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Circolare 11/04/1996

Circolare 11/04/1996 n. 3392 - Ministero dell'industria commercio e artigianato - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1995 - Modello unico di dichiarazione ambientale previsto dall'art. 6 della legge 25 gennaio 1994, n. 70 - Indicazioni per la corretta compilazione. Gazzetta Ufficiale 18/04/1996 n. 91

Circolare 11/04/1996 n. 3392
Ministero dell’industria commercio e
artigianato – Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6
luglio 1995 – Modello unico di dichiarazione ambientale previsto
dall’art. 6 della legge 25 gennaio 1994, n. 70 – Indicazioni per la
corretta compilazione.
Gazzetta Ufficiale 18/04/1996 n. 91

Alle
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
Agli uffici
provinciali dell’industria, del commercio e dell’artigianato
e, per
conoscenza
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Al Ministero
dell’ambiente
Alle regioni
All’Unioncamere
L’Unione delle camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura, ha proposto allo
scrivente alcune indicazioni per la corretta compilazione del modello
unico di dichiarazione ambientale (MUD) di cui all’oggetto.

Considerato che, ai sensi della legge 25 gennaio 1994, n. 70, il
predetto modello deve essere presentato dai soggetti obbligati alla
camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente
per territorio, ed avendo recepito sulla proposta dell’Unioncamere le
osservazioni formulate dal Ministero dell’ambiente nonché il
definitivo assenso della Presidenza del Consiglio dei Ministri, si
unisce alla presente circolare, il testo del predetto documento di
indirizzo, al fine di una corretta e diffusa informazione ai soggetti
obbligati alla presentazione del MUD da parte di codeste camere di
commercio.

ALLEGATO
Indicazioni per la compilazione del Modello
unico di dichiarazione in materia ambientale approvato con il decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio 1995, pubblicato
nel supplemento ordinario n. 93 alla Gazzetta Ufficiale del 28 luglio
1995.

1. Riconoscibilità ed univocità della codifica dei rifiuti
speciali e dei residui riutilizzabili.
L’attuale codifica dei rifiuti
secondo il catalogo italiano rifiuti (allegato 2 alle Istruzioni per
la compilazione del MUD) utilizza 5 caratteri, mentre il codice
rifiuto previsto dalla sezione rifiuti del MUD, in vista
dell’introduzione del Catalogo europeo rifiuti (CER), è di 6 campi.
Per l’anno 1996, e fino a quando resterà in vigore il catalogo
italiano, ai 5 caratteri di ciascun codice riportati nel predetto
allegato 2, in sede di compilazione del MUD, va aggiunta in coda la
lettera che consente la classificazione del rifiuto come speciale (S)
oppure come speciale tossico e nocivo (T), anche al fine di consentire
l’univoca correlazione tra moduli allegati e singole schede.
Sempre
tenuto conto dei campi previsti, per i residui riutilizzabili si rende
necessaria la soppressione del punto posto dopo la lettera M o C della
codifica.

2. Raccolte indifferenziate e differenziate dei rifiuti
solidi urbani (RSU).
Premesso che la comunicazione relativa allo
smaltimento dei rifiuti effettuata dal comune tramite il MUD implica
che gli eventuali concessionari del servizio di raccolta non debbano
presentare analoga comunicazione, relativamente alla compilazione
della sezione RSU del MUD si precisa quanto segue.
Gli RSU dichiarati
nella scheda RSU-Comune alla voce “da raccolta non differenziata”
devono trovare corrispondenza nel modulo CS, allegato alla scheda
RSU-impianto, alla voce “RSU in tonnellate” nella parte relativa allo
stesso comune.
Gli RSU dichiarati nella scheda RSU-comune alle voci
“da raccolta differenziata” non trovano analoga corrispondenza,
infatti per questi:
se la raccolta differenziata produce frazioni
avviate al recupero, il comune compila apposite schede RES;
se la
raccolta differenziata produce frazioni avviate allo smaltimento, il
comune compila apposite schede RIF.

3. Rifiuti in entrata ed in
uscita da impianti di trattamento o discarica di R.S.U.
La scheda
RSU-impianto prevede che vengano dichiarate separatamente le quantità
trattate o smaltite di rifiuti urbani e assimilati e di rifiuti
speciali assimilabili agli urbani.
La provenienza dei primi risulta
dal modulo CS allegato alla scheda RSU-impianto; per individuare la
provenienza dei secondi è invece necessario che il dichiarante compili
ed alleghi una o più schede RIF con relativi allegati.
Pertanto chi
ha conferito rifiuti speciali assimilabili agli urbani direttamente ad
impianti di smaltimento li deve dichiarare tramite apposite schede
RIF, barrando per tali rifiuti la casella “rifiuti speciali”, ed
aggiungendo in coda al codice del rifiuto la lettera S (per quanto
detto al punto 1).
I rifiuti derivanti da attività di trattamento di
RSU sono soggetti alla procedura di comunicazione prevista per i
rifiuti speciali, pertanto per essi vanno compilate apposite schede
RIF.

