COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 30 aprile 2012 | Edilone.it

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 30 aprile 2012

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 30 aprile 2012 - Regolamento interno del CIPE - Modifica della delibera CIPE n. 58/2010. (Deliberazione n. 62/2012). (12A05963) - (GU n. 122 del 26-5-2012 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 30 aprile 2012

Regolamento interno del CIPE – Modifica della delibera CIPE n.
58/2010. (Deliberazione n. 62/2012). (12A05963)

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 27 febbraio 1967, n. 48, recante «Attribuzioni e
ordinamento del Ministero del bilancio e della programmazione
economica e istituzione del Comitato dei Ministri per la
programmazione economica» e visto, in particolare, l’art. 16,
concernente l’istituzione e le attribuzioni del Comitato
Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE), nonche’ le
successive disposizioni legislative relative alla composizione dello
stesso Comitato;
Vista la legge 7 agosto 1990 n. 241, recante «Nuove norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai
documenti amministrativi» e successive modificazioni e integrazioni,
in particolare, l’art. 24, comma 1, lett. c) e comma 2;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 recante «Disposizioni in
materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti», in
particolare, l’art. 3, comma 2, cosi’ come modificato dall’art. 41,
comma 5, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito dalla
legge 22 dicembre 2011, n. 214;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59 recante «Delega al Governo per
il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed Enti locali,
per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la
semplificazione amministrativa» e il conseguente decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, concernente, fra l’altro, la definizione e
l’ampliamento delle attribuzioni della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano;
Vista la legge 3 aprile 1997, n. 94, recante «Modifiche alla legge
5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni e integrazioni,
recante norme di contabilita’ generale dello Stato in materia di
bilancio. Delega al Governo per l’individuazione delle unita’
previsionali di base del bilancio dello Stato», in particolare,
l’art. 7 che, nel disporre l’accorpamento del Ministero del tesoro e
del Ministero del bilancio e della programmazione economica, delega
il Governo ad emanare appositi decreti legislativi per la
ridefinizione, fra l’altro, delle attribuzioni di questo Comitato;
Visto il decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, recante
«Unificazione dei Ministeri del tesoro e del bilancio e della
programmazione economica e il riordino delle competenze del CIPE, a
norma dell’art. 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94 », in particolare,
l’art. 1, commi 3 e 5, che prevedono, fra l’altro, l’adeguamento del
regolamento interno del CIPE, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano;
Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, recante «Misure in materia
di investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi
all’occupazione e della normativa che disciplina l’INAIL, nonche’
disposizioni per il riordino degli enti previdenziali», in
particolare, l’art. 2, che dispone la partecipazione alle singole
sedute del CIPE, con diritto di voto, anche dei Ministri, non
appartenenti al CIPE, nelle cui competenze sono comprese le materie
oggetto delle deliberazioni dello stesso;
Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443, recante «Delega al Governo
in materia di infrastrutture ed insediamenti produttivi strategici ed
altri interventi per il rilancio delle attivita’ produttive», in
particolare l’art. 1, comma 2, lettera c), che attribuisce al CIPE,
integrato dai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome
interessate, il compito di valutare le proposte dei promotori, di
approvare il progetto preliminare e definitivo, di vigilare sulla
esecuzione dei progetti approvati, adottando i provvedimenti
concessori e autorizzatori necessari, comprensivi della
localizzazione dell’opera e, ove prevista, della Valutazione di
Impatto Ambientale (VIA) istruita dal Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti;
Vista la legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante «Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2003)», che, agli articoli 60 e 61, istituisce, presso il
Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo aree
sottoutilizzate, ora Fondo per lo sviluppo e la coesione ai sensi
dell’art. 4 del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, e visto,
altresi’, il comma 7 del medesimo art. 61, che stabilisce la
