COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 2 dicembre 2005 | Edilone.it

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 2 dicembre 2005

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 2 dicembre 2005 - Legge n. 443/2001 - 1° programma delle infrastrutture strategiche: Asse viario Marche-Umbria e quadrilatero di penetrazione interna: «Maxilotto n. 1» III stralcio - SS 78 Val di Fiastra: tratto Sforzacosta-Sarnano e SS 3 via Flaminia: tratto Pontecentesimo-Foligno. (Deliberazione n. 145/2005). (GU n. 181 del 5-8-2006)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 2 dicembre 2005

Legge n. 443/2001 – 1° programma delle infrastrutture strategiche:
Asse viario Marche-Umbria e quadrilatero di penetrazione interna:
«Maxilotto n. 1» III stralcio – SS 78 Val di Fiastra: tratto
Sforzacosta-Sarnano e SS 3 via Flaminia: tratto
Pontecentesimo-Foligno. (Deliberazione n. 145/2005).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443, che, all’art. l, ha
stabilito che le infrastrutture pubbliche e private e gli
insediamenti strategici e di preminente interesse nazionale, da
realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese, vengano
individuati dal Governo attraverso un programma formulato secondo i
criteri e le indicazioni procedurali contenuti nello stesso articolo,
demandando a questo Comitato di approvare, in sede di prima
applicazione della legge, il suddetto programma entro il 31 dicembre
2001;
Vista la legge 1° agosto 2002, n. 166, che, all’art. 13, reca
modifiche al menzionato art. 1 della legge n. 443/2001, oltre ad
autorizzare limiti di impegno quindicennali per la progettazione e
realizzazione delle opere incluse nel programma approvato da questo
Comitato e per interventi nel settore idrico di competenza del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti;
Visto il decreto legislativo 20 agosto 2002, n. 190, attuativo
dell’art. 1 della menzionata legge n. 443/2001;
Visti, in particolare, l’art. 1 della citata legge n. 443/2001,
come modificato dall’art. 13 della legge n. 166/2002, e l’art. 2 del
decreto legislativo n. 190/2002, che attribuiscono la responsabilita’
dell’istruttoria e la funzione di supporto alle attivita’ di questo
Comitato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che puo’
in proposito avvalersi di apposita «struttura tecnica di missione»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di espropriazioni per pubblica utilita’,
come modificato – da ultimo – dal decreto legislativo 27 dicembre
2004, n. 330;
Visto l’art. 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante
«Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione»,
secondo il quale, a decorrere dal 1° gennaio 2003, ogni progetto di
investimento pubblico deve essere dotato di un codice unico di
progetto (CUP), e viste le delibere attuative adottate da questo
Comitato;
Vista la legge 24 dicembre 2003, n. 350, e visti in particolare:
l’art. 4, comma 134 e seguenti, ai sensi del quale la richiesta
di assegnazione di risorse a questo Comitato, per le infrastrutture
strategiche che presentino un potenziale ritorno economico derivante
dalla gestione e che non siano incluse nei piani finanziari delle
concessionarie e nei relativi futuri atti aggiuntivi, deve essere
corredata da un’analisi costi-benefici e da un piano
economico-finanziario redatto secondo lo schema tipo approvato da
questo Comitato;
l’art. 4, comma 139, che demanda a questo Comitato di esercitare,
con il supporto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti,
la funzione di vigilanza sulla realizzazione degli interventi di cui
all’alinea precedente, anche nell’interesse dei soggetti
finanziatori;
l’art. 4, comma 176, che autorizza ulteriori limiti di impegno
nel biennio 2005-2006 per la realizzazione delle opere strategiche di
cui alle leggi citate ai punti precedenti;
l’art. 4, comma 177 – come modificato e integrato dall’art. 1,
comma 13, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito nella
legge 30 luglio 2004, n. 191, e dall’art. 16 della legge 21 marzo
2005, n. 39 – che reca precisazioni sui limiti di impegno iscritti
nel bilancio dello Stato in relazione a specifiche disposizioni
legislative;
Visto il decreto legislativo 17 agosto 2005, n. 189 (Gazzetta
Ufficiale n. 221/2005) che modifica ed integra il citato decreto
legislativo n. 190/2002;
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (Gazzetta Ufficiale n.
51/2002 supplemento ordinario), con la quale questo Comitato, ai
sensi del piu’ volte richiamato art. 1 della legge n. 443/2001, ha
approvato il 1° programma delle opere strategiche, che include – nel
sottosistema dei «Corridoi trasversali e dorsale appenninica» – il
progetto «Asse viario Marche-Umbria e quadrilatero di penetrazione
interna» (di seguito indicato come «Quadrilatero»), per il quale
viene indicato il costo complessivo di 1.807,599 Meuro;
Vista la delibera 31 ottobre 2002, n. 93 (Gazzetta Ufficiale n.
30/2003), con la quale questo Comitato ha preso atto della
configurazione infrastrutturale del progetto «Quadrilatero» e delle
caratteristiche di rilevante innovativita’ sotto l’aspetto
finanziario e attuativo che esso presenta, tra cui la previsione
dell’elaborazione di un «piano di area vasta» (PAV) quale strumento
che, oltre a regolare l’intervento di infrastrutturazione viaria,
organizza, lungo gli assi considerati, la distribuzione spaziale
degli insediamenti produttivi e dei nodi logistici;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 63 (Gazzetta Ufficiale n.
248/2003), con la quale questo Comitato ha formulato, tra l’altro,
indicazioni di ordine procedurale riguardo alle attivita’ di supporto
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e’ chiamato a
svolgere ai fini della vigilanza sull’esecuzione degli interventi
inclusi nel 1° programma delle infrastrutture strategiche;
Vista la delibera 27 maggio 2004, n. 13 (Gazzetta Ufficiale n.
20/2005) con la quale questo Comitato ha, tra l’altro:
ritenuto condivisibile le linee generali del progetto
«Quadrilatero» costituito dagli interventi viari articolati in due
maxilotti e dalle attivita’ del PAV;
individuato il soggetto aggiudicatore nel «soggetto attuatore
unico» ovvero nella «Quadrilatero Marche-Umbra S.p.a.», costituita il
6 giugno 2003 quale Societa’ di scopo e il cui capitale sociale e’
ripartito tra ANAS S.p.a. e «Sviluppo Italia S.p.a.»;
approvato il costo complessivo che ammonta a 2.156,708 Meuro di
cui 2.093,5 Meuro per la realizzazione delle opere viarie e 63,2
Meuro per l’acquisizione dei terreni sui cui impiantare le attivita’
leader (c.d. «aree leader»);
quantificato il costo arrotondato del 1° maxilotto in 1.296
Meuro, di cui 1.164 a base d’appalto e 132 per somme a disposizione;
quantificato il costo arrotondato del 2° maxilotto in 798 Meuro,
di cui 716,85 a base d’appalto e 81,15 per somme a disposizione;
indicato in complessivi 1.557,508 Meuro il cofinanziamento
ipotizzato a carico delle risorse recate dall’art. 13 della legge n.
166/2002, come rifinanziato dall’art. 4, comma 176, della legge n.
