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Circolare 23/01/1997

Circolare 23/01/1997 n. 1 - Ministero dell'interno - D.M. 19-8-1996 - Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo - Chiarimenti ed indirizzi applicativi.

Circolare 23/01/1997 n. 1
Ministero dell’interno – D.M. 19-8-1996 –
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la
progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento
e di pubblico spettacolo – Chiarimenti ed indirizzi
applicativi.

Con l’emanazione del decreto ministeriale 19-8-1996
si è data attuazione al dettato dell’art. 4, terzo comma, della legge
n. 437 del 27-10-1995 (legge di conversione del decreto legge
28-8-1995, n. 361), il quale ha stabilito che «… il Ministro
dell’interno provvede ai sensi del penultimo comma dell’art. 11 del
decreto del Presidente della Repubblica 29-7-1982, n. 577, alla
emanazione delle norme tecniche organiche e coordinate di prevenzione
incendi per i luoghi di spettacolo ed intrattenimento individuati
dallo stesso Ministro dell’interno».
Con detto provvedimento si è
quindi proceduto all’aggiornamento delle previgenti disposizioni di
prevenzione incendi per i luoghi di spettacolo ed intrattenimento
ricadenti nel campo di applicazione del decreto stesso.
Le principali
motivazioni che hanno determinato l’esigenza della sua emanazione
possono sinteticamente riassumersi in:
a) definire un testo organico e
coordinato di norme applicabili nello specifico settore, tenuto conto
che le numerose modifiche ed integrazioni di cui è stata oggetto nel
tempo la circolare del Ministero dell’interno n. 16 del 15-2-1951,
avevano reso la previgente normativa di prevenzione incendi di non
immediata consultazione e spesso di non facile applicazione;
b)
adeguare le disposizioni di sicurezza antincendio alle nuove esigenze
funzionali dei luoghi di spettacolo, anche in relazione alle necessità
derivanti da un nuovo e diverso inserimento degli stessi nel contesto
urbanistico.
Con il citato decreto non sono state, ovviamente, in
alcun modo variate le specifiche competenze ed attribuzioni delle
Commissioni Provinciali di Vigilanza, di cui all’art. 141 del
Regolamento del testo unico della legge di pubblica sicurezza né del
Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Premesso quanto sopra e sulla
scorta dei quesiti pervenuti, in questa prima fase applicativa del
decreto, da parte di Prefetture, Comandi Provinciali dei Vigili del
Fuoco ed Associazioni di categoria, si ritiene opportuno fornire
chiarimenti ed indirizzi applicativi su alcuni specifici argomenti.
A)
NORMATIVA APPLICABILE IN RELAZIONE ALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL
DECRETO
L’art.1, terzo comma, stabilisce che le disposizioni del
decreto si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore dello
stesso per:
a) la realizzazione di nuovi locali;
b) la completa
ristrutturazione e/o cambio di destinazione di locali esistenti;
c)
gli interventi di modifica parziale e/o ampliamento di impianti e
parti costruttive effettuate in locali esistenti.
Pertanto a decorrere
dalla suddetta data, i progetti di nuove costruzioni o di modifica di
quelle esistenti dovranno essere redatti secondo le disposizioni del
decreto.
Ne consegue che i progetti pervenuti alle Commissioni
Provinciali di Vigilanza, per il parere previsto dalle vigenti
procedure, prima della data di entrata in vigore del decreto e redatti
sulla base della previgente normativa, dovranno essere esaminati sulla
scorta delle precedenti disposizioni di prevenzione incendi, fermo
restando l’obbligo di adeguamento a quanto previsto dal Titolo XIX
dell’allegato.
B) DISPOSIZIONI PER I LOCALI ESISTENTI
Le disposizioni
di cui all’art. 5 del decreto si applicano ai locali che alla data di
entrata in vigore dello stesso avevano conseguito il parere favorevole
di agibilità da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza.
Il
suddetto disposto si deve applicare anche a tutti quei locali, i cui
progetti di costruzione, trasformazione, adattamento ed ampliamento
sono pervenuti alle Commissioni Provinciali di Vigilanza, per
l’acquisizione del previsto parere, antecedentemente alla data di
entrata in vigore del suddetto decreto ed il cui esame, espletato
sulla base della previgente normativa, abbia avuto esito
favorevole.
