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Circolare 28/02/1995

Circolare 28/02/1995 n. 3 - Ministero dell'interno - D.M. 26 giugno 1984. Omologazione nella reazione al fuoco di materiali di rivestimento e di materiali isolanti in vista posti non in aderenza agli elementi costruttivi.

Circolare 28/02/1995 n. 3
Ministero dell’interno – D.M. 26 giugno
1984. Omologazione nella reazione al fuoco di materiali di
rivestimento e di materiali isolanti in vista posti non in aderenza
agli elementi costruttivi.

Il punto 6.2, lettera c), della
“regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e
l’esercizio delle attività ricettive turistico-alberghiere” allegata
al D.M. 9 aprile 1994, dispone che i controsoffitti nonché gli altri
materiali di rivestimento e i materiali isolanti in vista posti non in
aderenza agli elementi costruttivi siano omologati “tenendo conto
delle effettive condizioni di impiego anche in relazione alle
possibili fonti di innesco.

Al fine di semplificare e generalizzare
le procedure di classificazione dei materiali anzidetti armonizzandole
con il disposto sopracitato, il Laboratorio di Chimica del Centro
Studi ed Esperienze, d’intesa con questo Ministero, ha emesso le
risoluzioni n. 19, 20, 21 e 22 del 30 novembre 1994 allegate in copia
con le quali, sostanzialmente, viene stabilito che per la
classificazione dei materiali in argomento dovrà tenersi conto di
entrambe le superfici dei materiali in argomento, sia delle facce
cosiddette “a vista”, sia delle superfici rivolte verso l’interno
delle intercapedini.

Analogamente, per i materiali di che trattasi,
vanno stabiliti gli indirizzi e le procedure da seguire per il
rilascio delle nuove omologazioni nonché le condizioni di validità
delle omologazioni già rilasciate: a tal fine, si dispone quanto
segue:

Reazione al fuoco

Risoluzione n. 19 del 28 novembre
1994

Per la classificazione dei materiali di completamento impiegati
come rivestimento dell’intradosso dei solai e posti in opera non in
aderenza agli stessi (controsoffitti) si applica quanto disposto al
punto 3.1 della Raccolta delle Risoluzioni, sottoponendo a prova
entrambe le superfici se di natura diversa. Il metodo di prova C.S.E.
RF 3/77, va eseguito nelle posizioni “soffitto” e “pavimento”
esponendo al pannello radiante, nella posizione “soffitto”, la
superficie che in opera verrà rivolta verso il basso e nella posizione
“pavimento” quella che in opera verrà rivolta verso l’alto.

Al
materiale è attribuita la classe peggiore tra quelle determinate.

Nel
caso in cui le due superfici da sottoporre a prova siano identiche il
materiale va provato su una sola superficie e il metodo di prova
C.S.E. RF 3/77 va eseguito unicamente nella posizione “soffitto”
attribuendo al materiale la classe determinata.

Reazione al
fuoco

Risoluzione n. 20 del 28 novembre 1994

Per la classificazione
dei materiali di completamento impiegati come rivestimento
dell’estradosso dei solai e posti in opera non in aderenza agli stessi
(pavimenti sopraelevati) si applica quanto disposto al punto 3.1 della
“Raccolta delle Risoluzioni”, sottoponendo a prova entrambe le
superfici se di natura diversa. Il metodo di prova C.S.E. RF 3/77, va
eseguito nelle posizioni “pavimento” e “soffitto” esponendo al
pannello radiante, nella posizione “pavimento”, la superficie che in
opera verrà rivolta verso l’alto e nella posizione “soffitto” quella
che in opera verrà rivolta verso il basso.

Al materiale è attribuita
la classe peggiore tra quelle determinate.

Nel caso in cui le due
superfici da sottoporre a prova siano identiche il materiale va
provato su una sola superficie e il metodo di prova C.S.E. RF 3/77 va
eseguito unicamente nella posizione “soffitto” attribuendo al
materiale la classe determinata.

Reazione al fuoco

Risoluzione n.
21 del 28 novembre 1994

Per la classificazione dei materiali di
rivestimento di pareti posti in opera non in aderenza agli elementi
costruttivi, si applica la risoluzione n. 6 del 30 dicembre
1987.