350/2003;
approvato i progetti definitivi della SS 77 «Val di Chienti»:
tratto Collesentino II-Pontelatrave (1° maxilotto – 1° stralcio),
della SS 76 «Val d’Esino»: tratte «Serra S. Quirico-Albacina» e
«Cancelli-Fossato di Vico» e della SS 318 di «Valfabbrica»: tratta
«Pianello-Valfabbrica» (entrambe incluse nel 2° maxilotto –
2° stralcio);
approvato i progetti preliminari della SS 77 «Val di Chienti»:
tratto Foligno-Pontelatrave, dei collegamenti della SS 77 «Val di
Chienti» alle SS 3 «Flaminia» e SS 16 «Adriatica» con connessa
penetrazione a Civitanova Marche, dell’intervalliva di Tolentino-San
Severino Marche e dell’Intervalliva di Macerata (interventi che
costituiscono il 2° stralcio del 1° Maxilotto) nonche’ della
Pedemontana marchigiana (2° Maxilotto – 2° stralcio);
assegnato, per il 1° e 2° maxilotto, un contributo massimo
quindicennale, rispettivamente, di 38,817 Meuro e 43,564 Meuro a
valere sulle risorse dell’art. 13 della legge n. 166/2002, come
rifinanziato dall’art. 4, comma 176, della legge n. 350/2004;
considerato, tra le fonti di copertura del costo, gli introiti
previsti per l’utilizzazione e/o vendita del materiale pregiato (di
tipo calcareo), proveniente dagli scavi delle gallerie sulle tratte
del progetto «Quadrilatero», introiti quantificati in oltre 40,248
Meuro;
Visto il decreto emanato dal Ministro dell’interno il 14 marzo 2003
di concerto con il Ministro della giustizia e il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, e successive modificazioni ed
integrazioni, con il quale – in relazione al disposto dell’art. 15,
comma 5, del decreto legislativo n. 190/2002 – e’ stato costituito il
Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza delle grandi opere;
Vista la circolare del Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato 5 aprile 2004, n.
13 (Gazzetta Ufficiale n. 66/2004, supplemento ordinario), nella
quale sono state affrontate le tematiche dei limiti di impegno ed e’
stato, tra l’altro, precisato che l’assunzione dell’impegno contabile
non e’ necessariamente correlata alla concessione di un eventuale
mutuo o all’effettuazione di altre operazioni di finanziamento;
Vista la nota 5 novembre 2004, n. COM/3001/1, con la quale il
coordinatore del predetto Comitato di coordinamento per l’alta
sorveglianza delle grandi opere espone le linee guida varate dal
Comitato nella seduta del 27 ottobre 2004;
Vista la nota 26 ottobre 2005, n. 510 – integrata con le note
24 novembre 2005, n. 569, e 2 dicembre 2005, n. 584 – con la quale il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso, tra
l’altro, la relazione istruttoria del progetto preliminare «SS 78 Val
di Piastra: tratto Sforzacosta-Sarnano» e del progetto definitivo
della «SS Flaminia 3: collegamento Foligno-Pontecentesimo»,
proponendo l’approvazione, con prescrizioni e raccomandazioni, di
detti progetti;
Considerato che questo Comitato ha conferito carattere
programmatico al quadro finanziario riportato nell’allegato 1 della
delibera n. 121/2001, riservandosi di procedere successivamente alla
ricognizione delle diverse fonti di finanziamento disponibili per
ciascun intervento;
Considerato che in data 24 ottobre 2002 sono state stipulate, con
le regioni Marche e Umbria, le intese previste dall’art. 13 della
legge n. 166/2002, che includono, per la parte di rispettiva
competenza, le opere facenti parte del progetto «Quadrilatero» e che
prevedono, ad integrazione funzionale degli interventi di cui al
programma approvato con la citata delibera n. 121/2001, altre
infrastrutture viarie a questi interconnesse;
Considerato che interventi facenti parte del progetto
«Quadrilatero» sono ricompresi nell’Accordo di programma quadro
stipulato tra Governo e regione Marche il 31 marzo 2003 e finanziati
dalla regione per un ammontare di 93,968 Meuro a valere sui fondi per
le aree sottoutilizzate e sugli stanziamenti della legge 30 marzo
1998, n. 61, e che, con nota 13 maggio 2004, n. 76228, il Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento per le politiche di
sviluppo e di coesione ha comunicato che, in vista del rinnovo
dell’Accordo di programma quadro «viabilita’ statale», sottoscritto
il 3 marzo 1999, la regione Umbria ha assunto l’impegno a contribuire
al finanziamento di opere incluse in detto progetto per complessivi
45,9 Meuro a valere sui fondi della citata legge n. 61/1998;
Udita la relazione del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti;
Acquisita in seduta l’intesa del Ministro dell’economia e delle
finanze;
Prende atto
delle risultanze della istruttoria svolta dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti relativamente alle due infrastrutture
del 3° stralcio del 1° maxilotto (CUP 12C03000050010), infrastrutture
che segnano il completamento delle opere viarie del Quadrilatero
Marche-Umbria, e prende atto in particolare:
in linea generale
che la modalita’ di affidamento delle attivita’ relative al 1°
maxilotto e’ il ricorso a contraente generale;
che il relativo bando, che conteneva apposita clausola di
salvaguardia relativamente ai tempi e alle modalita’ di copertura del
costo degli interventi non ancora finanziati, e’ stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 19 novembre 2004 e che le offerte sono
state presentate il 26 settembre 2005 e, all’atto di redazione della
relazione istruttoria, erano in corso di esame da parte della
Commissione aggiudicatrice;
che per la quantificazione del costo delle opere sono stati
utilizzati prezzi desunti dall’elenco prezzi del Compartimento della
viabilita’ per l’Umbria aggiornati all’anno 2002, integrati dai
prezzari della D.G. ANAS e dal prezzario della regione Umbria
relativo al 2002, mentre, per le opere in galleria, i prezzi sono
stati desunti dal prezzario ANAS redatto nel 1999 per l’autostrada
Salerno-Reggio Calabria e al prezzario relativo al Grande Raccordo
Anulare di Roma – lavori del Giubileo 2000;
per quanto riguarda il progetto preliminare della SS 78 Val di
Piastra: tratto Sforzacosta-Sarnano.
sotto l’aspetto tecnico, procedurale e attuativo
che l’intervento riguarda l’ampliamento e l’ammodernamento della
strada SS 78, secondo la tipologia extraurbana a carreggiata unica
con due corsie e banchine laterali, e che la lunghezza totale
dell’intervento – che ha inizio dallo svincolo di Sforzacosta sulla
Superstrada della Val di Chienti (Raccordo Autostradale SS 77) per
arrivare fino a Sarnano – e’ di circa 28 Km;
che il progetto prevede la realizzazione di varianti fuori sede,
secondo la categoria C2 del decreto ministeriale 5 novembre 2001, per
circa la meta’ del tracciato e di adeguamenti in sede, con alcune
lievi rettifiche, secondo la categoria F2 del citato decreto, per la
parte rimanente, con esclusione della zona di S. Maria di Pieca dove
e’ stata inserita una variante di circa 1 Km;
che il soggetto aggiudicatore ha inviato, in data 18 dicembre 2003,
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il progetto
preliminare dell’intervento;
che nella Conferenza dei servizi promossa dalla regione Marche,
tenutasi il 19 febbraio 2004 e 18 marzo 2004, e’ emersa la necessita’
di apportare significative varianti, successivamente recepite nella
versione aggiornata del progetto ripubblicato in data 10 giugno 2004;
che il Ministero dell’ambiente e del territorio con nota 5 aprile
2004, n. DSA/2004/8303, ha comunicato al soggetto aggiudicatore che,
ai sensi dell’art. 17, comma 4, del decreto legislativo n. 190/2002,
la valutazione sull’impatto ambientale e’ demandata alla regione
competente;
che la regione Marche, Servizio progettazione OO.PP. VIA, con
decreto dirigenziale 15 febbraio 2005, n. 5 POP, ha espresso parere
favorevole con prescrizioni;
che la medesima regione, con decreto della Giunta regionale
16 febbraio 2005, n. 167, ha espresso parere favorevole ai fini
dell’intesa sulla localizzazione, con prescrizioni da assolvere nella
successiva fase di progettazione definitiva;
che il Ministero per i beni e le attivita’ culturali con nota
21 luglio 2005, n. 07.08.407/9426, ha espresso parere favorevole con
prescrizioni;
che i tempi di realizzazione dell’opera, comprensivi delle
attivita’ progettuali ed autorizzative residue, sono stati
quantificati in mesi 55;
sotto l’aspetto finanziario
che il costo dell’intervento in questione e’ stato quantificato
inizialmente in 60,728 Meuro;
che – a seguito delle richieste formulate, durante lo svolgimento
delle citate Conferenze di servizi, dai comuni interessati e del
parere espresso dalla Sovrintendenza dei beni architettonici, che
hanno comportato un aumento delle tratte fuori sede viaria e di
conseguenza un aumento del costo dell’opera – quest’ultimo e’ stato
rideterminato in 72,508 Meuro al netto dell’IVA, di cui 58,950 Meuro
per lavori a base d’appalto e 13,558 Meuro per somme a disposizione;
per quanto riguarda il progetto definitivo della SS 3 «Flaminia»:
tratto Pontecentesimo-Foligno.