Ai suddetti locali si applica, pertanto, la previgente
normativa di prevenzione incendi, fermo restando l’obbligo di
adeguamento a quanto previsto dal Titolo XIX dell’allegato.
C)
ABROGAZIONE DI NORME
L’art.7 del decreto stabilisce che sono abrogate
tutte le precedenti disposizioni di prevenzione incendi emanante sui
locali di cui all’art. 1.
Pertanto tutte quelle disposizioni della
circolare del Ministero dell’interno n. 16 del 15-2-1951, non
attinenti a problematiche di prevenzione incendi (norme procedurali,
igiene e salubrità , acustica, assistenza sanitaria, stabilità delle
strutture, misure antinfortunistiche, ecc.) sono da ritenersi tuttora
in vigore, fatte salve le modifiche apportate nel tempo da parte delle
competenti autorità .
Al riguardo, richiamando quanto già comunicato
con circolare MI.SA. n. 15 del 31-5-1996, occorre evidenziare che la
valutazione dei carichi agenti sulle strutture dei locali di
spettacolo e trattenimento va effettuata in base al decreto del
Ministro dei lavori pubblici di concerto con il Ministro dell’interno
del 16-1-1996.
D) DISPOSIZIONI PER CIRCHI, PARCHI DI DIVERTIMENTO E
SPETTACOLI
VIAGGIANTI
D1) Requisiti dell’area di installazione
Il
punto 7.1 dell’allegato stabilisce che l’area di installazione di
circhi, parchi di divertimento e spettacoli viaggianti deve essere
fornita di energia elettrica, telefono e di almeno un idrante per
rifornimento degli automezzi antincendio.
Quanto sopra, pur rientrando
nelle previsioni della vigente legislazione (art. 9 della legge
18-3-1968, n. 337), risulta però ampiamente disatteso in quanto gran
parte delle aree pubbliche o private a ciò destinate, non sono state a
tutt’oggi attrezzate.
Mentre per l’energia elettrica e l’utenza
telefonica può rispettivamente sopperirsi con gruppi elettrogeni e
sistemi di telecomunicazione cellulare, per quanto attiene la mancata
disponibilità di idranti in loco, la Commissione Provinciale di
Vigilanza potrà prescrivere idonei mezzi di estinzione, adeguati alla
tipologia e caratteristiche dell’insediamento.
D2) Distanza di
rispetto tra tendoni ed attrazioni limitrofe
Il punto 7.2
dell’allegato stabilisce, in generale, che i tendoni e le attrazioni
devono essere dislocati in modo da ridurre al minimo la possibilità di
propagazione di un incendio ed in particolare prescrive che tra i
tendoni e le attrazioni limitrofe la distanza non deve essere
inferiore a 6 metri.
Tale distanza di metri 6 deve essere rispettata
solamente tra tendoni limitrofi e tra tendoni ed altre attrazioni
limitrofe, intendendosi per tendoni una tendo-struttura o una
tenso-struttura in cui il telo di copertura costituisce anche
tamponamento laterale (per es. tendoni di circhi, teatri-tenda e
strutture similari).
Detto vincolo non sussiste per distanziare tra
loro attrazioni non equiparabili a tendoni.
D3) Documentazione e
verifiche tecniche
Le disposizioni di cui al punto 7.7 dell’allegato
sono state previste, in linea con gli obiettivi del decreto, per
garantire una corretta gestione della sicurezza dello spettacolo
viaggiante e, nel contempo, per semplificare ed uniformare le
procedure di controllo da parte delle autorità competenti.
Ciò
premesso, preso atto di quanto rappresentato dalle Associazioni di
categoria circa l’impossibilità di una applicazione immediata del
disposto del punto 7.7, al fine anche di mettere a punto i necessari
meccanismi di armonizzazione con la legge n. 337 del 1968 e
considerato quanto previsto dall’art. 5 del decreto per i locali
esistenti, si chiarisce che le disposizioni di cui al punto 7.7
dell’allegato devono essere attuate, per le attività esistenti, entro
un anno dalla data di entrata in vigore del decreto, al pari di quanto
previsto per il piano e per il registro della sicurezza antincendio di
cui al Titolo XIX dell’allegato.
Nelle more dell’attuazione del
disposto di cui al punto 7.7 dell’allegato, le Commissioni Provinciali
di Vigilanza, ai fini dell’emanazione del parere tecnico
sull’agibilità degli insediamenti in argomento, oltre agli
accertamenti ed alle valutazioni direttamente eseguite, potranno
avvalersi di certificazioni di professionisti iscritti agli albi
professionali, nonché di dichiarazioni di installatori, in conformità
a quanto previsto dalla vigente normativa.

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