 novembre 2005, con la quale il Ministero
della salute ha formalizzato la proposta di intesa in esame, volta ad
emanare linee guida per la gestione operativa del sistema di allerta
nazionale per alimenti destinati al consumo umano al fine di
pervenire ad una uniformita’ e ad una standardizzazione di detto
sistema di allerta per garantire la piena tutela della salute
pubblica;
Acquisito nel corso dell’odierna seduta l’assenso del Governo e
dei presidenti delle regioni e province autonome sul testo della
presente intesa, nei termini di cui all’allegato sub 1;
Sancisce intesa
tra il Ministero della salute e le regioni e le province autonome,
nei termini di cui all’allegato sub 1, richiamato in premessa, parte
integrante del presente atto.
Roma, 15 dicembre 2005
Il presidente: La Loggia
Il segretario: Carpino

“LINEE GUIDA PER LA GESTIONE OPERATIVA DEL
SISTEMA DI ALLERTA PER ALIMENTI DESTINATI AL
CONSUMO UMANO”

1. FINALITA’
II presente protocollo e’ stato definito per permettere la gestione
omogenea in ambito nazionale del Sistema di Allerta per alimenti
destinati al consumo umano, al fine di garantire la tutela della
salute pubblica.
E’ fatta salva l’adozione di tutti i provvedimenti previsti dalla
normativa in vigore.
2. DEFINIZIONI
Si intende per:
– Sistema di allerta: procedura codificata atta a garantire la
rapidita’ delle comunicazioni e dei provvedimenti conseguenti, da
adottare a seguito di riscontro di alimento che rappresenta grave
rischio per la salute del consumatore;
– Alimento (o prodotto alimentare o derrata alimentare): “qualsiasi
sostanza o prodotto trasformato , parzialmente trasformato o non
trasformato destinato ad esser ingerito, o di cui si prevede
ragionevolmente che possa essere ingerito, da essere umani. Sono
comprese le bevande, le gomme da masticare e qualsiasi sostanza,
compresa l’acqua, intenzionalmente incorporata negli alimenti nel
corso della loro produzione, preparazione o trattamento
(….omissis…)” (tratta da Regolamento 178/2002/CE);
– Impresa alimentare: “ogni soggetto pubblico o privato , con o senza
fini di lucro, che svolge una qualsiasi delle attivita’ connesse ad
una delle fasi di produzione, trasformazione e distribuzione degli
alimenti” (tratta da Regolamento 178/2002/CE);
– Operatore del settore alimentare: “la persona fisica o giuridica
responsabile di garantire il rispetto delle disposizioni della
legislazione alimentare nell’impresa alimentare posta sotto il suo
controllo” (tratta da Regolamento 178/2002/CE);
– Immissione sul mercato: la detenzione di alimenti o mangimi a scopo
di vendita, comprese l’offerta di vendita o ogni altra forma,
gratuita o a pagamento, di cessione, nonche’ la vendita stessa, la
distribuzione e le altre forme di cessione propriamente detta”
(tratta da Regolamento 178/2002/CE),
– Commercio al dettaglio: “la movimentazione e/o trasformazione degli
alimenti e il loro stoccaggio nel punto di vendita o di consegna al
consumatore finale, compresi i terminali di distribuzione, gli
esercizi di ristorazione, le mense di aziende e istituzioni. I
ristoranti e altre strutture di ristorazione analoghe , i negozi, i
centri di distribuzione per supermercati e i punti vendita
all’ingrosso” (tratta da Regolamento 178/2002/CE);
– Pericolo o elemento di pericolo: agente biologico – chimico –
fisico contenuto in un alimento o mangime o condizione in cui un
alimento o un mangime si trova, in grado di provocare un effetto
nocivo sulla salute (tratta da Regolamento 178/2002/CE),
– Rintracciabilita’: “la possibilita’ di ricostruire e seguire il
percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla
produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a
far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi
della produzione, della trasformazione e della distribuzione” (tratta
da Regolamento 178/2002/CE);
– Rischio: funzione della probabilita’ e della gravita’ di un effetto
nocivo per la salute, conseguente alla presenza di un pericolo
(tratta da Regolamento 178/2002/CE);
3. CAMPO DI APPLICAZIONE
Le presenti indicazioni operative si applicano nei seguenti casi, che
dovranno essere trattati in modo da garantire l’adozione delle misure
piu’ opportune al fine di tutelare la salute pubblica:
1. segnalazioni in partenza dalla ASL: attivazione del Sistema di
Allerta per riscontri di alimenti, gia’ presenti sul mercato,
prodotti e/o distribuiti nel territorio di competenza della ASL, che
presentano un grave rischio per la salute del consumatore, per i
quali e’ richiesto un intervento immediato;
2. segnalazioni in arrivo: allerta originate al di fuori della ASL,
che riguardano alimenti prodotti e/o distribuiti nel territorio di
competenza della ASL;
Le presenti indicazioni operative non si applicano, in quanto esulano
dall’ambito del Sistema di Allerta, agli alimenti che, pur
presentando non conformita’ alle norme vigenti, siano stati gia’
segnalati dal responsabile dell’industria alimentare nell’ambito
dell’autocontrollo e che, pur costituendo un grave rischio per la
salute del consumatore, non siano stati immessi sul mercato. Tali non
conformita’, se evidenziate a seguito di un Controllo Ufficiale,
anziche’ nell’ambito dell’Autocontrollo, comportano, conseguenze
amministrative e/o penali.