sotto l’aspetto tecnico, procedurale e attuativo
che l’intervento e’ volto principalmente alla messa in sicurezza
del tratto della SS 3 Flaminia compreso tra Pontecentesimo e Foligno
con l’eliminazione – a seguito della realizzazione di alcune
controstrade e della costruzione di due svincoli – di numerosi
incroci a raso presenti e con l’adeguamento altimetrico di un breve
tratto dell’attuale sede stradale, classificata di categoria C1
«extraurbana secondaria» del citato decreto ministeriale 5 novembre
2001;
che l’intervento in esame si estende dallo svincolo della Flaminia
sulla SS n. 75 (Centrale Umbra), fino allo svincolo di Pontecentesimo
e interessa il tratto stradale a due corsie che inizia alla
progressiva Km 154+950 e termina al Km 159+350, con uno sviluppo di
4,4 Km;
che il soggetto aggiudicatore ha inviato, in data 18 novembre 2004,
al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti il progetto
definitivo dell’intervento;
che il progetto e’ corredato dalla definizione delle eventuali
opere e misure mitigatrici e compensative dell’impatto ambientale,
territoriale e sociale;
che il responsabile del procedimento ha dichiarato che, per il
progetto definitivo all’esame, la pubblicita’ ai sensi di legge e’
stata effettuata mediante pubblicazione sul Corriere dell’Umbria del
29 novembre 2004 e sul BUR del 30 novembre 2004, n. 48;
che a seguito della Conferenza dei servizi, svoltasi il 1° febbraio
2005, le Amministrazioni interessate hanno espresso i seguenti
pareri:
Autorita’ di Bacino del Fiume Tevere con nota 8 febbraio 2005, n.
441/SG27.7.7: favorevole con prescrizioni;
regione Umbria, con delibera di Giunta regionale 15 febbraio
2005, n. 278: favorevole con raccomandazioni;
Ispettorato logistico dell’Esercito, con nota 15 marzo 2005, n.
7344/10.6.6/1: favorevole;
Ministero per i beni e le attivita’ culturali con nota 22 aprile
2005, n. 07.08.407/4131: favorevole con prescrizioni;
enti interferenti: parere favorevole con prescrizioni;
che i tempi occorrenti per l’espletamento delle attivita’
progettuali ed autorizzative residue, la realizzazione e la messa in
esercizio dell’opera sono stimati in trenta mesi;
sotto l’aspetto finanziario
che il costo dell’intervento, al netto dell’IVA, e’ pari a 14,364
Meuro, di cui 10,206 per lavori a base d’appalto e 4,158 per somme a
disposizione;
che detto costo rappresenta un costo aggiuntivo, in quanto, pur
essendo l’opera inserita nel sistema viario «Quadrilatero» su
richiesta della regione Umbria, il costo stesso non era stato
compreso nelle tabelle riepilogative degli interventi contenute nella
istruttoria sottoposta a questo Comitato nella citata seduta del
27 maggio 2004;
per quanto concerne l’assestamento del quadro economico-finanziario
del Maxilotto 1
che i due interventi all’esame, per le motivazioni esposte per
ciascuno di essi, comportano un aumento del costo complessivo delle
opere viarie del progetto «Quadrilatero» di 26,143 Meuro;
che gli introiti provenienti dalla vendita di materiale pregiato,
computati tra le fonti di copertura del costo dell’intera opera
«Quadrilatero» e inizialmente stimati in 40,248 Meuro, a seguito di
approfondimenti vengono ora stimati in circa 25,7 Meuro, il che
comporta una minore entrata di circa 14,548 Meuro;
che nell’Accordo di programma quadro citato in premessa la regione
Marche si era accollata, per il finanziamento di parte dei lavori
della Pedemontana marchigiana, l’importo di 93,968 Meuro, di cui
90,175 Meuro per lavori e 3,793 Meuro per attivita’ di progettazione,
importo risultato poi gia’ impegnato dalla regione per la medesima
attivita’ e quindi non piu’ disponibile;
che in considerazione di quanto sopra esposto lo sbilancio
complessivo, rispetto al precedente piano economico-finanziario, e’
pari a 44,484 Meuro, ivi compresa la correzione degli arrotondamenti
degli importi riportati nella precedente relazione istruttoria;
che il soggetto aggiudicatore, con nota del 14 settembre 2005, n.
516, ha proposto un’azione correttiva, che il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti dichiara di condividere e che consente
di mantenere invariato il costo complessivo delle opere viarie
stabilito dalla delibera n. 13/2004, azione cosi’ articolata:
i maggiori costi delle opere viarie, pari a 26,144 Meuro, vengono
compensati con corrispondente riduzione dell’importo della voce
«imprevisti» iscritta tra le somme a disposizione del quadro
economico – finanziario del Maxilotto 1, con riserva di ripristinare
l’accantonamento per imprevisti avvalendosi, successivamente, dei
ribassi d’asta offerti dal contraente generale che risultera’
affidatario della gara in corso di espletamento;
lo sbilancio finanziario di 18,341 Meuro – determinato dai minori
introiti stimati per la vendita di materiale pregiato e dalla
riduzione di finanziamento da parte della regione Marche – potra’
essere compensato con i possibili miglioramenti di rendimento
finanziario dell’operazione PAV, a seguito dell’inserimento di
ulteriori «aree leader» nel corso dell’ulteriore iter progettuale e
approvativo;
che, comunque, il predetto sbilancio finanziario, rappresentando
una percentuale pari allo 0,876% dell’importo complessivo delle opere
viarie, non inficia la validita’ dell’impostazione del piano
economico-finanziario in essere secondo il Ministero istruttore, che
– come esposto – ritiene ragionevole l’ipotesi di assorbimento
esposta al punto precedente e che rileva comunque come detto
sbilancio incida sulla parte di finanziamento maggiormente differita
nel tempo si’ che appare possibile in prosieguo un’eventuale adeguata
rettifica della struttura delle fonti di finanziamento;
che il quadro assestato risulta quindi il seguente:

—-> Vedere Tabella a pag. 16 della G.U. in formato zip/pdf

che, a quanto specificato nella piu’ volte richiamata relazione
istruttoria, gli indici di redditivita’ del capitale investito e gli
indici di copertura del debito ad anticipazione della «cattura di
valore» non cambiano significativamente rispetto al maggio 2004, in
relazione alle rilevate modalita’ di copertura dell’ulteriore
fabbisogno finanziario;
Delibera:
1. Approvazione progetto preliminare
1.1 Ai sensi e per gli effetti dell’art. 3 del decreto legislativo
n. 190/2002, come modificato dal decreto legislativo n. 189/2005,
nonche’ ai sensi dell’art. 10 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 327/2001, come modificato – da ultimo – dal decreto
legislativo n. 330/2004, e’ approvato – con le prescrizioni e le
raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti – anche ai fini dell’attestazione di compatibilita’
ambientale e dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio,
il progetto preliminare dell’intervento «SS 78 Val di Piastra: tratto
Sforzacosta-Sarnano», facente parte del 1° maxilotto, 3° stralcio,
del progetto infrastrutturale «Quadrilatero» Marche-Umbria.
E’ conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed
edilizio, l’intesa Stato-regione sulla localizzazione dell’opera.
1.2 Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n.
190/2002, l’importo di 71,22 Meuro, rideterminato come specificato
nel prospetto della «presa d’atto», costituisce il limite di spesa
dell’intervento.
1.3 Le prescrizioni citate al punto 1.1, cui e’ condizionata
l’approvazione del suddetto progetto, sono riportate nella 1ª parte
dell’allegato 1, che forma parte integrante della presente delibera,
e sono articolare in prescrizioni da sviluppare in fase di
progettazione definitiva e in prescrizioni cui ottemperare nella fase
di esecuzione dei lavori.
Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti sono riportate nella 2ª parte del citato allegato 1.
Qualora il soggetto aggiudicatore ritenga di non poter dare seguito a
detta raccomandazione, fornira’ al riguardo puntuale motivazione, in
modo da consentire al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo Comitato,
se del caso, misure alternative.
2. Approvazione progetto definitivo
2.1 Ai sensi e per gli effetti degli articoli 4 e 16 del decreto
legislativo n. 190/2002, come modificato dal decreto legislativo n.
189/2005, nonche’ ai sensi del combinato disposto degli articoli 10 e
12 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come
modificato – da ultimo – dal decreto legislativo n. 330/2004, e’
approvato – con le prescrizioni e le raccomandazioni proposte dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – anche ai fini
dell’attestazione della compatibilita’ ambientale e dell’apposizione
del vincolo preordinato all’esproprio, nonche’ della dichiarazione di
pubblica utilita’ dell’opera il progetto definitivo della «SS 3 via
Flaminia: tratto Pontecentesimo-Foligno», facente parte del 1°
maxilotto, 3° stralcio, del progetto infrastrutturale «Quadrilatero»
Marche-Umbria.
E’ conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed
edilizio, l’intesa tra lo Stato e la regione interessata sulla
localizzazione dell’opera.
L’approvazione sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione
e parere comunque denominato e consente la realizzazione di tutte le
opere, prestazioni e attivita’ previste nei progetto approvato.
2.2 Il costo dell’intervento di cui al punto 2.1, pari a 14,14
Meuro, come al prospetto di cui alla «presa d’atto», costituisce il
limite di spesa ai sensi del decreto legislativo n. 190/2002.
2.3 Le prescrizioni citate al punto 2.1, cui e’ condizionata
l’approvazione del suddetto progetto, sono riportate nella 1ª parte
dell’allegato 2, che forma parte integrante della presente delibera,
e sono articolate in prescrizioni da sviluppare in fase di
progettazione esecutiva e in prescrizioni cui ottemperare nella fase
di esecuzione dei lavori.
Le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti sono riportate nella 2ª parte del citato allegato 1.
Qualora il soggetto aggiudicatore ritenga di non poter dare seguito a
detta raccomandazione, fornira’ al riguardo puntuale motivazione, in
modo da consentire al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo Comitato,
se del caso, misure alternative.
2.4 E’ altresi’ approvato il programma di risoluzione delle
interferenze, predisposto, ai sensi dell’art. 5 del decreto
legislativo n. 190/2002, dal soggetto aggiudicatore in relazione alle
esigenze rappresentate dai relativi Enti gestori.
2.5 Gli immobili da espropriare sono indicati nei seguenti
elaborati dei progetto definitivo, agli atti del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti:
A0K DG041 – Piano parcellare di esproprio tav. 1/2;
A0K DG051 – Piano parcellare di esproprio tav. 2/2;
A0K DG061 – Elenco ditte;
A0K DG071 – Relazione giustificativa delle indennita’ di esproprio.
3. Assestamento quadro economico maxiotto 1 del progetto
«Quadrilatero»
3.1 Al fine di mantenere invariato il costo complessivo delle opere
viarie del 1° maxilotto del progetto «Quadrilatero», determinato
dalla delibera n. 13/2004 in 1.296 Meuro al netto di IVA, e’
approvato il quadro economico assestato, secondo il quale ai costi
aggiuntivi per la realizzazione dei due interventi oggetto della
presente delibera – quantificati, come specificato nella «presa
d’atto», in 26,143 Meuro – si fa fronte utilizzando quota parte della
voce «imprevisti» inclusa, tra le somme a disposizione, nel quadro
economico del maxilotto stesso approvato con detta delibera.
3.2 Il soggetto aggiudicatore e’ autorizzato ad utilizzare le somme
derivanti dal ribasso d’asta della gara per l’affidamento del 1°
maxilotto per ripristinare l’accantonamento per imprevisti nella
misura indicata nel quadro economico originario del predetto
maxilotto.
3.3 In sede di presentazione dei progetti definitivi relativi agli
interventi del 1° maxilotto i cui progetti preliminari sono stati
approvati con la delibera n. 13/2004, il soggetto aggiudicatore
provvedera’ a esporre le modalita’ di compensazione dell’ulteriore
sbilancio finanziario di 18,341 Meuro di cui alla «presa d’atto».
4. Clausole finali
4.1 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera’
ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei
documenti componenti i progetti approvati con la presente delibera.
4.2 Per l’intervento di cui al progetto preliminare approvato al
punto 1 della presente delibera il predetto Ministero provvedera’, in
sede di esame del progetto definitivo, alla verifica di ottemperanza
alle prescrizioni che, secondo quanto indicato nell’allegato, debbono
essere recepite prima di detta fase progettuale o in tale sede,
nonche’ al rispetto delle altre indicazioni di cui all’allegato 1. Il
soggetto aggiudicatore provvedera’ a verificare che, nelle fasi
successive all’approvazione del progetto definitivo, vengano attuate
le altre prescrizioni di cui al citato allegato, dando al riguardo
assicurazioni al menzionato Ministero.
4.3 Il soggetto aggiudicatore provvedera’, prima dell’inizio dei
lavori previsti nei progetto definitivo approvato al punto 2 della
presente delibera, a fornire assicurazioni al predetto Ministero
sull’avvenuto recepimento, nel progetto esecutivo, delle prescrizioni
e raccomandazioni riportate nell’allegato: il citato Ministero
procedera’, a sua volta, a dare comunicazione al riguardo alla
Segreteria di questo Comitato.
4.4 Il medesimo Ministero provvedera’ a svolgere le attivita’ di
supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti
di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla
normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui
alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata.
4.5 In relazione alle linee guida esposte nella citata nota del
coordinatore del Comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza
delle grandi opere, dovra’ essere stipulata una convenzione tra la
Prefettura – U.T.G. competente per territorio, il soggetto
aggiudicatore e il contraente generale prescelto in base all’esito
della gara citata nella «presa d’atto», che – fermo restando
l’obbligo dell’appaltatore di comunicare alla stazione appaltante i
dati relativi a tutti i sub-contratti, stabilito dall’art. 18,
comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive modifiche ed
integrazioni – ponga adempimenti ulteriori rispetto alle prescrizioni
di cui all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica
3 giugno 1998, n. 252, e intesi a rendere piu’ stringenti le
verifiche antimafia, prevedendo – tra l’altro – l’acquisizione delle
informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali
sub-appaltatori e sub-affidatari indipendentemente dai limiti
d’importo fissati dal citato decreto del Presidente della Repubblica
n. 252/1998, nonche’ forme di monitoraggio durante la realizzazione
dei lavori.
4.6 Il CUP assegnato al progetto in argomento, ai sensi della
delibera 29 settembre 2004, n. 24, va evidenziato nella
documentazione amministrativa e contabile riguardante l’intervento di
cui alla presente delibera.

Roma, 2 dicembre 2005

Il presidente delegato: Tremonti

Il segretario del CIPE: Molgora
Registrata alla Corte dei conti il 20 luglio 2006
Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 5
Economia e finanze, foglio n. 83

Allegato

PRESCRIZIONI E RACCOMANDAZIONI PROPOSTE DAL MINISTERO DELLE
INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
SS 78 VAL DI FIASTRA
Tratto Sforzacosta-Sarnano
Progetto Preliminare
Prescrizioni da assolvere in sede di progettazione definitiva.

1. Le eventuali barriere antirumore nei pressi dei centri abitati
dovranno eseguirsi privilegiando quelle costituite da vegetazione.
Qualora lo spazio a disposizione renda impossibile l’impianto di
specie botaniche, sara’ privilegiato l’utilizzo di materiali
compatibili con il territorio per la realizzazione di infrastrutture
stradali.
