COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 9 maggio 2003: Allocazione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate | Edilone.it

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 9 maggio 2003: Allocazione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 9 maggio 2003: Allocazione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate - triennio 2003-2005. (Articoli 60 e 61 della legge n. 289 del 27 dicembre 2002, legge finanziaria 2003). (Deliberazione n. 16/2003). (GU n. 156 del 8-7-2003)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 9 maggio 2003

Allocazione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate –
triennio 2003-2005. (Articoli 60 e 61 della legge n. 289 del 27
dicembre 2002, legge finanziaria 2003). (Deliberazione n. 16/2003).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la legge 1° marzo 1986, n. 64, di disciplina dell’intervento
straordinario nel Mezzogiorno;
Visto il decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito nella
legge 19 dicembre 1992, n. 488, recante modifiche alla legge n.
64/1986, in materia di disciplina dell’intervento straordinario nel
Mezzogiorno e norme per l’agevolazione delle attivita’ produttive;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, concernente la
cessazione dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno e, in
particolare, l’art. 19, comma 5, che ha istituito un fondo cui far
affluire le disponibilita’ di bilancio recate dalle predette leggi;
Visto il decreto-legge 8 febbraio 1995, n. 32, convertito nella
legge 7 aprile 1995, n. 104, recante norme per l’avvio
dell’intervento ordinario nel Mezzogiorno;
Visti il decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito nella
legge 22 marzo 1995, n. 85; il decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244,
convertito nella legge 8 agosto 1995, n. 341; il decreto-legge
23 ottobre 1996, n. 548, convertito nella legge 20 dicembre 1996, n.
641; il decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito nella legge
23 maggio 1997, n. 135, e la legge 30 giugno 1998, n. 208, come da
ultimo modificata in forza dell’art. 73 della legge 28 dicembre 2001,
n. 448, provvedimenti tutti intesi a finanziare, in conformita’ a
quanto previsto dal comma 5 dell’art. 119 della Costituzione, la
realizzazione di iniziative dirette a promuovere lo sviluppo
economico, la coesione e la solidarieta’ sociale, nonche’ a rimuovere
gli squilibri economici e sociali;
Viste le leggi 23 dicembre 1998, n. 449 (finanziaria 1999),
23 dicembre 1999, n. 488 (finanziaria 2000), 23 dicembre 2000, n. 388
(finanziaria 2001), 28 dicembre 2001, n. 448 (finanziaria 2002) che,
oltre ad assicurare il rifinanziamento della predetta legge n.
208/1998 per la prosecuzione dei suddetti interventi, hanno disposto
in materia di autoimprenditorialita’ e autoimpiego, credito di
imposta per investimenti e credito di imposta per l’incremento
dell’occupazione;
Visto l’art. 10 del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138,
convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 2002, n. 178,
recante disposizioni per interventi urgenti in materia tributaria, di
privatizzazioni, di contenimento della spesa farmaceutica e per il
sostegno dell’economia anche nelle aree svantaggiate e, in
particolare, il comma 1 che ha apportato modifiche all’art. 8 della
legge n. 388/2000, istitutivo del credito d’imposta per gli
investimenti, individuandone le fonti di copertura;
Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289 (finanziaria 2003) e in
particolare:
a) gli articoli 60 e 61 con i quali vengono istituiti, presso il
Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero delle
attivita’ produttive, fondi per le aree sottoutilizzate (coincidenti
con l’ambito territoriale delle aree depresse di cui alla legge
30 giugno 1998, n. 208) nei quali si concentra e si da’ unita’
programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi,
a finanziamento nazionale, rivolti al riequilibrio economico e
sociale fra aree del Paese e viene stabilita la possibilita’ che il
CIPE, presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, in
relazione allo stato di attuazione degli interventi finanziati o alle
esigenze espresse dal mercato in merito alle singole misure,
trasferisca risorse dall’uno all’altro fondo, con i conseguenti
effetti di bilancio;
e, in dettaglio, si:
1. istituisce presso il Ministero dell’economia e delle finanze, a
decorrere dall’anno 2003, il fondo per le aree sottoutilizzate al
quale confluiscono le risorse disponibili, autorizzate dalle
disposizioni legislative con finalita’ di riequilibrio economico e
sociale di cui sopra, nonche’ la dotazione aggiuntiva di 400 milioni
di euro per l’anno 2003, di 650 milioni di euro per l’anno 2004 e di
7.000 milioni di euro per l’anno 2005, complessivamente pari, nel
triennio 2003-2005, a 8.050 milioni di euro, comprensivi degli oneri
connessi all’attivazione dei mutui agevolati di cui all’art. 83 della
citata legge finanziaria 2003, pari a 10 milioni di euro per il 2003,
20 milioni di euro per il 2004 e 45 milioni di euro per il 2005;
2. dispone che il predetto fondo sia utilizzato per:
gli investimenti pubblici ex lege n. 208/1998, art. 1, comma 1,
come integrato dall’art. 73 della legge n. 448/2001, per il
finanziamento delle intese istituzionali di programma e di programmi
nazionali;
i seguenti incentivi:
autoimprenditorialita’ e autoimpiego (legge n. 488/1999, art.
27, comma 11);
credito d’imposta per gli investimenti (legge n. 388/2000, art.
8, come integrato dall’art. 10 del decreto-legge n. 138/2002);
credito d’imposta per l’occupazione nel Mezzogiorno (legge n.
388/2000, art. 7);
investimenti in campagne pubblicitarie localizzate (legge n.
289/2002, art. 61, comma 13);
contratti di filiera agroalimentare (legge n. 289/2002, art.
66);
nonche’ per:
il completamento delle iniziative di investimento pubblico
avviate in vigenza dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno, ora
di competenza dei Ministeri dell’economia e delle finanze, del lavoro
e delle politiche sociali, delle infrastrutture e dei trasporti,
dell’istruzione, dell’universita’ e della sostituisci e delle
politiche agricole e forestali (legge n. 64/1986);
3. istituisce, presso il Ministero delle attivita’ produttive,
apposito fondo per le aree sottoutilizzate per la realizzazione degli
interventi di agevolazione alle attivita’ produttive di cui all’art.
1 del decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito nella legge
19 dicembre 1992, n. 488, nonche’ agli strumenti di programmazione
negoziata (contratti d’area, contratti di programma e patti
territoriali in fase di regionalizzazione), nel quale confluiscono le
risorse disponibili, autorizzate dalle disposizioni legislative con
finalita’ di riequilibrio economico e sociale di cui sopra, nonche’
la dotazione aggiuntiva riportata nella tabella D allegata alla legge
n. 289/2002, pari a 100 milioni di euro per l’anno 2003, a 100
milioni di euro per l’anno 2004 ed a 750 milioni di euro per l’anno
2005, per un totale complessivo, nel triennio 2003-2005, di 950
milioni di euro;
4. dispone che il predetto fondo sia utilizzato per:
incentivi alle imprese per «bandi 488» (decreto-legge n. 415/1992