4. PROCEDURE OPERATIVE
Ai fini del presente protocollo, e’ possibile effettuare la seguente
classificazione:
a) alimenti che rappresentano un grave rischio per la salute del
consumatore e per i guali e’ richiesto un intervento immediato. Per
tale tipologia e’ prevista l’attivazione del Sistema di Allerta.
b) alimenti che pur presentando non conformita’ alle norme vigenti,
non rappresentano un grave rischio per il consumatore, e/o non
richiedono un intervento immediato.
A titolo esemplificativo non costituiscono grave rischio per la
salute pubblica, e pertanto non comportano l’attivazione del Sistema
di Allerta, gli alimenti:
– nei quali sia stata riscontrata la presenza di additivi o di
residui di sostanze autorizzate ma in quantitativi superiori a quanto
consentito dalla normativa vigente, qualora il quantitativo di tali
sostanze consenta di escludere ragionevolmente la pericolosita’ per
la salute pubblica;
– nei quali sia stata riscontrata la presenza di microrganismi
potenzialmente patogeni in prodotti intermedi, che subiranno uno o
piu’ trattamenti tali da garantire la distruzione dei microrganismi
patogeni, prima della commercializzazione in alimento;
– nei quali sia stata riscontrata la presenza di germi indicatori di
igiene o indice contaminazione superiori ai limiti consentiti o a
valori guida eventualmente disponibili;
– nei quali l’agente biologico potenzialmente pericoloso risulta non
vitale;
– nei quali si sia riscontrata una frode commerciale (adulterazioni,
sofisticazioni, contraffazioni, che non rappresentano un pericolo
attuale o potenziale per il consumatore).
II Dirigente del Servizio Medico e/o Veterinario del Dipartimento di
Prevenzione della ASL competente, nei casi di non conformita’
previsti al suddetto punto b), dovra’ comunque inoltrare la
segnalazione al Servizio Medico e/o Veterinario competente della
Regione o della Provincia Autonoma utilizzando il modulo allegato E –
“segnalazione di non conformita’” corredato dall’allegato F –
“identificazione del prodotto alimentare” e da copia del referto
delle analisi. Tale segnalazione verra’ raccolta in un sistema di
sorveglianza regionale che permettera’ di orientare la programmazione
dei controlli e di attivare progetti specifici sulla base di
riscontri oggettivi.
Sono comunque fatti salvi eventuali altri provvedimenti che si
ritenga necessario ed opportuno adottare (controlli, interventi lungo
la filiera produttiva, comunicazioni all’Autorita’ giudiziaria etc.)
E’ pertanto possibile distinguere due diversi tipi di comunicazioni:
1) Notifica di allerta:
Comunicazione riguardante gli alimenti di cui al precedente punto a);
2) Segnalazione di non conformita’
Comunicazione riguardante alimenti di cui al precedente punto b).