Si dovra’ quindi limitare al massimo l’utilizzo degli interventi
di grigio (muri di contenimento, interventi di cemento diffusi)
preferendo azioni a basso impatto ambientale quali quelle permesse
dall’ingegneria naturalistica.
2. Compatibilmente con le condizioni geormofologiche del terreno,
siano dimensionate e programmate preliminari prospezioni geofisiche,
onde procedere successivamente ad indagini archeologiche mirate. Tali
operazioni saranno a carico del Soggetto aggiudicatore e verranno
svolte sotto la direzione della Soprintendenza per i beni
archeologici competente.
Le seguenti prescrizioni dal n. 3 al n. 11 compreso si riferiscono
agli elaborati planimetrici del progetto ripubblicato (Alternativa C
planimetria tav. 1/3 codice elaborato T03PS36TRAPL07A – Alternativa C
planimetria tav. 2/3 codice elaborato T03PS37TRAPL08A – Alternativa C
planimetria tav. 3/3 codice elaborato T03PS38TRAPL09A) tutti in scala
1:10000; il tracciato e’ stato analizzato suddividendolo nei vari
tratti come di seguito specificato.
3. Da Km .0,00 a Km. 1,650 circa (da inizio tratto a rotatoria
per Abbadia Fiastra): il progetto definitivo sviluppera’ il tracciato
C del progetto preliminare.
4. Da Km. 1,650 circa a Km. 4,900 (bypass Abbadia di Fiastra): il
progetto definitivo sviluppera’ il tracciato C del progetto
preliminare.
5. Da Km. 4,900 a Km. 7,100 (by-pass di Urbisaglia): il progetto
definitivo sviluppera’ il tracciato C del progetto preliminare.
6. Da Km. 7,100 a Km. 10,200 (by-pass di Passo Colmurano): il
progetto definitivo sviluppera’ il tracciato B (tratto evidenziato in
giallo) del progetto preliminare. Si prescrive di studiare nel
progetto definitivo collegamenti sia ad Urbisaglia che all’area PIP
di Colmurano, da effettuarsi in via preferenziale utilizzando ed
adeguando la rete stradale esistente. Si indica come suscettibili di
sviluppo per il comune di Urbisaglia i collegamenti sia dalla
prevista rotatoria al km 3,600 ca. che si ricollega all’attuale SS 78
all’inizio di Urbisaglia che dalla rotatoria prevista in contrada
Giustozzi tramite il potenziamento della attuale SP 150. Per quanto
attiene l’area PIP di Colmurano una delle soluzioni da studiare
riguarda l’inserimento di una rotatoria in corrispondenza della
strada comunale, da potenziare, alla progr. 8,900 ca. con
raggiungimento dell’area PIP tramite l’attuale SS 78.
7. Da Km. 10,200 a Km. 12,100 (da Passo Colmurano a Passo Ripe S.
Ginesio): il progetto definitivo sviluppera’ il tracciato C con
sezione stradale adeguata a cat. F2 che il Ministero ritiene piu’
congruo. Peraltro per tener conto della prescrizione posta dalla
regione Marche si prescrive di progettare in forma definitiva anche
la variante B (tracciato evidenziato in giallo) per poter confrontare
le variazioni di costo di tale tracciato rispetto a quello prescelto.
8. Da Km. 12,100 a Km. 17,647 (by-pass di Passo Ripe S.G.,
Macchie e Passo S. Angelo): il progetto definitivo sviluppera’ il
tracciato C. Si prescrive di prevedere un raccordo con rotatoria in
loc. Macchie (al Km. 14,800 circa del tracciato soluzione C) circa,
in corrispondenza di una strada che il Comune ha dichiarato gia’
essere inserita fra le previsioni di PRG.
9. Da Km. 17,647 a Km. 25,219 (da Passo S. Angelo a Pian di
Pieca): il progetto definitivo sviluppera’ il tracciato A,
coincidente con il B (tracciato evidenziato in verde) che prevede
l’adeguamento in sede con modeste rettifiche fuori sede.
10. Da Km. 25,219 a Km. 26,346 (by-pass di Pian di Pieca): il
progetto definitivo sviluppera’ il tracciato C (tracciato evidenziato
in verde). Si prescrive di progettare una rotatoria di allaccio alla
zona PIP di San Ginesio. Una possibile soluzione la localizza in
prossimita’ delle Cave d’Argilla con raccordo alla viabilita’ PIP.
11. Da Km. 26,346 a Km. 28,135 (da Pian di Pieca a Gabella
Nuova): il progetto definitivo sviluppera’ il tracciato A,
coincidente con il B (tracciato evidenziato in verde) che prevede
l’adeguamento in sede con modeste rettifiche fuori sede.
12. Gli elaborati tecnici dovranno essere integrati con tavole
specifiche per la variazione del PRG indicando i parametri
urbanistici principali (fasce di protezione, prescrizioni, ecc.).
13. Dovra’ essere garantita l’agevole prosecuzione dei percorsi
stradali e pedonali nei punti d’intersezione del nuovo tracciato con
l’attuale viabilita’ stradale e pedonale. Massima cura dovra’ essere
attuata nelle intersezioni con le strade comunali denominate
«Montedoro», «Peccollina», «Del Vallato» e nei tre percorsi pedonali
turistici interni all’Abbadia di Fiastra.
14. Dovra’ essere riposizionata la localizzazione delle aree di
cantiere ricadenti nel comune di Urbisaglia, in accordo con lo stesso
comune di Urbisaglia, l’Arpam e la provincia tenendo conto dei corsi
d’acqua, di eventuali pozzi ad uso idropotabile, allontanandosi il
piu’ possibile dall’area della Riserva di Fiastra.
15. Il numero delle vasche di decantazione di prima pioggia
dovra’ essere quello strettamente necessario in relazione alla
morfologia dei luoghi ed alle caratteristiche della strada.
16. Si prescrive di completare lo studio della qualita’
dell’acqua ante operam e di valutare la qualita’ dell’acqua post
operam.
17. Le acque reflue nere e bianche dei servizi igienici dei
cantieri principali dovranno essere recapitate ad appositi
depuratori, dimensionati in maniera adeguata, prima di essere
restituite all’ambiente circostante. Per le postazioni di lavoro
avanzate dovra’ essere previsto l’impiego di servizi a fossa chimica.
18. Vengano date indicazioni maggiori sull’ubicazione dei
cantieri secondari.
19. Nella fase di progettazione definitiva dovranno essere
indicate le tipologie dei rifiuti e il loro eventuale smaltimento.
20. Dovranno essere valutati i dati relativi al benzene anche in
fase di cantiere; in particolare per il benzene dovra’ essere
effettuata l’analisi ante operam e la valutazione post opera.
Siano prodotte le prescritte verifiche (articoli 8/5 delle NTA di
PTC) che valutino attentamente e puntualmente gli impatti prodotti
dalle opere al fine di individuare le tipologie di intervento da
attuare a compensazione, non solo di mitigazione con particolare
riferimento.
21. Restauro paesaggistico del territorio, a bilanciamento del
danno che sotto questo profilo l’opera arrechera’ comunque ad un
territorio con forte sedimentazione storica.
22. Gli interventi compensativi e mitigativi siano progettati con
l’utilizzo appropriato di fasce di ambientazione (in particolare
nelle aree di sfrido) ad incremento delle dotazioni ecologiche del
territorio, di fasce boscate per mantenere e potenziare la
continuita’ dei corridoi ecologici (in corrispondenza dei corsi
d’acqua), con la creazione di coni visivi in corrispondenza di beni
di valore storico, architettonico e paesistico.
23. In fase di progettazione definitiva dovranno essere
presentati all’ufficio del genio civile della provincia di Macerata i
progetti di tutti gli attraversamenti compreso quello sui fossi
minori, completi di tutti gli elaborati grafici e della verifica
idraulica con tempi di ritorno centennali. Dovra’ essere evitata, per
quanto possibile, l’ubicazione di pile e spalle di ponti e viadotti
all’interno dell’alveo. In caso contrario il progetto dovra’ essere
corredato dallo studio di cui al punto 2.4 del decreto del Ministero
dei lavori pubblici 4 maggio 1990, che dimostri che le soluzioni
previste non comportino l’instaurarsi di fenomeni erosivi del fondo o
delle sponde.
