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Com. interm. Program. economica

Com. interm. Program. economica - Legge 17-2-1992, n. 179, recante norme per l'edilizia residenziale pubblica: programmazione per il quadriennio 1992-95.

Delibera 16/03/1994

TESTO
La delibera adottata da questo Comitato il
21 dicembre 1993 ed avente il medesimo titolo della presente delibera
viene integrata e sostituita nel testo seguente:

1) OBIETTIVI DEL
PROGRAMMA 1992-95. E’ approvato un programma quadriennale 1992-95 di
edilizia residenziale riguardante: a) gli interventi di edilizia
sovvenzionata diretti all’acquisizione, al recupero del patrimonio
edilizio degli enti pubblici ed alla costruzione di abitazioni; b) gli
interventi di edilizia agevolata diretti al recupero del patrimonio
edilizio esistente ed alla costruzione di abitazioni; c) gli
interventi diretti al recupero del patrimonio edilizio esistente ed
alla costruzione di nuove abitazioni, realizzati con finanziamento
misto pubblico-privato; d) l’acquisizione e l’urbanizzazione di aree
destinate agli insediamenti di edilizia residenziale pubblica.

2)
PROGRAMMA DI CUI ALLE LETTERE A), C) E D) DEL PUNTO 1: FINANZIAMENTI E
PRIORITÀ. 2.1. Il programma quadriennale 1992-95, relativo agli
interventi di cui alle lettere a), c) e d) del punto 1 della presente
delibera, è articolato nei due distinti bienni 1992-93 e 1994-95. Alla
copertura finanziaria complessiva del programma, stimata in lire
11.672 miliardi, si provvede con il gettito dei proventi dei
contributi di cui all’art.10, primo comma, lettere b) e c), della
legge 14-2-1963, n.60, relativi al quadriennio considerato, nonché con
il maggior gettito dei contributi realizzato nel periodo 1988-1991.
2.2. – 2.3. – 2.4. (Si omettono perché inerenti la copertura
finanziaria). 2.5. Le regioni si attengono, ai fini della propria
programmazione, alle indicazioni di cui appresso. 2.5.1. Le regioni
destinano le risorse alle seguenti tipologie di intervento: a) una
quota non inferiore al 30% per gli interventi di recupero del
patrimonio di edilizia residenziale pubblica di cui all’art.11 della
legge 17-2-1992, n.179; b) una quota non inferiore al 15%, ai sensi
dell’art.11 della legge 4-12-1993, n.493, per la realizzazione di
interventi al servizio prevalente del patrimonio di edilizia
residenziale pubblica nell’ambito dei programmi di recupero urbano
definiti dalla norma stessa. 2.5.2. Le regioni interessate da eventi
sismici destinano inoltre una quota non inferiore al 5%, ai sensi
dell’art.7, quarto comma, del provvedimento citato alla lettera b) del
presente punto, alla costruzione di nuove abitazioni destinate agli
occupanti di baracche o di altri locali adibiti ad abitazioni
temporanee, occupati in via provvisoria appunto a seguito di eventi
sismici o altri eventi straordinari, ed alla eliminazione delle
baracche e degli altri locali anzidetti 2.5.3. Le regioni possono
riservare una quota non superiore al 15%, ai sensi dell’art.4, commi
primo e secondo, della legge n.179/92, per la realizzazione di
interventi da destinare alla soluzione di problemi abitativi di
particolari categorie sociali. 2.5.4. Le restanti disponibilità sono
destinate prioritariamente: a) al completamento dei programmi di
edilizia residenziale pubblica avviati e non portati a termine per
carenza di finanziamenti, anche in relazione a sopravvenuti maggiori
oneri di esproprio; b) all’acquisizione ed alla urbanizzazione
primaria e secondaria di aree destinate all’edilizia residenziale
pubblica; c) alla formazione ed alla realizzazione di programmi
integrati, ai sensi dell’art.16 della legge n.179/92; d) al recupero
ed alla costruzione di alloggi da concedere in locazione a lavoratori
dipendenti, ai sensi dell’art.9 della legge n.493/93, come integrato
dall’art.4 della legge 28-1-1994, n.85; e) all’incremento del
patrimonio abitativo mediante nuove costruzioni ed acquisto di
immobili di nuova costruzione; f) all’adeguamento del patrimonio
abitativo esistente alle norme in materia di sicurezza degli impianti
di cui alla legge 5-3-1990, n.46, ed al decreto del Presidente della
Repubblica 6-12-1991, n.447, contenente il regolamento di attuazione
della legge stessa, e successive modificazioni; g) alla costruzione,
all’ampliamento, alla ristrutturazione, all’ammodernamento e alla
manutenzione delle strutture destinate ad alloggi per studenti
universitari ed alla concessione di contributi alle province ed ai
comuni, ove esistono sedi universitarie, per la ristrutturazione di
immobili di loro proprietà da adibire alla medesima destinazione, ai
sensi dell’art.18 della legge 2-12-1991, n.390. 2.6. Per
l’eliminazione delle barriere architettoniche negli insediamenti di
edilizia residenziale pubblica realizzati antecedentemente alla data
di entrata in vigore della legge n.104/92 le regioni, ai sensi
dell’art.24, ottavo comma, della legge stessa, destinano una quota non
superiore al 20% dei fondi programmati per la realizzazione di opere
di urbanizzazione ed interventi di recupero.