5. PUNTI DI CONTATTO
Nel Sistema di Allerta sono coinvolti i seguenti soggetti, ciascuno
dei quali deve individuare al proprio interno il relativo punto di
contatto, utilizzando l’apposita scheda, allegato G – “punti di
contatto”:
1. Servizi Medici e/o Veterinari del Dipartimento di Igiene e
Prevenzione delle ASL;
2. Servizi Medici e/o Veterinari delle Regioni o delle Province
Autonome
3. Ministero della Salute:
Direzione Generale della Sanita’ Veterinaria e degli Alimenti
Ufficio V
Ufficio VI
6. ATTIVAZIONE DEL SISTEMA DI ALLERTA
Nei casi in cui la ASL competente ravvisi in un alimento, gia’
presente sul mercato, un grave rischio per il consumatore, per il
quale e’ richiesto un intervento immediato, procedera’
all’attivazione del Sistema di Allerta.
Solo la ASL competente ha infatti a disposizione tutti gli elementi
per definire se si e’ in presenza di alimenti pericolosi e se sia
richiesto un intervento immediato.
E’ impossibile stabilire criteri specifici per definire a priori, con
precisione, che cosa costituisca un grave rischio per la salute
pubblica. Ogni caso dovra’ pertanto essere analizzato con scienza e
coscienza, avvalendosi, eventualmente, del supporto
tecnico-specialistico ritenuto piu’ opportuno, tenendo conto di
numerosi elementi quali ad esempio: tipo e quantita’ di
microrganismi, distribuzione dell’alimento, destinazione d’uso,
trattamenti ai quali verra’ sottoposto, ecc.
COMPETENZE DEI SERVIZI MEDICI E/0 VETERINARI DEI DIPARTIMENTI DI
PREVENZIONE DELLE ASL.
Nell’ambito delle rispettive competenze il Responsabile del Servizio
Medico e/o Veterinario del Dipartimento di Prevenzione della ASL,
nell’ambito delle proprie competenze, che ha riscontrato che un
prodotto alimentare rappresenta un grave rischio per il consumatore,
e che e’ richiesto un intervento immediato:
– verifica la notizia;
– adotta le misure piu’ opportune per fronteggiare il rischio per la
salute pubblica; i prodotti oggetto di allerta rinvenuti sul mercato
andranno sottoposti a sequestro;
– raccoglie le informazioni sul prodotto alimentare e compila la
“scheda di notifica” – allegato B;
– se si tratta di un alimento prodotto/confezionato o introdotto in
Italia da una ditta avente sede nel territorio di competenza,
effettua un’ispezione presso l’azienda per acquisire elementi utili a
determinare le cause della non conformita’ che ha dato origine
all’allerta;
– verifica l’eventuale distribuzione del prodotto. In particolare:
acquisisce l’elenco clienti;
acquisisce l’elenco dei fornitori se del caso;
verifica l’attivazione e l’efficacia delle procedure di ritiro del
prodotto.
attiva il Sistema di Allerta, trasmettendo al Servizio Medico e/o
Veterinario della Regione o della Provincia Autonoma di appartenenza,
preferibilmente per posta elettronica eventualmente seguita da
spedizione a mezzo postale o fax , l’allegato A – “Attivazione
sistema di allerta” corredato dall’allegato B e dall’allegato C –
“Elenco clienti”.
comunica tempestivamente al Servizio Medico e/o Veterinario della
Regione o della Provincia Autonoma gli esiti degli accertamenti
effettuati ed i provvedimenti adottati, utilizzando l’allegato D –
“Esiti accertamenti”;
L’allegato B1 – “Informazioni addizionali – Follow up” va utilizzato
per ogni successiva comunicazione con la quale trasmettere ulteriori
informazioni quali: eventuali successive diramazioni della rete
commerciale, risultato analitico negativo successivo con revoca
dell’allerta, ulteriori Paesi membri o extracomunitari interessati
alla commercializzazione del prodotto di cui si e’ conosciuta
successivamente la rete di distribuzione, ulteriori campionamenti
effettuati e ulteriori risultati analitici, misure volontarie prese
dalla ditta (ritiro dei prodotti), cambio di destinazione d’uso, ecc.
COMPETENZE DEL SERVIZIO MEDICO E/0 VETERINARIO DELLA REGIONE 0 DELLA
PROVINCIA AUTONOMA:
Il Servizio Medico e/o Veterinario della Regione o della Provincia
Autonoma (cosiddetto “nodo regionale”):
coordina tutte le operazioni successive alla segnalazione di prodotto
alimentare non conforme;
tiene i rapporti con il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore
di Sanita’, le Regioni e Province Autonome coinvolte, nonche’ con le
ASL regionali, garantendo la tempestivita’ dell’informazione;
dispone, se del caso, ulteriori provvedimenti sul prodotto in
questione.