convertito nella legge n. 488/1992);
contratti di programma (legge n. 662/1996, art. 2, comma 203,
lettera e);
patti territoriali (legge n. 662/1996, art. 2, comma 203, lettera
d);
contratti d’area (legge n. 662/1 996, art. 2, comma 203, lettera
f);
5. prevede che la diversa allocazione fra i due fondi sia limitata
esclusivamente agli interventi finanziati con le risorse di cui sopra
e ricadenti nelle aree sottoutilizzate;
6. dispone che questo Comitato effettui un monitoraggio delle
diverse forme di intervento, per ciascuna delle quali i soggetti
gestori comunicano i dati sugli interventi effettuati includendo
quelli sulla loro localizzazione;
b) l’art. 62 che – aggiornando la disciplina del credito
d’imposta per gli investimenti di cui all’art. 8 della legge
23 dicembre 2000, n. 388, e prolungandone la validita’ temporale fino
al 2006 – assegna, per ciascuno dei quattro ulteriori esercizi,
risorse pari a 1.000 milioni di euro per le aree del Mezzogiorno e a
30 milioni di euro per le restanti aree sottoutilizzate del
centro-nord, provvede, nel contempo, per la copertura degli
investimenti avviati sulla base della precedente normativa e dei
nuovi investimenti realizzati con le modalita’ contenute nel medesimo
art. 62, nonche’ riduce l’autorizzazione di spesa, per le finalita’
di cui all’art. 7 della legge n. 388/2000 pari a 1.009,9 milioni di
euro relativamente a ciascuno dei due esercizi 2004 e 2005,
rispettivamente di 335 milioni di euro e di 250 milioni di euro;
c) l’art. 63 che – aggiornando la disciplina del credito
d’imposta per l’occupazione, di cui all’art. 7 della legge
23 dicembre 2000, n. 388, e prolungandone la validita’ temporale fino
al 2006 – assegna, per ciascuno dei quattro esercizi, risorse pari a
125 milioni di euro per il riconoscimento di contributi, nella forma
del credito d’imposta, per nuove assunzioni disposte dal 1° gennaio
2003 e, nel contempo, affida a questo Comitato la determinazione, in
attuazione dei citati articoli 60 e 61, del limite finanziario
complessivo delle risorse destinate al contributo per ciascun nuovo
occupato nelle aree del Mezzogiorno e, infine, dispone in ordine alle
modalita’ di utilizzo del contributo per gli incrementi occupazionali
anteriori al 7 luglio 2002;
d) l’art. 72 che istituisce appositi fondi rotativi, cui
affluiscono le somme, iscritte nei capitoli del bilancio dello Stato,
aventi natura di trasferimenti alle imprese per contributi alla
produzione e agli investimenti, e esclude da tale previsione i
contributi in conto interessi nonche’ quelli per la concessione di
incentivi per attivita’ produttive, disposti con le procedure di cui
al decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni, nella legge 19 dicembre 1992, n. 488, inclusi i patti
territoriali, i contratti d’area e i contratti di programma e quelli
per la ricerca industriale di cui al decreto legislativo 27 luglio
1999, n. 297;
Viste le proprie delibere 6 agosto 1999, n. 139 (Gazzetta Ufficiale
n. 254/1999), 15 febbraio 2000, n. 14 (Gazzetta Ufficiale n.
96/2000), 4 agosto 2000, n. 84 (Gazzetta Ufficiale n. 268/2000),
21 dicembre 2000, n. 138 (Gazzetta Ufficiale n. 34/2001), 4 aprile
2001, n. 48 (Gazzetta Ufficiale n. 142/2001) e 3 maggio 2002, n. 36
(Gazzetta Ufficiale n. 167/2002) con le quali si e’ provveduto, nel
tempo, ad effettuare il riparto delle risorse per interventi nelle
aree in questione;
Vista la propria delibera 24 ottobre 2002, n. 86 (Gazzetta
Ufficiale n. 301/2002) con la quale si e’ provveduto ad anticipare
risorse, pari a 250 milioni di euro, per il finanziamento del credito
d’imposta per investimenti, disciplinato dall’art. 8 della legge n.
