Circolare 23/01/1996 | Edilone.it

Circolare 23/01/1996

Circolare 23/01/1996 n. 3 - Ministero dell'interno - Decreto Legislativo 19 dicembre 1994, n. 758 - Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro. Competenze ed adempimenti da parte del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco.

Circolare 23/01/1996 n. 3
Ministero dell’interno – Decreto Legislativo
19 dicembre 1994, n. 758 – Modificazioni alla disciplina sanzionatoria
in materia di lavoro. Competenze ed adempimenti da parte del Corpo
Nazionale dei Vigili del fuoco.

A) Premessa

Il decreto
legislativo 19 dicembre 1994 n. 758, pubblicato nel S.O.G.U. n. 21 del
26 gennaio 1995, ed entrato in vigore a decorrere dal 26 aprile 1995,
è stato emanato ai sensi della legge-delega 6 dicembre 1993, n. 499
(delega al Governo per la riforma dell’apparato sanzionatorio in
materia di lavoro).La predetta legge-delega all’art. 1, comma 2,
lettera b), ha stabilito di riformare la disciplina sanzionatoria in
materia di tutela della sicurezza e dell’igiene del lavoro secondo i
principi e criteri direttivi di seguito riportati: stabilire, per le
contravvenzioni previste da leggi speciali, una causa di estinzione
del reato consistente nell’adempimento, entro un termine non superiore
al limite fissato dalla legge (decreto legislativo), alle prescrizioni
obbligatoriamente impartite dagli organi di vigilanza allo scopo di
eliminare la violazione accertata, nonché nel pagamento in sede
amministrativa di una somma pari ad un quarto dell’ammenda comminata
per ciascuna infrazione; revedere che gli organi di vigilanza
riferiscano in ogni caso all’autorità giudiziaria la notizia di reato
inerente la contravvenzione e, successivamente, l’esito della verifica
dell’adempimento prescritto; prevedere per le contravvenzioni in
materia di sicurezza e di igiene del lavoro la pena alternativa
dell’arresto non superiore a 6 mesi o dell’ammenda non superiore a
lire 8 milioni, opportunamente graduate in rapporto alla gravità degli
illeciti.

B) Decreto legislativo n. 758/94 Capo II Estinzione delle
contravvenzioni in materia di sicurezza e di igiene del lavoro

Il
Capo II del decreto legislativo n. 758/94 prevede una causa speciale
di estinzione dei reati di tipo contravvenzionale in materia di
sicurezza ed igiene del lavoro puniti con la pena alternativa
dell’arresto o dell’ammenda, in base alle norme indicate nell’allegato
I del decreto medesimo.L’estinzione è collegata al verificarsi di due
successivi eventi: il tempestivo adempimento della prescrizione
impartita dall’organo di vigilanza ed il pagamento in via
amministrativa di una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda
stabilita per la contravvenzione commessa.

Si tratta di un istituto
che presenta notevoli analogie con quello dell’oblazione, previsto
dagli artt. 162 e 162 bis del codice penale, dal quale però si
discosta in quanto l’estinzione del reato consegue non solo al
pagamento di una somma di denaro, ma anche al tempestivo adempimento
della prescrizione ed in quanto il pagamento della somma ha luogo non
in sede giudiziaria ma in sede amministrativa.

Si riportano di
seguito i contenuti degli articoli del Capo II per la portata degli
stessi sulle competenze e conseguenti adempimenti da parte del
personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

ORGANO DI
VIGILANZA (Art. 19 del D.L.vo n. 758/94)

L’art. 19, comma l, lettera
b), definisce organo di vigilanza in materia di sicurezza ed igiene
del lavoro, il personale ispettivo di cui all’art. 21, comma 3, della
legge 23 dicembre 1978, n. 833 (U.S.L.), fatte salve le diverse
competenze previste da altre norme.Il personale appartenente al Corpo
Nazionale dei Vigili del Fuoco, a norma dell’art. 23 del decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626, è organo di vigilanza
sull’applicazione della legislazione in materia di sicurezza nei
luoghi di lavoro per quanto di specifica competenza (sicurezza
antincendio).

ADEMPIMENTI DELL’ORGANO DI VIGILANZA (Artt. 20, 21 e
22 del D.L.vo n. 758/94)

Art. 20 (Prescrizioni)

L’organo di
vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di cui
all’art. 55 del codice di procedura penale, accertata la sussistenza
di un reato ricadente tra quelli estinguibili con contravvenzione, in
base alle norme indicate nell’allegato 1 del decreto, impartisce al
contravventore una apposita prescrizione, allo scopo di eliminare la
contravvenzione, fissando per la regolarizzazione un termine
tecnicamente necessario, non eccedente un periodo massimo di mesi
6.

Ai sensi dell’art. 20, comma 1 del decreto legislativo n. 758/94,
il suddetto termine, nei casi di particolare complessità e di
oggettiva difficoltà dell’adempimento, può essere prorogato fino ad un
massimo di mesi 6, comprensivo anche del periodo già
trascorso.

Un’ulteriore proroga, fino ad un periodo massimo di altri
6 mesi, può essere concessa una sola volta su istanza del
contravventore, che deve indicare specifiche circostanze
giustificative a lui non imputabili.

Si precisa che la prescrizione
costituisca un atto obbligatorio nell’ambito dei reati previsti
nell’allegato 1 del decreto.