COMPETENZE DEL MINISTERO DELLA SALUTE
II punto di contatto nazionale del sistema di allerta nazionale del
Ministero della Salute – D.G.S.V.A. provvede:
a) Alla predisposizione dei comunicati ai mezzi di informazione a
diffusione nazionale sulle condizioni iniziali e finali dell’allerta
per i consumatori;
b) Alla verifica dell’adeguatezza delle misure adottate dalle
autorita’ sanitarie locali; (di concerto con le autorita’ sanitarie
regionali/provinciali);
c) Alla raccolta delle informazioni sul seguito dato alle notifiche;
d) Allo scambio rapido delle informazioni con i propri Uffici
periferici (P.I.F., U.S.M.A.F. e U.V.A.C.);
e) A richiedere, il supporto tecnico-scientifico dell’Istituto
Superiore della Sanita’ in materia di contaminanti biologici, chimici
e fisici dei prodotti alimentari;
f) All’adozione, ove ritenuti necessari, di concerto con gli Uffici
competenti della DGSVA, di ulteriori misure di controllo ufficiale a
tutela della salute pubblica.
In caso di interessamento del territorio europeo e di quello estero,
il Punto di contatto del sistema di allerta comunitario del Ministero
della Salute – DGSVA provvede:
g) Allo scambio rapido delle informazioni in qualita’ di organo di
collegamento con l’Unione Europea ed i Paesi terzi;
h) Alla notifica agli altri Punti di contatto nazionali delle
segnalazioni di allerta relative a prodotti alimentari provenienti
dai Paesi terzi.
7. ELENCO CLIENTI
Fermo restando quanto previsto dal Reg. 178/2002 in materia di
rintracciabilita’, l’efficacia del Sistema di Allerta dipende dalla
rapidita’ delle comunicazioni, quali la trasmissione dell’elenco
clienti a tutti i soggetti interessati e dalla rapidita’ con la quale
l’impresa attiva la procedura di comunicazione e di ritiro del
prodotto dal commercio.
Per una corretta e sollecita applicazione delle procedure previste in
caso di riscontro di prodotti alimentari pericolosi per la salute
pubblica, e’ quindi essenziale disporre della rete di
commercializzazione e accertare conseguentemente la portata della
movimentazione (rete locale, regionale, nazionale, comunitaria, ecc.
e quantitativo del prodotto) dell’allerta.
La rete commerciale deve essere acquisita riportando almeno i
seguenti elementi:
a. ragione sociale della ditta destinataria;
b. indirizzo, completo di Comune e Provincia, della sede commerciale
(telefono/fax, email se possibile);
c. n. di lotto del prodotto non conforme e scadenza o TMC;
d. quantitativo totale venduto, tipologia e numero delle confezioni;
e. data di consegna e identificativi D.di T.
La trasmissione dell’elenco clienti, di norma, dovra’ avvenire
contestualmente all’attivazione del Sistema di Allerta, (per la quale
e’ infatti previsto l’allegato A – “Attivazione sistema di allerta”,
corredato dall’allegato B – “scheda di notifica” e dall’allegato C –
“Elenco clienti”).
Il responsabile della prima trasmissione dell’elenco clienti dovra’
assicurarsi che le indicazioni siano complete e facilmente leggibili.
In caso contrario, dovranno essere ritrascritte a cura del Servizio
ASL interessato.
Nel caso in cui l’elenco clienti sia costituito da un considerevole
numero di voci dovra’ essere, di norma, inviato per posta elettronica
cosi’ da consentire la rapidita’ delle ulteriori trasmissioni.
Resta inteso che la procedura adottata per la trasmissione della
prima rete di commercializzazione dovra’ essere analogamente ripetuta
nell’eventuale riscontro di ulteriori clienti.
Nel caso in cui il Servizio della Regione Medico e/o Veterinario, non
ricevesse nei tempi stabiliti le informazioni necessarie per una
ricerca mirata del prodotto alimentare, disporra’, ai fini della
tutela della salute pubblica, altri interventi che verranno
individuati a seconda della gravita’ della situazione (per esempio
ricerca a tappeto del prodotto alimentare, segnalazione tramite
stampa, intervento dei NAS ecc.).