388/2000, con garanzia di reintegro delle medesime in sede di riparto
delle risorse destinate alle aree sottoutilizzate per il triennio
2003-2005;
Vista la dichiarazione del Governo, resa in occasione della
presentazione del maxiemendamento sul disegno di legge finanziaria
2003, nella quale il medesimo ha assunto l’impegno di garantire:
tempestivita’, trasparenza ed efficienza nel trasferimento dei
flussi finanziari alle aree sottoutilizzate;
una sede istituzionale di confronto con le parti economiche e
sociali, nel processo di assunzione delle decisioni del CIPE in
merito al riparto delle risorse destinate alle aree sottoutilizzate;
un finanziamento non inferiore a 300 milioni di euro annui per il
bonus occupazione nel Mezzogiorno;
l’immediata regionalizzazione, in uno con le decisioni di
allocazione finanziaria assunte dal CIPE, dei patti territoriali;
un adeguato finanziamento, in sede di riparto delle risorse, agli
undici patti territoriali residui gia’ istruiti;
risorse per la realizzazione del programma pluriennale per
l’attrazione degli investimenti nel Mezzogiorno, predisposto dalla
societa’ Sviluppo Italia e attuabile attraverso «contratti di
localizzazione»;
Considerato che questo Comitato, su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze e del Ministro delle attivita’
produttive, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze, e’
normalmente competente a deliberare l’assegnazione di risorse a
favore di vari strumenti d’intervento e il trasferimento di risorse,
fra tali strumenti, di un medesimo fondo;
Tenuto conto delle diverse norme che disciplinano il potere di
ordinanza in situazioni di grave necessita’ pubblica e, in
particolare, dell’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, che
stabilisce che si provveda, per l’attuazione degli interventi
conseguenti alla dichiarazione dello stato di emergenza di cui al
comma 1 del medesimo articolo, anche a mezzo di ordinanze in deroga
ad ogni disposizione vigente;
Considerato che le predette deroghe si giustificano sulla base
dell’efficacia temporale, necessariamente limitata, di tali ordinanze
ai fini di un pronto ritorno alle procedure e modalita’ ordinarie di
intervento, anche in funzione dell’esercizio degli ordinari poteri di
programmazione delle risorse e dei connessi poteri di spesa;
Ritenuto in particolare di dover assicurare, agli investimenti
pubblici di cui alla legge n. 208/1998 e sue modifiche, il
sufficiente ed indispensabile volume di risorse da assegnare ai vari
interventi secondo le ordinarie procedure di programmazione;
Considerato che, ai sensi dell’art. 60, comma 1, della legge n.
289/2003 e’ necessario avviare, presso le amministrazioni
responsabili della gestione, un processo di ricognizione dello stato
di attuazione degli interventi finanziati con le risorse ripartite
con le proprie richiamate delibere e che, pertanto, e’ stato
predisposto, dagli uffici del Ministero dell’economia e delle
finanze, d’intesa con quelli del Ministero delle attivita’
produttive, uno schema di classificazione articolato secondo il grado
di attuazione di detti interventi, allegato alla presente delibera
(allegato 1);
Considerata – in attesa che si realizzi tale ricognizione e tenuto
conto dell’effettivo stato di definizione degli Accordi di programma
quadro (APQ) e di quanto previsto dall’art. 61 della legge
finanziaria per il 2003 circa la costituzione del fondo per le aree
sottoutilizzate – l’opportunita’ di anticipare l’utilizzo della nuova
procedura, consentendo una diversa articolazione temporale delle
risorse assegnate con precedenti deliberazioni di questo Comitato per
la stipula delle intese istituzionali di programma, in particolare,
permettendo lo spostamento all’anno 2005 di risorse ad esse
attribuite per l’esercizio 2003 per un ammontare pari a 200 milioni
di euro, e nel contempo di addivenire al reintegro dell’anticipazione
disposta con la predetta delibera n. 86/2002;
