COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 15 luglio 2005 | Edilone.it

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 15 luglio 2005

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 15 luglio 2005 - Attuazione delle linee guida per l'impostazione del Quadro strategico nazionale (QSN). (Deliberazione n. 77/2005). (GU n. 19 del 24-1-2006)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 15 luglio 2005

Attuazione delle linee guida per l’impostazione del Quadro strategico
nazionale (QSN). (Deliberazione n. 77/2005).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visti gli obiettivi della strategia di Lisbona, cosi’ come da
ultimo ridefiniti, e le priorita’ dell’Agenda sociale e della
strategia di sviluppo sostenibile che, nel complesso, mirano a
rilanciare la crescita, la competitivita’ e l’occupazione, rafforzare
la coesione sociale e la sostenibilita’ ambientale e che devono
trovare sostegno, laddove convergenti, anche nella politica di
coesione comunitaria e nazionale;
Vista la proposta di Regolamento generale sulla riforma delle
politiche di coesione economica, sociale e territoriale per il
periodo 2007/2013 che prevede, per ogni Paese beneficiario,
l’adozione di un Quadro strategico nazionale (QSN) di coesione
regionale che definisca la strategia che si intende perseguire, con
riferimento sia alla politica di coesione regionale, nazionale e
comunitaria, sia alla politica ordinaria nazionale relativamente agli
obiettivi: «convergenza», per le regioni in ritardo di sviluppo
(cosiddetto obiettivo 1); «competitivita’ e occupazione» per le
regioni fuori dall’obiettivo 1 (cosiddetto obiettivo 2); e, su base
facoltativa, cooperazione territoriale per le aree di cooperazione
transfrontaliera e transnazionale (cosiddetto obiettivo 3);
Vista la legge 16 aprile 1987, n. 183, che, agli articoli 2 e 3,
specifica le competenze del CIPE in tema di coordinamento delle
politiche comunitarie, demandando, tra l’altro, al Comitato stesso,
nell’ambito degli indirizzi fissati dal Governo, l’elaborazione degli
indirizzi generali da adottare per l’azione italiana in sede
comunitaria per il coordinamento delle iniziative delle
Amministrazioni a essa interessate e l’adozione di direttive generali
per il proficuo utilizzo dei flussi finanziari, sia comunitari che
nazionali;
Visto il decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, che, nel dare
attuazione al disposto dell’art. 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94,
ridefinisce le competenze di questo Comitato al quale, nell’ambito
degli indirizzi fissati dal Governo, viene demandato il compito di
definire le linee generali di politica economica per la
valorizzazione dei processi di sviluppo delle diverse aree del Paese,
con particolare riguardo alle aree depresse, ora aree
sottoutilizzate;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 febbraio 1998,
n. 38 che affida al Dipartimento per le politiche di sviluppo e di
coesione (DPS) del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ora Ministero dell’economia e delle
finanze, il compito, tra l’altro, di provvedere alle iniziative in
materia di utilizzazione dei fondi strutturali comunitari secondo le
direttive generali di questo Comitato e di curare l’inoltro delle
richieste di cofinanziamento agli organismi comunitari;
Visto, in particolare, l’art. 73 della legge 23 dicembre 2001, n.
448 (finanziaria 2002) che stabilisce criteri e modalita’ di
assegnazione delle risorse aggiuntive disponibili per interventi
nelle aree sottoutilizzate, a titolo di rifinanziamento della legge
n. 208/1998, volti a promuovere lo sviluppo economico e la coesione e
a superare gli squilibri economici e sociali presenti nel Paese e
tenuto conto che, sulla base di tali criteri, e’ stata avviata la
convergenza tra la programmazione della politica regionale
comunitaria e nazionale;
Visti gli articoli 60 e 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289
(legge finanziaria 2003), con i quali vengono istituiti, presso il
Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero delle
attivita’ produttive, i Fondi per le aree sottoutilizzate
(coincidenti con l’ambito territoriale delle aree depresse di cui
alla legge n. 208/1998 e al Fondo istituito dall’art. 119, comma 5,
del decreto legislativo n. 96/1993) nei quali si concentra e si da’
unita’ programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi
aggiuntivi a finanziamento nazionale che, in attuazione dell’art.
119, comma 5, della Carta costituzionale, sono rivolti al
riequilibrio economico e sociale fra aree del Paese, e viene
stabilita la possibilita’ che questo Comitato, presieduto in maniera
non delegabile dal Presidente del Consiglio dei Ministri, in
relazione allo stato di attuazione degli interventi finanziati o alle
