COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 29 luglio 2005: Criteri e modalita' di funzionamento del fondo per il finanziamento degli interventi consentiti dagli orientamenti U.E. sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolta' - decreto-legge n. 35/2005, convertito in legge n. 80/2005 | Edilone.it

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 29 luglio 2005: Criteri e modalita’ di funzionamento del fondo per il finanziamento degli interventi consentiti dagli orientamenti U.E. sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolta’ – decreto-legge n. 35/2005, convertito in legge n. 80/2005

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 29 luglio 2005: Criteri e modalita' di funzionamento del fondo per il finanziamento degli interventi consentiti dagli orientamenti U.E. sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolta' - decreto-legge n. 35/2005, convertito in legge n. 80/2005 - articolo 11, commi 3 - 6. (Deliberazione n. 101/2005). (GU n. 227 del 29-9-2005)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 29 luglio 2005

Criteri e modalita’ di funzionamento del fondo per il finanziamento
degli interventi consentiti dagli orientamenti U.E. sugli aiuti di
Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in
difficolta’ – decreto-legge n. 35/2005, convertito in legge n.
80/2005 – articolo 11, commi 3 – 6. (Deliberazione n. 101/2005).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visto il decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con
modificazioni, nella legge 14 maggio 2005, n. 80;
Visto in particolare l’art. 11, comma 3, del decretolegge n.
35/2005, il quale stabilisce l’istituzione del Fondo per il
finanziamento degli interventi consentiti dagli Orientamenti U.E.
sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle
imprese in difficolta’;
Visto l’art. 11, comma 6, del decreto-legge n. 35/2005, che demanda
a questo Comitato la fissazione dei criteri e delle modalita’ per
l’attuazione del predetto Fondo;
Ritenuto di utilizzare, in sede di prima applicazione, le risorse
del Fondo esclusivamente per la concessione di garanzia statale sui
finanziamenti bancari contratti dalle imprese;
Ritenuta l’opportunita’ di affidare, in considerazione nella natura
degli interventi da realizzare, al Ministero delle attivita’
produttive la gestione delle procedure operative per l’utilizzo delle
risorse del Fondo;
Su proposta del Ministro delle attivita’ produttive;
Delibera:
1. Soggetti beneficiari.
Possono accedere agli interventi del Fondo le imprese in
difficolta’ ai sensi del punto 2.1 degli Orientamenti comunitari
sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di
imprese in difficolta’.
In particolare, si considera in difficolta’ una impresa che non sia
in grado, con le proprie risorse e con le risorse che puo’ ottenere
dai proprietari/azionisti o dai creditori, di contenere perdite che,
in assenza di un intervento esterno delle autorita’ pubbliche, la
condurrebbero quasi certamente al collasso economico, nel breve o nel
medio periodo.
Un’impresa parte di un gruppo non puo’ normalmente beneficiare di
aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione, a meno che non sia
dimostrabile che le difficolta’ sono specifiche della societa’ in
questione, che non risultano da operazioni arbitrarie sui bilanci del
gruppo e che sono troppo gravi per essere risolte dal gruppo stesso.
2. Interventi ammissibili.
Gli interventi del Fondo possono riguardare sia aiuti per il
salvataggio che aiuti per la ristrutturazione, come definiti al punto
2.2 degli Orientamenti comunitari.
Gli aiuti per il salvataggio consistono in un sostegno finanziario
temporaneo e reversibile, della durata massima di sei mesi,
finalizzato a mantenere in attivita’ una impresa in difficolta’ per
il tempo necessario a elaborare un piano di ristrutturazione o di
liquidazione.
Gli aiuti per la ristrutturazione sono basati su un piano
industriale e finanziario finalizzato a ripristinare la redditivita’
a lungo termine dell’impresa.
Possono beneficiare degli interventi del Fondo le imprese
individuate al punto 2.3 degli Orientamenti comunitari.
3. Aiuti per il salvataggio.
Gli aiuti per il salvataggio a valere sul Fondo saranno concessi
esclusivamente nella forma della garanzia statale sui finanziamenti
bancari contratti dall’impresa, alle condizioni di cui al punto 3.1
degli Orientamenti comunitari.
4. Aiuti per la ristrutturazione.
L’impresa deve presentare un Piano di ristrutturazione, alle
condizioni di cui al punto 3.2 degli Orientamenti comunitari, che
deve essere approvato dalla Commissione europea.
Il Piano di ristrutturazione puo’ includere un intervento a valere
sul Fondo, concesso unicamente nella forma della garanzia statale sui
finanziamenti bancari contratti dall’impresa.
5. Presentazione della domanda e iter istruttorio.
L’impresa che intende accedere agli interventi del Fondo presenta
la domanda a Sviluppo Italia S.p.A. che, dopo avere operato una
verifica preliminare dei requisiti di ammissibilita’, la trasmette,
entro 15 giorni dal ricevimento, al MAP e al Comitato tecnico di cui