Reazione al fuoco

Risoluzione n. 22 del 28 novembre
1994

Per la classificazione dei materiali isolanti in vista con
componente isolante esposto direttamente alle fiamme posti in opera
non in aderenza agli elementi costruttivi si applicano le risoluzioni
n. 19, n. 20 e n. 21 in relazione agli specifici casi di
impiego.

Per la classificazione dei materiali isolanti in vista con
componente isolante non esposto direttamente alle fiamme posti in
opera non in aderenza agli elementi costruttivi si applicano, oltre al
punto 6.1.2 della “Raccolta delle risoluzioni”, le risoluzioni n. 19,
n. 20 e n. 21 in relazione agli specifici casi di impiego.

A
decorrere dalla data di emanazione della presente circolare, gli atti
di omologazione relativi ai materiali in argomento saranno emessi da
questo Ministero sulla base di certificazioni redatte in conformità
alle risoluzioni citate in premessa.

Nel caso in cui le due superfici
del materiale da sottoporre a prova siano identiche tra loro, tale
circostanza dovrà essere esplicitamente evidenziata nella scheda
tecnica firmata dal legale rappresentante della ditta produttrice.

Le
istanze di omologazione giacenti presso il competente Ufficio di
questa Direzione Generale, dovranno essere integrate da un secondo
certificato di reazione al fuoco afferente le sole prove integrative
da condursi sui materiali stessi alla luce delle relative
risoluzioni.

Su tutti i secondi certificati, le voci “impiego” e
“posa in opera” non dovranno essere compilate e, a cura dei laboratori
certificatori, dovrà essere apposta la seguente
dicitura:

“Certificato emesso ai sensi della circolare prot.
………………….. del ………………………., da collegare
al certificato di reazione al fuoco n. ……………………….
emesso il …………………. dal
………………………”.

Nulla muta, ovviamente, per quanto
attiene la compilazione dei rapporti di prova relativi ai certificati
stessi.

Nel caso in cui le due superfici del materiale siano
identiche tra loro, il legale rappresentante della ditta produttrice
dovrà inviare a questo Ministero, in luogo del secondo certificato
anzidetto, un’apposita dichiarazione attestante l’identicità delle
superfici stesse. Tale disposto non è applicabile, ovviamente, ai
materiali, isolanti e non, impiegati nella posizione di
“pavimentazione sopraelevata” per i quali è indispensabile
l’esecuzione delle prove integrative.

L’uno o l’altro dei documenti
sarà richiesto da questo Ministero all’atto dell’esame di ogni istanza
ma potrà anche essere inviato di propria iniziativa dalle varie ditte
produttrici, facendo riferimento alla presente circolare.

Le
omologazioni rilasciate anteriormente alla data della presente
circolare, potranno essere adeguate alle nuove disposizioni.

A tal
fine, i fabbricanti dovranno inviare a questo Ministero apposite
istanze in carta legale corredate dagli originali degli atti di
omologazione e, in relazione ai casi, degli stessi secondi certificati
o dalle stesse dichiarazioni previste al precedente punto 2).

Le
suddette istanze potranno anche essere contestuali alle richieste di
rinnovo delle omologazioni stesse che, come è noto, hanno validità
quinquennale dalla data del relativo rilascio; fino al loro
adeguamento, però, tutte le omologazioni di che trattasi potranno
considerarsi valide solo in riferimento alle superfici a vista dei
corrispondenti materiali che, pertanto, non potranno essere installati
in caso di formazione di intercapedini contenenti possibili fonti di
innesco.

Le omologazioni per estensione, saranno rilasciate da questo
Ministero solo se gli atti relativi ai materiali di riferimento siano
stati adeguati in conformità alle disposizioni contenute nella
presente circolare.

I materiali in questione, già installati, che
formino intercapedini contenenti fonti di innesco, dovranno essere
adeguati a quanto richiesto nella presente circolare.

Tale
adeguamento dovrà avvenire entro i termini previsti nelle norme di
prevenzione incendi specifiche per le attività i cui materiali si
trovano installati, nel rispetto delle classi di reazione al fuoco
prescritte.

Si raccomanda di dare la più ampia diffusione alla
presente circolare i cui contenuti sono di immediata attuazione; un
invito particolare alla collaborazione viene rivolto ai laboratori
autorizzati che leggono per conoscenza, la cui attività certificativa
assicura loro un costante e diretto contatto con le ditte produttrici
dei materiali in argomento.

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