24. Si prescrive lo studio e il corretto dimensionamento del
riammagliamento dei tratti dell’attuale SS 78 che, non piu’
interessati dall’asse del progetto definitivo, verranno dismessi o
declassati.
Prescrizioni da assolvere in fase di esecuzione dei lavori.
25. Dovranno essere effettuate indagini archeologiche preventive
in occasione degli interventi sul sottosuolo nelle aree individuate
dalle preliminari prospezioni geofisiche. Tali operazioni saranno a
carico del soggetto aggiudicatore e verranno svolte sotto la
direzione della Soprintendenza per i beni archeologici competente.
26. Prima della cantierizzazione indicare le aree di stoccaggio
di materiali ritenuti pericolosi (oli lubrificanti, carburanti etc.),
e le soluzioni di contenimento, controllo ed eliminazione.
27. Le acque di galleria devono essere trattate come le acque di
cantiere (prevista l’istallazione di idonei impianti di trattamento)
compresa la galleria di Passo Sant’Angelo.
28. Effettuare, per quanto attiene i materiali di risulta e le
aree di cantiere un monitoraggio ante operam e post operam per
verificare il ripristino dello stato dei luoghi.
29. Dovranno essere acquisite le relative autorizzazioni prima di
effettuare le attivita’ previste, questo anche per i materiali di
stoccaggio.
30. Anche in fase di cantiere dovranno essere previste norme di
mitigazione di eventuali impatti e un attento monitoraggio sul PM10 e
sul benzene.
Raccomandazioni al progetto definitivo.
a) Nei tratti in cui la strada prosegue con andamento piuttosto
pianeggiante, si dovranno curare in particolare gli svincoli a raso
di raccordo con le strade e i centri abitati esistenti.
b) Dovranno essere ridotti al minimo rilevati, trincee e opere
d’arte in vista, adattando quanto piu’ possibile il tracciato
all’attuale piano di campagna e minimizzando gli impatti visivi con
idonee opere di mitigazione.
c) Dovra’ essere data soluzione ai problemi di interferenza con
le infrastrutture e i servizi a rete presenti sul territorio o in
progetto.
d) La progettazione dovra’ essere coerente con gli indirizzi e le
previsioni del PTC della provincia di Macerata, limitatamente agli
interventi di inserimento ambientale e paesaggistico.
e) Il nuovo tracciato dovra’ essere allontanato, ove possibile,
per una distanza maggiore di m 50 dai fabbricati rurali di interesse
storico-culturale censiti dal PRG specificamente identificati.
f) Studiare la miglior ubicazione, ove fattibile, di una
rotatoria a sud del comune di Ripe San Ginesio.
g) Prevedere la sistemazione dell’incrocio a Passo Loro
allargandolo e creando le adeguate corsie di accelerazione e
decelerazione.
h) Prevedere, ove necessario, una sistemazione delle strade di
innesto (provinciale San Valentino presso rotatoria Giustozzi,
provinciale Loro-Macina presso Loro Piceno) per una lunghezza
adeguata e significativa ai fini dell’aumento del traffico veicolare.
i) Valutare la possibilita’ di definire i cinque interventi
richiesti dal comune di Sarnano (Variante in loc. Gabella Nuova per
bypass del centro abitato sino alla zona artigianale di
Callarella-Gabella Nuova; Variante di rettifica in loc. Callarella
(incrocio s.p. Borghetti-Vecciola); Variante di rettifica in loc.
Campanotico (incrocio s.c. di Campanotico antistante il ristorante
«La Marchigiana»); Variante di rettifica in loc. Pianello (curva in
prossimita’ della casa Solvetti); messa in sicurezza sino alla zona
artigianale di Morelli (km 33,0). Non essendo compresi tali
interventi nel progetto presentato la definizione consentira’ la
valutazione economica del costo degli interventi.
j) Siano prodotte le necessarie verifiche in rapporto alle
relazioni con i flussi interessanti la rete viaria locale
individuando gli interventi compensativi sugli impatti che in
particolare siano volti a potenziare la viabilita’ di adduzione ai
poli produttivi, i parcheggi, ecc., sia valutata la criticita’
acustica, atmosferica, termica ed illuminotecnica allo scopo di
individuare le idonee misure di mitigazione quali preferibilmente
superfici verdi biomassa, uso di terrapieni, dune o terre armate
rinverdite, schemi acustici trasparenti, ecc.
SS 3 VIA FLAMINIA
Tratto Pontecentesimo-Foligno
Progetto definitivo
Prescrizioni da assolvere col progetto esecutivo.
1. Vengano adottate, in fase di progettazione esecutiva e di
realizzazione, le misure «mitigazione-compensazione» riportate nello
studio di impatto ambientale alla pagina 76 e seguenti, per tutte le
opere previste in aree sottoposte alla tutela paesaggistica e, ove
possibile, per tutte quelle che ricadono, o interessano, aree che,
sebbene non sottoposte alla tutela ai sensi della parte terza del
decreto legislativo n. 42/2004, conservano elementi del paesaggio
agricolo tradizionale.
2. Vengano salvaguardati, ove possibile, gli alberi presenti
lungo il tracciato, fra i quali si segnalano, in particolare, gli
esemplari secolari di roverella presenti nell’ambito indicato come
VEG 1 (cfr. pagina 73 e seguenti dello studio di impatto ambientale),
VEG 2 e VEG 5 nonche’ i due cipressi presenti nell’ambito VEG 2.
3. Venga rivisitata, nell’ambito indicato come VEG 9, la
progettazione esecutiva delle opere, al fine di garantire la
conservazione, ove possibile, della vegetazione storica esistente.
4. Venga inoltrato, per l’approvazione e la verifica in ordine al
rispetto delle prescrizioni sopra riportate, alle Soprintendenze
competenti (Soprintendenza per i beni archeologici dell’Umbria e
Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio, per il
patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico dell’Umbria) lo
stralcio esauriente del progetto esecutivo dell’intervento.
5. Venga adottata nella redazione del progetto esecutivo, la
variante presentata in Conferenza di servizi dello svincolo Profiamma
nord-Scanzano.
6. Il calcolo della portata di progetto duecentennale eseguito
con il Metodo cinematico dovra’ essere confrontato con i risultati
ottenuti utilizzando le metodologie indicate dall’Autorita’ di bacino
del fiume Tevere ed allegate alle norme di attuazione del P.A.I. –
Piano di assetto idrogeologico. Tali metodologie («Procedura per la
definizione delle fasce fluviali e delle zone di rischio» e
«Procedura per la definizione dell’idrogramma di progetto della piena
di riferimento») potranno essere consultate e scaricate al seguente
link:
http://www.abtevere.it/attivita/piani adottati/pai/allegati norme.
htm. Nel dimensionamento delle opere dovra’ essere utilizzato il
risultato piu’ cautelativo.
7. In riferimento ai livelli di piena ottenuti con la verifica di
cui alla prescrizione precedente, al fine della tutela della pubblica
incolumita’ e di evitare possibili allagamenti del sottovia in
progetto, dovra’ essere verificata la quota del piano stradale della
rotatoria e della viabilita’ accessoria di progetto all’altezza del
sottovia alla progressiva km 155+112 rispetto al possibile rischio di
esondazione. La quota del piano stradale dovra’ essere superiore a
quella del massimo livello di piena prevedibile con tempo di ritorno
duecentennale del fiume Topino in quel tratto piu’ un adeguato franco
idraulico che dovra’ essere stabilito dall’autorita’ idraulica
territoriale competente. La verifica sara’ sottoposta alla
valutazione della provincia di Perugia.
8. Se del caso, il piede della rotatoria dovra’ essere progettato
tenendo in debito conto della eventuale azione destabilizzante delle
acque di piena.