all’art. 11, comma 5, del decreto-legge n. 35/2005.
Il Comitato tecnico esprime le proprie indicazioni e le comunica,
entro 15 giorni dal ricevimento della documentazione da Sviluppo
Italia, al Ministero dalle attivita’ produttive che effettua
l’istruttoria avvalendosi di Sviluppo Italia.
La domanda deve contenere l’indicazione dei termini essenziali
delle operazioni finanziarie oggetto della garanzia statale e della
banche prescelte; le banche prescelte devono, a loro volta,
comunicare al Ministero delle attivita’ produttive la propria
disponibilita’ a effettuare le operazioni finanziarie, precisandone
la forma, l’importo, il tasso d’interesse, la durata, le modalita’ di
erogazione e di rimborso e tutte le altre eventuali condizioni
previste.
Saranno istruite con priorita’ le domande provenienti da imprese
per le quali sia gia’ stata decretata, a seguito di approvazione di
programma di crisi aziendale, la correspensione del trattamento
straordinario di integrazione salariale in favore di oltre il 70% dei
lavoratori dipendenti.
Il Ministero delle attivita’ produttive potra’ sottoporre
direttamente al Comitato tecnico l’esito di eventuali percorsi di
valutazione avviati e svolti anche con il supporto di Sviluppo Italia
precedentemente all’adozione della presente delibera.
In caso di esito positivo dalla propria istruttoria, da completarsi
entro trenta giorni dal ricevimento delle indicazioni del Comitato
tecnico, il Ministero delle attivita’ produttive emana il
provvedimento di concessione della garanzia e notifica l’Aiuto di
Stato alla Commissione europea.
In caso di intervento della garanzia statale il Ministero delle
attivita’ produttive effettua il pagamento a valere sulle risorse del
Fondo, depositato presso la Tesoreria centrale dello Stato ed
intestato al Ministero medesimo.
Il Ministero delle attivita’ produttive trasmette al Comitato
tecnico una relazione semestrale sulle attivita’ oggetto di
istruttoria ai sensi della presente delibera.
6. Oggetto e limiti della garanzia.
La garanzia, di natura solidale ai sensi dell’art. 1944 del codice
civile, assiste il credito maturato a favore della banca che ha
concesso il credito in termini di capitale, interessi ed ogni altro
costo ed onere connesso con l’operazione garantita.
Nel caso di crediti di firma la garanzia si estende anche alla
commissione dovuta alla banca.
Il tasso di interesse non puo’ essere superiore a quello previsto
per i mutui con oneri a carico dello Stato dall’art. 45, comma 32,
della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
7. Richiesta di operativita’ della garanzia.
La garanzia diviene operante senza obbligo di preventiva escussione
del debitore, su semplice comunicazione dell’inadempimento
dell’obbligazione, nella quale la banca dichiara, sotto la propria
responsabilita’, di aver gia’ richiesto infruttuosamente il pagamento
al debitore o indica l’importo del credito vantato, distinto per
capitale, interessi, spese ed altri oneri, allegando tutta la
documentazione idonea a dimostrare la sussistenza e l’ammontare del
credito medesimo.
La richiesta della garanzia e’ inviata per conoscenza agli
amministratori dell’impresa debitrice, i quali dovranno trasmettere
immediatamente al Ministero delle attivita’ produttive eventuali
osservazioni.
Entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta il Ministero
delle attivita’ produttive versa alla banca la somma dovuta
dall’impresa, nei limiti di cui al punto 6. della presente delibera.
Il termine di cui al precedente periodo si interrompe nel caso in
cui, per cause imputabili alla banca, si renda necessario il
compimento di atti istruttori diretti ad accertare la sussistenza
delle condizioni di operativita’ della garanzia, nonche’ l’esistenza
e l’ammontare del credito vantato dalla banca medesima.
A seguito del pagamento il Ministero delle attivita’ produttive e’
surrogato nei diritti della banca creditrice, a norma dell’art. 1203,
primo comma, n. 3, del codice civile.
Sulla somma pagata dal Ministero delle attivita’ produttive
maturano gli interessi al tasso legale vigente a decorrere dalla data
di pagamento alla banca e fino alla data di rimborso da parte
dell’impresa debitrice.
8. Clausola di salvaguardia.
Salvo i casi espressamente previsti dal punto 3.3 degli
Orientamenti comunitari, tanto gli aiuti al salvataggio che gli aiuti
alla ristrutturazione devono avere carattere straordinario e possono
essere concessi una volta. Gli interventi a valere sul Fondo non sono
dunque compatibili in principio, con altri aiuti aventi la stessa
finalita’ precedentemente concessi alla medesima impresa.
Per quanto non espressamente disciplinato dalla presente delibera
valgono le disposizioni degli Orientamenti U.E. per gli aiuti al
salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficolta’.

Roma, 29 luglio 2005

Il Presidente: Berlusconi

Il segretario del CIPE: Baldassari

Registrato alla Corte dei conti il 28 settembre 2005
Ufficio controllo atti Ministeri economico-finanziari, registro n. 5
Economia e finanze, foglio n. 82

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