esigenze espresse dal mercato in merito alle singole misure,
trasferisca risorse dall’uno all’altro Fondo, con i conseguenti
effetti di bilancio;
Vista l’intesa sancita con la Conferenza unificata in data
3 febbraio 2005, ai sensi dell’art. 8, comma 6, della legge n.
131/2003, sul documento «Linee guida per l’elaborazione del QSN per
la politica di coesione 2007/2013», che ha ulteriormente specificato
per l’Italia il contenuto del QSN, il processo in tre fasi e le
modalita’ della sua elaborazione e considerato che le citate «Linee
guida» prevedono, fra l’altro, la predisposizione di documenti
intermedi con cui lo Stato e le regioni – dando piena ed effettiva
attuazione al principio di partecipazione degli Enti locali ai
processi, tramite il coinvolgimento delle rappresentanze ai vari
livelli istituzionali, dell’ANCI, dell’UPI e dell’UNCEM, e in
partenariato con le parti economiche e sociali – prepareranno la
proposta di QSN che costituisce uno strumento di programmazione
congiunto delle politiche regionali, comunitaria (politica di
coesione) e nazionale (Fondo aree sottoutilizzate in attuazione
dell’art. 119, comma 5, della Costituzione), al fine di coniugare la
competitivita’ economica, la coesione sociale e la valorizzazione del
patrimonio territoriale;
Considerata l’esigenza di perseguire in maniera piu’ stringente, da
parte delle Amministrazioni centrali e delle societa’ di capitali a
prevalente partecipazione pubblica diretta o indiretta, l’obiettivo
di destinare al Sud il 30% della spesa ordinaria in conto capitale
sancito dall’art. 1, comma 17, della legge 30 dicembre 2004, n. 311
(finanziaria 2005);
Tenuto conto degli impegni relativi al livello della spesa da
garantire per il rispetto del principio di addizionalita’, previsti
dal vigente e dall’adottando regolamento Comunitario, ribaditi
nell’impegno assunto dal Governo italiano con l’Unione europea,
nel dicembre 2004;
Tenuto conto degli obiettivi programmatici di crescita del PIL nel
Mezzogiorno indicati nel DPEF 2005-2008;
Considerato, in particolare, che in linea con le valutazioni e le
scelte che si vanno compiendo nell’Unione europea e con gli indirizzi
nazionali contenuti nei Documenti di programmazione
economico-finanziaria di questi anni e, ancora di recente, nel
decreto di prima attuazione del Piano nazionale di azione degli
obiettivi di Lisbona, il complesso del Mezzogiorno (le sue otto
Regioni) resta, per lo squilibrio economico-sociale che lo
caratterizza e per i processi di rinnovamento che lo stanno
trasformando, l’area non solo dove concentrare le risorse e
l’intervento, ma anche dove dare particolare unitarieta’ alla
strategia di intervento;
Considerato che il processo in tre fasi descritto dalle «Linee
guida» riguardante la programmazione dei tre citati obiettivi
richiede, per essere attuato, di indirizzi ai vari livelli di
governo;
Considerata l’esigenza che ciascuna regione e provincia autonoma e
il complesso delle Amministrazioni centrali interessate alle
politiche di coesione economica, sociale e territoriale,
predispongano un proprio Documento strategico, che descriva e motivi
i profili strategici (coesione e competitivita’, priorita’ di
intervento, integrazione finanziaria e programmatica, integrazione
fra politiche regionali e politiche nazionali, governance e capacita’
istituzionali), da articolare distintamente per gli obiettivi 1, 2 e
3 secondo il documento «Linee guida» sopra richiamato;
Considerata a tal fine l’esigenza formulata dalle «Linee guida» che
la stesura del QSN sia preceduta da una fase di estrapolazione e di
visione strategica da parte delle regioni e del Centro (che consenta,
attraverso una diagnosi degli attuali ritardi di competitivita’,
delle scelte programmatiche e progettuali compiute in passato e dei
loro effetti, e di una valutazione degli scenari futuri, di
identificare gli obiettivi da perseguire e i conseguenti strumenti da
utilizzare) e da una successiva fase di confronto strategico
Centro-regioni, da concludere entro il 2005;
Tenuto conto che gli obiettivi del QSN dovranno essere coerenti con
gli orientamenti strategici comunitari 2007-2013 e raccordati con
quelli perseguiti in attuazione della strategia di Lisbona-Goteborg e
considerato che, nella stesura del QSN, dovra’ essere assicurata
l’integrazione e il coordinamento con il processo di programmazione
finalizzato alla definizione del Piano strategico nazionale per lo
sviluppo rurale;
Considerata l’esigenza di garantire la coerenza tra la Strategia
europea per l’occupazione e la politica nazionale e regionale in
materia di occupazione e sviluppo del capitale umano e il relativo
coordinamento che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali
e’ chiamato ad assicurare in qualita’ di Amministrazione capo…

[Continua nel file zip allegato]

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