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Circolare 11/12/1985

Circolare 11/12/1985 n. 36 - Ministero dell'interno - Prevenzione incendi; chiarimenti interpretativi di vigenti disposizioni e pareri espressi dal comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi su questioni e problemi di prevenzione incendi.

Circolare 11/12/1985 n. 36
Ministero dell’interno – Prevenzione
incendi; chiarimenti interpretativi di vigenti disposizioni e pareri
espressi dal comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione
incendi su questioni e problemi di prevenzione incendi.

Pervengono a questo Ministero numerose istanze intese ad ottenere
chiarimenti interpretativi di vigenti disposizioni di prevenzioni
incendi sia dal punto di vista tecnico che procedurale.
Al riguardo,
per uniformità di indirizzo e per consentire una corretta
interpretazione delle normative esistenti, tenendo conto anche della
prossima scadenza del 31 dicembre 1985 per la presentazione delle
istanze per l’ottenimento del nulla osta provvisorio, si forniscono di
seguito i chiarimenti ad alcuni punti dell’elenco delle attività
soggette ai controlli di prevenzione incendi allegato al decreto
ministeriale 16 febbraio 1982 tenendo conto delle modificazioni
intervenute con il decreto ministeriale 27 marzo 1985.
Per alcuni
problemi specifici rientranti nell’ambito delle disposizioni contenute
nell’art.11 del decreto Presidente della Repubblica n. 577 del 1982 è
stato acquisito il parere del Comitato Centrale Tecnico Scientifico
per la Prevenzione Incendi (C.C.T.S.). I Comandi Provinciali dei
Vigili del Fuoco, sia nella fase provvisoria prevista dalla legge n.
818 del 1984, che nella fase definitiva per il rilascio del
certificato di prevenzione incendi, si atterranno pertanto, ai
chiarimenti e ai pareri di seguito riportati per l’espletamento della
loro attività.
1. D.M. 16 febbraio 1982
punto 1): Stabilimenti ed
impianti ove si producono e/o impiegano gas combustibili, gas
comburenti (compressi, disciolti, liquefatti), con quantità globale in
ciclo o in deposito superiori a 50 Nm3/h. D.M. 16 febbraio 1982;

punto 2): Impianti di compressione o di decompressione dei gas
combustibili e comburenti con potenzialità superiore a 50 Nm3/h.