Ritenuto necessario accantonare, in attuazione dell’ultimo periodo
del comma 1 dell’art. 60 della legge finanziaria per il 2003, una
significativa quota di risorse, pari a 850 milioni di euro, da
ripartire in relazione all’efficacia e rapidita’ degli interventi,
allo stato di attuazione degli stessi ed alle esigenze espresse dal
mercato, con particolare attenzione per interventi a favore della
ricerca e della societa’ dell’informazione;
Tenuto conto che e’ necessario dare totale copertura, limitatamente
all’anno 2003, alle esigenze di completamento degli investimenti
pubblici nell’ambito dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno
segnalate dalle competenti amministrazioni centrali, mentre la
componente relativa alle incentivazioni industriali e ai contratti di
programma, a suo tempo finanziati a carico delle risorse di cui alla
legge n. 64/1986, e’ coperta dallo stanziamento di 1.203,800 milioni
di euro, riportato nella tabella F allegata alla legge finanziaria
2003, settore 4, capitolo 7420/P del Ministero delle attivita’
produttive;
Ritenuto che, anche nell’ambito delle risorse aggiuntive nazionali
concentrate nei due fondi intercomunicanti, debba essere assicurato
un progressivo riequilibrio della spesa in conto capitale fra
investimenti pubblici in infrastrutture materiali ed immateriali
(concentrati nello strumento della legge n. 208/1998) e incentivi, a
favore dei primi, al fine di superare l’attuale situazione che vede
nelle aree sottoutilizzate, segnatamente nel Mezzogiorno, una spesa
pro-capite per infrastrutture materiali ed immateriali inferiore a
quelle delle altre aree, in particolare del centro-nord, nonostante
una maggiore spesa in conto capitale totale pro-capite;
Ritenuta, nell’ambito degli obiettivi della legge n. 208/1998, la
necessita’ di:
confermare la scelta di un predominante finanziamento diretto
alle regioni per consentire loro di adeguare, attraverso
l’utilizzazione sinergica delle risorse nazionali per gli interventi
nelle aree sottoutilizzate e di quelle comunitarie, la propria
dotazione infrastrutturale materiale e immateriale, e di colmare
cosi’ le fortissime diversita’ che permangono nella quantita’ e
qualita’ di servizi pubblici e collettivi di diverse aree
territoriali del Paese (confermata da ultimo dai dati contenuti nel V
rapporto sullo sviluppo territoriale del Dipartimento per le
politiche di sviluppo e coesione del Ministero dell’economia e delle
finanze, consegnato al Parlamento);
accrescere fortemente il finanziamento per interventi in ricerca
e nella societa’ dell’informazione, indispensabili per la
competitivita’ nazionale, e assicurare la realizzazione, da parte del
Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione, di azioni
pilota di comunicazione e documentazione, ricerca, cooperazione e
assistenza relative a finalita’ di riequilibrio economico-sociale;
costituire una cospicua riserva da distribuire, previa
informativa alle regioni e alle province autonome, in relazione
all’efficacia e rapidita’ degli interventi, al loro stato di
attuazione o alle esigenze espresse dal mercato, in attuazione degli
articoli 60 e 61 della legge finanziaria 2003, con particolare
attenzione alla ricerca, alla societa’ dell’informazione, a
interventi a rete a carattere interregionale, a interventi per il
risanamento dei suoli e all’introduzione di meccanismi premiali;
onorare gli impegni assunti dal Governo volti ad assicurare il
finanziamento delle iniziative infrastrutturali contenute nei patti
territoriali approvati, ma sinora finanziati solo parzialmente;
Ritenuto che i diversi strumenti di incentivazione, ricompresi nei
due fondi intercomunicanti, debbano essere finanziati in modo
equilibrato e unitario, attuando adeguatamente gli articoli 60 e 61
della finanziaria 2003, e che a tale obiettivo sia utile la loro
ripartizione in tre categorie di strumenti, due che mirano a
compensare gli svantaggi di costo degli investimenti nelle aree