4. Destinazione dei rifiuti trasportati da impresa che per quei
rifiuti ha effettuato solo la fase di trasporto.
Nelle istruzioni
alla compilazione del modello si precisa che il soggetto ricevente
rifiuti, nel caso li abbia ricevuti da un trasportatore terzo, che per
quei rifiuti abbia eseguito solo la fase di trasporto, deve indicare
come provenienza unica solo tale trasportatore; non deve pertanto
compilare nel modulo RT la parte relativa all’unità locale.
Anche il
produttore in tal caso deve considerare come destinatario unico il
trasportatore terzo. In caso contrario si avrebbe da parte del
produttore o detentore una indicazione che non trova riscontro nella
dichiarazione del ricevente; pertanto nel caso di conferimento di un
rifiuto senza il tramite di un soggetto che svolge esclusivamente la
fase di trasporto, questa dovrà risultare come svolta in proprio nella
dichiarazione di chi ha conferito o di chi ha ricevuto il rifiuto, a
seconda di chi sia dei due ad avere in effetti svolto tale fase di
trasporto.
A tal proposito il Ministero dell’ambiente ritiene
opportuno ricordare che, in base alla normativa vigente, la
responsabilità penale connessa alle eventuali violazioni delle norme
per il corretto smaltimento finale del rifiuto resta a carico anche
del produttore del rifiuto stesso.

5. Unità locale di produzione,
stoccaggio, trattamento dei rifiuti.
Ai fini della compilazione del
MUD, premesso che per ogni unità locale devono essere dichiarate le
attività ivi svolte, deve intendersi per “attività di smaltimento
svolte in proprio” quelle “svolte dal dichiarante nell’unità locale
cui si riferisce la dichiarazione” e per “attività di smaltimento
svolte da terzi” quelle “svolte, anche dallo stesso dichiarante, in
un’altra unità locale”.
I rifiuti o residui prodotti nell’ambito di
attività svolte dal dichiarante presso unità locali di terzi (es.
manutenzioni, bonifiche, ecc.) o comunque in luoghi che non
necessariamente costituiscono unità locali (es. cantieri) devono
essere dichiarati in genere dal soggetto che svolge tali attività,
includendoli tra quelli prodotti dalla propria unità locale cui fa
riferimento l’attività originante il rifiuto. Ciò fatti salvi i casi
particolari in cui, ricorrendone le condizioni, l’obbligo di
dichiarare tali rifiuti o residui ricada sul soggetto per conto del
quale tali attività sono state svolte.

6. Ulteriori precisazioni.

Con l’occasione si comunicano alcune ulteriori precisazioni la cui
opportunità è stata evidenziata dal Ministero dell’ambiente nella
corrispondenza intercorsa.
a) Essendo stato definito ed emanato, ai
sensi della legge n. 70/1994, il Modello unico di dichiarazione
ambientale, il termine per l’assolvimento dell’obbligo di
dichiarazione di cui all’art. 10 del decreto-legge recante
“disposizioni in materia di riutilizzo dei residui derivanti da cicli
di produzione o di consumo in un processo produttivo o in un processo
di combustione, nonché in materia di smaltimento dei rifiuti” deve
intendersi ormai individuato nel 30 aprile di ogni anno.
b) Inoltre,
al fine di annotare in modo corretto i dati necessari per una puntuale
compilazione del MUD per l’anno 1997, fino a quando non saranno
emanate le linee guida per l’univoca trascodifica del codice del
catasto nazionale dei rifiuti in quello del catalogo europeo (allegati
2 e 3 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio
1995), nei registri di carico e scarico ed in ogni altro tipo di
annotazione prevista dalle norme, è opportuno riportare entrambe le
codifiche. In tal senso ciascun operatore procederà pertanto
all’individuazione del codice europeo più rispondente al rifiuto
oggetto della dichiarazione da riportare unicamente al codice
italiano.
c) Si ricorda che i predetti codici hanno finalità di tipo
statistico e che pertanto il loro utilizzo non risulta sufficiente
laddove le norme prevedono una puntuale descrizione dei rifiuti, come
ad esempio nelle annotazioni di impresa e nei documenti di
autorizzazione.
d) Si precisa infine che, in attesa del recepimento
della direttiva sui rifiuti pericolosi 91/689/CEE, non deve essere
tenuta in alcun conto la lettera “P” riportata a fianco di alcuni
codici nell’allegato 3 al decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 6 luglio 1995.

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