partecipazione in via ordinaria alle sedute del CIPE, con diritto di
voto, del Ministro per gli affari regionali in qualita’ di Presidente
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e
le Province autonome di Trento e di Bolzano e del Presidente della
Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di
Trento e di Bolzano, o di un suo delegato, in rappresentanza della
Conferenza stessa;
Visto il decreto legge 18 maggio 2006, n. 181, recante
«Disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri» convertito,
con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, in particolare
l’art. 1, comma 2 che, fra l’altro, dispone il trasferimento delle
funzioni della Segreteria del CIPE alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri;
Visto il decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, recante «Misure
urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e
per ridisegnare in funzione anticrisi il Quadro Strategico
Nazionale», convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, in particolare l’art. 1, che dispone che il CIPE,
presieduto in maniera non delegabile dal Presidente del Consiglio dei
Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, provveda alle
assegnazioni delle risorse nazionali disponibili del Fondo per lo
sviluppo e la coesione;
Visto il decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante
«Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento
dei conti pubblici», convertito dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
in particolare l’art. 41, comma 4, cosi’ come modificato dal decreto
legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito dalla legge 4 aprile 2012, n.
35, che dispone che, al fine di garantire la certezza dei
finanziamenti destinati alla realizzazione dei progetti e dei
programmi di intervento pubblico, le delibere assunte dal CIPE siano
formalizzate e trasmesse al Presidente del Consiglio dei Ministri per
la firma entro trenta giorni decorrenti dalla seduta in cui viene
assunta la delibera e che, in caso di criticita’ procedurali tali da
non consentire il rispetto del predetto termine, il Ministro
proponente, sentito il Segretario del CIPE, riferisca al Consiglio
dei Ministri per le conseguenti determinazioni;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo
2011, recante «Ordinamento delle strutture generali della Presidenza
del Consiglio dei Ministri», in particolare, l’art. 25, relativo
all’organizzazione e ai compiti del Dipartimento per la
programmazione e il coordinamento della politica economica;
Visti i decreti del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri con delega al CIPE 15 ottobre 2008 (G.U. n. 1
del 2 gennaio 2009), recante «Organizzazione interna del Dipartimento
per la programmazione e il coordinamento della politica economica», e
3 novembre 2010 (G.U. n. 58 dell’11 marzo 2011), recante «Modifiche
al decreto 15 ottobre 2008, di organizzazione del Dipartimento per la
programmazione e il coordinamento della politica economica»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5
dicembre 2011, registrato alla Corte dei Conti in data 9 febbraio
2012, con il quale il Ministro per la coesione territoriale e’ stato
nominato Segretario del Comitato interministeriale per la
programmazione economica;
Viste le proprie deliberazioni del 13 luglio 1993, n. 57, in
materia di disposizioni organizzative relative alle attivita’ dei
Comitati interministeriali, del 26 giugno 1996, n. 101, del 9 luglio
1998, n. 63, del 6 novembre 2009, n. 94, del 13 maggio 2010, n. 58,
concernenti il regolamento interno del Comitato interministeriale per
la programmazione economica, e vista la propria deliberazione del 5
agosto 1998, n. 79, e successive modifiche e integrazioni di
istituzione e regolamentazione delle Commissioni CIPE;
Considerata la necessita’ di adeguare il proprio regolamento
interno alle innovazioni normative sopra richiamate;
Ritenuto altresi’ opportuno modificare il citato regolamento
interno al fine di assicurare la completezza e la coerenza delle
proposte oggetto di esame del Comitato e la trasparenza delle singole
fasi di istruttoria, approvazione, redazione e perfezionamento delle
deliberazioni del medesimo Comitato;
Tenuto conto dell’esame della proposta oggetto della presente
delibera svolto ai sensi del vigente regolamento di questo Comitato
(art. 3 della delibera 13 maggio 2010, n. 58);
Vista la nota n. DIPE-1793 del 30 aprile 2012, predisposta
congiuntamente dal Dipartimento per la programmazione e il
coordinamento della politica economica (DIPE) della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell’economia e delle finanze
e posta a base dell’odierna seduta del Comitato, contenente le
valutazioni e le prescrizioni da riportare nella presente delibera;
Su proposta del Ministro per la coesione territoriale, Segretario
del Comitato;