sottoutilizzate, l’altra che mira espressamente all’obiettivo di
accrescere la competitivita’ di queste aree, integrandosi con gli
interventi di investimento pubblico:
a) strumenti fortemente automatici, volti a ridurre il costo del
capitale o del lavoro (crediti d’imposta generale e bonus
occupazione);
b) strumenti a bando, volti a compensare il razionamento del
credito da parte del mercato finanziario, specie nei confronti delle
piccole e medie imprese e delle micro-imprese (bandi 488, prestito
d’onore e franchising, imprenditorialita’ giovanile);
c) strumenti volti a favorire, in territori predeterminati,
l’attrattivita’ per investimenti dall’esterno (contratti di programma
e contratti di filiera) ovvero il rafforzamento dell’imprenditoria
locale (strumenti di sviluppo locale concertato, fra cui patti
territoriali, opportunamente regionalizzati e selezionati, e credito
d’imposta per campagne pubblicitarie locali);
Ritenuto che le decisioni di allocazione finanziaria fra tali
strumenti, oltre che con riferimento al precedente schema, dovranno
poter contare in prospettiva su analisi che valutino non solo
l’efficienza ma soprattutto l’efficacia dell’intervento, al momento
disponibili solo per alcuni strumenti e in forma parziale;
Ritenuto, con riguardo agli strumenti per incentivare
l’autoimprenditorialita’ e l’autoimpiego, di dover assicurare,
unitamente alle disponibilita’ della societa’ Sviluppo Italia, un
adeguato volume di risorse sia per soddisfare, in coerenza con le
disposizioni contenute nel secondo comma dell’art. 72 della legge
finanziaria 2003, le richieste di finanziamento di iniziative
pervenute nel corso degli anni 2001-2002, sia per consentire
un’adeguata ripresa del ricorso a questi strumenti, che rispondono a
forti tendenze in atto nella natalita’ imprenditoriale e a esigenze
di emersione, e ritenuto di rivolgere tendenzialmente tali
finanziamenti per circa due terzi al titolo II del decreto
legislativo 21 aprile 2000, n. 185;
Ritenuto di dover confermare, per il momento, le risorse per il
credito d’imposta per gli investimenti gia’ puntualmente previste
dall’art. 62 della legge finanziaria 2003;
Ritenuto di dare pieno seguito alla decisione, assunta con l’art.
63 della finanziaria 2003, di prolungare al 2006 l’operativita’ dello
strumento del bonus per l’occupazione, assicurando un volume di
risorse finanziarie per il 2003 superiore all’impegno minimo assunto
dal Governo, in sede di presentazione del maxiemendamento alla
medesima legge, e ulteriori significativi incrementi negli anni
2004-2005, tali da dare sin da ora certezza alle imprese e al lavoro
e da favorire assunzioni aggiuntive in entrambi gli anni;
Ritenuto, in attuazione dell’art. 61, comma 13, e dell’art. 66
della legge finanziaria 2003, di destinare un’adeguata dotazione
finanziaria iniziale alle agevolazioni di investimenti in campagne
pubblicitarie, nella forma di credito di imposta, e ai contratti di
filiera agroalimentare, resi esecutivi, come i contratti di
programma, dall’approvazione di questo Comitato;
Ritenuto di assicurare continuita’ di finanziamenti per la
concessione di incentivi alle imprese per «bandi 488»;
Ritenuto di assicurare adeguati finanziamenti ai contratti di
programma, prevedendo al loro interno apposite assegnazioni a favore
di contratti inseriti nel programma pluriennale per l’attrazione
degli investimenti nel Mezzogiorno – proporzionate all’avvio di una
azione pilota – e dei contratti rivolti ai distretti industriali,
congruenti con la fase di avvio della nuova fattispecie;
Ritenuta la necessita’, anche in relazione alle previsioni del
documento di programmazione economica e finanziaria 2003-2006, di
assicurare l’avvio del citato programma pluriennale per l’attrazione
degli investimenti nel Mezzogiorno, affidato, come sua prioritaria
missione, alla societa’ Sviluppo Italia, attraverso la stipula di
contratti di programma promossi dalla predetta Societa’ d’intesa con