8. VERIFICA DELLE PROCEDURE DI RITIRO
DA PARTE DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE
Ogni qualvolta la ditta interessata provvede al ritiro di un
prodotto, la ASL competente per territorio:
trasmette le informazioni inerenti la rete commerciale al Servizio
Medico e/o Veterinario della Regione o della Provincia Autonoma
secondo le procedure indicate precedentemente;
verifica che la ditta metta in atto tutte le procedure per il ritiro
dal commercio del prodotto in modo rapido e completo. La verifica
potra’ avvenire, sulla base delle comunicazioni pervenute dalle ASL
di destinazione.
La ASL interessata dalla distribuzione del prodotto soggetto al
ritiro ne verifica l’attuazione attraverso:
ispezioni presso le ditte che risulta abbiano ricevuto la merce;
acquisizione della copia del Documento di Trasporto relativo al
ritiro effettuato dalla ditta interessata.
Le ASL interessate dalla distribuzione del prodotto in oggetto
comunicano alla ASL ove ha sede lo stabilimento che sta procedendo al
ritiro, il quantitativo di prodotto per il quale sia stato
documentato il ritiro e le altre informazioni (lotti, tipo di
confezione ecc.) necessarie al fine delle verifiche.
Ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. 327§/1980 i prodotti alimentari non
ancora ritirati, devono essere tenuti in locali o parti di locali,
separati da quelli di conservazione delle sostanze alimentari
destinate alla vendita o alla somministrazione; tali prodotti devono
essere contraddistinti da cartelli indicanti la destinazione al
ritiro da parte del fornitore.
Va ricordato che l’art. 3 del D. Lgs 155/97 stabilisce che, qualora a
seguito dell’autocontrollo il responsabile dell’industria alimentare
constati che i prodotti possano presentare un rischio immediato per
la salute, provvede al ritiro dal commercio informando le autorita’
competenti sulla natura del rischio e fornendo le informazioni
relative al ritiro degli stessi; il prodotto ritirato dal commercio
deve rimanere sotto la sorveglianza e la responsabilita’
dell’autorita’ sanitaria locale fino al momento in cui,previa
autorizzazione della stessa non venga distrutto o utilizzato per fini
diversi dal consumo umano o trattato in modo da garantire la
sicurezza. Le spese sono a carico del titolare dell’industria
alimentare.
9. PROVVEDIMENTI DA ADOTTARE
Sugli alimenti oggetto di allerta dovranno essere adottati i
provvedimenti ritenuti piu’ adatti per tutelare la salute pubblica.
In linea di massima, salvo diverse valutazioni di volta in volta
individuate, si dovra’ procedere come segue:
l’Autorita’ Sanitaria dispone ai sensi della legge 283/62 e del
D.P.R. 327/80 il sequestro del prodotto alimentare non conforme
rinvenuto sul mercato;
non dovra’ essere sottoposto ad ulteriore campionamento lo stesso
lotto sul quale e’ stata riscontrata l’irregolarita’, mentre verra’
valutata caso per caso l’opportunita’ di campionare lotti diversi
dello stesso prodotto.
Gli alimenti oggetto di allerta devono essere mantenuti sotto
sequestro o comunque ritirati dal commercio fino alla chiusura
dell’allerta;
qualora gli alimenti abbiano un periodo di conservabilita’ inferiore
ai tempi ragionevolmente necessari a revocare le misure adottate in
seguito all’attivazione dell’allerta, le ditte devono essere
informate sulla possibilita’ di sottoporre i prodotti a trattamenti
che prolunghino la conservazione (es. congelamento), oppure di
inviarli alla trasformazione per la successiva conservazione o
direttamente ad uso non alimentare o alla distruzione, comunque
previo assenso della ASL competente nonche’ delle autorita’ che hanno
confermato il sequestro. I relativi costi sono a carico delle
imprese.
I Servizi del Dipartimento di Igiene e Prevenzione delle ASL dovranno
comunicare nel piu’ breve tempo possibile al Servizio Medico e/o
Veterinario della Regione o della Provincia Autonoma tutti i
provvedimenti assunti e in particolare:
la quantita’ di prodotto sequestrato,
la quantita’ di prodotto gia’ commercializzato verso altre ditte,
la quantita’ di prodotto gia’ sottoposto a processo di
trasformazione,
la quantita’ di prodotto gia’ commercializzato o somministrato al
consumatore finale.