9. Se le caratteristiche costruttive del progetto rendessero
incompatibili le quote di sicurezza determinate a seguito della
prescrizione n. 7 con la funzionalita’ del tracciato stradale nel
tratto in questione, dovra’ essere prevista una idonea segnalazione
che avvisi gli utenti del possibile pericolo di allagamento del
sottovia e della viabilita’ accessoria e predisposto un sistema di
allarme relazionato ai vari livelli di attenzione del fiume Topino
che preveda il blocco all’accesso nella zona a rischio ed al contempo
un piano di rapido sgombero dell’area soggetta al rischio di
allagamento. La progettazione della segnalazione sara’ sottoposta
all’autorizzazione della provincia di Perugia.
10. Per quanto concerne gli attraversamenti sul reticolo minore
in genere e con particolare riferimento all’attraversamento del Fosso
delle Monache, di cui si prevede anche la riprofilatura di parte
dell’alveo, si prescrive che gli stessi siano realizzati in maniera
tale da consentire agli organi competenti una agevole manutenzione
ordinaria e straordinaria dei corsi d’acqua.
11. Sottoporre al benestare tecnico di RFI il progetto esecutivo,
completo dei particolari costruttivi del manufatto e delle opere
provvisorie per il sostegno del binario.
12. Disciplinare con apposita convenzione tra il soggetto
attuatore, gli enti locali e RFI S.p.a., sia la manutenzione del
sottovia circa al km 172+570 che la eventuale soppressione del PL al
km 173+006.
13. Risolvere in maniera opportuna, relativamente alle reti della
Valle Umbra S.p.a., in fase di progettazione esecutiva e/o
costruttiva tutte le interferenze indicate dal punto P1 al punto P11.
14. Definire, relativamente ai canali del Consorzio di
bonificazione Umbra, nel progetto esecutivo tutti gli interventi da
effettuare per intubare il canale, con sezioni di dimensioni
opportune, cosi’ come da tipologici di definitivo ovvero, avendolo
opportunamente concordato con il Consorzio, eventuali interventi di
spostamento del canale. In ogni caso non sara’ permesso lo scarico di
acque di piattaforma nel canale irriguo.
15.
16. Definire il posizionamento delle condutture aeree e
sotterranee rilevate da ENEL S.p.a., aggiornando, ove necessario, il
programma di risoluzione delle interferenze.
Prescrizioni da assolvere nel corso della esecuzione dei lavori.
17. Siano effettuate preliminarmente, compatibilmente con le
condizioni geomorfologiche del terreno, prospezioni geofisiche,
secondo le esigenze e le modalita’ da concordare con la
Soprintendenza competente, al fine di procedere poi ad indagini
archeologiche mirate.
18. I lavori siano eseguiti con ogni cautela per la salvaguardia
del patrimonio archeologico presente nell’area e gli stessi siano,
comunque, effettuati sotto il controllo di personale
tecnico-scientifico specializzato, in accordo con la Soprintendenza
per i beni archeologici dell’Umbria.
RACCOMANDAZIONI
Al progetto esecutivo:
a) Per quanto riguarda l’effetto generato dalle vibrazioni
indotte dal traffico stradale, e’ opportuno che siano chiarite le
motivazioni che hanno permesso di traslare nella specifica situazione
reale, per analogia, i risultati dedotti da studi precedenti
reperibili in letteratura, secondo cui i livelli di vibrazione
indotti sono inferiori a quelli previsti dalla norma UNI 9614 e il
nuovo tracciato non generera’ incrementi tali da superare tali valori
limite.
b) Dovranno essere approfonditi gli aspetti legati agli
attingimenti idrici complessivi previsti durante le attivita’ di
cantiere, con indicazione di massima delle fonti di
approvvigionamento individuate e dei relativi quantitativi emunti.
c) Approfondire quanto attiene alle opere di canalizzazione atte
a garantire opportune sezioni di deflusso utilizzando opere
idrauliche idonee per 1’attraversamento dei corsi d’acqua
intercettati ed a procedere ad una corretta regimazione delle acque
superficiali con particolare riferimento a quelle recapitate nei
sottovia.
d) Predisporre per le sezioni stradali realizzate nelle porzioni
di territorio a piu’ alta vulnerabilita’ idrogeologica, idonei
sistemi drenanti e/o fossi di guardia, tenuto conto che l’ambiente
idrico nel territorio interessato dall’opera e’ caratterizzato da una
vulnerabilita’ degli acquiferi all’inquinamento da media ad elevata.
e) Per ogni singolo dissesto rilevato sul terreno, in atto o
potenziale, dovranno essere effettuate verifiche di stabilita’,
utilizzando parametri desunti a seguito di puntuali indagini
geognostiche ed analisi di laboratorio che dovranno stabilire al
minimo per ciascuno di essi: delimitazione dell’area interessata,
indicazione della tipologia del fenomeno, documentazione fotografica,
parametri geotecnici di picco e residui, andamento piezometrico
locale e sua oscillazione stagionale. Tali verifiche di stabilita’
devono essere effettuate anche in fase sismica e considerando
l’eventuale presenza di acqua nel terreno, avendo cura che i
parametri sismici da introdurre nei calcoli tengano conto dell’azione
sismica propria dell’area considerata.
f) La realizzazione di ogni singolo sottovia (carrabile o
pedonabile), di ogni tratto in rilevato e di ogni sezione in scavo
dovra’ essere preceduta da verifiche di stabilita’, in numero
adeguato, utilizzando i parametri e le modalita’ di cui al punto e).
g) Individuare il punto zero delle componenti ambientali
sensibili, prevedendo un opportuno protocollo di monitoraggio
riferito almeno ad acqua, aria, suolo e sottosuolo, rumore e
vibrazioni che consenta di seguire l’evoluzione delle citate
componenti ambientali al fine di mettere in atto tutti gli interventi
di mitigazione necessari. Detto protocollo di monitoraggio dovra’
essere concordato con ARPA Umbria.
h) Predisporre un protocollo di monitoraggio del livello delle
polveri aerodisperse, da sviluppare in collaborazione con la ARPA
Umbria, una volta finalizzata nella progettazione esecutiva la scelta
dei percorsi di cantiere e stimato nel dettaglio il traffico
giornaliero di mezzi pesanti previsto su ciascuno di essi, da
effettuare in corso d’opera.
i) Per quanto riguarda gli aspetti legati agli attingimenti
idrici complessivi previsti durante le attivita’ di cantiere, i
risultati del monitoraggio ante-operam, comprensivi dei risultati
delle ulteriori indagini idrogeologiche previste per la fase di
progettazione esecutiva, dovranno essere raccolti in una relazione di
sintesi che permetta di definire con chiarezza la «situazione zero»
per l’ambiente idrico. Tale relazione, che potra’ ricomprendere anche
i dati ambientali gia’ disponibili presso ARPA Umbria, dovra’ essere
utilizzata come base per la predisposizione di un protocollo di
monitoraggio in corso d’opera e post-operam da concordare con la ARPA
Umbria.
j) Rispettare e recepite nel progetto esecutivo e nella
esecuzione delle opere le considerazioni dettate dall’art. 23 del
NTA.
k) Per la salvaguardia dei filari di Quercus e’ necessario
ubicare esattamente su planimetria le piante per cui e’ eventualmente
necessario intervenire, corredando l’elaborato di documentazione
fotografica.
l) Per quanto attiene la possibile interferenza rilevata da RFI
con l’elettrodotto FS Roccapriora-Orte, verificare la problematica e,
ove confermata, risolverla aggiornando il piano di risoluzione delle
interferenze.
