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COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 9 maggio 2003: Ripartizione delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate. Rifinanziamento legge n. 208/1998, triennio 2003-2005. Legge finanziaria 2003, art. 61. (Deliberazione n. 17/2003). (GU n. 155 del 7-7-2003)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 9 maggio 2003

Ripartizione delle risorse per
interventi nelle aree sottoutilizzate.
Rifinanziamento legge n.
208/1998, triennio 2003-2005. Legge
finanziaria 2003, art. 61.
(Deliberazione n. 17/2003).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA
PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Visto il decreto-legge 22 ottobre 1992,
n. 415, convertito nella
legge 19 dicembre 1992, n. 488,
concernente modifiche alla legge
1° marzo 1986, n. 64, che
disciplina l’intervento straordinario nel
Mezzogiorno;
Visto il
decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, concernente la
cessazione
dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno ed in
particolare
l’art. 19, comma 5, che istituisce un fondo cui
affluiscono
le disponibilita’ di bilancio per il finanziamento delle
iniziative
nelle aree depresse del Paese;
Visto il decreto-legge 8 febbraio
1995, n. 32, convertito nella
legge 7 aprile 1995, n. 104,
recante norme per l’avvio
dell’intervento ordinario nelle
aree depresse del territorio
nazionale;
Visti il decreto-legge
23 febbraio 1995, n. 41, convertito nella
legge 22 marzo 1995, n. 85,
il decreto-legge 23 giugno 1995, n. 244,
convertito nella legge 8
agosto 1995, n. 341, il decreto-legge
23 ottobre 1996, n. 548,
convertito nella legge 20 dicembre 1996, n.
641, il decreto-legge
25 marzo 1997, n. 67, convertito nella legge
23 maggio 1997, n.
135, e la legge 30 giugno 1998, n. 208,
provvedimenti tutti
intesi a finanziare la realizzazione di
iniziative dirette a
favorire lo sviluppo sociale ed economico delle
aree depresse;
Viste
inoltre le leggi 23 dicembre 1998, n. 449 (finanziaria 1999),
23
dicembre 1999, n. 488 (finanziaria 2000), 23 dicembre 2000, n.
388
(finanziaria 2001) e 28 dicembre 2001, n. 448 (finanziaria 2002),
che
recano fra l’altro autorizzazioni di spesa volte ad assicurare
il
rifinanziamento della predetta legge n. 208/1998 per la
prosecuzione
degli interventi nelle aree depresse;
Visto, in
particolare, l’art. 73 della citata legge finanziaria
2002 che
stabilisce criteri e modalita’ di assegnazione delle
risorse
aggiuntive disponibili per interventi nelle aree depresse, a
titolo
di rifinanziamento della legge n. 208/1998, volti a
promuovere lo
sviluppo economico e la coesione e a superare gli
squilibri economici
e sociali presenti nel Paese. Tali criteri
privilegiano gli obiettivi
dell’avanzamento progettuale, della
coerenza programmatica, con
particolare riferimento ai principi
comunitari, e della premialita’;
Visti gli articoli 60 e 61
della legge 27 dicembre 2002, n. 289
(legge finanziaria 2003), con
i quali vengono istituiti, presso il
Ministero dell’economia e
delle finanze e il Ministero delle
attivita’ produttive, i
Fondi per le aree sottoutilizzate
(coincidenti con l’ambito
territoriale delle aree depresse di cui
alla legge n. 208/1998 e
al citato fondo istituito dall’art. 19,
comma 5, del decreto
legislativo n. 96/1993) nei quali si concentra e
si da’ unita’
programmatica e finanziaria all’insieme degli
interventi
aggiuntivi, a finanziamento nazionale, che, in attuazione
dell’art.
119, comma 5, della Carta costituzionale, sono rivolti
al
riequilibrio economico e sociale fra aree del Paese, e
viene
stabilita la possibilita’ che questo Comitato, presieduto
dal
Presidente del Consiglio dei Ministri, in relazione allo
stato di
attuazione degli interventi finanziati o alle esigenze
espresse dal
mercato in merito alle singole misure, trasferisca
risorse dall’uno
all’altro fondo, con i conseguenti effetti di
bilancio;
Visto in particolare il comma 3, lettera a), del
citato art. 61
della legge n. 289/2002, il quale dispone che il
fondo per le aree
sottoutilizzate istituito presso il Ministero
dell’economia e delle
finanze sia utilizzato, fra l’altro, per gli
investimenti pubblici ex
lege n. 208/1998, art. 1, comma 1, come
integrato dall’art. 73 della
legge n. 448/2001, attraverso il
finanziamento delle intese
