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Circolare 06/08/1963

Circolare 06/08/1963 n. 262 - Ministero della pubblica istruzione - Trascrizione vincoli e decreti di demolizione. Tutela delle bellezze naturali.

Circolare 06/08/1963 n. 262
Ministero della pubblica istruzione –
Trascrizione vincoli e decreti di demolizione. Tutela delle bellezze
naturali.

Trascrizione vincoli di edificabilità.

E’ stato
sollevato il quesito se sia possibile condizionare l’approvazione dei
progetti, ai sensi dell’art.7 della legge 29-6-1939, n. 1497, a
determinati vincoli di edificabilità da trascriversi negli uffici dei
registri immobiliari, in analogia a quanto già avviene nelle licenze
edilizie rilasciate dai comuni.
Il problema si pone, com’è noto, in
quei casi in cui il progetto saturi le possibilità edificatorie
consentite, secondo l’apprezzamento dell’amministrazione in una
determinata località. A questo riguardo il Ministero ritiene opportuno
precisare che, se è vero che la legge 29-6-1939, n. 1497, manca di
espresse norme in proposito, nulla vieta che il proprietario si
autolimiti, chiedendo egli stesso la trascrizione di un atto di
vincolo di ulteriore edificabilità dell’area di sua proprietà dove
sorgerà la costruzione secondo il progetto presentato. Tale atto di
vincolo dovrà naturalmente contenere l’impegno del proprietario di non
chiedere la cancellazione della trascrizione senza il consenso
espresso della sovrintendenza competente. Trascrizione dei decreti di
demolizione.
E’ talora accaduto che siano stati alienati immobili in
zone vincolate, pur essendo stati costruiti senza la prescritta
autorizzazione o in difformità dei progetti approvati, e che il
Ministero abbia emanato un decreto di demolizione ai sensi dell’art.15
della legge n. 1497. Poiché l’acquirente può ignorare, e di fatto
ignora, la esistenza di un simile provvedimento, il decreto stesso
dovrà essere trascritto nei registri immobiliari. Tale misura si rende
necessaria non solo a salvaguardia della buona fede del terzo, ma
anche perché essa, tanto più se tempestiva, rappresenta un’efficace
remora per il trasgressore che difficilmente potrà alienare l’immobile
sul quale grava un provvedimento di demolizione.
A questo proposito è
opportuno che le lettere di approvazione o di repulsa di un progetto
contengano una dichiarazione, che potrà essere apposta anche mediante
stampigliatura, di questo tenore: “Si raccomanda nello stesso
interesse della signoria vostra di attenersi scrupolosamente al
progetto approvato (oppure, in caso di repulsa, di non intraprendere
alcuna opera), ad evitare l’applicazione delle sanzioni previste dalla
legge ivi compresa la demolizione delle opere abusive, che potrebbe
essere disposta con decreto del Ministero della pubblica istruzione da
trascriversi negli uffici dei registri immobiliari”.
Va da sè che
verrà richiesta la cancellazione della trascrizione del decreto di
demolizione tutte le volte che la questione venga in qualunque modo
sanata attraverso la volontaria eliminazione dell’abuso o
l’approvazione di un progetto di variante. Sanzione pecuniaria. Com’è
noto, ai sensi dell’art.15 della legge, l’indennità ivi prevista va
commisurata alla maggior somma fra il danno arrecato e l’utile
conseguito mediante la commessa trasgressione. E’ quindi necessario
che le signorie loro, nel trasmettere al Ministero la perizia del
genio civile relativa all’utile conseguito, dichiarino quale sia, a
parer loro, il danno arrecato. E’ accaduto inoltre che il
sovrintendente abbia richiesto direttamente al genio civile la perizia
e comunicato al trasgressore l’intendimento di applicare la sanzione
pecuniaria. Si precisa a tal fine che la scelta fra le due sanzioni ex
art.15 è devoluta alla competenza esclusiva del Ministero; ne segue
quindi che nessuna richiesta va fatta agli uffici del genio civile e
nessuna comunicazione ai trasgressori che non siano autorizzate da
questo Ministero. Motivazione dei provvedimenti.
Nonostante le
istruzioni impartite con la circolare n. 360 dell’8-11-1962, si è
dovuto constatare che non tutti i provvedimenti adottati dalle
signorie loro ai sensi dell’art.7 sono adeguatamente motivati, talché
il Ministero è spesso costretto ad accogliere ricorsi gerarchici
avverso provvedimenti insufficientemente motivati. Si raccomanda
pertanto la più stretta osservanza delle disposizioni contenute nella
accennata circolare.
Demolizione opere abusive. A parziale modifica
di quanto è stato disposto con circolare n. 361 dell’8-11-1962, mentre
si conferma l’opportunità di affidare agli uffici del genio civile la
redazione della perizia dei lavori di demolizione delle opere abusive,
si fa presente che, qualora, per qualsiasi ragione, i predetti uffici
non potessero corrispondere alla richiesta, la perizia stessa potrà
essere predisposta dalle signorie loro in conformità alle consuete
norme in materia.
Per quanto attiene all’occupazione dell’area in cui
dovranno eseguirsi le opere di demolizione, all’eventuale assistenza
della forza pubblica ed a qualsiasi altra evenienza, le signorie loro
potranno rivolgersi ai signori prefetti ai sensi del primo comma
dell’art.15 della legge. Naturalmente le trascrizioni di cui sopra si
estendono, in quanto applicabili, alle cose di interesse artistico e
storico protette dalla legge 1-6-1939, n. 1089.
Si gradirà ricevere
un cortese cenno di assicurazione di adempimento.

Circolare 06/08/1963

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