Delibera:

E’ approvato, ai sensi della normativa indicata nelle premesse, il
seguente regolamento interno di questo Comitato, che sostituisce
integralmente il regolamento adottato con delibera n. 58/2010.
Art. 1

Partecipazione alle sedute del Comitato

1. Il Comitato, competente per l’individuazione delle linee
generali di politica economico-finanziaria, si riunisce, almeno due
volte l’anno, in occasione della presentazione del Documento di
economia e finanza e dell’allegato programma predisposto ai sensi
dell’art. 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443.
2. Alle sedute del Comitato partecipano i Ministri previsti dalla
normativa vigente.
3. Il Comitato e’ presieduto dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, in caso di impedimento, dal Vice Presidente del Comitato,
Ministro dell’economia e delle finanze. Quando all’ordine del giorno
della seduta siano inclusi argomenti relativi ad assegnazioni a
valere sul fondo per lo sviluppo e la coesione, il Comitato e’
presieduto in maniera non delegabile dal Presidente del Consiglio dei
Ministri. Quando la seduta del Comitato e’ presieduta dal Ministro
dell’economia e delle finanze, partecipa un Vice Ministro o un
Sottosegretario di Stato del Ministero dell’economia e delle finanze
in rappresentanza dello stesso Ministero.
4. Un Ministro senza portafoglio o un Sottosegretario di Stato alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, nominato dal Presidente del
Consiglio dei Ministri, svolge le funzioni di Segretario del
Comitato, di seguito Segretario. Dette funzioni, in sua assenza, sono
svolte dal componente piu’ giovane di eta’ presente alla seduta.
5. Ove un Ministro si trovi nell’impossibilita’ di partecipare alla
seduta, comunica la circostanza al Segretario del Comitato e puo’
delegare per iscritto un Vice Ministro o un Sottosegretario di Stato.
In caso di assenza di un Ministro o del suo delegato, il Presidente
del Comitato, di seguito Presidente, puo’ disporre il rinvio della
trattazione della materia o, in relazione alla particolare rilevanza
dell’argomento o alla imminente scadenza di termini normativi, la sua
discussione anche in assenza del rappresentante dell’amministrazione
il cui Ministro e’ impossibilitato a intervenire.
6. Fatti salvi i casi previsti dalla legge, i Presidenti delle
Regioni e delle Province autonome possono partecipare alle sedute del
Comitato, su invito del Presidente, qualora siano iscritti all’ordine
del giorno argomenti di loro specifico interesse. Ove un Presidente
si trovi nell’impossibilita’ di partecipare alla seduta, puo’
delegare per iscritto un assessore della propria Regione o Provincia
autonoma.
7. Partecipano alle sedute, su invito del Presidente, il
Governatore o il Direttore generale della Banca d’Italia e il
Presidente dell’Istituto statistico nazionale. Il Presidente puo’
altresi’ invitare rappresentanti degli Enti locali e Presidenti di
altri Enti o Istituti pubblici quando siano iscritti all’ordine del
giorno argomenti che interessino i rispettivi Enti e Istituti o in
ragione di specifiche competenze settoriali. Gli invitati ai sensi
del presente comma non possono delegare la partecipazione alla
seduta.
8. Il ragioniere generale dello Stato, o un funzionario da lui
delegato, assiste alle sedute del Comitato, ivi inclusa la riunione
preparatoria di cui al successivo art. 3, con compiti di supporto
tecnico ai partecipanti, in relazione agli effetti sulla finanza
pubblica dei provvedimenti sottoposti all’esame del Comitato.
9. Il Comitato si riunisce presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, salvo che il Presidente disponga altrimenti.
10. Il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della
politica economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, di
seguito DIPE, assicura il necessario supporto alle sedute del
Comitato e alle riunioni preparatorie di cui al successivo art. 3.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 2

Attivita’ istruttoria per le deliberazioni del Comitato

1. Fatti salvi i casi previsti dalla legge, per l’esercizio delle
attribuzioni individuate dall’art. 1, comma 1, del decreto
legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, riferite a questioni di
particolare rilevanza generale e intersettoriale, il Comitato puo’
costituire, con propria delibera, Commissioni o Gruppi di lavoro per
lo studio, la valutazione e la formulazione di proposte su specifici
argomenti, con sede presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
2. Al fine di garantire compiutezza e celerita’ dell’attivita’
istruttoria, le proposte per il Comitato sono inviate al DIPE,
corredate da una scheda di valutazione tecnica, economica e
finanziaria e sul rispetto dei vincoli comunitari, nonche’ dei
concerti, intese e pareri necessari, unitamente a una sintesi a cura
dell’amministrazione proponente, finalizzata a rendere chiare e
trasparenti le valutazioni contenute nei medesimi pareri, rilevanti
ai fini delle determinazioni del Comitato. L’incompletezza della
suddetta documentazione impedisce l’iscrizione della proposta
all’ordine del giorno della convocazione della riunione preparatoria
di cui al successivo art. 3.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 3