In fase di esecuzione dei lavori.
m) Dovranno essere poste in essere misure opportune per la
riduzione delle emissioni in atmosfera durante la fase di
costruzione, ricorrendo anche a schermature dei cantieri posti nelle
aree piu’ sensibili e degli eventuali impianti di betonaggio
funzionali alla costruzione stessa, possibilmente attraverso
interventi di ingegneria naturalistica.
n) Per gli eventuali impianti di betonaggio e altri impianti
fissi, si dovranno inoltre prevedere sistemi di abbattimento per le
polveri in corrispondenza degli sfiati da serbatoi e miscelatori
durante il carico, lo scarico e la lavorazione.
o) La movimentazione e il trasporto del materiale dovra’ essere
effettuata/o in maniera tale da abbattere la produzione di polveri; a
tale scopo dovra’ essere previsto, nei piani di cantiere, un
opportuno programma di umidificazione o stabilizzazione della
viabilita’ di cantiere e delle aree per i depositi preliminari di
terre, inerti o materie prime, in particolare nei periodi siccitosi;
inoltre, per la movimentazione dei materiali, dovra’ essere previsto
l’utilizzo di mezzi di trasporto dotati di sistemi di copertura per
percorsi che prevedono l’attraversamento di zone residenziali.
p) Si dovranno porre in essere misure opportune per la riduzione
delle emissioni rumorose e della produzione di vibrazioni durante la
fase di costruzione, ricorrendo a macchinari e attrezzature di
tecnologia moderna nonche’ a schermature dei cantieri posti in
prossimita’ di aree sensibili e degli eventuali impianti di
betonaggio, possibilmente attraverso interventi di ingegneria
naturalistica.
q) Adottare, per quanto riguarda le acque sotterranee, tutte le
misure che lungo il tracciato siano atte a rendere minimo l’impatto
su falde acquifere e sorgenti, onde evitare in ogni caso il
depauperamento e/o l’inquinamento delle risorse idriche; in
particolare qualora fosse verificata la possibilita’ che le opere di
scavo/fondazione intercettino la circolazione idrica sotterranea
dovra’ esserne valutato l’impatto e successivamente individuate e
progettate idonee misure di mitigazione ambientale. Particolare
attenzione dovra’ essere posta per evitare in ogni caso scarichi o
sversamenti accidentali di prodotti inquinanti sul suolo e sul
sottosuolo.
r) Adottare, nei piani di sicurezza previsti dalla vigente
normativa in materia di sicurezza e igiene sui luoghi del lavoro, una
sezione specificamente rivolta alla prevenzione e alla gestione di
potenziali incidenti che possano coinvolgere sia i mezzi e le
attrezzature di cantiere che gli automezzi e i veicoli esterni, con
conseguente sversamento accidentale di liquidi pericolosi; a tale
proposito si richiama, ad esempio, la segnaletica di sicurezza, le
procedure operative di stoccaggio e di movimentazione delle sostanze
pericolose, le procedure operative di conduzione automezzi, il piano
di emergenza per la gestione di episodi di inquinamento delle matrici
ambientali con relativa previsione di risorse e dotazioni allocate
allo scopo; quanto sopra con particolare riferimento alla protezione
della falda caratterizzata normalmente da una quota della
piezometrica di 5-8 m rispetto al piano di campagna e di 2,50 m nella
stagione primaverile.
s) Evitare nel cantiere operativo base e nei cantieri operativi
depositi di carburanti, lubrificanti sia nuovi che usati o altre
sostanze potenzialmente inquinanti che non vengano stoccati in luoghi
appositamente predisposti e attrezzati con platee impermeabilizzate,
sistemi di contenimento, pozzetti di raccolta, tettoie e quant’altro
sia utile allo scopo.
t) Evitare nel cantiere operativo base e nei cantieri operativi
le operazioni di manutenzione e lavaggio delle attrezzature e
macchinari, salvo che tali operazioni siano svolte su apposite platee
impermeabilizzate attrezzate come al punto m).
u) Individuare, per i cantieri operativi posti in prossimita’ del
fiume Topino e dei fossi minori, nonche’ per le attivita’ di
costruzione dei vari attraversamenti dei corsi d’acqua stessi, tutti
gli opportuni accorgimenti volti ad evitare significativi rilasci in
alveo di solidi sedimentabili e materiali grossolani o fuoriuscite di
acqua mista a cemento, additivi e sostanze per il disarmo delle
casseforme durante le fasi di getto in alveo.
Relativamente agli aspetti idrogeologici, si ritiene necessario che:
v) Le opere non modifichino in alcun modo l’attuale deflusso
delle acque superficiali ne’ alterare la stabilita’ dei versanti.
w) Le opere fondali degli interventi previsti non interferiscano
con l’eventuale presenza delle acque di falda anche tenendo in
considerazione le modifiche stagionali del regime idrico.
x) Alla luce di quanto evidenziato dalle verifiche da effettuare
in fase di progettazione, dovranno essere previste tutte le opere e
gli interventi necessari per la sicurezza del cantiere (armatura
degli scavi), nonche’ per il completo consolidamento e messa in
sicurezza del tracciato utilizzando, ove e’ possibile, tecniche di
ingegneria naturalistica.
y) I materiali liquidi dovranno essere depositati in modo
separato, posizionati sopra una platea impermeabile, circondata da un
fossetto di guardia che permetta la raccolta, in apposito pozzetto,
di liquidi accidentalmente sversati, recintati e stoccati in modo
adeguato al fine di impedire il loro anche involontario sversamento.
I sistemi suddetti andranno previsti anche per il serbatoio del
carburante.
z) I rifiuti prodotti durante la fase di costruzione e rimozione
dei cantieri dovranno essere gestiti nel rispetto delle norme
vigenti, con particolare attenzione agli oli usati e alle sostanze
pericolose, e ai fanghi dei sistemi di depurazione delle acque di
cantiere, individuando i rifiuti pericolosi e non pericolosi
attraverso gli opportuni codici CER; si raccomanda inoltre, per
eventuali depositi preliminari di rifiuti presso le aree di cantiere,
l’adozione delle misure tecniche previste dalla vigente normativa di
settore. In linea con quanto previsto dal Piano dei rifiuti speciali,
adottato dal consiglio regionale in data 20 dicembre 2004, si auspica
che si utilizzino, qualora necessario, anche i materiali inerti
provenienti dalle zone colpite dalla crisi sismica del 1997.
aa) Alle terre e rocce di scavo destinate sia al riutilizzo per
le attivita’ di cantiere sia al riambientamento di siti oggetto di
attivita’ estrattive pregresse o in essere dovranno essere applicate
le disposizioni di cui alla normativa vigente, con riferimento ai
commi 17, 18 e 19 dell’art. 1 della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e
successive modificazioni ed integrazioni. Il materiale di risulta che
non potra’ essere riutilizzato in cantiere, sia opportunamente
allontanato, nel rispetto della normativa vigente e, in particolare,
del decreto legislativo n. 22/1997 e successive modificazioni.
bb) Predisporre un protocollo di monitoraggio del livello del
rumore ambientale per le attivita’ di cantiere, da concordare con la
ARPA Umbria.
cc) Nel corso dell’esecuzione delle opere e degli scavi
all’aperto si raccomanda di segnalare tempestivamente alla ARPA
Umbria l’eventuale rinvenimento di rifiuti, scorie o piu’ in generale
di materiale di riporto di incerta origine nonche’ di eventuali reti
tecnologiche dismesse di origine industriale (condotte, sistemi di
scarico, serbatoi interrati, ecc.).
In fase di esercizio.
dd) Si dovra’ predisporre un protocollo di monitoraggio del
rumore ambientale che preveda almeno di verificare, durante il primo
periodo di messa in esercizio della infrastruttura, le ipotesi di
impatto acustico dell’opera descritte nello Studio di impatto
ambientale, secondo cui l’incremento di traffico in fase di esercizio
dell’opera non comportera’ un aumento di immissioni acustiche in
quanto l’eliminazione degli incroci a raso e il rinnovo del manto
stradale diminuiranno il livello sonoro e inoltre i ricettori
sensibili, piu’ vicini alla nuova viabilita’ locale, che sara’ pero’
interessata da flussi di traffico minori, non subiranno un incremento
del livello acustico. Tale protocollo dovra’ essere sviluppato in
collaborazione con la ARPA Umbria e dovra’ prevedere anche la
verifica dei livelli di vibrazione indotti dal traffico sui ricettori
piu’ sensibili a questo tipo di disturbo, in relazione agli eventuali
interventi di mitigazione da porre in essere.

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 2 dicembre 2005

Edilone.it