istituzionali di programma e di programmi
nazionali;
Visto l’art. 11 della legge 10 gennaio 2003, n.
3, recante
disposizioni ordinamentali in materia di pubblica
amministrazione, il
quale prevede che a decorrere dal 1° gennaio
2003, ai fini del
monitoraggio previsto dall’art. 1 della legge 17
maggio 1999, n. 144,
ogni progetto di investimento pubblico,
nuovo o in corso di
attuazione, sia dotato di un «Codice
unico di progetto» (CUP),
demandando a questo Comitato il compito di
disciplinarne modalita’ e
procedure attuative;
Viste le proprie
delibere 6 agosto 1999, n. 139 (Gazzetta Ufficiale
n. 254/1999), 15
febbraio 2000, n. 14 (Gazzetta Ufficiale n.
96/2000), 4 agosto
2000, n. 84 (Gazzetta Ufficiale n. 268/2000),
21 dicembre 2000,
n. 138 (Gazzetta Ufficiale n. 34/2001), 4 aprile
2001, n. 48
(Gazzetta Ufficiale n. 142/2001), 3 maggio 2002, n. 36
(Gazzetta
Ufficiale n. 167/2002) e 6 giugno 2002, n. 39 (Gazzetta
Ufficiale
n. 222/2002);
Vista la propria delibera 27 dicembre 2002, n.
143 (Gazzetta
Ufficiale n. 87/2003), adottata in corso di
promulgazione della
citata legge n. 3/2003, dopo la definitiva
approvazione parlamentare
del relativo disegno di legge (A.S. n.
1271-B), con la quale sono
state disciplinate le modalita’ e le
procedure attuative per
l’attribuzione del CUP;
Vista la propria
delibera n. 16/2003 adottata, in data odierna, in
attuazione dei
citati articoli 60 e 61 della legge finanziaria 2003,
con la quale
sono state allocate le risorse per interventi nelle
aree
sottoutilizzate a carico dei due fondi istituiti presso i
Ministeri
dell’economia e delle finanze e delle attivita’
produttive, con un
rifinanziamento della legge n. 208/1998, art. 1,
comma 1, di 5.200
milioni di euro per il triennio 2003-2005;
Viste
le richieste presentate dai Ministeri
dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca, degli affari
esteri, dell’interno,
dal Ministro per l’innovazione e le tecnologie e
dal Dipartimento per
le pari opportunita’ e dalle altre
amministrazioni centrali
competenti alla stipula degli Accordi di
programma quadro (APQ);
Tenuto conto del carattere di aggiuntivita’
che le risorse oggetto
del presente riparto rivestono rispetto agli
altri fondi pubblici per
investimenti, costituiti dagli ordinari
stanziamenti di bilancio per
le diverse linee di intervento, nonche’
dalle risorse disponibili a
carico dei fondi strutturali
comunitari e dal relativo
cofinanziamento nazionale e
considerato in particolare che le
amministrazioni centrali
destinatarie di finanziamenti per
infrastrutture materiali e
immateriali sono tenute a perseguire
l’obiettivo di destinare
al Mezzogiorno il 30% delle risorse
«ordinarie» e di dare conto
dei progressi verso tale obiettivo;
Considerato inoltre che la
presente delibera, in linea con i
criteri previsti dal citato
art. 73 della legge finanziaria 2002,
conferma sostanzialmente le
regole e i metodi fissati con la delibera
n. 36/2002, che
richiedono, nella loro applicazione, una proiezione
pluriennale
significativa perche’ ne siano assicurati validi ritorni
in termini di
efficacia;
Ritenuto di dover assicurare un forte riequilibrio a
favore degli
investimenti pubblici in infrastrutture materiali e
immateriali,
confermando al contempo la centralita’ delle regioni e
delle province
autonome come principali soggetti attuatori degli
interventi;
Ritenuto di dover prevedere un cospicuo accantonamento
di risorse
da ripartire successivamente, previa informativa alle
regioni e alle
province autonome, anche in relazione allo stato
di attuazione e
all’efficacia degli interventi, al fine di dare
piena attuazione a
quanto previsto dagli articoli 60 e 61 della legge
finanziaria 2003;
Ritenuto necessario rafforzare i sistemi di
monitoraggio degli
interventi inseriti negli Accordi di programma
quadro e dei programmi
cofinanziati con i fondi strutturali
europei 2000-2006, nonche’
l’interfaccia tra i due sistemi,
destinando allo scopo risorse per
azioni di sistema e risorse
integrative da attribuire secondo metodi
premiali;
Ritenuto di
dover confermare, al netto della quota accantonata e
della
preliminare destinazione a favore del «Progetto
di
monitoraggio», la ripartizione delle risorse tra
amministrazioni
regionali e centrali nella misura, rispettivamente,
dell’80% e del
20%, gia’ adottata in precedenza da questo Comitato;