3. PROGRAMMA DI CUI ALLA
LETTERA B) DEL PUNTO 1: FINANZIAMENTI E PRIORITÀ. 3.1. – 3.2. (Si
omettono perché inerenti la copertura finanziaria). 3.3. Le regioni si
attengono ai fini della propria programmazione, alle indicazioni di
cui ai punti successivi. 3.3.1. Le regioni, nell’ambito della propria
programmazione, destinano le risorse residue di cui ai punti 3.1.2. e
3.2.2. della presente delibera alle seguenti tipologie di intervento:
a) una quota non inferiore al 15%, ai sensi dell’art.4, primo comma,
lettera c), della legge n.457/1978, per la realizzazione di interventi
di recupero del patrimonio di edilizia residenziale; b) una quota non
superiore al 10% per la realizzazione di opere di risanamento di parti
comuni di immobili, ai sensi dell’art.12 della legge n.179/1992; c)
una quota non superiore al 30% per la formazione e la realizzazione
dei programmi integrati di intervento di cui all’art.16 della legge
n.179/1992. 3.3.2. Le regioni interessate da eventi sismici riservano
altresì una quota non inferiore al 5%, ai sensi dell’art.7, quarto
comma, della legge n.493/1993, alla costruzione di nuove abitazioni
destinate agli occupanti di baracche o di altri locali adibiti ad
abitazioni temporanee, nonché alla eliminazione delle baracche e degli
altri locali anzidetti. 3.3.3. Le regioni possono inoltre destinare
una quota non superiore al 15%, ai sensi dell’art.4 della legge
n.179/1992 per la realizzazione di interventi da destinare alla
soluzione di problemi abitativi di particolari categorie sociali. Le
regioni possono destinare una quota, nell’ambito di detto
accantonamento, alla soluzione di eventuali problemi finanziari di
cooperative edilizie in difficoltà economica. 3.3.4. Le restanti
disponibilità sono destinate prioritariamente: a) al recupero o alla
realizzazione di alloggi destinati, ai sensi dell’art.8 della legge
n.179/1992, alla locazione per uso abitativo primario per un periodo
non inferiore a otto anni ovvero assegnati in godimento da cooperative
edilizie a proprietà indivisa; b) al recupero o alla realizzazione di
alloggi, ai sensi e con le modalità di cui all’art.9 della legge
n.179/1992, da assegnare in godimento o in locazione per uso abitativo
per un periodo non inferiore a otto anni, con successivo trasferimento
della proprietà; c) alla realizzazione di interventi da parte di
imprese di costruzione o loro consorzi, di cooperative a proprietà
individuale o indivisa o loro consorzi, degli I.A.C.P. e dei comuni,
che intendano costruire abitazioni da assegnare in proprietà; d)
all’adeguamento del patrimonio abitativo esistente alle norme in
materia di sicurezza degli impianti di cui alla legge n.46/1990 ed al
decreto del Presidente della Repubblica n.447/1991 e successive
modificazioni. 3.3.5. Per la eliminazione delle barriere
architettoniche negli insediamenti di edilizia residenziale agevolata
realizzati antecedentemente alla data di entrata in vigore della legge
n.104/1992 le regioni possono destinare una quota non superiore al 20%
dei fondi programmati per la realizzazione di opere di urbanizzazione
ed interventi di recupero. 3.3.6. Le regioni, in sede di
predisposizione dei loro programmi, determinano le quote di risorse da
destinare ai contributi di edilizia agevolata secondo le modalità
previste dall’art.6, quarto comma, della legge n.179/1992. 3.3.7. I
contributi, a valere sui fondi di cui ai punti 3.1.2. e 3.2.2. della
presente delibera, possono essere concessi a cittadini stranieri, ai
sensi dell’art.6, decimo comma, della legge n.179/1992 e tenendo conto
del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 15-5-1987,
recante l’atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per l’accesso
dei cittadini comunitari all’edilizia residenziale pubblica, e delle
disposizioni di cui al decreto legge 30-12-1989, n.416, convertito
nella legge 28-2-1990, n.39 e recante: “Norme urgenti in materia di
asilo politico, ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari ed
apolidi già presenti nel territorio dello Stato”.

4. DISPOSIZIONI
COMUNI AI PUNTI 2 E 3. Le regioni, ai fini dell’applicazione
dell’art.4, primo comma, della legge n.179/1992, hanno particolare
riguardo a categorie sociali deboli quali anziani, famiglie numerose,
immigrati, studenti. Il soddisfacimento del relativo bisogno abitativo
può essere attuato anche mediante il ricorso a particolari tipologie
abitative quali mini-alloggi, alloggi con servizi sociali ad uso
collettivo, case-albergo. Le regioni possono prevedere l’assegnazione
di alloggi a pluralità di soggetti, purché la dimensione dell’alloggio
risulti adeguata al numero dei soggetti assegnatari ed il
corrispettivo complessivo sia diviso per ciascun soggetto.

5.
TIPOLOGIE INNOVATIVE DI INTERVENTO DI CUI AI PUNTI 2 E 3 5.1
Interventi di recupero e di nuova costruzione. 5.1.1 Gli interventi di
recupero di cui all’art.11 ai sensi della legge n.179/1992 possono
essere realizzati su immobili la cui superficie con destinazione
residenziale non sia inferiore al 70% della superficie utile
complessiva o su immobili non residenziali funziona…

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