Riunione preparatoria del Comitato

1. Gli schemi dei provvedimenti, gli altri atti o le proposte di
competenza del Comitato sono esaminati in una riunione preparatoria,
al fine di assicurare, ove possibile, la completa definizione degli
argomenti da sottoporre all’esame del Comitato stesso,
approfondendone anche le eventuali implicazioni di carattere
politico. La riunione preparatoria si svolge, di norma, almeno cinque
giorni lavorativi prima della seduta del Comitato ed e’ convocata dal
Segretario con un preavviso, di norma, di almeno cinque giorni
lavorativi. L’ordine del giorno di ciascuna riunione preparatoria e’
predisposto dal DIPE su indicazione del Segretario e sulla base delle
proposte inoltrate al Comitato stesso dai Ministri componenti, o dai
loro Capi di Gabinetto, corredate da tutta la documentazione a
supporto delle proposte medesime, di cui al precedente art. 2, comma
2.
2. Contestualmente alla convocazione della riunione preparatoria,
il DIPE rende disponibile alle Amministrazioni interessate la
documentazione di cui al precedente art. 2, comma 2, pubblicandola
nell’area riservata del sito web del Comitato e comunicando la
password di accesso ai soli referenti formalmente designati dalle
Amministrazioni stesse. Ciascuna Amministrazione puo’ formulare
osservazioni in ordine agli argomenti iscritti all’ordine del giorno
entro la data della riunione preparatoria.
3. La riunione preparatoria e’ coordinata dal Segretario. Ad essa
partecipano, per le amministrazioni interessate, i Sottosegretari di
Stato, ove nominati, eventualmente coadiuvati da un funzionario
delegato dall’Amministrazione. Per le amministrazioni per le quali
non sia stato nominato un Sottosegretario di Stato e per il Ministero
dell’economia e delle finanze, qualora il Sottosegretario di Stato
delegato si trovi nella impossibilita’ di partecipare alla riunione,
il Ministro competente delega a rappresentare l’amministrazione il
Capo di Gabinetto, ovvero il Capo dell’Ufficio legislativo, dando
preventiva comunicazione della circostanza al Segretario. Il Capo del
DIPE svolge le funzioni di Segretario della riunione preparatoria. Di
tale riunione viene redatto un processo verbale sintetico, che
riporta:
a) luogo, data, ora di apertura e di chiusura della riunione;
b) ordine del giorno;
c) elenco dei presenti;
d) risultanze della discussione distinte per argomento.
4. In occasione della riunione preparatoria, il DIPE predispone un
documento contenente la descrizione sintetica dell’istruttoria sulle
proposte iscritte all’ordine del giorno.
5. Gli argomenti possono essere inseriti all’ordine del giorno
delle sedute del Comitato soltanto se esaminati nella riunione
preparatoria di cui al comma 1, salvo i casi di cui al successivo
art. 4, comma 2.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 4

Cadenza delle sedute. Provvedimenti e questioni
da sottoporre al Comitato. Ordine del giorno

1. Le sedute del Comitato si tengono di regola nell’ultima decade
di ciascun mese.
2. L’ordine del giorno di ciascuna seduta e’ predisposto dal DIPE
su indicazione del Presidente e sulla base delle proposte gia’
esaminate nel corso della riunione preparatoria di cui al precedente
art. 3. Nell’ordine del giorno della convocazione della seduta
possono essere iscritti, in via eccezionale, anche argomenti non
compresi tra le proposte esaminate nella riunione preparatoria,
qualora il Presidente ravvisi la non differibilita’ della relativa
trattazione. L’ordine del giorno puo’ essere articolato in due parti:
nella prima vengono inseriti gli argomenti compiutamente istruiti ed
esaminati favorevolmente nel corso della riunione preparatoria; nella
seconda sono invece inseriti gli argomenti di maggiore complessita’ e
rilevanza.
3. Nei casi di particolare urgenza il Comitato, ove vi sia
l’unanimita’ dei membri effettivi presenti e ove il Presidente ne
ravvisi l’indifferibilita’, puo’ decidere la trattazione di altro
argomento non inserito all’ordine del giorno. Dell’avvenuto
inserimento deve essere dato atto nel verbale della seduta.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 5