il Ministero delle attivita’ produttive e con le regioni, inseriti in
un «Progetto pilota di localizzazione», e valutata l’opportunita’ che
il «Contratto di localizzazione», previsto dallo stesso programma, si
sostanzi, secondo gli indirizzi dell’accordo sulla «Regionalizzazione
degli strumenti della programmazione negoziata» approvato dalla
Conferenza unificata il 15 aprile 2003, in un accordo di programma
quadro, cosi denominato, sottoscritto dai Ministeri delle attivita’
produttive e dell’economia e delle finanze, dalla regione interessata
e da Sviluppo Italia; ritenuto necessario che tale accordo, oltre al
contratto di programma suddetto, contenga, anche attraverso la
concertazione con le parti economiche e sociali, accordi operativi
per la realizzazione mirata di infrastrutture materiali e
immateriali, per la garanzia di servizi amministrativi e di
semplificazioni procedurali da parte degli enti locali, e per il
funzionamento piu’ efficiente dei mercati;
Ritenuta la necessita’ di accompagnare la regionalizzazione dei
patti territoriali, attualmente in corso, oltre che con la
riallocazione delle risorse gia’ assegnate a favore dei patti
migliori – come suggeriscono le verifiche di efficienza e di
efficacia disposte da questo Comitato – o di altri strumenti di
sviluppo locale concertato, anche con risorse aggiuntive da destinare
alle regioni per gli stessi strumenti e da trasferire tempestivamente
alle regioni stesse in base a un protocollo predisposto dal Ministero
delle attivita’ produttive con le regioni, secondo gli indirizzi
della delibera che, sulla base dell’accordo suddetto, questo Comitato
predisporra’ per dare attuazione alla regionalizzazione dei patti
territoriali, nel rispetto delle consolidate chiavi di riparto tra le
due macroaree del centro-nord e del Mezzogiorno, e, all’interno di
queste, tra le regioni e le province autonome;
Ritenuto che, al fine di assicurare adeguati finanziamenti sia ai
contratti di programma (nelle diverse accezioni) sia ai patti
territoriali o agli altri strumenti di sviluppo locale concertato,
sia necessario dare applicazione all’opportunita’ prevista dall’art.
60 della legge finanziaria 2003 di trasferire risorse da un fondo
all’altro, questa volta nel senso di trasferire risorse dal fondo del
Ministero dell’economia e finanze a quello del Ministero delle
attivita’ produttive;
Considerata l’opportunita’ che, anche in relazione alla previsione
puntuale degli articoli 60 e 61 della legge finanziaria 2003, venga
decisamente rafforzata la valutazione di efficacia degli interventi
al fine di assicurare che le decisioni di riparto delle risorse siano
prese da questo Comitato su una base informativa piu’ completa e tale
da assicurare l’effettiva unitarieta’ strategica delle decisioni;
Su proposta dei Ministri dell’economia e delle finanze e delle
attivita’ produttive;
Delibera:
1. Le risorse assegnate ai fondi costituiti, presso il Ministero
dell’economia e finanze (MEF) e presso il Ministero delle attivita’
produttive (MAP), per la programmazione e il finanziamento unitario
di interventi nelle aree sottoutilizzate per il triennio 2003-2005
sono ripartite, per le motivazioni esposte in premessa e nel
rispetto, salvo ove esistano specifiche disposizioni legislative, del
consolidato criterio di ripartizione tra le macroaree del centro-nord
e del Mezzogiorno nella misura, rispettivamente, del 15% e dell’85%,
come nelle tavole che seguono:

—-> Vedere tabelle alle pagg. 37 – 38 Vedere tabella
di pag. 39 Vedere allegato da pag. 41 a pag. 44 in formato zip/pdf
Allegato 2
SCHEMA DEL PROFILO TEMPORALE DI SPESA
(strumenti di intervento finanziati con i fondi MEF e MAP

—-> Vedere allegato di pag. 45 in formato zip/pdf

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 9 maggio 2003: Allocazione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate

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