Chiarimento:
Gli impianti di compressione d’aria per martelli
pneumatici o per gonfiaggio gomme e simili non rientrano tra le
attività di cui ai punti 1) e 2) del decreto ministeriale 16 febbraio
1982 e pertanto non sono soggetti alle visite e controlli di
prevenzione incendi da parte dei Comandi dei Vigili del Fuoco.
2.
D.M. 27 marzo 1985 – Art. 1 (punto 15) D.M. 16 febbraio 1982: Depositi
di liquidi infiammabili e/o combustibili:
a) per uso industriale o
artigianale con capacità geometrica complessiva da 0,5 a 25 m3;
b) per
uso industriale o artigianale o agricolo o privato, per capacità
geometrica complessiva superiore a 25 m3.
Chiarimento: I depositi di
liquidi infiammabili e/o combustibili: – per uso industriale sono
quelli destinati e inseriti nei cicli di produzione industriale; – per
uso artigianale sono quelli destinati all’esercizio di attività
artigianali; – per uso agricolo sono quelli destinati all’esercizio di
aziende agricole; – per uso privato sono quelli necessari per: –
riscaldamento di ambienti; – produzione di acqua calda per edifici
civili; – cucine e lavaggio stoviglie; – sterilizzazione e
disinfezioni mediche; – lavaggio biancheria; – distruzione rifiuti; –
forni da pane e forni di imprese artigiane trattanti materiali non
combustibili nè infiammabili.
3. D.M. 16 febbraio 1982 punto 18):
Impianti fissi di distribuzione di benzina, gasolio e miscele per
autotrazione ad uso pubblico e privato con o senza stazione di
servizio. Chiarimento: Per impianti fissi di distribuzione di benzina,
gasolio o miscele per autotrazione si intendono quelli definiti
all’art.82 del D.M. 31 luglio 1934.
4. D.M. 16 febbraio 1982 punto
36): Impianti per l’essiccazione dei cereali e di vegetali in genere
con depositi di capacità superiore a 500 q di prodotto essiccato.
Chiarimento: Tenuto conto che le attività indicate al punto 36) del
D.M. 16 febbraio 1982 si riferiscono ad una entità unica, comprendente
sia l’impianto per l’essiccazione che il relativo deposito di prodotto
essiccato, sono soggette alle visite ed ai controlli di prevenzione
incendi da parte dei Comandi dei Vigili del Fuoco le attività nelle
quali l’impianto di essiccazione è ubicato nello stesso locale
destinato al deposito del prodotto essiccato.
5. D.M. 27 marzo 1985 –
Art. 2 punto 46) D.M. 16 febbraio 1982: Depositi di legnami da
costruzione e da lavorazione, di legna da ardere, di paglia, di fieno,
di canne, di fascine, di carbone vegetale e minerale, di carbonella,
di sughero ed altri prodotti affini, esclusi i depositi all’aperto con
distanze di sicurezza esterne non inferiori a 100 m misurate secondo
le disposizioni di cui al punto 2.1 del decreto ministeriale 30
novembre 1983: – da 50 a 1.000 q; – superiori a 1.000 q. Chiarimento:
Tenuto conto della equivalenza delle condizioni ambientali
potenzialmente influenti ai fini del rischio d’incendio, possono
considerarsi all’aperto anche i depositi dei prodotti di cui al punto
46) del decreto ministeriale 16 febbraio 82 aventi protezioni
orizzontali e verticali dagli agenti atmosferici realizzate con
materiali di qualsiasi genere. Tali depositi possono avere pareti
perimetrali continue purché almeno una di tali pareti sia provvista di
aperture di aerazione senza infissi d’ampiezza non inferiore al 50%
della superficie della parete stessa. Le distanze di sicurezza esterne
vanno misurate tra il perimetro del deposito ed il perimetro del più
vicino fabbricato esterno all’attività o di altre opere pubbliche o
private oppure rispetto ai confini di aree edificabili (decreto
ministeriale 30- 11-83). Ai fini dell’applicazione delle vigenti
disposizioni di sicurezza antincendi per le attività di cui al punto
46) del decreto ministeriale 16 febbraio 1982, si intendono
“fabbricati esterni” quelli ubicati fuori dei confini del complesso
aziendale e che hanno una destinazione diversa da quella dell’attività
in argomento. Per prodotti affini si intendono i prodotti di cui sopra
aventi caratteristiche chimico-fisiche tali da rendere possibili
processi di combustione.
6. D.M. 6 febbraio 1982 punto 60): Depositi
di concimi chimici a base di nitrati e fosfati e di fitofarmaci, con
potenzialità globale superiore a 500 q. Chiarimento: I depositi
indicati al punto 60 sono da intendersi quelli aventi quantitativi in
deposito superiori a 500 q.
7. D.M. 16 febbraio 1982 punto 72):
Officine per la riparazione di autoveicoli con capienza superiore a 9
autoveicoli; officine meccaniche per lavorazioni a freddo con oltre
venticinque addetti. Chiarimento: Per autoveicolo si intende un
“veicolo o macchina a combustione interna” (decreto ministeriale 20
novembre 1981). L’indicazione circa il numero massimo di autoveicoli
in riparazione ricade sotto la responsabilità del titolare
dell’attività in analogia a quanto già previsto dal decreto
ministeriale 20 novembre 81 per le autorimesse.
8. D.M 16 febbraio
1982 punto 75): Istituti, laboratori, stabilimenti e reparti in cui si
effettuano, anche saltuariamente, ricerche scientifiche o attività
industriali per le quali si impiegano isotopi radioattivi, apparecchi
contenenti dette sostanze ed apparecchi generatori di radiazioni
ionizzanti (art.13 della legge 31 dicembre 1962, n. 1860 e art.102 del
decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185).
Chiarimento: Le attività che detengono o impiegano macchine radiogene
a scopo terapeutico, autorizzate dal Medico provinciale a norma
dell’art.96 del DPR 13- 2-1964 n. 185, non rientrano tra le attività
di cui al punto 75) del decreto ministeriale 16 febbraio 1982 e
pertanto non sono soggette alle visite e controlli di prevenzione
incendi da parte dei Comandi dei Vigili del Fuoco, limitatamente a
tali utilizzazioni.
9. D.M. 16 febbraio 1982 punto 83): Locali di
spettacolo e di trattenimento in genere con capienza superiore a 100
posti. Parere C.C.T.S.: I ristoranti, bar e simili non rientrano tra
le attività di cui al punto 83) del decreto ministeriale 16 febbraio
1982 come già chiarito con circolare n. 52 del 20 novembre 1982 e
pertanto non sono soggetti alle visite ed ai controlli di prevenzione
incendi da parte dei Comandi dei Vigili del Fuoco, fatto salvo quanto
previsto all’art.15 punto 5 del decreto Presidente della Repubblica n.
577 del 1982. Sono comunque soggetti ai controlli antincendi i
relativi impianti di produzione di calore di cui al punto 91) del
decreto ministeriale citato.
10. D.M. 16 febbraio 1982 punto 84):
Alberghi, pensioni, motels, dormitori e simili con oltre 25
posti-letto. – D.M. 16 febbraio 1982 punto 85): Scuole di ogni ordine,
grado e tipo, collegi, accademie e simili per oltre 100 persone
presenti. Parere C.C.T.S.: Le residenze turistico-alberghiere, le case
e appartamenti per vacanze, così come definiti all’art.6 della legge
17 maggio 1983, n. 217, le caserme e le case di reclusione, non
rientrano tra le attività di cui ai punti 84) o 85) del decreto
ministeriale 16 febbraio 82 e pertanto non sono attività soggette alle
visite ed ai controlli di prevenzione incendi da parte dei Comandi dei
Vigili del Fuoco.
11. D.M. 16 febbraio 1982 punto 87): Locali adibiti
ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio con superficie
lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi.
Chiarimento: Rientrano tra le attività di cui al punto 87) del decreto
ministeriale 16 febbraio 1982 i musei, gallerie e simili aperti al
pubblico quando le rispettive superfici lorde superano i 400 m2.
12.
D.M. 16 febbraio 1982 punto 90): Edifici pregevoli per arte o storia e
quelli destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie,
collezioni o comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla
vigilanza dello Stato di cui al Regio decreto 7 novembre 1942, n.
1564. Chiarimento: Da più parti, e segnatamente dall’Amministrazione
per i beni culturali ed ambientali, viene richiesto di conoscere quali
effettivamente, ai fini antincendi, sono gli edifici …

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