La prescrizione è comunicata anche al
rappresentante legale dell’ente nell’ambito del quale opera il
contravventore.

Nel caso in cui oltre alla violazione di una norma,
venga accertata una situazione di pericolo, l’organo di vigilanza può
imporre specifiche prescrizioni atte a far cessare lo stato di
pericolo per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in attesa
della regolarizzazione.

L’organo di vigilanza ha l’obbligo di
riferire al pubblico ministero la notizia di reato inerente la
contravvenzione ai sensi dell’art. 347 del Codice di procedura
penale.

E’ opportuno ribadire inoltre che per i reati previsti
nell’allegato 1 del D.L.vo n. 758/94 si darà luogo alla procedura di
cui alla presente circolare mentre per altri reati si seguirà la
procedura in uso per l’attività di Polizia Giudiziaria.

La
contravvenzione della norma disattesa deve essere imputata al
contravventore, che quindi va individuato nella persona o nelle
persone che hanno violato la norma in concreto. A riguardo occorre
rammentare che la legislazione speciale in materia di sicurezza ed
igiene sul lavoro, prevede appositi articoli sulle sanzioni, tramite i
quali si può individuare la figura del contravventore (datore di
lavoro, dirigente, preposto, lavoratore).

Art. 21 (Verifica
dell’adempimento)

Entro 60 giorni dalla scadenza del termine fissato
nella prescrizione, l’organo di vigilanza verifica se la violazione è
stata eliminata secondo le modalità indicate nella
prescrizione.

Accertato l’adempimento alla prescrizione, l’Organo di
Vigilanza ammette il contravventore a pagare in sede amministrativa,
entro 30 giorni, una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda
stabilita in relazione alla contravvenzione commessa.

Entro 120
giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’Organo
di Vigilanza comunica al Pubblico Ministero l’adempimento alla
prescrizione e l’eventuale pagamento dell’ammenda prevista.

In caso
si accerti l’inadempimento alla prescrizione impartita, l’Organo di
Vigilanza ne dà comunicazione al Pubblico Ministero ed al
contravventore entro 90 giorni dalla scadenza del termine fissato
nella prescrizione.

Nel caso di più prescrizioni correlate a distinte
ipotesi di reato, qualora il contravventore adempia soltanto ad
alcune, i Comandi Provinciali VV.F. provvederanno a dare separata
comunicazione al Pubblico Ministero utilizzando i moduli
allegati.

Art. 22 (Notizia di reato comunicata all’Organo di
Vigilanza direttamente dal Pubblico Ministero)

Qualora l’Organo di
Vigilanza riceva comunicazione della notizia di reato direttamente dal
Pubblico Ministero,

è tenuto ad informarlo delle proprie
determinazioni entro 60 giorni dalla data di ricezione della relativa
comunicazione.

ADEMPIMENTI DEL PUBBLICO MINISTERO(Artt. 23 e 24 del
D.L.vo n. 758/94)

Il Pubblico Ministero ricevuta la notizia di reato
inerente alla contravvenzione, tiene sospeso il relativo procedimento
dal momento dell’iscrizione della notizia nel registro di cui all’art.
335 del codice di procedura penale fino al momento in cui riceve
dall’Organo di Vigilanza le comunicazioni di cui all’art. 21.

Il
Pubblico Ministero richiede l’archiviazione del procedimento, per
estinzione del reato, se il contravventore adempie alla prescrizione
impartita dall’Organo di Vigilanza nel termine ivi fissato e provvede
al pagamento previsto.

Il Pubblico Ministero può procedere ai fini
dell’applicazione dell’art. 162 bis (oblazione) del codice penale, nel
caso che da parte del contravventore l’adempimento sia avvenuto in un
tempo superiore a quello indicato nella prescrizione, ma comunque
congruo a norma dell’art. 20, comma 1, ovvero l’eliminazione della
contravvenzione sia stata realizzata con modalità diverse da quelle
indicate dall’Organo di Vigilanza.

C) Competenze ed adempimenti da
parte del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco

Sulla scorta della
vigente legislazione ed a seguito di chiarimenti forniti dal Ministero
di Grazia e Giustizia, su specifica richiesta di questa Direzione, si
forniscono i seguenti chiarimenti e direttive.

1) Competenze

Il
personale appartenente al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in base
al disposto dell’art. 23 del decreto legislativo n. 626/94 è organo di
vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di sicurezza
nei luoghi di lavoro per quanto attiene le specifiche competenze
(sicurezza antincendio).

Inoltre ai sensi dell’art. 16 della legge 13
maggio 1961, n. 469 e dell’art. 13 della legge 27 dicembre 1973, n.

850, nell’esercizio delle proprie funzioni è ufficiale di polizia
giudiziaria (Personale ex carriera direttiva e di concetto del ruolo
tecnico, capi reparto e capi squadra) ed agente di polizia giudiziaria
(personale della carriera di vigile).

Tali specifiche funzioni di
polizia giudiziaria sono state ribadite dal D.P.R. n. 335/90 (profili
professionali).

Ciò premesso il personale del Corpo Nazionale dei
Vigili del Fuoco, che nell’esercizio delle proprie funzioni
istituzionali, accerti un reato pertinen…

[Continua nel file zip allegato]

Circolare 23/01/1996

Edilone.it