Convocazioni

1. Il Comitato e’ convocato dal Presidente di norma almeno dieci
giorni prima della data prevista per la seduta.
2. In casi eccezionali, il Comitato puo’ essere convocato dal
Presidente con un preavviso inferiore ai dieci giorni di cui al comma
1. La documentazione relativa all’ordine del giorno deve comunque
pervenire in tempo utile e in forma completa al DIPE. Di norma, i
singoli argomenti saranno trattati in seduta con l’accordo di tutti i
componenti presenti.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 6

Sedute del Comitato

1. Le sedute del Comitato sono aperte e chiuse dal Presidente.
2. Il Presidente verifica la presenza e, ove specificamente
richiesto, la permanenza del quorum costitutivo (la meta’ piu’ uno
dei componenti); dirige i lavori; pone ai voti le deliberazioni
dichiarandone l’esito; puo’ modificare la successione degli argomenti
da esaminare e riunire la discussione dei punti all’ordine del
giorno; cura che gli interventi siano svolti in modo sintetico,
eventualmente limitando il tempo per l’esposizione e il numero degli
interventi di ciascun componente.
3. Il componente del Comitato che si trovi in situazioni di
incompatibilita’ o conflitto di interessi e’ tenuto a segnalare tale
situazione al Presidente e deve allontanarsi dalla seduta quando si
discuta o si voti sull’argomento in ordine al quale sussiste
l’incompatibilita’ o il conflitto.
4. All’atto della votazione, chi dissente deve chiedere che ne sia
dato atto nel processo verbale, dandone succinta motivazione. Non e’
consentita la comunicazione o la divulgazione dell’opinione
dissenziente.
5. Spetta, in ogni caso, al Presidente decidere il rinvio della
discussione o della adozione di deliberazioni su singoli punti
all’ordine del giorno.
6. Il DIPE e il Ministero dell’economia e delle finanze
predispongono congiuntamente una nota, da porre a base della seduta,
contenente l’oggetto delle decisioni e le osservazioni e le
prescrizioni relative ai singoli punti all’ordine del giorno, alla
luce degli esiti dell’istruttoria e della riunione preparatoria.
7. Al DIPE spetta il compito di trasmettere le delibere al
Presidente per la firma entro 30 giorni decorrenti dalla seduta in
cui le stesse sono state assunte, ai sensi dell’art. 41, comma 4, del
decreto legge n. 201/2011, convertito dalla legge n. 214/2011, e
successive modificazioni e integrazioni. A tal fine, redige il testo
definitivo dei provvedimenti adottati in seduta in conformita’ a
quanto deliberato e, entro 14 giorni lavorativi dalla data della
seduta, li trasmette in schema al Ministero dell’economia e delle
finanze per le verifiche degli effetti sulla finanza pubblica di cui
al precedente art. 1, comma 8. Gli esiti di tali verifiche sono
inviati al DIPE entro 8 giorni lavorativi dalla data di ricezione
degli schemi di delibera.

Capo I DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CIPE

Art. 7

Informazioni sui lavori del Comitato

1. Al termine di ogni seduta, l’Ufficio stampa della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, eventualmente coadiuvato dal DIPE, redige il
comunicato relativo ai lavori della seduta, disponendo per la
diffusione dello stesso agli organi di informazione. Il comunicato e’
sottoposto al Presidente per approvazione. Fino al momento della
divulgazione del comunicato stampa, l’esito dei provvedimenti
adottati resta riservato. Restano comunque riservate le notizie
inerenti l’andamento della discussione.
2. I componenti del Comitato sono tenuti alla riservatezza
sull’esito della discussione fino alla divulgazione ufficiale del
comunicato.
3. Sono sottratti all’accesso, ai sensi dell’art. 24, comma 1,
lett. c) e comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, tutti gli atti
endoprocedimentali, ivi comprese proposte, valutazioni, elaborazioni
e relative modifiche, inerenti alle deliberazioni del Comitato
relative ad atti amministrativi generali, di pianificazione e di
programmazione, fermo restando che, ai sensi dell’art. 24, comma 7,
della legge 7 agosto 1990 n. 241, l’accesso a detti atti e’ comunque
consentito ove la loro conoscenza sia necessaria per curare o per
difendere gli interessi giuridici dei richiedenti.
L’accesso agli atti endoprocedimentali, ivi comprese proposte,
valutazioni, elaborazioni e relative modifiche, inerenti a tutte le
altre deliberazioni del Comitato – in relazione all’esigenza di
salvaguardare la riservatezza di persone fisiche o giuridiche, gruppi
ed imprese e al fine di salvaguardare le esigenze
dell’amministrazione nella fase preparatoria dei provvedimenti, ai
sensi dell’art. 24, comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
dell’art. 9, comma 2, del Decreto del Presidente della Repubblica 12
aprile 2006, n. 184 – e’ differito alla data di pubblicazione sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della deliberazione cui
si riferisce l’atto richiesto.