Prodotti sottoposti a trasformazione
Nel caso in cui il prodotto non sia stato reperito tal quale perche’
nel frattempo e’ stato sottoposto ad un processo di trasformazione in
grado di inattivare o distruggere l’agente patogeno, il Responsabile
del Servizio competente ove ha sede lo stabilimento di
trasformazione, procede all’analisi delle condizioni e dei parametri
di processo in modo da verificare, ricorrendo se del caso anche ad
indagini di laboratorio, se il prodotto trasformato possa ancora
costituire un pericolo per la salute dei consumatori. Successivamente
ne comunica le conclusioni al Servizio Medico e/o Veterinario della
Regione o della provincia Autonoma, specificando se i prodotti
trasformati non costituiscono piu’ pericolo per la salute dei
consumatori o se sia necessario attivare una nuova allerta per i
prodotti trasformati. In quest’ultimo caso, il Responsabile del
Servizio competente procedera’ secondo le indicazioni sopra
riportate.
10. FLUSSO INFORMATIVO
II Sistema di Allerta deve garantire la tempestivita’ dello scambio
di informazioni.
In attesa dell’attivazione di un apposito sistema di rete per la
gestione del Sistema di Allerta, dovranno essere utilizzati gli
strumenti che garantiscono tale tempestivita’ in modo rapido, chiaro
e leggibile. Si dovra’ pertanto prediligere la comunicazione a mezzo
e-mail con comunicazione di avvenuta ricezione, eventualmente seguita
da invio a mezzo posta o fax.
Ogni Servizio deve avere a disposizione i dati relativi a tutte le
strutture sanitarie interessate della propria ASL, dei Servizi Medici
e/o Veterinari dei Dipartimenti di Igiene e di Prevenzione delle ASL
della regione, nonche’ dei Servizi di riferimento del Servizio Medico
e/o Veterinario della Regione o della Provincia Autonoma, il quale
provvede a raccogliere, diffondere e aggiornare i dati di cui sopra.
Le informazioni oggetto di Allerta vengono trasmesse dalle Regioni o
dalle Province Autonoma al Ministero della Salute:
– Direzione Generale della Sanita’ Veterinaria e degli Alimenti
– Ufficio V
– Ufficio VI.
Qualora una Regione o una Provincia Autonoma non preveda
l’istituzione del proprio “nodo regionale” per la gestione dei
Sistemi di Allerta, la trasmissione al Ministero della Salute, come
pure alle altre Regioni e Province Autonome coinvolte, verra’
effettuata direttamente dalle ASL. In tal caso la Regione o la
Provincia Autonoma deve preventivamente individuare e comunicare i
punti di contatto relativi al proprio territorio. (tabella Punti di
Contatto)
11. CONCLUSIONE
Il procedimento attivato a seguito di un’allerta si conclude quando:
a) i prodotti oggetto dell’allerta siano stati ritirati dal commercio
per essere distrutti, per essere destinati ad usi diversi dal consumo
umano o per essere sottoposti a un processo di risanamento previa
autorizzazione del Servizio Medico e/o Veterinario della ASL
competente;
b) il prodotto in questione non sia stato rinvenuto;
c) i risultati di ulteriori accertamenti abbiano escluso la
sussistenza di un pericolo per la salute dei consumatori.
Il Responsabile dei Servizio Medico e/o Veterinario del Dipartimento
di Igiene e Prevenzione di ciascuna ASL coinvolta nell’allerta,
verifica le condizioni di cui ai punti a) , b) e c) nel territorio di
competenza e chiude il caso dandone notizia al Servizio Medico e/o
Veterinario della Regione o della Provincia Autonoma, che provvedera’
alla comunicazione alle regioni e alle Province Autonome e al
ministero della salute. La revoca del provvedimento di allerta viene
disposta , espletate le verifiche del caso, dal Responsabile del
Servizio Medico e/o Veterinario della ASL territorialmente competente
per lo stabilimento di produzione o di scambio/importazione.

Allegati

—-> Vedere Allegati da pag. 42 a pag. 56 della G.U. in formato
zip/pdf

CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO – PROVVEDIMENTO 15 dicembre 2005

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