Ritenuto di dover confermare altresi’ la ripartizione delle
risorse
destinate alle regioni e alle province autonome, tra le
macroaree del
centro-nord e del Mezzogiorno, nella misura,
rispettivamente, del 15%
e dell’85%, che viene applicata anche alle
amministrazioni centrali,
e, all’interno delle due macroaree,
secondo le tradizionali
percentuali di riparto su base regionale;

Ritenuto di dover destinare un significativo volume di risorse
al
finanziamento degli interventi nei settori della ricerca e
della
societa’ dell’informazione, tenuto conto dell’urgenza di
tali
interventi e delle forti esigenze espresse dal mercato;

Ritenuto di dover provvedere al finanziamento delle attivita’
di
assistenza tecnica e supporto ai fini della progettazione e
della
piu’ efficiente ed efficace attuazione degli Accordi di
programma
quadro destinando allo scopo risorse gestite da
amministrazioni
centrali, per un importo di 100 milioni di euro;

Ritenuto di dover introdurre, anche per le
amministrazioni
centrali, un sistema di premialita’ volto a
incentivarne l’azione per
la realizzazione tempestiva degli APQ,
presupposto necessario per
dare esecutivita’ alla spesa delle regioni
e delle province autonome;
Ritenuto di dover destinare,
nell’ambito della quota ripartita a
favore del Ministero dell’economia
e delle finanze – Dipartimento per
le politiche di sviluppo e di
coesione, un importo di non oltre 3
milioni di euro al
rafforzamento delle strutture operative della
Scuola superiore
dell’economia e delle finanze che svolgono la loro
attivita’ come
soggetti strumentali di detto Dipartimento, della
stessa Scuola
superiore, delle regioni e delle province autonome
nelle attivita’
di assistenza e formazione volte al miglioramento
dell’efficacia
delle politiche di sviluppo e coesione nelle
aree
sottoutilizzate;
Considerato che gli APQ costituiscono,
nell’ambito delle intese
istituzionali di programma, la modalita’
ordinaria sia per la
programmazione concertata degli interventi
sul territorio sia per la
loro realizzazione attraverso la definizione
di profili programmatici
di spesa degli interventi stessi;

Acquisito, nella seduta del 15 aprile 2003, il parere
favorevole
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e
le province autonome sulle indicazioni di priorita’
concernenti la
presente ripartizione, proposte dal Ministero
dell’economia e delle
finanze;
Tenuto conto degli esiti della
riunione preparatoria del 7 maggio
2003;
Su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze;

Delibera:
L’importo complessivo di 5.200 milioni di euro per il
triennio
2003-2005, destinato in data odierna, dalla propria
delibera n.
16/2003, al finanziamento degli investimenti pubblici di
cui all’art.
1 della legge n. 208/1998 nelle aree sottoutilizzate,
e’ ripartito,
per le finalita’ indicate in premessa e in linea con i
criteri ed i
metodi previsti dall’art. 73 della legge
finanziaria 2002, come
segue:

—-> Vedere tabella di
pag. 66 Vedere allegato di pag. 73 Vedere allegato di pag. 74
Vedere allegato di pag. 75 Vedere figura di pag. 76

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