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Circolare 12/09/2000

Circolare 12/09/2000 n. 13 - Ministero sanità - Attività di vigilanza nel settore delle sostanze chimiche pericolose e dei relativi preparati. Cooperazione tra amministrazione centrale e autorità locali. Gazzetta Ufficiale 30/09/2000 n. 229

Circolare 12/09/2000 n. 13
Ministero sanità – Attività di vigilanza
nel settore delle sostanze chimiche pericolose e dei relativi
preparati. Cooperazione tra amministrazione centrale e autorità
locali.
Gazzetta Ufficiale 30/09/2000 n. 229

Con il decreto
legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, concernente classificazione,
imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose, e con il
decreto legislativo 16 luglio 1998, n. 285, concernente
classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati
pericolosi, unitamente al regolamento (CEE) n. 793/93 del 23 marzo
1993, relativo alla valutazione e al controllo dei rischi presentati
dalle sostanze esistenti e al decreto ministeriale 12 agosto 1998,
relativo alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di
uso di talune sostanze pericolose, è stata data attuazione a tutto il
pacchetto di direttive comunitarie riguardanti il settore delle
sostanze e preparati pericolosi.
Le disposizioni normative sopra
indicate sono ora esaustive;
pertanto, l’immissione sul mercato e la
commercializzazione delle sostanze e dei preparati pericolosi devono
essere soggette, come disciplinato dalle predette disposizioni, a
vigilanza da parte degli organi competenti delle amministrazioni dello
Stato, delle regioni e degli enti locali che, in qualsiasi momento
possono procedere ad ispezioni presso i luoghi di produzione, di
deposito e vendita, richiedere dati, informazioni e documenti e, ove
necessario, prelevare campioni da sottoporre ad analisi e valutazione
presso i laboratori di propria competenza. Sembra opportuno ricordare
che, in caso di infrazione alle vigenti disposizioni di legge, è
possibile incorrere in sanzioni sia di tipo amministrativo che, ove ne
ricorrano i termini, di tipo penale.
Si fà presente, inoltre, che
durante l’ultimo corso di aggiornamento su “sostanze e preparati
pericolosi” tenutosi presso l’Istituto superiore di sanità al quale
hanno partecipato funzionari regionali e degli enti locali designati
dalle rispettive amministrazioni, è emerso il persistere di notevole
carenza di controlli sull’intero territorio nazionale, con l’eccezione
di poche situazioni locali, legate più all’interesse ed alla
iniziativa di singoli operatori che ad una vera e propria
programmazione di interventi.
Poichè, come detto, il quadro normativo
nel settore delle sostanze e dei preparati pericolosi, con la
pubblicazione degli ultimi decreti di recepimento di normative
comunitarie, appare ormai consolidato e risulta pienamente in linea
con la legislazione comunitaria stessa e con gli obblighi che da essa
derivano, è necessario che le amministrazioni regionali e locali,
nella formulazione dei piani di intervento annuali, tengano conto, ai
fini della vigilanza sul territorio, anche del settore delle sostanze
chimiche e dei preparati pericolosi, in linea con le iniziative
assunte nel settore dall’amministrazione centrale.
A questo proposito
deve anche essere tenuto presente che, poichè l’Italia, come tutti gli
altri Stati membri dell’Unione europea è tenuta a presentare,
annualmente, una relazione sull’opera di vigilanza svolta ai fini
della verifica dell’ottemperanza alle prescrizioni delle direttive
sulla materia di cui trattasi, codeste amministrazioni dovranno
presentare, a loro volta, entro la fine del mese di febbraio di
ciascun anno, al Dipartimento della prevenzione del Ministero della
sanità (via Sierra Nevada, 60 – 00144 Roma – fax 06-59.94.42.49) una
breve relazione fattuale sull’attività svolta nel corso dell’anno
precedente (numero di verifiche effettuate, le conformità alla vigente
legislazione in materia, numero di sanzioni comminate, ecc.). I dati
desunti dalle singole relazioni, uniti a quelli della vigilanza
effettuata a livello centrale, formeranno parte della relazione che
questo Ministero trasmetterà ai competenti servizi dell’Unione europea
e, per opportuna conoscenza, a codeste amministrazioni che
provvederanno a diffonderla nel territorio di loro competenza.

Considerata, comunque, la complessità della materia trattata, il suo
continuo aggiornamento e la necessità di assicurare una attuazione
armonizzata dei controlli sul territorio nazionale, si ritiene
opportuno che ogni regione individui e comunichi a questo Ministero il
nominativo di un qualificato rappresentante per i rapporti con
l’amministrazione centrale.
Sarà, poi, cura dello scrivente Ministero
costituire un gruppo di coordinamento, di cui i rappresentanti
segnalati faranno parte, che individuerà:
i criteri di valutazione da
adottare per giudicare la conformità alle prescrizioni della normativa
degli interventi effettuati;
gli specifici aspetti della normativa da
sottoporre a controllo anche in relazione ad iniziative comunitarie o,
comunque, ad aspetti ritenuti prioritari e, di volta in volta, le
modalità ed i tempi delle ispezioni;
i soggetti e le problematiche su
cui attuare i controlli.

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