Capo II DISCIPLINA DEGLI ATTI DEL COMITATO

Art. 8

Atti ufficiali del Comitato

Gli atti ufficiali del Comitato sono:
a) il processo verbale;
b) la raccolta delle deliberazioni.

Capo II DISCIPLINA DEGLI ATTI DEL COMITATO

Art. 9

Contenuto del processo verbale

Il processo verbale riporta, per ciascuna seduta:
a) luogo, data, ora di apertura e di chiusura della seduta;
b) ordine del giorno, con specifica indicazione delle questioni
di particolare urgenza per le quali viene proposta la trattazione
direttamente in seduta;
c) elenco dei presenti, con l’indicazione di chi ha presieduto
la seduta e di chi ha svolto le funzioni di Segretario;
d) constatazione espressa della verifica del numero legale;
e) succinto resoconto della discussione distinto per argomento,
con il risultato delle eventuali votazioni senza indicazione
nominativa dei voti espressi, salvo l’esplicita richiesta dei
componenti di cui al precedente art. 6, comma 4;
f) testo integrale delle deliberazioni, anche mediante rinvio
ad allegati.

Capo II DISCIPLINA DEGLI ATTI DEL COMITATO

Art. 10

Formazione, approvazione, conservazione e pubblicita’ del processo
verbale

1. La predisposizione del processo verbale e’ curata da chi ha
svolto le funzioni di Segretario della seduta, il quale lo
sottoscrive e lo sottopone alla firma del Presidente. La redazione
del processo verbale viene effettuata con l’ausilio del DIPE.
2. Il processo verbale si intende approvato con la sottoscrizione
del Presidente il quale, ove lo reputi necessario, puo’ rimettere
all’approvazione del Comitato l’intero testo o singoli punti del
medesimo.
3. I testi originali sia dei verbali di seduta, sottoscritti dal
Presidente e dal Segretario, sia delle allegate deliberazioni,
sottoscritte dal Presidente e dal Segretario, sono muniti dei
contrassegni e dei sigilli di Stato e sono custoditi presso gli
archivi del DIPE.
4. Il verbale del Comitato e’ atto riservato. Possono prenderne
visione in ogni momento i Ministri nonche’ gli altri soggetti che
hanno partecipato alla seduta, limitatamente ai propri interventi. Il
Presidente del Comitato puo’ autorizzare altri soggetti a prendere
visione del processo verbale, salvo che il Comitato abbia deliberato
in senso contrario.

Capo II DISCIPLINA DEGLI ATTI DEL COMITATO

Art. 11

Formazione e conservazione della raccolta delle deliberazioni.
Efficacia e pubblicita’

1. Le deliberazioni adottate dal Comitato, dopo la sottoscrizione
del Presidente, sono numerate in ordine progressivo e inoltrate,
ricorrendone i presupposti, alla Corte dei Conti per il controllo di
cui all’art. 3 della legge n. 20/1994, unitamente agli esiti delle
verifiche effettuate ai sensi del precedente art. 6, comma 7, e
successivamente inviate per la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana. Nelle more della registrazione e della
conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, copia delle delibere
adottate puo’ essere rilasciata, su espressa richiesta scritta dei
soggetti interessati, ove sussistano precise condizioni di pubblico
interesse. Nelle copie deve essere data puntuale indicazione che il
provvedimento e’ in corso di registrazione.
2. Copia integrale delle deliberazioni adottate e’ raccolta in
ordine cronologico.
Roma, 30 aprile 2012

Il Presidente: Monti

Il segretario: Barca

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 30 aprile 2012

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